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Full text of "Documenti per la storia, le arti e le industrie delle provincie napoletane"

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From  the 


Fine  Arts  Library 

Fogg  Art  Museum 
Harvard  University 


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DOCUMENTI 

pjeit 

LA  STOEIA  LE  AETI  E  LE  INDU8TEIE 

DELLE  PROVINCIE  NAPOLETANE  ,^ 

RACCOLTI  E  PUBBLICATI 
PER  CORA 

DI 

GAETANO  l'ILANGIERI 


PRINCIPE   DI  SATRIANO 


A^OLUME   I. 


NAPOLI 

TIPOGRAFIA  dell'accademia  REALE  DELLE  SCIENZE 

DIRETTA  DA  HICHtLl  DE  RUBEltTrs 
UDCCCLZ  XXIII 


'^A(.,-DÒ-  2-lSr(/)F 


ncir 

Harvard  OoUego  Library 
Nov  8.   1912 
Gif  t  of 
Williap  Endioott,  Jr. 


EFFEMERIDI 


DELLE  COSE  FATTE  PER  IL  DUCA  DI  CALABRIA 


(1484-1491) 


DI 


JOAMPIERO   LeOSTELLO 


DA  VOLTERRA 


DA 


UN  CODICE  DELLA  BIBLIOTECA  NAZIONALE  DI  PARIGI 


^ 

> 


Edizione  di  copie  250 


N.  19. 
Al  Ghiar."°  Signor  Luciano  Faugou 


^»B< 


/ 


BARTOLOMMEO  CAPASSO 


ONORE  E  LUME 


DELL'ARCHEOLOGIA  E  DELLA  STORIA  PATRIA 


GUIDA  E  CONFORTO 


A  QUESTI  MIEI  STUDI 


OFFRO 


MEMORE  E  GRATO 


\ 


\ 


Fac  -  simile     della     legatura    del    n 
(  Kp'^       Rkp.ico    il  ) 


1 


Fac-simile  della  scrittura  delle  Effemeridi. 


INTRODUZIONE 


PARTE  PRIMA 


SOMMARIO 

Orìgine  della  Biblioteca  Aragonese  •—  Amore  di  Alfonso  I  pei  libri  —  Copisti  e  mi- 
niatori dei  principi  Aragonesi,  e  loro  sottoscrizioni  —  Stemmi,  motti  ed  emble- 
mi che  distingaono  i  codici  di  Alfonso  I  e  di  Ferdinando  I  —  Manoscritti  con- 
fiscati ai  baroni  ribelli  —  Carlo  Vili  s' impadronisce  dei  libri  Aragonesi — Dono 
fattone  ad  Anna  di  Brettagna  —  Manoscritti  Aragonesi  a  Blois  —  Isabella, 
vedova  di  Federico  in  »  vende  altri  manoscritti  Aragonesi  ia  Luigi  XII  e  al 
Cardinale  d*  Amboise  —  Inventario  di  qaelli  vendati  al  secondo  —  Gli  stessi  al 
castello  di  Gaillon  —  Al  Louvre  —  Alla  Biblioteca  Nazionale  di  Parigi  —  In- 
dice dei  manoscritti  Aragonesi  che  sono  nella  detta  Biblioteca,  ed  altrove  — 
Manoscritti  donati  da  Alfonso  II  al  monastero  di  Monteoliveto—Se  ne  conser- 
vano alquanti  nella  Biblioteca  Nazionale  di  Napoli. 

La  Biblioteca  dei  Re  Aragonesi  di  Napoli,  nata  per  opera  di 
Alfonso  I,  di  Ferdinando  I  e  di  Alfonso  II,  faceva  nel  XV  secolo 
r  ammirazione  dei  dotti.  Nulla  s' era  tralasciato  da  quei  sovrani 
per  formare  in  poco  tempo  una  biblioteca ,  rivale  della  Vaticana 
e  della  Medicea.  Alfonso  I  in  singoiar  maniera  avea  posto  in 
quella  ogni  suo  pensiero ,  ed  una  rara  solerzia.  Gli  scrittori  del 


—  IV—» 

tempo ,  specialmente  il  Panormita  '  ed  il  Facio  •,  ci  han  traman- 
date testimonianze  in  gran  numero  sull'amore  che  quel  sovrano 
avea  pei  libri  ;  il  quale  giunse  a  tanto,  da  fargli  scegliere  per  em- 
blema un  libro  aperto  '.  Nei  saccheggi  delle  città  ordinava  che 
fossero  salvati  i  libri ,  e  niun  dono  gli  si  poteva  fare ,  che  fosse- 
gli  più  accetto  di  essi  \  Diceva  che  i  migliori  consiglieri  erano 
i  morti,  cioè  i  libri,  i  cui  avvisi  non  sono  mai  dettati  dal  timore 
0  dall'  adulazione  ^  Da  una  lettera,  scritta  a  Ferdinando  I  d'A- 
ragona da  Giacomo  Curdo,  miniatore  ed  accademico  Pontania- 
no ,  che  nuovamente  ricorderemo  di  qui  a  poco ,  apprendiamo 
che  il  Re  Alfonso  era  solito  intrattenersi  ogni  giorno  nella  sua 
biblioteca ,  e  quivi  assistere  alle  lezioni  del  celebre  Beccadelli , 
detto  il  Panormita  ^  Ferdinando  I  ed  Alfonso  II  %  continuarono 
r  opera  del  loro  illustre  antenato,  e  non  trascurarono  cosa  alcu- 
na per  arricchire  la  loro  biblioteca,  I  più  grandi  miniatori,  i  più 
esperti  copisti  vi  erano  addetti  ;  e  non  sarà  fuori  luogo  fare  di 

*  De  dictis  et  factis  Aìphonsi  Eegis  etc. 

*  De  rebus  gestis  a&  Alphonso  etc. 

'  Veggansi  i  mss.  latini  3063  e  5895  della  Biblioteca  Nazionale  di  Parigi,  ci- 
tati dal  Delisle ,  Le  Cabinet  des  Manuscrits  de  la  Bibliothèque  Imperiale  de  Paris 
(Paris,  1868-81 ,  3  tom.  in  4°)— Tom.  I,  eh.  VI.  —  Veggasi  ancora  il  ms.  VI.  C.  4 
della  Biblioteca  Nazionale  di  Napoli,  del  quale  si  parlerà  appresso.^ 

^  Panormita ,  De  dictis  et  factis ,  etc. ,  Ed.  J.  Santes ,  II ,  1 5 ,  p.  15. 

'  Panormita ,  Op.  cit.,  Ili,  i,  p.  14. 

^  V.  Mittarelli ,  Bibliotheca  codicum  manuscriptorum  Monasterii  S.  Michaelis 
Venetiarum prope  Murianum  (Venetiis  1779,  in  fol.),  col,  295. 

^  Di  qaest*altimo  veggasi  quanto  è  detto  al  proposito  nelle  Effemeridi  ^  come 
verrà  riferito  nella  terza  parte  di  questa  Introduzione. 


—  V  — 


essi  alcun  cenno ,  giovandoci  delle  preziose  notizie  che  ce  ne  dà 
il  Delisle  nella  sua  opera:  Le  Cabinet  des  Manuscrits  etc;  ed  il 
Minieri  Biccio  nel  Cenno  storico  delF Accademia  Alfonsina  *  :  alle 
quali  notizie  ne  aggiungeremo  altre ,  nuovamente  raccolte. 

I  copisti  e  i  miniatori ,  che  lavorarono  per  i  principi  Arago- 
nesi ,  furon  dunque  i  seguenti  : 

Antonius  Marius  ,  di  cui  si  legge  questa  sottoscrizione  in 
un  codice  *  della  Biblioteca  Nazionale  di  Parigi,  con  l'arme 
di  Alfonso  I:  Antonius  Marius  Florentinus  civis  at- 
que  notarius  transcripsit  Florentiae,  xi  calendas 
octóbris  MccccLi  l 

Hugo  Comminellus  ,  Petrus  Massarius.  Questi  due  lavo- 
rarono insieme  un  bellissimo  codice  della  Cosmografia  di  Tolo- 
meo *  con  le  armi  di  Alfonso  I ,  ed  è  nella  Biblioteca  Nazionale 
di  Parigi.  Sulla  carta  di  guardia  del  detto  codice  si  legge  :  H  u  g  o 
Comminellus,  e  Francia  natus,  hunc  librumscri- 
psit;  a  carte  72:  Per  me  VgonemComminelli,  e  Fran- 
cia natum,  inter  scriptores  minimum;  e  a  carte  123: 


*  NapoK  1875,  in  8^  di  pp.  30. 

*  Ms.  latino  4927. 

'  Tre  mss.  del  Collegio  di  Baillenl  ali*  UnlTersità  di  Oxford ,  cioè  i  nnm.  78 
B.,  154  e  248  K,  farono  dallo  stesso  copiati  nel  1445,  ^447  ^  1448.  In  quest'ulti- 
mo annosi  sottoscriTe  cosi:  Antonius,  Mar  ii  filius  florentinus  ciyis  at- 
que  notarius,  transcripsi,  Florentiae,  ab  originalibus  exemplari- 
bus,  II  idus  junii  ucccczlyiii,  quo  tempore  nostra  respublica  ini- 
quiter  et  injuste  ab  immanissimo  rege  Aragonum  vexabatur. 

*  Ms.  latino  4802. 


—  VI  — 

Scripsit  Vgo  Gomminelli,  ex  Francia  natus,  com- 
posuitque  Petrus  Massarius  Florentinus '. 

Jacobus  Curlus.  è  quegli  che  scrisse  la  lettera  dinanzi  ci- 
tata, a  Ferdinando  d'Aragona,  riferita  dal  Mittarelli*.  Quivi  è 
chiamato  J  a  e  0  b  u  s  Curuius  Genuensis.  Fu  dell'Accade- 
mia Pontaniana  ^ 

Un  codice  di  Giustino  della  Biblioteca  Nazionale  di  Pari- 
gi \  con  le  armi  di  Alfonso  I ,  porta  la  seguente  sottoscrizione  : 
Divo  Alfonso  regi  Jacobus  Curlus,  ut  potuit,  ex- 
seri  psit.  A  lui  si  deve  il  Libro  d'Ore  di  Alfonso  I,  e  poi  di 
Ferdinando  I ,  eh'  è  in  Napoh  nella  Biblioteca  del  Principe  di 
Torcila  ^  nel  quale  codice  nobilita  anche  di  più  il  suo  cognóme, 
sottoscrivendosi  J.  A .  C  u  r  i  u  s . 

^  In  un  Tolomeo  della  Biblioteca  Vaticana  (n.°  277  Fondo  Urbino),  scritto  nel 
1472,  si  legge  il  nome  di  Ugo  Comminelli  de  Maceriis  (Y.  De  Bossi,  Piante 
di  Boma  anteriori  al  sec.  xvl  Boma  1879,  in  fol.,  a  p.  go). 

» 

'  Bibliotheca  etc.  Monasterii  S,  Michaelis  etc. 

^  V.  Minieri  Riccio ,  Biografie  degli  Accademici  Pontanianù  Ne  fa  pare  cenno 
nel  dt.  opasc.  app.  i  e  io. 

^  Ms.  lat.  4956. 

^  Eccone  la  descrizione,  quale  ci  vien  comunicata  dal  eh.  B.  Capasse: 

Codice  membranaceo  in  4^  non  numerato  —  Nella  prima  pagina  :  Mccccv.  — 
Nel  fol.  2  leggesi  la  seguente  orazione  :  Deusomnipotens  pater  et  filius  et 
spiritus  sanctus  da  mihi  famulo  tuo  Ferdinando  victoriam  cen- 
tra inimicos  meos  ut  non  possint  mihi  resistere  nocere  et  contra- 
dicere  sed  virtus  eorum  et  consilium  sit  in  bonum.  Deus  Jacob 
Deus  omnium  bene  viyentium  libera  me  famulum  tuum  Ferdi- 
nandum  de  omnibus  pe&catis  meis  de  angustiis  de  necessitati- 
bus  de  tribulationibus  etc. 


.—  711  —      . 

Petrus  Ursuleus  copiò  per  Alfonso  I  un  Quintiliano,  che 
è  nella  Biblioteca  Nazionale  di  Parigi  \ 

Thobias  Guarimbertus  ,  la  cui  sottoscrizione  vedesi  in  un 
codice  delle  lettere  di  Cicerone  * ,  della  Biblioteca  Nazionale  di 
Parigi. 

Antonius  Sinibaldus  ,  cosi  si  sottoscrive  in  un  codice  del- 
la Biblioteca  Nazionale  di  Parigi,  scritto  a  Firenze  nel  1488  o 
1489:  Antonius  Sinibaldus,  Florentinus,  quondam 
regis  Ferdinandi  regis  Siciliae  scriptor  et  libra- 
rius;  e  in  un  altro  della  Biblioteca  di  Berlino:  Antonius  Si- 
nibaldus Florentinus,  illustrissimi  domini  domni 
Johannis  de  Aragonia  familiaris,exscripsit.  Nea- 
poli,  MccccLxxvii,  Junii  xxv'.  Il  Delisle  ci  dice  che  son 
noti  un  dieci  codici,  scritti  da  Antonio  Sinibaldi,  fra  i  quali  cita  un 
Petrarca  della  Biblioteca  Nazionale  di  Parigi,  con  data  del  1476  \ 

Incomincia  il  libro  propriamente  alla  pergamena  fol.  VII,  oy*è  lo  stemma  di 
Casa  d'Aragona.  È  tatto  ornato  di  belle  miniatare  al  principio  delle  ore ,  e  da  fregi 
e  arabeschi,  disegnati  con  gusto.  Nel  penultimo  foglio  si  legge  in  lettere  majascole: 
J.  À.  Garias  Divi  Alphonsi  fiegis  inssu  exscripsit  feliciter. 

In  seguito,  in  varie  orazioni,  si  legge  il  nome  di  Alfonso.  Cosi  neirOrazione  alla 
Yergine:Et  mihi  famulo  tuo  Alfonso»  etc.Inaltra:Protege  Domine  fa- 
mulum  tuum  Alfonsum  etc.  In  altra:  Domine  Jesudamihi  famulo  tuo 
Alfonso  etc. 

*  Ms.  lat.  7804. 

«  Ms.  lat  8528. 

'  Wilken,  Oeschichte  der  KSniglichen  JSibliothék  eu  Berlin^  P-  225. 

^  Ms.  lat.  548. 

Il  detto  copista  è  ricordato  anche  dal  Minieri  Rìccio  nel  citato  opuscolo  (an.  1 473). 


T ,  ■■  ■■    f 


—  vni  — 

Cantes  Bonagius  de  Cantinis  ,  del  quale  si  legge  questa 
sottoscrizione,  in  un  codice  Aragonese  della  Biblioteca  Nazionale 
di  Parigi  ^  Manu  Cantis  Bonagii  de  Cantinis,  clerici 
Sanctae  Mariae  Floris  de Florentia,  xxi  aetatis  suae  an- 
no natus,perscriptum  est  idibus  julii  Mcccclxxxviiii. 

HippoLYTUS  LuNENSis,  che  nelle  Cedole  della  Tesoreria  Ara- 
gonese, ricercate  dal  Minieri  Riccio,  si  trova  anche  coi  nomi 
di  Limensis  e  Lunesse  (1488-1493),  volgarizzò  un  trattato 
delle  pietre  preziose,  dedicandolo  al  suo  amico  Luigi  Corelli, 
Sta  in  un  codice  della  Biblioteca  Nazionale  di  Napoli  ,  del  quale 
ha  dato  recentemente  notizia  il  Miola  ^  Il  detto  codice  è  scritto 
con  grande  eleganza,  e  vi  si  legge  nella  prima  faccia:  Hippo- 
litus  Lvnensis  regius  librarius  clarissimo  mercatori  et 
amico  persuavi  Aloysio  Corellio  salutem  plurimam 
dicit. 

Il  Delisle  cita  tre  codici  della  Biblioteca  Nazionale  di  Pari- 
gi, uno  dell'Universitaria  di  Valenza,  e  due  esistenti  in  private 
raccolte,  scritti  dal  suddetto  copista,  che  in  uno  di  quelli  di  Pa- 
rigi^  si  sottoscrive  cosi:  Joannis  Scoti,  ex  ordine  Minorum, 
sacrae  theologiae  professoris,  super  secundo  Senten- 
tiarum  quaestiones  finiunt  feliciter,  jussu  musarum  an- 

*  Ma.  lat.  1 767, 
«Cod.XII,E.  31. 

'  Le  scrittu/re  in  volgare  dei  primi  tre  secoli  della  lingua^  ricercate  nei  codici 
della  Biblioteca  Naaionale  di  Napoli  dair Assistente  Alfonso  Miola^  in  corso  di  pab- 
blicazione,  nel  Fropt^natore  di  Bologna  (V.  An.  xv,  1882,  par.  I,  a  pp.  146-150). 

*  Ms.  lat.  3063. 


—  IX 


tistitis  et  omnis  sapientiae  diligentissimi  ijivesti- 
gatoris  regis  optimi  Ferdinandi  per  Hippolytum 
Lunensem  transcriptae  *•  ^ 

JoAGHiMDE  GiGANTiBUS,  secondo  il  Delisle  è  la  stessa  persona 
che  il  Minieri  Riccio  trovò  indicata  nelle  Cedole  Aragonesi,  sotto 
i  nomi  di  Gioacchino  di  Giovanni,  Giovanni  de  Gigan- 
te, Gioacchino  di  Alemagna  (1471-1474),  e  Giovanni  Tu- 
dischino  0  Todisco  (1487- 1492).  In  un  codice  della  Biblioteca 
Nazionale  di  Parigi*  si  sottoscrive  a  questo  modo:  Joachim  de 
Gigantibus,  Germanicus,  Rotenburga  oriundus,  Fer- 
dinandi regis  librarius  et  miniator,  tranquille  tran- 
scripsit  et  miniavit  MccccLxxvI^ 

JoANNES  Matheus  Cappitanus,  il  cui  uome  si  legge  in  fine 
d' un  codice  della  Biblioteca  Nazionale  di  Parigi  \  contenente  le 
Categorie  di  Aristotile.  In  esso  son  le  armi  di  Ferdinando  I. 

Vengeslaus  Crispus  \  Fra  le  varie  sue  sottoscrizioni ,  ri- 

'  Dalle  ricerche  del  Minieri  Eiccio  (op.  cit.,  p.  3)  risalta,  come  nota  il  Delisle 
stesso,  che  il  saddetto  ms.  fu  copiato  nel  1488. 

•Ms.  lat  12946. 

^  Ci  yien  riferito  dal  signor  A-lIiola,  che  in  un  Codice  della  Biblioteca  Nazionale 
di  Napoli,  segnato  XIII.  A.  1 8,  contenente  l'esposizione  in  quartum  librum 
Sententiarum  secundum  Thomam  de  Argentina,  leggesi  a  piò  della 
prima  pagina:  Iste  liber  est  conuentus  santi  dominici  de  neapoli  or- 
dinis  predicatorum  quem  legaàit  dicto  conuentui  olim  Joannes 
todeschinus.Il  codice  è  del  xy  secolo  ;  e  sebbene  scritto  in  corsivo ,  ha  in  princi- 
pio una  grande  capolettera,  egregiamente  miniata  su  fondo  d'oro. 

*  Ms.  lat.  6292. 

^  II  Minieri  Riccio  lo  trovò  notato  col  nome  di  Yencislao  di  Boemia,  dal- 
l'anno 1488  al  1493. 


—  X  — 

portate  dal  Delisle,  trascriviamo  la  seguente,  che  sta  in  un  codice 
della  Biblioteca  di  Louviers:  Beati  Thome  Aquinatis  hoc  in 
^rimum  Sententiarum  scriptum  Joannes  de  Aragonia, 
Ferdinandi  regis  filius,  sancle  Romane  ecclesie  car- 
dinalis  presbyter,  suo  proprio  sumptu,  scriptore  Ven- 
ceslao  Crispo  Slagenverdiensi,  natione  magis  quam 
religione  Bohemo,fecit  anno  salutis  Mggcclxxxiiii, 
quarto  nonas  septembris. 

Dallo  stesso  copista  fu  trascritto  pel  Cardinale  d' Aragona 
nel  i486  il  commento  di  S.  Tommaso  in  tertium  Sententia- 
rum; e  nel  1489,  quello  in  secundum,  per  il  re  Ferdinando  '• 

Il  Delisle  cita  in  tutto  sette  codici,  scritti  da  Venceslao  Crispo, 
dal  1480  al  1493. 

Joannes  Marcus  Cynicus  Parmensis  :  cosi  è  sottoscritto  in 
un  codice  Aragonese,  del  quale  esiste  una  copia  fatta  da  Ago- 
stino Gervasio,  tra  i  libri  che  questi  lasciò  alla  Biblioteca  dei  Gi- 
rolamini  di  Napoli  *. 

^  I  dae  codici  sono  Tuno  presso  M.'  Boardin  di  Boaen,  T  altro  nella  Biblioteca 
di  Loaviers. 

*  Questo  codice,  secondo  che  ci  viene  riferito  dal  ComnL  Capasse,  contiene 
quanto  segue  : 

i.Àndreae  Gontrarii  everou  epistola  Alfonso  illustrissimo  Du- 
ci data  ex  Neapoli  non.  decembr.  anno  Ghristi  optimi  Mcccclxxi. 

2.  Andreas  Contrarius  Ferdinando  Ghristianissimo  Siciliae 
Eegi  supplez  te  plurimum  commendat.  Data  ex  Neapoli  kl.jan. 
Anno  Ghristi  optimi  Mcccclxxi  TsXo^. 

3.  Hermolai  Barbari  veneti  poetae  illustrissimi  carmen  quo 
ad  sublimia  et  hardua  hortatur  Alfonsum  illustr.  Galabriae  du- 


\ 


—  XI  — 


Nelle  Cedole  Aragonesi  è  notato  col  nome  di  Giovanni 
Marco  Cinico  di  Palma,  e  una  volta  di  Pavia  (1470-1492). 
In  un  codice  della  Biblioteca  Imperiale  di  Vienna  da  lui  scritto, 
leggesi  la  seguente  sottoscrizione:  Fernando  Aragonio,  regi 
italico,  pacis  et  militiae  ductori  semper  invicto,  ae- 
terno musarum  splendori,  unico  justitiae  cultori, 
principi  optimo,  Cynicu  exscripsit. 

In  altro  codice  Aragonese  della  Biblioteca  Nazionale  di  Pa- 
rigi *  è  segnato  solamente  Joannes  Marcus. 

Finalmente  rimane  ora  chiarito,  che  il  bellissimo  e  celebre 
codice  della  Storia  Naturale  di  Plinio,  già  Farnesiano,  e  ora  della 
Biblioteca  Nazionale  di  Napoli  *,  è  di  mano  del  guddetto  Gio- 
vanni Marco,  che  vi  si  sottoscrive  cosi:  Johannes  Marcus 
clarissimi  et  virtute  et  nobilitate  viri  P^tri  Strozae 
Fiorentini  discipulus  Marcique  Rotae  magni  viri  e- 


cem  exemplo  ayì  et  genitoris  suadetque  ut  sibi  delìget  scripto- 
rem  rerum  suarum  Andream  Gontrarium  conciTem  atque  a- 
mìcum. 

In  fine: 
Joannes   M.  Cynicus  Parmensis  Ferdinand!  Àragoni  Gaes. 
aug.  fondatore  quietis  exscripsit. 

*M8.  lat  12947. 

'  È  segnato  V.  A.  3.  Fu  descritto  dal  Jannelli  nel  suo  Cataìogus  Bibliofheeae 
Latinae  veieris  et  classicae  manuscriptae  qme  in  Begio  Neapolitano  Museo  Barình- 
nico  adservaiur.  Neapoli,  ex  B.  typographia,  1827,  pp.  249-25 1  ;  e  dal  Miola  insie- 
me con  altri  mss.,  che  la  detta  biblioteca  inviò  nel  1877  all'Esposizione  Nazionale 
di  Belle  Arti  in  Napoli  (V.  Catalogo  generale  delV  Esposmone  delVArte  Antica. 
Napoli,  Fibreno,  1877,  pp,  30-36). 


—  xn  — 


quidem  Fiorentini  amantissimus  Parmae  oriundus 
praestantissimo  liberalitate  viro  Domino  Gherardo  Si- 
culi Regni  Protonotario  benemerito  in  xx  ac  centum 
dies  iuvante  Deo  tranquille  transcripsit.  Panormi  an- 
no salutis  1465  ultimo  Julii. 

JoANNES  Rainaldus  Mennius  \  Due  codici  della  Bibliote- 
ca Nazionale  di  Napoli,  sono  opera  del  detto  copista.  U  uno  '  de- 
scritto dal  Jannelli  *  contiene  i  libri  de  re  rustica  di  Colu- 
mella ,  Palladio  e  Catone  ;  è  membranaceo  in  folio  grande , 
scritto  con  semplice  e  classica  eleganza  di  caratteri  e  di  orna- 
ti, e  ci  è  scritto  in  fine:  Divo  Fernando  Regi  Arago- 
nio  Joanrainaldus  Mennius  Millesimo  Quadrigen- 
tesimo  Lxxxviii  quod  bene  uortat  transcripsit.  Nel- 
le Cedole  Aragonesi  *  è  notato  che  gli  ultimi  sei  quinterni  del 
detto  codice  furono  dal  copista  consegnati  nel  dicembre  del  1488, 
per  il  prezzo  di  due.  9,  alla  ragione  di  un  ducato  e  mezzo  il  quin- 
terno. 

D' un  altro  *  parla  il  Miola  nella  citata  sua  opera  *.  Esso 
contiene  le  Sentenze  di  Plutarco,  volgarizzate  da  Giovanni  Albi- 
no ,  e  dedicate  al  re  Ferdinando  d' Aragona  :  è  scritto  e  miniato 
con  somma  cura,  ed  ha  tuttora  l'antica  legatura  in  pelle  rossa,  con 


^  Nel  Mimerì  Riccio,  GioTanni  Rinaldo  Mennìo  (1488-1493). 

'  Membran.  in  fol.  gr.,  segnato  V.  A.  5. 

'  CatalogtM  Bibliotheeae  Latinae  etc.,  p.  252. 

*  V.  Minieri  Riccio,  op.  cit,  p.  18,  not  70. 
^  Membran.  in  8^  segnato.  XII.  E.  34. 

•  V.  Il  Propugnatore^  Anno  XV,  par.  I,  pp.  1 59-162. 


—  xin  — 

fregi  dorati.  In  fine  si  legge:  Joan  Rainaldus  exscripsit. 
Notevole,  è  poi  lo  stemma  che  è  nella  prima  pagina  del  co- 
dice,  come  quello  che  appartenne  alla  famiglia  de  Scorciatis', 
di  cui  fu  Giulio  noto  per  la  parte  che  prese  come  giudice  nel  pro- 
cesso per  la  Congiura  de'  Baroni.  E  di  costui  dovette  essere  il  co- 
dice ,  fatto  scrivere  dal  re  Ferdinando  per  darglielo  in  dono  *. 

Due  altri  codici  del  Rainaldò  li  cita  il  Delisle,  e  sono  un 
Fi l elfo  della  Biblioteca  di  Torino,  con  la  sottoscrizione:  Divo 
Ferdinando  regi  Aragonio  Joannes  Rainaldus  Men- 
nius,  1488,  quod  bene  vertat  exscripsit;  e  un  S.  Gre- 
gorio in  tre  volumi  della  Biblioteca  Nazionale  di  Parigi  ^  sot- 
toscritto: Illustrissimo  et  reverendissimo  Joanni  pre- 
sbitero cardinali  de  Aragonia,  Joannes  Rainaldus 
Mennius,  millesimo  quadringentimo  octuagesimo 
quinto,  quod  bene  vortat,  transcripsit. 

Johannes  de  Guerne,  Flamingus,  scrisse  pel  Cardinale  d'A- 
ragona un  codice,  eh' è  ora  nella  collezione  di  M.'  Bourdin.  Ec- 
cone la  sottoscrizione:  Beati  Thome  Aquinatis  conti- 
nuum in  duos  evangelistas  per  me  JohannemdeGuer- 
'  D*  azzurro  alla  pelle  di  leone  sospesa  a  una  spada,  col  capo  di  rosso,  caricato 
di  tre  gigli  d'oro,  sostenuto  da  una  fascia  d*oro. 

'  In  un  foglio  che  precede  quello  oy'  è  V  epigrafe  dedicatoria  di  Albino  al  re 
Ferdinando,  l'uno  e  T altro  di  pergamena  riolacea,  si  leggono  a  stento  queste  pa- 
role, scritte  in  corsivo:  D.  Julius  Scorciatus  hoc  opus  habet.  Nella  faccia 
intema  della  legatura  è  poi  scritto  in  un  angolo:  Persone  est  capti  ve:. e  ciò  si 
riferisce  probabilmente  alla  prigionia  sofferta  dallo  Scorciato  nel  1 503 ,  quando 
gli  Spagnuoli scacciarono  di  Napoli  i  Francesi,  pe* quali  avea  quegli  parteggiato. 
»Ms.  lai  2231. 


—   XIT    -r- 


ne,  flamingum,  exscriptum  finitumque  Neapoli,  re- 
gnante felicissimo  rege  Ferdinando,  anno  Domini 
natalis  Mgccclxxxvi,  decimo  octauo  die  novembris, 
sumptu  illustrissimi  domini  Johannis  de  Aragonia, 
ejusdem  Ferdinandi  regis  filii,  sancte  Romane  eccle- 
sie cardinalis  presbiteri,  qui  dum  Romam  a  patre  ad 
pontificem  maximum  missus  esset,  vitam  cum  morte 
finiuit,  dicto  millesimo  anno  lxxxv,  mense  septembris. 

Petrus  Burdegalensis  copiò  pel  suddetto  Cardinale  d' A- 
ragona  un  codice,  ch'è  ora  nella  Biblioteca  Nazionale  di  Napoli  \ 
Giusta  le  notizie  che  ci  comunica  il  Miola,  esso  contiene  il 
commento  di  S.  Tommaso  al  quarto  libro  delie  Sentenze.  È 
scritto  con  mirabile  gusto  di  caratteri  e  di  ornati.  Nella  prima 
pagina,  dopo  l'indice,  vedesi  al  di  sotto  del  titolo,  una  miniatura 
rappresentante  il  Santo  Dottore,  seduto  in  atto  di  studiare ,  con 
un  bel  fondo  d'architettura  e  paese.  Il  margine  è  tutto  dipinto  a 
fogliame,  concentro  satiretti  e  puttini ,  due  dei  quali  sostengono 
uno  scudo  con  le  armi  d'Aragona:  sullo  scudo  era  il  cappello 
cardinalizio,  al  quale  fu  sostituita  una  corona.  In  fine  del  codice 
è  scritto:  ThomeAquinatis  hoc  in  quartum  sententia- 
rum  scriptum  Inclytus  Joannes  de  Aragonia  Fer- 
dinand! Regis  filius  S.  Ro.  Ecclesie  Card,  presbiter 
suo  proprio  sumptu  scriptore  Petro  Burdegalensi 
fecit  anno  salutis  Mill.  ecce,  lxxxiiii  mi  non.  Se- 
ptembris. 

Aggiungeremo,  ai  già  detti,  i  seguenti  altri  nomi  di  copisti  e 

^  È  membran.  in  fol.,  sego.  VII.  B.  4. 


—  XV  — 


miniatori,  che  lavorarono  per  la  Biblioteca  Aragonese,  dei  quali 
trovasi  ricordo  nel  citato  opuscolo  del  Minieri  Riccio. 

Giovanni  de  Lilione  Cappella  genovese ,  Francesco  Bo- 

LUMBRELLO,  PlETRO  DI  GaPUA,  VIRGILIO  DI  GaPUA,  MaTTEO,  DoN- 

NO  Fusco,  Donno  Altobello.  Tutti  nominati  nelle  Gedole  del 
1455. — Virgilio  Visoleu(i456),  Alfonso  di  Gordova  (1456), 
Ottone  Quarto  d'  Alemagna  (1466- 1474),  Domenico  Groffo 
(1467),  Don  Matteo  Lauro  (1469),  Nicola  Rubricano  0  Rapi- 
CANO  di  Amantea  (1467- 1488),  Niccola  Vallers(i47o),Galisto 

G AMERETE  (1474),  DOMENICO  ANDREUCCIO  DELLA  MoNACA  di  Gava 

(  1474),  Giovanni  de  Frandina,  de  Frandanes,  de  Fiandena  o 
DE  Frandes  (1488-1493),  Bernardino  de  Sardis  (1488-1492),. 
Gristofaro  Maiorana  di  Napoli  (1490-1492),  Andrea  diGastel- 
LAMMARE  (1491),  Mazzeo  Felice  di  Napoli  (149 1-1493),  Mariano 
Volpe  di  Napoli  (1491),  Nardo  Rapicano  di  Napoli  (1491-1493), 
Antonio  Scariglia  di  Napoli  (1492),  Giovanni  Marco  de  Rus- 
sis  di  Napoli  (1492),  Francesco  di  Pavia  (1492-1493),  Don  Giu- 
liano FERRiLLO,prete  napoletano  (1492),  Mariano  Volpe  di  Na- 
poli (1492) ,  Silvestro  de  Tumulo  (  1492) ,  Vincenzo  Storia- 
le (1493)- 

Riporteremo  altresì  i  nomi  dei  legatori  Tommaso  Aulesa 
(1443),  Baldassare  Scariglia  (i  445-1 491),  Maestro  Marino  de 
Manzo  (1493),  Francesco  Gipolla. 

Ora  diremo  degli  stemmi,  dei  motti  e  degli  emblemi,  che  ve- 
donsi  in  taluni  codici ,  appartenuti  agli  Aragonesi. 

Le  armi  che  distinguono  i  mss.  di  Alfonso  I  presentano,  se- 
condo il  Delisle ,  quattro  tipi  diversi ,  cioè  : 


—  XTl  — 


A)  Scudo  d'Aragona:  d'oro  ai  pali  di  rosso. 

B)  Scudo  inquartato:  al  i  e  4  d'Aragona,  al  2  e  3  di  Ca- 
labria (d'argento  alla  croce  di  nero)  *. 

C)  Scudo  inquartato:  al  i  e  4  di  Calabria,  al  2  e  3  d'A- 
ragona. 

D)  Riunione  sulla  stessa  pagina  dei  seguenti  scudi  : 

"  L  Arme  d' Aragona.  —  IL  Arme  d'Aragona  Sicilia:  d'oro  a 
quattro  pali  di  rosso,  inquartato  in  croce  di  S.  Andrea,  d'argento 
all'  aquila  di  nero.  —  III.  Scudo  inquartato:  al  i  e  4  d'Aragona, 
al  2  e  3  interzato  in  palo,  al  i  d'Ungheria,  al  2  di  Francia,  al  3 
di  Gerusalemme. 

In  un  codice  della  Biblioteca  Nazionale  di  Parigi ,  che  ha  lo 
stemma  d' Alfonso  del  tipo  C  *,  vi  è  un  rosone  circondato  dal 
motto:  ANTE — siENPRE — AR AGORA  ;  0  uu  altro  codice  della  stessa 
biblioteca '^  ha  nel  frontespizio  un  medaglione  col  ritratto  del  detto 
sovrano ,  e  vi  si  legge  intorno:  alfonsus  rex  aragonum. 

I  manoscritti  appartenuti  a  Ferdinando  I  hanno  stemmi  di 
due  diversi  tipi,  cosi  descritti  dal  Delisle: 

A)  Scudo  inquartato:  al  i  e  4  d'Aragona,  al  2  e  3  interzato 
in  palo,  al  i  d' Ungheria,  al  2  di  Francia,  al  3  di  Gerusalemme  \ 


^  Di  questo  tipo  è  lo  stemma  di  aa  codice  della  Biblioteca  Nazionale  di  Na- 
poli.  Il  codice  contiene  le  opere  di  Cornelio  Gelso  ;  è  membranaceo  in  fol.  (segn.  Y.  A. 
IO  bis)  del  sec.  xv,ed  è  scritto  semplicemente,  senz* alcuna  miniatura. 

*  Ms.  lai  8533. 
•Ms.  lat,  17842. 

« 

*  Di  questo  tipo  sono  gli  stemmi  di  tre  piss.  Aragonesi ,  che  sono  nella  Bibliote- 
ca Nazionale  di  Napoli,  cioè  del  S.  Tommaso  di  Pietro  da  Bordeaux  (Y.  Petrus 


—  XTH  — 


B)  Scudo  inquartato  :  al  i  04,  interzato  in  palo ,  come  so- 
pra (Ungheria,  Francia  e  Gerusalemme),  al  2  e  3  d'Aragona. 

Nota  pure  il  citato  autore  i  seguenti  motti  ed  altri  distintivi, 
che  hanno  i  codici  della  Biblioteca  Nazionale  di  Parigi,  scritti 
per  Ferdinando  d' Aragona  : 

SVSTINmE  —  POR  BIEN  FINIR  —  EDEN  EUR  \ 
DEGORVM  —  SEQVITO — RES  VINCES  *. 

Un  piccolo  quadrupede  bianco  col  motto  decorum  ^  Lo 
stesso  col  motto  probanda  \ 

Un  medaglione  col  ritratto  di  Ferdinando,  circondato  dalla 
leggenda:  ferdinandvs  hostfvm  victor  amicorvmqve  defensor*. 

In  altri  due  codici  *  vedesi  pure  dipinto  il  ritratto  di  Ferdi- 
nando. 

Neir  ultima  pagina  d' un  Uffizio  ^  vedesi  lo  stemma  del  sud- 
detto principe  (tipo  A),  attaccato  a  un  tronco  d'albero,  a  cui  son 


Bar degalensìs),  delle  LetterediS.  Cipriano^ codice  membran.  in  foL  (segn.  VL 
C.  4)  di  bellissima  scrittura  del  sec.  xv,  con  la  prima  pagina  ornata  di  vaghe  mi- 
niature, e  della  Vita  di  8.  GHcvanni  JK^tfa^fa,  codice  membran.  in  4^  p.""  (segn.  XIII, 
F.  24),  scritto  anch'esso  nel  sec.  xv,  e  ricco  di  molte  preziose  miniature.  Questi  due 
ultimi  fecero  parte  della  mentoyata  Esposizione  del  1877  (V.  il  Catalogo  citato 
innanzi). 

'  Ms.  lat.  1659. 

*  Ms.  lat  2347. 
'  Ms.  lat.  3063. 

*  Ms.  lat.  8078. 
^  Ms.  lat.  63 1  o. 

^*  Ms.  lat.  12946  e  12947. 
'  Ms.  lat.  10532. 


—  xvra  — 

pure  sospese  una  sciabola  ed  una  spada  incrociate.  Agli  angoli 
son  quattro  medaglioni:  nel  primo  e  nel  quarto  è  dipinto  un  poz- 
zo con  due  secchie,  donde  escono  fiamme;  nel  secondo  e  nel  terzo 
un  libro  circondato  di  fiamme.  Al  basso  della  pagina  si  legge: 

DVCIT  AD  SVMMOS  GLORIA  (X)ELITES. 

Tra  i  manoscritti  appartenuti  agli  Aragonesi,  ce  ne  ha  parec- 
chi che  non  furono  fatti  per  quei  principi ,  ma  vennero  confiscati 
ai  baroni,  che  si  ribellarono  a  Ferdinando  I.  Il  Delisle  ne  enu- 
mera taluni  che  mostrano  di  essere  stati  d' Antonello  Petrucci, 
di  Pietro  di  Guevara,  del  Principe  di  Bisignano  e  di  altri  signori*. 

La  Biblioteca  Aragonese  era  una  preda  troppo  bella ,  e  non 
poteva  sfuggire  al  Re  Carlo  Vili  di  Francia  \  che  non  trascurò 
quando  ebbe  conquistata  Napoli  d' impadronirsene ,  per  unirla 
con  la  sua  che  si  trovava  allora  nel  Castello  di  Blois  '• 

^  Sappiamo  dal  Capasse  che  nelle  Cedole  di  Tesorerìa  del  Grande  Archivio  di 
Napoli  (Autogr.  Aragon.^  voi.  2),  si  trova  fra  T  altro  notato:  1458.  Johan  deGni- 
nazon  Senes  por  prezzo  de  dos  Etiques  de  Aristotil vendutednc. 
XX,  tar.  8,  aGaspar  Feyro  de  la  libraria  gres,  l'or  unbreviario 
due.  XX,  tar.  8. 

*  Il  Delisle  {Cabinet  dea  Manuscrits  etc.,  Tom.  I,  Not.  2,  della  pag.  IX,yiell'^- 
vant'propos)  dice  d' ignorare  che  sia  avvenuto  delle  note  di  Boivin  sui  mss.  del  Re 
di  Napoli,  ma  che  una  copia  di  esse  note  fu  da  lui  acquistata  nel  1868. 

'  Le  Soux  de  lincy,  Vie  de  la  Beine  Anne  de  Bretagne  femme  des  rois  de  France 
Charles  Vili  et  Louis  XII ^  suivie  de  lettres  inédites  et  de  documents  originaux 
(Paris ,  Curmer  1 860, 4  voi.  in  1 2**).  V.  voi.  II,  pag.  3 1 -32.  Le  lettere  di  Carlo  Vili, 
di  Luigi  XII  e  di  altri  grandi  personaggi  del  tempo,  furono  copiate  a  Londra  nel 
British  Museum.  Esse  erano  agli  Archivii  di  Simancas,  donde  furono  tolte  non  si  sa 
in  qual  tempo.  Ve  ne  ha  tre  a  D.  Ferrante  d'Aragona,  una  relativa  a  Michele  Biccio, 


—  XIX  — 


In  appresso  i  1 140  libri  di  ogni  specie  portati  via  da  Na- 
poli \  furono  donati  dal  Re  a  sua  moglie  Anna  di  Brettagna,  che 
amava  grandemente  anch'essa  libri  e  manoscritti  '. 

Dopo  la  morte  della  Regina  quei  libri  furono  incorporati 
alla  collezione  reale,  e  il  Cardinale  d' Aragona  li  vide  nel  1 5 1 7  al 
Castello  di  Blois  ^ 

D' allora  in  poi  rimasero  sempre  in  possesso  della  corona,  e 
nel  secolo  XVII  furono  riuniti  alla  Biblioteca  Nazionale. 

Non  tutti  però  i  manoscritti  Aragonesi  vennero  fra  le  mani 
di  Carlo  Vili:  molti  ne  furono  raccolti  dall'ultimo  degli  Arago- 
nesi di  Napoli,  Federico  III,  la  cui  vedova  Isabella  del  Balzo  li 


natiTO  del  JS.  di  Napoli,  quattro  di  Carlo  Vili  a  D.  Ferrante,  una  di  Carlo  Vili  al 
Cardinale  di  Cartagena,  cinque  di  Luigi  XII  a  D.  Ferrante  d*  Aragona. 

^XJnze  cent  quarente  livrea  de  toutes  sortes  apportes  de 
N  api  e  8.  Questa  indicazione  precisa,  che  ò  la  sola  onde  apprendiamo  il  numero 
dei  libri  portati  via  da  Napoli ,  è  eslratta  da  un  impoi*tantissimo  inventario  del  7 

Settembre  1498,  intitolato:  La  declaradon  dea  relliques ìivres  en  latin  fran- 

scys  italien  grec  et  esbrieu  apparfenant  à  la  Beyne  duchesse  (22335  ^^s.  fran. 
Bibl.  Naz.  di  Parigi)  —  V.  Le  Boux  de  Lincy,  op.  cit,  to.  Ili,  p.  221. 

*  Fra  i  1 300  0  1 500  volumi  che  componevano  la  Biblioteca  di  Anna  di  Bretta- 
gna, scrive  il  Foumier ,  i  libri  conquistati  a  Napoli  da  Carlo  Vili ,  formavano  la 
parte  più  grande  (Fournier^  L' art  de  la  Reliure  en  France  aux  derniers  sièdes. 
Paris,  Gay  1864,  in  12%  p.  67). 

Di  tutti  i  Codici,  che  Anna  di  Brettagna  fece  scrivere  e  miniare  per  suo  uso,  nin- 
no ò  arrivato  fino  a  noi  (Le  Boux  de  Lincy,  op.  cit.). 

»  De  Beatis,  Itinerario  del  Cardinale  d'Aragona^  ms.  X.  F.  28  della  BiW.  Naz, 
di  Napoli  —  V.  Estratti  pubblicati  dal  Volpicella  néiV Archivio  Storico  Napoletano. 
Napoli,  1876,  in  8^  (An.  I,  p.  113). 


vendette  al  Re  Luigi  XII,  ed  al  Cardinale  d' Amboise  Giorgio  I, 
arcivescovo  di  Rouen  *. 

Dei  manoscritti  venduti  a  Luigi  XII  non  abbiamo  a]cun  ca- 
talogo; ma  nell'inventario  dei  mobili  del  Cardinale  d'Amboise, 
fatto  nel  1508,  figura  une  librairie  achaptée  du  roy 
Fédéric*. 

^  V.  De  Beatis,  op.  cit.  —  Delisle,  Cabinet des  Manuserits ^  to.  I,  eh.  VI;  e  to. 
III9  Addiiions  et  Correeiions. 

*  Una  copia  del  Catalogo  della  saddetta  libreria  si  conserya  negli  Àrchiyii  del- 
la  Senna  Inferiore.  Fa  inserita  nella  citata  opera  del  Delisle ,  ed  era  già  stata  messa 
a  stampa  da  M.  Deville  (  Cotnpies  de  Dépenses  de  la  construeiion  du  Chdteau  de 
Craillon,  p.  552),  e  dall'Ab.  Langlois  (Recherches  sur  les  Bibltothèques  des  Archevé- 
ques  et  du  Chapitre  de  Rouen.  Boaen  1 853 ,  in  8^,  p.  70  (  Extratt  du  Prèda  dee  tra- 
vaux  de  VAcadémte  de  Rouen^  année  1851 -1852).  Non  sarà  inntile  qoi  ripabbli- 
caria. 

Aulire  Librairie  achaptée  par  mondit  seigneur  du  roy  Fédéric  : 

1.  Auguetinus  super  psalmos ,  eouvert  de  drap  d'or  et  quatte  fermaus  d'argent. 

2.  Augustinus  de  eivitate  Dei^  eouvert  de  cuyr  rouge  à  ouvrage  doré^  garny  de 

deux  fermaus  d*  argent  dorè. 

3.  Augustinus  super  psalmoSj  tercia  pars,  eouvert  de  cuyr  tanné,  à  fermaus  de 

loton. 

4.  CoUectorium  sermonum  sanati  Augustine  eouvert  de  cuyr  tanné,  à  fermaus  de 

lotum. 

5.  Augustinus  centra  Fausium,  eouvert  de  cuyr  rouge^  garny  de  quaire  fermaus 

d'argent  dorè. 

6.  Epistole  Sancti  Augustini,  eouvert  de  cuyr  tanné,  à  fermaus  de  lotun. 

7.  Thomas  super  primo  Sentenciarum ,  eouvert  de  cuyr  noir,  à  ouvraige  dorè, 

m 

garny  de  fermaus  de  loton. 

8.  Thomas  super  secundo  Sentenciarum ,  eouvert  de  cuyr  rouge ,  à  ouvraige  dorè, 

« 

guamy  de  fermaus  de  loton. 


—  XXI  — 

9*  Thomas  super  tercio  Sentenciarum ,  couvert  de  cuyr  videi ,  à  ouvraige  ào/réy 
guarny  de  fennaus  de  loton. 

10.  Thomas  super  quarto  sentenciarum ^  couvert  de  cuyr  vert^  guarny  de  fermaus 

de  foton. 

1 1 .  Quolibeta  sancii  Tkome ,  couvert  de  cuyr  rouge ,  gamy  de  fermaus  de  loton. 

12.  Prima  pars  sancii  Thome^  couvert  de  velours  vert^  gamy  de  quatre  fermaus  de 

loton  ^  en  fagon  de  coguilles. 

13.  Prima  secunde  sancH  Thome^  couvert  de  velours  veri^  sans  fermaus. 

14.  Secunda  secunde  sancii  Thome,  couvert  de  cuyr  rouge,  guarny  de  fermaus  eie  loton. 

1 5.  Terciapars  sancii  Thome^  couvert  de  velours  vert^  guarny  de  loton  à  coquilles. 

16.  Quesiiones  sancii  Tkome ^  de  malo,  couvert  de  cuyr  rouge ^  à  fermaus  de  cuyvre. 

1 7.  Diversa  opera  sancii  Thome^  couvert  de  cuyr  violei,  gamy  de  fermaus  de  laion^ 

'  en  facon  de  coquille. 

18.  Besiduum  questìonum  sancii  Thome,  de  veritaie,  couvert  de  cuyr  noir,  à  ou- 

vraige  doré^  gamy  de  fermaus  de  loton. 

1 9.  Sanctus  Thomas  super  Matheum,  couvert  de  cuyr  rouge,  gamy  de  irois  fermaus 

d'argent  dorè. 

20.  Sanctus  Thomas  super  Lucam,  couvert  de  cùyr  rouge ,  gamy  de  quatre  fermaus 

Sargeni  dorè. 

21.  Sanctus  Thomas  super  Marcrnn,  couvert  de  cuyr  rouge  à  ouvraige  doréj  gamy 
'  de  irois  fermaus  d'argent  dorè. 

22.  Sanctus  Thomas  super  Johannem,  couvert  de  cuyr  rouge,  à  ouvraige  dorè,  guar- 

ny  de  deux  fermaus  de  cuyvre. 

23.  Sanctus  Thomas  super  Tsaiam,  couvert  de  cuyr  rouge,  à  ouvraige  dorè,  gamy 

de  deux  fermaus  de  cuyvre. 

24.  Sanctus  Thomas,  de  celo  et  mundo,  couvert  de  velours  veri  sans  fermaus. 

25.  Sanctus  Thomas  super  phisicam,  couvert  de  cuyr  fanne,  à  fermaus  de  cuyvre. 

26.  Sanctus  Thomas  super  epistolam  Pauli  ad  Bomanos,  couvert  do  velours  fanne, 
.'  gamy  de  deux  fermaus  de  cuyvre. 

27.  Sanctus  Thomas  super  epistolam  Pauli  ad  Qalathas,  couvert  de  cuyr  rouge, 

fermant  et  gamy  d' un  fermeau  d' argent  dorè. 

28.  Còmmenium  Sancii  Thome,  de  anima,  couvert  de  cuyr  noir ,  gaìmy  de  fermaus 

de  laton. 


—  XXII  — 

29*  Bonaventura  super  primo  Senfeneiarum^  couvert  de  cuyr  rouge^  à  ouvraige  éhn 
ré,  garny  de  fermaus  de  Jaton. 

30.  Bonaventura  super  secundo  Sentenciarum^  couvert  de  euyr  rouge ,  ouvraige  do^ 

ré,  garny  de  fermaus  de  loton. 

31.  Bonaventura  super  tercio  Sentendarum ,  couvert  de  euyr,  à  fermaus  de  laton. 

32.  Bonaventura  super  quarto  Sentenciarum,  couvert  de  cuyr  rouge,  à  ouvraige  do- 

rè, garny  de  fermeauJx  de  loton. 

33.  Nicolaus  de  Lyra  super  Genesim^  couvert  de  cuir  rouge,  garny  de  troys  fer- 

maus  d' argent  dorè. 

34.  Nicolaus  de  Lyra  super  libros  Eegum,  couvert  de  cuyr  rouge  ^  garny  de  quaire 

fermata  d' argent  dorè. 

35.  Nicolaus  de  Lira  super  Salomonem,  couvert  de  cuyr  rouge,  garny  de  quatte  fer* 

meaulx  d' argent  dorè. 

36.  Postila  de  Lira  super  Apocalipsim,  couvert  de  velours  veri,  garny  de  fermaus 

de  loton. 

37.  Athanasius  super  Paulum,  couvert  de  cuyr  rouge,  guamy  de  quatre  fermaus 

d' argent  dorè. 

38.  Athanasius  super  epistolas  Bauli,  couvert  de  cuyr  rouge,  ouvrage  dorè,  guamy 

de  fermaus  de  loton. 

39.  Titi  Livii  de  bello  Macedonico  primo ,  couvert  de  cuyr  veri,  à  ouvraige  doré^ 

guamy  de  fermaulx  de  loton. 

40.  Titi  Livii  de  bello  Macedonico  secundo ,  couvert  de  cuyr  rouge,  à  fermaus  de 

loton. 

41 .  Titi  Livii,  de  secundo  Punico,  couvert  de  cuyr  rouge,  garny  de  fermaus  de  loton. 

42.  Tifi  Livii,  ab  urbe  condicfa,  couvert  de  cuyr  rouge,  garny  de  fermaus  de  loton. 

43.  Beclamaciones  Quintiliani,  couvert  de  cuyr  tanné,  garny  de  fermaus  de  loton. 

44.  Marii  Faòii  Quintiliani,  couvert  de  cuyr  tanné,  sans  fermaus. 

45.  Ptholomeus,  en  grant  volume,  couvert  de  cuyr  rouge,  garny  de  fermaus  de  lo^ 

ton ,  en  fagon  de  coquille. 

46.  Liber  insularum,  couvert  de  cuyr  noir,  garny  de  fermaus  de  loton. 

47.  Omelie  Aimonis,  couvert  de  cuyr  rouge,  garny  de  fermaus  de  loton. 

48.  Basilius  centra  Simonium,  couvert  de  cuyr  noir,  garny  de  fermaus  de  loton. 

49.  Tractaius  de  dtreciionibus  et  alia,  eie,  couvert  de  cuyr  violet,  à  fermaus  de  loton. 


—  xxra  — 

50.  FluiarcuSy  couvert  de  euyr  rouge^  garny  de  fermaus  de  loton, 

51.  Domitius  super  Juvenale^  couvert  de  cuyr  rouge^  ouvraige  doré^  gamy  de  fer^ 

maus  de  ìoion. 

52.  Virgilii  Eneidos^  couvert  de  cuyr  noir^  gamy  de  fermaus  de  loton. 

53.  Matheus  Pdlmerius^  de  temporibus^  couvert  de  cuyr  tanné^gamy  de  fermaus 

de  loton. 

54.  De  proprietatibus  rerum,  couvert  de  cuyrjaune,  à  fermaus  de  loton. 

55.  Teriulianus  de  carne  Christi  et  altarum^  couvert  de  cuyr  rouge^  gamy  de  quatre 

fermaus  $  argent  dorè. 

56.  Glosa  quafuor  doctorum  super  Tsaiam,  eiah'a^  couvert  de  cuyr  rouge,  à  ouvrai- 

ge doré^  garny  de  fermaus  de  loton. 

57.  Omelie  et  sermones  diversorum  doctorum,  couvert  de  cuyr  rouge,  gamy  de  troys 

fermaus  d' argent. 

58.  Omelie  diversorum  doctorum,  couvert  de  cuyr  rouge,  garny  de  fermaus  de  loton. 

59.  Glosa  guaiuor  doctorum  super  Genesim,  etc.,  couvert  de  cuyr  rouge,  ouvraige 

dorè,  garny  de  fermaus  de  loton. 

60.  Bichardus  super  guaiuor  Sentenciarum,  couvert  de  cuyr  rouge,  garny  de  fermaus 

de  loton. 

6 1 .  Herodotus,  couvert  de  cuir  vert,  garny  de  fermaus  de  loton,  en  fafon  de  coquiìles. 
€2.  Bonatus  Actiorolus  in  Eihicen  Aristotelis,  couvert  de  cuyr  rouge,  gamy  de  fer- 
maus de  loton ,  en  fagon  de  coquiìles. 

63.  Donatus  in  Virgilium,  couvert  de  cuyr  rouge,  à  fermaus  de  loton. 

64.  Hugonis  de  sacramentis,  couvert  de  cuyr  vert,  à  fermaus  de  loton. 

65.  Francisci  Philelphi,  couvert  de  cuyr  rouge,  sans  ferfnaus. 

66.  Diverse  oraciones  PhileJphi,  couvert  de  cuyr  rouge,  ouvraige  dorè,  garny  de  deux 

fermaus  d' argent  dorè. 

67.  Leonardi  Justiniani,  vite  Pluf  archi,  couvert  de  cuyr  rouge,  gamy  de  fermaus 

de  loton. 

68.  Somma,  de  septem  viciis,  couvert  de  cuyr  rouge,  gamy  de  frois  fermeaulx  d' ar- 

gent dorè. 

69.  Eerodoti  Halicamari,  couvert  de  cuyr  fòuge,  garny  de  fermeaulx  de  loton. 

70.  Chrisostomi  diversa  opera,  couvert  de  cuyr  noir,  garny  de  loton,  e»i  fagon  de  co- 

quiìles. 


/ 


—  XXIV  — 

7 1  •  Rabanus  Maurus  super  euvangeliis^  eauvert  de  euyr  vertt  gamy  de  quatre  fer-- 
fnaus  Sargent  dorè. 

72.  Eusd>ius,  de  tettìporibus^  couvert  de  euyr  rmge^  gamy  de  fermaus  de  lotan. 

73.  Pugio  Baymundi  cantra  Judeos^  couvert  de  euyr  rauge^  à  fermaus  de  lotan. 

74.  Johannis  Damasceni  tractatus^  eauvert  de  euyr  rouge  doré^  à  fermaus  de  ìaton. 

75.  Laercii  Diogenis  vite  super  quatuor  Praverbiarum ,  eauvert  de  euyr  rouge  dofé^ 

à  fermaus  de  hton.  -_ 

76.  Porphirius  super  Oratium^  eauvert  de  euyr  rauge^  à  fermaus  de  laton. 

77.  Secundapars  PUnii^  couvert  de  euyr  tannai  à  fermaus  de  ìotan. 

78.  Epistole  Pìinii  Cecilini  Seeundi ,  couvert  de  euyr  rouge,  gamy  de  fermaus  de 

lofon  argenté  en  fagon  de  coquiUes. 

79.  Liber  rethoricorum  cum  ceieris  sequentibuSj  couvert  de  euyr  rouge,  sans  fermaus. 

80.  JDonatus  in  Therancium,  couvert  de  euyr  noir,  gamy  de  fermaus  de  lotan. 

8 1 .  Peiri  Comestoris  hystaria  scolastica,  eauvert  de  euyr  rouge,  à  fermaus  de  lotan. 

m 

82.  Aristotéles,  de  animalibus,  couvert  de  euyr  rouge  dorè,  à  fermaus  de  lotan. 

83.  Andree  Conirarii  rqfrehensia  in  Platonis,  couvert  de  euyr  violet,  gamy  de  fer- 

maus de  lotan. 

84.  Liber  de  loris  (sic)  stellarum,  couvert  de  euyr  violet,  gamy  de  fermaus  de  lotan. 

85.  Argircpylus  inEtìiicen,  couvert  de  euyr  vert,  gamy  de  quatre  fermaus  de  lotan. 

86.  Ysagoge  Porphirii  Arisiotelis,  couvert  de  euyr  vert,  gamy  de  fermaus  de  lotan. 

87.  LUier  tripartite  Cassidari  (sic),  couvert  de  euyr  noir,  à  fermaus  de  lotan. 

88.  F.  Petrarcha,  de  remediis  fortune,  couvert  de  euyr  rouge,  gamy  de  fermaus  de 

lotan. 
8g.  Hystorie  Fiorentine ,  couvert  de  euyr  tenne,  gamy  de  fermaus  de  lotan. 

90.  Excerpta  calletarum  diversorum  operum  Benardi,  couvert  de  euyr  tenne,  à  fer^ 

maus  de  lotan. 

91.  Epistole  Leonispape,  couvert  de  euyr  violet,  à  fermaus  de  lotan. 

92.  Scoius  super  primo  sentenciarum,  couvert  de  euyr  rouge,  ouvraige  dorè,  gamy 

des  fermaus  de  lotan. 

93.  Scotus  super  prima  sentenciarum,  couvert  de  euyr  rouge  dorè,  à  fermaus  de 

lotan. 

94.  Scotus  super  secundo  sentenciarum,  couvert  de  euyr  rouge  à  ouvraige  dorè, gami 

de  deux  fermaus' d'argent  dare. 


—  XXV  — 

95-  Seotus  super  tercio  sehtenctarufny  couvert  de  cuyr  rouge  doré^  à  fermaus  de  loton. 

96.  Scotus  super  quarto  sentenciarum  ^  couvert  de  cuyr  rouge^  gamy  d'un  fermaut 

d'argent  dor^. 

97.  Scotus  super  quarto  sentenciarum,  couvert  de  cuyr  rouge  dorè,  gamy  de  fermaus 

de  cuyvre. 

98.  Scotus  super  universalia  Porphiriiy  couvert  de  cuyr  rouge,  gamy  de  trois  fer- 

maus d'argent  dorè. 

99.  Quolibeta  Scoti,  couvert  de  cuyr  rouge  dorè,  gami  de  fermaus  de  lotof^. 

100.  Epistole  Hieronimi,  couvert  de  velours  noir,  gami  de  deux  fermaus  d'air- 

gent  blanc. 
loi*  Moralia  Gregorii,  couvert  de  cuyr  vert  dorè,  gamy  d'un  fermaut  d'argent  dorè. 

102.  Sermones  sancti  Ambrosii,  couvert  de  velours  violet,  à  deux  fermaus  d'qrgent 

dorè. 

103.  Biblie  iextus,  couvert  de  cuyr  rouge,  gami  d'un  fermaut  d'argent  dorè. 

104.  ConcordancieBiblie,couvert  de  cuyr  rouge, gami  de  deux  fcrmaux  d'argent  dorè. 

105.  Stcper  qpistolas  Pauli,  couvert  de  drap  d'or ,  sans  fermaus. 

1 06.  Epistole  Sancii  Pauli,  couvert  de  velours  cramoisi,  gami  de  deux  fermaus  d'ar- 

gent dorè. 

107.  Tercia  pars  somme  A  lexandri  des  Halles,  couvert  de  velours  cramoysi,  gamy  de 

troys  fermaus  d'argent  dorè. 

1 08.  Lapi  Castiunculi  in  vita  Artexerxis,  couvert  de  velours  rouge,  à  quatre  fermaus 

de  loton. 

1 09:  Lactandt^  Firmianus,  couvert  de  velours  rouge,  gamy  de  fermaus  de  loton. 

ixo.  P.  Ovtdii  Nasonis,  de  arte  amandi,  couv&rt  de  velours  noir,  sans  fermaus. 

III.  Commentum  super  Phisica  Aristotelis ,  couvert  de  velours  cramoisi,  gamy  de 
déux  fermaus  d^argent  dorè. 

i  12.  Josephus  de  hello  Judaico,  couvert  de  velours  rouge,  gami  d!un  fermaut  d'ar- 
gent dorè. 

113.  C.  Julii  Caesaris  belli  Gallia{sìc),  couvert  de  velours  cramoisi,  gami  de  quatre 

fermaus  de  loton  dx>rè. 

1 14.  Declamaciones  Platonis,  couvert  de  drap  d'or,  sans  fermaus. 

115.  Epistole  Cypriani,  couvert  de  velours  violet,  gamy  de  troys  femtaus  d'ar- 

gent dorè. 

4 


—  XXTI  — 


1 16.  £piÌhoma  JusUniy  couvert  de  velours  vioìet^  gami  de  quatte  fermaus  de  fo- 

fondere. 

1 1 7.  QuoTumdam  vite  per  Ikmatum  AcHorolum,  couvert  de  velours  violet^  gamy  de 

deux  fermaus  d*argent  dorè. 

1 18.  Vincencii  hystorialis  prima  pars,  couvert  de  cuyr  rouge ,  gamy  de  fermaus  de 

loton. 
I  ig.  Vincencii  historialis  liber  quartus^gamy  de  deux  fermaus  d'argent  dorè. 

1 20.  Ciceronis  ^pistole  familiares,  couvert  de  cuyr  veri,  à  fermaus  de  loton. 

121.  Ars  vetus  Ciceronis  et  alta,  couvert  de  velours  rouge,  à  fermaus  de  loton. 

122.  Omelie  Jo.  Crisostomi  in  euvangelium  secundum  Matheum,  couvert  de  cuyr 

tanné  à  fermaus. 

123.  Bemigius  super  Maffècum,  couvert  de  cuyr  tenne  ^  gami  de  deux  fermaux 

d'argent 

124.  Beda  super  Lucam,  couvert  de  cuyr  vert,  gamy  de  deux  fermaus  de  loton. 

125.  Beda  super  Parabolas  Salomonis^  couvert  de  cuyr  noir,  gami  de  fermaus  de 

loton. 

126.  Beda  super  Apocaìipsim^  couvert  de  cuyr  rouge,  à  fermaus  de  loton, 

127.  Prima  Efhi.  Aristotelis^  couvert  de  cuyr  vert,  gamy ,  à  fermaus  de  loton,  Jagon 

de  coquille. 

128.  Metaphisica  Aristotelis  et  alia  gus  opera,  couvert  de  cuyr  tenné^  à  fermeau 

de  loton. 

1 29.  Strabonis  prima  pars,  couvert  de  cuyr  vert,  gamy  de  fermaus  de  loton. 

1 30.  Strabonis  secunda  pars,  couvert  de  cuyr  vert,  gamy  de  fermaus  de  loton.  • 

131.  Strabonis  de  situ  orbis,  couvert  de  velours  rouge,  à  fermaus  de  loton. 

132.  Laurencii  Vallensis,  de  notulis  Badensis,  couvert  de  cuyr  noir,  à  fermaus  de 

loton. 

1 33.  Laurencii  Valensis  Thucididis,  couvert  de  cuir  violet,  à  femiaus  de  loton. 

1 34.  JDialectica  Laurencii  Vaila,  couvert  de  cuyr  violet,  à  fermaus  de  loton. 
135-137.  Troys  volumes  non  reliesf  et  imparfaictsf. 

135.  Cirillus  (sic  erat  in  capite  :  preste  à  Mons.  de  Lodève). 

J  A.  DE  CASTIGJfOLLES. 


—  XXVII  — 

I  libri  comprati  da  Luigi  XII  furono  subito  incorporati  nella 
collezione  Reale  :  ma  quelli  che  acquistò  il  Cardinale  d*  Amboise, 
e  che  formarono  la  sua  libreria  di  Gaillon  \  non  pervennero  alla 
Biblioteca  Nazionale,  che  nel  XVIII  secolo,  dopo  che  fecero  parte 
del  Cabinet  du  Roi,  al  Louvre  '. 

Oggidì  la  Biblioteca  Nazionale  di  Parigi  possiede  più  di  300 
manoscritti ,  tra  quelli  conquistati  da  Carlo  VIII,  e  quelli  com- 
prati dal  Cardinale  d' Amboise  '. 

*  Se  ne  fisi  pure  menzione  nel  citato  Itinerario  del  Cardinale  d'Aragona  (Ar- 
chivio Storico  Napoletano,  Anno  I,  p.  no). 

*  I  Be  di  Francia,  da  Carlo  Y  a  Luigi  XII,  ebbero  al  Louvre,  nella  Torre  della 
Libreria,  quelle  poche  centinaja  di  volumi,  che  bastavano  alle  ristrette  loro  esigenze. 
Ma  da  Francesco  I  a  Luigi  XIY,  crescendo  a  dismisura  coi  progressi  della  stampa, 
e  per  doni  e  successivi  acquisti,  la  Biblioteca  del  Be,  come  si  continuò  a  chiamarla, 
passando  da  Blois  a  Fontainebleu,  e  poi  entro  Parigi  stessa  dal  quartiere  dell'Uni- 
versità alla  via  Yivienne ,  si  trasformava  da  dipendenza  domestica  dell'  antica  mo- 
narchia feudale  in  una  istituzione  per  uso  dei  dotti  e  del  pubblico  (Bathery,^o^ice 
Historigue  sur  Vanderù  Cabinet  du  Boi  et  la  Bibliotì^ègue  Impériak  du  Louvre.  — 
A  p.  1013-1014  del  BulUtin  du  Bibliqphile.  Paris  1858,  in  8""). 

'  Un  catalogo  sommario  di  essi  manoscritti  fu  pubblicato  dal  Delisle  nell'opera 
citata  (To.  I,  eh.  YI)  ;  e  qui  lo  riportiamo,  traducendone  i  titoli  dal  francese: 

Mss.  Qwa 

22.  Salterio. 

35.  I  libri  Sapienziali. 

49.  Oli  Evangeli. 
102.  Atti  degli  Apostoli. 
563.  S.  Gregorio  Nastianzeno. 
1122.  S.  CHovanni  Damasceno. 


—  xxvm  — 

1 388.  Prontuario  del  Diritto  di  Costantino. 

1759.  Diogene  Laerzio. 

2465.  Trattato  di  Michele  Pseìlo  sulle  matematiche^ 

2795.  Sofocle  ed  Euripide. 

2809.  Euripide. 

2865.  Epigrammi  e  trattati  di  grammatica. 

2902.  Esopo,  Aristofane  ed  Euripide. 

2983.  Trattati  di  rettorica. 

2999.  Demostene. 

Mss.  Latini 

372.  Note  sull'Antico  Testamento. 

495.  Commentario  di  S.  Tommaso  sopra  Isaia. 

574.  Esposùfione  di  Andrea  sopra  Isaia. 

606.  Esposùfione  di  S.  Tommaso  sopra  Jdbu 

667.  Commentarii  sulle  Epistole  di  S.  Paolo. 

674.  Commentario  diS.  Tommaso  sull'Epistola  di  8. 

Paolo  ai  Romani. 
771.  Salterio. 

1468.  Trattato  sullo  Scisma. 
16  59.  Lettere  di  S.  Cipriano. 
1664.  Lattanzio. 
1 703.  S.  Basilio. 
1 767.  Sermoni  di  S.  Ambrogio. 
1795.  Uomini  illustri,  di  S.  Girolamo. 
2082.  S.  Agostino  contro  Fausto. 
2231.  Morali  di  S.  Gregorio.  Tre  volumi. 
2338,  Pronostici  di  CHuliano. 
2347.  Commentarii  di  Beda  sulle  Parabole  di  Salomone 

e  sul  Cantico  dei  Cantici. 
2368.  Esposizione  di  Beda  sulV  Apocalisse. 
2379.  Trattato  della  Fede  di  Giovanni  Damascefno. 


% 


—  XXIX  — 

254^.  Sentente  di  Ugo  di  S.  Vittore. 

3063.  Questioni  di  Giovanni  Scoto  sul  secondo  libro  delle 
Sentenee. 

3 147.  Quodliheta  di  Giovanni  Scoio. 

3305.  (A)  Sermoni  sui  Santi. 

3362.  Lettera  di  Bahbi  Samuel. 

3432.  Compefkdio  di  Teologia. 

3453.  Dialogo  sull'inferno  di  Agostino  da  Lecce. 
*  36 1^.  Trattato  di  Michele  de  Striverio  sulla  vita  eico-- 

stumi  degli  uomini. 

3923.  Beperiorio  di  Giovanni  Calderino. 

3990.  (C)  Apparato  Slnnocenzio  IV  sulle  Decretali.  . 

3998.  Apparato  del  Cardinale  d' Ostia  sulle  Decretali. 
.  4027.  Commentario  di  Enrico  Bohic  sulle  Decretali.-  Tre 
volumi. 

4038.  Commentario  sulle  Decretali. 

4083.  Giovanni  Andrea  sul  Sesto. 

4144.  Inventario  del  Diritto  Canonico  di  Berengario^  ve- 
scovo di  Béeiers. 

4147.  Beper torio  di  Giovanni  Calderino. 

4185.  Formolario  degli  atti  della  Corte  di  Boma. 
4234  e  4256.  Specchio  di  Guglielmo  Durante.  Due  esemplari. 

4260.  Addizioni  di  Giovanni  Andrea  allo  Specchio  di 
Guglielmo  Durante. 

4276.  (A)  Questioni  di  Diritto  Bomanoper  Oldrado. 

4277.  (B)  G.  Mattelleti  eulogium. 

4427,  4429  e  4436.  IsUiuzioni  di  Giustiniano.  Tre  esemplari. 

4442.  Apparato  sulle  Istituzioni. 
4460  e  4467.  Digesto  antico.  Due  esemplari. 
447 1 ,  4472, 4473, 4476  e  4477.  Inforjsiato.  Cinque  esemplari. 

4489.  Lezioni  di  Guido  de  Suzaria." 
4492.  Addizioni  di  Dino  de  Muxello  al  Digesto. 
4493, 4495, 4496, 4498  e  4499.  Nove  volumi  di  Bartolo. 


45^7  e  4SH*  Lesioni  di  Diritto  Romano. 
4522,452464525.  Codice  di  Crimtiniano.  Tre  esemplari. 

4545.  Trattati  giuridici  di  Odofredo  e  di  Boffìredo. 

4546.  Lezioni  di  Giovanni^  detto  Aquila  di  sottilità^ 

pra  il  Codice. 
4548.  Apparato  di  Bartolo. 
4557  ®  45 5^-  Questioni  di  Diritto  Bomano. 

4563.  Compendio  del  Codice  di  Giustiniano. 
4569.  (A)  Compendio  di  Diritto  Bomano. 
457 1 .  4572  e  4573.  Trattati  di  Pietro  Giacomo  d'Aurillac. 

4590.  Diversi  trattati  di  Diritto. 
4593.  Trattato  sulV  ufficio  dei  notai. 
4604.  Il  Curiale. 
4625.  Costituzioni  di  Sic&ia. 
4675.  Leggi  e  costumi  d'Inghilterra. 
4798.  Strabene. 
4§02.  Tolomeo. 
4833.  PomjTonio  Jlf(sZa. 
4868.  Cronica  d^ Eusebio. 
4927.  Opera  J«  Matteo  Palmerio  sui  tempi. 
4956.  Giustino. 
508 1 .  j^foria  di  Eusebio. 
5088.  Cassiodoro. 

5620.  (^ì;  F>to  df  ^.  Giovanni  da  Capistrano. 
5631.  Leggenda  Aurea. 
5689.  Diodoro  Siculo. 

5700.  Istoria  di  Troja  ^i  Guido  deUe  Colonne. 
5770.  Coffimen/arn  dt  Cesare. 
5779.  C7omm«nforn  di  Cesare. 
5823.  JZomtiZeon. 
5827.  Fife  d'  «omini  cefe&ri  di  Francesco  Filelfo. 

5831.  Plutarco. 

5832.  Plutarco. 


5846.  Valerio  Massimo. 

5865.  Commentario  su  Valerio  Massimo. 

5895.  Storia  di  Firenze  di  Leonardo  Aretino. 

5012.  (A)  Fatti  di  Alfonso  I  d'Aragona  di  Bartolomeo 

m 

Facio. 
6069  (A)  e  6069.  (CJ  Diogene  Laerzio.  Due  esemplari. 

6074.  Senofonte. 

6120.  Ammiano  Marcellino. 

6137.  Vita  di  Fabio  Massimo. 

6 161.  Origine  dei  Lombardi. 

6292.  Categorie  di  Aristotile. 

6295.  Giovanni  Argiropulo,  sugli  Analitici. 
6306  e  6309.  Etica  di  Aristotile.  Due  esemplari. 

63  IO.  Morale  Economica  e  Politica  di  Aristotile. 
6320  e  6324.  Fisica  di  Aristotile.  Due  esemplari. 
6344,  6352  e  6354.  Cicerone^  degli  Ufficii. 

^359-  Commentario  sugli  Ufficii  di  Cicerone. 

6363,  Commentarti  su  Cicerone,  Orazio,  Ovidio,  etc. 

6366.  Cicerone^  Sogno  di  Scipione,  etc. 

6400.  (D)  Commentarii  di  Boezio  ìsopra  Aristotile. 

6407.  Nicola  Trevetti  sul  libro  della  Consolazione  di 
Boezio. 

6430.  Logica  di  Chsglielmo  Ocham. 
6433,  6433  (A)  e  6433.  (B)  Logica  di  Paolo  da  Venezia. 

6447.  Questioni  di  Apollinare  da  Cremona. 

6456.  Commentarii  di  S.  Tommaso  sulV  Etica. 

G472.  Bosaio  dei  vizii  e  delle  virtù. 

6475.  Del  Beggimento  dei  principi  di  Egidio  Bomano. . 

65 1 1 .  Trattati  di  Alberto  Magno  sul  cielo  e  il  mondo. 

65 19.  Alberto  Magno,  sugli  animali. 

652 1.  Alberto  Magno,  sugli  uccelli  e  i  quadrupedi. 

6522.  Alberto  Magno,  sull'uomo. 

6523.  Alberto  Magno,  sul  sonno,  etc. 


—  XXXII  — 


6525.  Commentarti  di  8.  Tommaso  sapra  Aristotile. 

6527.  Alberto  di  Sassonia^  sulla  Fisica  di  Aristotile. 

6528.  JBurley,  sulla  Fisica  di  Aristotile. 

6530  e  6531.  Paolo  da  Venezia^  sulla  Fisica  di  Aristotile^  etc. 

6539.  Commentario  sul  Trattato  del  cielo  e  del  mondo. 
6547  e  6548.  Commentario  sulle  meteore^  di  Aristotile. 

6583.  Trattato  di  Aristotile  sulle  meteore. 

66 1 8.  Cicerone,  delF Amicizia, 

6637.  Boezio,  sopra  Porfirio  e  Aristotile. 

6657.  Logica  di  Pietro  Ispano. 

6658.  Logica  di  Paolo  Veneto. 
6668.  Trattato  dei  termini  naturali. 
6670.  Trattato  di  Dialettica. 

6738.  (A)  Trattati  filosofici  di  8.  Tommaso. 

6788.  Libri  di  Aristotile,  sugli  animali. 

6793.  distessi. 

6804.  8toria  naturale  di  Plinio. 

6848.  Ugo  da  8iena,  stigli  Aforismi  d'Ippocrate. 
6849  ®  6850.  Giacomo  da  Forlì,  sugli  Aforismi  d'Ippocrate. 

6860.  Marsilio,  sui  prognostici  d'Ippocrate. 

687 1 .  Diversi  trattati  di  medicina. 

6883.  Dieta  d' Isaac. 
6894  e  6896.  Trattato  di  medicina  di  Giovanni  figlio  di  8€ra' 

pione. 

6908.  Commentario  di  8illano  deNigris,  sopra  AJmanzor. 
6920,  692 1  e  6922.  Canone  di  Avicenna. 

6938.  Commentario  sopra  AvicentM,. 

6941.  Pratica  di  Giovanni  da  Parma. 

6947,  Johannis  Mesuae  grabadin  libro  secundo. 

6959.  Glossario  medico  di  8imone  da  Genova. 
6984  e  6987.  Trattati  di  medicina  di  Nicola  da  Firenze, 

6990.  Consigli  medici  di  Antonio  Cermosoné. 

7010.  Antidotario. 


—  xxxm  — 

7020.  Trattato  di  falconeria  di  Moamim. 

7135.  Chirurgia  di  maestro  Pietro  di  Largilata. 

7 161.  Trattato  d'Akhimia. 

7245.  Frontino. 
7269  e  7271.  Tavole  astronomiche  di  Giovanni  JBianchino. 
7316  (A),  7343  e  7348.  Trattati  di  astronomia  e  di  astrologia. 

751 1.  Frisdano. 

7522.  Grammatica  di  Corradino  da  Pontremulo. 
7524.  Lùremo  Valla^  delle  elegante. 
7532.  Crrammatica. 
7538.  Diomede. 
7549.  Compendio  di  Fri^ciano. 
7623  e  7625.  Dizionario  di  Ugazio.  Due  esemplari. 
^6'J6.  mimologie  d' Isidoro. 
7689.  Sinonimi  di  Bartolomeo  Fado. 
•      7729.  Istituzioni  di  Quintiliano. 
7782.  Discorsi  di  Cicerone. 
7804.  Declamazioni  di  Quintiliano. 
7810.  Opere  di  Francesco  Filelfo. 
7838.  Declamazioni  di  Quintiliano. 
7840.  Raccolta  di  panegirici. 
7922.  Terenzio. 

7952»  7953  e  7955-  F«r^«7w>. 

7980.  Orazio. 
7993  ®  8000.  Ovidio. 
80 1 5  e  80 1 6.  Metamorfosi  d*  Ovidio. 
8047..  P(9C5Ìè  dt  PrtiiZenjert'o. 

8078.  Commentoru  c?i  Domizio  Calderino  sopra  Giove- 
nale. 
8Ì25.  LaSforziade. 
8152  e  8155.  Dottrinale  di  Alessandro  de  Villadei. 
8263  e  8264.  Tragedie  di  Seneca. 

8373*  Poesie  di  Mattia  Canalis. 

5 


—  xxxnr  — 

8374.  La  Tarantina  di  Fusco  Paracleto  Carnetano. 
8509.  Favole  di  Esùpo. 
8528.  Lettere  di  Cicerone. 
8533.  Lettere  di  Cicerone.  Due  volumi. 
8555.  Commentarii  sulle  lettere  di  Seneca. 
8557.  Lettere  di  Plinio. 
8579.  Lettere  del  Panormita. 
8612.  Lettere  di  Cicerone. 
8620.  Lettere  di  Plinio. 
8690,  8691,  8692  e  8693.  Trattati  di  Lorenzo  Valla. 

8694.  Laurentius  Vallensis,  de  notulis  Baudensis. 

12946.  Apologia  di  Platone^  per  il  Cardinale  Bessarione. 

1 2947.  Apologia  di  Platone,per  il  veneziano  Andrea  Con- 

trario. 
1 7 1 50.  Fatti  di  Alfonso  d^ Aragona  di  Bartolomeo  Fado. 
1 7584.  Storia  di  Eusebio.  » 

1 7842.  Questioni  naturali  di  Seneca. 
18524.  Bosaio  di  grammatica. 

Mss.  Itàliàki. 

4.  Parte  della  Bibbia. 
82.  Omelie  di  s.  Giovan  Crisostomo. 

84.  Compendio  dt  Solino. 

85.  Pentateuco. 

87.  Città  di  Dio. 

88.  Dialoghi  di  S.  Gregorio. 
96.  Leggenda  Aurea. 

100.  Vita  di  GesH  Cristo. 

395.  Fatti  di  Carlomagno. 

408.  Ordinanze  di  Pietro  d'Aragona. 

414.  Effemeridi  del  Duca  di  Calabria. 

434.  //  Milione  di  Marco  Polo. 


—  XXXV  — 

438*  Libro  dell' Aquila. 
439.  Cansolasfione  di  Boeaio. 
447.  Segreto  dei  Segreti  di  Aristotile. 
457.  mmediiper  cavalli  e  falconi. 
484.  Decamerone. 

49 1 .  Storia  di  Onerino  da  Durajszo. 
552.  Commentario  sui  Trionfi  del  Petrarca. 
580  e  583.  La  Teseide. 

592.  Metamorfosi  di  Ovidio. 

616.  Panegirico  di  Plinio,  tradotto  da  Lippo  Brandolino. 
906.  Consolajsione  di  Boe/sio. 
91 7.  Segreto  dei  Segreti  di  Aristotile. 
928, 939  e  940.  Eimedii  per  cavalli  e  falconi. 
IO  16.  Trionfi  del  Petrarca. 

Mss.  Spagnuoli 

46.  Bibbia. 

55.  Trattato  dei  vieii  e  delle  virtù. 
58.  Doveri  dei  principi. 
70,  71  e  72.  Vite  di  Plutarco. 
205.  Breviario  d' amore. 
246.  Questioni  teologiche. 


V 


y 


Altri  avanzi  della  Biblioteca  Aragonese  si  trovano  a  Lou- 
viers  \  nella  Biblioteca  Imperiale  di  Vienna  *,  e  sparsi  altrove,  in 
pubbliche  e  private  collezioni  '• 

Dei  manoscritti  Aragonesi,  che  rimangono  tuttora  in  Napoli, 
i  più  sono  nella  Biblioteca  Nazionale ,  e  furono  quasi  tutti  del 


^  Il  Delisle  cita  tre  codici  Aragonesi  ivi  esistenti,  secondo  M/  Baraisson;  e  sono  i 
Commentarii  di  S.  Tommaso  sul  primo  e  sul  secondo  libro  delle  Sentenze,  e  soll'E- 
yangelo  di  S.  Matteo.  Crede  pare  dovervi  aggiungere  nn  codice,  indicato  da  M/ 
Bréaaté  {Catalogne  de  la  Bibliothèque  de  la  ville  de  Louviers,  p.  369),  che  contiene 
i  quattro  libri  delle  Sentenze  di  Pietro  Lombardo. 

*  I  codici  Aragonesi,  che  si  conservano  in  quella  biblioteca,  sono  le  Orazioni  di 
Cicerone,  di  cui  s'è  parlato  innanzi,  i  Commentom  di  Cesare  (Y.  il  Catalogo  diEndli- 
cher,pp.  7  e  33,  citato  dal  Delisle),  un  S.  Ambrogio  con  le  armi  d'Aragona  (Y.  Denis, 
Codices  mss.  theologici bibl. palat  Vindobon.1,  i,  627,  n.  CCI),  il  codice  di  Strabone 
del  Cardinale  d'Aragona,  di  sopra  ricordato. 

^  Nella  collezione  di  M.'  Bourdin ,  esposta  a  Bouen  nel  1 86 1 ,  son  tre  volumi 
delle  opere  di  S.  Tommaso. 

Un  manoscritto  delle  Quaestiones  di  S.  Tommaso  fa  parte  della  collezione  di 
Lord  Ashburnham  (N.  88  dell'Appendice).  Quattro  volumi  dei  Commentarii  di  Gio- 
vanni Scoto,  sui  quattro  libri  delle  Sentenze,  appartennero  all'antica  Biblioteca  del 
Collegio  di  Clermont.  Nella  collezione  di  John  Cochran,  venduta  nel  1829,  oravi  un 
Trattato  italiano  di  Falconeria,  ed  in  quella  del  Libri,  venduta  nel  1859,  la  tradu- 
zione di  Onosandro,  fatta  da  Nicola  da  Negroponte,  mss.  Aragonesi  l'uno  e  l'altro , 
secondo  c'informa  il  Delisle.  Il  quale  nelle  Additions  et  Corrections  alla  sua  opera,  ci 
dà  conto  di  altri  mss.  Aragonesi,  quali  sono  lo  Svetonio  della  Biblioteca  di  Berlino,  e  il 
Filelfo  di  quella  di  Torino,  che  abbiamo  ricordati  innanzi,  parlando  dei  copisti  e  dei 
miniatori;  un  Quintiliano  ed  altri  codici  dell'Università  di  Yalenza,dove  si  conser- 
vano i  mss.  appartenuti  a  Ferdinando  Duca  di  Calabria,  figlio  di  Federico  III  d'Ara- 
gona (  Y.  Archives  dea  missions  scienti fiques  et  littéraires,  3®  sèrie,  voi.  Y). 


—  zxxvn  — 

Monastero  di  Monteoliveto  * ,  al  quale  si  vuole  che-  Alfonso  II 
avesse  donati  molti  dei  suoi  libri  *. — Finora  nella:  suddetta  biblio- 
teca non  se  n'  è  potuto  con  sicurezza  discernere  più  di  dodici  '. 

'  Y.  Fornari  Vito ,  Notizia  della  Biblioteca  Nazionale  di  Napoli  (Belazìone  al 
Ministro  della  Pubblica  Istruziose,  fatta  per  V  Esposizione  Universale  di  Vienna  del 
1872,  2*  ediz.).  Napoli,  Detken,  1874,  in  8%  p.  7. 

*  V.  Troyli  D.  Placido,  Storia  generale  del  Bearne  di  Napoli  (Napoli,  1 752,  in 
8®,  To.  IV,  par.  IV,  p.  240).  —  Sarnelli  Pompeo ,  Nuova  Ouida  de'  forestieri  e  del- 
l'Istoria  di  Nojpoli  (Napoli,  1772,  in  12°,  p.  280).  —  Giustiniani  Lorenzo,  Memorie 
della  Beai  Biblioteca  Borbonica  di  Napoli  (Napoli,  181 8,  in  8^  p.  41). 

'  Ai  già  descritti,  che  sono  i  codici  latini  di  S,  Tommaso^  di  S.  Cipriano,  di  Co^ 
lumella^  di  Celso ,  e  i  codici  italiani  della  Vita  di  8.  Giovanni  Battista  e  delle  ^i^- 
tenjse  di  Plutarco,  bisogna  aggiungere  i  seguenti: 

Bibbia  latina,  in  due  volumi  in  folio,  membran.  (segn.  VI,  A.  20-21),  di  carat- 
tere del  sec.  X  oXI,  detta,  per  lunga  tradizione,  Alfonsina,  Ci  è  il  bollo  delia  Bi- 
blioteca di  Monteoliveto.  Di  essa  si  fa  parola  nell*  Appendice  prima  alla  citata  226* 
Iasióne  del  Fornari. 

Mamotrecius  in  Bibliam  frairis  Marchisini.  Codice  membran.  in  4®  a  2  coL 
del  sec.  XIII  (segn.  XV,  E.  36)  col  bollo  della  Biblioteca  Olivetana. 

S.  Gregorii  Homiliae.  Codice  membran.  in  12^,  a  2  col.,  del  sec.  XIII  (segn. 
XV.  F.  83),  col  bollo  della  Biblioteca  Olivetana.  Questi  ultimi  due  codici  li  possede- 
va il  Minieri  Biccio,  che  notò  il  secondo  nel  Catalogo  dei  mss,  della  sua  biblioteca 
(Napoli,  1868-69,  inff^,  V.  tomo  III,  p.  37). 

Begis  Alfonsi  Begestum  iusticie  primum  anni  MJ*  cccc.Lviij.  Codice  cartaceo 
in  fol.  del  se^.  XV  (segn.  XIV,  A.  24). 

Il  Montfaucon  lo  vide  nella  Biblioteca  degli  Olivetani  di  Napoli,  e  cosi  lo  nota 
nel  tomo  I,  p.  230  della  sua  Bibliotheca  Bibìiothecarum ,  etc:  Begistrum  Al- 
phonsi  Begis,  ubi  nomina  pròpe  modum  innumera  nobilium  ac 
civium  illius  aevi  Neapolitanorum. 

Libro  della  disciplina  dei  cavalli,  di  Antonello  Scilla,  Codice  cartaceo  in  foL 
del  sec.  XV  (segn.  VIII,  D.  69). 


—  mvra  — 


j 


Altri  due  son  presso  privati  possessori  \ 


È  una  raccolta  di  disegni,  rappresentanti  freni  da  cavalli,  con  un  proemio,  che 
comincia:  Alla  Sacra  Begale  Maestà  del  sapientissimo  Principe 
Don  Ferrando  Aragonio  Inaictissimo  Be  Italico  etc.  Prohemio  de 
Antonello  Scilla  Siculo  della  ueterrima  città  de  Siacha  odian- 
do: mastro  de  stalla  et  creato  et  minimo  mancipio  del  prefato  et 
optimo  Signore:  in  lo  libro  della  disciplina  delli  canalli  et  con 
quali  freni  se  habiano  ciascuno  a  moderare  etc  — (Y.  Miola,  L^scrit^ 
iure  in  volgare^  etc.,  nel  lycpugnatore.  Voi.  XIV,  par.  I,  pp.  392-393). 

Finalmente  un  codice  membranaceo  in  4°  del  secolo  XV,  di  bella  scrittura 
(segn.  XIV.  D.  20),  che  ha  il  seguente  titolo  in  rubrica:  e  Qua  seguitano  tutti 
li  ariiculi  et  ordinatione  dell'ordine  del  Toson  d*oro:  del  quale  lo 
primo  fundatore  fu  lo  Serenissimo  Principe  Philippo  ducha  de  Bor- 
gogna: Li  quali  articuli  Johannes  Tintoris  doctissimo  et  clarissimo 
musico  per  mandato  de  la  Sacra  Begia  Maiesta  ha  traducti  de  lin- 
gua de  borgogna  in  lingua  italiana. 

^  Uno  è  il  Libro  d' Ore  0  UffUio,  posseduto  dal  Principe  di  Torcila,  e  già  di- 
nanzi indicato  :  un  altro  appartiene  al  eh.  Comm.  Luigi  Volpicella  ed  ò  un  codice 
membran.  in  8°  a  2  coL  del  sec.  XIII.  In  fine  di  esso  si  legge:  Ezpliciunt  Epi- 
stole beati  Bernardi  clareuallis  abbatis.  Amen,  etc 

Oltre  il  bollo  che  ò  nella  prima  faccia,  nell*  ultima  ò  scritto:  Iste  liber  etc. 
est  Monasterii  Sancte  Marie  de  Monte  Oliveto  de  Neapoli. 


PARTE  SECONDA 


SOMMARIO 

• 

U  ms.  delle  Eflfemeridi  del  Duca  di  Calabria  —  Suo  passaggio  da  Blois  a  Fontaine- 
bleaa  -~-  Enrico  II  gli  dà  nuova  e  splendida  legatura  —  Il  ms.  delle  Effeme* 
ridi  nella  Biblioteca  Nazionale  di  Parigi —Come  è  notato  nei  cataloghi  di  essa 
biblioteca  dal  XYII  al  XIX  secolo  —  Descrizione  del  detto  ms.  —  e  della  sua 
legatura  —  Chi  fu  il  legatore  del  ms.— -Le  legature  del  genere  detto  Orolier — 
Cenno  sull'  arte  della  legatura  in  Francia. 

Fra  i  manoscritti  che  Carlo  Vili  portò  via  da  Napoli,  e  che 
si  conservano  nella  Biblioteca  Nazionale  di  Parigi,  trovasi  il  vo- 
lume,  intitolato:  Ephemeridi  de  le  cose  fatte  per  el  Duca 
di  Calabria.  Esse  furono  scritte  da  un  Joampiero  Leostello  da 
Volterra,  di  cui  diremo  a  suo  luogo.  Qui  riferiamo  quanto  ci  è 
riuscito  raccogliere  intorno  alle  vicende  del  suo  volume. 

Scritto ,  come  vedremo ,  per  ordine  del  Duca  di  Calabria , 
quando  costui  divenne  Re  col  nome  di  Alfonso  II ,  e  poi  gli  fu 
tolto  il  regno  da  Carlo  Vili,  quel  libro  facea  parte  della  Biblioteca 
Reale,  e  venne,  con  gli  altri,  nelle  mani  del  conquistatore  ;  indi  in 


^ 


—  XL  — 

possesso  della  regina  Anna  di  Brettagna. — Alla  morte  di  costei 
rimase  a  Blois  ;  e  benché  air  Inventario  delle  sue  robe ,  citato 
nella  prima  parte  di  questa  Introduzione,  manchi  il  notamento 
dei  libri,  pure  abbiam  potuto  ritrovare  un  documento  certo  sul 
passaggio  delle  Effemeridi  da  una  in  altra  biblioteca ,  nel  XVI 
secolo. 

Un  inventario  dei  libri  inviati  da  Blois  a  Fontainebleau  nel 
1 534  (i  544)  \  che  è  la  minuta  dei  bibliotecarii  del  XVI  secolo,  per 
discarico  di  loro  responsabilità,  è  stato  sfogliato  pagina  a  pagina, 
e  vi  si  è  trovato  al  verso  della  carta  7 1  la  seguente  indicazione  : 

1669  ung  autre  Livre  en  papier  a  la  main  Intit. 
Ephemeride  de  le  cose  fatte  per  il  duce  de  Calabria. 
Couvert  de  parchemyn. 

Né  andarono  le  Effemeridi  a  mischiarsi  nella  Biblioteca  di 
Carlo  d'Angouléme*,  che  pure  possedeva  abbastanza  di  libri  ita- 
liani: esse  rimasero  presso  il  Re  di  Francia;  e  i  successori  di 
Carlo  Vili  imitarono  la  sua  condotta  nel  custodire  gelosamente 
quel  manoscritto  nella  Biblioteca  di  Blois  fmo  al  1 544. 

Gli  estratti  del  giornale  del  Cardinale  d'Aragona  non  ne  par- 
lano ;  ma  probabilmente  non  fu  mostrato  a  quel  principe  un  do- 
cumento d'un  carattere  tanto  intimo,  sul  quale  avrebbe  forse  po- 

^  Inyentaìre  des  Liyres  Envoyés  de  Blois  à  Fontainebleau  en 
1 534  (i  544)*  —  Quest'inventario  si  conserva  ora  nel  Gabinetto  dei  mss.  della  Bi- 
blioteca Nazionale,  Fonds  Francata,  12999. 

'  Ne  abbiamo  invano  cercata  notizia  nell'articolo  di  M/  Ed.Senemaud,£aJ5«- 
bJiothèque  de  Charles  d^  Orléans,  comte  d'AngouJéme,  pubblicata  nel  BuUetin  de  la 
Società  Archéòlogique  et  Historigue  de  la  Charente  (Angouléme  1862,  in  S""). 


—  xu  — 

tuto  far  valere  legitime  pretese. — A  ogni  modo,  il  documento, 
poco  innanzi  citato,  ci  assicura  che  nel  1 544  il  manoscritto  era  a 
Blois,  e  che  in  queir  anno  stesso  fu  trasportato  a  Fontainebleau, 
dove  il  Re  Francesco  I  aveva  riuniti,  agli  acquisti  suoi  propri,  i 
libri  raccolti  a  Blois  dai  suoi  predecessori  ^ 

Enrico  II  fece  rivestire  il  manoscritto  con  la  legatura  che 
tuttora  si  osserva,  e  che  attesta  la  magnificenza  di  quel  sovrano. 

Alla  morte  di  Enrico  II  il  libro  restò  nella  collezione  reale.  * 
Le  ricerche  che  abbiam  fatte  fra  le  opere  pubblicate  intorno  a 
Diana  di  Poitiers  ed  a  Caterina  de  Medici  %  ci  han  convinti  a 
questo  riguardo.  Si  può  dunque  affermare ,  che  durante  tutto  il 
secolo  XVI  rimase  quel  libro  nella  biblioteca  dei  successori  del 
re  Enrico. 

Nel  secolo  XVII  si  mette  V  ordine  nella  Biblioteca  del  Re. 
Rigault,  custode  di  quella  biblioteca,  compie  nel  1622  un  primo 
catalogo  dei  manoscritti  in  essa  contenuti,  lasciando  però  da  parte 
un  gran  numero  di  volumi  :  cosicché  nel  1 645  due  illustri  eruditi, 

^  Nel  Ca^Iogo  della  Biblioteca  di  Francesco  I  a  Blois  del  151 8,  pabblicato  se- 
condo il  manoscritto  della  Biblioteca  Imperiale  di  Vienna  (fondo  del  Principe  Euge- 
nio: E.  CLXX,  n.^  2548)  daM.'  Michelant,  Conservatore  dei  mss.  nella  Bibl.  Naz. 
di  Parigi  (Paris,  1863, 48  pag.  in  8*^),  abbiamo  invano  cercato  le  Effemeridi.  M/  Mi- 
chelant non  8*  è  occapato  che  dei  manoscritti  francesi. 

*  Per  Diana  di  Poitiers  abbiamo  consultate  le  Letires  inédites  de  Diane  dePoi^ 
tìers,  pubblicate  da  G.  Guifirey  (Paris,  Benouard,  1866,  in  8^)  ed  il  Catalogue  dea 
manuscrits  trauvés  après  le  décès  de  M^  la  princesse  de  Valentinois  (  Diana  di  Poi- 
tiers) dans  san  chdieau  royal  d'Anet  {l?BiÌB,Qtsxiiomn,  1744,  in  12®).  — Per  Cate- 
rina de  Medici,  la  Nota  sopra  la  sua  biblioteca,  pubblicata  da  Le  Bouz  de  Lincy 
{BulleHn  du  Bibliophile,  13*  série,.Paris  1858,  pp.  916-941  ). 

6 


—  XUI  — 


i  fratelli  Dupuy,  rividero  ed  accrebbero  quel  catalogo  \  in  cui  ve- 
diamo le  Effemeridi  comparire  per  la  seconda  volta,  col  titolo  che 
segue: 

1222.  Ephemeridi  delle  cose  fatte  per  il  duca  di 
Calabria  cap."""  generale  della  Lega  contra  Venitianì 
ab  an.®  1484  ad  ann,  1491  per  Joan.  Piero  Leostello 
C.  XIL 

Nel  detto  catalogo,  riguardato  a  giusto  titolo  come  il  più  an- 
tico tra  quelli  che  ha  la  Biblioteca  Nazionale  di  Parigi,  le  Effe- 
meridi ebbero,  come  ho  notato,  il  numero  1 222,  che  perderono  nel 
1730,  quando  il  nuovo  redattore  del  catalogo  lo  indicò  a  questo 
modo: 

9976.  Ephemeridi  delle  cose  fatte  per  il  duca  di 
Calabria  capitano  generale  della  Lega  contra  Vene- 
tiani  1484, 

par  Joan  Piero  les  Stello. 
*  Livres  mss.  de  Thist.  d'Italie  in  f.^  med.'. 

'  Nel  Catalogo  del  1682  Clément  lo  aveva  segnato  cosi: 

1222.  9976.  Ephemeridi  delle  cose  fatte  per  il  duca 
di  Calabria  capitano  generale  della  lega  contra  Ve- 
netiani  1484, 

per  Joan  piero  Leostello. 

*  Cataìogus  htbliothecae  regiae.par  les  frères  Dupuy,  to.  I.  (Bibl.  Naz.  di  Parigi, 
ms.  lai.,  n.^  10366).  È  a  notare  che  i  Dupuy  non  danno  alcuna  indicazione  di  prove- 
nienza. 

«  Pag.  1 02  7  del  Catalogne  general  des  Manuscrits  de  la Bibliothèque  Nationale 
de  1729  et  1 730  (ms.  Catalògues,  n.^  35,  in  fol.). 


—  xim  — 


Al  recto  della  pag.  691:  Li vres  deThist.  d'Italie  ms. 
in  f/  med.\  # 

« 

Nel  Catalogne  desAuteurs,  che  rimonta  ai  primi  anni  del 
XIX  secolo ,  ed  è  cosi  chiamato,  perchè  i  manoscritti  posseduti 
dalla  Biblioteca  vi  sono  segnati  dopo  i  nomi  degli  autori,  trovia- 
mo nel  tomo  18,  a  pag.  175  : 

Joampiero  Leostello: 

Ephemeridi  delle  cose  fatte  per  il  duca  di  Ca- 
labria 

9976'. 

Finalmente  in  un  catalogo  metodico  dei  manoscritti,  compi- 
lato nel  XVIII  secolo,  e  tenuto  al  corrente  del  XIX  \  troviamo  al 
tomo  1 2  (Histoire  d Italie),  sotto  la  suddivisione  Venise,  la  seguente 
menzione  : 

Ephemeridi  delle  cose  fatte  per  il  duca  di  Cala- 
bria capitano  generale  della  lega  contra  Veneziani. 
1484.  par  Jo.  Piet.  Leostello 

9976. 
Una  nota  del  redattore  del  catalogo,  aggiunge: 
Ce  manuscrit  a  appartenu  à  Henri  IL 
Nel  XIX  secolo  il  professore  Antonio  Marsand,  incaricato 


^  Catàlogue  general  des  tnanuscrits  de  la  BtblioiMque  du  Boi  de  1682  (ms.). 

'  Qaesto  catalogo  manoscritto,  che  comprende  i  mas.  francesi  ed  in  lìngue  mo- 
derne, ò  a  disposizione  del  pubblico  nella  sala  da  stadio  dello  scompartimento  dei 
manoscritti.  Qaivi  neppure  ci  sono  indicazioni  di  proyenienza. 

'  Il  detto  catalogo  è  manoscritto,  e  messo  parimente  a  disposizione  del  pubblico. 


li 


—  XUY  — 

dai  Governo  francese  di  catalogare  i  manoscritti  italiani  delle  bi- 
blioteche di  Parigi,  cosi  notò  nel  suo  catalogo  *  le  Effemeridi,  al- 
l'articolo 260: 

Memorie  di  quanto  accadde  nel  tempo  che  il  Duca 
di  Calabria  dirigeva  le  operazioni  della  sacra  Lega. 

Cartaceo  in  foglio,  caratteri  corsivi,  di  pagine 
600,  secolo  XVI,  nella  sua  legatura  originale,  dì 
buona  conservazione. 

Indicazioni  che,  insieme  colle  altre  che  seguono,  contengono 
gravissimi  errori,  sui  quali  non  vogliamo  intrattenerci,  perchè  ri- 
sulteranno evidenti  da  ciò  che  diremo  in  appresso. 

Il  eh.  Bartolomeo  Capasso  fece  notare  T  importanza  di  que- 
sto manoscritto  nelle  sue  Fonti  della  Storta  delle  Provincie  Na- 
politane*;  ma  non  ne  ebbe  conoscenza,  se  non  per  le  inesatte  no- 
tizie datene  dal  Marsand. 

Dopo  il  Marsand  una  nuova  classificazione  della  Biblioteca 
separò  in  diversi  fondi  ì  manoscritti ,  secondo  le  diverse  lingue  ; 
ed  allora  le  Effemeridi  ebbero  il  numero  414  del  Fonds  Italien; 
sotto  il  qual  numero  presentemente  si  conservano  '. 

^  I manoscritti  italiani  della  BegiaBiiliotecaParigina^deacritti  e  illustrati  dal 
Dott.  Antonio  Marsand  etc.  (  Parigi,  dalla  Stamperia  Beale,  1835,  in  4^  Voi.  ì, 

P-  273). 

*  V.  Archivio  Storico  per  le  Province  Napoletane  (Anno  li,  1877,  p.  32). 

'  A  fin  di  rinrenire  altre  notizie  del  manoscritto  delle  Effemeridi,  abbiamo  fatto 
ricercare,  ma  senza  alcun  frutto,  nelle  seguenti  opere: 

Comptes  de  Déjpense  de  la  construciion  du  chdteaudeGaillon.publiés  éCaprès  les 
registres  manascrits  du  Cardinal  d' Amboise.par  A.  Deville  (Paris,  Imprimerie  Na- 


%  '•? 


^ 


—  XLV  — 

Il  manoscritto  delle  Effemeridi  è  cartaceo  in  folio,  alto  31 
centimetri,  e  largo  21,  ed  ha  carte  numerate  295,  scritte  in  carat- 
tere corsivo  del  secolo  XV,  di  forma  trascurata,  e  pieno  delle  so- 
lite abbreviature  del  tempo.  Sembra  della  stessa  mano  di  chi  com- 
pose il  libro;  se  non  che  in  certi  luoghi  è  più  grande  e  tondo,  e 
rivela  una  mano  diversa  '. 

Nella  faccia  interna  della  legatura  si  legge  questa  nota  ma- 
noscritta del  XVI  secolo  : 

Italien 

Papier  Journal  des  faicts  du  Due  de  Calabre. 

tìonale,  1850 ,  in  4^).  Ivi  ci  è  finanche  un  conto  Mtsepour  les  Livres.  Ci  son  pare 
molte  notizie  sugli  operai  italiani ,  condotti  da  Carlo  Vili  in  Francia. 

Noiice  sur  la  Biblioihèqw  de  Catherine  de  Medieis^avec  des  extraits  de  Vlnven- 
taire  de  eette  bibliothèque^  par  le  Baux  de  Lincy  {BuUetin  du  Bibìiùphile^  1 3^  sèrie. 
Paris,  Techener,  1858,  in  8*,  pp.  916-941). 

L'inventario  manoscritto  si  conserva  alla  Bibl.  Naz.  di  Parigi. 
Études  sur  la  Beliure  des  livres  et  sur  les  colìections  de  quelques  Hbliaphiles 
célèhres^  par  MS  Brunet  (Bordeaux,  Oounouihou ,  1 866,  in  8^  di  pag.  54). 

Inventaires  analytiques  des  Arehives  Communales  SArnboise^  142 1  - 1  ^^^^suivi 
de  documents  inédits,  r elati fs  à  Thistoire  de  la  ville,  par  Vabbé  C.  Chevalier  (Tours, 
1874,  in  8**). 

Essais  historiques  sur  la  ville  d' Amboise  et  son  Chdteau,  par  MS  E.  Cartier 
(Poitiers,  1842,  in  8%  di  pag.  83). 

^  Ecco  i  luoghi  dove  il  carattere  muta  format 

Da  car.  92  r.  a  96  r. 
»  »  97  r.  a  102  v. 
»  >  105  y.  a  109  r. 
»  »  Il  I  V.  a  1^2  r. 
»  »  132  V.  a  140  r. 
»    »     141  r.  a  150  T. 


—  XLVI  — 

E  al  di  sotto  la  cifra  a  stampa:  Ital.  414. 

Dopo  la  legatura  son  cinque  carte  bianche ,  di  cui  la  quarta 
ha  quest'  altra  nota,  anche  di  carattere  del  XVI  secolo  : 

Tabula  historie  III  versus  hostium 

ad  terram 
ytalian  liber  viij. 

Al  recto  della  prima  carta  numerata  è  scritto  nel  rhargine  su- 
periore e  nell*  inferiore  :  Ephem  e  ridi  de  le  cose  fatte  per 
il  duca  di  Calabria,  in  diverso  carattere  ed  inchiostro,  ma 
Tuno  e  l'altro  del  secolo  XV:  quello  di  sotto  sembra  più  recen- 
te. Il  detto  titolo  fu  certamente  dato  al  libro ,  quando  ancora  si 
trovava  in  Napoli. 

Nella  stessa  pagina  vedesi  il  numero  del  catalogo  Dùpuy 
1222 ,  il  bollo  della  Biblioteca  Reale  di  Parigi,  e  l'altro  nume- 
ro 9976. 

Nell'ultima  pagina  (car.  295  verso),  in  fine  dell'opera,  si  legge: 


TsXoc    xaip£ 


Poi  di  nuovo  il  bollo  della  Biblioteca,  ed  in  ultimo  a  lettere  maiu- 
scole : 


ALIA  IN  S."^  L."^  VIDE. 


Sono  aggiunte  sei  carte  bianche,  forate  in  qualche  punto,  co- 
me le  altre  cinque  che  stanno  innanzi.  Esse  hanno  salvata  la 
parte  scritta  del  volume,  che  è  perfettamente  intatta,  grazie  altresì 
alla  splendida  legatura,  di  cui  occorre  parlare  di  proposito. 

L' inventario  del  1544,  che  abbiamo  innanzi-  citato,  dice  che 
le  Effemeridi  sono  legate  in  pergamena  (en  parchemyn).  Dovea 


] 


—  XLTH  — 


probabilmente  esser  quella  la  legatura  originale,  con  la  quale  il 
manoscritto  fu  portato  da  Napoli.  Di  fatti ,  la  più  parte  dei  libri 
della  Biblioteca  Aragonese  son  legati  in  pergamena  \ 

I  molti  traslocamenti  del  manoscritto,  dal  1495  in  poi  aveano 
forse  imposto  un  mutamento  di  legatura,  che  fu  eseguito  sotto  il 
regno  di  Enrico  II,  dal  legatore  di  quel  sovrano,  detto  Le  Faul- 
cheur.  Questa  nuova  legatura  è  pur  essa  una  prova  del  conto  in 
che  era  tenuto  il  manoscritto,  non  essendosi  ripetuto  un  simile 
favore  per  alcun  altro  dei  codici  Aragonesi. 

Stefano  Roffet,  detto  Le  Faulcheur,  il  cui  nome  ci  è  rivelato 
da  un  estratto  di  conto  pubblicato  nel  1855  da  M.  de  Laborde  ', 

^  Che  diremo  dell*  imperdonabile  inesattezza  delMarsand,  che  chiama  legatura 
originale  quella  che  ha  ora  il  manoscritto? 

'  De  La  bordo ,  La  Renaissance  des  Aris  à  la  Cour  de  France,  Études  sur  le 
XVr  siede,  Additions  au  tome  premier  (Peintnre).  Paris,  Potier,  1855,  p.  925: 

Bolle  des  parties  quo  le  Boy  ordonne  estre  paiées  par  le  mai- 
atre  de  sa  chambre  aax  deniers. 

A  maistre  Claude  Chappuys,  libraire  du  dict  seigneur  la  somme 
de  six  yingtz  dix  liyres  dix  sols  tournois  pour  son  remborsement 
de  semblable  somme  qu'il  a  desboursée  des  ses  deniers  a  ung  li- 
braire de  Paris  nommé  le  Faucheux  pour  avoir  de  Tordonnance 
et  commendement  du  dictseigneur  rabillé,  relié  etdoré  plusieurs 
livres  de  sa  librairie  en  la  forme  et  manière  d*  ung  évangelier  ja 
relié  et  dorè  par  icelluy  Le  Faucheux,  escript  de  lettres  d'or  et 
d'ancre. 

(Archives  de  l'Empire,  L.  96 1 ,  n."^  1 05).  II  documento  sottoscritto  dal  Be  manca 
di  data,  che  vien  fissata  dal  Laborde  al  1 538. 

L' Evangeliario,  di  cui  è  parola  nel  suddetto  documento,  ci  fa  sapere  il  Delisle 
che  ancora  esiste  nella  Bibl.  Naz.  di  Parigi,  rivestito  della  legatura,  fatta  dal  Le 
Faulcheur:  porta  il  n.^  257  del  Fonds  Latin. 


i,"    .-v-'-^-k      »        .^r^^'^  >\  . 


XLVllI  — 


lavorava  per  Francesco  I  ed  Enrico  II  ^  Le  Faulcheur,  e  non  Le 
Faucheux,  era  cosi  soprannominato,  perchè  nella  marca  della 
sua  libreria  eravi  una  falce  (/ae^teJ.Egli  dimorava  presso  il  ponte 
S.  Michele,  all'insegna  della  Rosa*.  A  lui  dunque  dobbiamo  la 
mirabile  legatura,  di  cui  il  fac-simile  ci  ritrae  le  squisite  perfe- 
zioni. 

Si  guardi  a  quei  delicati  intrecci  di  marrocchino  giallo,  che 
staccano  sul  marrocchino  nero  avolio,  i  cui  contrasti  erano  fatti 
viemeglio  risaltare  dalle  pietre  che  ornavano  un  tempo  i  quat- 
tro lati  della  covertura.  Son  pure  da  ammirare  le  incisioni  sui 
tagli  dorati,  che  doveano  spiccare  anche  più,  prima  che  fossero 
tolti  al  volume  i  suoi  fermagli  di  argento  dorato.  Quelle  armi  poi 
artisticamente  poggiate  su  d' un  piano  di  marrocchino  nero ,  la 
cui  severità  è  temperata  dall'oro;  quelle  D  e  quelle  H  intreccia- 
te; quei  turcassi  e  quei  crescenti  collocati  l'uno  a  ridosso  dell'ai- 
tro,  tutto  mostra  il  gusto  sopraffino  del  legatore.  Tutti  gli  spe- 
dienti  della  sua  arte,  italiana  d'origine,  e  portata  in  Francia  dal 
Grolier,  mise  in  opera  il  legatore  di  Enrico  II,  adattandole  al  gu- 
sto francese. 

Le  legature  alla  Grolier,  che  rappresentano  tutta  quell'arte 
in  Francia  al  secolo  XVI,  hanno,  dice  il  Le  Roux  de  Lincy,  sva- 
riati  ornamenti  j  sempre  di  gusto  assai  puro  e  delicato,  che  abbel- 
liscono le  due  facce  esterne  del  volume. 


'  V.  Quigard  Joann.,  Armorial  du  Bibliophile,  nel  QiovnRÌe  Le  Bibliophilc 
Frafi{ais  (Paris  1868-1873,  to.  I,  p.  263). 

*  Delisle,  Cabinet  des  Manuscfits,  to.  I»  p.  182. 


•>* 


—  xux  — 


Quanta  finezza  ed  arte  nella  maniera  di  aggiustare  e  intrec- 
ciare quei  molteplici  compartimenti,  o  d'oro  e  nero,  o  verde,  nero 
e  oro  su  fondo  bruno  ;  ma  più  spesso  a  ornamenti  s  variatissimi 
in  oro  su  fondo  verde.  Tutti  quei  compartimenti  e  disegni  si  con- 
fondono graziosamente  Tuno  con  l'altro,  senza^mai  discordare  \ 

Le  legature  sono  di  marrocchino  o  vitello,  di  color  fulvo  o 
bruno,  e  le  pelli  furono  si  bene  compresse,  che  bisogna  guardarle 
da  vicino  per  riconoscere  la  differenza  dei  due  generi  di  esse.  Il 
dosso,  quasi  sempre  senza  ornati,  è  a  cinque  o  sette  nervi,  o  cuci- 
ture: la  busta,  che  covre  tutta  la  legatura,  è  quasi  sempre  di  fina 
pergamena:  in  principio  e  in  fine  del  volume  trovansi  da  quattro 
a  sei  carte  di  guardia,  la  terza  delle  quali  è  in  pergamena:  il  corpo 
del  libro  non  manca  di  solidità  '. 

Intorno  alla  questione  se  Grolier  fece  venire  d' Italia  i  lega- 
tori che  per  lui  lavorarono,  ovvero  se  ne  trovò  a  Parigi  di  tanto 
abili  da  eseguire  le  numerose  legature,  che  fece  fare  negli  ultimi 
trent'anni  di  sua  vita,  passati  in  quella  città,  il  Le  Roiix  de  Lin- 
cy  ^  sostiene  che  quelle  legature  furono  fatte  a  Parigi.  Egli  dice 
che,  dopo  la  spedizione  di  Carlo  Vili  in  Napoli,  molti  abili  artisti 
ed  operai  italiani  furono  condotti  in  Francia  da  quel  sovrano,  co- 
me risulta  dal  Conto  pubblicato  negli  Archives  de  t Art  Francai^  *; 

m 

*  Le  Eoux  de  Lincy,  JRecherches  sur  Jean  Grolier,  sur  sa  vie  et  sa  bibliotkèque 
(Paris,  Potier,  1 866,  in  8^  pp.  82-83). 

*  Ivi,  a  pp.  81-82.  Una  legatura  del  genere  Grolier  oggidì  raggiungerebbe, 
nelle  pubbliche  rendite  in  Francia,  il  prezzo  di  20000  franchi  in  circa. 

'  JRecherches  etc,  p.  99. 
^  To.  I,  Documenis,  p.  94. 


—  L  — 


dove  si  trovano  nominati  architetti,  pittori,  miniatori,  orefici, 
stuccatori,  lègnajuoli,  sarti,  ricamatori,  e  per  fino  giardinieri  :  di  le^ 
gatori  non  è  parola;  ma  vennero  probabilmente  anch'essi.  Se  non 
che,  guardando  alle  magnifiche  legature  in  marrocchino  e  vitello, 
fatte  in  Francia  -per  Francesco  I  ed  Enrico  II ,  e  per  Diana  di 
Poitiers ,  ne  trae  per  conseguenza  che  Grolier  non  fu ,  come  si  è 
sempre  detto,  il  rigeneratore  dell'arte  del  legare  in  Francia.  Cita 
ancora  ad  esempio  parecchie  belle  e  note  legature  fatte  in  Fran- 
cia, in  tempi  anteriori  al  Grolier,  cioè  nel  XV ,  nel  XIV  e  fin  nel 
XIII  secolo.  Nel  XVI  poi,  afferma  che  v'erano  abili  legatori  in 
Francia;  ma  egh  non  può  negare  che  il  Grolier  dal  1530  al  1565 
avesse  mandati  a  legare  in  Italia  i  suoi  libri.  Esempio  di  certo 
seguito  dai  Re  di  Francia  \ 

Noi  ricorderemo  che  già,  alla  fine  del  XV  secolo,  erano  fa- 
mose le  legature  che  fregiavano  le  edizioni  Aldine;  legature  dette 
officinale^ ^  perchè  lavorate  nell'officina  stessa  di  Aldo  Manuzio. 
Il  carteggio  di  costui  \  ci  fornisce  a  tal  proposito  non  poche  no- 
tizie. 


'  Op.  cit.,  p.  104. 

'  Aldo  Manuzio,  Letìres  et  documents,  1493-1515*  Armand  Baschet  collexit  et 
adnotavit  Venetììs,  ex  aed.  Antonellianis,  1867,  in  8^. 


PARTE  TERZA 


SOMMARIO 

Come  comincia  il  ms.  delle  Effemeridi  —  Chi  ne  fa  T  autore  —  Stranezze  di  forme, 
e  verismo  in  esse  predominante  —  Furono  scritte  per  ordine  del  Daca  di  Cala- 
bria —  Altra  opera  del  LeosteUo  sulla  vita  di  esso  Duca  —  Stile  e  lingua  delle 
Effemeridi  —  Se  furono  o  no  continuate  —  Si  espone  sommariamente  il  conte- 
nuto del  libro  —  Guerra  contro  i  reneziani —  Usanze  e  vocaboli  militari  —  Co- 
me erano  composti  gli  eserciti  —  Face  concbiusa  —  Entrata  del  Duca  di  Cala- 
bria in  Napoli  —  Gli  è  affidato  il  governo  del  Begno  —  Congiura  dei  baroni — 
Guerra  in  Abruzzo,  nello  Stato  Bomano  ed  in  Fuglia — Morte  di  Antonello  Pe- 
truoci  e  del  conte  di  Sarno  —  Morte  della  Duchessa  di  Calabria  —  Ambasceria 
del  Duca  di  Milano  —  Malattia  del  Duca  di  Calabria  —  Viaggio  dello  stesso  in 
Fuglia  —  Importanza  delle  Effemeridi  —  Qualità  del  Duca  di  Calabria  —  Cura 
dei  suoi  nelle  infermità—Suoi  modi  familiari — Feste  alle  quali  interveniva — Sue 
pratiche  religiose  —  Sua  attività  —  Amore  per  la  lettura  e  pei  libri  —  Codici 
avuti  da  Firenze  —  Esercizii  cavallereschi — Equitazione  —  Caccia — Giostre — 
Giuochi  —  Musica  —  Farse  —  Jacopo  Sannazaro  —  Gusto  del  Duca  Alfonso 
neir edificare  —  Fa  venire  da  Firenze  Giuliano  da  Majano  —  Data  certa  della 
costai  morte  —  Maestro  Antonio  Fiorentino  —  I  giardini  e  le  stanze  di  Castel 
Capuano  —  La  Duchesca  —  La  Maddalena  —  Santa  Caterina  a  Formelle  — 
Poggio  Beale  —  Il  Palazzo  Como. 

Nella  prima  carta  (recto)  del  manoscritto  delle  Effemeridi, 
dopo  il  titolo,  si  legge  una  lista  dei  giorni,  nei  quali  bisogna  guar- 
darsi dal  cominciar  guerra  olite  o  rissa,  o  dal  mettersi  in  viaggio. 


—  UI  — 


È  fatta  da  chi  scrisse  queste  effemeridi,  prò  Illustrissimo 
Domino  meo,  cioè  per  il  Duca  di  Calabria,  che  molto  se  ne 
giova.  Nella  carta  seguente,  col  titolo:  Versi  facti  in  laude 
del  Illustrissimo  Signor  Du-ca  di  Calabria,  leggonsi  22 
distici  latini,  opera,  probabilmente,  dello  stesso  scrittore  delle 
Effemeridi, 

A  carte  3  (recto)  si  dà  principio  al  giornale  a  questo  modo: 
Registro  doue  saranno  collocati  tucti  progressi 
del  Illustrissimo  et  Excellentissimo  Signor  Duca  de 
Calabria  Capitano  generale  de  la  Sanctissima  et  Se- 
renissima Liga:  da  poi  se  partio  da  Cremona  cum 
tucta  sua  casa  per  uscire  in  campo  et  offendere  li 
venetiani  et  loro  subditi  inimici  expressi  de  la  pre- 
fata liga  et  excomunicati  et  maledicti  dal  sommo 
Pontifice  Papa  Sisto  per  loro  demeriti.  Die  xxij  de 
Maggio  M.  ecce.  Lxxxiiij.  Cominciato  perJoampiero 
Leostello  volterrano  exercitij  causa. 

Di  qui  dunque  sappiamo  chi  fosse  colui  al  quale  era  stato 
commesso  di  notare  giorno  per  giorno  i  fatti  del  Principe  Ara- 
gonese. Di  questo  Giovan  Piero  Leostello  da  Volterra  nuli' altro  ci 
è  riuscito  di  sapere,  se  non  che  in  un  codice  della  Biblioteca  Lau- 
renziana',  contenente  un  Historia  de  calamitate  Volalerrana 
AntonuHyvani*,  vi  è  una  lettera  di  costui  al  Leostello,  del  1473. 


'  V.  Bandini,  Catalogus  Btbl  Mediceae  Laur.  (II,  853,  Cod.  XXVIII). 
*  Antonio  Ivano  da  Sarzana,  fa  Cancelliere  della  Bepubblica  di  Volterra  nel 
1466  (V.  Muratori,  Script  Ber,  Itaì.,  Voi.  XXIII,  p.  i). 


—  un  — 

Anche  il  Mehus ,  nella  prefazione  alla  Vita  di  Ambrogio  Camal- 
dolese, cita  una  lettera  dell'  Ivano  al  Leostello,  esistente  in  un  co- 
dice Magliabechiano  \  e  ne  riporta  un  passo,  in  cui  si  domandano 
notizie  intorno  a  certi  libri  a  stampa. 

Ora  accenneremo  a  quanto  l'esame  del  presente  manoscritto 
ci  apprende  intorno  al  suo  autore. 

Uomo  affatto  ordinario  costui  ci  si  rivela ,  sebbene  intinto 
d' una  certa  superficiale  cultura  di  cui  si  piace  far  mostra ,  mi- 
schiando in  ogni  frase,  coi  vocaboli  dell'uso  volgare  un  suo  stra- 
no latino,  con  aria  cosi  ingenuamente  comica,  da  destare  una  viva 
ilarità  in  chi  legge.  Lascio  stare  le  stranezze  ortografiche  e  le 
storpiature ,  specialmente  nei  nomi  propri  di  luoghi  o  di  perso- 
ne ;  alterazioni,  del  resto,  che  bisogna  lasciare  cosi  come  stanno  ; 
perchè  tutto  serve  a  qualche  cosa  nelle  indagini  storiche,  le  quali 
debbono  aver  di  mira  non  il  bello,  ma  il  vero  *.  E  il  vero,  anzi  il 
più  schietto  verismo,  predomina  in  queste  Effemeridi,  ove  è  no- 
tato fin  quando  l'Illustrissimo  Signor  Duca  di  Calabria  prese 

'  Ambrosii  Traversarii  etc.  Latinae  Epistolae  (Florentiae  1759,  in  fol.  To- 
mo I,  p.  LV). 

Il  codice  è  segn.  Class.  Vili,  Nam.  X.  La  lettera  è  la  XXXII. 

'  Giusta  r  espresso  principio,  il  testo  delle  Effemeridi  sarà  pabblicato  cosi  come 
si  legge  neir originale,  e  solo  correggendo  quegli  errori  che  sono  effetto  di  distra- 
zione e  non  d'ignoranza,  come  la  ripetizione  di  qualche  parola,  la  mancanza  di  qual- 
che altra,  e  yia  dicendo.  In  quanto  alla  punteggiatura,  non  potendosi  adattare  la 
moderna  ad  uno  stile  composto  di  frasi  senza  nesso  e  senza  ordine,  è  stato  pur  ne- 
cessario seguire  quella  del  codice,  che  consìste,  secondo  il  sistema  antico,  in  punti  e 
due  punti.  Si  sono  però  aggiustati,  per  quanto  s' è  potuto,  i  detti  segui  in  modo  più 
ragioneTole. 


—  ur- 


la medicina  de  manna  per  purgarse;  quando  ebbe  certe 
scorse  de  ventre  et  se  governò  molto  diligentemente 
in  cibo  et  potu ,  e  quando  voluit  accipere  quoddam  cri- 
stere  prò  valetudine  sua  conservanda. 

Certo ,  quelle  che  oggidì  chiamiamo  indiscrezioni  dei  rq^or- 
ters,  non  arrivano  mai  fino  a  tanto.  Né  si  potrebbe  d*  altra  parte 
.  dar  dell'  indiscreto  al  buon  Leostello,  che  ci  ripete  più  volte  esser 
egli  tenuto  per  il  suo  ufficio  a  scrivere  il  giornale. 

Lo  ufficio  mio  è  solo  tenere  a  mente  le  jornate 
come  ho  comandamento. 

Basta  in  questo  (trattato)  pon ere  le  jornate  et  fare 
quanto  me  è  stato  ordinato. 

A  tal  fine  seguiva  dovunque  la  persona  del  Duca;  e  sebbene 
ci  dica  una  volta  a  24  d'Agosto  1484:  Continuerò  le  jornate 
facte  per  lo  111."*  Sig.  Duca  de  Calabria  secondo  me 
sarà  referito  per  non  essermece  trovato  presentiali- 
ter  :  altre  volte  poi  ci  fa  intendere  che  dei  fatti  che  narra,  fu  te- 
stimone oculare. 

Una  volta  dice,  che  il  Duca  lectulum  ingressus  est  bo- 
ra iiij  prius  visis  quibusdam  scriptis  de  suis  rebus 
gestis  aufugiendi  ocij  gratia. 

E  questi  scritti  doveano  essere  certamente  le  Effemeridi,  a 
meno  che  non  si  voglia  pensare  a  un'altra  opera,  che  il  Leostello 
ci  fa  sapere  di  aver  cominciata  sulla  vita  del  Duca  di  Calabria. 

Non  delibero  in  ciò  distenderme  più  perchè  già 
ho  cominciato  tractare  sua  vita  ampiamente  et  in 
quello   tractato   sarà   più    condecente   narrare  ogni 


—  LV  — 


cosa.  Et  perchè  in  altreopere  nostre  tractamo  la  vita 
sua  ampiamente  non  me  distendo  più  in  ciò  per  non 
tediare  li  lectori*. 

Come  poi  gli  si  offre  il  destro  di  ricordare  al  suo  signore  i 
servigi  prestati  ed  il  premio  che  ne  aspetta,  eccolo,  a  proposito  di 
un  vescovato  che  il  Duca  fece  dare  al  suo  cappellano ,  uscire  in 
queste  parole  : 

Et  certe  molto  se  trovava  de  bona  voluntà  inpo- 
nere  innanzi  tucti  soi  servitori.  Et  ipse  in  eo  nume- 
ro sum  et  dico  uno  quoque  die:  expectans  expectavi 
etc.  Vivat  Dominatio  sua  illustrissima  etomnia  ser- 
vitoribus  succedent  ad  votum. 

Qualche  volta  non  è  privo  il  suo  stile  di  una  quasi  inconscia 
schiettezza  ed  evidenza,  in  ispecie  nelle  descrizioni;  onde  più  ri- 
salta il  contrapposto  dei  gonfi  latinismi  che  lo  intramezzano.  Co- 
me ancora,  accanto  a  frasi  e  vocaboli,  che  ci  fan  ricordare  i  tempi 
migliori  della  lingua  toscana,  s' incontrano  idiotismi  e  forme  lin- 
guistiche ancora  vive  nei  dialetti  del  Napoletano;  e  di  più,  è  a 
notare  una  strana  maniera  di  adoperar  certe  voci  in  significati 
diversi  da  quelli  in  uso. 

Ma  basti  dello  scrittore,  e  veniamo  subito  a  parlare  del  suo 
hbco.  Esso  comincia,  come  s  è  visto,  ai  22  Maggio  1484,  e  finisce 

^  Forse  qaesta  vita  non  fa  terminata;  perchè  in  tal  caso  non  avrebbe  mancata 
il  Leostello  di  dedicarla  al  Duca  di  Calabria;  e  si  sarebbe  trovata  nella  costai  bi- 
blioteca, dove  avrebbe  subita  la  stessa  sorte  delle  Effemeridi.  Potè  anche  essere  di- 
stratta al  tempo  dell* invasione  di  Carlo  Vili.  Certo  non  pare  che  alcuno  Tabbia  ci- 
tata mai;  né  se  ne  fa  menzione  in  nessun* opera  bibliografica. 


—  LVI  — 

ai  6  Febbraio  149 1.  Se  il  giornale  sia  stato  continuato  dopo  que- 
st' ultima  data,  non  si  può  dire  con  certezza;  perchè,  sebbene  lo 
lascino  supporre  le  parole  che  leggonsi  in  fine  del  volume,  cioè 

ALIA  IN  S.^  l/  vide, 

interpretando  le  due  iniziali  S  ed  L  per  Secundo  Libro;  pure  po- 
trebbe anche  intendersi  che  ivi  voglia  dire:  in  suo  loco,  cioè  nel 
libro  in  cui  Leostello  scriveva  più  diffusamente  i  fatti  del  Duca 
di  Calabria. 

Dal  primo  giorno  in  che  cominciano  le  Effemeridi  fino  ai  6 
di  Agosto  assistiamo  alle  mosse  dell'  esercito  della  Lega,  condotto 
dal  Duca  di  Calabria  contro  quello  dei  Veneziani,  comandato  da 
Roberto  Sanseverino. 

Son  piccoli  fatti  di  guerra,  avvisaglie,  scaramucce,  movi- 
menti di  campo ,  e  non  altro.  Le  tregue  sono  frequenti,  ed  allora 
è  uno  scambio  fra  i  due  eserciti,  di  visite,  d'inviti  e  cavalleresche 
affabilità  senza  fine.  Ci  si  apprendono  varie  usanze  di  guerra,  vo- 
caboli attinenti  all'  arte  militare  ed  alle  armi  da  fuoco;  e  poi  s'in- 
contrano a  ogni  tratto  i  segni  di  quell'  estrema  mancanza  di 
compattezza  e  disciplina,  di  cui  davano  prova  quelle  schiere  rac- 
cogliticce di  saccomanni,  galluppi,  stratioti,  ed  altri  consimili,  che 
formavano  in  gran  parte  gli  eserciti  a  quei  di.  A  domarne  le  in- 
subordinazioni, era  quasi  sempre  necessario  che  il  Duca  di  Cala- 
bria intervenisse  di  persona,  come  quando  ai  2  d'Agosto  1484 

fu  una  tempesta  cum  grandine  grossissima et  in 

quello  tempo  li  saccomanni  del  campo  per  lo  ban- 
no  (Il  bando  che  nullo  presumesse  dannificare  li  Ve- 
netiani  in  alcuna  cosa)  haveano  unanimes  deliberato 


\ 


—  LVII  — 


sacheggiare  la  piazza  et  lo  fecero.  Lo  111."**  S.'  Duca 
de  subito  fu  a  cavallo  con  li  fanti  de  la  guardia  sua 
non  riguardando  né  ad  grandine  né  ad  vento:  corse 
a  la  piaza  percotendo  quello  rebuctando  quello  al- 
tro: le  lance  volavano:  li  saccomanni  viso  Duce  se 
posero  in  fuga  come  stornelli,  et  così  fu  remediato 
quella  sera:  chi  perdette  suo  damno. 

A'  7  Agosto  1484  fu  conchiusa  la  pace  con  la  Repubblica 
di  Venezia,  e  poco  dopo  cominciarono  gli  eserciti  della  Lega  a  se- 
pararsi ,  avviandosi  ognuno  per  la  sua  via.  Il  Duca  di  Calabria 
coi  suoi,  dopo  essere  entrato  trionfalmente  a  Milano,  a  Bologna, 
a  Firenze,  a  Roma,  giunse  finalmente  in  Napoli,  dove  fece  il  suo 
ingresso  ai  3  di  Novembre:  e  qui  cedo -la  parola  al  suo  cronista. 

Partito  da  Adversa  audita  missa  cum  tanti  Si- 
gnori  et  jentili  homini  che  pareano  una  nubile  gran- 
dissima arrivò  a  Sancto  Juliano  fuora  de  Napoli  uno 
mezzo  miglio:  dove  scavalcò  et  li  se  fermò  fino  che 
furerio  bore  circa  xviiii:  perchè  entrò  in  Napoli 
cum  puncti  de  Astrologia  et  li  concorse  tutta  Napoli 
(cosa  mirabile  a  dire)  pizoli  et  grandi.  Mutato  ca- 
vallo et  vestimenti  cavalcò  et  intrò  in  Napoli:  dove 
era  tanta  multitudine  de  gente  piene  le  strade  tecti 
et  astrici  de  le  case  et  fenestre  che  non  se  crederia 
mai  lo  romore  grande  ce  era  de  campane  bombarbe 
et  de  pizoli  che  gridavano:  Duca  Duca.    • 

Tucta  la  Città  andava  ad  remore  per  allegreza 

de  sua  venuta Passò  per  tutti  li  Seggi  de  Na- 

8 


—  Lvin  — 


poli  li  quali  trovò  parati  de  nobilissime  donzelle  che 
danzavano  et  pieni  de  jentili  honaini  che  faceano  fe- 
sta de  sua  venuta.  Li  se  fermava  con  tanta  humanità 
tochando  la  mano  a  tucti:  quod  est  mirabile  dictu: 
et  da  ogni  homo  li  era  basato  pede  et  mano. 

Cosi  continuando,  si  aggiunge,  che  dal  Re  li  fu  data  pie- 
na potestà  et  autorità  de  tutto  lo  reame  et  che  reve- 
desse tucto  et  assectasse  quello  come  meglio  li  pa- 
resse che  confidava  in  lo  mirabile  ingegno  de  sua 
IH."*  Signoria:  di  cui  appresso  è  detto,  che  acconciò  mo- 
nasterii  de  religiosi  et  quelli  che  non  erano  obser- 
vanti  li  ridusse  in  observantia Cause  che  era- 
no durate  xxv  anni  et  più  expedio  cum  justicia  et 

celerità le  cose  inique  de  la  Corte  redusse  eque. 

Assectò  tucti  li  officii  del  Reame  et  per  sua  111."*  S.* 
furono  facte  nove  constitutioni. 

Lasciamo  il  resto  per  non  dilungarci  di  troppo  :  riporteremo 
solo  quest'  ultima  notizia  : 

In  quello  tempo  furono  cominciate  le  mura  nove 
de  Napoli  et  augumentata  la  ciptà:  et  designate  et 
sollìcitate  cum  miro  ordine  et  summa  soiiicitudine 
dal  predicto  111.''  S.'  Duca.  Et  lo  principio  de  diete 
mura  fu  a  lo  Carmine  ecclesia  de  boni  religiosi  in 
dieta  ciptà.  Et  per  lo  prefato  signore  fu  ordinato  che 
sancto  Joanni  ad  carbonara  Sancto  Pietro  ad  Ara 
Sancto  Martino  Sancto  Benedecto  fussero  tutti  in- 
clusi in  dieta  ciptà:  che  in  primis  erano  da  fora. 


—  ux  — 


Dopo  essersi  trattenuto  in  Napoli  fino  ai  23  di  Maggio  del 
1485,  parte  il  Duca  di  Calabria  alla  volta  degli  Abruzzi,  e  percoi^ 
re  quelle  provincie,  provvedendo  al  buon  ordine  loro,  fino  ai  24 
Luglio  dello  stesso  anno. 

Ai  19  di  quel  mese  già  se  parlava  de  certa  rebellione 
del  Signor  Principe  de  Salerno  del  Signor  Principe 
de  Altamura  del  Signor  Principe  de  Bisigiiano  et  del 
Duca  de  Venosa  et  del  gran  Siniscalco  che  non  ren- 
devano più  obbedientia  al  Signor  Re. 

Ai  25  Luglio  rientrò  in  Napoli.  Eodem  die  non  dormi- 
vit  immo  fece  molte  faccende  eo  maxime  q^uod  publi- 
ce  ferebatur  che  li  prefati  baroni  se  la  intendevano 
cum  Papa  Innocentio. 

E  cosi  più  volte  accennano  queste  Effemeridi  ai  fatti  della 
Congiura  dei  baroni ,  e  come  il  Duca  di  Calabria  se  ne  stesse 
preoccupato  a  cagione  di  quella;  non  senza  però  alternare  con 
giostre,  cacce  e  conviti,  i  gravi  affari  di  stato. 

Ai  21  Settembre  del  suddetto  anno  parte  di  nuovo  il  Duca 
per  gli  Abruzzi,  a  fin  di  ricuperare  quei  regi  castelli. 

Al  I®  d'Ottobre  vennero  lettere  dal  Signor  Re  quod 
omnino  li  Baroni  de  lo  Reame  se  reconciliavano  con 
sua  maestà  et  che  seguiria  pace.  Di  fatti,  ai 4  d'Ottobre 
arrivò  nova  de  la  conclusa  pace  fra  lo  S.'^Re  et  li 
Baroni  de  lo  reame. 

Intanto  il  Duca  di  Calabria  sottomette  quelle  terre  di  Abruz- 
zo che  s'  erano  ribellate,  passa  i  confini  del  Regno,  e  porta  la 
guerra  fin  presso  a  Roma.  Ma  ai  21  Agosto  del  i486  fa  la  pace 


—  LX  — 


col  Papa,  mentre  già  in  Napoli,  come  nota  Leostello  al  margine 
del  suo  giornale,  die  xj  augusti  lo  S.'  Re  volle  conclu- 
dere lo  parentato  con  lo  Conte  de  Sarno  solo  per  re- 
ducerli in  castello  et  eo  die  resto  presone  con  lo  Se- 
cretario  et  T  altri. 

Fatta  la  pace  col  Papa,  di  accordo  con  lui  il  Duca  di  Cala- 
bria insegue  Roberto  Sanseverino  fin  oltre  ai  confini  toscani  ;  e 
passando  per  Borgo  S.  Sepolcro,  lo  Magnifico  Laurentio  de 
Medici  partito  da  la  sua  inclita  ciptà  andò  a  visitare 
sua  Sig/IU.*  et  insieme  con  quella  assectò  molte  co- 
se: et  certe  lo  prefato  111/  Sig.*  fu  molto  accarezato 
da  ipso.  Et  in  lo  dicto  burgo  se  cacciò  una  canzona 
la  quale  comincia: 

Lassatelo  andare  etc. 

Et  fu  facta  per  la  partita  del  sopradicto  S.'  Ro- 
berto. 

Ai  1 2  Settembre  disperde  il  Duca  di  Calabria  a  Castel  Bolo- 
gnese la  gente  di  Roberto  Sanseverino ,  il  quale  è  costretto  a  ri- 
fugiarsi negli  Stati  di  Venezia.  Il  Duca  intanto  parte  da  Castel 
Bolognese,  e  passando  per  Cesena,  Rimini,  Pesaro,  Loreto,  torna 
in  Abruzzo. 

Dai  4  Ottobre  ai  27  Dicembre  percorre  con  l'esercito  Abruz- 
zo, Puglia  e  Principato  di  Salerno.  Prima  di  arrivare  in  Puglia, 
li  baroni  ribelli  che  intendevano  sci  progressi  sta- 
vano tutti  tremebundi. 

Presso  r  Ofanto  si  unisce  con  V  esercito  del  Principe  di  Ca- 
pua,  suo  figliuolo,  et  furono  squatre  in  tucto  lxxv  et 


—  LXI  — 


tucta  bella  gente:  et  li  baroni  stavano  pertusati  co- 
me volpi  in  la  cava  per  timore. 

A  Cirighola  s' incontra  col  Re,  che  assiste  ad  una  mostra  di 
tutto  r esercito.  I  baroni  uno  ad  uno  si  sottomettono,  fra  i  quali 
il  Principe  di  Salerno,  che  voleva  venire  omnino  a  basare 
la  mano  al  Signore,  ai  26  di  Novembre  venne  et  lo  Signo- 
re cavalcò  et  lo  andò  a  scontrare:  trasio  in  campo  et 
ne  fu  facta  gran  festa  perchè  per  la  venuta  sua  la 
guerra  hebbe  fine. 

Poi  è  narrato  come  il  detto  Principe  non  volle  cedere  il  ca- 
stello di  Salerno,  ove  s' era  rinchiuso ,  chiedendo  nuovi  patti ,  i 
quali  finalmente  gli  furono  accordati.  Ciò  fu  ai  23  Dicembre.  A- 
gli  1 1  dello  stesso  mese,  si  legge  in  una  noticina  marginale:  fu 
scartato  lo  conte  de  Carinola  et  tagliato  la  testa  al 
conte  de  Policastro  suo  frate  al  Mercato. 

Ai  27  Dicembre  entrò  il  Duca  di  Calabria  in  Napoli. 

Veniano  innanzi  a  sua  IH.*  Sig.'*  tucti  li  baroni 
et  signori  ribelli:  et  ce  era  uno  Negro  chiamato  Mal- 
fusso  che  andava  innanzi  a  li  baroni  a  pede  con  una 
scopa  scopando  tucta  la  via  per  burla.  Ita  fereba- 
tur:  et  certo  fu  pigliato  tale  acto  per  male  augurio 
per  li  dicti  Signori. 

Poco  dopo  leggiamo  che  il  Duca  di  Calabria,  per  alchuni 
mesi  se  riposò  in  Napoli  de  continuo  però  in  fac- 
cende, et  lo  Signor  Re  havea  rimesso  in'ipso  ogni 
cosa:  et  ogni  lunedi  et  ogni  venerdì  teneva  consiglio 
et  dava  audentia  generale  in  castello  novo  0  vero  a 


—  ixn  — 


la  Incoronata:  mancando  quelli  jorni  suplìva  li  altri 
di  de  la  septimana. 

Da  Napoli  si  recava  continuamente  a  Pozzuoli  e  nei  dintorni , 
a  cacciare  insieme  col  Re  e  coi  signori  di  corte;  né  trascurava  gli 
affari  di  stato:  semper  unoquoque  die  erat  in  negocijs 
apud  regiam  Maiestatem. 

In  data  dei  9  Maggio  1487  si  legge  che,  lo  Signor  Re 
stava  a  casal  de  principe  et  cosi  lo  Signor  Duca  ce 
andava  ogni  di  a  casale  de  principe  al  Signor  Re.  Et 
li  se  expedivano  le  faccende:  et  demorò  là  fino  a  li 
tredeci  del  dicto.  Et  a  li  xi  fu  tagliato  la  testa  al 
Conte  de  Sarno  et  al  Secretario  del  Signor  Re  in  ma- 
ne a  x  hore  0  circa  intro  lo  castello  novo.  Fu  facto 
lo  tavolato  in  lo  largo  de  la  ciptadella  ubifuit  ma- 
gnus  gentium  concursus  et  fuit  magnum  expectacu- 
lum.  Et  eo  die  furono  facte  loro  le  exequie  et  portati 
lo  Secretario  a  Sancto  Domenico  lo  Conte  a  sancto 
Angustino.  Requiescant. 

Al  i^  Ottobre  di  quell'anno  lo  prefato  Signore  deliberò 
andare  al  Celento  per  vedere  quelle  terre  de  la  ma- 
rina et  provederle,  et  cosi  lo  di  seguente  partio. 

Ritornò  in  Napoli  ai  24  dello  stesso  mese  etponeainor- 
dine  la  cavalcata  per  Puglia  per  provedere  a  tucte 
quelle  terre  de  marina. 

Al  i^  Dicembre  si  mise  in  viaggio,  e  fatto  un  giro  nelle  Pu- 
glie, torna  in  Napoli  ai  9  Febbrajo  1488. 

Accenneremo  a  qualche  altro  fra  i  più  notabili  fatti  di  cui  è 


..«a. 


-  * 


—  Lxm  — 

parola  nelle  Effemeridi,  riassumendo  a  larghi  tratti  tutto  il  con- 
tenuto di  esso-  ^ 

Ai  1 9  d' Agosto  mori  la  Duchessa  di  Calabria,  ed  ai  2 1  se 
portò  a  la  Nunctiata  a  sopterrare  con  gran  pianto  et 
fvrono  vestuti  nigri  in  quantità  che  era  una  cosa 
impossibile  ad  vederli  et  lo  Signor  Duca  ann/ò  ap- 
presso  al  corpo  molto  malcontento. 

Ai  2 1  Settembre  vennero  ambasciatori  da  Milano  a  d  e  x  - 
ponere  la  imbasciata  del  Signor  Duca  de  Milano  co- 
me quello  Signore  dimandava  la  111/  Duchessa  de 
Milano  filia  111."*  Domini  Ducis. 

Ai  1 2  Dicembre  entrarono  in  Napoli  i  signori  lombardi  che 
venivano  per  la  Duchessa  di  Milano,  ed  il  loro  ingresso,  le  feste, 
le  cavalcate,  le  giostre,  i  conviti,  e  finalmente  ai  30  Dicembre  la 
partenza  della  detta  Duchessa ,  tutto  è  minutamente  narrato  dal 
nostro  cronista.  . 

Ai  3  di  Gennaio  1489  parte  il  Duca  per  Calabria,  e  ne  visita 
ad  una  ad  una  le  terre. 

Dura  il  suo  viaggio  fino  ai  21  di  Aprile;  ai  22  rientra  in  Na- 
poli. La  dimora  in  questa  città  era  sempre  interrotta  da^gite  in 
luoghi  vicini,  0  per  andarvi  a  caccia,  0  a  vedere  cavalli,  0  a  visi- 
tare fortezze. 

I  conviti  poi  erano  frequentissimi,  ai  quali  intervenivano 
il  Re,  la  Regina,  e  i  Principi  Reali,  gli  Ambasciatori  e  varii 
signori. 

Dal  i"*  Agosto  1489  comincia  il  Duca  di  Calabria  a  soffrire 
febbri  periodiche,  che  lo  tormentano  per  più  di  tre  mesi,  senza 


—  LXIV  — 


impedirgli  di  passare  le  sue  giornate,  come  era  solito,  tra  gli  af- 
fari e  gli  svaghi. 

Ai  14  d'Ottobre  va  a  Somma  ad  una  Masseria  della  Regina, 
per  mutare  aria,  e  vi  si  trattiene  fino  ai  22:  poi  va  a  Nola,  e  ri- 
torna in  Napoli  il  30.  Non  mai  perfettamente  ristabilito,  muove 
spesso  da  Napoli  pei  vicini  paesi,  e  nell'Aprile  del  1490  si  giova 
delle  acque  dei  Bagnoli:  indi  si  reca  a  Capua.  Nel  Maggio  è  nuo- 
vamente in  Napoli,  dove  il  giorno  5  furon  fatte  leexequieper 
la  successa  morte  del  Signor  Re  de  Ungaria. 

Il  21  Maggio  parti  il  Duca  per  Abruzzo,  ma  non  andò  più  in 
là  di  Arnone,  e  tornò  ai  7  Giugno  in  Napoli. 

Dai  26  Novembre  son  notate  le  giornate  d'un  viaggio  in  Pu- 
glia, che  dura  fino  ai  21  Gennajo  del  seguente  anno;  e  quasi  nul- 
r altro  troviamo  ricordato,  in  questo  tempo,  che  le  grandi  cacce 
cui  ogni  giorno  pigliavano  parte  il  Re  ed  i  principi.  Ritornato  in 
Napoli  il  Duca  ai  32  Gennajo,  ebbe  ai  28  dello  stesso  molte 
bone  nove  de  Ungaria  che  lo  Re  de  Romani  era  stato 
rocto  da  lo  Re  de  Ungaria  et  fugato:  et  de.Francia 
et  de  Milano  molte  bone  nove. 

Ai  3  di  Febbraio  vennero  nove  de  Milano  come  la 
Duchessa  figliola  del  prefato  111.^  Sig.'  Duca  havea 
figliato  et  facto  figlio  masculo.  Fureno  facte  lumi- 
narie et  festa  grande. 

Due  giorni  dopo  finiscono  queste  Effemeridi,  la  cui  impor- 
tanza  sta  tutta,  come  a  noi  pare,  in  certi  minuti  particolari  che 
vi  s'incontrano  della  vita  intima  e  di  famigha  dei  principi  Ara- 
gonesi, specialmente  del  Duca  Alfonso,  quali  altrove  si  cerche- 


—  LXV  — 


rebbero  invano.  Tanti  piccoli  fatti,  che  ci  si  presentano  qua  e  là 
sminuzzati  sotto  la  monotona  forma  del  giornale,  e  sembrano  la 
più  parte  inutilità  da  non  tenersene  conto  ;  son  pure  nel  loro 
complesso  una  viva  dipintura  dei  gusti  e  delle  abitudini  del  Duca 
di  Calabria ,  delle  usanze  e  cerimoniali  di  quella  corte  :  e  se  il 
protagonista  delle  Effemeridi  apparisce  affatto  immune  dai  vizii 
che  gli  son  rimproverati  da  alcuni  storici  ' ,  e  anzi  adorno  delle 
contrarie  virtù  ;  lasciamo  agli  altri  giudicare  quanta  parte  di  lode 
è  da  attribuire  all'  adulazione,  e  quanta  di  biasimo  allo  spirito 
di  parte.  Noi  non  facciamo  altro  se  non  esporre  quel  che  trovia- 
mo notato. 

Del  Duca  di  Calabria  si  è  visto  dai  passi  riferiti  innanzi 
quanta  parte  egli  avesse  nel  governo  del  regno,  che  il  Re  suo  pa- 
dre ayeagli  quasi  in  tutto  affidato.  Anch€  il  fratello  D.  Federico 
troviamo  di  continuo  occupato  con  lui  a  terminare  speditamente 
faccende  di  stato  ;  e  fra  essi ,  come  fra  tutti  di  loro  famiglia ,  ve- 
diamo regnare  il  più  perfetto  accordo  ed  una  grande  affezione.il 
Duca,  come  ci  fa  sapere  il  suo  cronista,  scribebat  unoquo- 
que  die  ad  regem:  et  mai  sua  IH.*  Sig.***  facea  alcuna 
cosa  senza  sua  consulta  benché  pizola  fusse:  et  tale 
virtù  regnò  semper  in  sua  111."*  Sig.'**  lì  che  ripete  pure 
in  altri  luoghi.  Altrove  è  detto  che  il  Duca  cavalcò  in  Castel  lo 

'  Basterà  per  tntti  citare  i  Diurnali  di  Giacomo  Gallo ,  pubblicati  la  prima 
volta  dal  eh.  Gay. .Scipione  Yolpicella  (Napoli  1846,  in  8^), dove  a  pag.  2 1  è  notato: 

Nel  medesimo  giorno  4  detto  venne  la  nova  a  Napoli  come  la 
Maestà  dì  Alfonso  2^  jera  morto  d'infermità  a  Messina,  et  si  pò 
dire  essere  morto  lo  Dio  della  Carne. 


y 


—  LXVI  — 


perchè  lo  SignorRe  volea  pigliare  medicina  et  sua 

* 

lU/Sig.'**  ce  la  volea  dare  suis  manibus  propriis. 
Ed  in  vero,  quando  si  trattava  d'infermità  o  di  parenti  o  di  fa- 
miliari, s'impegnava  per  la  loro  guarigione  con  una  premura 
insolita,  e  senza  risparmiar  cure  né  spese.  Cosi  in  data  dei  io 
Agosto  1490  è  narrato  come  quello  jorno  hebbé  nova 
che  lo  Cardinale  de  Foes  parente  della  Signora  Re- 
gina era  indisposto  in  Roma.  Illico  deliberò  la  nocte 
venente  mandare  a  visitarlo:  et  cosi  ce  mandò  uno 
suo  camerere  uno  jentile  homo  suo  cortesano  nomi- 
ne  Colantonio  Brancazo  uno  suo  cuoco  etlospetiale 
cum  due  carriaggi  de  ogni  generatione  de  medicina 
cum  uno  suo  medico  nomine  Messer  Chimento  ho- 
mo doctissimo  cum  ordinatione  che  dovessero  sem- 
per  intervenire  al  governo  de  dicto  Cardinale. 

Ai  26  Giugno  1489  si  legge:  et  eo  die  fu  assaltato  da 
certa  febbre  Messer  Antonio  Galatheo  de  Lecci  me- 
dico doctissimo  et  subtilissimo.  Illico  sua  111.*  Sig."* 
ordinò  li  fusse  parata  la  camera  in  casa  de  sua  Si- 
gnoria et  governato  come  sua  persona  in  omnibus  et 
per  omnia. 

Anche  i  nemici  usava  trattare  con  modi  si  fatti;  e  ne  diede 
un  saggio  quando  una  volta  stavano  al  suo  accampamento  dui 
proveditori  venetiani  de  li  quali  volendose  partire 
uno  cascò  et  lo  cavallo  adossoli  in  modo  se  guastò 
una  gamma.  Lo  111.^  Signore  manibus  propriis  lo  pi- 
gliò et  con  l'altri  lo  fece  condurre  a  suo  lecto  adi- 


—  ixvn  -— . 

bitis  suis  medicis.  Demorò  li  una  nocte  et  lo  altro 
JQrno  fino  a  xviii  bore  et  discessit.  Fu  accarezato 

et  non  li  fece  manchare  cosa  nulla  lo  dictolll."  Si- 
gnor  Duca:  fu  governo  come  se  fusse  stata  la  sua 
persona  propria. 

Trattava  poi  con  tutti  familiarmente:  cosi  leggiamo  che  la 
sera  prima  di  accomiatare  i  suoi  curiali,  che  tenea  sempre  dat- 
torno, era  uso  cenare  insieme  con  essi.  Una  volta  in  Castel  nuovo 
jocò  con  alcuni  mercanti:  un'altra  volta  si  legge  che  fu 
convitato  da  uno  mercante;  e  un'altra  che  fu  con  la  Si- 
gnora Regina  al  batismo  del  suo  cavallaritio. 

Non  v'era  poi  festa  di  nozze  o  di  battesimo  in  case  signorili 
cui  non  intervenisse  il  Duca  di  Calabria,  quasi  sempre  in  com- 
pagnia della  Regina,  e  qualche  volta  anche  del  Re. 

Di  feste  religiose ,  cui  soleva  intervenire  la  Reale  famiglia, 
ne  troviamo  parecchie  ricordate.     . 

Die  secundo  junri  (1488)  lo  Signor  Duca  fece  al 
Signor  Re  un  bello  convito  et  a  la  Signora  Reina  al 
Poggio  reale et  fu  lo  di  cJieSua  Maestà  sole  an- 
dare a  Sancta  Maria  Armellina  locho  dove  lo  Signor 
Re  Alfonso  havea  posto  lo  campo:  et  lo  jorno  pre- 

m 

dicto  prese  Napoli  et  ad  commemoratione  de  ciò  lo 
prefato  Signor  Re  quello  di  ogni  anno  ce  sole  an- 
dare a  pede  con  gente  de  arme  et  fanti:  et  in  quella 
ecclesia  aude  missa  cantata. 

La  festa  del  Corpus  Domini  è  cosi  descritta: 

Die  decimo  octavo  Junii  (1489)  cavalcò  (il  Duca)  in 


^  * 


—  trmi  — 


»  

castello  novo  et  trovò  che  lo  Signor  Re  volea  venire 
alo  Episcopato  per  accompagnare  Corpus  Domini  et 
venne  cum  sua  Maiestate  et  ibi  audiro  la  Missa  can- 
tata et  ea  finita  partio  la  processione  cum  suo  or- 
dine. Lo  Signor  He  cum  li  imbasciatori  deVenetia 
de  Milano  de  Fiorentini  et  aliis  legatis  preselo  pa- 
lio et  lo  portò  fino  a  lo  Seggio  et  li  lo  prese  lo  111.^ 
Signor  Duca  cum  quelli  de  lo  Seggio  secundummo- 
rem  eorum:  et  lo  prefato  Signor  Re  montò  a  cavallo 
et  andò  ad  expectare  a  Sancta  Chiara  et  lo  prefato 
111."^  Signore  lo  portò  vicino  a  Sancta  Chiara  et  tro- 
vò lo  Signor  Re  che  era  venuto  ad  scontrarlo  et  lo 
riprese  et  lo  portò  fino  in  la  Ecclesia  et  ibi  finita 
missa  lo  prefato  Signor  Re  a  cavallo  venne  appresso 
lo  Corpus  Domini  fino  ad  Piscopio:  lo  Signor  Duca 
lo  portao  de  continuo  etreposto  in  dieta  ecclesia  lo 
Signor  Re  in  castello  novo  se  andò  a  riposare. 

In  due  altri  luoghi  si  parla  della  festa  e  del  miracolo  di  San 
Gennaro- 
Spesso  le  Effemeridi  ci  danno  notizia  di  quanto  si  riferisce 
alle  pratiche  religiose  del  Duca  di  Calabria.  Citeremo  qualche 
tratto  : 

Ogni  di  audiva  sua  missa  et  non  se  trova  che 
mai  la  lassasse. 

Faciva  dare  ogni  mactina  alo  castello  elemosine 
a  quanti  poveri  ce  andavano  pane  et  vino. 

Lo  venardi  facea  venire  xii  poveri  vergognosi 


\ 


\ 


—  LXK 


in  una  sua  habitatìone  et  dato  loro  Tacqua  a  le  mani 
fa  ce  a  donare  loro  uno  carlino  per  uno.  El  sabato  era 
ordinario  suo  jeiunio  benché  tre  di  della  settimana 
et  più  de  continuo  mangiava  una  volta  et  non  più. 

È  lodato  di  sobrietà  non  solo  nel  cibo,  ma  anche  nel  riposo. 
Quand'era  al  campo  troviamo  notato:  loSignore  se  andòa 
riposare  sopra  unaseggia  che  sempre  dorme  vestito 
et  sua  dominatio  unquam  ocio  marcebat.  E  di  continuo 
ci  ripete  il  nostro  scrittore  che  sua  111.*  Sig."*  mai  perdeva 
una  bora  di  tempo:  semper  vigilabat. 

È  notato  altresì  che  de  continuo  facea  leggere  in  sua 
camera  da  li  soi  camereri  dicti  antiqui  et  boni  et  più 
volte  dicea  che  se  non  che  dubitava  non  se  mormo- 
rasse haria  facto  leggere  in  sua  tavola  quando  man- 
giava  cose  sancte.  Et  per  intendere  quelle  spesse  volte 
andava  a  mangiare  con  li  monaci  di  Santo  Severino 
et  de  Sancto  Benedicto  de  Monteoliveto. 

In  quest'  ultimo  monastero  si  recava  con  tanta  frequenza 
che  ci  aveà  sue  camere,  dove  una  volta  ci  si  dice  che  dette  udienza 
all'Ambasciatore  di  Milano. 

Del  suo  amore  pei  libri  abbiamo  qui  diverse  prove.  Nel  Mag- 
gio del  1490,  trovandosi  in  S.  Germano,  cavalcò  a  l' Abadia  de 
Montecasino  et  là  udia  sua  missa  et  vide  la  libraria 
et  per  spatium  bore  lesse  alchuni  libri. 

In  altro  luogo  si  legge  che  in  suam  habitationem  vidit 
quosdam  librosut  moris  sui  erat  per  evitare  lo  ocio 
quod  est  vivi  hominis  sepultura. 


Finalmente  al  i*"  Dicembre  1489  è  detto  che  sua  Sig'**  se 

ne  venne  in  castello  capuano et  visis  non  nullis 

codicibus  suis  qui  venerant  Florentia  cenavit  etc.  Il 
giorno  appresso  propter  pluviam  que  ilio  die  fuitdemo- 
ratus   est  domi  per  totum  diem  videns  suos  codices. 

La  notizia  di  questi  manoscritti  venuti  da  Firenze,  dove  cer- 
tamente furono  fatti  per  uso  del  Duca  di  Calabria,  forse  con  la 
mediazione  di  Lorenzo  il  Magnifico,  dà  nuovi  elementi  alla  sto- 
ria della  famosa  biblioteca  Aragonese. 

Ed  a  proposito  di  libri,  riferirò  ciò  che  è  detto  di  taluni  che 
si  conservavano  all'Incoronata.  Si  narra  dei  danni  arrecati  in  Na- 
poli da  una  tempesta ,  ai  26  Settembre  1488 ,  e  fra  T  altro  si  nota  : 
et  la  ecclesia  de  la  Incoronata  impleo  in  modo  che 
non  ve  se  potea  intrare.  La  acqua  dava  fino  alla  co- 
lia de  lo  altare:  tucti  li  libri  de  quella  ecclesia  fece 
andare  natando  che  erano  de  valore  de  ducati  ccc  et 
più  che  con  gran  fatica  se  racconcioro. 

Alle  occupazioni  cJbUo  spirito  accoppiava  il  Duca  gli  esercizii 
del  corpo;  e  a  questo  modo  educava  la  gente  di  sua  corte.  De 
continuo  facea  cavalcare  suoi  paggi  et  quelli  facea 
dare  a  lo  studio  de  le  lettere  come  amatore  de  quelle. 
Tenea  loro  lo  mastro  de  schermire:  et  in  exercitio 
bono  et  comendabile  sempre  se  trovavano  tucti  de 
soa  casa. 

Egli  poi  non  v'  era  quasi  giorno  che  non  cavalcasse  e  non 
vedesse  correre  i  suoi  cavalli ,  che  in  gran  numero  avea ,  e  ne  do- 
nava non  pochi  alla  sua  gente  ed  ai  signori  che  lo  avvicinavano. 


{ 


—  LXXI 


Avea  sue  cavallerizze  a  Caserta  ed  a  Marcianise ,  ed  un'  altra  ne 
fece  edificare  in  Napoli  a  S.  Giovanni  a  Carbonara  presso  le 
mura.  La  caccia  era  ancora  un'occupazione  prediletta  per  quei 
principi ,  e  già  se  n'  è  fatto  innanzi  qualche  cenno.  Aggiungere- 
mo qui  i  nomi  dei  siti  di  caccia,  che  più  frequentemente  sono  ri- 
cordati nelle  Effemeridi.  Per  la  caccia  al  cignale  troviamo  nomi- 
nati Arnone,  EboU,  Pianura,  Marianella,  Giugliano  ;  per  la  cac- 
cia al  cervo.  Quarto;  per  quella  a  volpi  ed  a  lepri,  Foggia  e  Ce- 
rignola;  Pianura  per  la  caccia  alle  quaglie;  Cuma,  Pozzuoli, 
Monte  di  Procida,  per  varie  altre  cacce.  In  viaggio  poi  e  dovun-. 
que  poteano  troviamo  che  il  Re  e  il  Duca  faceano  volare  i  falco- 
ni. Il  Re  più  di  ogni  altro  della  sua  casa  era  continuamente  oc- 
cupato in  ogni  genere  di  caccia.  Ci  è  ricordo  della  sua  canatteria, 
che  aveva  a  Tripergole;  come  del  Duca  spesso  è  detto  che  andava 
a  vedere  la  sua  conigliera  nella  masseria  ai  Verini. 

Di  giostre  ed  altri  giuochi  e  sollazzi  sovente  vien  fatta  men- 
zione. Le  giostre  si  faceano  ordinariamente  nei  fossati  di  Castel 
Nuovo,  0  di  Castel  Capuano,  fra  i  cortigiani  del  Re,  del  Duca  di 
Calabria,  di  D.  Federico  suo  fratello. 

Ai  4  d'Ottobre  1489  fu  tenuta  giostra  Reale  all'Incoronata. 
Il  Duca  ch'era  ancora  infermo  stecte  vicino  ad  una  fine- 
stra et  vide  tucta  la  giostra  che  durò  fino  ad  bore 
xxiiij:  che  certo  fu  molto  attillata  et  bene  ordinata. 
Giostratori  ce  fureno  circiter  cinquanta.  Lo  primo 
fu  lo  Marchese  di  Hirace  nepote  del  Signor  Re  che 
ruppe  quattro  lance  et  buctò  lo  cavallo  in  terra:  et  per 
essere  de  xiij  anni  se  portò  tanto  extrenuamente  che 


—  I.TXÌI  — 


tucti  quelli  imbasciatori  cioè  del  Signor  Re  de  Fran- 
eia  de  Castiglia  de  Venetiani  de  Milano  et  Fioren- 
tini et  altri  ne  restoro  spantati —  De  poi  seguirò  li 

altri  giostratori Lo  ultimo  fu  lo  IlL""  Principe  de 

Capua  lo  quale  entrò  molto  attillato  con  uno  ca- 
vallo tucto  copertato  de  brochato  ricchissimo... Se 
portò  bene  come  111.'' Sig/ Principe  era:  ruppetuc- 
te  quactro  le  lanze.  Lo  honore  era  suo  sed  renuit 
et  fu  dato  a  Rinaldo  del  Rosso  de  Messer  Procida. 
Il  Duca  di  Calabria  donò  al  prefato  IH.''  Sig."'  Principe 
suo  primogenito  una  bella  pezza  de  brochato  per 
bavere  op  tenuto  ipsolopremiode  dieta  giostra.  Lo 
Signor  Re  vedendo  lo  prefato  111.''  Sig.**  Principe 
fare  sue  correre  tanto  attillatamente  tucto  era  fe- 
sta. Congratulabantur  illi  omnes  circumstantes  et 
quello  ut  moris  sui  erat:  che  ne  de  prosperitate  se 
allegrava  ne  de  tristitia  se  turbava:  ylari  fronte 
omnibus  referebat  gratias. 

Altri  giuochi  usati  in  corte  erano  la  palla,  il  pallone,  la 
palla  al  calcio.  Vi  si  esercitava  il  giovine  principe  di  Capua;  il 
Duca  suo  padre  spesso  vi  assisteva ,  ed  egli  pure  giuocava  alcuna 
volta  alle  carte  o  agli  scacchi.  Quand'  era  ammalato,  un  giorno 
fece  venire  musica  et  multo  oblèctabatur  ex  illa. 
Un'  altra  volta  vennero  certe  farse  fra  le  qu^li  fu  Ja* 
cobo  Sanazaro  et  Carìteo  '  et  de  ciò  lo  Illustrissimo 
Signore  prese  grande  recreazione  et  piacere. 

'  Nel  ms.  8i  legge  :  pariteo. 


—  Lxxni  — 


Ecco  dunque  un  testimone  del  tempo ,  che  ci  conferma  ciò 
che  era  solo  un'  incerta  tradizione.  Chi  non  ha  sentito  parlare 
dei  famosi  gliuommeri,  le  farse  del  Sannazaro?  Ora  possiamo 
ritenere  che  il  Sannazaro  non  fu  solò  autore  di  farse,  ma  insie- 
me col  celebre  poeta  Cariteo,  attore  egli  gtesso.  Il  suo  nome 
s'incontra  di  bel  nuovo,  in  altra  occasione,  ai  5  Dicembre  1489, 
quando  il  Duca  di  Calabria  fece  accompagnare  lo  prefato 
imbasciatore  (del  Re  di  Francia)  a  Pezzole  da  alcuni  de 
li  soi  fra  li  quali  ce  mandò  lo  Magnifico  Jacobo  Sa- 
nazaro  poeta  eximio  che  li  monstrasse  tutte  quelle 
antichitate  come  homo  experto  in  ciò. 

Tornando  alle  farse,  un  altro  ricordo  di  esse,  e  degl'inter- 
mezzi, si  ha  in  queste  parole:  andoro  con  lo  Signor  Re  a 
•  la  Signora  Regina  et  li  se  danzò  et  fecense  farse  et 
festa.  Sumpta  cena  fureno  facte  belle  tramesse  et  ma- 
schere. 

Ma  è  oramai  tempo  di  far  parola  di  ciò  che  forse  fu  il  più 
bel  vanto  di  quei  tempi,  di  quella  corte,  e  in  particolare  del  Duca 
Alfonso ,  voglio  dire,  il  gusto  nell' edificare,  che  fé'  sorgere  presso 
di  noi  chiese,  castelli,  palazzi,  archi,  sepolcri  ;  a  giudicare  dei  quali, 
dai  mal  curati  avanzi  che  ne  restano,  non  furono  forse  in  nessun 
tempo  superati.  Raccoglieremo  quindi  le  sparse  testimonianze 
che  di  essi  monumenti  ci  offre  il  nostro  manoscritto:  e  prima  ne 
riportiamo  il  seguente  passo  che  molto  fa  al  caso  nostro: 

In  frabbiche  molto  se  delectava  et  in  più  lochi 
ameni  facea  fabbricare.  Ita  et  taliter  che  ha  facto 
molti  poveri  homini  richi:  et  molti  fabbricatori  che 

IO 


—  LXXIV  — 


teneano  quactro  et  cinque  figliole  da  maritare  et  po- 
verissimi in  quello  tempo  le  maritaro  molto  facil- 
mente per  li  denari  veniano  in  loro  mano  fabrican- 
do  de  continuo  palazi  et  case  molto  amene:  come  a  lo 
Poggio  Reale  vicino  a  Napoli  a  due  miglia  come  la 
Duchesca  et  molti  jardini  et  massarie.  0  dove  non 
fabricava?  In  Calabria  in  Puglia  in  Gaieta  a  Casal 
de  Principe. 

Di  quasi  tutte  queste  fabbriche  fu  architetto  il  celebre  Giulia- 
no da  Maiano,  di  cui  ai  17  Febbrajo  1487  ci  parlano  le  Effeme- 
ridi la  prima  volta,  dicendoci  che  sua  111/  Signoria  comin- 
ciò a  dare  ordine  a  fare  fabrica  et  mandò  per  Mes- 
ser  Juliano  designatore  a  Fiorenze.  Del  quale  sotto  il 
nome  storpiato  di  Mariano  da*  Vaiano  si  torna  a  parlare  ai 
15  di  Ottobre  1490,  nel  modo  che  segue  :  Et  h  avendo  nova 
che  Mastro  Mariano  da  Vajano  fiorentino  homo  ex- 
perto  in  la  fabrica  et  in  desegni  stava  malissimo  ce 
mandò  li  soi  medeci  et  pratichi  et  ordinò  che  non  li 
manchasse  alchuna  cosa  ut  moris  sui  erat  erga  suos. 
Et  quello  stava  a  sua  provisione  et  facea  fare  sue 
fabriche  de  la  Duchesca  et  del  Poggio.  Et  demon- 
strava  sua  IH.*  Signoria  che  certo  l'increscea  la 
malattia  de  quello:  ad  ogni  liora  lo  mandava  a  vi- 
sitare. 

Indi  ai  17  d'Ottobre  è  notato:  Ea  nocte  bora  vj.mo- 
rio  lo  supra  dicto  Mariano  fiorentino. 

Questa  data ,  che  senza  dubbio  è  la  vera ,  non  è  quella  fi- 


«.-^ -    ■■    j.^         * 


t-t.  i**5S3=atte=3C/ 


Ha.mL'.!!-y'Li'  '■a'jl''.-.j   -Jì  tisi: 


—  KIT  — 

nora  accettata.  L' illustre  annotatore  del  Vasari,  fondato  sopra 
altri  documenti ,  pone  la  morte  di  Giuliano  ai  3  Dicembre  dello 
stesso  anno  *. 

Ai  13  Gennajo  del  1489  trovandosi  il  Duca  a  Policastro,  ca- 
valcò al  castello  per  provedere  ad  alcune  cose  ne- 
cessarie: et  eo  sero  cavalcò  intorno  alla  terra  et  por- 
tava cum  ipso  maestro  Antonio  fiorentino  homo  sub- 
tile  circa  de  fare  forteze  et  roche  et  assectò  molte 
cose.  Questi  dev'essere  Antonio  Fiorentino,  architetto,  di  cui  s'è 
scritto  che  nacque  nella  città  di  Cava,  studiò  in  Roma  e  lavorò  in 
Napoli  ;  dove  fra  le  sue  opere  si  cita  la  cupola  di  S,  Caterina  a 
Formello  \ 

Ma  torniamo  ai  castelli  ed  ai  palagi  di  NapoK,  fra  i  quali 
Castel  Capuano,  che  era  l'ordinaria  residenza  del  Duca  di  Cala- 
bria ,  e  di  cui  si  fa  cenno  ad  ogni  poco.  Si  parla  dei  giardini  che 
lo  circondavano,  e  delle  stanze  che  si  avea  in  essi  fabbricate 
quel  principe  : 

Vide  tucti  soijardini  et  certe  stanze  oove  et  mon- 
tò per  lo  ponte  in  le  sue  camere. 

Altrove  quelle  stanze  son  chiamate  camere  pinctate  de 


'  V.  Le  Ofere  di  Giorgio  Vasari  cof^  nuove  annotazioni  e  commenti  di  Gaetano 
Milanesi  (Firenze,  Sansoni,  1878-81,  in  8*,  to.  II,  p.  473,  in  N.). 

•  V.  De  Dominici,  Vite  de' pittori,  scultori  ed  architetti  Napolitani  (Nap.  1743, 
in  4^  to.  II,  p.  95)— Milizia,  Memorie  degli  Architetti  (Bassano,  1735,  in  8^  to.  I, 
p.  160).  Quest'ultimo  aggiunge  che  mori  nel  1570,  e  il  Grossi  (Le  Belle  Arti,  optc- 
scoli  storici  Napoli  1 820,  in  8",  voi.  Il,  p.63)  lo  dice  nato  nel  1483,  e  morto  nel  1 530  : 
le  quali  date  sarebbero  a  rettificare. 


—  LXXVI  — 


lo  jardìno;  e  spesso  si  dice  che  il  Duca  mangiò  in  lo  suo 
jardino  grande  a  la  fontana,  luogo  molto  amenissi- 
mo  estivis  temporibus. 

Alcune  stanze  di  Castel  Capuano  sono  distinte  coi  nomi  di 
camera  di  paramento,  camera  pintata,  camera  gran- 

4 

de,  camera  della  musica,  camera  del  bagno.  Contigue 
allo  stesso  Castello  erano  le  fabbriche  della  Duchesca  e  della 
Maddalena.  La  prima  è  chiamata,  nel  Dicembre  1489,  palatio 
novamente  edificato  dal  dicto  111.'*  Signore  fronte  a 

10  suo  jardino  grande.  La  Maddalena  poi  era  stato  convento 
di  monache,  che  furono  fatte  passare  a  Santa  Caterina  aFormello. 

11  fatto  di  questo  passaggio,  e  di  quello  dei  monaci  Celestini  a 
San  Pietro  a  Majella  è  in  più  luoghi  accennato ,  e  li  citerò  in 
ordine  di  tempo. 

Ai  17  Gennajo  1490  è  scritto  che  il  Duca  cavalcò  et  andò 
in  Sancta  Caterina  de  Formello.  Li  designò  certe 
cose  perchè  ce  doveano  tornare  le  monache  de  la 
Maddalena. 

Ai  27  dello  stesso  il  Duca  partio  in  carrecta  et  venne 
a  la  Maddalena  vicino  al  Castello  et  designò  alcune 
cose. 

Ai  12  Febbraio  dello  stesso  anno  si  legge: 

Eo  die  venne  lo  Patre  limosinere  de  Otranto  et 
adduxe  ben  dece  capse  de  osse  de  morti  de  quelli 
che  fureno  tagliati  a  pezi  da  li  turchi:  le  quali  lo 
prefato  111.^  Signore  havea  facto  venire  per  collo- 
carle in  Sancta  Maria  de  li  Martiri  ecclesia  novi- 


V    , 


—  LXXVII  — 


ter  intitulanda  in  la  Magdalena  coniuncta  con  lo 
suo  Castellò:  locho  già  de  monache  le  quali  fùreno 
collocate  a  Sancta  Caterina  de  Formello  et  li  frati 
che  stavano  in  quella  ecclesia  fureno  mandati  in 
Sancto  Petro  Maiella  et  provisti  tucti  del  necessa- 
rio et  bene  assectati  et  contenti:  et  111."  Dominus 
Dux  hec  omnia  diligenti  cura  et  studio  composuitet 
„  ordinavi!  habita  licentia  a  summo  Pontifice. 

Della  Maddalena,  già  ridotta  al  nuovo  uso,  ed  annessa,  come 
pare,  alla  Duchesca,  ci  è  ricordo  in  molti  altri  luoghi.  Spesso  il 
Duca  vi  convitava  i  Sovrani;  come  ai  24  di  Giugno  1490,  quando 
expectava  Io  Signor  Re  et  la  Signora  Regina  a  la  Du- 
chesca; e  dopo  essere  andato  loro  incontro  e  averli  accompa- 
gnati alla  Messa  a  San  Giovanni  a  Carbonara,  ritornò  alla  Du- 
chesca per  vedere  et  intendere  li  preparatorii  erano 
facti  per  la  venuta  de  li  sopradicti:  et  expectò  fino 
in  tanto  vennero.  Et  veduti  cavalli  et  quelle  stanze 
e  riposati  alquanto  ascesero  a  lo  cenacolo  grande 
de  la  Maddalena  dove  fu  preparata  una  vera  col- 
latione  regale  copiosissima  di  ogni  generatione  de 
f ruote  et  confectioni  varie. .. .  Et  fu  facta  la  colla- 
tione  intorno  a  la  acqua  che  correva  in  terra:  li 
stavano  tucti  prostrati  a  lo  fresco. 

A  Poggio  Reale  andava  continuamente  il  Duca  a  vedere  e 
mostrare  ad  altri  quelle  fabbriche  non  ancora  compiute,  e  vi  te- 
nea  sontuosi  conviti,  di  cui  si  piace  il  cronista  darci  minuti  rag- 
guagli. Un  giorno  che  erano  tutti  della  Reale  Famiglia  colà  con- 


—  LSXYIIJ  — 

Tenuti,  la  Infante  volse  intrare  in  barca  et  remare  ma- 
nibus  propriis  in  certe  acque  le  quali  artificiose  lo 
111.*  Signor  Duca  le  ha  facte  conducere  in  quello 
lochó. 

Di  parecchie  altre  fabbriche  fanno  ricordo  le  Effemeridi,  che 
faceansi  a  quel  tempo  in  Napoli,  o  a  spese  del  Duca  di  Ca- 
labria, 0  che  egli  recavasi  a  visitare.  Tali  erano,  fra  l'altre,  certe 
fabbriche  vicino  San  Giovanni  a  Carbonara  e  nella  chiesa  di . 
Santa  Maria  la  Nova,  il  chiostro  di  San  Benedetto,  e  talune  case 
private.  In  data  dei  i6  Luglio  1489  è  notato  che  il  Duca  cavalcò 
per  Napoli:  vide  certa  fabrica  del  Magnifico  Ferante 
de  Gennaro.-..  Et  vide  la  casa  de  Lionardo  Como  et 
a  quella  dato  alcuno  suo  judicio:  che  noviter  se  fa- 
bricava:  li  fece  collatione. 

Se  qui  si  parla,  come  pare,  del  celebre  palazzo  Como,  la 
data  tanto  controversa  della  sua  costruzione  parrebbe  ora  accer- 
tata. E  tutto  indurrebbe  a  credere,  guardando  alle  strette  rela- 
zioni dei  Como  con  la  corte,  che  l'architetto  del  palazzo  sia  stato 
appunto  quello  di  corte,  cioè  Giuliano  daMajano:  la  qual  cosa 
che  lo  stile  dell'edificio  confermerebbe  pur  troppo. 

Ma  chi  sa  quante  altre  cose  troverebbe  nel  libro  che  ci  ha 
tenuti  occupati,  chiunque  altro  si  facesse  ad  esaminarlo  per  suoi 
fini  particolari ,  e  sotto  punti  di  vista  diversi  dai  nostri  \  Quindi 
è  che  l'esame  fattone  non  potrebbe  suppHre,  se  non  in  parte,  al 

^  A  rendere  più  agevoli  quelle  speciali  ricerchei  che  ad  altri  potranno  occorre- 
re y  sarà  aggiunto  in  £ne  del  libro  un  indice  copiosissimo  dei  nomi  di  persone  e  di 
luoghi ,  e  delle  cose  più  notabili  che  in  esso  s'incontrano. 


—  LXXIX  — 


complesso  delle  notizie  contenute  nel  manoscritto  ;  e  però  ci 
nacque  il  pensiero  di  pubblicarlo  nella  sua  integrità. 

La  trascrizione  del  codice  venne  affidata  al  Signor  Alfonso 
Miola,  Assistente,  addetto  ai  manoscritti,  nella  Biblioteca  Na- 
zionale di  Napoli ,  il  quale  Tatto  da  me  venire  a  bella  posta  a  Pa- 
rigi ,  con  paziente  assiduità  in  poco  più  d' un  mese  menò  a  ter- 
mine un  lavoro  pieno  di  non  comuni  difficoltà  paleografiche  e 
linguistiche;  ed  ha  di  poi  non  poco  contribuito  a  far  che  la  pre- 
sente pubblicazione  rispondesse  al  fine  propostoci.  In  ciò  ha  pure 
cooperato  con  attività  ed  intelligenza  il  Signor  Luciano  Faucou 
di  Parigi ,  erudito  giovane ,  assai  versato  in  cose  di  bibliografia. 

Dobbiamo  in  fine  rivolgere  vivi  ringraziamenti  all'illustre 
Signor  Leopoldo  Delisle,  Amministratore  Generale  della  Biblio- 
teca Nazionale  di  Parigi ,  ed  ai  Signori  Desprez ,  Omont  e  Ray- 
naud,  ivi  impiegati  allo  scompartimento  dei  Manoscritti,  per 
avere  tanto  gentilmente  messi  a  nostra  disposizione  quei  tesori 
d?i  essi  custoditi ,  e  permessoci  inoltre  il  Delisle  di  ritenere  presso 
di  noi  il  prezioso  codice  delle  Effemeridi,  durante  il  tempo  della 
sua  trascrizione. 

Quest'  ultimo  favore  ci  fu  agevolato  dai  buoni  ufficii  dell' Am- 

4 

basciata  d' Italia  a  Parigi ,  rappresentata  allora  dal  Comm.  Ress- 
mann ,  cui  manifestiamo  tutta  la  nostra  riconoscenza. 


t 

I 


EPHEMERIDI  DE  LE  COSE  FATTE  PER  EL  DUCA 

DI  CALABRIA 


\ 


Pro  Illustrissimo  Domino  meo. 

Dies  in  quibus  est  cauendum  ne  incipiat  bellum  nec  lites  nec  rissam  : 
quia  jure  uel  injure  esset  periculum  perdere.  Et  dicuntur  dies  prohibiti  ad  in- 
cipiendum  lites  et  prelia.  Ponentur  etiam  alij  dies  in  quibus  ab  omnibus  iti- 
nerum  principijs  cauendum  erit  et  cum  ordine  suo. 

JYNIVS. 

Dies  I.  9.  IO.  II.  27.  28.  29. 

JYLIVS. 

Dies  7.  8.  25.  26. 

AVGVSTVS. 

Dies  3.  4.  21.  22.  31. 

SEPTEMBER. 

Dies  I.  17.  18.  19.  27.  28. 

OCTOBER.  ' 

Dies  14.  15.  16.  24.  25. 

NOVEiffiER. 

Dies  II.  12.  20.  21.  22.  "        ^ 

DECEMBER. 

Dies  8.  9.  18.  19. 


Dies  infelices  :  et  aliquos  notatos  cognoui. 

•    Januarìus.  i.  2.  3.  4.  6.  1 1.  20. 
Februarius.  1.6.  17.  18. 
Martius.  15.  16.  17.  18.  28. 
Aprilis.  7.  15. 
Maius.  7.  15.  18. 
Junius.  6. 
Julius.  17.  18. 
Augustus.  19.  20.  29. 
September,  16.  17. 
October.  6. 
Nouember.  15.  27. 
December.  6.  7.  11.  28. 


Versi  facti  in  laude  del  III."**  Signor  Duca  de  Calabria. 


Salue  dax  calaber  tribuit  cui  nobile  nomen 
Et  genus  egregium  Regia  clara  domus  : 

Quo  noa  ia  tota  bello  prestantior  alter 
Dicitur  Ausonia  nec  pietate  prìor. 

Felix  0  genetrìx  ueram  felicior  ipse 
Est  pater  hunc  talem  qui  genuere  uirum: 

Alfonsus  nam  luce  finii  si  liuida  prestat 
Àtropos  haud  patri  laude  secundus  eris. 

Quanta  ubi  copisti  prima  florere  juuenta 
Sint  tibi  gesta  datur  vix  mihi  posse  loqui. 

Molle  iugum  primo  sub  te  Florentia  sunsit 
Vnde  tibi  censum  dedita  reddit  adhuc. 

Hinc  cum  forte  tui  crudeli  turchas  iniquus 
Cepisset  bello  menia  clara  patris  : 

Ocius  ipse  ferox  coniuncto  missus  in  illum 
Agmine  strauisti  milia  multa  uirum. 

Àtgue  eadem  pulsis  superasti  menia  uictor 
Hostibus  et  turchas  vix  sua  terga  dedit. 

Brisia  nunc  metuit  metuit  Verona  potentes 
Cumque  Crema  uires  Pergamus  usque  tuas: 

Nec  leo  confldit  tecum  concurrere  in  armis 
Quamuis  sub  Marci  numine  celsus  eat. 


Audito  solum  (miram  est)  terretur  et  hostis 
Nomine  jam  tanta  est  gloria  parta  tibi. 

Omnibus  bis  flores  magis  at  reuerentia  recti 
Te  canit  et  laildes  ampliat  ipsa  tuas. 

Mirandum  cuntis  prebes  te  tempia  colentem 
Crederis  atque  Numa  relligione  prior. 

Et  licet  Augustus  superis  clementia  reddat 
Equalem  certe  Cesare  maior  ades. 

Et  si  Augusti  templum  veneraberis  imo 
Corde  dabit  titulis  premia  digna  tuis. 

Horrida  sub  tali  nulUus  castra  timebis: 
Preside  sub  tali  Mantua  tuta  fuit. 

Quid  maius  uarijs  quam  quod  decorata  triumphis 
Pauperibus  gaude  destra  lauare  pedes. 

Non  hoc  Fabricij  non  hoc  fecero  Camilli 
Non  Cato  nam  crassum  relligionis  opus: 

Ad  summum  Eneas  specimen  pietatis  in  orbe 
Numquam  tale  uh*is  prestitit  officium. 

Quare  omnis  ueterum  sileat  pia  gesta  uirorum 
Fabula  et  buie  detur  totius  orbis  honor. 

Dij  talem  semate  ducem  semate  perhennem 
Jura  dabit  populis  et  sua  thura  sacris. 

TsXo?  )ca7p6. 


^^S3Mm 


+  YHESUS  MARIA  : 


M.*  ecce  Lxxxiiij. 


•  •  •  •    0 

MAGGIO 

V 


Registro  doue  saranno  collocati  tucti  progressi  del  Illustrissimo 
et  excellentissimo  Signor  Duca  de  Calabria  Capitano  gene- 
rale de  la  Sanctissima  et  Serenissima  liga  da  poi  se  partio 
da  Cremona  cum  tucta  sua  casa  per  vscire  in  campo  et  of- 
fendere li  venetiani  et  loro  subditi  inimici  expressi  de  la 
prefata  liga  et  excomunicati  et  maledlcti  dal  sommo  Ponti- 
fico Papa  Sisto  per  loro  demeriti.  Die  xxij  de  Maggio  M.^ 
ecce  Lxxxiiij .°  Cominciato  per  Joampiero  leostello  volter- 
rano exercitii  causa. 

Imprimis  parte  lo  Illustrissimo  Signor  Duca  de  Calabria  de  Cremona  a 
xxij  de  Maggio  M.^  ecce  Lxxxiiij  a  xiij  bore  et  fuit  dies  Sabbati  audita  prius 
missa  cum  tucta  sua  casa  et  va  ad  alloggiare  a  farfengo  quella  sera  doue  ma- 
turo Consilio  suo  delibera  partire  quella  nocte  a  v.  bore  et  fa  significare  per 
lettere  sue  circum  circa  a  tucti  conestabuli  et  capi  de  squatre  cbe  se  deuino 
trouare  lo  di  sequente  a  Burdellano  con  loro  gente  et  cavalli. 

Die  xxiij.  Maij.  In  bordellano. 

Lo  prefato  Illustrìssimo  Signore  parte  da  farfengo  a  vj.  bore  de  nocte» 
audita  prìus  missa  come  e  solito  suo  costume  et  caualca  cum  tucti  li  soi'et  va 


MAGGIO  M.®  ecce  LxZXiiij.^  6 

ad  alloggiare  ad  Bordellano  doue  arriuo  quella  mactina  orto  non  adhac  sole 
et  illieo  fé  sua  Illustrissima  Signorìa  prouedere  alli  alloggiamenti  per  la  gente 
de  arme  douea  venire  quello  jomo  per  comandamento  suo  et  a  tucte  vectua- 
rie  necessarie.  Et  eodem  die  fra  bore  xiij.  in  liiij.  arrìuoreno  li  squatre  ilv. 
et  fanti  ij.  mila  et  più  bene  in  ordine. 

Eodem  die  sumpto  prandio  lo  predicto  Illustrìssimo  Signore  caualco  con 
li  balestrerì  et  caualli  leggerì  et  due  squatre  del  Conte  Marsilio  verso  li  ter- 
reni de  li  inimici  vicino  al  campo  de  quelli  ad  vno  miglio  et  mezo  passo  ogUo 
suo  solito  et  forti  animo  et  delibero  acampare  a  Quinzano  et  dati  li  alloggia- 
menti cbe  quella  sera  li  assigno  sua  Illustrissima  Signorìa  a  ciascheduno  sua 
solita  prudentia  ita  et  taliter  che  tucti  quelli  Signori  capiti  et  conducteri  re- 
storo  contenti  et  satisfacti  senza  replicatione  et  condictione  alchuna:  ritomo  a 
burdellano  et  conuito  tucti  li  Signori  prefati  ad  eena:  finita  cena  et  cohacto 
Consilio  quieuit  illa  nocte. 

Die  xxiiij.  eiusdém. 

Lo  Illustrissimo  Signore  prefato  a  vj.  bore  fu  a  cavallo  per  accompagniare 
la  scorta  de  li  saccomanni  cum  li  cavalli  leggeri  et  balestreri  et  passato  lo 
ponte  de  oglio  a  burdellano  tucti  li  sacomanni  feceno  strame  quella  mactina 
in  una  possessione  de  vno  priuato  ciptadino  subdito  de  li  Yenetiani  doue  era 
tanta  abbundantia  de  biade  che  se  posseua  liberalmente  fornire  lo  campo  per 
dui  jomi.  Eodem  die  sumpta  iam  cena  fece  sua  Illustrissima  Signorìa  conuo- 
care  lo  conte  Marsilio  Messer  Jean  Jacobo  et  Messer  Renato  Triuulsi  e  1  altrì 
Signori  et  coacto  Consilio  delibera  partire  la  mactina  sequente  con  tucto  lo 
campo. 

Die  XXV.  eiusdem  circa  quinzanum. 

« 

Erumpente  luce  lo  prefato  Illustrìssimo  Signore  emisso  proclama  partio 
da  burdellano  cum  soi  galuppi  et  caualli  leggeri  et  Balestrerì  et  Squatre  iliij. 


7  M.^  ecce  Lzzxiiij.®  maqoio 

lasso  li  carriaggi  et  suoi  corseri  che  erano  circa  cento  et  suoi  paggij  et  cum 
quelli  due  squatre  et  certi  fanti:  comando  che  non  partissero  fino  al  2<>  man- 
damento et  che  venissero  per  retro  Guardia  de  lì  Carriaggi  credendo  che  lo 
Signor  Roberto  non  douesse  lassarlo  adcampare  in  loco  determinato  che  cosi 
lo  uolea  ogni  debito  de  ragione:  passo  oglio  fiume  et  accampo  senza  nulla  con- 
tradictoria  de  li  inimici  ymmo  quelli  non  se  mosseno  mai  fino  che  tucto  homo 
fu  alloggiato.  Et  vennero  fino  in  L  caualli  de  stratioti  et  balestreri  altretanti 
per  assaltare  certi  caualli.  Lo  Signore  audito  hoc  comando  li  soi  galuppL  et 
certi  balestreri:  furono  a  le  mano  ne  scaualloreno  alcuni  et  portorenli  presoni 
et  ce  ne  fu  morti  dui  de  loro:  per  tucto  quello  jorno  non  ne  fu  mai  visto  uno  : 
li  nostri  feceno  sachomanno  a  loro  bel  piacere  venuti  già  li  carriaggi  et  altra 
gente  da  bordellano  che  erano  restati  li  per  sua  ordinatione. 

Die  xxvj.  eiusdem. 

Due  bore  innanzi  giorno  lo  campo  del  Illustrissimo  Signor  Duca  fu  tucto 
in  arme  che  se  intendeua  che  li  inimiqi  vernano  a  trouare  sua  Illustrissima 
signoria.  In  efiecto  come  intesero  da  certe  spie  loro  le  prouisioni  bone  de  di- 
cto  signore  et  li  Ragonesi  già  essere  tucti  in  arme  se  tiroreno  in  detro  con  lo- 
ro poche  honore:  lo  signore  se  andò  a  riposare  sopra  vna  seggia:  che  sempre 
dorme  vestito  et  sua  dominatio  unquam  ocio  marcebat. 

Die  xxvij.  eiusdem. 

Era  già  deliberato  per  sua  Illustrissima  signoria  andare  a  trouare  li  ini- 
mici  animo  cesareo.  Et  perche  erat  dies  ascensionis  Domini  a  1  altri  Signori 
de  la  Sanctissima  et  Serenissima  liga  panie  di  de  riposo  :  per  loro  complacen- 
tia  non  sequio  più  auanti:  eo  die  se  grido  ad  armi  et  se  armo  tucto  lo  campo 
tamen  nihil  fuit. 


XAOOio  M.^"  ceco  Lxxziiij.''  8 

Die  xxviij.  eiusdem. 

Per  lo  prefato  Diustrissimo  signore  se  mando  Messer  Joan  Jacobo  con  li 
Guastatori  a  fare  le  spianate  verso  lo  campo  de  li  inimici  et  fureno  facto  dili- 
gentemente. Et  prouisto  per  lo  Signore  quello  jomo  a  molte  cose  necessarie 
maxime  a  fare  certi  ripari  al  Mulino  de  quinzano  verso  li  alloggiamenti  doue 
correua  certa  acqua  per  mezo  de  vna  strata  che  quando  bisognasse  soccorso 
al  campo  li  inimici  non  potessero  offendere  da  quella  banda. 

Die  xxviiij.  eiusdem. 

Sua  Illustrissima  signoria  erompente  iam  luce  et  audita  Missa  fece  adu- 
nare in  lo  largo  de  li  suoi  pauiglioni  tucti  li  saccomanni  con  la  scorta  et  li  ac» 
compagno  et  andare  a  fare  saccomanno  in  quello  de  li  inimici  cum  vno  mi- 
rabile ordine. 

Die  penultimo  eiusdem. 

Celebrata  iam  missa  erat  nam  Dies  Dominicus  caualco  sua  Illustrìssima 
Signoria  cum  alchune  squatre  et  vno  colonnello  de  fanti  verso  li  inimici  et  la 
scorta  appresso  con  li  saccomanni  li  quali  fecero  saccomanno  dinanzi  a  li  ochi 
de  li  inimici  qui  non  fuerunt  ausi  aperire  os.  Lo  Signor  Roberto  era  armato 
cum  sue  squatre  et  fantaria.  Lo  Illustrissimo  signore  viso  eo  fece  pignere  certe 
squatre  auanti  per  incitare  li  inimici  et  certi  caualli  leggeri  cum  soi  balestrerì 
et  Galuppi  li  quali  scaramuccioreno  con  certi  Stratioti  et  scauallorenne  certi 
et  guadagnaro  loro  caualli.  Lo  Signor  Roberto  mando  vno  trombecta  con  dire 
saria  bono  rompere  qualche  lanza  :  lo  Illustrìssimo  Signore  li  fece  rìspondere 
che  non  era  li  per  altro:  tamquam  magnianimus  cuius  officium  est  non  time-^ 
re.  Li  inimici  se  reduxero  in  loro  fortilitii  per  la  megliore  parte.  Lo  Illustrissi- 
mo Signore  venne  a  mangiare.  Sumpto  prandio  sua  Illustrissima  Signoria  ca- 
ualco et  andò  a  prouedere  certa  strata  de  sancta  marìa  luoco  de  sancto  fran- 


9  M.®  ecce  Lxxxiiij.''  maggio 

Cesco  doue  stanno  frati  obseruantini  perche  da  la  posseano  venire  li  inimici 
a  la  coperta. 

Die  vltimo  eiusdem  quieuere  omnes  per  totum  diem. 

Hora  xxìj  cenàuit  Illostrissimus  Dax  et  caualco  verso  li  inimici  ad  solazo 
cum  certi  caualli  leggeri.  Inimici  armata  manu  veniebant:  viso  Duce  non  ar- 
direno  mouerse.  Venit  vox  che  certi  fanti  ueniano  la  via  de  burdellano.  Se 
dubito  che  li  inimici  non  facessero  tale  motiua  per  assaltare  lo  campo  da 
quella  banda  quando  lo  Illustrissimo  Signore  fosse  apizato  con  loro.  Lo  campo 
se  leuo  in  arme  che  già  erano  xxiiij  bore  et  armate  le  squatre  cum  suo  or- 
dine correano  per  lo  campo  alchuni  con  lo  armecto  in  testa:  tamen  nihil  actum 
est  :  1  una  parte  et  1  altra  se  ne  andoro  a  li  alloggiamenti  loro  et  quieuere  per 
illam  noctem. 

Die  primo  junij.  giugno 


Àudita  missa  lo  prefato  I.  S.  caualco  con  caualli  leggeri  et  balestreri  et 
certe  squatre  li  Saccomanni  appresso:  et  feceno  saccomanno  a  Gabbiano  ante 
faciem  inimicorum  et  fecense  innanzi  li  balestreri  per  tentarli:  tamen  illi  non 
exiere. 

■ 

Die  ij.  eiusdem. 

Lo  Signor  Roberto  quella  nocte  hauea  facto  armare  tucto  io  campo  co- 
me hauesse  a  partire  et  mandato  li  Stratioti  innanzi  doue  la  scorta  de  li  Sac- 
comanni del  L  S.  Duca  de  Calabria  douea  andare:  et  deliberaua  intercluderla 
et  pigliarla  quod  succedebat  ad  votum  suum  :  lo  Illustrissimo  prefato  Signore 
audito  hoc:  che  stana  a  messa  iam  celebrato  corpore  xpisti:  illieo  equitauit  et 
fece  ritrarre  la  scorta  cum  tanto  bono  ordine  che  fu  salua  et  li  inimici  fureno 
decepti  mirabiliter. 


• 


i 


QiUQNo  M.^  ecce  Lxxziiij.^  IO 

Die  iij.  eiusdem. 

Orto  iam  sole  vennero  alchuni  Stratioti  appresso  lo  campo  del  I.  S.  pre- 
dicto  et  due  squatre  de  li  inimici  per  fare  stare  sollicita  la  gente  del  dicto  Si- 
gnore et  per  possere  offendere  la  scorta.  Dux  iUico  hoc  audito  mando  Gu- 
rello  Garazolo  con  li  Galuppi  che  officio  suo  é  de  gouemarli  et  ce  mando  a  le 
spalle  de  quello  due  squatre  bone.  Li  inimici  se  posero  in  fuga  et  nihil  a- 
ctum  est. 

Die  iiij.  eiusdem. 

Ante  lucem  ad  harma  conclamatum  est  che  ne  furono  causa  certi  Stra- 
tioti qui  aufugere  statim  visis  parthenopeys.  Eodem  die  entro  in  campo  lo  Si- 
gnor Conte  de  pitigliano  cum  quactro  squatre  et  vna  de  balestreri  hora  XYiij. 
hora  nero  xx  li  Stratioti  vennero  :  U  Galuppi  cum  certi  Gortesani  et  Creati  del 
I.  S.  Duca  li  hebbeno  a  tractare  a  misura  de  carboni  che  furono  a  le  mano 
cum  quelli:  ne  amazareno  et  ferirono  alchuni  de  dictl Stratioti.  Francisco  Ma- 
ria Gazullo  creato  del  dicto  I.  S.  ne  fu  ferito  de  vna  lancia  in  lo  pectinale:  eua- 
sit  et  se  porto  degnamente. 

Die  V.  eiusdem. 

Lo  Signor  Roberto  pose  in  ordine  ij.  mila  fanti  per  mandare  a  pigliare 
Sonica  Castello  de  Milano  lo  quale  era  molto  ad  proposito  de  li  inimici.  Pas- 
soro  certa  aqua  a  guazo  et  dectero  la  bactaglia  ben  tre  uolte  a  dicto  Castel- 
lo. Lo  prefato  L  S.  hoc  intellecto  cum  sua  sagacita  et  ingegno  mando  a  prò- 
uedere  lo  ponte  de  bordellano:  ita  et  taliter  che  se  dicti  inimici  non  erano  sa- 
pii  non  passauano  tucti  a  la  ritornata  loro  senza  ragione  veduta.  Ma^e  ne  ri- 
trassero con  loro  poche  honore. 


Il  M.^  ecce  Lxxziiij.^  oroGNo 

Die  vj,  eiusdem. 

Li  Stratioti  ogni  di  correano  fino  a  le  sbarre  del  campo  de  dicto  I.  S. 
Saa  L  S.  delibero  remediarce  :  ce  mando  Ioambaptista  carazolo  et  Golandrea 
de  placente  cum  ìiy.  balestreri  li  quali  se  portoreno  molto  animosamente  quel 
jomo  che  venendo  xl.  Stratioti  per  fare  lo  solito  non  fuerunt  ausi  compardi:e 
apud  illos  paucos  :  certe  li  prefati  Stratioti  sono  vìlìssime  persone.  Nocte  se- 
quentì  alchoni  del  prefato  I.  S.  andoreno  ad  assaltare  lo  campo  de  li  inimici 
et  ne  portoreno  in  due  volte  xvj.  caualli  et  fecero  stare  tutto  lo  campo  de 
quelli  in  arme.* 

Die  vij.  eiusdem. 

Entro  in  campo  del  dicio  I.  S.  lo  Rossecto  de  Capua  homo  molto  anti- 
quo et  experto  in  le  arme  cum  soi  homini  de  arme  fanti  et  balestreri  :  molto 
fu  accarezato  dal  prefato  1.  S.  bora  xx.  Per  certe  spie  se  intendeua  lo  campo 
de  li  inimici  douere  partire  et  acampare  vicino  al  campo  de  dicto  I.  S.  in  vna 
valle  vicina  a  sancte  firancesco  de  quinzano  :  doue  lo  Signor  Roberto  era  ve- 
nuto a  prouedere  li  alloggiamenti  cum  ecce  caualli  leggeri.  Dux  audito  hoc  prò- 
uidit  ita  et  taliter  che  se  nenia  voiea  essere  a  le  mano  cum  quello  :  inimici  ti- 
more perterriti  non  venere. 

Die  viij.  eiusdem. 

Lo  L  S.  Duca  fece  fare  le  spianate  presso  lo  campo  de  li  inimici  accioche 
se  se  moueanò  potesse  essere  a. le  mano  cum  quelli.  Et  eodem  die  se  fuggirò 
molti  stratioti  da  li  inimici  et  vennero  dal  prefato  L  S. 

Die  viiij.  eiusdem. 

Li  inimici  delibererò  passare  oglio  et  fare  vna  corraria.  Lo  L  S.  ne  hebbe 
notitia  :  ce  mando  lo  Messer  Rossecto  con  li  balestreri.  Oli  aufugerunt  hoc  in- 


GIUGNO  M.°  ecce  Lxxxiiij.*  12 

lellecto  et  hebbeno  a  dire  che  non  posseano  pensare  cosa  che  lo  I.  Duca  non 
sapesse  et  adcio  cum  sua  sagacita  presto  hauea  prouisto. 

Die  X.  eiusdem. 

Lo  1.  S.  fece  fare  le  spianate  a  sancto  francesco  perche  lo  Signor  Roberto 
quello  jorno  era  venuto  a  lo  vallone  cum  ccc  caualli  per  prouedere  a  li  allog- 
giamenti: che  era  fama  fra  li  inimici  che  loco  douea  venire  con  lo  campo:  et 
benché  lo  L  S.  mai  se  lo  persuadesse  pure  ce  prouide  al  necessario  con  la  sua 
solita  diligentia. 

Die  xj.  eiusdem. 

Suo  solito  more  equitauit  ad  preuedere  li  ripari  se  faceano  intorno  a  lo 
campo  :  eodem  die  vennero  da  sua  I.  S.  L/*  fanti  fugitiui. 

Die  xij.  eiusdem. 

La  scorta  mandata  al  saccomanno  dal  prefato  signore  andò  et  ritomo  : 
bene  ii  inimici  li  abbaiassero  et  minacciassero  de  offenderla.  Eodem  die  en- 
tro in  campo  Antonello  de  Campobasso  con  lo  squatrone  de  la  Guardia  de 
dicto  L  S.  Duca.  De  lo  quale  ne  era  goueroatore  et  capo  messer  Galeocto 
pagano. 

Die  xiij.  eiusdem. 

Vennero  molti  Stratioti  ad  secum  pontem.  Golandrea  cum  soi  balestreri 
et  vno  homo  de  arme  solo  li  retennero  in  tal  modo  che  non  vennero  più  a- 
uanti  et  ne  fureno  presoni  de  quelli  alchuni.  Eodem  die  entro  in  campo  lo 
Conte  Antonio  Marzano  cum  ^j.  squatre  de  fiorentini  et  vna  de  balestreri  a 
cauallo.  Eodem  die  summo  mane  se  partio  de  campo  del  L  S.  lo  Conte  Mar- 
siUo  cum  quactro  squatre  verso  carauaggio  perche  fracasso  era  caualcato 
quella  nocte  verso  Romano  cum  xiiij.  squatre  et  fanti. 


^^V^^m^-^^ 


13  M.*"  ecce  Lxxxiiij.^  GiuaKO 

Die  xiiij.  eiusdem. 

Lo  L  S.  prefato  caualco  per  lo  campo  et  prouide  a  ilare  alloggiamenti 
per  le  squatre  del  Conte  de  vrbino  che  doueano  entrare  lo  di  seguente.  Eo- 
dem  die  se  appiza  fuoco  in  campo  et  se  abrusoreno  dui  alloggiamenti.  Lo 
campo  fu  tucto  in  arme  et  ordinate  le  squatre  a  loro  loco.  Li  inimici  anchora 
patirono  de  fuocho  et  loro  campo  fu  tucto  in  arme  et  missero  le  squatre  loro 
da  fora.  Àlchuni  de  li  caualli  leggeri  del  prefato  L  S.  andoreno  verso  lo  cam- 
po de  li  inimici  et  fureno  a  le  mano  con  quelli:  et  quella  sera  ne  fu  portato 
presone  vno  capo  de  squatra  del  Signor  Roberto  et  dui  altri  capi  de  baie- 
strerì.  Et  venne  la  nona  che  li  venetiani  haueano  hauto  calipoli  per  tractato. 

Die  XV.  eiusdem. 

Entroreno  in  campo  quactro  squatre  del  Duca  de  orbino  le  quali  con- 
dusse lo  Signor  Ranutio. 

Die  xvj.  eiusdem. 

Lo  Rossecto  ter  incitauit  inimicos  ad  arma.  Illi  tanquam  mures  non  exiere 
ex  foramine. 

Die  xvij.  eiusdem. 

Fu  la  solempnita  del  Corpo  de  xpisto  celebrata  con  le  solite  circumstan- 
tie.  Dux  audita  missa  caualco  a  le  vedecte  et  fece  venire  soi  corseri  con  suoi 
paggi]  et  fece  correre  dicti  corseri.  Alchuni  de  sua  L  S.  caualcoro  fino  a  lo 
campo  de  li  inimici  et  leuoreno  quello  in  rumore  et  in  arme. 

Die  xviij.  eiusdem. 

Hora  prima  noctis  precedentis  diei  fu  nunptiato  al  L  S.  che  lo  campo  de 
li  inimici  douea  leuare  :  tunc  hoc  audito  ce  mando  quella  nocte  Messer  Aloy- 


oiTONO  M.®  cocc  Lzxxiiij.^  14 

si  de  Capua  cum  ccc  fanti  cum  hoc  che  assaltasse  lo  dicto  Campo.  Quando 
era  apizato  lo  foco  :  che  già  se  era  dato  ordine  cum  certo  foco  lauorato  de 
abrustire  et  apizare  foco  in  lo  campo  de  li  mimici:  ma  quella  nocte  fu  tanta 
acqua  che  lo  foco  non  hebbe  suo  loco.  Se  leuo  ad  romore  Io  campo  et  se  ar- 
mo. Et  vedendo  che  non  era  la  verità  che  douesse  partire  per  andare  ad  al- 
loggiare in  altre  parti  lo  mando  ad  adnumptiare  al  Signore:  sua  Signoria  man- 
do a  dire  che  se  ne  retraesse  cum  li  fanti.  Et  ita  factum  est.  Venne  al  ponte 
doue  trono  lomesser  Rossecto  con  li  caualli  leggeri  et  galuppietbalestreri  che 
ce  lo  hauea  mandato  lo  dicto  I.  S.  Et  più  hauea  facto  armare  tucte  le  squatre  et 
poste  a  suo  ordine  come  hauessero  a  fare  facti  de  arme.  Lo  Signor  Roberto 
hauendo  inteso  quanto  hauea  facto  Messer  loysi  ordino  sue  squatre  et  fanta- 
ria  :  et  le  cauo  fora  de  li  alloggiamenti  come  hauesse  ad  essere  a  le  mano.  Li 
Ragonesi  se  ritrassero  al  ponte  vedendo'  che  li  inimici  se  tomauano.  Lo  Illu- 
strissimo Sigùor  Duca  intesolo  mando  a  dire  a  le  squatre  se  ne  andassero  a 
loro  alloggiamenti.  Li  inimici  vennero  fino  a  lo  ponte  per  rompere  quello.  Lo 
dicto  Messer  Rossecto  non  volse  comportarlo  perche  li  parca  non  piccola  in- 
juria  che  innanzi  a  li  ochi  soi  li  inimici  hauessero  tanta  audacia.  Et  cosi  dette 
dentro  et  mando  a  dire  al  Signore  che  mandasse  soccorso  che  già  hauea  ap- 
pizato.  Lo  Signore  mando  a  dire  che  non  appicciasse  :  ipso  rimando  vno 
creato  del  Signore  a  numptiarli  come  erano  a  le  mano.  Se  porto  tanto  egre- 
giamente che  li  ribucto  tre  uolte  et  furono  morti  de  li  inimici  ben  x  et  sca- 
uallati  V.  hommi  de  arme  et  presi  loro  caualli  et  ducti  presoni.  Bìsbal  ne  ad- 
dusse vno  et  ipso  fu  percosso  in  vno  braccio  de  vna  maza  ferrata  :  se  porto 
strenuamente  quello  jomo.  Li  Galuppi  del  Signore  se  porterò  animosamente 
benché  jouani  fusseno.  Fu  quella  mactina  che  se  appizo  facta  la  scaramuza 
ad  bore  x  percosso  de  vna  sagipta  in  la  spalla  Ioanni  antonio  carazolo  Ga- 
luppo  creato  del  I.  S.  Duca  jouane  bone  et  animoso  :  de  la  ferita  passo  de 
questa  vita  :  riportato  in  campo  fu  sepellito  honorìfice  et  li  fu  facto  tale  epy- 
taphio  ut  infra  ponam. 


^'^ 


15  M.^  ecce  L^xxiiij.''  Qimso 

loannes  antonius  Parthenopeus  celeberrimo  cognomento  Garazolo  ado- 
lescens  sub  Principe  meo  Calabnim  Duce  militans  coimnisso  proelio  inter 
primos  mei  ordinis  ieui  armatura  animo  ingenti  irrupi  in  hostem  robustum  qui 
manu  sena  spiculo  acuto  corpus  confodit.  Yitalesque  vires  vno  ictu  extinxit. 
Heu  tunc  peregrina  Quinzana  teilus  me  tegit  die  veneris  xvUj  Junii  1 484.  bora  x. 

Fu  morto  vno  fante  del  campo  de  la  liga.  De  li  inimici  furono  feriti 
più  de  xL.  Fu  scauallato  faccienda  lo  figliolo  del  signor  Roberto  et  Antoma- 
ria  fu  percosso  in  vna  spalla  de  vno  guarectone  et  li  fu  ferito  lo  cauallo  so* 
ctò  :  furono  piene  quelle  strato  de  caualli  morti  et  de  lanze  spezate  come  fusse 
facto  bactaglia  ordinaria.  Et  se  lo  I.  S.  mandaua  et  facea  spingere  la  gente  de 
arme:  cbe  non  fece  percbe  non  era  in  ordine:  quella  mactina  erano  rocti  li  ini- 
mici. Lo  signor  Roberto  vedendo  che  li  soi  ne  haueano  lo  peggio  comando  a 
li  soi  se  ritraessero:  et  retracti  ambedue  le  parti  nihil  aiiud  actum  est. 

Die  xviiij.  Junij. 

Lo  I.  S.  fu  a  cauallo  a  yj.  bore  de  nocte  adhuc  non  erat  dies:  et  ordino 
che  tucte  le  squatre  se  armassero  et  stessero  al  loco  loro  percbe  inféndeua 
cbe  li  inimici  voleano  partire  et  leuare  campo.  Et  li  uolea  sequitare  et  appi- 
zare  facto  de  arme:  non  discesserunt  et  nihil  actum  est.Eodem  die  faggio  da 
li  inimici  vno  capo  de  colonnello  cum  xxx  buoni  fanti  et  venne  ad  sua  L  S. 

Die  XX,  eiusdem. 

Nihil  actum  est:  vterque  exercitus  quietauit  et  entro  in  campo  lo  Conte 
antonio  maria  de  la  mirandola. 

Die  xxj,  eiusdem. 

Se  appizo  io  focho  per  mano  de  vno  barberi  alli  alloggiamenti  del  Conte 
Joampero  et  del  Conte  de  cayaccio  et  furono  combusti  molti  alloggiamenti* 
Et  per  la  sollicitudine  et  cura  de  dicto  L  S.  fu  extutato.  Eodem  die  lo  dicto 


x 


6IU0N0  M.®  ecce  Lxxxiiij,**  i6 

signore  mando  Messer  Diego  vela  suo  maiordomo  ad  Cremona  per  fare  con- 
durre la  mogliere  del  Signor  Roberto  et  de  fracasso  et  fu  recepta  honorìflce 
et  conuitata  dal  prefato  I.  S.  cum  tucti  li  loro  et  fu  lo  conuito  sumptuoso  et 
abbundantissimo  de  ogni  cosa. 

Quello  jomo  fu  facta  treuga  fira  ambedui  li  exerciti  et  conuersauano  tucti 
in  1  uno  campo  et  1  altro  come  fusse  stato  la  pace  de  optauiano.  Et  li  inimici 
quello  di  se  fornirò  de  pane  in  lo  Sanctissimo  et  Serenìssimo  exercito.  Et  se 

partiuano  tucti  carrìcbi  de  pane  pei*  la  penuria  grande  ne  haueano. 

> 

Hora  xxj.  se  partio  accompagnata  cum  grande  triumpho  dal  1.  S.  fin  fora 
del  Campo  et  da  li  jentili  homini  et  cortesani  del  dicto  Signore  fin  in  campo 
del  Signor  Roberto  :  et  ne  condussero  in  retro  la  mogliere  del  Conte  antonio 
marzano  che  era  detenuta  da  venetiani.  Eodem  die  ne  uenne  da  qua  Messer 
berlingere  Caldora  et  la  treuga  fu  tale  che  inxampo  de  li  inimici  liberamente 
se  gridaua  :  Duca  Duca.  Roberto  Roberto.  Marco  nullo  nominaua  et  quelli  che 
ce  fureno  referiano  che  li  proueditori  stanano  come  exanimati  rei  nouitate. 
Finito  eo  die  et  treuga  fiiit  finita. 

Die  xxiij.  eiusdem. 

Àudita  missa  lo  prefato  I.  S.  cavalco  suo  solito  more.  Hora  xv.  ortus  fuìt 
yentus  talis  che  ne  portava  per  aere  tende  et  frascate  integre.  Hora  xxiiij. 
ne  uenne  fugitiuo  in  campo  del  I.  S.  Mastro  ferrante  capo  de  balestreri  de  li 
inimici  cum  carriaggi  :  fu  perseguitato  da  li  inimici:  auxilio  et  fauore  de  li  Ra- 
gonesi  vennero  salui  et  non  perde  niente. 

Die  xxiiij.  eiusdem. 

Da  pò  che  lo  L  S.  caualco  a  le  vedecte  et  ritomo  orta  fuit  tempestas  ta- 
lis che  ne  portaua  fraschate  et  leuaua  pauìglioni  et  tegole  de  li  tecti  et  duro 
quasi  per  meza  hora. 


17  M.°  ecce  Lxxxiiij."*  giugno 

Die  XXV.  eìusdem. 

Lo  I.  S.  Duca  dono  licentia  al  Conte  de  cayaccia  che  facesse  corraria  fino 
a  Crema.  Et  fa  facto  et  ne  porto  ce.  capi  de  bestie  et  xxx.  presoni  de  taglia 
et  Cam  ij  sqaatre  portò  fu  a  le  mano  con  li  Stratioti  stanno  in  Crema  :  fureno 
quelli  feriti  et  morti  et  scauallati  et  lo  dicto  signor  Conte  se  porto  quello  jor* 
no  come  vno  Cesare  et  secondo  recercaua  la  virtù  sua. 

Die  xxvj.  eiusdem. 

Entroreno  in  campo  iiij.  squatre  de  feltreschi  et  vna  de  balestrerà  Et 
Yterque  exercitus  eo  die  quietem  duxit. 

Die  xxvij.  eiusdem. 

Messer  Giorgio  lo  figlio  del  Signor  Roberto  fuggio  da  li  inimici  et  entro 
in  campo  ad  viij.  bore  cum  carriaggi  et  gente  sua.  Et  caualco  verso  Milano 
basata  la  mano  primo  al  I.  S.  Duca  de  Calabria. 

Hora  XX.  entro  in  campo  messer  Baptista  visconte  cum  xv.  caualli  bene 
in  ordine.  Eodem  die  ritomo  da  li  inimici  messer  berlingeri  caldora  cum  tu- 
cta  sua  robba  et  xxx  caualli  et  sua  gente. 

Die  xxviij.  eiusdem. 

Molti  Stratioti  se  ne  fuggirò  dal  campo  de  li  inimici  et  vennero  ad  quello 

.  del  I.  S.  Duca  per  pigliare  suo  soldo.  Et  fu  fama  che  li  inimici  voleano  partire  : 

che  tucto  quello  jomo  stetteno  armati.  Lo  Rossecto  de  capua  caualco  con  li 

soliti  cavalli  leggeri  et  certe  squatre  de  balestreri  et  se  imbosco  per  expectar- 

li  :  non  exiere  inimici. 

Die  xxviiij.  eiusdem. 
Arriuo  a  bordellano  Mess^  Jean  Francisco  de  ToUentino  cum  vij.  squa- 

3 


GIUGNO  M.**  ecce  Lxxxiiij.*  l8 

tre  de  la  ecclesia:  li  lasso  et  fece  alloggiare  le  diete  squatre  per  ordinatione 
del  1.  S.  Duca  per  expectare  1  altre  et  intrare  in  campo  cum  tiicte:  et  sua  per- 
sona venne  quella  sera  a  basare  la  mano  al  prefato  1.  S. 

Die  vltimo  eiusdem. 

Ritorno  in  campo  lo  Conte  Marsilio  con  le  squatre  porto  ut  dictum  est 
supra.  Et  cosi  ritomo  Messer  Renato  cum  soi  fanti.  M.^  ferrante  summo  mane 
ritorno  in  campo  :  che  quella  nocte  hauea  gabbate  le  scolte  de  li  inimici  dato 
loro  lo  nome  et  leuato  loro  caualli. 

LUGuo  Die  primo  Julii  M.^  ecce  Lxxxiiij.*" 

Lo  Illustrissimo  Signor  Duca  de  Calabria  caualco  a  xij  bore  con  tucti  li 
signori  del  campo  et  andò  fino  a  bordellano  da  qua  del  ponte  de  oglio  quale 
fece  fare  sua  1.  S.  et  li  scontro  lo  I.  S.  Duca  de  ferrara  et  lo  I.  S.  Duca  de  bary 
Messer  francesco  sechi  et  lo  Imbasciatore  del  Signor  Re  che  vernano  in  campo. 
Scaualcoro  tucti  se  abbracciare  et  accarezareno  assai.  Montati  a  cauallo  cum 
le  solite  solempnita  entroreno  in  campo  lo  quale  tucto  stana  in  festa  per  loro 
venuta  :  campane  bombarde  trombe  et  altri  instrumenti  non  perdeuano  tem- 
po :  furono  tucti  receputi  in  conuiuio  laute  dal  predicto  1.  S.Duca  de  Calabria. 
Sumpto  prandio  se  andoreno  a  riposare  dicti  Signori  bora  xxj.  Caualcoreno 
tucti  et  lo  I.  S.  Duca  de  Calabria  monstro  loro  tucti  ripari  et  fortilie  del  campo. 

Die  ij.  Julij. 

Summo  mane  lo  I.  S.  Duca  con  li  prenominati  Signori  fu  a  cauallo.  Ca- 
ualco suo  solito  more  a  le  vedecte  :  li  fece  correre  alchuni  soi  corseri.  Ritor- 
nato audio  messa  con  1  altri  dicti  Signori.  Reliquum  diei  posuit  in  Consilio. 

Die  iij.  Julii. 
Da  li  prefati  Signori  se  caualco  et  audita  missa  et  sumpto  prandio  con- 


"'■*»»»-(, 


19  M.^  ecce  Lxxxiiìj.^  luglio 

silium  fecere.  Nihil  aliud  actum  est.  Visitoreno  lo  Conte  de  pitigliano  qui  la- 
borabat  febre  tertiana. 

Die  iiij.  Julii. 

Erumpente  luce  caualco  lo  I.  S.  Duca  de  Calabria  con  li  altri  Signori  pre- 
dicti  fino  a  la  Madonna.  Et  reversi  et  audita  missa  se  trouoreno  a  la  benedi- 
ctione  de  le  bandere  che  fu  facta  una  gran  solempnita.  Eodem  die  sumpto 
prandio  caualco  lo  I.  S.  Duca  de  ferrara  cum  certe  squatre  et  caualli  leggeri 
verso  Gabbiano:  tento  de  hauerlo:  non  lo  volsero  audire  et  reuersus  est  cum 
quibusdam  captiuis. 

Lo  I.  S.  Duca  de  bary  caualco  et  andò  a  prouedere  alli  alloggiamenti  del 
campo  :  che  lo  I.  S.  Duca  de  Calabria  douea  partire  lo  di  sequente  con  tucto  lo 
campo  et  tento  de  hauere  cum  bone  parole  la  Moctella:  non  valuere  preces 
nec  mìnae. 

Die  V,  Julii. 

Partio  lo  I.  S.  Duca  de  Calabria  cum  tucto  lo  campo  de  la  Sanctissima  et 
Serenissima  liga:  che  fureno  cento  et  v.  squatre  et  v  milia  fanti  tucti  bene  in 
ordine:  jam  orto  sole:  cum  caualli  leggeri  et  balestreri  et  alchune  squatre  et 
tiro  la  via  de  Gabbiano.  Lasso  lo  signor  Duca  de  ferrara  a  le  frontere  de  li 
inimici  cum  caualli  leggeri  :  quelli  non  hebbeno  animo  comparire  ma  quello 
jomo  lo  Signor  Roberto  partio  cum  tucto  lo  campo.  Ando  ad  alloggiare  vicino 
a  farfengo.  Sua  L  S.  come  comparue  a  Gabbiano  de  continente  viso  ilio  et  ter- 
ritis  hostibus  se  arrende  et  li  alloggio  vicino  a  noi  a  tre  miglia  cum  malissimo 
ordine:  et  quella  nocte  se  partio  quasi  fuggendo  perterritus  nomine  Illustris- 
simi Ducis.  Et  hebbe  quello  jomo  sua  I.  S.  tre  terre  videlicet  Gabbiano  Villa 
chiara  Vuanengo  che  tucte  ce  donoro  le  chiane. 


LUGUO  M.^  ecce  LxXZiiij.^  20 

Die  yj.  Julii, 

Perche  lo  di  dinanzi  lo  I.  S.  Duca  de  Calabria  mando  Gurello  Carazolo 
cum  li  soi  Calappi  a  farfengo  a  reducere  quelli  homini  a  dare  la  terra  non  ne 
uolseno  fare  niente:  ne  riporterò  alchuni  captiui  de  taglia  et  scaramuzorQ  et 
ne  amazaro  et  ferirono  alchuni.  Delibero  sua  I.  S.  caualcare  a  bona  bora  cum 
caualli  leggeri  et  balestreri  et  le  squatre  ordinate:  a  farfengo  quelli  homini  ve- 
dendo solo  sua  presentia  illieo  se  dettene  et  li  alloggio  quella  sera  lo  S."""*  et 
Ser."**  campo.  Et  hebbe  quello  jorno  v.  terre  cioè  Farfengo  Patrìnella  Lamoc- 
tella  Cugnolo  Orlano.  Cugnolo  prese  lo  Magnifico  messer  Berlingero  Caldera. 

Die  vij.  eiusdem. 

Sua  I.  S.  guardo  lo  jorno  de  la  constellatione  et  non  uolse  muouere  lo 
campo  :  pure  non  dormio  ymmo  mando  sua  gente  et  quello  jorno  hebbero  le 
infrascripte  terre  videlicet:  Trigniano  Petrinaca  Scarpizola  Cremezano  Yerola 
vechia  Yerola  alghisi  Labreta  Scorzarolo.  Hora  xxj.  Tennero  fino  in  Lx  fanti 
del  Signor  Roberto  vicino  a  lo  alloggiamento  per  furare  caualli:  sua  I.  S.  ne 
hebbe  sentore  ce  mando  lo  Rossecto  et  ne  porto  presoni  xL. 

Die  viij.  eiusdem. 

Se  partio  sua  I.  S.  con  tucto  lo  campo*  da  farfengo  et  venne  a  barbariga 
la  quale  in  primo  se  monstre  arrida  et  salutaua  lo  campo  de  bombarde  ed  ar- 
cabusi  per  vna  grossa  hora:  postea  viso  Illustrissimo  Principe  se  decte  in  sua 
mano.  Li  alloggio  quella  sera  con  tucto  lo  campo  assai  comodamente.  Li  ini- 
mici alloggioro  vicini  ad  noi  tre  miglia  et  perdereno  quello  di  alchuni  carriaggi 
che  li  prese  lo  capoano  et  fin  in  iiij  carri  de  artigliaria.  Hebbe  diete  L  S.  tre 
terre  videlicet  :  Barbariga  Frontignano  Barignano  :  et  quella  nocte  li  nostri 
presero  le  scolte  de  li  inimici  a  cauallo. 


21  M.^  ecce  Lxxxiiij.^  LUGUa 

Die  viiij.  Julii. 

■ 

Questo  jomo  riposo  lo  S."*®  et  Ser.™*  exercito  abarbariga  et  lo  DI."**  Signor 
Duca  de  Calabria  fece  caualcare  lo  Messer  Rossecto  cum  alchuni  altri  caualli 
leggeri  et  balestreri  verso  brescia  et  hebbe  Manerbi. 

Die  X.  eiusdem. 

Lo  111.™*  Signor  Duca  prefato  hebbe  tucte  le  infrascrìpte  terre  Cortigelli 
Quìnzanello  Buldeniga  Cignano  Gatignano  :  doue  Messer  loysi  de  capua  se  porto 
éxcellentemente  et  strenue  perche  ce  dono  baptaglia:  tandem  quelli  homini 
se  decteno  et  in  Gatignano  ce  erano  ce.  boni  fanti. 

Eodem  die  fu  preso  etiam  Brandiga  Àzano  Ponte  de  le  Gaptelle  Del.  Sum- 
mo  mane  caualco  lo  Gente  de  cayaccia  verso  brescia  et  fece  vna  bella  corra- 
rìa  :  riporto  la  palma  de  cento  capi  de  bestie  grosse  et  più  et  altra  robba  de 
valore  de  parechie  centinara  de  ducati.  Et  de  hoc  ab  Illustrissimo  Duce  fuit 
summe  laudatus.  Et  induxe  a  li  bresciani  non  modico  terrore. 

Die  xj. 

Parte  lo  Illustrissimo  et  Excellentissimo. Signor  Duca  de  Galabria  con  lo 
S."®  et  Ser."  exercito  de  Barbarìga  et  vene  ad  alloggiare  et  acampare  centra 
Lunghena  la  quale  per  essere  forte  de  sito  et  mure  et  fossi  de  acqua  non  se 
volse  dare  usque  ad  vesperas:  sed  minis  et  precibus  tanti  Ducis  delibero  do- 
narse  in  mano  de  dicto  Illustrissimo  et  prefato  Signore. 

Eodem  die  entro  in  campo  Messer  Joanni  bentivoglio  cum  iiij  squatre  de 
homini  de  harme  et  due  de  caualli  leggeri  bene  in  ordine:  et  entro  in  campo 
anchora  cum  ipso  a  xj  bore  lo  protonotaro  mantuano  de  casa  de  li  Agnelli 
mandato  dal  Summo  Pontiflce  come  rispondente. 

Eodem  die  sumpto  prandio  lo  Messer  Rossecto  cum  due  squatre  de  ca- 
ualli leggeri  caualco  fino  a  le  sbarre  de  brescia  non  trouo  anima  nata.  Rever- 


LDGLID  M.®  ecce  Lzxxiiij.^  22 

sus  fu  a  le  mano  cum  li  inimici:  ne  porto  presone  vno  Stratiota  et  certi  ho- 
mini  de  arme. 

Die  xij,  eiusdem. 

Lo  prefato  I.  S.  fu  in  Consilio  con  li  altri  collegati  per  deliberare  doue  se 
douesse  ire  a  campo.  Et  lo  I.  S.  predicto  a  xviiij  hore  caualco  cum  ce.  fanti 
et  cento  Guastatori  et  Gaualli  leggeri  per  vedere  lo  paese  de  li  inimici  et  pro- 
vedere a  le  spianate  per  lo  S."^  et  Ser."»«  exercito  in  sua  partita. 

Eodem  die  fu  nona  in  campo  come  Troyano  pappacoda  lo  quale  demo- 
rana  a  Robecha  con  sua  gente  de  arme  assalto  certe  terre  de  li  inimici  da  qua 
de  oglio  et  prese  Cigole  Pagone  et  San  Ceruaso. 

Die  xiìj.  Julij. 

Lo  L  S.  prefato  non  attese  ad  altro  che  a  mandare  da  fora  verso  brescia 
et  verso  lì  inimici  per  intendere  loro  motiuo  et  per  hauere  notitia  del  paese  : 
et  furono  presi  da  li  ragonesi  alchuni  presoni. 

Et  tucto  quello  jomo  fu  posto  in  consiglio  fra  li  signori  de  la  S."*  et  Ser.»* 
liga.  Et  se  delibero  partire  lo  di  sequente. 

Die  xiiij.  eiusdem. 

Non  partio  da  Lunghena  lo  Illustrissimo  Signor  Duca  de  Calabria  per 
certa  sua  indispositione  et  reuolutione  de  stomaco.  Riposo  quello  jomo  et  air 
tese  a  stare  forte.  Venne  Albino  da  napoli:  conferio  con  quello  molte  cose:  et 
per  più  vie  se  hebbe  nona  che  li  Stratioti  per  la  questione  facta  con  li  homini 
de  arme  de  li  inimici  haueano  venduti  loro  caualli  per  penuria  de  denari  et  se 
partiuano  dal  signor  Roberto.  Et  dal  predicto  L  S.  fu  facto  consiglio  et  delibe- 
rato la  partita  del  campo  da  Lunghena. 


23  M.^  ecce  Lzxxìiij.'*  luguo 

Die  XV.  eiusdem. 

Ordinate  tucte  le  squatre  et  faDtarìe  et  Carrìaggij  et  altre  cose  necessarie 
per  la  partita  del  campo  :  partio  lo  prefato  1.  S.  Duca  con  tucto  lo  exercito  de 
la  S."*'  et  Ser."*  liga  orto  iam  crepuscolo  et  audita  suo  solito  more  missa  et 
acampa  centra  Bagnolo  bora  xij.  et  tucto  quello  jomo  ne  andò  in  alloggiare 
perche  a  xij.  bore  anchora  veniano  in  campo  squatre:  che  già  erano  adunate 
in  lo  S."**  et  Ser.""**  exercito  squatre  cento  et  xx.  et  più  de  v  mila  fanti  et  tucti 
boni.  Et  in  lo  alloggiare  erano  visitati  da  la  terra  de  bombarde  de  passauolanti 
et  sagipte  invenenate  ne  amazoro  quella  sera  fino  in  v.  quactro  Saccomanni  et 
vno  homo  de  arme. 

Die  xvj.  eiusdem. 

Fino  a  terza  quelli  de  bagnolo  trassero  per  lo  campo  et  recognoscendo 
loro  errore  demandauano  pacti  al  dicto  Signore  :  sua  L  S.  non  ce  porse  le 
orechie  ymmo  fece  fare  loro  risposta  che  non  U  uolea  se  non  per  forza  :  per- 
territi  minis  se  dectero  illieo  ad  discretione  sua  :  a  li  soldati  che  ce  erano  en- 
tro fu  data  licentia  lo  jomo  sequente  rimandati  in  campo  de  li  inimici  in  jub- 
bone  et  senza  coppula:  a  quetU  de  la  terra  vso  equità  come  e  suo  solito  co- 
stume. 

Die  xvij.  eiusdem. 

Bona  bora  lo  I.  S.  Duca  comando  fossero  facte  certe  spianate  per  lo 
campo  per  possere  conducere  tucte  le  gente  de  arme  a  sua  babitatione  biso- 
gnando. Et  se  mando  li  Guastatori  a  fare  le  spianate  per  possere  passare  lo 
exercito  più  liberamente.  Et  tucto  quello  jorno  se  pose  in  Consilio. 

Die  xviij.  Julij. 
Entro  in  campo  Pietro  Colompna  cum  xxv.  homini  de  arme.  Et  lo  I.  S. 


LDGUO  M.®  ecce  Lzzziiij.^  24 

Duca  con  li  altri  Signori  fu  bis  ilio  die  in  consiglio.  Et  eodem  die  entro  in 
campo  lo  Conte  Jacomazo  cum  sua  gente.  Et  li  nostri  scaramuzoro  con  li 
inimici  et  ne  fureno  morti  sei  fra  1  una  parte  et  1  altra:  a  xxj.  bora  fu  con- 
cluso lo  parentato  fra  messer  Jean  Jacobo  triuulsi  et  lo  signore  antonio  ma- 
ria de  Sanseverino  cbe  piglio  la  figlia  sua  per  sposa  et  lo  Signor  Galeazzo  la 
figlia  del  signor  lodouico. 

Die  xyìììj.  eiusdem. 

Ante  lucem  vno  saccomanno  de  vera  ribaldaria  grido  ad  arme  per  po&- 
sere  più  facilmente  robare  qualche  cauallo  come  fece;  et  levo  lo  campo  in  ar- 
me et  se  pose  in  fuga  cum  vna  jumenta  et  fu  preso  da  le'  nostre  scolte  et  fu 
impiccato  a  la  piaza.  Eodem  die  a  xij  bore  li  nostri  erano  a  saccomanno  :  li 
immici  li  assaltoro  :  fureno  a  le  mano  et  fu  morto  Luca  Sauello  Gentile  bomo 
romano  conducto  da  venetiani  da  uno  Saccomanno  miseramente  cbe  andana 
a  la  strata  per  bauere  persi  dui  cavalli  grossi  et  cercaua  recuperarseli  :  non 
se  uolse  arrendere.  Àlii  se  posero  in  fuga. 

A  xiij  bore  ne  venne  da  la  banda  del  S."'  et  Ser."®  exercito  vna  squatra 
de  xxij  bomini  de  arme  cbe  fureno  de  quelli  del  Signor  Joanni  Conte  lo  quale 
pocbi  di  innanzi  se  era  partito  del  campo  de  li  inimici. 

Die  XX.  eiusdem. 

Audita  missa  ante  lucem  caualco  lo  I.  S.  Duca  per  ordinare  la  scorta  de 
li  Saccomanni  cbe  andana  senza  alcbuno  ordine.  Reuersus  fuit  in  Consilio  et 
sumpto  prandio  mando  a  donare  uno  bello  carro  cum  quactro  boni  et  robu- 
sti boni  et  dui  muli  al  Signor  Conte  de  Marzano  lo  quale  bavea  perso  ben 
viij  sol  muli  a  la  scorta  per  andare  li  sol  senza  ordine.  Grata  extitere  munera. 
Eodem  die  ritomo  in  campo  lo  signor  Conte  de  pitigliano  lo  quale  era  restato 
in  Cremona  per  indispositione  del  suo  corpo  da  la  partita  fece  lo  campo  da 
quinzano. 


.^ 


25  M.^  ecce  Lxxxiiij.'*  luglio 

Die  xxj.  Julij. 

A  bona  bora  fu  a  cauallo  lo  I.  S.  Duca  et  cum  tale  orcljne  mando  la' 
scorta  de  li  Saccomani  che  andoro  et  toraoro  a  saluamento  :  che  senza  proui- 
demento  de  sua  1.  S.  omnia  ruebant  in  peius.  Eodem  die  entro  in  campo  Ra- 
nerì  de  lagni  cum  ccc  fanti  de  la  guardia  et  bene  in  ordine  et  quasi  tucti  capi. 
Et  più  entro  in  campo  vna  squatra  del  Signore  de  Carpi  che  in  tucto  in  lo 
S."***  et  Ser."^  campo  sono  al  presente  c.^  et  xxx  squatre.  Et  ritorno  in  campo 
ferranto  homo  de  arme  del  conte  byeronimo  che  andò  da  la  per  combactere 
cum  vno  altro  qui  venia  impetrata  noluit:  ritomo  cum  triumpbo. 

Die  xxij.  eiusdem. 

Seguito  suo  stilo  lo  prefato  Signore  caualco  et  prouide  per  la  scorta  de 
li  saccomanni:  bora  \}.  fu  referito  a  sua  I.  S.  che  15  squatre  de  li  inimici  &- 
rano  partiti  de  loro  campo  et  veniano  ad  assaltare  la  scorta  che  sua  I.  S.  ha- 
vea  mandata  :  de  subito  mando  a  chiamare  tucti  li  capi  et  fece  armare  lo 
campo  et  prouide  al  necessario  ita  et  taliter  sua  prudentìa  che  non  fo  altro. 

Eodem  die  ad  bore  xx  fu  conclusa  la  treuga  fra  1  uno  campo  et  1  altro 
et  leuate  le  offese. 

Die  xxiij.  Julij. 

Lo  1.  S.  Duca  caualco  summo  mane  et  ordino  la  scorta  et  prouide  che  a 
le  sbarre  stesse  uno  homo  discreto  che  non  lassasse  passare  quelli  che  ve- 
rnano del  campo  de  li  inimici  che  concorreano  come  formiche  per  comprare 
del  pane:  et  saria  occorso  qualche  inconueniente  per  la  peste  hanno  in  loro 
campo. 

Eodem  die  se  mcomincio  a  capitulare  la  pace  futura.  Et  a  xx  bore  ca- 
ualco lo  prefato  I.  S.  et  lo  Signor  Duca  de  bari  con  Messer  Joan  bentiuoglio 
et  1  altri  Signori  de  la  S."**  et  Ser."**  liga  fuora  del  campo  :  doue  venne  lo  si- 


%. 


LUQUO  M.*  ecce  Lxxxiiij.*  26 

gnor  Roberto  et  tochata  la  mano  al  I.  S.  Duca  de  Calabria  fu  subito  con  lo 
(lieto  signor  lodouico  :  et  data  la  mano  1  uno  a  1  altro  cum  debite  et  conde- 
centi reuerentie  fureno  in  sermocinacione  sempre  ridendo  et  in  festa  per  vna 
meza  bora  grossa:  reconciliati  et  reducti  in  bona  amicitia  se  partirò  bene  sa- 
tisfacti  1  uno  et  1  altro. 

Intro  in  campo  quella  sera  con  li  prefati  Signori  Antonio  maria  con 
molta  festa.  Et  accompagno  lo  signor  lodouico  fino  a  sua  habitatione. 

Die  xxiiij.  Julij. 

Orto  sole  fu  a  cauallo  lo  I.  S.  Duca  con  li  altri  Signori  fuora  del  campo: 
doue  sua  I.  S.  fece  venire  de  li  soi  corseri  xxvj.  Et  arriuando  lì  antonio  ma- 
ria lo  figlio  del  Signor  Roberto  :  et  passeggiato  alquanto  a  cauallo  et  li  corseri 
tucti  stando  a  la  fila:  comando  a  suo  Cauallaritio  che  li  facesse  correre  et  ga- 
luppare  ad  vno  ad  vno  :  et  vistoli  tucti  ritomo  in  campo  et  aliquantulum  quie- 
uit:  et  a  xv.  bore  arrivo  fracasso  in  campo  a  mangiare  cum  sua  I.  S.  et  sum- 
pto  prandio  stetteno  a  piacere  per  spatio  de  due  bore.  De  poi  caualco  dicto 
fracasso  et  andò  a  uisitare  lo  signor  lodouico  et  demoro  cum  quello  per  spa- 
tio de  tre  bore  bone  et  caualcoro  et  vennero  a  la  babitatione  del  prefato  I.  S. 
Duca  de  Calabria  con  li  altri  Signori.  Doue  fecero  consiglio  fino  a  xxiij.  bore. 
Deinde  discessere. 

Die  XXV.  eiusdem. 

Tucto  quello  jomo  se  discusseno  fra  li  Signori  de  la  S."'*  et  Ser.*"*  liga 
alcbuni  dubij  de  la  pace  et  feceno  consiglio.  Se  delibero  mandare  a  ferrara 
lo  imbasciatore  del  signor  Re.  Et  omnino  che  la  pace  sequisse  :  perche  era 
necessaria  per  Italia  et  prò  bono  comuni. 

Die  xxvj.  Julij. 
Erumpente  luce  lo  L  S.  Duca  de  Calabria  prese  la  medicina  de  manna 


27  M.^  ecce  Lxxxiiij.^  luguo 

per  purgarse  et  rinfrescarse  :  que  medela  multum  confert  corpori.  Tucto 
quello  jomo  concorsero  li  Signori  a  uisìtare  sua  I.  S.  et  dell  uno  campo  et 
de  1  altro. 

Die  xxvij.  eiusdem. 

Arriuoreno  in  campo  xL.  corseri  del  111."*  et  excell,"*»  Signor  Duca  de 
Calabria  bora  xv.  cbe  vernano  de  napoli.  Et  ad  bora  xvìj.  partìo  Albino  per 
napoli  per  faccende  necessarie  et  in  pressa. 

Hora  xxj.  entro  in  campo  lo  R."**  monsignore  Ascanio  Cardinale  accom- 
pagniato  dal  I.  S.  Duca  de  Calabria  dal  Protbonotaro  Mantuano  dal  signor 
lodouico  et  da  tucti  Signori  et  Imbasciatori  de  la  S.""'  et  Ser."**  liga  et  quasi 
da  tucto  lo  campo  cum  grandissimo  honore. 

Die  xxviij.  eiusdem. 

A  bona  bora  partio  de  campo  da  bagnolo  lo  signor  Lodouico  et  lo  Re- 
uerendissimo  Cardinale  suo  frate  per  Milano  per  prouedere  a  certe  cose  per 
quello  stato  et  per  ritornare  presto. 

Die  xxviiij.  Julij  M."^  0000."^  Lxxxiiij.*" 

A  XX  bore  caualco  lo  I.  S.  Duca  con  quelli  altri  Signori  de  la  liga  et  an- 
dò da  fora  el  campo  due  miglia.  Doue  venne  lo  Signor  Roberto  con  li  pro- 
ueditori  per  parlare  cum  sua  I.  S.  et  erano  venuti  vicino  al  campo  del  pre- 
fato I.  S.  a  due  miglia.  Lo  signor  Roberto  uiso  Duce  uolse  scaualcare  per  ba- 
sare la  mano  al  I.  S.  sua  L  S.  non  lo  permisse:  li  tocbo  la  mano:  se  abrac- 
cioro  cum  rise  et  festa.  Lo  simile  feceno  li  proueditori:  parlerò  insieme  et  di- 
scessere.  A  xxiiij  bore  sua  L  S.  mando  francesco  suo  spetiale  a  venetia. 

Die  penultimo  eiusdem. 
Summo  mane  partio  messer  Simonecto  de  bel  prato  imbasciatore  del  si- 


1 


Luouo  M.®  ecce  Lxzxiiij.^  28 

gnor  Re  per  napoli:  mandato  dal  I.  S.  Duca  per  facciende  molte  necessarie. 
Eodem  die  a  xviiij  bore  venne  in  campo  vno  jentile  homo  venetiano  ad  visi- 
tare lo  I.  S.  Duca  et  eadem  bora  venne  in  campo  lo  Signor  Diophebo  per  vi- 
sitare pure  dicto  I.  S.  et  entro  bene  in  ordine.  Goncorreano  li  bresciani  in 
campo  come  formicbe  per  vedere  lo  I.  S.  Duca  tanta  fama  bauea  sua  Signo- 
ria in  lo  paese  per  le  cose  successe:  et  stanano  in  admirarlo  come  statue  de 
marmoro  fixe. 

Die  vi  timo  Julij. 

Vno  figlio  de  li  proueditori  del  campo  de  li  venetiani  venne  a  visitare  lo 
I.  S.  prefato  cum  molti  altri  :  fu  visto  volenteri  et  accarezato  da  quello  molto. 

AGOSTO  Die  primo  augusti  M.^  ecce  Lxxxiiij.® 

Lo  I.  S.  Duca  de  Calabria  audita  eius  solita  missa  caualco  a  le  sbarre  do- 
ue  fece  venire  soi  corseri  et  li  fé  correre  et  rediit  domum.  Sumpto  prandio 
vna  grande  multitudine  de  Venetiani  Bresciani  et  bomini  de  arme  del  campo 
de  li  inimici  concorsero  a  visitare  sua  1.  S.  :  a  tucti  fece  careze  et  bona  ra- 
colta  taliter  cbe  se  partirò  de  ipso  molto  satisfacti. 

Die  ij.  Augusti. 

Caualco  lo  prefato  I.  S.  et  uide  certi  corseri  et  confabulo  con  li  Signori 
Imbasciatori  de  la  S."*  et  Ser."*  liga  donec  equus  cursum  perficiebant  suum:  et 
reuersus  audio  la  messa  et  sic  dicti  Domini.  Sumpto  iam  prandio  molti  Sir 
gnori  et  Ciptadini  Venetiani  et  Bresciani  vennero  a  uìsìtare  sua  I.  S.  et  per 
vedere  li  corseri  de  quella. 

Die  iij.  Augusti. 

Audita  prius  missa  equitauit  Illustrissimus  Dux  et  reuersus  vdio  vn  altra 
messa  et  cum  sua  I.  S.  tucti  li  Signori  de  la  liga.  A  xij  bore  ritorno  da  Mi- 


X 


29  M.^  ecce  Lxxxiiij.**  agosto 

lane  lo  Signor  Duca  de  bary.  Et  a  xiiij  fu  mandato  lo  bampno  regale  che 
nullo  presumesse  dampnificare  li  venetiani  in  alcuna  cosa. 

Eodem  die  a  xviiij  bore  fu  vna  tempesta  cum  grandine  grossissìma  che 
duro  per  vna  grossa  bora  che  indusse  a  molti  degeneri  animi  non  picholo  ti- 
more: et  in  quello  tempo  li  Saccomanni  del  campo  per  lo  inteso  bampno  ha- 
ueano  vnanimes  deliberato  sacheggiare  la  piaza  et  lo  fecero.  Lo  I.  S.  Duca  de 
subito  fu  a  cduallo  con  li  fanti  de  la  guardia  sua  non  risguardando  ne  ad  gran- 
dine ne  ad  vento:  corse  a  la  piaza  percotendo  quello  rebuctando  quello  altro. 
Le  lancio  volauano  :  li  Saccomanni  viso  Duce  se  posero  in  fuga  come  stor- 
nelli et  cosi  fu  remediato  quella  sera  :  chi  perdecte  suo  dampno. 

Die  iiij.  Augusti. 

Ante  lucem  caualco  lo  prefato  Signore  con  li  altri  apresso  et  reuersus 
et  audita  missa  ad  prandium  conuolauit.  Et  quello  di  molti  venetiani  et  bre- 
sciani li  vennero  a  basare  la  mano.  Lo  Signore  se  ofTeriua  a  quelli  :  replica- 
uano  che  considerato  che  sua  Signoria  era  fratello  de  la  loro  L  S.  ipsi  erano 
parati  a  li  suoi  comandi  et  stanano  per  seruire  a  sua  L  S.  Dono  quello  jorno 
molti  caualli  lo  prefato  Illustrissimo  Signore. 

À  xxj  bora  entro  in  campo  Messer  pietre  philippo  pandolflni  mandato 
da  la  excelsa  Signorìa  de  fiorenze  Imbasciatore  appresso  lo  L  S.  Duca  de  Ca- 
labria et  cum  grande  honore  accompagnato  da  tucti  li  Signori  de  la  S.""^  et 
Ser."^  liga  fino  a  la  habitatione  datoli  in  bagnolo. 

Die  V.  augusti. 

Suo  solito  more  equitauìt  lUustrissimus  Dux  et  vidit  suos  equos  et  totum 
diem  posuit  in  Consilio  :  et  aliud  nihil  actum  est. 

Die  vj.  eiusdem. 

« 

Se  contmuauano  e  capituli  de  la  pace  et  bona  bora  lo  L  S.  Duca  lo  Si- 


AGOSTO  M.**  ecce  Lxxxiiij.**  30 

gnor  lodouico  et  1  altri  Signori  Imbasciatori  de  la  S."'  et  Ser."'  llga  furano  con 
lo  Signor  Roberto  et  proueditori  venetiani  et  flnaliter  se  partirò  mezi  discor- 
dati. Fuerunt  omnes  sumpto  prandio  in  Consilio  et  res  foit  reducta  ad  bo- 
num  pacis. 

Die  vij.  eiusdem. 
Lo  I.  S.  Duca  predicto  audita  sua  solita  missa  erumpente  ^ole  caualco  et 

« 

fece  ponere  in  ordine  soi  paggij  con  li  soi  corseri  :  fece  la  via  de  le  vedecte 
doue  lo  Signor  Roberto  et  proueditori  vennero  et  li  fece  correre  dicti  corseri 
et  ragionaro  insieme.  Deinde  discessere  omnes  leti  et  dato  obsculo  ad  inui- 
cem  venit  Dux  ad  prandium  :  bora  xviiij  fuerunt  omnes  in  Consilio  et  fuerunt 
facta  capitula  pacis.  Dominus  ludouicus  Dux  bary  equitauit  cum  pontano  Se- 
cretano primo  eiusdem  Illustrissimi  ducis  Calabrie  et  fuerunt  cum  Domino 
Roberto  de  sancto  seuerino  et  eo  sero  conclusa  fuit  Pax  sancta  Pax  bona  Pax 
diu  desiderata  ab  omnibus  viuentibus  et  a  militibus  ut  ita  loquar. 

Die  viij.  Augusti. 

IHustr."*"  et  Exc.""*  Dux  Calabrie  equitauit  suo  solito  more.  Et  comando 
ai  suo  Cauallaritio  facesse  andare  apresso  sua  Signoria  fino  in  xxx  corseri 
boni  et  ita  actum  est.  Ando  fino  a  la  frascata  et  a  1  acqua  in  la  strata  de  bre- 
scia  doue  vennero  lo  Signor  Roberto  Proueditori  et  altri  Signori.  Li  se  videro 
de  bona  uoglia  et  se  acharezoro  insieme  et  basoreno.Lo  Signor  Roberto  decte 
in  mano  al  dìcto  L  S.  vno  ramo  de  olino  in  signum  pacis  iam  facte  ad  hono- 
rem summi  Dei  et  Beate  virginis  et  Sancti  Georgii  et  ad  summam  quietem  no- 
stram.  Et  parthenopeam  vrbem  petiemus  ouantes. 

Sumpto  iam  prandio  vennero  in  campo  li  proueditori  et  Sindici  venetia- 
ni :  fureno  raccolti  et  visti  volentere  et  quasi  tucto  lo  campo  de  venetiani  pre- 
dicti  concorse  quello  jomo  in  campo  de  la  S."**  et  Ser."'  liga  et  comproreno 
tanto  pane  che  quella  sera  non  se  ne  trono  bochone  per  li  soldati  del  prefato 


31  M.^  ecce  Lxxziiij.®  aoosio 

I.  S.  Sit  benediclus  Deus  che  ce  ha  data  la  sancta  pace  a  dìspecto  de  li  Astro- 
logi qui  aliud  judicabant  éo  anno. 

Die  viiij.  eiusdem. 

Fece  caualcare  alchuni  soi  con  certi  corseri  et  condurli  a  la  frascata  et 
li  fece  correre  suo  solito  more.  Eodem  die  de  sero  fece  correre  certi  altri  cor- 
seri  et  li  fece  vedere  al  Illustrissimo  Duca  de  bari  al  quale  ne  dono  vij.  ad  sua 
electione.  Et  die  eodem  summo  mane  lo  Signor  Roberto  venne  a  la  frascata 
vicmo  a  lo  campo  de  la  S."'  et  Ser."**  liga  doue  lo  I.  S.  Duca  andò  co  li  sqì:  et  li 
foce  venire  due  belli  boni  et  degni  corseri  et  una  jumenta  saynata  con  le  barde 
innaurate  con  li  passaturi.  Li  nomi  de  li  corseri  1  uno  se  chiamaua  lo  leggia- 
tro  1  altro  Gazullo  :  furono  molto  accepti  al  dicto  Signor  Roberto.  Ad  Anton- 
maria  dono  dicto  L  S.  lo  corseri  chiamato  lo  Sauro  de  troyolo.  Molti  altri  ca- 
ualli  sua  I.  S.  dono  illis  diebus  a  quelli  Signori  che  ascenderò  ad  numero  de 
LviiJ.  Jacobo  pappacoda  partio  per  ferrara  per  fare  restituire  quelle  terre  che 
erano  in  potere  de  venetiani. 

Die  X.  Augusti. 

Lo  Signor  Roberto  et  li  Proueditori  lo  signor  Lodouico  messer  Joam  ben- 
tiuoglia  messer  Jean  francesco  de  ToUentino  lo  Conte  antonio  maria  de  la  Mi- 
randula  et  molti  altri  Signori  furono  -conuitati  dal  prefato  L  S.  a  la  frascata. 
Doue  furono  piantati  li  pauiglioni  et  parchi  dignissimamente.  Bona  hora  sua 
L  S.  fu  li  audita  prius  missa  et  così  li  conuitati  :  fece  venire  soi  corseri  et  fino 
in  XV.  giannecli  barbari:  tucti  corsero  ad  sonum  tube  due  per  due.  Vbi  erat 
maxima  copia  hominum.  Hoc  peracto  andoreno  ad  tauola  :  de  viuande  varie 
et  copiose  non  ce  fu  penuria  et  vini  boni  :  melloni  et  fructè  assai.  Laute  co- 
medere  omnes.  Sumpto  prandio  furono  stipulati  et  jurati  li  capitoli  de  la  pa- 
ce. Deinde  quieuere  et  per  tucto  quello  jorno  stecteno  in  festa  et  in  piaceri. 


AGOSTO  M.^  ecce  Lxxziiij.^  32 

Die  xj.  Augusti.     » 

Pure  bona  bora  audita  missa  caualco  a  la  frascata  et  per  loro  piacere 
quelli  Signori  fecero  correre  caualli  :  postea  venere  ad  prandium.  Quieuit  11- 
lustrìssimus  Dux  per  horam  et  illieo  lo  capitano  de  brescia  et  altri  venetiani 
Diophebo  cum  molti  altri  vennero  ad  visitare  lo  I.  S.  Duca.  Fureno  raccolti  da 
sua  I.  S.  molto  volenteri  et  accarezati  :  videno  tucto  lo  campo  et  li  caualli  et 
corserì  de  dicto  L  S.  et  demororo  con  quello  et  con  lo  signor  Lodouico  per 
duas  horas:  ea  causa  che  ce  erano  dui  proueditori  venetiani:  de  li  quali  vo- 
lendose  partire  vno  casco  et  lo  cauallo  adossoli  in  modo  se  guasto  vna  gam- 
ma. Lo  I.  S.  manibus  propriis  lo  piglio  et  con  1  altri  lo  fece  condurre  a  suo 
lecto  adibitis  suis  medicis:  demoro  li  vna  nocte  et  lo  altro  jomo  fino  a  xviìj. 
bore  et  discessit.  Fu  accarezato  et  non  li  fece  manchare  cosa  nulla  lo  dicto 
I.  S.  Duca  :  fu  gouemo  come  se  fusse  stata  la  sua  persona  propria. 

Eodem  die  a  xj.  bora  entro  in  campo  lo  Signor  Roberto  che  uenne  a 
uisitare  lo  Signor  Duca  de  Calabria  et  fece  coUatione  cum  sua  I.  S.  Quella 
sera  ceno  con  lo  I.  S.  Duca  de  bary  :  a  la  quale  cena  se  trono  lo  prefato  I.  S. 
Duca  de  Calabria  et  altri  Signori  et  li  figli  del  prefato  signor  Roberto  cenoreno 
con  la  persona  sua  :  quos  respiciebat  tamquam  caros  filios.  Ritomo  in  lo 
campo  de  venetiani  sumpta  cena  (distabat  nam  per  vj.  milia  passum  )  ac^ 
compagnato  fora  del  campo  da  li  predicti  Illustrissimi  Signori. 

Die  xij.  augusti. 

Dux  et  alii  domini  equitarunt  eorum  solito  more  et  reuersi  ad  prandium 
quietarunt.  Lo  prefato  I.  S.  fece  cauallere  vno  nobile  homo  bresciano  lo  quale 
venne  ad  uisitare  sua  L  S.  et  per  sua  virtù  fuit  adsumptus  ad  dignitatem  il- 
lam  :  hora  xxiij.  cenante  Duce  venne  lo  Signor  Roberto  in  campo  fino  alha- 
bitatione  de  dicto  L  S.  Sua  L  S.  se  leuo  da  tauola  et  iuit  illi  obviam  per  viij. 
passus:  lo  accarezo  assai.  Finita  cena  sociauit  illum  usque  ad  exitum  viarum. 


33  M.^  ecce  Lxxxììij.^  agosto 

Die  xiij-  augusti. 

A  bona  bora  lo  I.  S.  audita  prìos  missa  caualco  ad  locum  solitum  et  li 
trouo  lo  Signor  Roberto  et  per  boras  duas  trascorsero  molte  cose.  Sumpto 
prandio  aliquantulum  dormiuit.  A  xxij  bore  venne  lo  signor  Roberto  de  im- 
prouìso  a  cenare  con  lo  I.  S.  Duca  de  Calabria  :  in  la  quale  cena  se  trono  ipso 
con  lo  signor  lodouico:  lo  conte  de  cayaccia  figliolo  del  dicto  Signor  Roberto: 
lo  signor  Messer  Ridolfo  de  Gonzaga:  messer  Joaniacobo  de  Triuulsi  et  lo  frate 
et  molti  alii  signori  et  fu  cena  sumptuosa  et  laute  facta  per  essere  stata  facta 
improuiso  et  in  illis  locis.  Sed  nil  mirum  ad  tuo  tanto  Prìncipe.  Dono  lo  prefato 
I.  S.  vno  bello  et  bono  corsero  al  predicto  messer  Ridolfo.  Sumpta  cena  Do- 
mini sociarunt  dominum  Robertum  vsque  ad  exitus  campi.  De  poi  fureno  po- 
ste le  scolte  et  venner  le  squatre  accostumate  a  la  guardia  de  la  persona  de 
dicto  I.  S.  et  li  fanti  soliti  :  che  benché  fusse  facta  la  pace  et  non  paressero 
necessarie  tali  guardie  ad  maiorem  cautelam  le  facea  fare  dicto  signore  sua  so- 
lita prudentia. 

Die  xiiij.  augusti. 

Lo  I.  S.  Duca  cavalco  a  piacere  con  li  soliti  Signori  li  quali  conuito  tucti 
a  lo  alloggiamento  del  Signor  Conte  antonio  maria  quella  mactina:  et  fuit  dies 
sabbati  et  piscium  fuit  ibi  maxima  copia.  De  sero  lo  signor  Roberto  lo  visito 
et  per  horam  fuere  simul  allocuti  :  bora  xx  voluit  vesperos. 

Die  XV.  augusti. 

A  bona  bora  surrexit  e  lectulo  :  audita  la  messa  cantata  solempniter  co- 
medit  et  ìllico  equitauit  et  fuit  cum  Domino  Roberto  in  locis  solitis.  Sum- 
pto  prandio  per  duas  horas  venne  vno  de  li  proueditori  cum  grande  caterua 
a  visitare  sua  I.  S.  perche  douea  partire  cum  tucto  lo  campo  de  la  S."'  et  Ser."'' 
liga  da  bagnolo.  Fecero  Consilio  et  parue  al  signor  Roberto  che  se  expectasse 


} 


AQQ8I0  M.^  ecce  Lzzxiiij.^  34 

la  noua  de  la  restitutìone  de  le  terre  de  ferrara.  Et  eodem  die  a  u  bore  venne 
nona  come  lo  Papa  era  morto:  et  morie  gioaedi  che  foreno  li  xij.  del  dicto  a 
T.  bore  de  nocte.  Et  andito  boc  nono  Messer  Joanfrancesco  de  Tollentino  bo- 
mo  del  papa  cbe  era  in  gouemo  de  la  gente  de  la  ecclesia  se  partio  de  subito. 

Non  potuit  seuum  ulla  uis  extinguere  Sistum  ; 
Et  tìx  audito  nomine  pacis  obijt. 

Die  xvj.  eiusdem. 

Caualco  lo  I.  S.  Duca  a  lo  frascato  ut  solebat.  Sumpto  prandio  dormiuit: 
decte  audientia  a  loysi  de  casalnouo  cbe  veniua  da  napoli  et  a  Jacobo  pap- 
pacoda  cbe  veniua  da  ferrara.  Statim  fu  a  cauallo  con  lo  Signor  Roberto  et 
proueditori  cbe  lo  erano  venuti  a  visitare  et  equitarunt  versus  babitationem 
Domini  ludouicL 

Die  xvij,  augusti. 

Caualcato  sua  I.  S.  et  sumpto  prandio  dormiuit  aliquantulum  et  ilio  die 
cenauit  apud  Dominum  ludouicum  cum  aliis  Dominis:  et  a  xxiiij  bore  se  levo 
remore  per  vno  cauallo  fra  quelli  del  signor  messer  Joam  bentiuoglia  et  quelli 
de  antonio  farina  ita  et  taliter  cbe  se  non  fusse  stato  lo  prefato  signore  a  ca- 
uallo presto  se  tagliaua  a  pezi  tucto  lo  campo.  Sua  I.  S.  annata  manu  diuise 
et  separo  li  litiganti  et  redusse  Io  campo  in  summa  quiete  cbe  tucto  era  ar- 
mato squatre  et  fanti  et  andana  a  remore:  sua  solita  prudentia  sedauit  omnia. 
Et  quella  noct^  da  li  sei  fece  guardare  la  piaza  et  lo  resto  del  campo.  Eadem 
die  sua  I.  S.  fece  iiìj.  cavalieri  et  li  vestio  de  brocato. 

Die  xviij.  eiusdem. 

Summo  mane  lo  I.  S.  audita  missa  caualco  a  la  frascata  doue  trono 
lo  Signor  Roberto  li  proueditori  cum  molti  conducteri  de  venetiani  li  quali 


\ 


35  M.®  ecce  Lxxziiij.^  Aflosio 

expectanano  sua  I.  S.  che  se  douea  combactere  per  due  guide  de  1  uno  et 
1  altro  campo  et  combatterò  et  fureno  amicissimi.  De  poi  se  giostro  per  fra- 
casso et  antonio  maria  et  duo  altri  jentili  homioi.  Et  quella  mactina  fu  facto 
festa  et  tucti  verniero  a  mangiare  con  lo  prefato  I.  S.  Interim  lo  signor  lo- 
douico  se  partio  per  Cremona.  Tucti  li  predicti  Signori  si  riposoro  in  la  habi- 
tatione  del  Signor  Duca  et  quella  sera  cenoreno  cum  quella.  Essendo  in 
tauola  se  leuo  romore  che  erano  certi  che  se  tagliauano  in  pezi:  lo  prefato  I. 
S.  se  leuo  da  tauola  saltando  et  correndo  come  uno  cerno  et  sedavit  omnia.  Et 
a  xiij.  bore  partio  lo  signor  lodouico  per  Cremona:  che  andò  ad  scontrare  lo 
cardinale  suo  fratre  che  andana  a  roma  volando. 

Die  xviiij.  augusti. 

Lo  S."^  et  Ser."*®  exercito  partio  da  bagnolo  et  venne  ad  alloggiare  a  Mi- 
nerua  con  lo  ordine  suo  et  senza  scandalo.  Loco  trono  lo  I.  S.  Duca  de  Cala- 
bria lo  signor  Lodouico  che  era  stato  con  lo  signor  cardinale  suo  frate:  et  ri- 
tornato feceno  consiglio  et  quella  sera  ceno  apresso  dicto  signor  ludouico. 

Die  XX.  eiusdem. 

Lo  signor  Roberto  et  li  proueditori  de  li  venetiani  vennero  a  Minerua  a 
visitare  lo  I.  S.  Duca  de  Calabria  et  presero  licentia  da  sua  L  S.  et  partirò. 
Quella  sera  dicto  I.  S.  conuito  a  cena  lo  signor  lodouico  messer  Joam  benti- 
uoglia  et  messer  Joan  Jacobo  et  altri  Signori.  Et  quieuere  per  illam  noctem. 

Die  xxj.  eiusdem. 

Equitauit  per  campum  ut  ita  loquar  et  cenauit  ilio  die  apud  Dominum 
Lodouicum.  Et  prouidit  domui  sue  per  itinere  versus  Mediolanum.  Et  eo  die 
fuit  numptiatus  obitus  regis  Ungarie. 


\ 


AQ06T0  M.^  ecce  LzXXÌiij/  36 

Die  xxij.  augusti. 

Similiter  equitauit  et  venit  nouum  ferraria  quia  iUa  castra  iam  erant  re^ 
stituta.  Et  Dominus  ludouicus  cenatus  est  apud  niustrissimum  Dominnm  Du- 
cem:  et  lo  Conte  de  pitigliano  et  lo  Conte  Antonio  de  marzano  presero  licen- 
tia  per  Serazana  a  campo  contra  li  Genouesi. 

Die  xxiij.  augusti. 

Partio  lo  ni."®  et  ex."**  SignorDuca  de  Calabria  con  lo  S."''  et  Ser."®  exer- 
cito  da  minerua  et  venne  ad  alloggiare  sua  I.  S.  a  Patrinella  con  la  gente  sua 
et  sforzescha:  quella  del  papa  et  de  li  fiorentini  presero  altro  viàggio  per  an- 
dare verso  roma  et  li  fiorentini  a  Serazàno  a  campo. 

Die  xxiiij.  eiusdem. 

Da  Patrinella  summa  luce  partio  lo  prefato  I.  S.  Duca  et  lo  Signor  lodo- 
uico  verso  milano  et  lo  prefato  I.  S.  mando  parte  de  sua  casa  a  casal  majore 
a  le  stanze  fino  a  sua  ritornata  da  Milano:  et  come  tocho  andare  in  gouemo  de 
soi  paggij  et  buie  operi  imposui  finem.  Deo  gratias. 

TtXoq  xaTpe: 

Continuerò  le  jornate  facte  per  lo  I.  S.  Duca  de  Calabria  secondo  me  sarà 
referito  per  non  essermece  trovato  presentialiter. 

Die  xxiiij.  augusti  sua  I.  S.  andò  ad  alloggiare  a  romanenga  et  riposo  li 
quella  sera  et  facto  consiglio  delibero  lo  di  sequente  andare  a  trouare  lo  Si- 
gnor Duca  de  milano  che  demoraua  a  Casciano  expectando  sua  I.  S. 


37  M.**  ecce  Lxxxiiij.^  AGOffW) 

Die  XXV.  eiusdem. 

Da  Romanenga  partìo  sua  I.  S.  et  andò  a  Gasciano  bona  bora  et  li  fece 
coUatione  con  lo  I.  S.  Duca  de  milano  et  con  lo  Signor  Duca  de  bary.  Et  andò 
quella  sera  ad  alloggiare  a  Treze:  et  riposato  quello  jomo  alquanto  prouide 
suo  optimo  ingenio  de  bauere  lo  castello  de  Treze  in  mano:  ilio  sere  non  ua- 
luere  preces.  Àddidit  secundo  die  minas  et  habuit  ut  infra. 

Die  xxvj.  augusti. 

Riposo  quello  jomo  in  Treze  et  optenne  lo  castello  minis:  che  era  ri- 
bellato al  Duca  de  Milano.  Lo  castello  viso  Duce  et  preparatoriis  auditis  lo 
restituì  in  mano  de  sua  I.  S.  et  fuit  factum  de  hoc  magnum  festum. 

Die  xxvij.  eiusdem. 

Partirò  li  I."'  Sig."  lo  signor  Duca  de  Milano  et  lo  signor  Duca  de  Cala- 
bria et  lo  signor  Lodouico  de  treze  et  quella  sera  introre  in  Milano  cum  gran 
triumpbo.  Tucta  milano  venne  loro  incontra.  Et  a  sua  I.  S.  fu  data  la  stantia 
de  castello.  Et  tucta  quella  cipta  fece  festa  de  suo  aduentu. 

Die  xxviij.  eiusdem. 

Sua  I.  S.*  riposo  in  milano  et  la  sera  de  nocte  trouandose  granato  de  fe- 
bre  lo  Signor  lodouico  per  non  fastidirlo  et  per  alquanto  quietarse  andò  per 
stanza  a  casciano  al  palcho  doue  demoro  cum  sua  casa  per  alcbuni  jomi  eo 
maxime  perche  in  Milano  era  la  peste  et  ce  ne  merlano  da  xxv.  in  L.^  lo 
jomo.  Et  in  diete  casano  expediua  sua  I.  S.  molte  facciende  et  assecto  molte 
cose  ardue  in  vtilita  de  ^quello  I.  S.  Duca  de  milano.  Et  caualcaua  qualche 
volta  per  dieta  cipta  et  da  tucti  fu  uisto  volenteri  et  sempre  honorato  et  sum- 
mamente  comendato  de  la  facta  pace.  Et  ne  riporto  grande  gloria  et  partìo 
da  dieta  cipta  a  U  xxv  de  septembre. 


SEPTEHBKS  M.^  cccc  Lzxziiij.®  38 

Die  XXV.  septembris. 

Lo  I.  S.  Duca  de  Calabria  partio  de  Milano  et  presa  licentìa  dal  I.  S.  Du- 
ca de  dieta  cipta  se  ne  andò  ad  alloggiare  quella  sera  a  lodi. 

Die  xxvj.  eiusdem. 

Summa  luce  partio  da  lodi  et  venne  ad  alloggiare  in  Cremona  doue  fu 
raccolto  de  bona  voglia  in  casa  de  messer  Gaspare  del  gallo. 

Die  xxvij.  eiusdem. 

Partito  da  Cremona  quella  sera  alloggio  in  casal  majore  doue  trono  sua 
casa  et  soi  caualli  che  li  era  stantiati  per  quello  tempo  che  sua  I.  S.  demoro 
in  Milano. 

Diexxviij.  eiusdem. 

Cavalco  sua  I.  S.  ad  bore  x.  et  audita  missa  con  grande  arte  prouide 
che  tiicti  li  carriaggi]  passassero  lo  pò  :  et  Dio  gratia  passo  tucto  homo  a  sal- 
vamento. Cascho  solo  vno  mulo  de  la  buctegliaria  ma  fu  canato  libero  per  la 
diligentia  et  cura  de  colambrosio  che  se  trono  in  lo  passare  :  et  quella  sera 
alloggio  in  reggio  in  lo  castello  :  fu  riceputo  molto  allegramente  et  li  fu  facto 
honore  assai.  Et  quella  sera  ad  bore  xxiij.  bebbe  nona  che  lo  duca  de  ferrara 
stava  indisposto  et  per  tale  indispositione  Madamma  Elyanora  Duchessa  de 
ferrara  non  posseua  conferirse  a  modonà  doue  sua  I.  S.  voleua  alloggiare  lo 
di  sequente  :  cosi  delibero  mutare  proposito  et  summo  mane  cum  pocha  gente 
caualco  verso  ferrara  per  visitare  sua  Illustrissima  sorella  la  quale  amaua 
grandemente. 

Die  xxviiij.  eiusdem  in  Carpi. 
Mando  sua  casa  et  soi  caualli  a  modona  et  sua  I.  S.  caualco  bona  bora 


39  M.*^  ecce  Lxxxiiij.**  septbmbbe 

verso  ferrara  et  andò  ad  alloggiare  a  carpi  doue  li  fa  facto  grande  honore  da 
quel  Signore. 

Die  vltimo  Septembris  in  ferrara. 

Partio  da  Carpi  orto  iain  sole  et  andò  a  ferrara  doue  dimoro  quella  sera 
et  dui  altri  jomi  a  complacentia  de  la  prefata  sorella  sua  lU.""*  et  li  acconcio 
molte  cose. 

Die  ìij.  Octubris  in  bologna.  octobre 

Orto  diluculo  et  audita  missa  solita  suo  more  et  presa  licentia  da  li  Il- 
lustrìssimi Signori  lo  Signor  Duca  et  la  Signora  Duchessa  de  ferrara  partio  et 
andò  a  fare  collatione  in  Sancto  prospero  terra  de  bolognesi  et  li  conuito  li 
imbasciatorì  senesi  et  quella  sera  andò  a  bologna  :  de  la  quale  cipta  uscirò 
fora  tucti  ciptadini  a  cauallo  et  pede  et  li  andare  incontra  et  rìcepecte  gran- 
dissimo  honore. 

Die  iiij.  eiusdem. 

Bona  bora  surrexit  bononie  et  audita  missa  fuit  in  ecclesia  majori  con 
la  Excelsa  Signoria  de  quella  cipta  a  la  missa  cantata:  che  quello  jomo  fu 
sancto  Petronio:  et  sumpto  prandio  in  sere  fu  cum  dieta  Signoria  et  se  corre 
lo  palio  lo  quale  optenne  lo  corsero  del  Magnifico  lorenzo  de  medicis. 

Die  V,  eiusdem  in  layrano. 

Se  partio  sua  L  S.  da  bologna  et  quella  sera  andò  ad  alloggiare  in  lay- 
rano hiter  Àlpes  bononienses.  Doue  sempre  sua  Signorìa  fu  receputo  con 
grandissimo  honore. 

Die  vi.  eiusdem  in  fìorenzola. 
Surrexit  e  lectulo  bona  bora  :  audita  missa  caualcho  et  andò  ad  allog- 


1 


OCI€BBB  M.®  ecce  Lzxxiiìj.^  40 

giare  a  lo  terretorio  de  fiorentìDi  in  fiorenzola  dooe  fa  recinto  hoDorifice  et 
semper  aderant  Gommissarii  florentìni. 

Die  vij.  octobrìs  in  Cauaggiolo. 

Se  pallio  da  fiorenzola  orto  sole  et  andita  missa:  et  eo  die  lo  magnifico 
lorenzo  lo  venne  a  tronare  et  conduxe  soa  L  S.  a  Canaggiolo  sna  villa  dono 
qaella  sera  lo  ricepette  satis  honorifice  :  et  la  casa  de  saa  L  S.  andò  ad  al- 
loggiare a  la  Scarparia.  Robba  ce  era  copiosa  et  bona  et  fu  facto  a  tatti  gran- 
de honore. 

Die  viij.  eiusdem  in  fiorenze. 

Caaalco  con  lo  Magnifico  lorenzo  bona  bora  prias  aadita  missa  verso 
fiorenza.  Incontro  li  aenne  grande  copia  de  ciptadini  percbe  tncto  bomo  bra- 
mana  vedere  tanto  Dlostre  Signore  maxime  per  la  secata  pace  de  ytalia  sao 
medio  et  sois  viribos  et  virtntibos.  Entro  in  fiorenze  bona  bora:  tncte  le  strate 
fenestre  et  boctegbe  piene  de  bomini:  donne  parate:  pizoli:  per  tncto  Duca 
'  Duca.  Passo  per  la  piaza  done  la  Excelsa  Signoria  venne  a  le  scale  et  li  tocbo 
la  mano  :  presa  licentia  fa  accompagnato  da  tncta  la  plebe  a  sancta  Maria  No- 
aella  et  li  fùreno  facte  le  expese  a  tatto  bomo  de  ogni  cosaet  abbandantissime. 

Die  viiij.  Octobris  1484.  Florentiae. 

Lo  nL**  Signore  solita  soa  bora  sorrexit  et  aadita  missa  et  facta  coUa- 
tione  se  qaieto  alquanto.  Et  bora  xviiij.  la  excelsa  Signorìa  venne  a  visitare 
saa  I.  S.  Et  ce  concorse  tncta  fiorenze  :  la  qaale  tocta  staaa  in  festa  per  la  ve- 
nata de  tale  L  S. 

Die  X-  ejusdem.  Florentiae. 

Aadita  missa  et  sampto  prandio  visito  laExcelsa  Signoria  et  lo  magnifico 
Lorenzo  ce  lo  accompagno.  Et  andò  per  fiorenze  ad  solazo  da  tncti  accarezato. 


41  M.^  ecce  Lxxxiiij.**  ecroBBE 

Die  xi,  eiusdem. 

Sumpto  prandio  vide  sua  I.  S.  vani  colori  de  panni  et  seta  et  ne  compro 
assai  per  bisogno  de  sua  casa.  Et  equitauit  per  ciuitatem  :  et  nullo  se  saciaua 
de  seguitarlo  et  de  mirarlo.  Et  uisitauit  Dominos  et  prese  licentia. 

Die  xij.  eiusdem. 

Bona  tìora  surrexit  et  facta  collatione  vide  molti  cristallini  et  sua  I.  S.  ne 
fece  comprare  et  equitauit  et  fu  accompagnato  da  tucta  quella  cipta  et  man- 
dati con  sua  I.  S.  Imbasciatorì  et  Gommissarij  li  quali  hauessero  ad  prouedere 
per  tucto  lo  territorio  loro  che  fussero  facto  le  spese  a  tucto  homo.  Et  certe 
non  se  lasso  a  fare  niente  in  honore  de  dicto  I.  S.  Et  quella  sera  andò  ad  al- 
loggiare a  castello  Sanjuuanni  doue  era  facto  digne  prouisione. 

Die  xiij.  Octobris. 

Partio  bona  bora  da  Castello  Sanjuuanni  et  andò  ad  alloggiare  in  Arezzo 
in  la  quale  cipta  per  la  venuta  del  prefato  I.  S.  fu  facta  gran  festa  et  nbbili 
prouisioni. 

Die  xiiij.  eiusdem. 

Partito  quello  jomo  da  Arezzo  orto  iam  sole  andò  ad  alloggiare  quella 
sera  bona  bora  al  borgbecto  de  Cortona  vbi.  bonorifice  fu  recepto.  Et  ibi  re- 
perit  Legatos  Papae  li  quali  li  fece  mangiare  cum  sua  I.  S.  cbe  erano  venuti 
per  fare  compagnia  a  quella  et  per  condurre  cum  bonore  ad  Roma  ad  Inno- 
centium  Summum  Pontiflcem  :  qui  pontificatum  acceperat  eo  anno  et  nouiter 
post  obitum  Sixti  eius  predecessoris. 

Die  XV.  eiusdem. 
Da  Cortona  partito  lo  prefato  I.  S.  et  licentiati  li  legati  fiorentini  et  do- 

6 


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OGtOBBB  M.°  ecce  Lxzxiiij.^  42 

nati  a  quelli  optimi  corseli  et  facte  loro  grande  careze  caualco  con  li  imbar 
sciatori  ecclesiastici  et  quella  sera  andò  ad  alloggiare  al  Pycaro  terra  de  la 
ecclesia  :  et  scaualcato  bona  tiora  andò  a  vedere  sua  I.  S.  fare  vetro  et  fece 
comprare  belli  fiaschi  et  sumpta  cena  dormiuit. 

Die  xvj.  Octobris  1484. 

Venne  quello  jomo  ad  Oriueto  a  bona  bora  et  fu  uisto  volentere  et  ho- 
norato  grandemente. 

Die  xvij.  eiusdem. 

Àrriuo  quella  sera  ad  Viterbo.  Et  ibi  venit  Cardinalis  de  Àragonia  Ger- 
manus  sue  111."^  Dominationis  :  et  se  feceno  insieme  molte  careze. 

Die  xviij-  eiusdem. 

Delibero  andare  a  brazano  Terra  del  Signor  Virgilio  et  li  vennero  in  cour 
tra  a  sua  I.  S.  lo  Cardinale  Vrsino  lo  Cardinale  Sauello  et  lo  Cardinale  Co- 
lumpna.  Et  lo  prefato  signor  Virgilio  fece  a  tucti  careze  assai:  et  li  li  tenne 
lo  di  sequente. 

Die  xviiij.  eiusdem. 

Fu  ordinato  che  non  partissero  de  brazano  et  se  riposoro  et  fu  facto 
gran  festa. 

Die  XX.  eiusdem. 

Venne  incontro  al  dicto  I.  S.  verso  brazano  da  Roma  tucto  lo  ceto  de  li 
Cardinali  :  tanta  multitudine  de  gente  che  la  via  era  tanto  piena  et  percussa 
de  cauaUi  che  non  se  vedea  se  non  poluere:  et  approssimandose  a  Roma 
continuamente  concurreua  gente  assai.  Entro  in  roma  ad  bore  ixij.  cum  tanto 
triumpho  che  non  se  porrla  scriuere.  Bombarde  per  tucto:  non  ce  resto  fé- 


43  M.®  ccoc  Lzxziiij.®  octobbb 

Destra  non  fosse  piena  de  tappeti  et  de  donne  bene  adomate  et  per  tucte  le 
strato  se  gridaua:  Duca  Duca.  Scaualco  sua.  I.  S.  a  Sancto  Pietro  a  lo  Palazo 
del  Sommo  Pontifice.  Mutato  et  riposato  alquanto  post  paulo  andò  a  visitare 
la  Sanctita  del  N.  S.  Da  quella  visto  volenteri  et  accarezato  recepette  grande 
honore.  Concessa  a  sua  I.  S.  licentia  ritomo  a  la  camera:  et  sumpta  cena  tota 
roma  concurrebat  ad  palatimn  per  vedere  tanto  I.  S.  et  illa  nocte  lo  Cardinale 
de  ragona  se  riposo  cum  sua  L  S.  Et  dimoro  in  Roma  fino  a  li  xxvj.  del  dic- 
to.  Fu  conuitato  dal  Vice  cancellerò  dal  Cardinale  de  sancto  petro  ad  vincula 
et  vltimo  dal  Summo  Pontifice.  Sempre  quelli  jomi  in  triompho  et  in  festa 
andò  tucta  Roma. 

Die  xxvj.  Octobris. 

Partio  dicto  I.  S.  da  Roma  donatali  licentia  dal  Summo  Pontifice  et  ac- 
compagnato da  tucti  li  Cardinali  et  Signori  et  Baroni  chi  per  due  miglia  chi 
per  tre  et  quactro.  Lo  Cardinale  suo  Germano  Sancto  petro  ad  vincula  et  Co- 
lunna  lo  accompagno  fino  a  Marino  et  quella  sera  tucti  li  riposero.  Et  da  quel 
populo  homini  et  donne  ben  visto  gridando:  echo  lo  Signor  de  la  pace:  de 
sua  arriuata  loco  ne  fu  facta  gran  festa  da  pizoli  et  grandi. 

Die  xxvij.  Octobris  1484. 

Sua  I.  S.  partio  da  Marino  data  licentia  a  li  tre  Cardinali  predecti  et  andò 
quella  sera  ad  alloggiare  a  Sermoneta  in  lo  castello  doue  a  sua  I.  S.  fu  facto 
grande  honore  dal  signore  messer  Joancola  et  fu  a  bore  xxiij  si  gran  vento 
che  non  se  possea  habitare  in  quello  castello. 

Die  xxviij.  eiusdem. 

Caualco  summo  mane  lo  prefato  1.  S.  et  andò  ad  alloggiare  a  Pipemo  a 
bona  bora.  Et  licentiati  fuere  legati  ecclesiastici. 


} 


OCIQBRB  IL®  ecce  Lxxxiiij.®  44 

Die  xxYÌììj.  eìusdem. 

Ad  bore  xviij  arrìiio  in  fimdi:  fa  scontrato  dal  L  S.  Don  fedmco  sno 
Gennano  et  Don  ferrante  sno  frate  non  Tterino:  dal  signor  Principe  de  Sa- 
lerno et  da  molti  Conti  Baroni  et  Signori:  che  certo  era  expectato  pia  che  lo 
Missia.  Fa  dal  Signor  Ck)nte  qaella  sera  recepato  et  molto  accarezato.  Ce  se 
troao  anchora  lo  I.  S.  Don  francesco  sao  germano  che  qaello  anno  era  ritor- 
nato de  vngaria. 

Die  XXX.  Octobrìs. 

Partito  da  fondi  orto  iam  sole  andò  a  Gayeta  ad  alloggiare  qaello  dL  Soi 
caaalli  andoreno  con  la  Casa  a  Mola.  Li  Gayetati  eo  tìso  fecero  gran  festa  : 
bombarde  sparaaano  :  soni  de  campane  :  grida  de  grandi  et  pizoli  per  la  a^a 
era  per  lo  advenimento  de  tanto  Illnstre  et  loro  Signore. 

Die  vi  timo  Octobrìs  1484. 

Caaalco  qael  jomo  et  alloggio  in  Sessa  dono  de  soa  venata  fa  facta  gran 
festa  et  fa  ricepato  con  Palio.  Et  tacta  la  cipta  era  parata  et  li  Seggi  erano 
pieni  de  jentili  homini  et  donne.  Li  concorsero  molti  neapoUtani  a  visitarlo. 

KovEMBBE  Die  prìmo  Nouembrìs. 

Caaalco  aadita  prias  nùssa  et  orto  sole  et  andò  ad  alloggiare  m  Capaa 
et  fa  recepato  cam  Palio  et  ne  fece  tacta  qaella  cipta  gran  festa.  Et  li  par- 
aali  ce  andoro  incontro  cam  ramis  oliaaram.  Lo  L  S.  Prìncipe  sno  Agnolo 
primogenito  lo  expectaaa  li  et  aadita  fama  de  saa  venata  bona  bora  fa  a  ca- 
aallo  et  li  venne  incontro  :  viso  patre  et  scaaalcato  et  basatoli  li  pedi  et  la 
mano  fa  basato  da  dicto  L  S.  et  visto  de  tanta  bona  no^  che  non  se  porria 
dire  pia. 


45  M.°  ecce  Lxzziiij.^  notehbbs 

Die  ij.  eiusdem. 

Àudita  missa  et  orto  sole  fu  a  cauallo  cum  tucta  la  cateraa  de  li  prefati 
Signori  et  molti  più  altri  che  per  vedere  sua  I.  S.  che  era  stata  dui  anni  da 
fora  in  castris  erano  transcursi  fino  a  capua  :  et  andò  ad  alloggiare  in  Àdver- 
sa.  Saria  intrato  quello  jomo  in  napoli:  ma  per  essere  lo  di  de  morti  non 
panie  a  la  S.  R.  Maestà:  che  sempre  con  lo  consiglio  de  quella  se  gouemo 
dicto  I.  S.  :  et  entro  cum  Palio  et  gran  triumpho  per  la  riportata  pace  de  la 
quale  tucta  ytalia  ne  sentio  emolumento  et  vtilita. 

Die  iij.  Nouembris. 

Partito  da  adversa  audita  missa  cum  tanti  Signori  et  jentili  homini  che 
pareano  vna  nubile  grandissima  arriuo  a  Sancto  Jiiliano  fuora  de  Napoli  vno 
mezo  miglio:  doue  scaualco  et  li  se  fermo  fino  che  furono  hore  circa  xviiij: 
perche  entro  in  napoli  cum  puncti  de  Astrologia  et  li  concorse  tucta  napoli 
(còsa  mirabile  a  dire)  pizoli  et  grandi.  Mutato  cauallo  et  vestimenti  caualco 
et  intro  in  napoli  :  doue  era  tanta  multitudine  de  gente  piene  le  strate  tecti 
ed  astrici  de  le  case  et  f  enestre  che  non  se  crederla  mai  lo  romore  gran  de  ce 
era  de  campane  bombarde  et  de  pizoli  che  gridauano:  Duca  Duca.  Tucta  la 
cipta  andana  ad  romore  per  allegreza  de  sua  venuta  che  mai  se  expectaua 
riuenisse  saluo  per  la  aspera  guerra  hauea  facta  in  lombardia  contra  li  vene- 
tiani  et  per  li  grandi  pericoli  se  trono  sua  I.  S.  De  li  quali  libero  diuina  gra- 
fia et  sua  virtute  ritomo  victorioso  et  triumphante  cum  perpetua  fama.  Passo 
per  tucti  li  Seggi  de  napoli  li  quali  trono  parati  de  nobilissime  Donzelle  che 
danzauano  :  et  pieni  de  jentili  homini  che  faceano  festa  de  sua  venuta.  Li  se 
fermaua  con  tanta  humanita  tochando  la  mano  a  tucti:  quod  est  mirabile  di- 
ctu:  et  da  ogni  homo  li  era  basato  pede  et  mano.  Ando  ad  scaualcare  in  lo 
castello  nono  per  visitare  la  S.  R.  Maestà  suo  patre:  et  quella  visitata  cum 
debite  reuerentie  visito  la  Signora  Regina  et  demorato  alquanto  ricauàlco  et 


M.^  ecce  Lzxxiiij/  46 

Tenne  al  Castello  de  Capuana  sua  habitatione.  In  quello  castello  fu  facta  gran 
festa  dal  Castellano  da  la  I.  S.  Duchessa  sua  Consorte  et  da  li  Illustrissimi  fi- 
glioli et  da  tucta  quella  Corte.  Scaualcato  a  le  scale  trono  li  la  prefata  Illu- 
strìssima Duchessa  et  li  111.""^  figlioli  et  la  Signora  Duchessa  de  Yrbino  accom- 
pagnate da  molte  jentili  donne.  Abbracciati  et  basati  cum  tanta  tenereza  et 
festa  andoreno  a  loro  stantie  vbi  quieuit  per  illam  noctem  et  furono  tucti  in 
festa:  et  ceno  apresso  la  dieta  Illustrissima  madonna  quella  sera. 

Die  sequenti  bona  bora  caualco  in  Castelnouo  al  Signor  Re  cum  quo 
per  totum  diem  moram  traiit  ragionando  et  transcurrendo  molte  cose.  Et  de 
continuo  se  trouaua  apresso  dieta  Maestà  da  la  quale  li  fu  data  piena  potestà  et 
autorità  de  tucto  lo  reame  et  che  reuedesse  tucto  et  assectasse  quello  come  me- 
glio li  paresse:  che  confidaua  in  lo  mirabile  ingegno  de  sua  I.  S.  Et  era  certa 
che  le  cose  de  dicto  Reame  non  posseano  andare  se  non  bene  per  mano  sua. 

Et  cosi  da  li  quactro  de  Nouembre  fino  a  li  xxtììj.  de  Maggio  non  cesso 
mai  sua  I.  S.  de  fare  facendo:  et  Consilio  coacto  vno  quoque  die  expediua 
molte  faccende:  et  acconcio  Monesterìj  de  Religiosi  et  quelli  che  non  erano 
obseruanti  li  ridusse  in  obseruantia  cum  tanto  ordine  che  non  se  parlaua  de 
altro.  Cause  che  erano  durate  xxv.  anni  et  più  expedio  cum  justicia  et  cele- 
rità in  modo  che  molti  pouerì  homini  fece  reuiuiscere.  Le  cose  inique  de  la 
corte  reduxe  eque.  Assecto  tucti  li  offici]  del  Reame  et  per  sua  I.  S.  furono 
facto  none  constitutioni  et  date  molte  sententie  cum  tanta  justicia  et  equità 
che  tucto  homo  restaua  admirato  et  li  docturi  peritissimi  in  Vtroque  jur^ 
molte  uolte  restauano  confusi  et  faceuanse  non  pichola  marauiglia  de  li  op- 
timi ludici]  de  sua  I.  S.  Due  uolte  la  septimana  daua  audientia  a  tucto  homo 
publicamente  in  la  Sala  grande  de  castelnouo  et  a  tucte  petitioni  et  suplica- 
tioni  datoli  facea  dare  bona  expeditione.  Ordinati  erano  li  Judici  a  li  quali  fa- 
cea  commectere  cause  et  tucte  suplicationi:  et  date  erano  le  sententie  cum 
grano  salis  et  con  lo  pede  del  piombo.  Viuebatur  tunc  cum  maxime  timore 
perche  li  erranti  erano  gasticati  et  li  boni  bene  remunerati.  In  dare  de  le  sen- 


47  M.'' ecce  Lxxxiiij.''  movhbbb 

tentie  et  expedìre  le  cause  a  sua  Illustrissima  Dominatione  non  erat  facta 
exceptio  personarum.  Le  cose  andauano  tucte  equa  lance  et  in  tale  modo  che 
non  se  parlaua  de  altro.  Tucti  li  offici]  furono  reassectati  et  reducti  a  bono 
termine  et  feicte  none  constitutioni.  Ad  vidue  pupilli  et  pouerelli  dati  procu- 
ratori notarij  et  aduocati  gratis.  Lo  salario  ordinato  a  quelli  per  la  regia  Cor- 
te :  et  a  questi  tali  non  oppressi  ma  defensati  obseruabatur  jus  vbique.  Et 
Inter  officiales  nulla  uigebat  fraus.  >}omine  tunc  solo  Ducis  ogni  homo  pre  ti- 
more attendeua  ad  uiuere  bene  et  sanctamente. 

Eodem  tempore  lo  L  S.  Don  federico  fu  mandato  in  la  puglia  ad  proue- 
dere  tucte  quelle  terre  et  fortificare  doue  era  necessario:  gastìcatì  li  erranti 
et  remunerati  li  boni  furono  per  lo  prefato  Signor  Don  Federico  per  tucta 
quella  prouincia  :  a  Nardo  illis  diebus  furono  abbactute  le  mura  et  multi  fue- 
re  suspensi  per  non  essere  fideli  a  la  Regia  Maestà.  Doue  era  trouato  lo  er- 
rante in  tale  modo  era  punito  che  era  a  1  altri  exemplo  euidentissimo.  Fu  per 
lo  111.°'''  et  excell."'''  signor  Duca  in  quello  paese  de  puglia  mandata  gente  de 
arme  fantarìa  artigliaria  et  tucto  fornimento  necessario  a  quelle  terre  taliter 
che  lo  gran  Turco  qui  tunc  minabatur  regnum  mando  legati  soi  al  Signor 
Re  et  al  Signor  Duca  cercando  uolere  pace  cum  loro  Signorìe.  Et  furono  per 
dectì  Imbasciatorì  dimandati  certi  turchi  che  erano  detenuti  schiaui  per  lo 
reame  et  facihnente  furono  concessi  et  rimandati  al  grande  Turche  quanti  se 
ne  trono  de  quelli  che  furono  pigliati  dal  m."''  et  excell."**'  Signor  Duca  de  Car 
labria  in  la  presa  de  Otranto  doue  fu  facta  da  sua  LS.  grande  exconficta  de  Tur- 
chi. Sed  de  illis  hactenus  quia  non  est  hic  narrandi  locus.  Et  cosi  tucto  quello 
paese  per  la  vutu  et  grande  prouidemento  del  prefato  L  S.  Duca  fu  liberato  da 
non  picholo  timore  de  quelli  populi  et  reducto  in  summa  tranquillità  et  pace. 

Propterea  non  post  multos  dies  fu  mandato  lo  L  S.  Principe  de  capua 
in  puglia  per  reuedere  quelle  terre  et  intendere  lo  bono  prouidemento  se  fa- 
cea  et  per  dare  animo  a  quelli  populi  et  sollicitare  lo  expedimento  necessa- 
rio. Et  furono  assectate  molte  cose  per  la  virtù  et  prudentia  de  tanto  prefato 


ifOYEHBSR  M.®  ecce  Lzzxiiij.^  48 

lUastrissìmo  Principe  et  ne  reporto  samma  laude  et  dal  I.  S.  Duca  suo  patre 
ne  fu  grandemente  commendato. 

In  quello  tempo  furono  cominciate  le  Mura  none  de  napoli  et  augumen- 
tata  la  Gipta  :  et  designate  et  sollicitate  cum  miro  ordine  et  summa  soUicitu- 
dine  dal  predicto  I.  S.  Duca.  Et  lo  principio  de  diete  mura  fu  a  lo  Carmino 
ecclesia  de  boni  religiosi  in  dieta  Cipta.  Et  per  lo  prefato  Signore  fu  ordinato 
che  sancto  Joanni  ad  carbonara  Sancto  pietre  ad  Ara  Sancto  Martino  et  San- 
cto  benedecto  fussero  tucti  inclusi  in  dieta  Cipta:  che  in  primis  erano  da  fo- 
ra. Fu  in  tanto  Principe  illis  diebus  tale  vedere  che  non  resto  nulla  in  lo  Rea- 
me suo  che  non  fusse  asseetata  et  redueta  ad  sancto  et  justo  termine.  Bene- 
dicebatur  et  laudabatur  tune  ab  omnibus. 

Furono  illis  temporibus  disarmate  tucte  le  Galere  che  lo  Signor  Re  tenea 
armate  per  forza  et  liberati  migliara  de  Captiui  che  erano  detenuti  in  quelle 
et  andaro  per  tueto  napoli  gridando  per  allegreza:  Duca  Duca:  portando  vna 
grande  bandera  in  mano  in  signo  de  la  recuperata  liberta.  In  pochi  jomi 
tucti  si  partirono  et  ripatrioro  a  loro  case  faete  a  quelli  molte  elemosine  dal 
predicto  I.  S.  Duca  de  Calabria. 

Et  quo4  plus  est  a  Sancto  benedecto  in  quelli  jomi  fece  dare  trecento 
ducati  de  oro  per  augumentare  lo  Chiostro  de  quelli  Saneti  Religiosi. 

Facea  dare  elemosine  infinite  per  maritare  citeUe  et  a  poueri  vergogno- 
si. Ogni  mese  ordinarie  erano  depositati  certa  quantità  de  pecunia  :  perciò 
vtrobique  laudabatur  bonitas  tanti  Principis. 

Ogni  venardi  oltra  lo  mandato  che  facea  lo  jouedi  sancto  lauava  le  mano 
a  dodici  poueri  et  basate  quelle  a  ciascheduno  donaua  vno  Carlino  de  ar- 
gento: cosa  mirabile  et  de  grande  humilita. 

Nullo  locho  religioso  visitaua  sua  I.  S.  che  a  quello  non  lassasse  0  or- 
dinasse bona  et  condecente  elemosina. 

Et  Sabbato  era  ordinario  suo  jejunio  benché  tre  di  de  la  Septimana  et 
più  de  continuo  mangiaua  vna  volta  et  non  più. 


49  M.^  ecce  Lxxxiiij.'^  novembre 

Venti  naui  grosse  et  xL  Galere  suhtili  fuste  et  altri  legni  fureno  armati 
illis  temporibus  per  li  bisogni  occorressero  per  le  terre  marithyme.  Non  se 
perdeua  vna  bora  de  tempo  da  sua  I.  S.  Semper  yigilabat.  Et  Gastellum  no- 
uum  et  Capuanum  illi  continuo  erant  curriculum  vbi  cogebatur  consilium  et 
se  expediuano  molte  faccende. 

Fu  visto  essere  necessario  hauendo  prouisto  a  tucto  lo  Reame  excepto 
Àpruzzo  prouedere  in  le  terre  de  quello.  Se  mando  lo  S.  Don  francesco  Ger- 
mano del  prefato  I.  S.  Duca  in  la  prouincia  de  dicto  Apruzo.  Doue  demoro 
per  alchuni  jomi  et  per  Sua  Signorìa  molte  cose  fureno  assectate  et  cum 
tanta  prudentia  et  discretione  cbe  certamente  satisfaceva  a  quelli  populi:  nec 
mirum:  quia  reputabatur  vir  Sanctus  et  Justus.  Officium  Domini  et  beate  Yir- 
ginis:  jejunia  complura:  elemosine:  sacra  scriptura  et  honesti  et  regales  mo- 
res  alteri  erant  illi  vite  alimentum.  Et  huius  rei  testis  ego  sum  :  quia  illis  die-  ' 
bus  reperì  me  in  illa  provincia  apud  111.*^  Dominum  Ducem  Calabrie.  Lo  quale 
se  partio  de  napoli  per  intendere  come  la  prouincia  de  apruzo  se  portava  per 
le  imposite  et  noue  Gabelle:  et  caualco  cum  sua  casa  verso  dieta  Prouincia. 


50 


Mi^wio  M.^  ecce  LXXXY.'' 


Die  xxiiij.  Madij. 

Partìo  la  casa  de  dicto  L  S.  cum  li  caualll  per  Àbruzo  et  fece  le  jornate 
assai  comode  et  a  lanciano  expecto  la  venuta  del  suo  I.  S. 

Die  XXX,  Madij.  In  Caluj. 

Lo  prefato  I.  S.  Duca  a  bona  bora  fu  a  cauallo  audita  sua  solita  missa  et 
partio  de  napoli  babita  licentia  regia  per  Àbruzo  cum  ce.  caualli  et  bene  in 
ordine  et  passo  per  lo  Mazone  et  fece  collatione  loco  a  la  frascata  de  li  soi  ca- 
ualli. Et  juncto  in  capua  vide  le  mura  de  la  cipta  et  quelle  designo  cum  mo- 
do nouello:  et  li  principali  homini  de  dieta  Cipta  et  sua  I.  S.  andaua  reassec- 
tando  ogni  cosa  cum  suo  sagacissimo  ingegno.  Et  quella  sera  alloggio  in 
Caluj. 

Die  vltimo  Madij.  In  venafrj. 

Partio  da  Caini  bona  bora  et  andò  ad  alloggiare  in  venafri  doue  fu  re- 
ceputo  bonorifice  da  quello  Signor  Conte. 

GIUGNO  Die  primo  Junij.  In  castello  de  Sanguino. 

Caualco  audita  missa  accompagnato  dal  conte  de  venafri  et  andò  ad  al- 
loggiare quella  sera  a  castello  de  Sanguino. 

Die  2.**  Junij  a  li  quatrj. 

À  li  Quatrj  alloggio  assai  comodamente  essendo  piccolo  castello. 


51  M.^  ecce  LxxxY.^  (znTQiia 

Die  iij.  Junij.  In  Lanzano. 

A  bona  bora  arriuo  a  lanzano  doue  fu  receputo  cum  grandissimo  bonore 
et  essendo  loco  la  sera  andoro  incontra  a  sua  I.  S.  genti  infinite.  Lo  I.  S.  don 
francesco  suo  Germano  fu  lo  primo  che  era  venuto  li  tre  dì  innanzi:  per  la 
sua  venuta  fu  facta  gran  festa  et  gran  trìumpho.  Et  demoro  sua  I.  S.  in  lan- 
zano die  iiij.^  et  quinto  Junij  et  assecto  molte  cose  et  pronide  a  le  mure  de 
quella  terra  cum  bono  ordine.  Compro  molta  seta  cristallini  et  altra  robba  et 
dono  ogni  cosa:  et  compro  molti  caualli  per  darli  a  li  soldati  soi. 

Die  vj.  Junij.  In  orthona. 

Partio  de  lanzano  et  mando  soi  caualli  et  la  Casa  a  ciuita  de  cbiete  et 
sua  I.  S.  andò  ad  alloggiare  ad  ortbona  in  mare  per  quella  sera  et  la  sequente 
et  prouide  a  molte  cose  et  designauit  Menia. 

Die  viij.  Junij.  In  francauilla. 

Da  ortbona  partito  sua  I.  S.  andò  ad  alloggiare  a  francauilla  et  Ulo  sere 
consilium  fecit  cum  quelli  Signori  et  expediuit  multa  negocia.  Et  essendo  a 
Pescara  lo  campo  regio  molti  andoro  a  visitare  sua  I.  S. 

Die  viiij.  Junij.  In  ciuita  de  chiete. 

Da  francauilla  partio  sua  L  S.  :  passo  per  lo  campo  regio  doue  fu  facto 
gran  festa  de  sua  venuta  et  vide  tucte  le  squatre.  Et  quella  sera  venne  ad  al- 
loggiare a  Ciuita  de  cbiete  :  doue  trouo  sua  casa  et  caualli.  Venne  a  bona  bo- 
ra :  ne  fu  facto  grande  solempnita  et  quella  sera  sumpta  cena  sua  I.  S.  andò 
a  Sancto  Andrea  loco  de  Sancto  francesco  de  frati  obseruanti  fora  de  dieta 
cipta  :  li  audi  completa  deuote  et  designo  le  mura  future. 


GIUGNO  M.**  ecce  LXXXY.**  52 

Die  X.  Junij.  1485. 

Surrexit  hora  1  et  audita  missa  in  sancto  Dominico  et  coacto  Consilio 
tantus  ni."""  Dux  vidit  equos  et  peditos  suos  in  Ciuitate  theatina. 

Die  xi.  Junij. 

Bona  hora  audiuit  Missam  in  ecclesia  Catedrali  et  per  totum  diem  expe- 
diuit  negocia  Militum  suorum.  Et  eo  die  habuit  nouum  che  lo  Signor  Conte 
de  pitigliano  liebbe  certe  terre  in  curia  ecclesie  le  quali  erano  state  dal  quon- 
dam  Conte  vrsolo.  Eodem  die  intro  in  la  Cipta  de  ciuita  de  chiete  lo  1.  S. 
Principe  de  Capua  che  veniua  de  puglia  mandato  da  la  S.  R.  Maestà  et  dal 
I.  S.  Duca  per  assectare  alchune  cose  mal  facto  et  quelle  reducte  a  bono  porto 
li  era  arriuato  per  gouemare  lo  Regio  Campo.  Entro  cum  gran  triumpho. 
Tucti  li  Cortesani  del  prefato  I.  Duca  et  tucta  la  Cipta  irono  incontra  al  dicto 
Principe  che  era  multo  amato  da  tucto  homo  per  li  optimi  et  regali  porta- 
menti hauea  facti  in  quella  cipta  altra  uolta  che  ce  fu  Vice  Re. 

Die  xij.  eiusdem. 

Sua  I.  S.  audita  missa  et  sumpto  prandio  vide  currere  sol  corseri.  Et  in- 
terun  expediebat  multa  negocia. 

Die  xiij.  eiusdem. 

Hora  nona  surrexit  e  lectulo  et  caualco  in  campo.  Et  quello  |omo  dono 
caualli  a  molti  soldati  soi  et  quelli  molto  accarezo.  Et  reuersus  eodem  die 
hora  xxiiij.  cenam  sumpsit. 

Die  xiiij.  Junij.  in  ciuitate  theatina. 

Equos  complures  emit  et  bene  soluit  taliter  che  li  uenditori  restauano 
molto  contenti  de  tanto  Principe  et  sparsa  la  fama  del  suo  bono  pagamento 


53  M.*"  ecce  Lxxxv.*  giugno 

molti  caualli  ce  fureno  adducti  per  pigliarne  denari  et  sua  I.  S.  non  ne  uolse 
pigliare  alchuno  in  dono  vt  seruaret  nouam  constitutionem  che  nullo  Vassallo 
potesse  donare  al  S.  Re  ne  a  soi  Illustrissimi  figlioli  cauallo. 

Die  XV.  eiusdem  in  eadem  Giuitatem. 

Non  horto  adhuc  diluculo  caualco  in  t^ampo  per  dare  caualli  a  soi  sol- 
dati che  dimorauano  a  la  pescara:  ibi  sumpto  prandio  dormitauit  aliquantu- 
lum.  Reuersus  est  hora  xxiij.  Eodem  die  in  campo  quelli  soldati  feceno  preda 
a  Giuita  de  sancto  angelo  de  vache  Lxxxx  et  de  altre  cose  perche  quelli  ho- 
mmi  come  vassalli  erano  de  la  R.  Maestà  non  voleano  portare  vectoaglia  in 
campo.  Et  cosi  se  daua  exemplo  a  1  altri. 

Die  xvj.  eiusdem  in  eadem  Giuitate. 

Àudita  missa  comedit  et  coacto  tonsiUo  vidit  suos  equos  et  expediuit 
multa. 

Die  xvij.  Junij  in  Giuitate  theatina. 

Caualco  sua  I.  S.  in  campo  et  decte  caualli  a  quelli  Soldati  et  quella  sera 
riposo  li:  fece  molte  careze  loro  et  li  conuito  a  mangiare  et  dono  a  li  Sacho- 
manni  certe  sache  de  pane  et  barili  de  vino:  vbique  predicabatur  nomen  L 
Ducis. 

Die  xviij.  eiusdem  in  eadem  Giuitate. 

Reuersus  est  e  Gastris  regiis  cum  dolore  ventris.  Gonvocatis  et  adhibitis 
Medicis  conualuit. 

Die  xviiij.  eiusdem  in  Giuitate  dieta, 

Surrexit  hora  x.  et  audita  missa  comedit  et  hora  xviiij.  consilium  fecit: 
cenam  sumpsit  hora  xxj  et  iuit  ad  Gompletorium  in  Sanctum  Àndream. 


oiUGKO  M.®  ecce  Lxxxv.*  54 

Die  XX.  eiusdem  in  eadem  Giuitate. 

Sqo  solito  more  bona  bora  missa  audita  expediuit  multa.  Et  eodem  die 
lo  I.  S.  Don  Francesco  suo  Germano  babita  licentia  discessit  neapolim  versus 
bora  xiiij.  Se  leuo  vna  grande  tempesta  de  venti  et  de  acqua  cum  magno 
frigore  et  duro  per  tucta  quella  nocte. 

Die  xxj.  eiusdem  in  eadem  Giuitate. 

Àudita  missa  et  sumpto  prandio  expediuit  multa:  vidit  equos  et  andò  a 
la  piaza  doue  lo  I.  S.  Principe  jocaua  cum  multi  Signori  a  la  palla  al  calcio 
exercitij  et  aufugieui  ocij  causa. 

Die  xxij.  Junìj  in  Giuitate  theatina. 

Hore  X.  equitauit  in  Castra  Regia  et  decte  caualli:  reuersus  bora  xxiij. 
cenauit. 

Die  xxiij.  eiusdem  ibidem. 

Missa  audita  jejunans  cibum  accepit  bora  xx.  et  auditis  vesperis  quia 
tunc  erat  uigilia  Sancti  Joannis  multa  expediuit  et  eodem  die  bora  xiij.  intro 
dieta  Cipta  lo  Conte  de  Mentore  cbe  veniua  da  1  aquila  conuocato  per  più 
lettere  dal  prefato  L  S.  cbe  se  uolea  fare  lo  Parlamento  generale  in  quella  Cipta 
cum  tucti  quelli  de  la  prouincia  prò  vtilitate  comunj  et  prò  imponendis  no* 
uis  Gabellis; 

Die  xxiiij,  eiusdem  ibidem. 

In  Sancto  Dominico  missam  solempnem  audiuit  et  sumpto  prandio  Con- 
sillum  fecit  et  ce  interuenne  lo  diete  Conte  de  mentono.  Et  auditis  vesperis 
vidit  suos  equos  currere.  Eodem  die  bora  xiij.  lo  Signor  Conte  prefato  dono 
a  sua  I.  S.  vno  bello  corsero.  Et  a  quello  referì  gratie. 


55  M.^  ecce  Lxxxv.**  giugno 

Die  XXV.  Junij.  In  ciuitate  teatina. 

Lo  prefato  I.  S.  caualco  a  bona  bora  in  campo  et  decte  caualli  quello 
jorno  a  li  soldati.  Et  fece  Consilio  et  parlo  con  lo  Magnifico  messer  Andrea  de 
gennaro  secrete  et  jam  decreuerat  Dl.""^  Dominatio  sua  prò  bone  pacis  et 
concordie  aquilani  populi  capere  Gomitem  montorìj  et  fece  tucte  le  prouisioni 
necessarie  con  quelli  Signori.  Reuersus  est  bora  xxiiij.^ 

Die  xxvj.  eiusdem.  Ibidem. 

Àudita  missa  in  sancto  Dominico  tucto  quello  jorno  fece  Consilio.  Et  lo 
Conte  de  montorio  soUicitaua  pure  sua  I.  S.  de  la  licentia:  cbe  volea  partire 
per  1  aquila.  Sed  dictus  Comes  nesciebat  quod  aliud  erat  in  Cacbabo.  Et  de 
futuro  nihil  cogitarat:  ma  viueua  cum  suspitione  non  picbola. 

Die  xxvij.  eiusdem  ibidem. 

Bona  bora  surrexit  et  Sanctum  Dominicum  petiit.  Ibi  audita  missa  suo 
solito  more  comedit  bora  tarda  negociis  impeditus.  Eodem  die  arriuo  in  quella 
Cipta  lo  S.  Duca  de  Malfl  et  lo  prefato  I.  S.  lo  fece  visitare  cum  bone  fructe 
et  altre  cose  :  et  fu  in  Consilio  con  lo  diete  Duca  malfitano  con  lo  Mag.^  Si- 
gnore messer  Antonio  Cicinello  usque  ad  2.^  boram  noctis.  Non  defuit  un- 
quam  I.  Dominus  Princeps  Capue  eius  primogenitus  et  discessis  omnibus 
solus  I.  Dux  cum  Principe  remansit  in  camera  et  suo  sagaci  ingenio  et  pru- 
dentia  facea  guardare  tucte  le  strade  de  dieta  Cipta  et  ad  ogni  bora  lo  pre- 
fato Principe  mo  andana  mo  veniua  :  semper  in  itinere  recipiebatur  et  sta- 
tuerat  1.  Dominus  Dux  die  sequenti  dictum  Comitem  Montoni  captiuum  red- 
dere  ob  sua  demerita  :  et  numquam  eo  nocte  nec  I.  D.  nec  Princeps  dor- 
miere. 


\ 


GIUGNO  M.*  ecce  Lxxxv.*'  56 

Die  xxviij.  Junij.  In  Ciuitate  theatìna. 

Semper  in  labore  repertus  est  I.  Dominus  Dux  non  piger  ymo  sollicitus 
et  prudens  in  conseraatione  Regni  sui  et  bora  x.  fece  venire  de  campo  io 
Magnifico  messer  Andrea  de  gennaro  cum  certi  homini  de  arme  bene  in  or- 
dine et  certi  fanti  boni.  Et  conuocato  lo  dicto  Conte  et  1  altri  Signori  che  ve- 
nissero al  dicto  I.  S.  prò  Consilio  flendo  et  reducti  in  vna  camera  et  bauli 
molti  ragionamenti  jam  venerant  milites  et  pedites  tucta  la  strata  circum  circa 
la  casa  de  lo  episcopo  doue  posaua  lo  prefato  I.  S.:  fu  chiamato  lo  Conte  da 
lo  Magnifico  messer  Diecho  vela  et  cum  eo  erat  Magniflcus  Dominus  hector 
caraffa  et  fu  adducto  in  la  torre  in  vna  camera  de  dieta  casa  et  li  li  fu  [detto] 
per  li  prefati  jentili  homini  che  per  bona  causa  restasse  loco  solo  et  che  li  era 
necessario  andare  fino  in  napoli  a  parlare  con  lo  Signor  Re.Lacrimauit  et  non 
poterat  verbum  facere.  hi  quella  camera  fu  bene  custodito  et  non  li  mancho 
alcbuna  cosa  et  era  senito  da  tucti  li  jentili  homini  de  casa  et  cum  eo  fue- 
runt  capti  tres  alij  Magnates  sui  et  magni  Consiliarii  eius.  Et  carcerati  multa 
notificarunt  delieta  et  facinora  periculosa  per  illos  perpetranda.  Custoditus 
fuit  Comes  usque  ad  sequentem  diem.  Et  ordino  subito  dicto  I.  S.  quod  de- 
scriberent  omnes  eius  facultates  et  reseruarentur  vxori:  la  quale  la  fece  con- 
durre a  napoli  per  lo  Magnifico  Signore  messer  Paulo  Siscar  suo  primo  major 
domo  che  lo  mando  de  subito  post  capturam  Comitis  a  1  aquila. 

Die  xxviiij.  Junij.  In  ciuitate  teatina. 

111.°*  Dominus  Dux  audita  missa  equitauit  et  andò  a  prouedere  li  allog- 
giamenti che  lo  di  sequente  douea  partire  lo  regio  Campo  da  pescara  et  ve- 
nire ad  alloggiare  a  la  Scafa.  Et  cum  eo  equitarat  I.  Princeps  eius  primoge- 
nitus.  Eodem  die  bora  x.  eaualco  lo  Conte  de  montorio  conducto  verso  na- 
poli dal  Magnifico  Signore  messer  Diego  vela  accompagnato  da  Lx.  homini 
de  arme  et  cento  fanti. 


57  M.®  ecce  Lxxxv.°  giugno 

Die  vltimo  Junij.  Ibidem. 

Lo  Regio  Campo  partio  da  pescara  et  venne  ad  alloggiare  a  la  scafa.  Lo 
L  S.  Duca  bona  bora  :  et  cum  sua  L  S.  lo  L  S.  Principe:  caualco  verso  lo  cam- 
po per  alloggiare  la  gente  de  arme  et  quella  fu  alloggiata  degnamente  et  cum 
bone  ordine  dal  prefato  L  S.  Principe  el  quale  lo  dicto  Signor  Duca  ordino 
fusse  capitano  de  tucto  lo  exercito.  Et  reuersus  da  pò  fu  alloggiato  lo  campo 
hebbe  nona  da  1  aquila  come  quella  Cipta  per  captura  del  Conte  non  hauea 
facto  alchuno  motiuo  ymmo  se  ralegraua  de  aperta  liberta.  Et  bora  xx.  prò* 
uide  cbe  lo  conte  de  malfi  caualcasse  a  1  aquila. 

Die  primo  Julij.  luguo 

Partio  Io  L  S.  Duca  cum  tucta  sua  Casa  de  Ciuita  de  cbiete  audita  missa 
bora  viij.  et  andò  a  trouare  lo  Regio  Campo  cbe  partiua  per  sua  ordinatione 
et  quello  conducea  lo  L  S.  Principe.-  Et  alloggiata  la  gente  de  arme  primo  in 
la  pianura ,  de  la  Abbatia  de  Sancta  Maria  de  Àrbone  sua  L  S.  alloggio  cum 
sua  casa  in  dieta  abbatia  et  eo  die  conuito  tucti  Capi  de  Squatre  et  Conesta- 
bili  ad  mangiare  a  lo  lardino  de  dieta  Abbatia:  fece  dare  ad  mangiare  a 
molti  soldati  et  a  trombecti  et  ad  altri  cum  tanta  bumanita  et  piaceuoleza 
cbe  per  tucto  quello  Campo  non  se  parlaua  de  altro. 

Die  2""  Julij  in  la  Abbatia  de  Sancto  Ghimento. 

Da  la  Abbatia  predicta  partio  lo  I.  S.  con  lo  Regio  exercito  et  ordinate 
le  squatre  lasso  gouemare  tucto  al  L  S.  Principe  et  ipso  caualco  innanzi  ad 
prouedere  li  alloggiamenti  a  la  abbatia  de  sancto  Cbimento  doue  alloggio  tu- 
cto lo  exercito  lungo  a  1  acqua:  sua  L  S.  alloggio  in  vna  casecta  da  fora  de 
-  la  Abballa  et  in  la  abbatia  alloggio  lo  L  S.  Principe  cbe  stana  indisposto  et 
tucta  sua  casa.  Fu  quello  jomo  visitato  da  tucti  li  Signori  et  Vassalli  vicini 
et  li  fureno  portati  molti  presenti.  Expaccio  molte  facciende:  vide  cauallj. 

8 


hvouo  M.**  ecce  Lxxxv.*  58 

Die  iij.  eiusdem.  Ibidem. 

Àudìta  missa  comedit  bora  xij.  et  equitauit  per  castra:  vide  cauallì  et  ex- 
pediuit  multa.  Et  essendo  amalati  certi  soi  cortesani  comando  fossero  por- 
tati a  tocho  et  prouisti  de  medico  medicine  et  de  ogni  cosa  ut  mos  est  suus. 
Et  queDo  jomo  Bisbal  li  decte  vno  paggio  nominato  antonio  de  sancta  Croce 
da  parte  del  Signor  Virgilio.  Et  alloggiauano  li  soldati  fra  lo  grano  tagliato 
et  metuto  :  et  non  era  tocbato  vno  acino  quod  mirum  erat. 

Die  iiij.  Julij  in  la  Abbatia  de  Sancto  chimento. 

Bona  bora  surrexit  audita  missa:  equitauit  per  Regia  Castra:  vidit  equos 
et  eo  die  Dlustrissimus  Princeps  petiit  tocbum  febre  laborans. 

Die  V.  Julij.  Ibidem. 

Sua  solita  missa  audita  comedit  et  equitauit  et  suum  filium  niustrìssi- 
mum  Principem  visitauit  cbe  stana  indisposto  a  tocbo:  et  eodem  venere  legati 
aquilani  ad  reddendam  obbedientiam  tanto  Dlustrì  Duci  et  ad  faciendam  eius 
Toluntatem.  Eodem  die  venne  Jacobo  pappacoda  et  bernardino  gualandi  de 
napoli  cbe  erano  restati  malati  in  la  partita  del  I.  S.  Duca.  Magnificus  Domi- 
nus  antonius  Cicinellus  intrauit  qui  remansit  in  ciuitate  teatina  podagris  la- 
borans. 

Die  vj.  eiusdem.  Ibidem. 

Vennero  in  campo  Lx  Caualli  quos  uidit  missos  a  Regia  Maiestate  per 
darli  a  li  soldati.  Eodem  die  intrarunt  xx  Milites  et  expediuit  multa  negocia 
ob  jeditum  Fontani  sui  Secretarli  Neapoli:  et  deliberauit  discessum  suum. 
Datus  fuit  ei  padius  quidam  aquilanus  nomine  Jacobus  nepos  Comitis  montorij^ 


59  M.**  ecce  LxxxT.'  r  luglio 

Die  vij.  eiusdem.  Ibidem. 

Hora  X  surrexit  et  audita  missa  multa  expediuit  cum  suo  Secretano.  De- 
cUt  audientiam  legatis  aquilanis:  vidit  complures  equos  quos  militibus  suis 
douauit  et  dato  bapno  discessionis  hora  tarda  comedit. 

Die  viij.  Julij. 

Partio  lo  I.  S.Duca  et  lo  Regio  Campo  da  la  Abbatia  de  Sancto  Cbimento 
con  lo  ordine  suo  et  andò  ad  alloggiare  a  la  Abbatia  de  sancto  Spirito.  Ibi 
auditìs  vesperìs  comedit  et  audito  Completorio  et  expeditis  multis  negociis  le- 
ctulum  petìit  hora  iiij.  noctis:  et  precedenti  nocte  hora  \j.  furono  impesi  dui 
famigli  de  Cortesani  de  dieto  I.  S.  perche  se  trouaro  a  la  morte  de  vno  fami- 
glio de  vno  seruitore  et  familiare  del  I.  S.  Principe. 

\ 

Die  viiij.  eiusdem.  In  Sulmona. 

r 

Sua  I.  S.  et  lo  campo  partio  da  la  Abbatiia  de  sancto  spirito  cum  ordine 
solito  et  con  Ijb  squatre  in  babtaglia  passoro  per  populi  et  per  Sulmona  che 
Hiai  fa,  uìsta  più  bella  brigata.  Ando  ad  alloggiare  lo  dicto  Campo  a  la  forca 
de  palma.  Et  lo  prefato  I.  S.  venne  ad  alloggiare  a  Sulmona  cum  tucta  sua 
casa  et  hora  xxiij.  arriuo  lo  I.  S.  Principe  in  vara  che  stana  indisposto  et  ^^ 
restato  a  thoche.  I.  Dominus  Dux  visitauit  iUum  hora  prima  noctis.  Et  quella 
sera  a  lo  prefato  I.  S.  fu  facto  uno  dignissimo  presente  da  li  Sulmonesi. 

Die  X.  eiusdem.  Ibidem. 

Hora  viiij.  surrexit  et  audita  missa  )s\  Sancto  Dominico  et  sumpto  pran- 
dio dormivit:  posteaque  e  lectulo  surrexit:  équitauit  per  totam  Sulmonem  et 
eenam  fecit  in  ortulo  thesaurarij  :  postea  uisis  equis  suis  Principem  eius  prì*^ 
mogenitum  visitauit. 


LUGUO  M.®  ecce  Lxzxv.^  60 

Die  xj.  Julij.  In  Sulmone. 

Surrexit  bora  vij.*  et  audita  missa  andò  a  caccia  de  pernice  et  comando 
al  suo  Compratore  che  facesse  elemosina  a  lì  frati  de  sancto  francesco  obser- 
uanti  a  sancto  Nicolo.  Quello  fece  portare  loro  due  barili  de  vino  4  presntti 
dui  castrati  et  certi  sachi  de  pane  et  dece  ducati  de  oro.  Res  mirabilis  dictu: 
sed  quod  miram  semper  pietatem  dilexerat.  Eodem  die  lU.'^*"  Princeps  redu- 
ctus  fuit  in  pristinam  valitudinem. 

Die  xij.  eiusdem.  Ibidem. 

Audita  sua  solita  missa  decte  audientia  gratissima  ad  ?no  jentile  homo 
neapolitano  che  veniua  de  francia:  et  andò  a  caccia  quella  sera  ad  bore  ixj. 

Die  xiij.  eiusdem.  Ibidem. 
Duodecima  bora  surrexit  et  audita  missa  multa  expediuit  negocia. 

Die  xiiij.  eiusdem.  Ibidem. 

Promiserat  se  cenaturum  apudDominum  franciscum  de  sanguino.  Et  ita  fa- 
ctum est.  Expaccio  molte  facciende  et  equitauit  bora  xx.  et  andò  a  bugnara  et  ibi 
cenam  sumpsit  Ulo  sero.  Et  fu  accarezato  multo  dal  prefato  messer  francesco. 

Die  XV.  eiusdem.  Ibidem. 

Facto  primo  lo  mandato  suo  solito  more:  che  ogni  venardi  da  acqua  a 
mano  a  xij.  poueri  et  basate  loro  mano  dona  vno  carlino  per  vno:  partio  de 
Sulmona  :  passo  per  lo  regio  campo  et  venne  ad  alloggiare  a  lo  peschio  Co- 
stanzo. Et  per  certo  cpmore  era  sequito  in  lo  regio  Campo  da  h  Saccomanni 
per  certi  castrati  furati  ne  fu  pigliato  et  impeso  vno  vicino  a  Sulmona  cum  la 
pelle  et  falcetta  a  collo  perche  hauea  gridato  falcetta.  Et  lo  I.  S.  Principe  re- 
sto in  Suhnona. 


6l  M.^  ecce  LXXXT.^  LUGUO 

Die  xvj.  Julij.  In  lo  peschio. 

Surrexit  bora  xij.  et  audita  mìssa  expediuit  multa  et  equitauit  ad  Regia 
Castra  et  vidit  et  donauit  plures  eqùos  Militibus  suìs. 

Die  xvij.  eiusdem.  Ibidem. 

Ante  lucem  surrexit  et  equitauit  in  campum  :  ibi  comedit  et  vide  tucta  la 
gente  de  arme  et  ordino  cbe  facesse  la  monstra. 

Die  xviij.  eiusdem.  Ibidem. 

Fu  a  caualio  a  bona  bora  et  ritomo  in  campo  et  fece  expedire  la  mon- 
stra  et  dare  ordine  per  possere  andare  a  le  stanze.  Et  mai  se  perdeva  una 
bora  de  tempo  cum  summa  eius  diligentia  et  cura. 

• 

Die  xviiij.  eiusdem.  Ibidem. 

Fece  partire  sua  casa  et  caualli  per  napoli  et  sua  I.  S.  resto  in  lo  pescliio 
per  dui  jomi.  Expectava  lo  Signor  Duca  de  malfl  cbe  douea  ritornare  da 
1  aquila.  Eo  die  uidit  equos  suos  et  expaccio  molte  altre  cose  necessarie  per 
la  sua  partita  :  cbe  già  se  parlava  de  c^rta  rebeilione  del  Signor  Principe  de 
salemo  del  Signor  Principe  de  altamura  del  Signor  Principe  de  bisignano  et 
del  Duca  de  Venosa  et  del  gran  Siniscbalco  cbe  non  rendeuano  più  obbe-* 
dientia  al  Signor  Re. 

Die  XX.  Julij.  In  lo  peschio. 

Ritomo  lo  Signor  Duca  de  Malfl  et  trouando  le  cose  de  1  aquila  bene 
disposte  lo  I.  S.  Duca,  delibero  partire  de  subito  per  molte  none  que  bue  il- 
lue  volabant  de  nouitate  regni:  per  prouedere  al  necessario  et  in  ciò  non  dor- 
mina  ymmo  omnia  diligenter  curabat. 


LUGUO  M.^  cooc  Lxxxv.^  62 

Die  xxj.  eiusdem.  Ibidem. 

Delìbero  sua  I.  S.  restare  in  lo  peschio  quello  jomo  et  parlare  cum  Duce 
Malfitano  et  expedire  omnia  et  die  sequentì  iliinc  discedcm  NeapoUm  versus* 

Die  xxij.  eiusdem.  In  lo  fornello. 

Partio  sua  I.  S.  dal  peschio  et  in  itinere  tucti  capi  de  squatre  et  alQ  pri- 
mates  militum  lo  vennero  a  trouare:  cum  quelli  fece  confabutetione  et  vna 
tale  sermocinatione  in  confortarli  alla  sollicitudine  et  al  misterio  de  la  guerra 
cum  efficacissime  rationi  offerendo  loro  sua  robba  regno  et  propria  persona 
et  cum  tanto  bone  modo  che  induxe  tucto  homo  ad  lacrimare  :  et  vna  voce 
risposero  che  haueano  deliberato  disponere  per  seruitio  de  sua  I.  S.  la  robba 
loro  figlioli  et  la  propria  vita:  et  tochato  la  mano  a  tucti  tandem  equitauit  ver* 
so  fornello  doue  quella  sera  alloggio  :  et  a  castello  de  sanguino  fece  collatio- 
ne  et  aliquantulum  recepit  animum  oh  magnum  estum.  Et  semper  per  via 
expacciaua  facciende. 

Die  xxiij.  Julij.  A  Bayrano. 
Bona  bora  et  audita  missa  equitauit  et  venne  ad  alloggiare  a  Bayrano. 

Die  xxiiij.  eiusdem.  In  ad  versa. 

Partio  a  bonissima  bora  caualco  et  arriuando  a  Capua  trono  li  lo.Signor 
Re  lo  quale  douea  partire  per  aduersa:  fu  cum  sua  Maestà  parlando  de  molte 
cose  et  quella  sera  cum  quella  alloggio  in  adversa. 

Die  XXV.  eiusdem.  In  napoli. 

Quello  jomo  lo  Signor  Re  restaua  in  aduersa  che  era  Domwica  et  se 
faceua  Giostra  et  sua  I.  S.  douea  restare  cum  sua  Maestà.  Tandem  bona  causa 
et  anchora  che  la  I.  S.  Duchessa  de  milano  stana  cum  febre  in  napoli  statuit 


63  M.**  ecce  Lxxxv.*  luooo 

discedere.  Et  bora  xiij  arriuo  in  napoli  doue  de  la  sua  ritornata  fu  facta  gran 
festa.  Eodem  die  non  dormiuit  ymmo  fece  molte  facciende  eo  maxime  quod 
publice  ferebatur  cbe  li  prefati  baroni  se  la  intendeuano  cum  Papa  Innocen- 
tio.  Et  quia  erat  res  maxima  et  maximarum  nouitatum  attendeua  cum  suo 
sagace  ingenio  al  necessario  del  suo  reame. 

•Die  xxvj.  eiusdem.  In  napolj. 

Erampente  luce  audiuit  suam  solitam  missam  et  fece  collatione  cum  lo 
1.  et  R.""^  Cardinale  de  ragona  suo  Germano.  Et  in  sero  lo  prefato  Cardinale 
conuito  lo  Signpr  Re  et  sua  I.  S.  et  lo  paggio  del  Signor  Re  de  vngaria  che 
hauea  portata  la  nona  de  la  rocta  hauea  facta  a  lo  Imperatore. 

Die  xxvij.  Julij.  In  napolj. 

Surrexit  bora  xij  et  audita  missa  expediuit  multa  et  fece  collatione  in 
lo  suo  jardino  et  caualco  in  castello  nono  al  Signor  Re:  bora  xxij.  se  trono  a 

la  Giostra  del  fosso. 

/ 

Die  xxviij.  In  napolj. 

Hora  nona  bebbe  sua  I.  S.  dolore  de  fiancbo  :  adbibitis  medicis  se  fece- 
Do  più  de  L  remedi  :  tandem  conualuit.  Quello  jomo  lo  Signor  Re  era  fora  : 
audito  boc  redijt  festinanter  et  scaualco  in  castello  de  capoana  et  visito  sua 
Signoria.  La  Signora  Reyna  ad  bore  xxj.  venne  a  visitare  sual.  S.  Idem  fecit 
Reu.""*  et  Di."**  Cardinalis  de  àragonia  et  totus  mundus  conuolabat. 

/    Die  xxviiij.  eiusdem:  In  napolj. 

Rene  se  babuit  et  conualuerat  et  equitauit  in  castellum  nouum  ad  Re- 
gem.  Tota  die  fuit  in  negociis  et  die  penultimo  caualco  a  la  sua  maxaria  et 
ibi  collationauit. 


i 

\ 


LUOUO 


M.®  ecce  Lxxxv.^ 


64 


lOOGTO 


Die  vltimo  Julij.  In  napoli. 

Ante  lucem  surrexìt  et  audita  missa  caualco  in  castello  et  accompagno 
Io  Signor  Re  cbe  andò  quello  jomo  a  capaa.  Reuersus  eodem  die  comedit  et 
aliquantulum  dormiuit. 

Die  primo  Augusti.  In  napolj. 

Fa  mandato  lo  bampno  per  la  fatura  Giostra  reale  che  se  doaea  fare  a 
la  Sellarla  die  vq  seguenti  :  et  tenea  tauola  Ranerì  de  lagni  et  Ranerì  Gualan- 
di. Et  eo  sero  ceno  a  sancto  petro  martire  con  lo  Cardinale  prefato. 

Die  ij.  Augusti  in  Napolj. 

Audita  missa  andò  in  castello  nono  et  tenne  audientìa  et  per  totum  diem 
stecte  in  facciende  per  la  nouita  successa  ut  supra  in  regno. 

Die  iij.  eiusdem.  In  napolj. 

-  Bona  bora  et  audita  missa  caualco  a  la  sua  massaria  la  quale  nouiter 
bauea  comprato  ad  ogliuolo:  ibi  coUationauit.  Reuersus  in  castellum  nouum 
multa  expediuit  negocia.  Et  eodem  redierat  Ciccbella  qui  paulo  ante  missus 
fuerat  ad  Prìncìpem  Salernitanum  prò  bono  illius  principis. 

Die  iiij.  Augusti.  In  napolj. 

Per  totum  diem  fuit  in  castello  nono  cum  Rege  et  cogebatur  Gonsilium 
semper  prò  bono  comunj. 

Die  V.  augusti.  In  napolj. 

Hora  vii],  surrexit  et  illieo  conuolauit  ad  stabulum.  Ibi  expectabatur  Re- 
gia maiestas  ad  vedere  li  caualli  de  sua  I.  S.  Et  se  paro  lo  jardino  et  coquina 
se  dieta  maestà  hauesse  uolunta  fare  collatione.  Visiis  equis  dieta  maiestas  di- 
scessit  et  se  contulit  ad  venandum. 


65  M.®  ecce  Lxxxv.**  *  agosto 

Die  vj.  eiusdem. 

Gaualco  in  castello  et  vide  quelli  che  doueano  tenere  tauola  lo  di  se- 
quente  che  feceno  la  mostra,  niis  diehus  fa  in  napoli  passaggio  de  vna  grande 
moltitudine  de  grillj  ben  grossi  et  de  varij  colorì.  Del  che  ne  fu  facta  grande 
admìratione  et  multi  multa  dicebant. 

Die  vij.  Augusti.  In  napoli. 

Perche  sua  I.  S.  volea  giostrare  bona  bora  surrexit  et  fece  prouedere 
dal  suo  Cameriere  de  arme  a  tucte  cose  necessarie.  Et  quella  sera  giostro 

tanto  egregiamente  che  a  sua  I.  S.  fu  dato  lo  premio.  Ranerj  de  lagni  et  Ra- 
neij  gualando  soi  cortesani  tennero  tauola  9  ben  xxx  giostratori:  se  porterò 
bene.  Lo  I.  S.  pago  loro  tucta  expesa  necessaria. 

Die  vìij.  eiusdem.  In  napolj. 

Per  illum  diem  nihil  aliud  fecit  quod  negocia  expedire  cum  Regia  Ma- 
iestate.  Die  sequenti  idem  fecit  et  comedit  in  monte  oliuarum  cum  iUis  re-       ' 
ligiosis. 

Die  X.  eiusdem.  In  napolj. 

Àudita  missa  coUationauit  et  quam  prìmum  equitauit  in  Castellum  no- 
uum  et  per  totum  diem  fuit  cum  Rege:  ilio  sero  cenauit  apùd  Cardinalem 
Germanum  eius. 

Die  xj.  eiusdem.  In  napolj. 

Equitauit  summa  luce  in  casteUum  et  mando  lo  Pontano  suo  Secretarlo 
ad  illos  Dominos  qui  reuocauerant  se  a  seruitio  Regio  ut  supra  dictum  est. 
Et  die  sequenti  nihil  aliud  fecit  quam  negocia.  Idem  fecit  die  xiij  eiusdem. 
Semper  in  negociis  versabatur.  In  castello  nono  uel  in  castèllo  capuano  non 

9 


AGOSTO  M.^  ecce  LXZZT.^  66 

terebat  tempus  sua  Illustrissima  Domìnatio  :  nilìil  aliud  querebat  bonus  Dux 
nisi  summam  pacem  cum  tote  regno  suo. 

Die  xiiij.  Augusti.  In  napolj. 

In  castellum  nouum  se  contulit  ad  negocia  peragenda:  quella  sera  se 
giostro  al  fosso:  sua  I.  S.  interfuit  et  se  trono  anchora  a  li  vespri  solempni 
cum  Rege  patre. 

Die  XV.  eiusdem.  In  napolj. 

Caualco  sua  I.  S.  in  castello  et  tucto  quello  jomo  se  decte  ad  deuotione 
Tdio  la  messa  solempne  in  castello  nono  cum  Regia  Maiestate.  Et  in  sero  se 
trono  a  li  vespri  solempni  in  lo  Carmino  vbi  Rex  et  Regina  conuwerant. 

Die  xyj.  Augusti.  In  napolj. 

Per  totum  diem  in  Consilio  et  semel  comedit  et  horam  ij  noctis  vt  più- 
rimum  vna  uolta  lo  jomo  mangiaua. 

Die  xvij.  eiusdem.  In  napolj. 

«  E  lectulo  surrexit  bora  xiij.  audita  missa  equitauit  in  castellum  et  ibi 

cum  Rege  patre  per  totum  diem  multa  expediuit.  Eodem  die  de  sero  fuere 
facta  luminaria  per  la  Victoria  hauea  bauto  lo  Signor  Re  de  vnigarìa  contro 
lo  Imperatore:  che  ce  fu  nona  bauea  presa  Vienna  magna  cipta:  et  tale  noua 
la  porto  lo  Paggio  del  prefato  Re  de  vngaria. 

Die  xviij.  eiusdem.  In  napolj. 

More  suo  solito  in  castellum  equitauit  et  bora  xxj .  a  la  Giostra  a  lo  fosso  do- 
ne  giostro  lo  I.  Don  ferrante  suo  frate.  Et  eo  die  gummo  mane  lo  S.  Re  la  Signora 
Regina  et  lo  I.  S.  Duca  andoro  a  la  annumptiata  con  tucto  lo  clero  a  proces* 
sione  ad  pedo  per  la  Victoria  del  Signor  Re  de  vngaria  contro  lo  Imperatore. 


67  M.^  ecce  Lxxxv.®    .  àgosio 

Die  xviiij.  Augusti.  In  napolj. 

Summo  mane  audita  mìssa  caualco  in  castello  a  tenere  audientia  et  de 
sero  a  caccia  de  stame. 

Die  XX.  eiusdem.  In  napolj. , 

Fuit  in  castello  ad  expedienda  negocia  suo  solito  more:  bora  xx  andò  a 
caccia  de  quaglie.  Et  quello  jorno  mangio  a  lo  palco. 

Die  xxj.  eiusdem.  In  napolj. 

Dormio  la  nocte  precedente  a  lo  suo  jardino  et  summo  mane  audita 
missa  andò  in  castello:  ibi  coUationauit  postea  se  trono  a  la  Giostra  reale  a 
lo  foàso  done  tenne  tauola  lo  I.  S.  Don  ferrante  de  aragonia:  egregie  se  porto 
lo  I.  S.  Duca.  Giostro  et  corse  quactro  lancio  et  tucte  le  fracasso  et  babuit 
premium  cbe  furono  due  canne  de  cbermusino  lo  quale  dono  al  signor  Ja- 
cobozo  de  alix.^  et  quella  sera  conuito  lo  paggio  de  vngaria  et  fecit  magnum 
et  lautum  conuiuium  in  quo  interfuit  Cardinalis  de  aragonia  et  lo  Signor  Conte 
de  conza  et  ni."^  Don  Ferdinandjis  supradictus.  Sumpta  cena  et  coliatione 
facta  sua  I.  S.  dono  al  dicto  Paggio  vna  catena  de  oro  de  cento  L^  ducati  et 
alia  pulcra  dona.  Idem  et  fecere  Rex  et  Regina:  hebbe  de  doni  solum  circa 
duomilia  ducati. 

Die  xxij.  eiusdem.  In  pezolo. 

In  castellum  ut  consuerat  bora  xx.  reuersus  in  castellum  Capuane  fece 
concludere  lo  matrimonio  fra  lo  figlio  cbe  fu  del  quondam  Macticello  et  la  fi- 
glia del  quondam  barone  de  la  Torella:  eo  facto  equitauit  et  accompagno  lo 
I.  et  R.*""^  Cardinale  de  ragona  suo  Germano  et  lo  paggio  de  Yngaria  a  pezolo 
cbe  da  li  andauano  a  roma:  et  percbe  lo  dicto  paggio  amalo  de  vna  certa  fé- 
bre  ritomo  a  napoli  a  sanare  et  fu  atteso  cum  omni  dlligentia.  Et  lo  prefato 


AGOSTO  M.*  ecce  Lxxx?.**  68 

I.  S.  Duca  dormio  quella  sera  con  lo  dicto  Cardinale  et  lo  di  seguente  ritomo 
in  napoli  a  bona  bora  et  tota  die  in  castello  fuit  ad  expedienda  necessaria 
regno  suo. 

Die  xxiij.  Augusti.  In  napolj. 

Venerat  ex  puteolis  et  in  castello  nono  moram  traxerat  ut  mos  erat  suus 
per  reliquum  diej. 

Die  xxiiij.  eiusdem.  In  napolj. 

Non  reliquit  castellum  eo  die:  quia  occurrit  quid  magni  ponderis  ex  no- 
miate successa  regno.  Reuersus  bora  ij.  noctis  ad  suam  aulam  fuit  in  Stabulo 
et  vidit  equos  suos  cum  cereis. 

Die  XXV.  eiusdem.  In  napolj. 

Discesserat  Rex  Capuam  versus  et  sua  I.  S.  domi  multa  expediuit.  Et 
comedit  ad  Stabulum  et  uidit  equos.  Certe  tantus  Princeps  unquam  uigilabat 
incassum. 

Die  xxvj.  eiusdem.  In  napolj. 

Non  multa  negocia  venere  iUi  pre  manibus:  idcirco  recepit  aliquantulum 
animum.  Comedit  in  jardino  suo  et  ibi  quietauit  ea  nocte. 


^  • 


Die  xxvij.  eiusdem.  In  napolj. 

Equitauit  in  castellum  eo  die  et  quia  Pontanus  redierat  ab  illis  Dominis 
regi  contrariis  non  triuit  tempus  eo  die. 

Die  xxviij.  xxviiij  et  xxx°  Augusti.  In  napolj. 

Equitauit  vno  quoque  die  in  castellum.  Semper  vsatus  est  circa  negocia 
regni.  Et  bora  xxij.  se  trouaua  a  la  Giostra  a  lo  fosso. 


^9  M."*  ecce  Lxxxv.*  r  agosto 

Die  vi  timo  Augusti.  In  napolj. 

Bona  bora  surrexit:  missa  audita  caualco  ad  tenere  audientia  et  comedit 
60  die  a  lo  palco. 

Die  primt)  Septembris.  In  napolj.  septembre 

In  Castellum  conuolauit  et  expeditis  negociis  oportunis  caualco  con  lo 
Signor  Re  et  cum  la  Infante  et  accompagnerò  Madamma  ysabella  la  figliola 
del  I.  Duca  de  ferrara  sua  Nepote  che  partiua  de  napoli  per  ferrara. 

Die  ij.  eiusdem.  In  napolj. 

Hora  X.  caualco  in  castello  suo  solito  more  et  mangio  a  lo  palco  quello 
jomo  per  trouai*se  più  vicino  al  Signor  Re  occupato  in  varie  facciende. 

Die  iij.  eiusdem.  In  napolj. 

t)ominatio  sua  Illustrissima  fessa  circa  plura  expedita  et  expedienda  : 
semper  nam  vigilans  reperiebatur:  recreandi  animi  gratia  andò  a  mangiare 
a  monte  oliueto  con  quelli  deuotissimi  religiosi. 

Die  iiij.  Semptembris.  In  napolj. 

Àudita  missa  equitauit  in  castellum  et  mando  a  conuitare  li  imbasciatori 
de  milano  de  fiorentini  et  de  ferrara  per  quella  sera  ad  cena  cum  sua  I.  S.  et 
demoro  con  lo  Signor  Re  fino  ad  xxi  hora.  Reuersus  est  et  a  lo  j  ardine  era 
stato  parato  lo  conuiuio  per  vedere  che  recapito  ce  era  dato:  perche  sempre 
sua  I.  S.  recercaua  lo  bonore  in  tucte  le  cose  post  positis  omnibus.  Venere 
legati  bora  xxij  et  fureno  collocati  in  tauola  cum  tanto  silentio  et  ordine  et 
tam  abbundantissimo  fu  lo  prefato  conuiuio  che  tucti  resterò  admirati.  Sum- 
pta  cena  fu  facta  vna  collatione  de  ogni  generatione  de  fructi  facto  de  zucha- 
ro.  Et  domum  suam  petìere  ouantes  ob  uisum  tam  lautum  conuiuium.  Et  eo 


SBnPTEMBB£  M.^  CCCC  LXZXY.^  70 

sero  sua  I.  S.  delibero  canalcare  in  abruzo  et  vscire  in  campo  con  la  gente 
de  arme. 

Die  V.  Septembris.  In  napolj- 

Tenne  audientia  quello  jomo  sua  I.  S.  et  fureno  expedite  multe  cause  et 
contenti  et  satisfacti  a  molti  pouerì  homini  che  viueuano  desperatì  non  tro- 
uandò  justìcia.  Sua  L  S.  non  attendeua  ad  altro  che  a  satisfare  a  tucto  homo 
justicia  media. 

Die  vj.  eiusdem.  In  napolj. 

Steterat  in  castello  per  totum  diem:  et  eiipeditis  negocijs  redijtetdenocte 
cibum  accepit. 

Die  v!J.  eiusdem.  In  napolj. 

Ante  lucem  surrexit  et  audita  missa  castellum  nouum  petijt  et  andò  a  la 
maddalena  con  lo  Signor  Re  ad  vedere  cauaUj  et  ad  eleggerne  per  darli  a  la 
gente  de  arme:  ad  aliud  non  vigilabat. 

Die  viij.  et  viiij.  Septembris.  In  napolj. 

Sua  I.  S.  sempre  se  trono  in  castello  cum  summa  cura  ad  expacciare 
lettere  gente  de  arme  et  multe  altre  cose  necessarie  ad  sua  partita  per  abruzo. 

Die  X.  Septembris.  In  capua. 

Summo  mane  surrexit  e  lectulo  et  audita  missa  equitauit  in  castellum  et 
a  xxiij.  bore  accompagno  lo  signor  Re  a  capua  che  partio  de  napoli  per  pu- 
glia:  che  uolea  essere  con  quelli  Signori  et  baroni  reuocati  dal  suo  seruitio 
et  per  la  sua  somma  bontà  sempre  cercaua  vnione  et  pace  cum  tucti.  Et  mando 
lo  magnifico  Jacobo  pappacoda,  versus  aquilam  cum  militibus  et  peditibus. 


71  M.**  ecce  LXXX?.*  SBPTEMBEB 

Die  xj.  Septembris.  In  Napolj. 

Trouandose  in  napolj  che  era  venuto  lo  di  ad  bore  xx.  delìbero  lo  di  se- 
quente  caualcara  a  capua  ante  lucem  et  essere  con  lo  Signor  Re  et  ita  factum 
est.  Se  trouo  cum  sua  maestà  et  parlato  cum  quella  :  la  quale  partio  per  se- 
guire suo  viaggio  in  puglia:  sua  I.  S.  dormio  in  capua  aliquantulum  et  bora 
iam  tarda  equitauit  et  venne  in  aduersa  et  quella  sera  ceno  cum  la  Signora 
Regina  che  quello  jomo  era  partita  de  napolj  per  Abruzo  :  che  furono  li  xij. 
del  dicto  mese. 

Die  xiij.  eiusdera.  In  napolj. 

Ritomo  quello  jomo  de  aduersa  bora  xviij.  et  quam  primum  comedit  et 
sumpto  prandio  conuolauit  ad  negocia  expedienda.  Facea  expacciare  tucto 
homo  de  sua  casa  de  arme  et  denari  et  comandare  a  quelli  fusseno  in  ordine 
a  caualcare  quando  fusse  loro  comandato.. 

Die  xiiij.  Septembris.  In  napolj. 

Bona  bora  surrexit  et  missa  iam  perfecta  ad  stabulum  se  contulit  ad  dare 
caualli  a  tucti  de  sua  casa  et  cum  più  soUicitudìne  che  in  le  cose  apartenenti 
a  la  sua  persona  propria.  Quod  videbatur  quid  mirum.  Idem  fecit  die  xv.  per 
totum  fere  diem. 

Die  xvj.  eiusdem.  In  napolj. 

Attese  a  fare  dare  caualli  a  quelli  de  sua  casa  che  non  li  haueano  et 
fece  ponere  in  ordine  tucti  sol  Galuppi  de  caualli  arme  et  del  tucto  era  ne- 
cessarlo  :  param  equitauit  ilio  die  per  vrbem. 

Die  xvij.  eiusdem.  In  napolj. 
Sua  I.  S.  hauea  preso  dui  sciloppi  in  li  di  passati  perche  se  sentina  al- 


SETTEMBRE  M.®  CCCC  LxXXT."  72 

quanto  de  colera.  La  mactina  ad  bore  xij.  conuocatis  medicis  et  presentibus 
prese  la  medicina  de  la  quale  ne  recepte  grande  beneficio:  tamen  semper 
negocia  expediebat  vt  Ducem  prudentem  decet.  Et  mando  lo  magnifico  Ar* 
tuso  pappacoda  cum  peditibus  Aquila  versus. 

Die  xviij.  eiusdem. 

Audita  sua  solita  missa  posuit  se  ad  negocia  expedienda  cum  Magnifico 
Gicchella  eius  malori  Scriba.  Venne  sua  I.  S.  a  la  stalla  vidit  equos  et  fece 
prouedere  ad  selle  briglie  et  a  tucte  cose  necessarie  per  caualcare:  che  hauea 
deliberato  lo  di  sequente  partire.  Fu  tucto  quello  jomo  in  facciende  con  lo 
Signor  Conte  de  mathalona  et  Conte  de  mariliano  et  con  lo  suo  Secretano  et 
in  sero  aliquantulum  equitauit. 

Die  xviiij.  Septembris  1485.  In  napolj- 

Surrexit  e  lectulo  bora  xiiij  perche  quella  nocte  non  dormio  mai  :  ven-* 
ne  vno  cauallaro  cum  lettere  a  sua  I.  S.  dal  Signor  Re  importanti:  li  fu  ne- 
cessario leuarse  de  lo  lecto  ad  bore  v.  et  scrivere  fino  a  ^^ij.  postea  quieuit.  Au- 
dita sua  solita  missa  eo  die  comedit  semel  bora  xx.  Expediuit  multa  et  equi- 
tauit cum  Comite  mataloni:  reuersus  bora  prima  noctis  in  negociis  se  posuit. 

Die  XX-  eiusdem.  In  napolj. 

Vide  sol  caualli  imbardati  et  li  Galuppi  in  ordine  et  armati  et  caualco 
per  Ciuitatem  :  et  eo  die  multi  obsculati  sunt  eius  manus  et  pedes  ob  disces- 
sum  suum  quia  die  sequenti  erat  equitaturus  ad  reperienda  Regia  Castra 
versus  Aprutium.  ' 

Die  xxj.  eiusdem  in  Caserta. 

Fu  a  cauallo  sual.  S.  ad  bore  xvij.  Jam  discesserat  famìUa  eius  et  equi. 
Expeditis  primo  non  nullis  negociis  et  obsculata  I,  Ducissa  eius  vxore  et  ob- 


73  M.**  ecce  LxxxT.*  sbptembbb 

scplatìs  filijs  junse  a  la  sua  Gauallaritia  a  Caserta  satis  bona  bora:  vidde  sol 
corserj  :  bora  xxiij  ascese  a  la  badia  doue  quieto  queUa  nocte  et  ibi  cibiim 
sumpsit 

Die  xxij-  eiusdem  in  Thyano. 

Partito  da  Caserta  caualco  sua  L  S.  bora  xiij.  et  passo  per  capua  et  an- 
doro  in  centra  a  sua  S.  lo  Signor  Rossecto  et  multi  altri  Ciptadìni  et  da  quelli 
fu  accompagnato  fora  de  dieta  Cipta:  et  data  loro  licentia  andò  a  caruj  a  fare 
collatione  et  quella  sera  se  trono  in  tbyano  et  ceno  con  la  Signora  Regina  la 
quale  era  caualcata  da  fora  ad  certo  monasterio  ad  prandium:  et  sua  I.  S.  co- 
me fii  in  dieta  cipta  caualco  et  andò  a  trovare  dieta  Signora  Regina  :  et  facto 
a  quella  le  debite  reverentie  eo  sero  mansit  apud  illam  in  cena. 

Die  xxiij,  Septembris  a  le  Tabernole. 

Bona  bora  surrexit  et  equitauit  presa  primo  licentia  da  la  Signora  Re- 
gina et  andò  ad  alloggiare  a  le  tauemole  de  Vayerano:  doue  demoro  parecbi 
jomi  et  mando  bomini  de  arme  et  fanti  per  li  confini  de  la  ecclesia  che  se 
tenea  ebe  papa  Innocentio  era  inimico  de  la  R.  Maestate.  Mando  certi  bomini 
per  spie  per  intendere  quel  se  facea  et  dicea  et  a  roma  et  in  altre  partì.  Non 
perdea  mai  tempo  sua  I.  S.  semper  vigilabat  et  prouidebat  ad  omnia  neces- 
saria: più  facciende  facea  de  nocte  ebe  de  jomo  et  perebe  le  cose  importa- 
nano  assai  pero  ce  stana  sua  I.  S.  vigilante.  Vnoquoque  die  videbat  equos  suos. 

Die  uvj.  eiusdem  firmabat  cum  Bisbale  omnino  pacem  futuram  cum 
Rege  et  Prineipibus  et  super  boc  depositum  fuit  certum  quid.  Et  ea  nocte 
semper  fuit  in  negocììs. 

Eo  die  Àquilanj  interfecerunt  bomines  regios  bora  xviij.  armata  manu. 

Die  xxvij.  statuerat  omnino  discedere  cum  toto  exereitu  regio  Sulmonem 

uersus  bora  v.  noctis:  venere  littore  ab  Di."''  Principe  Gapue  eius  primogenito 

cum  none  ebe  li  Àquilanj  baueano  facto  nouita  et  leuatose  a  remore  et  ama- 
lo 


1 

i 


SEFTEMBBB  M.^  CCCC  LxXX?.®  74 

zato  lo  Signor  Marco  antonio  cicinello  et  Bianchino  Conestabile  cum  certi  al- 
tri et  posto  in  fuga  tucti  li  fanti  del  Signor  Re  che  erano  fino  in  ecce.®  Et  cosi 
muta  suo  proposito  et  die  seguenti  ctie  fureno  li  xxviij  de  septembre  audita 
missa  caualco  a  presenzano  et  fece  certi  fanti  et  guide  :  et  post  paulo  caualco 
cum  tucti  quelli  de  sua  casa  con  corpo  de  coraza  et  cum  certi  homini  de  ar- 
me et  soi  caluppi  et  altri  caualli  leggeri  et  fanti  et  andò  a  Mignano  a  prone- 
dere  li  alloggiamenti  per  lo  campo  bisognando  andare  ad  alloggiare  in  quel 
loco  per  trouarse  a  le  frontere  de  li  inimici  che  aUoggiauano  a  Ponte  Conio 
et  circum  circa.  Visti  li  alloggiamenti  ritomo  ad  bore  xx.  et  assumpsit  pran- 
dium  che  digiunaua  sua  Signoria  quel  jomo  et  guardaua  la  vigilia  de  sancto 
Angelo  come  e  suo  solito  costume  per  lo  Armìnio.  Sumpto  prandio  et  auditis 
et  celebratis  solempniter  vesperis  iam  nox  advenerat  et  eo  die  bona  bora  lec- 
tulum  petiit.  In  tale  nouita  de  1  aquila  ce  fu  morto  lo  Magnifico  Jacobo  pap- 
pacoda. 

Die  xxviiij.  Septembris-  Ibidem. 

Surrexit  bora  xij.  et  audita  missa  solempniter  celebrata  vidit  equos  suos 
et  sumpto  prandio  aliquantulum  dormiuit:  et  quello  jomo  quieto  sempre 
stando  in  diuinis  vesperis  ob  deuotionem  Sanctissimi  Micbaelis  Arcbangeli. 
Expediuit  non  nulla  negocia. 

Die  vltimo  Septembris.  Ibidem. 

Orto  iam  Sole  e  lectulo  surrexit  et  fece  celebrare  la  missa  solempne  de 
morti  per  le  anime  de  li  confratrì  de  la  impresa  defuncti  et  quella  audita  equi- 
tauit  et  fece  coUatione  :  et  eo  die  semper  fuit  in  negocìis  perche  li  venne  vno 
cauallaro  de  1  aquila  mandato  da  la  camera  de  dieta  Gipta  excusandose  de  la 
nouita  successa  attribuendo  la  colpa  a  li  soldati  del  Signor  Re  et  ea  fuit  fri- 
uola  excusatio:  et  fu  facta  dieta  nouita  die  xxvj  septembris  bora  xviij. 


75  M.**  ecce  LxxxY.**  octobhb 

Die  primo  Octobris  1485.  Ibidem. 

Àudita  saa  solita  missa  expedioit  multa  et  comedit  bora  tarda  quia  sole- 
bat  eo  die  Sabbati  semper  jeiunare.  Yeunero  lettere  dal  Signor  Re  quod  omni- 
no  li  Baroni  de  lo  reame  se  reconciliauano  con  sua  maestà  et  che  seguirla 
pace. 

Die  ij.  Octobris.  Ibidem. 

Orto  iam  sole  surrexit  et  audita  missa  prandium  sumpsit  et  eo  die  multa 
negocia  expediuit.  Et  Tenne  lo  Magnifico  Artuso  pappacoda  da  1  aquila  lo.  ^ 
quale  stana  la  con  li  fanti  del  Signor  Re  in  gouemo  loro.  Scampato  cum  sua 
grande  industria  da  la  successa  nouita  et  dal  furore  de  quello  popolo  et  perse 
tucte  sue  facultati  le  quali  li  furono  depredate  da  tal  popolo  :  baso  la  mano  al 
I.  S.  Duca  et  chiamato  in  conclaui  da  sua  I.  S.  narro  tucta  la  successa  nouita 
et  la  morte  de  Jacobello  suo  Germano  con  le  lacrime  a  li  ochij  :  et  bis  auditis 
lo  I.  S.  non  possecte  nullo  pacto  detenere  le  lacrime  ex  sua  bonitate  et  per- 
che diete  Jacobello  ^ra  stato  suo  creato  già  anni  xxj.  diligebat  illum  summo 
affectu.  Et  donata  Ucentia  ad  Artuso  che  se  riposasse  vidit  equos  suos  et  bora 
iam  tarda  lectulum  petqt. 

Die  iij.  octobris.  Ibidem. 

Orto  iam  sole  et  audita  missa  posuit  se  ad  negocia  expedienda.  Et  fece 
chiamare  ad  se  Artuso  pappacoda  et  cum  suauissime  parole  lo  conforto  ad 
patientia  de  lo  perso  firate  et  de  la  sua  amissa  robba  caualli  et  arme.  Et  illieo 
li  fece  donare  ducati  Lx  et  tre  boni  cauallj  et  seta  per  lo  jubbone  et  joraera: 
panno  per  cappa  et  tabbano  :  barde  et  armatura  dicendoli  che  per  li  mali 
temporali  haUesse  patientia  et  con  lo  tempo  sua  I.  S.  se  ingegneria  ricordarse 
de  li  seruitii  et  lo  satisfarla  in  parte.  Lo  diete  Artuso  presa  Ucentia  da  sua  Si- 
gnoria caualco  per  napoli  si  per  ponerse  in  ordine  si  etiam  per  recreare  suo 


OCIOBBB  M.®  ecce  LXXXY.^  76 

patre  et  sua  matre  che  stauano  in  pianeti  per  la  successa  morte  del  sopra 
dicto  Jacobello  loro  primogenito  :  cuius  casus  flendus  est  non  propter  eum 
qui  hoc  carcere  exutus  meliorem  vitam  sortitus  est:  sed  propter  suos  qui  tan- 
tum lumen  amisere.  Sperabant  omnes  iUum  fiitunim  colùmpnam  sue  domus. 
Reliquum  diem  posuit  in  negociis. 

Die  iiij,  octobris.  Ibidem. 

Àudita  missa  et  sumpto  prandio  aliquantum  collationauere  primates  eius 
et  curiales.  Vennero  lettere  dal  I,  S.  Principe  et  dal  Signor  Re  hora  quasi  tarda 
attese  ad  spacciare  facciende.  Et  eo  die  arriuo  nona  de  la  conclusa  pace  JEra 
lo  Signor  Re  et  li  Baronj  de  lo  reame,  niico  sua  I.  S.  fece  spacciare  caualli 
per  tucto  Abruzo  et  circum  circa  significando  la  bona  nona  de  la  pace  et  tu- 
cto  homo  ne  facesse  festa  et  furono  facto  luminaria  ab  omnibus. 

Die  V.  octobris.  Ibidem. 

E  lectulo  surrexit  hora  xiiij.  et  audita  mìssa  aliquantulum  deambulauit: 
comphires  littore  ad  eum  conuolarunt  et  eipeditis  negocìis  pluribus  comedit 
semel  eo  die  hora  iam  tarda.  Eo  die  venit  e  neapoli  Àntonellus  picciolus  eius 
camerarius  et  CamiUus  qui  remanserant  ibi  egrotantes. 

Die  vj.  eiusdem.  Ibidem. 

Hora  xiij.  vennero  a  le  tauemole  duj  religiosi  del  ordine  de  sancto  fran- 
cisco  obseruantini  mandati  Imbasciatori  da  li  Aquilani  al  I.  S.  Duca:  che  an- 
cora dubitauano  mandare  loro  Giptadini.  Quelli  hebbero  grata  audientia  et 
dal  dicto  I.  S.  furono  uisti  volenteri  et  accarezati  assaj.  Et  expeditì  sua  I.  S. 
li  mando  ai  Signor  Re  et  lo  magnifico  Jacobozo  de  alei.^  li  condusse  per  or- 
dinatione  de  dicto  Signore.  Multa  expediuit  eo  die.  Ceterum  diei  posuit  in 
vedere  soi  corseri. 


\    ' 


77  M.®  ecce  Lxxx?.®  octobbb 

Die  vij.  eiusdem.  Ibidem. 

Àudita  missa  fait  in  prandio  et  quam  primum  conuolauit  ad  negocia: 
equitauit  ut  mos  suus  erat  vno  quoque  die:  et  quod  miram  est  de  continuo 
facea  caualcare  suoi  paggij  et  quelli  facea  dare  a  lo  studio  de  le  lettere  come 
amatore  de  quelle.  Tenea  loro  lo  mastro  de  scbermire  et  in  eiercitio  bono  et 
comendabile  sempre  se  trouauano  tucti  de  soa  casa.  Et  de  ciò  sua  L  S.  ne 
era  multo  laudata  da  tucti  li  homini  del  mondo. 

Die  viij.  octobris.  Ibidem. 

Hora  xìij.  surrexit  et  quam  primum  ad  negocia  se  contulit.  Et  postea 
audita  missa  vidit  suos  equos  et  habuit  literas  regias.  Illis  lectis  et  expeditis 
equitauit.  Reuersus  hora  xxiiij.  comedit  :  jejunare  nam  die  ilio  Sabbati  mos 
suus  erat. 

Die  viiij.  octobris.  Ibidem. 

Eo  die  nihil  aliud  fecit  nisi  uidere  equos  suos  et  expedire  negocia  com- 
plura. 

Die  X.  eiusdem.  Ibidem. 

Semel  eo  die  comedit  quia  plura  negocia  expediuit  et  vidit  equos  suos. 
Et  statuerat  die  sequenti  equitare  Sanctum  Jermanum  versus  cum  alchuni 
homini  de  arme  et  mando  quella  sera  innanzi  cento  L.^^  prouisonati. 

Die  xj.  octobris.  Ibidem. 

Hora  viiij.  hebbe  lettere  del  I.  S.  Principe  de  capua  come  li  inimici  che 
erano  gente  del  paj^a  haueano  preso  ciuita  reale  et  molestauano  la  monta- 
gna. Delìbero  non  caualcare  ma  ordinare  partire  lo  di  sequente  per  Abruzo 
con  lo  campo  et  lassare  lo  Signor  Conte  de  Venafri  cum  vj.  squatre  in  guar- 


OCTOBRB  M.**  ecce  LxXXV."  78 

dia  de  sangermano  et  del  paese.  Et  cosi  lassaua  Io  Signor  Rossecto  et  ad 
ogni  cosa  ben  prouisto  Io  di  seguente  fece  comandare  a  sua  casa  fosse  in 
ordine  per  andare  ad  alloggiare  al  fornello:  Io  campo  de  la  del  vulturro. 

Die  xij,  octobris.  Ibidem. 

Non  discessit  eo  die  perche  delibero  dare  denari  a  li  soldati  accioche 
potessero  più  facilmente  partire:  et  fece  dare  a  quelli  denari  et  tucto  homo  se 
pose  in  ordine  per  partire  Io  dì  seguente. 

Die  xiij.  octobris.  In  lo  fornello. 

À  bona  bora  sua  I.  S.  fu  in  pede  et  audita  missa  a  cauallo  ad  ordinare 
le  squatre  et  che  tucto  homo  partisse:  sua  casa  et  caualli  fece  adulare  innanzi 
et  resto  alquanto:  che  expectaua  lo  Signor  Conte  de  venaM  che  douea  yenire 
in  gouemo  de  le  sei  squatre  restauano  per  sangermano.  Venuto  lo  dicto  Conte 
che  venne  cum  xxx.  balesterj  et  vna  bòna  squatra  bene  in  ordine  partio  sua  L 
S.  et  venne  ad  alloggiare  al  fornello  et  ibi  habuit  nouum  de  pace  iterum. 

Die  xiiij.  octobris.  In  Castello  de  sanguino. 

Partio  sua  I.  S.  bora  xiiij.  discessis  omnibus  et  venne  ad  alloggiare  in 
Io  castello  de  sanguino  :  doue  fu  bene  alloggiato.  Et  die  sequenti  demoro 
loco  per  fare  riposare  sua  gente  de  arme  et  cauallj. 

Die  xvj.  octobris.  In  lo  peschio  Costanzo. 

Partio  sua  I.  S.  da  castello  orto  iam  sole  audita  missa  et  sumpto  pran- 
dio: et  venne  ad  alloggiare  a  lo  Peschio  quella  sera  a  bona  bora. 

Die  xvij.  eiusdem.  In  Sermona. 

Da  lo  peschio  partio  ad  bore  xv.  audita  sua  solita  missa  ed  alloggio 
quella  sera  in  surmona  :  doue  fu  recolto  de  bona  uoglia  et  uisto  volenteri. 


79  M.®  ecce  Lxxx?.*>  ocroBBE 

Die  xviij,  eiusdem.  in  Sermona. 

Quella  Qocte  precedente  mai  non  riposo  sua  I.  S.  Venere  littere  regie. 
Expaccio  molte  facciende  et  arriuo  lo  magnifico  Messer  Andrea  de  gennaro 
de  campo  de  lo  I.  S.  Principe  de  capua  con  lo  quale  sua  I.  S.  parlo  et  lo  ex- 
pedio  et  mando  quello  al  Conte  de  populo  per  facciende  necessarie  :  et  quella 
sera  ritomo  ad  uotum  Principis.  Semel  eo  die  cibum  sumpsit  semper  in  con- 
silium  et  aliquantulum  equitauit  per  Sulmonem.  Reuersus  bora  xxiìij.  comedit. 

Die  xviiij.  eiusdem.  In  Sermona. 

Sperabat  alquantulum  quieti  membra  sua  dare  et  dormiebat:  erat  nam 
bora  xiij.  Le  campane  comincioro  a  sonare  ad  arma,  niustrissimus  Dux  quam 
primum  surrexit  e  lectulo  et  equitauit  extra  menia  cum  suis  omnibus  armata 
manu  equites  et  pedites  cum  ilio  :  tucta  sermona  andana  a  romore  et  tamen 
nihil  ftdt.  Reuersus  Dominus  eo  die'semel  comedit  et  coacto  Consilio  cum  ci- 
uibus  Sulmonensibus  quella  sera  leuo  le  imposte  gabelle:  de  la  remotione  de 
le  quali  ne  fu  facto  gran  festa  et  magna  luminaria.  Non  se  gridaua  per  la  ci- 
pta  se  non:  Duca  Duca.  Et  eo  sero  reuersus  fuerat  legatus  aquilanus  a  Rege: 
qui  erat  frater  ordinis  sancti  francìsci. 

Die  XX.  Octobris.  In  Sermona. 

Ando  sua  I.  S.  a  sancto  Nicolo  :  ibi  missam  audiuit  et  allocutus  illum  re- 
li^osum  qui  yenerat  a  Rege  missus  legatus  ab  Àquilanis  reuersus  est  do- 
mum:  et  eo  die  multa  expediuit  et  semel  comedit. 

Die  xxj.  octobris.  In  Sermona. 

Surrexit  orto  iam  sole  et  audita  sua  solita  missa  non  egressus  est  do- 
mum  ob  negocia  expediendo  et  tempus  erat  ad  pluuiam  eo  die:  comedit 
bora  xxj. 


} 


(XJrOBRS  M.^  ecce  Lxxx'^.^  80 

Die  xxij-  octobris.  In  Sermona, 

Congregatìs  ciuìbus  Sulmonensibus  consilium  fecit  et  conforto  et  per- 
suadecte  quelli  ad  essere  costanti  et  ad  resistere  a  li  inimici  benché  poche 
fosse  necessario  perche  trono  quelli  tucti  disposti  fino  a  la  morte  in  ponere 
la  robba  et  li  propri]  figlioli  in  seruitio  de  la  maestà  del  Signor  Re  don  fer- 
rando et  de  sua  I.  S.  Prouide  quello  jomo  a  molte  cose  a  dieta  Cipta  oporto- 
ne  et  vna  volta  cibum  accepit.  Eodem  die  hebbe  nona  dal  Signor  Re  come 
lo  I.  et  R.'"''  Cardinale  Don  Joannj  suo  Germano  erat  in  extremis.  Dolore  af- 
fectus  lacrimauit  et  non  audebat  tunc  loqui  nec  aliud  facere:  quam  primum 
tecepit  animum  tanquam  prudentissimus  Princeps  et  dixit  :  sciebam  illum 
natum  mortalem.  Solum  per  dare  animo  a  li  soi  cortesani  che  stavano  de 
mala  voglia  eo  maxime  quia  tbnc  lo  prefato  L  S.  se  trouaua  in  grandi  traua- 
gli  per  vedere  le  cose  de  lo  reame  non  andare  a  la  seconda  et  intendeua  che 
li  Aquilani  quello  jomo  alzavano  le  bandere  de  la  ecclesia:  et  già  se  erano 
dati  a  Papa  vìcentio  et  remoti  in  tucto  da  la  jurisdictione  del  Signor  Re  :  quod 
reputabatur  quid  maximum  et  maximarum  nouitatum.  Et  quod  pluris  erat  di- 
cebatur  che  lo  Signor  Roberto  veniua  a  roma  cum  xxx  squatre  et  se  dubita- 
ua  de  alchune  terre  che  non  concurressero  a  la  deuotione  del  Papa.  Et  an- 
chora  Id  Signor  Conte  de  populi  teneua  varia  fantasia  et  extranea  aliquantu- 
lum  de  non  permectere  lo  transito  de  diete  I.  S.  per  andare  innanzi.  Et  se 
extimaua  che  sua  I.  S.  facesse  la  via  de  Caramanico.  Ma  lo  dicto  Conte  per 
hauere  cognosciuto  suo  errore  et  quello  li  era  stato  dicto  non  era  la  verità 
excusandose  che  tucta  la  suspitione  ce  era  procedeua  de  alchune  lettere  per 
le  quali  intendeua  che  dicto  I.  S.  non  passaua  per  altro  se  non  per  pigliarlo. 
Et  pero  cognita  bonitate  I.  Domini  Ducis  et  penitentia  ductus  commisse  lo 
transito  et  cosi  delibero  sua  I.  S.  partire  de  sermona  lo  lunedi  sequente.  Et 
non  se  facea  altro  che  a  la  partita. 


/ 


8l  M.**  ecce  LXXX?.<>  OCTOBKB 

Die  xxiij.  octobris.  In  Sermona, 

Àudita  sua  solita  missa  posuit  se  ad  negocia  expedienda.  Et  fece  venire 
in  lo  mercato  de  dieta  Cipta  tucti  li  conestabili  de  le  porte  con  li  soi  homini 
armati:  che  e  costume  in  tali  terre  stare  prouisti  de  homini  acti  a  guerra  :  et 
a  ciascheduno  remore  se  leuasse  in  la  Cipta  concorreno  li  conestabili  o  capi 
de  le  porte  ut  ita  loquar  ad  prouedere  al  bisogno  armata  manu.  Quello  jomo 
fu  facta  la  monstra  et  vide  tucti  li  homini  acti  ad  bellum.  Quello  di  medesimo 
fece  caricare  la  artigliarla  et  mandarla  avanti.  Non  perdona  mai  tempo  sua 
I.  S.  sempre  in  labore  et  uigiliis  reperiebatur.  Se  dixe  quella  sera  la  successa 
morte  del  KJ^  Monsignore  Cardinale  de  Ragona  suo  Germano  qui  diem  suum 
obijt  Rome  febre  laborans  pluribus  diebus. 

Die  xxiiij.  eiusdem.  In  Tocho. 

Sua  I.  S.  partio  de  sermona  bora  xiiij.  et  fece  la  via  de  populi:  doue  rì- 
cepecte  assai  honore  da  quello  Signore  lo  quale  li  vscio  incontra  cum  vna  bella 
squatra  et  xxx  balestreri:  et  assai  bene  in  ordine  lo  accompagno  dentro 
et  condusselo  a  sua  habitatione  et  cum  ilio  coUationauit  et  quam  prìmum 
equitauit  :  et  fece  mille  fauorì  et  festa  al  dicto  Conte  lo  quale  resto  molto 
contento  de  sua  I.  S.  Et  quella  sera  alloggio  a  tocho  visto  da  quel  Signor  vo- 
lenterj. 

Die  XXV.  Octobris,  In  la  Abbatia  de  Arnone. 

Partito  da  Tocho  bora  xv.  et  audita  prius  missa  :  parlato  con  quello  Si- 
gnore  et  ordinate  molte  cose  necessarie  per  quella  terra  caualco  et  trono  lo 
I.  S.  Principe  de  capua  suo  primogenito  che  se  era  partito  del  campo  che  al- 
lora se  trouaua  a  la  Abbatia  de  sancta  maria  de  Amene  et  veniua  ad  scon- 
trare sua  I.  S.  per  farle  le  debite  reuerentie.  Et  viso  patre  scaualco  de  subito 

et  obsculatis  manibus  eius  recepii  obsculum  patris  et  recaualcato  cum  molti 

II 


\ 


OCTOBRB  M.*  ecce  LXXXV.®  82 

capi  de  squatre  et  altri  homini  de  arme  accompagno  Io  prefato  I.  S.  a  la  dieta 
Àbbatia  doue  alloggio  cum  tucta  sua  casa. 

Die  xxyj.  octobris.  Ibidem. 

* 

Jam  orto  sole  surrexit  et  audita  missa  caualco  per  lo  campo  et  vidde  sol 
corseri  :  et  reuersus  cibum  sumpsit. 

Die  xxvij.  eiusdem.  Ibidem. 

Tucto  quello  joroo  pose  in  faccende  et  fece  dare  vna  meza  paga  a  li  sol- 
dati: et  coacto  Consilio  cum  primatibus  delibero  caualcare  versolo  tronto  per 
prouedere  a  quelle  terre  soe.Et  per  intendere  certa  nouita  de  li  Ascolani  cum 
Firmani  più  chiaramente  maxime  perche  li  decti  Ascolani  lo  dimandauano. 
Et  fece  fare  tucte  prouisioni  per  caualcare  la  mactina  sequente  cum  certi  ho- 
mini de  arme  et  soi  cortesani:  lassare  sua  casa  et  lo  campo  a  la  dieta  Abbatia. 

Die  xxviij.  Octobris.  In  Atri. 

Caualco  summo  mane  audita  missa  :  et  mai  quella  nocte  dormio  :  cum 
circa  ce.  caualli:  et  quella  sera  alloggio  in  Atri  doue  fu  receputo  allegramente 
et  li  prouide  al  necessario. 

Die  xxviiij.  In  Julia. 

Partito  a  bona  bora  da  Atri  alloggio  quella  sera  in  Julia  et  vide  vndique 
la  terra  et  andana  sua  solita  diligentia  prouedendo  a  le  reparatione  de  quelle 
terre  donde  potesse  offendere  lo  inimico. 

« 

Die  XXX.  octobris.  In  Ciuitella. 

Da  Julia  orto  jam  sole  caualco  et  andò  in  ciuitella  et  prouide  tucto  quello 
paese  et  de  la  sua  venuta  se  ne  facea  gran  festa  et  tucti  quelli  populi  recepe- 
runt  animum  :  che  stanano  in  timore  che  per  tucto  se  dicea  veniua  lo  Signor 


83  M.*  ecce  Lxxxv.**  octobeb 

Roberto  de  Sansouerino  a  roma  cum  xxv  bone  squatre.  Et  quello  jomo  sua 
L  S.  mando  lo  Signor  Mario  Ursino  et  lo  Magnifico  Laudadio  ad  Ascoli  a 
parlare  cum  quelli  cìptadini  et  per  intendere  lo  animo  loro:  eo  die  arriuo  in 
campo  lo  Magnifico  Gicchella  scrinano  majore  de  ratione  de  sua  I.  S.  . 

Die  ultimo  octobris.  Ibidem. 

Sua  L  S.  se  poso  in  Giuitella  et  prouide  a  quello  castello  et  torre  et  al 
necessario  et  eo  die  rediere  legati  sui  quos  miserat  ad  Asculanos  :  li  quali 
trouoro  quello  populo  tucto  desposto  ad  votum  Regie  Maiestatis  et  de  sua  I. 
S.  et  quello  populo  coacto  Consilio  ecce,  et  L.  ciuium  vno  uoto  non  discre- 
pantium  inuocabant  Ducìs  nomen:  inulto  legato  Sedis  apostolico  quem  mise- 
rat  paulo  ante  Innocentius  summus  Pontifex  inimicus  Regie  maiestatis  per  li 
immensi  benefici)  hauea  receputo  da  quella:  che  paucis  mensibus  ante  dieta 
Maestà  lo  hauea  facto  assumere  in  Pontificatum  :  inuitis  non  nulUs  Cardinali- 
bus.  Et  talìs  legatus  ad  Asculanos  erat  Cardinalis  vrsinus.  Et  li  prefati  Ascu- 
lani  donerò  certi  castelli  loro  al  prefato  I.  S.  Duca  li  quali  erano  da  qua  dal 
tronto. 

Die  primo  Nouembris.  Ibidem.  notkmbeb 

Surrexit  bona  bora  et  caualco  a  sancto  francesco  vbi  audiuit  mìssam  so- 
lempnem  et  adhuc  non  sumpto  prandio  venere  ad  eum  legati  Asculani  a  li 
quali  fece  grandi  careze  et  videli  de  bona  uoglia  et  dono  a  quelli  la  tracta  de 
tucto  lo  grano  voleano  del  Reame  et  offerse  loro  tucte  quelle  cose  che  erano 
ad  beneplacito  de  quel  popolo.  Rediere  ad  suos  tales  legati  ad  plenum  satis- 
facti.  Et  sua  I.  S.  quello  jomo  expaccio  molte  facciende  et  lasso  fanti  xL.  in 
lo  Castello  de  Ciuitella  et  lo  magnifico  Ferrante  Pagano  che  prouedesse  al 
bisogno  de  quella  rocha  et  delibero  partire  lo  di  sequente-et  ritornare  in 
campo. 


} 


NOYEMBBE  M.""  CCCC  Lxxxv.''  84 

Die  ij.  Nouembris.  In  Julia. 

Partito  da  Ciuitella  et  dato  licentia  a  li  imbasciatori  Asculani  venne  ad 
alloggiare  quella  sera  in  Julia. 

Die  iij.  Nouembris.  In  Ciuita  sancto  Angelo. 

Caualco  satis  bona  bora  et  alloggio  in  Ciuita  sancto  angelo  et  omnino 
statuit  discedere  die  seguenti. 

Die  iiij.  eiusdenl.  In  la  badia  de  S.*  M.*  de  arnone. 

Fu  quello  jomo  vno  malissimp  tempo  da  non  caualcare:  tamen  sua  I.  S. 
partio  et  venner  a  la  badia  doue  alloggia  lo  Regio  Campo.  De  la  sua  ritornata 
fu  facto  gran  festa  da  tucti  li  soldati  :  quella  sera  expaccio  molte  facciende  con 
lo  Signor  Duca  de  malfi  et  delibero  mandarlo  ad  Celano  a  le  terre  sue  cum 
V.  squatre  perche  se  intendeua  che  li  Aquilani  haueano  corso  in  le  terre  sue 
et  preso  tre  castellecte. 

Die  V.  eiusdem.  Ibidem. 

Statim  postquam  surrexerat  fece  couuocare  tucti  Signori  et  capi  de  squa- 
tre et  fece  consiglio  et  prouide  a  molte  cose  et  satisfece  al  Duca  de  Malfl  a 
quanto  dimando.  Ita  et  taliter  che  dicto  Ducha  delibero  partire  lo  di  sequente 
verso  Celano  a  prouedere  al  bisogno  suo.  Tucto  quel  jomo  sua  I.  S.  pose  in 
facciende  et  semel  comedit  et  bora  tarda.  Et  quello  jomo  fu  mandato  Raymo 
de  aluito  suo  Guardarobba  a  Ciuita  de  chiete  per  prouedere  a  certi  vestiti  ne- 
gri per  sua  I.  S.  per  la  successa  morte  del  Reu."'''  Cardinale  suo  Germano. 

Die  vj.  nouembris.  Ibidem. 

Ante  lucem  per  duas  horas  venne  lo  Signor  Duca  de  malfl  a  pigliare  li- 
centia da  sua  I.  S.  et  se  partio  cum  vij.  squatre  et  cccc.^  prouisionati  de  la 


85  M.^  ecce  Lxxxv.<>  koyeubbe 

guardia  del  dicto  L  S.  et  quelli  conduceua  lo  magnifico  messer  loysi  de  ca- 
pua  et  andò  verso  celano  centra  li  inimici:  che  era  capo  di  quelli  Joanni  Sa- 
uello  per  riboctarli  et  leuare  et  recuperare  certe  sue  terre  le  quali  li  dicti  ini- 
mici li  haueano  leuate.  Bona  bora  post  paulo  surrexit  Dlustrissimus  Dux  et 
audita  sua  solita  missa  per  totum  diem  ad  negocia  expedienda  se  tradidit  : 
semel  comedit  illa  die  et  quella  mactina  caualco  lo  Magnifico  Messer  Andrea 
de  gennaro  a  populi  per  parlare  con  lo  Conte  de  montorio  che  era  li  arriuato. 
Et  quella  mactina  sua  L  S.  se  pose  la  gramaglia  per  la  successa  morte  del 
Cardinale  de  ragona. 

Die  vij.  eiusdem.  Ibidem. 

Delibero  sua  I.  S.  mandare  lo  I.  S.  Principe  de  capua  suo  primogenito  a 
populo  ad  parlare  con  lo  Conte  de  montorio  lo  quale  era  arriuato  li  da  na- 
poli liberato  et  mandato  dal  Signor  Re  per  andare  verso  1  aquila  per  inten- 
dere et  cognoscere  la  uolunta  de  quello  populo  et  la  rebellione  facta  centra 
lo  Signor  Re:  et  lo  dicto  Conte  riposo  in  populi  alchuni  jomi.  Ad  uisitarlo  ce 
concorsene  imbasciatorì  aquilani  et  molti  altri  perche  certamente  ante  suam 
capturam  lo  dicto  Conte  era  appresso  li  Aquilani  in  summa  reuerentia  et  co- 
lebant  iUum  tamquam  Deum.  Quella  sera  furono  visti  certi  lumi  da  lo  campo 
che  faceano  certe  castello  :  numptiato  al  I.  S.  Duca  de  subito  diuino  sua  I.  S. 
che  erano  facto  per  la  Victoria  che  douea  hauere  haute  lo  Duca  de  malfl  pure 
ce  fece  caualcare  quactro  dei  sol  galuppi. 

Die  viij.  Nouembris.  Ibidem. 

A  bona  bora  lo  I.  S.  Duca  fece  caualcare  lo  Magnifico  messer  Andrea 
de  gennaro  et  loysi  de  casalnouo  suo  cancellere  per  napoli  per  certe  faccien- 
de  importantissime  et  per  persuadere  lo  Signor  Re  che  volesse  trahere  lo 
Signor  Virgilio  vrsino  ad  votum  suum:  quod  sperabat  fiendum  per  esserce 
la  volunta  del  prefato  I.  S.  Duca  che  ama  li  homini  de  reputatione  et  quanto 


KOVEMBKK  M.^  cccc  Lxxx  .*^  86 

vaglino  in  rebus  arduìs  già  più  uolte  sua  I.  S.  ne  havea  facta  experìentia.  Et 
mai  era  pigro  in  reducere  le  cose  ad  votum  suum. 

Eodem  die  lo  prefato  I.  S.  expaccio  molte  facciende  et  ante  lucem  ven- 
nero lettere  dal  duca  de  malli  de  la  Victoria  hauea  hauta  contra  li  inimici  et 
expulso  Joanni  Sauello  cum  li  sol  soldati  recuperao  tucte  sue  castello  le  quali 
se  erano  perse  illis  diebus  trouandose  lo  dicto  Signor  Duca  de  malfl  in  cam- 
po al  gouerno  de  quello  per  essere  absente  lo  I.  S.  Duca  de  Calabria  che  an- 
cora non  era  ritornato  de  verso  lo  Tronto.  Et  quello  di  medesmo  hebbe  nona 
lo  prefato  I.  S.  da  li  mandati  Galuppi  sol  come  li  fochi  facti  la  sera  prece- 
dente erano  processi  per  la  recuperatione  de  diete  castello. 

Quella  sera  ritomo  lo  I.  S.  Principe  de  capua  che  erane  andato  a  populi 
a  parlare  con  lo  Conte  de  montorio  de  alchune  cose  necessarie.  Et  semel  eo 
die  1.  Dux  cibum  sumpsit.  Et  etiam  vennero  in  campo  L.^  fanti  boni  de  li 
inimici  che  li  conduxe  firancesco  Morano.  Et  ea  nocte  fece  caualcare  soi  Ga- 
luppi verso  pianella:  che  hauea  inteso  sua  I.  S.  che  certi  soi  homini  de  arme 
ammazavano  li  certo  bestiame.  Furono  presi  dicti  homini  de  arme  et  ducti 
al  dicto  I.  S.  lo  quale  intesa  la  cosa  dui  ne  fece  sostenere  1  altri  quia  non  e- 
rant  in  culpa  furono  licentiati.  Per  niente  sua  I.  S.  permecteua  cosa  malfacta. 
Et  quello  jomo  ritorno  da  Gelano  lo  magnifico  messer  Àloysi  de  capua  con 
la  fantaria  mandata  con  lo  Duca  de  malfi. 

Die  viiij.  Nouembris.  Ibidem. 

Eo  die  audita  missa  vidit  equos  suos  et  allquantulum  equitauit  per  Re- 
gia Castra  et  expediuit  negocia  et  semel  cibum  assumpsit.  De  napoli  vennero 
due  sahne  de  vino  et  fructe  et  altre  cose  necessarie  per  la  casa  de  dicto  I.  S. 
et  pfer  sancto  Martino. 

Die  X.  Nouembris.  Ibidem. 
Audita  missa  caualco  et  andò  a  vedere  insayare  lo  L  S.  Principe  de  ca- 


87  M.^  ecce  LXXXV.^  tfOTEUBBE 

pua  suo  primogenito  lo  quale  bene  in  ordine  era  caualcato  et  certe  se  porto 
extrenuamente  et  ne  riporto  dicto  Signor  Principe  summa  commendatione 
da  tucti  li  Signori  et  capi  de  squatre  del  Regio  Campo.  Quella  mactina  arriuo 
BisbaI  Gortesano  de  sua  I.  S.  in  campo  cum  pecuniis  de  Napoli:  et  Àrtuso 
pappacoda  :  a  xx.  bore  arriuo  in  campo  lo  Signor  Conte  de  Morcona  cum 
L.^  caualli  xyj.  balestreri  et  1  altri  caualli  leggieri.  Et  venne  de  continente  a 
visitare  sua  I.  S. 

Eo  die  semel  ad  prandium  accessit:  et  conuito  quella  sera  lo  I.  S.  Prin- 
cipe et  tucti  Signori  et  capi  de  squatre  del  Regio  Campo  ad  cenam  per  festa 
de  sancto  Martino.  Et  laute  fuit  factum  conuiuium. 

Die  xj.  Nouembris.  Ibidem. 

Sua  solita  audita  Missa  et  quibusdam  negociis  expeditis  equitauit  et  vi- 
dit  equos  suos.  Semel  eo  die  comedit  et  bora  prima  per  totum  diem  versatus 
fuit  in  negociis  con  lo  Signor  Conte  de  morconc  et  lo  Reu.°'''  episcopo  de 
Ciuita. 

Die  xij.  Nouembris.  Ibidem. 

Eo  die  semper  seruare  solebat  jejunium:  nam  Sabbati  dies  erat.  Come- 
dit bora  prima  noctis.  Fere  per  totum  diem  in  negociis  fuit. 

Die  xiij.  eiusdem.  Ibidem. 

Àudita  missa  posuit  se  in  negociis  expediendis:  litteras  babuit  a  Regia 
maiestate  et  illos  perlectis  equitauit  per  regia  castra  et  corse  certe  lancio 
exercitij  causa. 

Die  xiiij.  Nouembris.  Ibidem. 

Postquam  surrexerat  e  lectulo  equitauit  aliquantulum  et  sumpto  pran-  ^ 
dio  ad  varia  negocia  se  implicuit  :  et  mai  perdeva  tempo.  Et  molte  volte  a 


N. 


KOTEMBBS  M.""  CCCC  LziKY.""  88 

Yiij.  bore  et  vìiij.  de  nocte  expacciaua  facciende.  Semper  reperiebatur  in 
vìgilìis.  Et  cascando  quello  jomo  de  vna  mula  lo  Magnifico  Scipio  figlioma- 
lino  suo  Gortesano  cbe  andana  a  manappello  sua  1.  S.  comando  lo  Signor 
Principe  suo  primogenito  ad  msitarlo. 

Die  XV.  eiusdem.  Ibidem. 

Non  egressus  est  aulam  suam  eo  die  propter  pluuiam.  Expaccio  molte 
facciende  et  semel  tantum  comedit  ut  sua  erat  consuetudo. 

Die  xvj.  eiusdem.  Ibidem. 

Bona  bora  surrexerat  et  audita  missa  se  posuit  ad  negocia  et  eo  die  non 
exiuit  domum. 

Die  xvij.  eiusdem.  Ibidem. 

Suo  solito  more  audiuit  Missam  et  ea  audita  ingressus  cameram  ad  ne- 
gocia se  tradidit  et  semel  bora  ij.  noctis  comedit.  Et  dum  esset  in  cena  ven- 
nero lettere  dal  Conte  de  populi  lo  quale  stava  a  campo  al  peschio  terra  del 
Duca  de  sore  lo  quale  illis  diebus  s  era  rebellato  dal  Signor  Re  et  legatose 
con  lo  Papa  pregava  sua  I.  S.  cbe  lo  di  sequente  mandasse  gente  in  suo 
adjuto  cbe  speraua  bauere  dieta  terra:  et  cosi  lo  prefato  I.  S.  delibero  quella 
nocte  mandarce  lo  I.  S.  Principe  de  capua.  Quella  sera  medcsma  sua  I.  S. 
bebbe  nona  cbe  Gurello  Carazolo  suo  Gortesano  bauea  preso  una  terra  del 
Duca  de  sore. 

Die  xviij.  Nouembris.  Ibidem. 

Hore  X.  mando  sua  I.  S.  a  sollicitare  lo  S.  Principe  de  capua  cbe  fusse 
a  cauallo  et  andasse  a  trouare  lo  S.  Gente  de  populi  et  se  representasse  al 
pescbio  per  pigliarlo.  Fu  posto  ad  executione  quanto  per  sua  I.  S.  era  stato 
ordinato  :  andò  cum  certe  squatre  et  fanti  de  la  guardia  et  presentato  a  dieta 


89  M.*^  ecce  LXXXY.®  NOTSMBBB 

terra  statim  sedecte.  La  Rocha  volse  fare  resistentia  :  donatose  a  quella  la 
'  bactaglia  et  ferito  lo  castellano  subito  se  dono  a  discretione  et  ritorno  quella 
sera  in  campo  lo  prefato  I.  S.  Principe:  lo  dicto  peschio  lo  I.  S.  Duca  lo  dono 
al  dicto  Conte  de  populì.  Del  che  se  ne  monstre  multo  allegro  et  contento 
laudandose  multo  de  sua  I.  S. 

Die  xviiij.  Nouembris.  Ibidem. 

Dies  erat  Sabbati:  seruabat  jejunium:  comedit  bora  xx.  qua  bora  ven- 
nero  lettere  dal  Signor  Tirgilio  lo  quale  mandaua  a  chiamare  sua  I.  S.  et  cosi 
delibero  partire  lo  lunedi  futuro.  Eodem  die  ritomo  Albino  cortesano  de  sua 
I.  S.  mandato  a  Milano  et  a  fiorenze  a  sollicitare  quelle  Signorie  mandassero 
la  gente  de  arme  che  doueano  per  la  lega  era  fra  loro  et  lo  Signor  Re.  Et 
venne  bene  expedito  de  tucto:  et  la  cosa  hauea  reducta  ad  votum  Principis.    * 

Die  XX.  Nouembris.  Ibidem. 

Die  sequenti  erat  discessurus  ex  regiis  castris  :  ordinava  le  squatre  do- 
uea  portare  cum  sua  Signoria  et  li  fanti  et  quelle  lassaua  in  Abruzo  con  lo 
L  S.  Principe  de  capua  suo  primogenito  :  et  tucto  quello  jomò  stette  in  fac- 
ciende.  Sumpsit  cenam  bora  vj.  noctis. 

Die  xxj.  Nouembris.  In  tocho. 

■ 

Partio  lo  I.  S.  Duca  de  Calabria  de  sancta  maria  d  arbone  ad  bora  xvj. 
che  era  solita  sua  I.  S.  somare  horas  et  minutos  Lune  oh  bonam  causam. 

■ 

Porto  li  fanti  de  la  guardia  et  le  squatre  sue  :  et  ordino  che  1  altre  venissero 
appresso:  et  quella  sera  andò  ad  alloggiare  in  tocho  in  lo  castello.  Lo  L  S. 
Principe  lasso  in  campo  con  la  gente  de  arme  cum  ordìnatione  partisse  lu 
mercurdi  che  erano  li  xxiij.  del  dicto  mese  et  andasse  a  le  stanze  a  loreto  et 
spartisse  la  gente  de  arme  intomo.  Quella  sera  venne  lo  Magnifico  Jacobozo 
falconerò  majore  del  Signor  Re  mandato  da  sua  maestà  con  certe  none  im- 


\ 


MOTEHBBB  M.^  ecce  LXXZV/  ^O 

portanti  et  cum  quello  demoro  sua  L  S.  in  facciende  per  due  bore  grosse 
'  adhuc  non  sumpto  prandio.  Et  la  mactina  a  bona  bora  delibero  partire. 

Die  xxij.  Nouembris  in  sermona. 

Ante  lucem  surrexit  et  fu  a  cauallo  et  andò  ad  missa  a  sancto  flrancisco 
de  tocho  ordine  osseruantino:  et  spaccio  Albino  per  napoli  ebe  andasse  vo- 
lando: et  venne  sua  I.  S.  a  fare  collatione  a  populi  conuitato  et  conducto  dal 
Signor  Conte  de  dieta  terra  che  li  andò  incontra  verso  la  via  de  tocbo  insie- 
me con  lo  Signor  Conte  de  Morcona:  et  andò  ad  alloggiare  in  Sermona  in 
casa  del  Tesorere  de  Apruzo  :  passo  per  la  badia  de  sancto  Spirito  et  li  audio 
li  vespri.  Et  lo  Signor  Prospero  de  sancta  croce  era  arriuato  poche  innanzi 
a  populi  a  trouare  sua  I.  S.  mandato  dal  Signor  Virgilio  capitano  de  la  liga 
che  soUicitasse  lo  I.  S.  Duca  allo  andare  presto  in  lo  territorio  de  Roma:  che 
perciò  sua  I.  S.  se  era  partita  de  campo  ad  complacentia  de  li  vrsini  a  li  quali 
tucti  Papa  Yincentio  se  mostraua  inimico. 

Die  xxiij.  eiusdem.  In  Piscina. 

Caualco  sua  I.  S.  bona  hora  perche  deliberaua  dare  bactaglia  ad  orthona 
terra  del  Duca  de  sere  et  bebbe  quello  jomo  male  temporale  de  acqua  et  ven* 
to.  Delibero  non  fare  guastare  la  fantaria  et  caualco  et  lasso  li  sol  galuppi  a 
la  strata  a  fronta  a  dieta  terra  in  guardia  de  li  soi  carriaggi]  che  vernano  et 
andò  ad  alloggiare  quella  sera  in  Piscina  doue  trono  lo  S.  Duca  de  Malfl.  Suc« 
cedette  quello  jomo  vno  caso  obrendo  de  vno  jentile  homo  Napoletano  chiar 
mate  Carlo  de  lofredo  homo  de  arme  che  in  lo  bassare  de  la  pescara  socto  lo 
Mulino  de  Bugnara  abbeuerando  suo  cauallo  se  annego  cum  tuete  sue  arme 
et  per  tale  caso  fu  gridato  a  1  arme.  Lo  I.  S.  Ducha  che  era  in  detro  corse  a  la 
remore  de  quelli  che  gridauano  adjuto  adjuto  per  lo  caso  de  lo  affogato  :  et 
la  gente  del  castello  de  dieta  Bugnara  intesero  arme  arme  et  quelli  del  castello 
vspìro  fora  con  li  fanti  :  de  li  quali  era  capo  Messer  Pietro  de  sanguino.  De  che 


gì  M.^  ecce  Lxxxv.^  hotubbe 

lo  I.  S.  prefato  audito  tald  romore  scaualco  presto  et  caualco  Yno  suo  cauallo 
de  la  persona  et  corse  a  lo  romore  cum  li  suoi  balestreri.  Trouo  lo  dicto  mes- 
ser  pietre  che  ritomaua  in  detro  che  dixe  che  Io  romore  se  facea  per  quello 
jentile  homo  che  era  caschatp  in  1  acqua.  Sua  I.  S.  caualco  auanti  a  la  dieta 
fiumara:  ordino  se  pescasse  dicto  annegato  et  de  la  robba  sua  li  fusse  facto  le 
exequie  et  honore  et  portato  a  la  dieta  Bagnara:  et  cosi  fu  facto.  Quella  sera 
ad  una  hora  de  nocte  vennero  Certi  homini  de  la  dieta  ortona  mandati  da  la 
terra  che  temeano  che  lo  di  sequente  lo  I.  S.  Duca  ce  andasse  a  dare  baptaglia 
et  se  decteno  in  mano  sua.  De  che  dicto  I.  S.  de  continente  spaccio  vno  homo 
et  mando  al  conte  de  populi  et  li  dono  dieta  ortona.  Come  Signore  che  sempre 
attendeua  a  beneficare  li  soi.La  mactina  spaccio  Jacobozo  de  alex.^  per  napoli. 

Die  xxiiij.  Nouembris.  In  Celano. 

Surrexit  hora  xv.  et  audita  missa  fu  a  cauallo  et  andò  ad  alloggiare  in 
celano  in  lo  castello  et  per  la  via  trouo  Paulo  vrsino  che  veniua  a  trouare  sua 
I.  S.  Scaualcato  iUico  fa  m  consiglio  con  lo  Signor  Duca  de  malfi  et  con  Paulo 
vrsino  et  spaccio  molte  cose  necessarie  per  tucto  quel  jomo  :  et  non  desisteua 
mai  ne  di  ne  nocte.  Quella  nocte  abrasero  certe  stalle  et  quella  de  messer 
Gicchella  cascho  et  amazo  dui  soi  muli  et  lo  cauallo  :  lo  I.  S.  Duca  audito  hoc 
ne  mando  dui  altri  boni  de  li  soi  a  donarli  al  dicto  messer  Cicchella.  Cosa  di- 
gna  de  tal  Illustrissimo  Principe. 

Eo  die  che  fa  venardi  trasio  lo  S.  Don  ferrante  in  castello  nono  et  venne 
presone  perche  se  ne  andana  a  Salerno  et  intendeuase  con  li  Baroni. 

Die  XXV.  nouembris.  In  Albi. 

Surrexit  hora  xiij.  et  audita  missa  delibero  sua  I.  S.  partire  de  Celano: 
che  prima  ante  lucem  statuerat  non  discedere  per  consiglio  del  Duca  de  malfi 
per  essere  quella  nocte  semper  piouuto  che  fu  vno  malissimo  temporale  et 
tucto  lo  paese  allagaua  de  acqua:  et  fu  a  cauallo  cum  sua  casa  et  arriuando 


NOTEMBBS  M/  CCCC  LzZZV.''  92 

a  li  septe  ponti  che  sono  vicini  a  la  Scraciola  trono  per  le  guide  mandate  per 
sua  L  S.  essere  tanta  acqua  che  allagauano  li  ponti  et  non  se  uedeano  quod 
fuit  mirabile  dictu  et  cosa  inaudita  che  diceano  li  conuicini  che  mai  più  vi- 
deno  tale  cosa  :  ritomo  in  detro  et  quella  sera  allogio  in  Albi  et  li  riposo 
quella  nocte  assai  comodamente.  Ad  bore  xxij.  arriuo  Ambrosino  de  mayo 
suo  comperatore  malore  che  lo  hauea  mandato  ad  ortona  ad  assegnare  la 
possessione  de  quella  terra  al  Conte  de  populi. 

Die  xxvj.  eiusdem.  In  tagliacozi. 

Jam  orto  diluculo  et  audita  missa  fu  a  cauallo  et  quello  jomo  hebbe  mal 
temporale  et  andò  ad  alloggiare  in  tagliacozi.  Dio  grafia  non  ce  fu  in  quello 
cammino  nullo  disastro  ne  de  homini  ne  de  carriaggi  benché  se  trouasse  per 
la  via  grandissime  «quantitate  de  acqua.  Et  quella  nocte  hebbe  nona  che  Albi 
hauea  facto  certi  segnali  che  passauano  squatre  et  fanti.  Expaccio  molte  fàc- 
ciende. 

Die  xxvij.  Nouembris.  In  le  Celle. 

Delibero  quella  mactina  audita  missa  fare  collatìone:  et  ea  sumpta  fu  a 
cauallo  et  andò  ad  alloggiare  a  le  Celle  et  ordino  che  le  squatre  restassero 
per  quello  jomo  a  riposare  in  quello  de  tagliacozo  p^  lo  temporale  fu  quello 
jomo  che  fu  acqua  et  vento  grandissimo  et  la  via  era  diaboUca:  che  non  ce 
fu  corsero  che  non  se  sferrasse  per  quello  camino.  Et  quella  mactina  ante  lu- 
cem  fece  caualcare  Colantonio  brancazo  con  li  balestreri  et  certi  galuppi  verso 
Ciuìta  Lauina  per  dampnificare  quello  de  roma. 

Die  xxviij.  eiusdem.  In  le  celle. 

Audita  sua  solita  missa  fece  collatìone  et  ea  sumpta  se  tradidit  ad  expe- 
dienda  negocia.  Hebbe  nona  che  li  inimici  presero  la  rocha  ranese  che  e  al 
contado  de  manere  per  mala  guardia  del  Castellano:  fece  prouedere  a  vecto- 


93  M.®  ecce  Lzxziiij.®  noteubbk 

ria  et  quello  jorno  hebbe  noua  sua  I.  S.  che  lo  Conte  de  carinola  figlio  del 
Secretano  del  Signor  Re  era  stato  preso  in  lo  castello  de  dieta  terra  ob  quos- 
dam  errores  contra  regiam  Maiestatem.  Ad  bore  xx.  vennero  circa  xviij.  ba- 
lestreri  che  erano  foggiti  dal  Papa. 

Die  xxviiij.  eiusdem.  In  vicouarj. 

Partio  sua  I.  S.  da  le  celle  a  xx  bore  et  quella  nocte  non  fece  altro  che 
neuigare:  et  andò  ad  alloggiare  in  vicouari  doue  fu  bene  receptato  da  la  Con- 
tessa de  tagliacozo  mogliere  del  signor  Virgilio  et  li  riposo  vno  jorno  cum 
tucta  sua  casa  et  spaccio  molte  facciende:  et  quella  sera  hebbe  dui  homini 
del  signor  Virgilio  et  da  quelli  aduiso  de  quanto  hauea  a  seguitare  in  fauore 
de  li  vrsini.  Et  hebbe  noua  da  roma  come  li  Romani  stanano  molto  admirati 
de  sua  venuta  et  molto  male  contenti.  Et  delìbero  partire  lo  di  sequente  che 
fu  lo  pruno  de  decembre  per  andare  a  monte  ritondo. 

Die  primo  decembrìs.  In  monte  ritondo.  dbceubbe 

Audita  missa  fu  a  cauaUo  et  ordino  le  squatre  et  fantaria  et  come  do-  , 
ueano  andare  li  carriaggi  perche  passauano  uicini  a  Tigoli  terra  de  li  inimi- 
ci: et  come  fu  fora  di  vicouarj  in  lo  piano  li  furono  posti  in  bactaglia  caualli 
et  altre  squatre:  et  preso  bono  ordine  ogni  homo  comincio  aduiarse  in  lo  no- 
me de  dio  et  de  sancto  Jorgio.  Passato  che  sua  I.  S.  hebbe  Sancto  Polo  Ca- 
stello de  li  vrsini  et  fu  a  lo  piano  sua  L  S.  vide  che  la  bora  era  tarda  per  li 
mali  viaggi]  :  comando  che  li  carriaggi  et  soi  corserì  con  la  casa  restasse  a 
sancto  Polo  per  quella  sera  et  non  andassero  più  auanti:  sua  I.  S.  passo  et 
andò  ad  alloggiare  a  monte  ritondo.  L  altra  gente  non  ritomando  in  detro 
non  fu  receptata  da  quelli  de  sancto  Polo  ma  fu  a  quelli  serrata  la  porta.  Cic- 
chella  scrinano  magiore  de  ratione  de  sua  I.  S.  che  condu(5ea  dieta  gente 
mando  vno  homo  a  cauallo  ad  aduisare  dicto  I.  S.  de  lo  acto  haueano  facti 
quelli  de  saneto  Polo  et  non  tornando  presto  delibero  ritornare  a  vicouari  per 


BÌC3EIIBSB  M.^  ecce  LZZZT.^  94 

quella  sera:  doue  fureno  recepiti  de  bona  TOglia  et  la  mactlna  seguente  sua 
casa  cauallj  et  carriaggi  partirò  et  andoro  a  trouare  sua  I.  S.  et  senza  sua 
consulta.  La  quale  andata  molto  dispiacque  a  sua  I.  S.  perche  in  monte  ro- 
tondo non  ci  era  comodità  de  tenere  bene  sol  corseri.  Pure  de  continente  a 
tucto  fu  dato  recapito. 

Die  ij.  Decembris.  Ibidem. 

Tucto  quello  jomo  fece  consiglio  et  decte  recapito  a  molte  cose  se  ha- 
ueano  a  fare  in  offensione  de  li  inimici  :  et  quella  sera  ad  bore  due  de  nocte 
venne  lo  Signor  Virgilio  con  lo  imbasciatore  de  milano  et  de  florenze  et  dal 
I.  S.  bene  receptati:  et  fu  de  continente  prouisto  che  cenassero.  De  poi  fure- 
no in  consiglio  et  li  prefati  imbasciatori  vernano  cum  questo  tenore  che  lo  Si- 
gnor Virgilio  facesse  quanto  per  lo  dicto^L  S.  li  fìisse  ordinato.  Et  quella  sera 
ce  fu  noua  da  roma  come  lo  papa  hauea  facto  abrusare  Monte  lordano  che 
era  del  Signor  Virgilio  et  altre  case  de  li  vrsini.  Vindicta  certo  molto  puerile. 

Die  iij.  Decembris.  Ibidem. 

A  bona  bora  audita  missa  caualco  sua  I.  S.  verso  lo  Ponte  da  la  ventana 
vicino  a  roma  a  prouedere  alchune  cose:  fece  fare  in  quelle  parte  saccoman- 
no et  da  li  soi  fureno  facte  corrane:  et  quello  jomo  preso  fu  grande  copia  de 
bestiame  grosso  et  minuto:  tale  quantità  che  lì  soldati  dauano  lo  castrato  per 
grana  cinque  et  la  baccha  per  tre  carlini.  Cosa  inaudita.  Et  quello  jomo  fece 
lassare  molto  bestiame  preso  che  era  de  amici  soi  romani. 

Die  iiij.  Decembris.  Ibidem. 

Postquam  surrexerat  e  lectulo  fu  in  conclaui  con  li  unbasciatori  et  con 
Io  Signor  Virgilio  et  altri  Signori:  et  de  poi  audita  missa  caualco  verso  lo  li- 
bere doue  sua  I.  S.  facea  fare  vno  ponte  per  passare  la  gente  de  arme  et  de- 
signo U  vno  bastione:  et  ritornato  se  pose  in  facciende  et  quello  jomo  fu  ter- 


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95  M.**  ecce  Lxxxv.® 

ribilissimo  freddo  et  preter  modum:  che  in  tali  lochi  non  sole  essere  freddo 
ma  aere  temperato. 

Die  V.  Decembris.  Ibidem. 

Audita  missa  caualco  al  fiume  doue  sua  I.  S.  facea  fare  lo  ponte  et  vno 
bastione:  et  lo  Signor  Virgilio  et  lo  imbasciatore  de  milano  et  quello  de  fio- 
rentini andoro  con  sua  I.  S.  fino  al  dicto  fiume:  passero  quello  con  la  barcha 
et  presero  licentia  et  andoro  a  bracciano  per  prouedere  da  quelle  bande  per 
offendere  li  inimici:  et  ritornato  dicto  I.  S.  spaccio  molte  facciende  et  semel 
comedit. 

Die  yj.  eiusdem.  Ibidem. 

^  Orto  diluculo  surrexit  et  audita  missa  prouide  che  andasse  la  scorta  con 
li  saccomanni  al  monte  Jubileo  che  li  facessero  sacchomanno.  Sua  I.  S.  non 
partio  de  casa  per  la  combustione  de  la  luna  et  attese  ad  expedire  facciende. 

Die  vij.  Decembris.  Ibidem. 

Àudita  sua  solita  missa  collationauit  et  expeditis  quibusdam  negocits 
caualco  a  1  acqua  del  tebere  a  sollicitare  lo  ponte  facea  ordinare.  Hora  tarda 
reuersus  est. 

Die  viij.  eiusdem.  Ibidem. 

Surrexit  bona  hora  :  mai  dormiua  la  nocte:  semper  premeditabatur  quic- 
quid  facturus  erat.  Et  audita  missa  caualco  al  ponte  che  quel  jomo  se  douea 
expedire  et  facea  passare  certe  squatre  da  la  da  1  acqua  per  offendere  più  li 
inimici:  et  de  roma  ce  era  nona  che  stauano  malcontenti  et  la  salma  de  le- 
gna valea  carlini  septe  tanto  stana  assediata  et  circumdata  da  li  inimici. 


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M.®  ecce  Lzzzv.^  96 

Die  viiìj.  Decembrìs.  Ibidem. 

Aadita  mìssa  equitauit  ad  pontem  et  ibi  stetit  per  totcun  diem  che  sol- 
licitaua  li  Guastatori  a  la  fabrica  del  bastione.  Hora  prima  noctis  reuersus  co- 
medit. 

Die  X.  eiusdem.  Ibidem. 

Equitauit  eodem  die  ad  pontem  et  expaccio  loysi  de  casalnouo  suo  Can- 
cellere  per  napoli  ad  regiam  maiestatem.  Et  semel  comedit:  semper  in  nego- 
ciis  versabatur. 

Die  xj.  Decembris.  Ibidem. 

Postquam  surrexerat  hebbe  nona  de  napoli  et  che  lo  Signor  Re  era  in 
campo  centra  a  Sansouerino  cum  x.  squatré  et  iiij.  mila  fanti.  Et  come  sua 
maestà  hauea  hauta  la  cerra  et  carinola.  Et  de  roma  hauea  nona  che  stanano 
cum  timore  et  la  carestia  grande  ce  era. 

Die  xij.  Decembris.  Ibidem. 

Àudita  missa  equitauit  et  reuersus  delibero  sua  I.  S.  lo  di  sequente  ca- 
ualcare  verso  roma  ad  vedere  lo  ponte  a  ia  ventana  pigliato  per  paulo  vrsino 
et  tucto  quello  jomo  expaccio  faccende:  et  fece  mandare  lo  hanno  che  tucto 
homo  fusse  in  ordine  quella  nocte  sequente.  Et  quel  jomo  venne  lo  Trom*- 
becto  del  Signor  Roberto  al  quale  fece  fare  careze  et  guardarlo  molto  bene 
fino  al  di  sequente  per  causa  de  la  caualcata  futura. 

Die  xiij.  eiusdem.  Ibidem. 

Surrexerat  hora  x.  et  audita  missa  equitauit:  mando  innanzi  verso  ro- 
ma li  caualli  leggeri  et  le  squatre  et  fanti  et  porto  appresso  sua  I.  S.  lo  Trom- 
becta  del  Signor  Roberto  de  Sansouerino  et  andò  a  lo  ponte  a  la  ventana  vi- 


V 


97  M.^  ceco  LxxxY.®  dbceiibhb 

cino  a  roma  due  miglia  et  li  fece  collatìone  et  mando  a  roma  a  le  porte  li 
caualli  leggeri  li  quali  fureno  fino  a  la  porta  de  sancta  agnese  et  li  se  leuo  lo 
remore  come  li  inimici  donauano  baptaglia  a  quella  porta:  per  tucta  roma 
sonauano  le  campane  ad  arme:  lo  prefecto  et  lo  Signor  Roberto  feceno  adu- 
nare li  caualli  leggeri  et  fantaria  et  caualcaro  fino  a  dieta  porta  et  feceno  ser- 
rare tucte  diete  porte  et  comandare  che  homo  vscisse  da  fora  a  la  pena  de  le 
forchi.  Pensauano  quello  haueano  da  fare  o  vscire  et  starse  dentro.  Interim 
lo  I.  S.  Duca  era  caualcato  dal  ponte  dicto  verso  roma  et  reuocato  ogni  ho- 
mo perche  la  hora  era  tarda  et  tiranj  da  la  dal  ponte  dono  licentia  al  Trom- 
becta  del  Signor  Roberto  cum  dire:  dicate  al  S.  Roberto  che  jo  so  venuto 
qua  ad  vederlo  et  mangiato  a  mio  piacere  a  questo  ponte  ipso  non  se  e  de- 
gnato venirme  ad  vedere.  Partito  dicto  Trombecta  trono  lo  S.  Roberto  con 
lo  prefecto  a  le  porte  et  dixe  :  già  possete  andare  da  fora  perche  lo  Signor 
Duca  se  ne  uà.  Vsciro  fora  cum  ce.  caualli  leggeri  et  ce.  fanlj  :  trouoro  certi 
ragazi:  quelli  preseno  de  quelli  de  li  inimici.  Et  cosi  lo  I.  S.  prefato  se  ne  ri- 
tomo a  la  stanza  a  monte  ritondo  et  quella  sera  per  vno  balestrerò  del  S.  Ro- 
berto che  se  ne  fuggio  intese  ogni  cosa  ad  plenum  de  quanto  successe.  Et  fu 
pigliato  quel  jomo  Joannj  turco  che  lo  tenea  lo  Signore  in  seruitio  de  li  suoi 
paggi]  et  alchuni  altri  che  volseno  vscire  del  ordine  dato  dal  prefato  I.  S.  Du- 
ca. Et  quella  sera  lo  Signore  andò  a  dormire  a  tre  bore  de  nocte:  tamen  non 
quietauit  per  totam  noctem  perche  hebbe  nona  che  certe  squatre  del  S.  Ro- 
berto vernano:  sua  I.  S.  prouide  a  mandare  guastatori  per  assectare  certo 
passo  doue  posseano  passare  et  fece  mectere  lo  hanno  che  tucto  homo  stésse 
in  ordine  cum  carriaggi  et  ogni  cosa  partire  al  2""  mandato  che  deliberaua  se 
li  inimici  vernano  et  uoleano  passare  per  andare  a  roma  andarli  a  trouare  et 
essere  a  le  mano  omnino. 

Die  xiiij.  Decembris.  Ibidem. 
Gaualco  al  ponte  audita  missa  et  reuersus  comedit  hora  xx.  et  spaccio 

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DECEMBBE  M.°  CCCC  LXZZV.<'  98 

molte  facciende  et  hebbe  noua  dal  S.  Virgilio  et  da  Àrtuso  pappacoda  de  le 
squadre  de  li  inimici  come  veniano.  Sua  I.  S.  prouide  ad  ogni  cosa. 

Die  XV.  eiusdem.  Ibidem. 

Per  totum  diem  negocia  eipediuit  et  ce  fu  noua  che  li  inimici  haueano 
assaltata  la  scorta:  prouide  de  subito  sua  I.  S.  ita  et  taliter  che  non  se  p^- 
decte  niente  :  et  hauendo  inteso  che  li  inimici  uoleano  passare  certe  squatre 
a  roma  fece  alloggiare  certe  squatre  sue  a  la  campagnia:  fra  le  quali  ce  fu- 
rono quelle  del  S.  Mario  Vrsino:  per  dare  terrore  a  li  inimici. 

Die  xyj.  eiusdem.  Ibidem. 

Sua  I.  S.  mando  molte  cerboctane  et  altra  artigliaria  al  bastione  hauea 
facto  fare  al  nono  ponte  al  tenere  et  tende  et  altre  cose:  et  multa  eipeduiit 
et  mando  lo  Signor  messer  andrea  de  gennaro  a  consultare  con  lo  Signor 
Virgilio:  et  a  pigliare  vno  certo  passo  perche  non  passassero  li  inimici  ad  roma. 

Die  xvij.  Decembris.  Ibidem. 

Surrexit  ante  lucem  et  audita  missa  et  armatus  andò  per  caualcare  con 
la  gente  de  arme  et  caualli  leggeri  ad  vno  certo  passo  lo  quale  hauea  pi- 
gliato per  vederlo  et  fortificarlo:  et  loco  trouaua  lo  imbasciatore  de  milano  et 
lo  S.  Virgilio  Vrsino  che  lo  expectaua  con  lo  magnifico  messer  andrea  de 
gennaro.  Comincio  a  piouere  cum  vento  et  nebbia  :  cosi  sua  I.  S.  delibero  non 
caualcare:  mando  suo  trombetta  a  fare  ritornare  la  gente  de  arme  che  già 
era  passata  lo  ponte  et  mando  a  prouedere  lo  passo  et  ad  numptiare  al  S. 
VirgiUo  non  lo  expectasse  per  la  dieta  causa.  Stette  in  casa  quello  jomo  : 
spaccio  molte  faccende  et  caualco  al  ponte  et  ritomo  ad  vna  bora  de  nocte 
con  lo  imbasciatore  prefato  et  dicto  S.  Virgilio  et  tucti  cenoreno  con  sua  I.  S. 
et  feceno  consiglio.  Et  hebbe  noua  da  napoli  come  lo  I.  S.  Don  federico  lo 
Secretarlo  del  S.  Re  et  Messer  Po  era  fuggito  de  Salerno:  che  li  li  diteneua 
presoni  lo  S.  Principe  de  dieta  Salerno  ribeUo  de  la  Regia  maestà. 


99  M.^  ecce  Lzxxv.^  dbcbmbbb 

Die  xviij.  eiusdem.  Ibidem. 

Auditis  legato  mediolanensi  et  D.  Yirgineo  Vrsino  et  coacto  Consilio  ad 
iQuicem  et  audita  missa  conuito  li  predicti  ad  prandium.  Nam  ynqaam  ab 
ilio  discedebant.  Dormitauit  aliquantulum  et  e  lectulo  sobrectus  andò  a  uisi- 
tare  lo  Cardinale  Vrsino  che  era  venuto  in  monte  rotondo  et  cum  quello  et 
1  altri  Signori  feceno  consiglio:  et  mai  riposaua  sua  I.  S. 

Die  xviiij.  Decembris  1485.  Ibidem. 

Audita  missa  fureno  in  consiglio  culn  sua  I.  S.  lo  S.  Cardinale  Vrsino  lo 
imbasciatore  de  milano  et  lo  S.  Virgilio  cum  altri  Signori.  Et  delibero  sua 
I.  S.  partire  lo  di  seguente  da  monte  rotundo  et  andare  cum  sua  casa  a  Cam- 
pagnano  vicino  a  bachano.  Et  quello  jomo  partio  lo  S.  Virgilio  predicto  per 
bracciano.  Lo  R."'''  Cardinale  tucto  quello  jomo  fu  con  lo  I.  S.  Duca  ad  eipe- 
dire  molte  facciende. 

Die  XX.  eiusdem.  Ibidem. 

Ordinato  già  era  per  lo  I.  S.  Duca  de  partire  et  comandato  a  tucte  squar 
tre  et  altra  gente  che  stessero  in  ordine  per  partire:  fu  tanto  male  temporale 
de  acqua  et  vento  che  non  possette  partire  et  fé  comandare  che  tucto  homo 
se  riposasse  :  et  ad  alchune  squatre  che  erano  innanzi  ritornassero.  Ando 
quello  jomo  a  uisitare  lo  cardinale  vrsino  et  stette  cum  quello  :  expaccio  molte 
facciende.  Et  la  sera  lo  prefato  Cardinale  uenne  in  corte  et  demoro  cum  sua 
I.  S.  per  spatio  de  ili.  bore  semper  in  facciende  :  vnquam  dormiebat. 

Die  xxj.  eiusdem.  Ibidem. 

La  nocte  précédente  fu  tanto  male  temporale  de  acqua  et  vento  che  in- 
grosso lo  tenere  et  li  fossati  in  modo  che  non  si  posseua  caualcare  per  lo 
paese.  Sua  L  S.  non  partio  de  casa  et  lo  reuerendissimo  Cardinale  prefato 


PBCSMBRE  M.^  ecce  LxXZY.^  100 

lo  imbasciatore  predicto  cum  sua  Signorìa  stetteno  in  facciende  per  totum 
illum  diem. 

Die  xxij.  Decembris.  Ibidem. 

Àudita  sua  solita  missa  andò  a  casa  lo  Cardinale  et  per  totum  diem  stette 
sua  I.  S.  in  facciende  cum  quello  et  bora  tarda  cibum  sumpsit. 

Die  xxiij.  eiusdena.  Ibidem. 

Clollatione  facta  et  expeditis  quibusdam  negociis  vennero  lo  imbasciatore 
de  milano  et  lo  imbasciatore  de  fiorentini  da  roma  cbe  stanano  in  dieta  cipta 
et  per  douerse  partire  da  roma  per  causa  de  la  guerra  vennero  ad  uisitare 
sua  I.  S.  et  demororeno  cum  quella  fino  a  la  mactina  et  discessere  romam 
versus.  Spaccio  dicto  I.  S.  Duca  cum  quelli  molte  facciende  :  quello  jorno  ar- 
riuoreno  in  monte  rotundo  molti  servitori  del  quondam  Cardinale  de  ragona 
che  andauano  a  napoli  et  vennero  a  basare  la  mano  al  prefato  I.  S.  Duca.  Et 
fureno  accarezati  et  visti  uolenteij.  Eodem  die  passoro  li  inimici  per  roma. 

Die  xxiiij.  Decembris.  In  lo  poggio  de  mortelo. 

Bona  bora  surrexit  et  li  imbasciatori  predicti  fureno  cum  sua  I.  S.  et 
spaccioro  molte  facciende  et  lo  I.  S.  partio  cum  sua  casa  et  andò  ad  allog- 
giare in  lo  poggio  de  morteto  terra  de  la  badia  de  falfi  del  Cardinale  Vrsino 
ilio  tunc  tempore.  Quella  medesma  mactina  partirono  li  prefati  imbasciatorì 
per  roma. 

Die  XXV.  Decembris.  Ibidem. 

Postquam  surrexerat  e  lectulo  contulit  se  ad  ecclesiam  :  ibi  tres  missas 
solitas  audiuit  et  collatione  facta  fuit  cum  suis  curìalibus  in  gaudio  propter 
solempnitatem  pascalem. 


101  M.**  ecce  Lxxxv.^  DBCSaiBBB 

Die  xxvj.  eiusdem.  Ibidem. 

Gontulit  se  ad  ecclesiam  et  audita  missa  posuit  se  ad  expedienda  nego- 
eia  et  eo  die  lo  Cardinale  Vrsino  venne  ad  uisitare  sua  I.  S.  et  cenauit  bora 
tarda  perche  venne  la  borgecta  de  napoli  et  expaccio  facciende. 

Die  xxvij.  Decembris.  Ibidem. 

Jam  orto  sole  surrexit  et  audita  missa  caualco  et  andò  a  uisitare  lo  Car- 
dinale Yrsìno  che  dimoraua  ad  vno  suo  castello  vicino  et  demoro  cum  sua 
R."*  S.  per  quactro  bone  hore  in  facciende  :  et  reuersus  posuit  se  ad  negocia 
expedienda. 

Die  xxviij.  Decembris.  Ibidem. 

Audita  missa  equitauit  aliquantulum  et  reuersus  cibum  sumpsit  et  ex* 
pediuit  multa  negocia:  et  eo  die  cardinalis  fuit  cum  sua  Dominatione  per  to- 
tum  diem.  Et  venne  de  napoli  Àloysi  de  casalnouo  suo  Secretarlo. 

Die  xxviiij.  Decembris.  Ibidem. 

Bona  bora  surrexit  et  missa  sua  solita  audita  caualco  al  S.  Cardinale  vr- 
sino et  cum  quello  stecte  tucto  lo  jorgio  et  spaccioro  molte  facciende:  eo 
Die  bebbeno  nona  cbe  li  inimici  baueano  preso  lo  ponte  a  la  uentana  per 
tractato  et  ce  fu  ferito  fracasso  malamente.  Furono  in  consiglio  et  multa*  de - 
liberarunt. 

Die  penultimo  Decembris.  Ibidem. 

Non  discessit  e  domo  eo  die  :  expediuit  multa  et  semel  cibum  sumpsit. 
Et  delibero  lo  di  sequente  caualcare  a  lo  fiume  per  fare  reducere  lo  ponte 
facto  a  monte  rotundo  ad  vno  loco  tuto  acciocbe  li  inimici  non  lo  potessero 
abrusare. 


} 


DBCDfBRB  M.^  0000  LzZZT.^  102 

Die  vltimo  Decembrìs.  Ibidem. 

Andita  missa  sua  solita  fa  a  cauallo  cum  tucti  de  sua  casa  et  caualco 
Terso  lo  fiume  per  vedere  che  comodità  ce  era  per  possere  reducere  lo  dicto 
ponte  :  et  reuersus  bora  u.  expediuit  multa  et  sumpto  prandio  quieuit  ali- 
quantulum. 


I03 


M.''  ecce  LxxxvjJ 


GENNABO 


Die  primo  Januarij.  Ibidem. 

Surrexit  bora  xv.  et  audita  sua  solita  missa  et  coliatione  facta  posuit  se 
ad  negocia  expedienda. 

Die  ij.  Januarij.  Ibidem. 

Audita  missa  caualco  al  S.  Cardinale  et  quello  jomo  demoro  cum  sua 
R.°^  S.  et  prouideno  a  molte  cose  et  reuersus  clbum  sumpsit.  Et  lo  prefato 
Signor  Cardinale  stana  a  buchigniano. 

Die  iij.  Januarij.  Ibidem. 

Sumpto  prandio  sua  I.  S.  fu  in  facciende  con  lo  R.°^  prefato  Cardinale 
cbe  venne  a  uisitare  sua  I.  S.  et  demoro  cum  quella  per  tre  bore  grosse:  et 
partito  sua  I.  S.  se  pose  in  negociis  peragendis. 

Die  iiij.  Januarij.  Ibidem. 

Bona  bora  lo  Signor  Cardinale  vrsino  uenne  a  visitare  sua  I.  S.  et  tucto 
quello  jomo  spaccioro  facciende:  cbe  ce  era  nona  cbe  lo  signor  Roberto  era 
già  fora  del  ponte  a  campo  et  cbe  veniua  a  la  mentana. 

Die  V.  Januarij.  Ibidem. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  se  pose  in  facciende  con  lo  S.  Car- 
'  dinaie:  cbe  se  affirmaua  ommino  cbe  lo  S.  Roberto  veniua  a  campo  a  la  men- 
tana terra  del  S.  Paulo  vrsino  percbe  quello  jomo  erano  venuti  loco  certi  ca- 


GENNABO  M.^  ecce  LXZXTJ."*  104 

Halli  leggeri  a  prouedere  li  alloggiamenti  per  lo  campo.  Et  visto  ciò  lo  dìcto 
S.  Paulo  se  ne  uscio  et  venne  al  poggio  de  morteto  al  I.  S.  Duca  con  lo  quale 
demoro  duj  jomi  et  partio  per  bracciano  al  S.  Virgilio. 

Die  vj.  Januarij.  Ibidem. 

Non  partio  da  la  stanza  lo  prefato  I.  S.  perche  spaccio  molte  facciende 
per  napoli  per  firenze  per  bracciano  et  quello  jomo  non  finio  maj.  Et  se  heb- 
be  noua  che  lo  S.  Roberto  era  venuto  a  campare  a  la  Mentana  cum  xxij.  squa- 
tre  et  mUle  cinquecento  fanti  et  che  facea  eonduceme  le  bombarde.  In  la  dieta 
la  montana  lo  prefato  L  S.  ce  pose  dentro  Antonello  de  Campobasso  valen- 
tissimo homo  cum  due  squatre  et  cento  fanti.  Et  se  extimaua  che  animosa- 
mente se  tenerìa. 

« 

Die  vij.  Januarij.  Ibidem. 

Surrexit  bona  bora  et  audita  missa  se  pose  in  facciende  con  lo  S.  Car- 
dinale. Et  postea  equitauit  aliquantulum  et  bora  tarda  cibum  sumpsit.  Et  sol- 
licitaua  de  mandare  homini  soi  a  fare  reducere  li  ponti  hauea  facti  fare  a  mon- 
terotondo  al  tenere  a  certa  ysula  vicino  a  foyano  donde  potesse  passare  la 
sua  gente  de  arme  de  la  per  offendere  li  inimici.  Et  delibero  lo  di  sequente 
caualcare  con  lo  prefato  Cardinale  al  fiume  per  fare  reducere  lo  ponte  ad 
portum. 

Die  viij.  Januarij. 

Partio  sua  L  S.  audita  missa  et  assumpta  collatione  con  lo  corpo  de  co- 
raza  et  caualco  cum  soi  cortesani  armigeri  et  tre  paggij  dando  fama  che  an- 
daua  al  fiume  per  fare  passare  li  ponti:  et  conduxe  lo  R.""""  Cardinale  fino  al 
prefato  fiume:  et  come  fu  li  delibero  passare  da  la  et  andare  a  trouare  lo  S. 
Virgilio.  Lo  Cardinale  ritomo  in  retro  et  sua  I.  S.  passo  da  la  et  lo  prefato 
Cardinale  delibero  ribellarse  et  tenea  pratica  con  papa  Innocentio  et  con  lo 


I05  M.^  ecce  LzzzYJ.<^  gennabo 

S.  Roberto  et  mercurìdi  futuro  che  fureno  li  xì.  de  Januarìo  caualco  in  campo 
al  S.  Roberto  et  li  decte  monte  rotundo  cum  pacti  che  lo  Signor  messer  an- 
drea  de  gennaro  che  staua  li  cum  yj.  squatre  et  messer  loysi  de  capua  cum 
ecc.  fanti  et  la  Gasa  del  prefato  I.  S.  Duca  che  staua  allora  al  poggio  de  mor- 
teto  se  potessero  partire  tucti  inlesi  a  la  via  del  Reame  in  termine  de  tre  jomi: 
et  lo  simile  fu  facto  al  Magnifico  Antonello  de  Campobasso  che  staua  a  la  mon- 
tana cum  duj  squatre  et  ce.  fanti:  tucto  homo  prese  la  via  verso  lo  reame  a 
li  xiij.  del  dicto  per  la  meglìore  parte.  Lo  I.  S.  Duca  resto  da  la  del  fiume  verso 
bracciano  con  lo  S.  Virgilio  vrsino:  de  la  prese  sua  I.  S.  nona  ordinatione  co- 
me de  socto  se  subscriuera. 

Eodem  die  per  trouarse  sua  I.  S.  de  la  del  fiume  ea  bora  che  già  sol  de- 
clinabat  delibero  andare  ad  alloggiare  ad  foyano  con  suoi  cortesani  che  por- 
taua  et  quella  nocte  alloggio  li  cum  deleberatione  lo  di  sequente  andare  ad 
trouare  lo  Conte  de  pitigliano  che  se  expecta  con  le  genti  fiorentine. 

Die  viiij.  Januarij. 

Bona  bora  :  che  mai  queUa  nocte  riposo  sua  I.  S.  per  la  fantasia  tenea 
de  oflfendere  lo  inimico  quia  agebatur  res  sua  :  partio  et  caualco  verso  Cam- 
pagnano  et  li  alloggio  quella  sera  et  lo  di  sequente  :  si  riposo  in  queUo  ca- 
stello doue  bebbe  nona  da  Troyano  mormino  che  lo  Cardinale  vrsino  se  era 
reuoltato  et  accordato  con  lo  S.  Roberto.  Et  benché  tal  nona  paresse  alquanto 
contraria  al  proposito  suo  et  mala  pure  sua  I.  S.  forti  animo  animaua  li  soj 
come  bono  et  optimo  Capitanio  et  insieme  con  lo  S.  Virgilio  delibero  fare  tale 
prouisione  de  intendere  se  lo  prefato  Conte  de  pitigliano  venia  mai  più. 

Et  queUa  sera  hebbeno  nona  che  veniua  lo  di  sequente  :  et  fu  facta  pro- 
uisione per  darli  li  stanze. 

Die  xj.  Januarij  et  xij.  eiusdem. 

Hauendo  nona  che  lo  Conte  de  pitigliano  venia  delibero  sua  S.  I.  vna 

14 


OTONABO  M.*'  ecce  Lxxxrj.*  io6 


/ 


con  lo  S.  Virgilio  andarli  incontra  et  caualco  et  trouando  lo  dicto  Conte  che 
portaua  et  conducena  seco  squatre  xiij.  et  ce  sono  connumerate  due  squatre 
de  balestreri  et  fanti  numero  D.  et  circa:  et  quella  sera  tucti  alloggioro  a  brac- 
ciano  lo  meglio  se  possecte:  et  fra  se  medesimo  et  anchora  ragionandone  con 
lo  S.  Virgilio  et  con  lo  prefato  conte  delibero  la  mattina  sequente  rìposarse  a 
bracciano  et  venardi  partire  et  andare  innanzi  per  sollicitare  li  fiorentini  et 
fare  quello  era  necessario  :  et  questo  facea  centra  la  volontà  et  parere  de  ogni 
homo  che  diceano  sua  I.  S.  non  douere  partirse:  ma  sua  I.  S.  che  cognoscea 
quanto  importaua  lo  stare  per  lo  stato  suo  et  perspicaua  le  cose  future  con 
lo  suo  subtilissimo  ingegno  omnino  uolse  partire  lo  di  sequente  che  fureno 
le  xiij.  de  gennaro.  Et  fece  ponere  in  ordine  quella  gente  che  li  panie  neces- 
saria per  hauere  a  passare  per  terre  de  inimici.  Et  andò  leggero  più  che  li  fu 
possibile. 

Die  xiij.  Januarij. 

Mogio  sua  I.  S.  quella  sera  a  bracciano  anchora  prouedendo  a  molte 
cose  necessarie.  Mai  donnina  quello  I.  S.  et  delibero  die  sequenti  partire  per 
andare  verso  pitigliano. 

Diaxiiij.eiusdem. 

Partio  sua  I.  S.  a  la  Aué^  maria  iam  sole  tendente  ad  occasum.  Et  canal- 
co  tucta  quella  nocte.  Et  bora  quarta  noctis  passando  socto  Viterbo  loco  dicto 
a  le  case  abrusate  trono  U  inimici  che  cercauano  interrumpere  a  la  sua  S.  lo 
passo:  li  ruppe  in  modo  che  andoreno  in  fumo:  et  lo  animo  de  tal  Signore 
non  era  piccolo  per  vederse  reducto  in  tal  puncto.  Media  nocte  passo  a  li 
bagni  socto  Viterbo  et  inuentis  ibi  quoque  inimicis  et  dispersis  et  captis  passo 
a  loro  dispecto.  Et  erompente  luce  passo  a  la  Marta  et  quactro  miglia  più  la 
fecit  collationem  cum  omnibus  suis  adeo  familiariter  quod  omnes  miraban- 
tur.  Et  caualcando  passo  socto  la  valentano  vellent  nollent  inimici  et  junse  a 


107  M.^  ecce  Lxxxvj/  oennaro 

pitigliano  die  sequenti  ad  hora  de  vespro  ut  campane  iadicabant.  Et  li  fa  re- 
colto molto  allegramente  et  fu  assai  accarezato.  Et  ibi  trono  lo  conte  de  ca- 
yaccia  mandato  dal  I.  S.  Duca  de  Milano  cum  quactro  squatre  et  ce.  caualli 
leggeri.  Et  dimoro  in  quella  terra  fino  a  li  xviij.  del  prefato  mese. 

Die  xviij.  Januarij. 

Sua  I.  S.  ordino  che  tucto  homo  se  trouasse  in  ordine:  che  volea  omni- 
no  partire  quella  nocte:  et  a  meza  nocte  fu  a  cauaDo.  Ita  et  taliter  che  ante 
solis  ortum  fu  a  la  Paglia  territorio  de  Senesi  :  loco  doue  sono  alchune  ta- 
ueme:  et  facta  collatione  et  posito  igne  in  alchuni  pagliari  respectu  inimico- 
rum  :  et  in  itinere  fareno  presi  tre  homini  de  arme  li  quali  vernano  de  siena  et 
portauano  duo  milia  ducati  de  oro  :  iUis  ablatis  se  ne  rinfrescoro  quella  gente . 
che  ne  haueano  bisogno  et  lo  L  S.  fece  prouedeme  a  tucta  la  casa  taliter  che 
tucto  homo  ne  resto  contento  secondo  li  temporali  erano.  Et  quella  sera  andò 
ad  alloggiare  in  montepulciano  terra  de  fiorentini  :  doue  fu  receputo  de  alle^ 
gra  faccia  da  quello  popolo  et  da  prefati  fiorentini  prouisto  ad  ogni  expesa  ne* 
cessaria  per  sua  I.  S.  et  de  tucti  de  sua  casa  assai  splendidamente.  Et  dimoro 
li  sei  jomi  suis  rebus  integris  :  che  a  tucto  era  facto  la  expesa.  Et  sua  I.  S.  se 
riposo  in  quella  Gipta  fino  a  li  xxiij.  de  febraro.  Et  lo  visitare  li  opto  et  li 
dece  de  fiorenze  cum  grandissimo  honore  et  fecero  a  sua  I.  S.  molte  proferte 
cum  dire  che  sua  I.  S.  se  riposasse  perche  loro  voleano  ponere  lo  stato  la 
robba  et  li  figlioli  in  seruitio  de  quella. 

Die  xxìiij.  februarij.  febraro 

Partio  sua  I.  S.  da  monte  pulciano  et  caualco  verso  Cortona:  che  inten- 
deua  che  messer  Jean  Jacobo  triuulsi  veniua  con  la  gente  del  Duca  de  milano 
et  ita  fait.  Et  dimoro  in  quella  terra  fino  a  li  sei  de  Martio.  Doue  fu  ben  uisto 
et  accarezato  da  quelli  Giptadini. 


} 


ìUE^o  M.**  ecce  Lxxxvj.o  io8 

Die  vij.  Martij. 

Se  partio  Sua  I.  S.  da  Cortona  et  andò  verso  Montepulciano  prenomi- 
nato  con  la  sua  gente  perche  lo  animo  suo  de  continuo  era  vscire  in  campo 
verso  roma  et  de  andare  a  trouare  lo  S.  Virgilio  et  lo  conte  de  pitigliano  vr- 
sini  et  alloggio  quella  sera  in  montepulciano  et  li  stecte  fino  a  li  vndeci  de 
Marzo  et  eo.tempore  petiit  Sanctam  fiorem.  Et  andana  ordinando  lo  bisogno 
del  campo  et  li  lochi  più  a  proposito  de  la  gente  de  arme  et  in  hoc  quietabat 
animus  illius. 

Die  xij.  Martij. 

Gaualco  et  quello  jomo  alloggio  in  pitigliano  con  quella  comodità  se 
possecte.  Et  die  sequenti  caualco  in  Sorano  terra  del  conte  Nicolo  vrsino:  et 
quella  sera  ritomo  in  pitigliano  et  andò  a  vedere  la  gente  de  arme  che  de- 
moraua  ibi:  prouedendo  al  necessario.  Et  dimoro  in  pitigliano  fino  a  li  ij.  de 
Maggio:  et  illis  partibus  la  gente  de  arme  mangiaua  macramente. 

MAGGIO  Die  iij.  Maij. 

Eodem  die  sua  I.  S.  uscio  in  campo  cum  xLvij.  squatre  et  v.  mila  fanti 
cum  tanto  ordine  che  a  me  saria  impossibile  esplicarlo  con  penna:  lo  lasso 
a  li  altri  che  pongano  in  carta.  Lo  officio  mio  e  solo  tenere  a  mente  le  jor- 
nate  come  ho  comandamento.  Getera  relinquo  majoribus  meis.  Et  fermo  lo 
campo  ad  Mentono  et  li  stecte  vsque  ad  septimum  diem  Maij.  Illis  diebus  fu 
a  le  mano  con  la  gente  del  S.  Roberto  de  Sancto  Severino  et  furono  facto 
molte  scaramuze.  Ma  eo  die  septimo  mensis  maij.  lo  I.  S.  fu  a  le  mano  con 
lo  prefato  S.  Roberto  incitato  da  quello  mandandoli  a  dire  che  omnino  volea 
essere  in  facto  de  arme:  qui  Dux  Calabrie  annuit  et  fece  ponere  in  ordine  la 
sua  gente  et  comincio  aduiarse  verso  lo  campo  del  prefato  S.  Roberto:  lo 
'  quale  vedendo  che  lo  prefato  I.  S.  andana  a  trouarlo  animosamente  se  re- 


109  M.^  ecce  Lxzzvj.^  maggio 

trasse  in  retro  ma  non  tam  presto  che  dicto  I.  S.  non  li  fosse  adosso  con  li 
caualli  leggeri  et  appicciata  la  scaramuza  foreno  morti  molti  homini  de  conto 
da  1  una  banda  et  1  altra:  et  fra  queUi  ce  fu  lo  Magniflco.ludouico  de  la  Sa- 
xetta  de  la  cui  morte  assai  se  condolecte  sua  I.  S.  Assai  ne  furono  feriti.  In- 
terim lo  prefato  I.  S.  vedendo  che  lo  S.  Roberto  se  scostaua  quanto  posseua 
pmse  innanzi  certe  sue  squatre  et  de  continuo  andana  ferendo  a  le  spalle 
quella  gente  del  S.  Roberto.  Et  duro  quello  facto  de  arme  da  le  xx.^'  bore  vs- 
que.ad  2/*°  horam  noctis  et  con  le  intorcie  se  combacteua:  et  tale  saria  stato 
tale  facto  de  arme  quella  sera  che  lo  S.  Roberto  era  rocto  ia  tucto  :  se  non 
che  ipso  cum  sua  sagacita  et  astucia  ce  prouide  :  che  mando  Golamarìa  suo 
figlio  ad  parlare  con  lo  S.  Conte  de  Gayaccia  suo  primogenito  lo  quale  era 
con  lo  I.  S.  Duca  de  milano  :  et  lo  I.  S.  Duca  de  Calabria  lo  hauea  spineto 
innanzi  cum  sua  gente  et  se  portaua  animosamente  :  et  hauto  confabulatione 
insieme  li  decti  frati  se  spartirò  et  subito  lo. prefato  Conte  venne  al  predicto 
I.  S.  Duca  a  dire  come  al  S.  Roberto  parca  se  douesse  spicciare  lo  facto  de 
arme.  Lo  dicto  I.  S.  Duca  alquanto  se  monstro  duro  ma  vedendo  che  per  la 
nocte  non  se  cognosceano  1  uno  1  altro  le  panie  compiacere  al  S.  Roberto  et 
per  intercessione  del  figlio  acconsenti  che  lo  facto  de  arme  se  spicciasse  :  et 
ita  factum  se  ne  ritornoro  a  li  loro  alloggiamenti  et  tentorìj  doue  quella  sera 
lo  I.  S.  Duca  conuito  ad  cena  cum  ipso  tucti  capi  de  squadra  et  altri  homini 
de  conto  et  li  accarezo  assai.  Et  in  questo  campo  demoro  lo  exercito  regale 
fino  a  li  vj.  de  Jugno.  Et  partio  lo  campo  et  andò  ad  alloggiare  ad  lago  de 
Marzano.  Et  septimo  die  ibi  requieuit. 

Die  viij.  Junij.  giugno 

Bona  bora  partio  lo  I.  S.  Duca  con  lo  campo  da  lo  lago  de  Marzano  cum 
lo  ordine  suo  et  andò  ad  alloggiare  quella  sera  a  Toscanella  et  ibi*quieuit 
die  viiij.^ 


j 

é 


GIUGNO  M.""  ecce  Lzzxvj.^  no 

Die  IO.  Junij. 

Allogio  sua  I.  S.  con  lo  campo  socto  cometo  et  riposo  li  usque  ad  xij. 
eiusdem.  Doue  li  soldati  non  curoro  in  seruitio  de  sua  I.  S.  bebere  acqua  cum 
sucho  de  cedrangoli  et  mangiauano  cedrangoli  in  luogo  de  pane:  che  sta* 
uano  in  grande  penuria  et  quello  L  S.  cum  sue  eiortationi  animaua  tucto  ho- 
mo. Ita  et  taliter  che  tale  ulta  a  quelli  soldati  era  vno  zucharo:  expectando 
dal  dicto  I.  S.  condigna  remuneratone:  et  non  fuggiuano  alchuna  fatica. 

Die  xij.  eiusdem. 

Partio  lo  esercito  de  dicto  I.  S.  et  passo  socto  le  porte  de  Giuita  vechìa 
et  ibi  scaramuccioro  li  soldati  egregiamente  con  la  gente  de  la  ecclesia:  et  non 
trouando  in  quelle  parti  acqua  non  alloggioro  ma  quella  sera  andò  dicto  I.  S. 
con  lo  campo  a  sancta  marinella. 

Die  xiij.  eiusdena. 

Partio  da  sancta  marinella  et  andò  in  ceruetero  et  li  stecte  lo  di  sequente 
che  furono  li  xiiij.  de  Giugno. 

Die  XV.  Junij. 

Da  Ceruetero  partio  lo  campo  et  sua  I.  S.  quello  indirizzo  verso  lo  an* 
guilaro  et  posti  li  pauiglioni  et  trabache  tucto  lo  Regio  exercito  hebbeno 
quello  volseno.  Et  li  se  riposo  lo  di  sequente. 

Die  xvij.  Junij. 

Venne  sua  I.  S.  con  lo  campo  a  1  ysula  lontana  da  roma  circa  miglio 
cinque  et  ce  stecte  fino  a  li  venti  del  dicto.  Et  già  se  praticaua  la  pace  perche 
Papa  Innocentio  viueua  intrepido  per  hauere  li  inimici  vicini  et  dentro  roma  : 
non  se  fldaua  molto:  attendeua  a  fare  fortificare  sancto  petro  et  se  faceano 


\ 


III  M.®  Occc  Lxxxvj.'*  GITOKO 

molti  ripari.  Et  de  continuo  di  et  nocte  stanano  li  Romani  vigilanti.  Et  lo  Pa- 

■ 

pa  comincio  a  presentare  a  lo  I.  S.  prefato  et  tenea  cum  quello  strectissima 
pratica.  Et  già  se  tramaua  mandarne  lo  S.  Roberto  ut  postea  secutum  fuit. 

xxj.  Junij. 

Ando  a  porcareccio  lontano  da  roma  circa  due  miglia  et  li  se  riposo  fino 
a  li  XXX.  del  dicto.  Et  eo  sero  ritorno  a  1  ysola  bona  causa  et  per  compiacere 
a  la  Santità  de  Nostro  Signore. 

Die  primo  Julij.  i-uguo 

Da  1  ysula  partio  et  andò  con  lo  campo  a  liprignano  et  lo  prese  et  de 
continente  lo  dono  al  conte  de  pitigliano:  et  sua  I.  S.  non  cupido  ma  libéra- 
lissimo era  a  tucti.  Et  li  riposo  fino  a  li  sei  del  dicto. 

Die  vj.  Julij. 

Partio  da  liprignano  et  andò  in  Noxano  doue  sua  S.  stecte  usque  ad 
xiiij.  Julij  predicti. 

Die  xiiij.  eiusdem. 

Ando  a  pozano  a  la  Abbatta  de  sancto  Andrea  et  ilio  tempore  prese  la 
abbatia  de  sancto  paulo  cum  sue  castelle  satis  prudenter:  che  venendoli  in 
mano  la  mogliere  cum  li  figlioli  de  lo  castellano  de  quelle  forteze  positis  fur- 
cis  et  ostensìs  vxore  et  filiis  restituit  arcem  et  moratus  est  ibi  vsque  ad  xxj 
Augusti.  Interim  conclusa  fuit  Pax  cum  Summo  pontifice  et  iUis  diebus  fu 
comandato  al  S.  Roberto  che  se  partisse  del  territorio  de  la  ecclesia  et  che 
pigliasse  suo  viaggio  verso  venetia  aliter  saria  stato  eualligiato  cum  tucti  li  sol: 
et  al  I.  S.  Duca  che  lo  sequitasse  con  la  gente  de  arme  accioche  non  man- 
dasse in  rapina  alloggiando  o  per  lo  passare  quelle  terre  de  la  ecclesia.  Et  ita 
actum  fuit. 


\ 


LUGUO  M.<^  ecce  LXXXYJ.^'  112 

Die  22  Julij  lo  I.  S.  Principe  arriuo  in  napoli  malato. 

Die  vj.  augasti  arriuo  1  annata  del  Re  de  castiglia  et  fureno  con  cara* 
nella  et  due  ballonerj. 

Die  n].  augusti  lo  S.  Re  uolse  concludere  lo  parentato  con  lo  Conte  de 
Samo  solo  per  reducerli  in  castello  et  eo  die  resto  presone  con  lo  Secretarlo 
et  1  altri. 

Die  19  Augusti  lo  S.  Principe  perde  lo  polso  et  già  fu  tenuto  per  morto  : 
et  la  S.  M.  prophetauit  con  lo  C.  cammerlingo  eum  non  moritiirum. 

^««ww>  Die  xxj.  Augusti. 

Sua  I.  S.  partio  con  lo  exercito  et  andò  ad  alloggiare  al  Borghecto  et 
tucto  bomo  andana  allegramente  per  la  successa  Pace  et  Victoria:  et  quieuit 
ibi  diem  sequentem. 

Die  xxiìj.  eiusdem. 

Partio  lo  prefalo  I.  S.  dal  borghecto  et  andò  ad  alloggiare  ad  Orta  et  lo 
S.  Roberto  partio  da  Ciuita  Castellana  et  alloggio  quella  sera  ad  orta.  Inteso 
che  lo  prefato  Signore  veniua  passo  lo  tenere  de  subito  che  stana  cum  pau- 
ra :  et  quella  sera  in  lo  passare  del  dicto  fiume  molti  carriaggi  se  perderò 
perche  annegare  molti  muli  per  la  pressa. 

Die  XXV.  Augusti. 

Partio  da  orta  et  andò  ad  alloggiare  a  Rosane  :  a  li  ixvj.  andò  ad  allog- 
giare a  colle  pepe  doue  per  dare  loco  et  tempo  al  prefato  S.  Roberto  che  se 
andasse  cum  dio  riposo  fino  a  li  xxviiij.  del  dicto. 

Die  xxviiij.  Augusti, 

Alloggio  in  sancto  Bartholomeo  et  quella  nocte  delibero  seguitare  suo 
cammino  appresso  lo  prefato  S.  Roberto  lo  quale  andana  musando  ed  spe- 


113  M.**  ecce  Lxxxvj.®  a(30ST0 

raua  fare  qualche  suo  designo  per  non  andarsene  cosi  cum  pocho  suo 
honore. 

Die  XXX.  Augusti. 

Ando  ad  alloggiare  sua  I.  S.  con  lo  exercito  ale  fracte  et  quella  sera  de- 
libero partire  la  mactina  sequente  et  continuare  suo  cammino  appresso  lo 
prefato  S.  Roberto  che  cosi  hauea  ordinatione  de  la  Santità  de  Nostro  Si- 
gnore prefato. 

Die  vi  timo  Augusti. 

Caualco  bona  bora  et  andò  al  borgo  de  sancto  sepolcro  et  lo  S.  Roberto 
in  coppa  a  le  Arpi  de  fiorenze.  Et  lo  Magnifico  laurentio  de  medici  partito  da 
la  sua  inclita  Cipta  andò  a  uisitare  sua  I.  S.  et  insieme  cum  quella  assecto 
motte  cose  et  certe  lo  prefato  I.  S.  fu  molto  accarezato  da  ipso:  et  in  lo  dicto 
burgo  se  caccio  vna  canzone  la  quale  comincio:  Lassatelo  andare  etc.  Et  fu 
facta  per  la  partita  del  sopra  dicto  S.  Roberto.  Et  demoro  dicto  I.  S.  in  quella 
terra  fino  a  li  cinque  de  septembre. 

Vltimo  augusti  partilo  la  casa  del  Signore  et  lo  andò  a  trouare  vicino  a 
Venosa  in  campo. 

Die  V.  septembris.  settembre 

Parti  dal  Borgo  sopradicto  et  andò  ad  alloggiare  in  valle  Yaldignano  as- 
sai delecteuole  et  amena  et  quella  nocte  se  riposo  quello  campo. 

Die  vj.  eiusdem. 

Alloggio  in  Ranghi  a  la  fiumara  la  quale  quella  nocte  per  lo  male  tem- 
porale  se  impie  in  modo  che  quasi  hebbe  ad  annegare  mezo  lo  campo  et 
decte  che  fare  a  tucto  homo  et  non  li  fece  stare  in  ocio. 


'5 


SETTEMBRE  M.*»  CCCC  LXXXTJ.*»  H4 

Die  vij.  Septembris. 

Lo  prefato  I.  S.  andò  ad  alloggiare  a  Marzino  et  riposo  li  lo  di  seguente 
che  furono  li  octo  del  dicto. 

Die  viiij.  eiusdem. 

Alloggio  a  Pietrauiua  con  tucto  lo  campo  che  sequitaua  pure  lo  prefato 
S.  Roberto. 

Die  X.  eiusdem. 
Ando  a  la  frecta  et  loco  alloggio  cum  quella  comodità  se  possecte. 

Die  xj.  eiusdem. 

Partito  da  la  fracta  andò  ad  alloggiare  in  forli  et  sua  I.  S.  alloggio  den- 
tro la  cipta  et  fu  molto  bene  accarezato.  Lo  campo  alloggio  fora. 

Die  xij.  eiusdem. 

Quella  sera  andò  ad  Castello  bolognese  che  intendeua  che  lo  S.  Roberto 
tramaua  per  passare  in  quello  de  genoua  :  et  datene  aduiso  a  messer  Joam 
Benteuoglia  et  a  quella  Signoria  prouide  ita  et  taliter  che  lo  S.  Roberto  inten- 
dendo li  preparatorij  se  faceano  contra  ipso  se  partio  de  loco  dove  era  allog- 
giato de  nocte:  più  che  de  passo  lo  prefato  L  S.  lì  mando  appresso  et  fureno 
molti  carriaggi  sualigiati  et  fragassati.  Molti  de  li  soj  alchuni  valenti  homini 
se  ne  uennero  al  I.  S.  per  acconciarse  con  quello  et  molti  ne  piglio:  ad  al- 
chuni donaua  licentia.  Lo  S.  Roberto  queUa  nocte  intro  in  le  terre  de  la  Signo- 
rìa de  venetia  :  et  perche  la  gente  del  prefoto  I.  S.  animosamente  seguitaua 
quello  per  dampniflcarlo  sua  I.  S.  de  continente  delibero  mandarse  ad  excu- 
sare  a  quella  excelsa  Signoria.  Ce  mando  lo  nobile  homo  Carlo  deforma  gen- 
tile  homo  neapolitano  lo  quale  fu  visto  da  quella  Signorìa  de  bona  uoglia  et 


115  M.^  CCOC  LXXXTJ.*^  SEPTE3CBBB 

ne  riporto  grata  risposta.  Et  dimoro  lo  predicto  L  S.  Daca  in  dicto  loco  fino  a 
li  quindeci  de  septembre  et  riposo  con  tucti  li  soi  et  expecto  lo  dicto. Carlo: 
et  inteso  lo  bono  animo  che  teneano  li  Signori  venetiani  verso  de  ipso  deli- 
bero andare  ad  parlare  al  S.  Duca  de  ferrara  ad  Lugho  et  partio  quello  di  et 
tacti  li  soi  andauano  allegri  per  la  Victoria  hauta  et  per  le  cose  che  molto  an- 
dauano  a  la  seconda. 

Die  14  septembris  lo  S.  Re  et  la  S.  Regina  con  tucti  furono  ad  epysco- 
pio  a  la  missa  et  fu  bandita  la  pace  fra  lo  papa  et  S.  Re  et  ne  fu  facta  gran 
festa. 

Et  die  16  lo  S.  Re  mando  vno  paro  de  brachi  che  haueano  vno  palmo 
de  orechie  a  donare  a  lo  Principe  de  altamura. 

Die  xvj.  Septenibris. 

Ando  ad  mangiare  a  cotignola  et  quella  sera  ritomo  pure  in  campo  al 
dicto  Castello  bolognese  et  li  vennero  lo  S.  Duca  de  ferrara  lo  S.  Marchese 
de  mantoa  et  Messer  Joam  bentiuogUa  et  eo  sere  sumpto  prandio  discesse- 
runt  et  lo  I.  S.  resto  con  li  soi  quello  di  et  lo  sequente. 

Die  xviij.  septembris. 

Partio  da  castello  bolognese  sua  I.  S.  et  venne  ad  alloggiare  a  furli  doue 
fu  bene  accarezato. 

Die  xviiij.  eiusdem. 

Orto  iam  sole  et  sumpta  collatione  partio  da  furli  et  andò  ad  alloggiare 
a  Cesena. 

Die  20.  eiusdem. 
Da  Cesena  partito  sua  I.  S.  andò  quella  sera  a  sanmignano. 


SEPTEMBRB  M.^  CCCC  LXXXYJ.^  1 16 

Die  xxj.  eiusdem. 

Venne  quella  sera  in  Rimini  et  fa  recepato  molto  de  grato  animo  da 
quelli  Signori  li  quali  fureno  facti  Cauallerì  da  sua  I.  S.  Et  li  pres^  la  gente 
de  arme  del  signor  Roberto  et  altri  valenti  hominj  «  suo  soldo  et  conduxela 
cum  ipso  accarezandolo  tanto  che  quelli  soldati  vernano  de  bona  voglia.  Et 
riposo  li  lo  di  seguente. 

Die  xxiij.  eiusdem. 

Sua  I.  S.  partio  da  Rimini  et  venne  ad  alloggiare  a  pesaro  in  lo  Palazo 
de  lo  Imperatore  et  ibi  quietauit  per  tres  dies. 

Die  xxvij.  Septembris. 

Da  Peserò  partio  sua  I.  S.  et  andò  ad  alloggiare  a  fiumicinj  vicino  ad 
Ànchona. 

Die  xxviij.  eiusdem. 

Venne  ad  alloggiare  a  sancta  Maria  del  loreto  doue  uisito  quella  sancta 
ecclesia  et  ce  decte  de  elemosina  Cento  sexanta  ducati  de  oro  in  oro  et  per 
ipso  et  per  lo  Principe  che  era  stato  in  napoli  indisposto  usque  ad  mortem 
et  mai  se  extimo  sua  sanità.  Et  la  opinione  de  tucto  lo  populo  fu  che  le  ora- 
tioni  infinite  fece  fare  la  111.°*^  madamma  duchessa  sua  madre  lo  liberaro.  Et 
lo  dicto  I.  S.  ordino  fusse  facta  vna  ymagine  de  argento  del  dicto  Principe  in 
illa  ecclesia  et  sic  factum  fuit:  et  lo  di  sequente  non  partio. 

Die  vltimo  Septembris, 
Alloggio  socto  fermo  per  che  dentro  non  possea  alloggiare. 


117  M**^  ^^^^  Lxxxvj.**  OCIOBBE 

Primo  Octobris. 

A  monte  Turbiano  et  lo  di  seguente  se  fermo  li  et  riposo  sua  gente  de 
arme  :  la  quale  la  gouemaua  cum  grande  discretione  perche  la  conduceua  in 
lo  Reame  centra  li  baroni  ribelli  et  per  assectare  casa  sua. 

Eo  die  venne  a  napoli  lo  Conte  de  fundi  et  de  MUeto. 

Die  iij.  Octobris. 

Se  conduxe  al  Tronto  in  li  confini  del  suo  reame  et  smontato  sua  I.  S. 
fece  tale  segnale  :  se  scosse  tucto  saltando  per  letitia  et  dixe  :  Mo  pure  so  in 
lo  territorio  mìo. 

Die  iiij.  eiusdem. 

Venne  ad  alloggiare  a  la  Abbatia  vicina  a  Julia  nona  et  li  prese  tucta 
quella  baronia:  vernano  tucti  quelli  homini  con  le  ciani  et  cum  presenti  infi- 
niti et  li  riposo  sua  gente  usque  ad  diem  yj.  et  eo  die  discessit. 

Die  vj.  eiusdem. 

Da  la  dieta  Abbatia  et  andò  in  Julia  nona  receputo  come  nono  Signore 
et  cum  grande  honore  da  piccioli  et  grandi. 

Eo  die  venne  in  napoli  lo  conte  de  conza  bene  in  ordine  cum  caualli  C. 
et  XV.  ronconerj. 

Die  vij.  eiusdem. 

Alloggio  in  Monte  Saluano  et  li  arriuo  tucta  la  casa  de  sua  L  S.  et  ca- 
ualli grossi  che  vernano  de  napoli  a  trouare  quella:  et  volse  vedere  tucti  ca- 
nali) et  altre  cose  de  animo  molto  jocondo.  Et  riposo  U  quello  jomo  et  li  diq 
sequenti.  Et  lo  Signore  stette  a  lo  castello:  lo  campo  alloggio  sopra  la  collina 
per  1  acqua. 


^ 


ocrOBBB  M.""  ecce  LzzxTj.^  ii8 

Die  X.  Optobris. 
Partio  da  Monte  Salaano  et  venne  ad  allegrare  al  Molino  de  Pianala. 

Die  xj.  eiusdem. 

Ad  alando  venne  quella  sera  cum  tucta  quella  gente  de  arme  soa  et  pose 
in  possessione  lo  Duca  de  malfl  de  tucta  la  baronia  del  Marchese  de  bitonto 
che  era  sua  et  se  era  ribellato  da  la  Maestà  del  Signor  Re.  Et  lì  venne  nona 
come  la  aquila  era  ribellata  da  la  ecclesia  et  reducta  in  gratia  del  S.  Re  et  li 
aquilani  in  quella  nouita  haueano  amazato  lo  archydiacono  et  certi  sol  pa- 
renti. Et  die  13  venne  la  nona  iq  napolj.  Et  riposo  lo  campo  suo  fino  a  li  xv^ 
del  dicto.  Et  mai  stana  in  ocio  sua  I.  S.  et  facea  che  da  li  baroni  ribelli  che 
intendeuano  soi  progressi  stanano  tucti  tremebundi.  Et  in  quelli  di  vennero 
D.  fanti  de  Ciuita  de  chieti  li  quali  lo  I.  S.  mando  al  Conte  de  Celano  cum 
Pissicello  suo  creato.. 

Die  xiiij.  eiusdem. 

Alloggio  ad  pentima  cum  tucta  la  gente  de  arme  et  tucto  quello  paese 
correua  ad  vedere  sua  I.  S.  che  non  credeano  anchora  che  fusse  ipso:  per- 
che se  extimaua  mai  più  venisse  in  lo  suo  reame. 

Die  XV.  eiusdem. 

A  Piscina  alloggio  et  delibero  partire  lo  di  sequente  et  andare  a  celano 
doue  riposo  li  xxvij.  et  li  xxviij.  cum  quello  Signore:  et  assecto  molte  cose  de 
Colonnesi  con  li  Yrsìni  et  reduxeli  in  grande  concordia  che  molti  tempi  erano 
stati  in  discordia  et  diligenti  ratione  componi  curauit  et  ita  componi  ut  tam- 
quam  ex  horrenda  maris  tempestate  Mercuri}  et  Jouis  tempora  redijsse  vider 
bantur.  Quid  plura?  Innanzi  sua  partita  reduxit  lo  stato  de  celano  al  dicto 
Duca  de  malfi  tucto  pacifico.  Et  in  quelli  jomi  venne  francisco  de  Sorrento  ad 
accordare  lo  contado  de  Albi  et  li  vennero  li  Aquilani  ad  jurare  omagio. 


119  M.®  ecce  LzxxTj.^  ocrOBBE 

Die  1 5  lo  campo  andò  ad  alloggiare  ad  piscina. 

Lo  campo  alloggio  ad  paterno. 

Die  xxj.  trasio  lo  imbasciatore  de  francia. 

Die  1 5  trasio  in  napoli  lo  imbasciatore  de  ferrara. 

Die  1 7  quello  de  milano. 

Die  xviiij.  Octobris. 

Ritomo  ad  Pentima  et  li  poso  lo  di  seguente  non  mancando  mai  da  le  ' 
facciende:  non  perdea  tempo  perche  vedea  adproximarse  la  vernata  et  hauea 
a  caualcare  in  puglia  centra  li  baroni  prefati  et  ridurli  tucti  ad  votum  suum. 
Et  eo  die  arriuo  xij.  squatre  che  furono  de  fiorentini  et  con  loro  lo  Signor 
hyeronimo  spinula  et  del  Signor  de  peserò  del  S.  de  Arìmino  del  Signor  de 
Piombino. 

Die  xxj.  eiusdem. 
Caualco  et  andò  ad  alloggiare  a  la  Àbbatia  de  naruone. 

Die  xxij.  eiusdem. 

Alloggio  a  Pescara  et  lo  di  seguente  riposo  li  sua  gente  et  caualli  et  de- 
libero fermarse  fino  a  li  uv.  del  diete.  Et  li  trono  ix.  squatre  robertesche 
che  le  conducea  Petro  Pagano  loro  capo.  Et  die  24  alloggio  con  lo  campo  a 
la  terra  de  Joam  pizolo  due  miglia  ad  ortona. 

Die  XXV.  eiusdem. 

Ando  cum  tucto  lo  campo  ad  alloggiare  a  paglieta  et  lo  di  seguente  par- 
tio  et  passo  per  lanzano.  Lo  campo  alloggio  al  Sanguino. 

Die  xxvj.  octobris. 

Partita  sua  L  S.  da  Paglieta  andò  ad  alloggiare  a  1  asinella  et  la  fila  al- 
loggio ad  casale  bordino. 


} 


ocroBBS  M.^  ecce  Lxxxvj.*^  120 

Eo  die  a  meza  bora  de  nocty  mono  lo  S.  Don  firancesco  de  ragona. 
Die  seguenti  se  feceno  le  exequie  et  eo  die  venne  lo  conte  de  popoli  et 
messer  Andrea  de  gennaio. 

Die  xxvij,  eiusdem. 

À  lo  Trìgno  andò  quella  sera  cum  tacta  la  gente  de  arme:  la  fila  a  mon- 
te negro. 

Die  xxviij.  eiusdem. 

Con  lo  campo  bona  bora  partito  andò  ad  alloggiare  ad  Pantano  a  bifer- 
no:  la  fila  a  sancto  Martino:  et  eo  die  entro  in  Paglia. 

Die  xxviiij.  eiusdem. 

Ad  tortora  alloggio  et  li  demoro  lo  di  seguente  et  expedìo  molte  faccen- 
de. Et  fermosse  con  lo  campo  fino  a  lo  primo  de  Nouembre. 

NCYEicBBE  Die  prìmo  nouembris. 

Lo  I.  S.  se  partio  da  fortore  et  andò  con  lo  campo  ad  alloggiare  ad  Can- 
deto  V.  miglia  da  Nocera  de  puglia  et  quella  sera  intro  in  nocera  per  fare  an- 

m 

dare  in  campo  li  vngarì  et  ritomo  la  sera  in  campo.  Et  prouedeua  al  neces- 
sario et  tucto  bomo  restaua  contento  et  li  vngarj  qui  fuere  circiter  Mille  se 
poseno  in  ordine  per  venire  in  campo  lo  di  sequente. 
Eo  die  trasio  in  napoli  lo  figlio  del  duca  de  Melfi. 

Die  ij.  Nouembris. 

Orto  jam  sole  partio  da  candeto  et  andò  ad  alloggiare  con  lo  campo  ad 
Sancta  maria  de  Morgana  et  quella  sera  andò  a  Nocera  et  fece  uenire  li  vn- 
garì in  campo  et  subito  ritorno  al  prouidemento  de  quello. 


121  M.^  ecce  LXZXVJ.®  MOTEMBRE 

Die  iij.  Nouembris. 

Ando  ad  alloggiare  con  lo  campo  ad  lucemaro  et  sempre  se  sforzaua 
trouare  lochi  più  comodi  et  apti  per  la  gente  de  arme.  Et  li  se  fermo  lo  di  se- 
quente:  doue  fa  apeso  uno  delinquente.  Et  in  tale  modo  tenea  lo  suo  campo 
che  non  e  era  homo  che  auesse  tocho  vno  filo  de  grano  ne  facto  altro  errore: 
quod  mirabile  erat. 

Die.  V.  eiusdem. 

é 

Partio  con  lo  campo  Regale  et  andò  ad  alloggiare  bona  bora  ad  yna  Àb- 
batia  de  sancto  Antonio. 

Die  vj.  eiusdem. 

Sua  I.  S.  partio  con  lo  campo  da  la  dieta  Abbatia  et  andò  ad  alloggiare 
ad  vno  fiume  chiamato  1  ofanto  et  li  se  aflb-ontoro  lo  campo  del  S.  Principe 
de  Capua  et  quello  del  I.  S.  Duca  suo  genitore  et  fureno  Squatre  in  tucto 
Lxxv.  et  tucta  bella  gente  :  et  li  baroni  stanano  pertusati  come  volpi  in  la  ca- 
ua  per  timore. 

Die  vij.  Nouembris. 

Lo  prefato  I.  S.  andò  ad  alloggiare  con  lo  campo  a  la  Hassaria  del  Duca 
de  Venosa  et  li  se  fermo  fino  a  li  dece  del  dicto  et  a  li  viiij.  vennero  in  cam- 
po V.  squatre  del  S.  Virgilio  Vrsino. 

Die  X.  eiusdem. 

Bona  bora  se  mosse  lo  campo  et  lo  I.  S.  Duca  delibero  andare  ad  allog- 
giare a  la  Tauema  de  la  Rendene  et  quella  sera  lo  S.  Duca  de  Melfi  uenne  a 
basare  la  mano  al  prefato  I.  S.  Duca:  et  eo  die  lo  dicto  Signore  caualco  verso 


i6 


NOVEMBBB  M/**  CCCC  Lxxxvj.^  122 

venosa  et  presela  :  lo  castello  non  se  uolse  rendere  :  ma  non  offendena.  Fu 
fornita  la  terra  de  fanti  et  del  necessario. 

Die  xj.  eiusdem. 
Sua  I.  S.  partio  con  lo  campo  et  andò  ad  alloggiare  ad  1  acquarella. 

Die  xij.  eiusdem. 

Lo  campo  stette  fermo  in  quello  medesmo  loco  et  cosi  U  xiij.  li  xiiij.  et 
eo  die  lo  I.  S.  Duca  caualco  con  gente  assai  et  vngari  :  che  intendeua  che  lo 
Duca  de  venosa  veniua  ad  venia  et  lo  scontro  per  la  via:  et  come  vide  lo  L 
S.  Duca  scaualco  lontano  et  andò  a  trouarlo  a  pede  et  basarli  la  mano  quasi 
lacrimabundus:  et  montato  a  cauallo  venne  in  campo  etfuassaj  accarezato 
dal  I.  S.  Sed  iUe  tremebundus  non  ardiua  alzare  1  ochi.  Et  alloggio  li  apud 
I.  D.  Fu  facta  gran  festa  quello  jomo  da  tucto  lo  campo  perche  tucto  homo 
desideraua  deponere  le  arme  per  la  inuernata  veniua. 

m 

r 

Die  XV.  Nouembris. 

Lo  L  S.  Duca  caualco  bona  bora  leggeri  et  lasso  lo  campo  in  lo  loco 
predicto  et  andò  a  la  Cirignola  per  visitare  lo  Signor  Re:  et  li  venne  lo  Mar- 
chese de  bitonto  a  basare  la  mano  al  S.  Re.  Et  die  xyj.  lo  campo  stette  in  lo 
suo  alloggiamento  lo  S.  Duca  appresso  lo  prefato  S.  Re  lo  quale  quello  jomo 
alloggio  in  la  cirignola. 

Die  xvij.  eiusdem. 

Lo  prefato  I.  S.  partio  cum  la  Maestà  del  S.  Re  da  la  cirignola  et  accom- 
pagno quella  fino  a  venosa  doue  sua  maestà  se  fermo  cum  soi  curiali:  et  lo 
predicto  S.  Duca  venne  quella  sera  ad  alloggiare  in  campo  et  fece  prouedere 

che  tucta  gente  de  arme  fusse  in  ordine  per  lo  di  sequente  che  se  havea  a 

»» 

fare  la  monstra  al  S.  Re  che  la  uolea  vedere.  Et  fu  preparato  vno  bello  con- 


123  M.®  ecce  Lxxxvj.**  notembbe 

Tito  et  da  mangiare  a  tucto  homo  cum  uno  mirabilissimo  ordine:  et  quella 
nocte  semper  sua  I.  S.  fu  vigilante. 

Die  xviij.  Nouembris. 

Se  leuo  a  bona  bora  et  fu  a  cauallo  et  tucta  la  gente  de  arme  et  fantaria 
in  ordine  et  fece  adviare  colonnello  per  colonnello  cum  sue  squatre  per  vno 
bello  piano  et  se  fece  la  monstra.  Lo  S.  Re  per  vna  collina  vedea  ogni  cosa 
cbe  mai  fu  vista  la  più  ordinata  ne  più  bella  :  omnes  mirabantur.  Quella  mac- 
tina  fu  una  pocha  de  nebbia  ma  cessata  fu  vno  bello  temporale:  et  tucto 
quello  jomo  duro  dieta  monstra  et  la  sera  lo  S.  Re  se  ne  ritomo  a  venosa  et 
lo  S.  Duca  in  campo. 

Die  xviiij.  eiusdem. 

Lo  Signore  se  partio  dal  Campo  et  andò  a  venosa  per  expedb^e  faccien- 
de  con  Io  S.  Re  et  anchora:  benché  fusse  facto  lo  accordio  cLe  baroni  et  fus- 
seno  venuti  ad  venia  :  ancora  teneano  pratica  con  lo  papa  occultamente.  Lo 
campo  non  se  mosse  del  loco  suo.  Et  Io  di  sequente  lo  L  prefato  Signore  ri- 
torno in  campo  et  li  fermo  quello  jorno  et  1  altro  che  fureno  li  xxj.  de  no- 
uembre.  Et  expedio  molte  facciende  et  fece  pagare  li  vngari  et  hebbeno  licen- 
tia:  fu  assaj  accarezato  lo  loro  capo  ettucti  fureno  ben  tractati.  Et  fu  mandato 
messer  Dieco  vela  a  pigliare  possa  de  tucte  le  forteze  del  Prmcipe  de  bisigna- 
no:  lo  quale  hauea  mandato  al  Signore  per  ciò  et  ad  offerilli  dui  soi  figliolj. 

Die  xxij.  de  nouembre. 

Bona  hora  facto  lo  hanno  accostumato  partio  lo  prefato  L  S.  con  tucto 
lo  campo:  dato  ordine  che  le  xxv.  Squatre  Marzochesche  et  li  vngari  andas- 
sero a  le  stanze  :  et  andò  ad  alloggiare  ad  Bradana  :  et  sempre  lo  Duca  de 
melfi  veniua  appresso  con  sue  squatre  assai  bene  in  ordine. 


NOTEMBBB  M.®  CCCC  LxxXFJ.<>  124 

Die  xxiij,  eiusdem. 

Se  partio  con  lo  campo  da  bradana  et  andò  ad  alloggiare  ad  vno  fiume 
chiamato  Liuiasento  et  lo  alloggiamento  chiamato  la  machia  de  lo  corro.  Et 
quello  di  venne  ad  venia  et  in  campo  lo  S.  Principe  de  Bisignano  al  quale  fu 
facto  gran  careze  et  non  li  facea  manchare  niente  lo  I.  S.  Duca  :  et  quello  sem- 
per  cum  tanta  humilita  quod  onmes  mirabantur. 

Die  xxiiij.  eiusdem. 

Sua  I.  S.  partio  con  lo  campo  et  andò  ad  alloggiare  in  su  quello  del 
Principe  de  Salerno  che  già  tramàua-de  venire  ad  venia:  cosa  desiata  da  tucto 
lo  campo  per  la  vernata:  et  alloggio  sua  I.  S.  in  una  casetta  vicina  a  1  oliueto 
de  la  Salandra  et  lo  campo  intorno. 

Die  XXV,  Nouembris. 

Àudìta  solita  eius  missa  fu  a  cauallo  con  la  Squatra  de  la  guardia  et  ca- 
uallj  leggeri  et  caualco  verso  sancto  Mauro  et  apresentato  li  hebbe  la  Rocha 
et  lo  castello  adhibitis  prius  minis  et  factis.  Et  eo  die  fece  impendere  duj  sol- 
dati che  li  trono  con  balestre  parate:  et  ritomo  quella  sera  in  campo. 

Die  xxvj.  eiusdem. 

Lo  campo  stette  fermo  al  sopradicto  alloggiamento  et  lo  h  S.  Duca  ba- 
nca mandato  Messer  Marino  brancazo  al  Principe  de  Salerno  che  lo  hauea  di- 
mandato et  volea  venire  omnino  a  basare  la  mano  al  Signore.  Et  cosi  fu  che 
quello  jomo  venne  et  lo  Signore  caualco  et  lo  andò  a  scontrare  :  trasio  in 
campo  et  ne  fu  facta  gran  festa  perche  per  la  venuta  sua  la  guerra  hebbe  fi- 
ne. Et  eodem  die  venne  lo  conte  de  mileto  in  campo  et  mangio  quella  sera 
con  lo  I.  S.  lo  Principe  de  salemo  lo  Principe  de  bisignano  lo  conte  de  mileto 
Messer  Manno  branchazo  et  alchuni  altri  et  tucto  homo  se  daua  piacere. 


125  M.®  ecce  Lxxxvj." 

Die  xxvij,  Nouembris. 

Lo  L  S.  DOQ  se  partio  dal  prefato  alloggiamento  et  bona  bora  audita  mis- 
sa  expaccio  lo  Principe  de  bisignano  cbe  andò  a  trouare  lo  S.  Re  per  basare 
la  mano  a  sua  maestà  et  venire  ad  veniam.  Et  anchora  expaccio  lo  Principe 
de  Salerno  cum  Marino  brancazo  che  andana  cum  ipso  per  darli  tucte  sue 
forteze  in  mano  et  che  se  tenessero  per  lo  S.  Re.  Et  tucto  quello  jorno  mai 
poso  lo  prefato  I.  S. 

Die  xxviij.  eiusdem. 

Non  flnio  mai  de  expedire  facciende  et  prouedere  che  alchune  squatre 
partissero  cum  messer  hectore  carraffa  ad  alloggiare  et  a  stanzare  hi  valle  de 
diana  et  in  terra  de  lauoro  :  et  lo  campo  non  se  mosse  dal  dicto  alloggiamen- 
to. Et  quello  di  parti  Messer  hectorre  prefato  cum  x\j.  squatre  alle  stanze. 

Die  xxviiij.  eiusdem. 

Misso  proclama  bona  bora  fu  a  cauallo  lo  1.  S.  et  tucta  gente  de  arme 
cum  le  squatre  ordinate  et  paitio  con  lo  campo  da  1  OUueto  de  la  Salandra 
et  andò  ad  alloggiare  al  Boscho  de  Sancto  Joannj  et  loco  se  fermo  fino  a  li 
xiij.  de  decembre.  Et  die  2.^  decembris  sua  I.  S.  caualco  a  matera  per  pro- 
uedere alchune  facciende  necessarie  et  li  stette  fhio  a  li  quactro:  et  eo  die  ri- 
tomo in  campo  da  Matera  et  trono  messer  Cicchella  et  lionardo  che  erano 
venuti  de  napoli  eo  die:  et  per  tre  jomi  mai  ce  mancho  la  neue  grande  et 
vento  terribile  che  ne  portaua  fino  a  le  tende  :  et  spaccio  sua  I.  S.  quella 
nocte  molte  facciende  et  lo  di  sequente  rimando  in  retro  a  napolj  lo  prefato 
Lionardo  comò.  Et  die  vj.  Decembris  expedio  Messer  Cicchella  et  lo  mando  a 
napoli.  Et  die  duodecimo  eiusdem  lo  L  S.  Duca  fece  leuare  arme  et  cauallj  a 
quellj  soldati  erano  stati  ribelli  et  die  precedenti  partio  la  casa  per  napoli.  Et 
dicto  die  12.  venne  la  nona  da  messer  Marino  Carazolo  come  lo  Principe  de 


NOYEIIBBE 


Vn 


KOTBMBBS  M.^  CCCC  LZXXYJ.^  126 

Salerno  non  volea  dare  lo  castello  de  salemp  et  certe  altre  forteze  et  cercaua 
cose  none.  Et  cosi  lo  prefato  I.  S.  delibero  partire  lo  di  seguente  con  tucto 
lo  campo. 

fiwnnniR»         Die  xj.  decembris  fu  scartato  lo  conte  de  carinola  et  tagliato  la  testa  al 
conte  de  policastro  suo  frate  al  mercato. 

Die  xiij.  Decembris. 

Partio  lo  I.  S.  Duca  et  andò  ad  alloggiare  ad  monte  peloso.  La  gente  de 
arme  parte  cum  sua  Signoria  parte  a  le  stantie. 

Die  xiiij.  eiusdem. 

Bona  bora  caualco  et  quella  sera  andò  ad  alloggiare  ad  Oppete.  Et  die 
XV.  a  piciemo  :  et  die  xyj.  a  bucino  :  et  die  xvij,  ad  yenuitj:  et  die  xviij.  a  Sa- 
lerno doue  li  fureno  facte  molte  careze  da  tucta  quella  cipta.  Et  lo  Principe 
se  pose  in  castello  cum  la  mogllere  et  figliolj  et  tenease  forte  cercando  nouj 
pacti.  Et  li  stanano  li  imbasciatorj  de  tucta  ytalia.  Et  finaliter  quello  dimando 
dal  S.  Re  li  fu  concesso  che  lo  andò  a  trouare  a  Samo. 

Die  xviiij.  eiusdem. 

Stette  a  Salerno  et  audita  missa  caualco  et  andò  a  prouedere  lo  Ca- 
stello et  mai  perdeua  vna  bora  de  tempo. 

Die  XX.  eiusdem. 

Partio  da  Salerno  et  andò  ad  alloggiare  ad  Scazauentulj  casale  de  la 
Caua. 


127  M.**  ecce  Lxxxvj.o 


DECEHBBE 


Die  xxj,  eiusdem. 

Pure  se  fermo  in  eodem  loco  et  andò  a  la  bastìa  la  quale  hauea  facta 
fare  lo  Principe  de  Salerno  et  ^ardauala  :  et  quella  prese  ad  vj.  bore  de  noc- 
te:  et  die  sequentì  non  se  partio  per  expedire  alchune  cose  importanti. 

Die  xxiij.  Decembris. 

Sua  I.  S.  partio  da  Scazauentulj  et  caualco  a  Sarno  cbe  la  si  trouaua  la 
maestà  del  S.  Re:  doue  venne  lo  Principe  de  Salerno  et  bebbe  audientia  da 
sua  maestà  et  venne  cum  saluaconducto  :  et  quella  sera  ritorno  a  lo  castello 
de  Salerno  et  dal  S.  Re  hebbè  quanto  cercbo. 

Die  xxiiij,  Decembris. 

Partio  et  caualco  verso  Scazauentulj  et  li  alloggio  quella  sera  et  lo  S.  Re 
se  ne  ritorno  a.  napoli:  et  die  sequenti  lo  prefato  I.  S.  stette  fermo  in  eo-r 
dem  loco. 

Die  xxvj.  Decembris. 

Àudita  missa  caualco  et  venne  a  la  torre  del  greco  :  et  li  poso  quella 
sera  et  fece  venire  de  napoli  tucti  prouedimentì  necessarij.  Et  lo- di  seqyiente 
delibero  intrare  in  napoli  cum  puncti  de  constellationi.  Et  certo  sua  I.  S. 
molto  se  gouemaua  discretamente  in  ciò  in  ogni  sua  cosa. 

Die  xxvij.  Decembris. 

Lo  prefato  I.  S.  orto  iam  sole  fu  a  cauallo  cum  vno  grande  ordine  suo 
et  venne  verso  napoli.  Molti  Signori  et  jentili  bomini  lo  andoro  a  scontrare 
bencbe  sua  I.  S.  volse  intrare  in  napoli  senza  alcbuna  pompa.  Et  cosi  entro 
ad  bore  xviij.  et  tucte  le  strade  fenestre  astricbi  et  abotbe'gbe  erano  piene 
de  bomini  donne  pizoli  et  grandi:  tanta  gran  mulUtudine  cbe  erano  cosa  mi- 


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M.**  ecce  Lxxvj.*  128 

randa  et  incredibile.  Yeniano  innanzi  a  sua  I.  S.  tucti  li  baroni  et  signori  ri- 
belli et  ce  era  vno  Negro  chiamato  Malfusso  che  andana  innanzi  a  li  baroni 
a  pede.  con  vna  scopa  scopando  tucta  la  via  per  burla.  Ita  ferebatur  :  et  certo 
fu  pigliato  tale  acto  per  malo  augurio  per  li  dicti  Signori. 

Tucti  li  Seggi  de  dieta  Napoli  erano  parati  et  faceano  festa  et  allegreza 
per  la  ritornata  del  loro  Signore  lo  quale  da  tucto  homo  se  pensaua  non  in- 
trasse mai  più  in  lo  Reame.  Dio  gratia  et  de  la  sua  matre  :  la  quale  sua  Si- 
gnoria tene  per  advocata  et  tucta  sua  speranza  teneà  in  quella:  ce  trasio  con 
lo  malore  honore  del  mondo.  Tucta  napoli  andò  socto  sopra  per  gaudio:  lu- 
minaria fureno  facte  grandissime  per  tucto.  Ando  in  castello  nono  a  basare 
la  mano  al  S.  Re  suo  genitore  lo  quale  vedendo  Io  desiato  et  victorioso  fi- 
gliolo lacrimo  de  allegreza.  Et  hauto  licentia  da  quella  Regia  maestà  visito  la 
S.  Regina  et  venne  in  castello  de  Capuana  doue  era  sua  habitatione  et  mo- 
gliera  et  figlioli.  Intrando  in  quello  bombarde  assaj  :  grida  grandissime  da 
grandi  et  pizoli  :  Duca  Duca.  Scaualcato  a  le  scale  trono  la  I.  Duchessa  de 
Calabria  sua  consorte  :  la  I.  Duchessa  de  milano  sua  figliola  accompagnate 
da  molte  Contesse  et  Madamme  Excelienti  et  da  quelle  receputo  cum  obsculi 
suauissimi  et  abbracciamenti  jocundissimi  che  a  vederli  ogni  homo  lacrimaua 
de  tenereza:  che  vedeuano  dicto  I.  S.  vino  bello  et  animoso  che  già  era  nun- 
cupato  morto  et  perduto.  Quella  sera  ceno  con  li  prefati  suoi  et  dormio  con 
la  Mogliera  et  non  se  posseano  satiare  de  mirare  1  uno  1  altro.  Superi  quod 
fecere  che  tanta  mesticia  che  già  lo  reame  era  judicato  perso  conuertirono  in 
gaudio  et  triumpho.  Benedicatur  Deus. 

Die  xxviij.  Decembris. 

Summo  mane  surrexit  e  lectulo  et  audita  missa:  la  quale  mai  era  solito 
lassare:  caualco  in  castello  al  S.  Re  et  quello  jomo  dimoro  de  continuo  in  fac- 
cende cum  sua  Maestà. 


,     129  M.**  ecce  LXXXVJ.**  DECEMBBE 

Die  xxviiij.  Decembris. 

Quieuit  illa  nocte  satis  bene  et  orto  iam  sole  audita  missa  sumpsit  cibum 
et  caualco  in  castello  ad  expedire  facciende  in  assectare  le  cose  del  Reame  : 
et  in  ciò  sua  I.  S.  molto  ce  era  sollicito:  et  merito  perche  desideraua  rìposar- 
se  vno  pocho  che  ne  era  tempo:  che  già  yiij.  annj  de  continuo  era  stato  da 
fora  in  guerre  et  con  la  coraza  in  dosso  et  fino  a  li  vj.  de  gennaro  vita  eius 
erat.  Gum  surrexisset  e  lecto  potere  aulam  regiam  in  elpediendis  negocijs. 


«7 


1 


130 


eamao  M.**  CCCC  LxXXVij." 


Die  vj.  Januarìj. 

Solito  more  eius  petijt  castelliim  et  eo  die  veime  lo  Prìncipe  de  Salerno 
et  Tisitato  et  basato  la  mano  al  S.  Re:  che  già  hanea  mandato  li  carnaggi  in- 
nanzi verso  roma  :  delibero  partire  quella  sera  et  expecto  che  lo  S.  Re  et  lo  L 
S.  Duca  caualcasse  per  napoli  che  cosi  fece  sua  maestà  sumpto  prandio  :  ca- 
ualco  per  tacti  li  seggij  cum  tucti  li  baroni  et  ne  fa  facto  gran  festa.  Lo  I. 
S.  prima  bora  noctis  ritomo  in  castello  et  sompta  cena  dormitauit.  Et  per  al- 
chunj  mesi  se  riposo  in  napoli  de  continuo  pero  in  facciende:  et  lo  S.  Re  ha- 
nea  rimesso  in  ipso  ogni  cosa  :  et  ogni  lunedi  et  ogni  vraardi  teneua  consiglio 
et  daua  audientia  generale  in  castello  nono  o  vero  a  la  incoronata  :  mancando 
quelli  jomj  supliva  li  altri  di  de  la  septimana  ita  et  taliter  che  tucto  restaua 
contento  et  satisfacto  et  ab  omnibus  commendabatur. 

Die  20.  Januarij. 

Auditamissacontulitse  in  castellum:  et  eodie  intro  lo  imbasciatore  del  turco 
bene  in  ordine  et  porto  alchuni  cani  a  donare  al  S.  Re  et  eo  die  pluuiafuit  ingens. 

Die  2 1 .  eiusdem. 

Rena  bora  surrexit:  audita  missa  caualco  in  castello  perche  quello  jomo 
lo  S.  Re  douea  dare  audientia  a  lo  imbasciatore  del  turco. 

Die  22.  eiusdem. 
Delibero  sua  I.  S.  quella  sera  conuitare  li  imbasciatori  :  et  ce  fu  quello 


131  M.^  ceco  LxzXVij.^  QENNABO 

del  papa  del  Re  de  càstiglia  de  milano  de  fiorentini  de  ferrara  :  lo  S.  Virgilio 
lo  S.  Joan  Jacobo  et  molti  altri  Signori  et  fu  belio  conuito  et  assai  grato  :  et 
conuito  la  Illustrissima  consorte  sua  et  soj  Illustrissimi  flgliolj  in  la  camera  de 
lascio  de  la  prefata  sua  consorte. 

Die  23.  eiusdem. 

Lo  prefato  I.  S.  hauea  facto  ponere  in  ordine  tucta  sua  casa  et  caualco 
in  castello  et  accompagno  a  pezolo  lo  S.  Re:  doue  demoro  alquanti  jomi  pe- 
ro non  manchando  mai  da  expedire  le  sòlite  facciende:  et  lo  di  ordinato  per 
la  audientia  caualcaua  a  napoli.  Et  lo  S.  Re  la  S.  Regina  et  sua  I.  S.  se  fer- 
maro  a  pezolo  fino  a  li  xTìj.  de  febraro.  '^ 

Die  XXV.  Januarij. 

Ando  a  caccia  con  lo  S.  Re  a  quarto  et  da  napoli  Tenne  la  Illustrissima 
sua  consorte  et  vide  la  caccia  et  resto  con  lo  I.S.  Principe  quella  sera  a  pezolo. 

Die  xxviiij.  eiusdem. 

Quella  sera  caualco  a  napolj  et  fu  conuitato  da  vno  Mercante:  et  resto 
quello  jomo  a  dormire  in  dieta  cipta. 

Die  penultimo  eiusdem. 

Àudita  solita  missa  et  expedite  alchune  sue  faccende  ritomo  a  pezolo  doue 
de  continuo  demoraua  appresso  lo  S.  Re.  Solo  veniua^la  stanza  a  lo  episcopato 
ad  cenam  et  ea  sumpta  ritomaua  al  S.  Re  et  ibi  plurimum  pemoctabat. 

Die  vj.  februarij.  fbbrabo 

Partio  da  pezolo  et  andò  a  napoli  per  dare  audientia  :  et  quella  sera  re- 
sto li  et  lo  S.  Re  caualco  a  casale  del  Principe  per  duj  jomj  :  et  lo  prefato  I.  S. 
ritomo  lo  di  sequente  a  pezolo  et  nunquam  ocio  marcebat. 


I 


FEBÌRABO  M.®  ecce  Lxxxvij.*  132 

Die  viiij.  februarij- 

Eo  die  che  fa  venardj  sua  I.  S.  conuito  lo  S.  Re  et  la  S.  Regina  la  S.  Du* 
chessa  et  molti  altrj  Signoij  al  Traglio  et  andoro  per  mare  cum  triremis:  et 
li  la  S.  Regina  et  lo  prefato  I.  S.  expectoro  lo  S.  Re  che  veniaa  dal  dicto  ca- 
sale: et  a  XX.  hore  se  posero  a  tauola.  Fu  vno  conuito  molto  bene  ordinato  et 
cum  tanto  silentio  quod  quidem  mirum  fuit.  Et  ritornoro  a  pezolo  per  mare 
in  galera:  et  Rex  dormitauit  aliquantulum  et  suauiter  eo  sero  in  ipsis  trire- 
mibus. 

Die  xij.  februarij. 

Sua  I.  S.  partio  da  pezo]o  bona  bora  et  andò  a  napoli  a  dare  audientia 
et  ritorno  lo  di  seguente:  et  semper  vnoquoque  die  erat  in  negocijs  apud  re- 
giam  Maiestatem. 

Die  xiiij.  lo  S.  Re  et  la  S.  Reina  et  lo  I.  S.  Ducha  et  molti  altri  Signori 
annarono  a  caccia  a  monte  de  plocita  et  pignarono  assai  animali:  et  poi  tor- 
naro  a  pezulo  de  nocte. 

Die  xvj.  februarij  lo  I.  S.  Ducha  bona  bora  caualco  et  anno  a  caccia  con 
lo  S.  Re  a  Cuma. 

Die  xvij.  lo  I.  S.  Dffia  caualco  con  lo  S.  Re  et  annarono  a  caccia  a  cu-  . 
ma.  Eodem  die  se  ne  andarono  a  napoli  per  fermo.  Et  sua  I.  S.  comincio  a 
dare  ordine  a  fare  fabrica  et  mando  per  messer  Juliano  designatore  a  fio- 
renze. 

Die  xxj.  eiusdem  lo  L  S.  Ducha  caualco  audita  missa  :  anno  a  trouare  lo 
S.  Re  in  caste!  nono  et  stecte  alquanto  a  far  faccende:  et  poi  tomo  et  anno  lo 


133  M.®  ecce  Lxxxvij.®  febbabo 

I.  S.  a  la  casa  del  S.  Virgilio  doue  era  molto  bene  parata:  et  io  S.  Virgilio  eo- 
dem  die  fece  la  festa  et  conuito  lo  S.  Re  et  la  S.  Reyna:  perche  facea  la  festa 
de  la  figliola  del  Caualierj  vrsino  la  quale  era  stata  maritata  al  figlio  del  ma- 
gnifico lorenzo  de  medici:  et  quella  sera  lo  prefato  I.  S.  seruio  a  tauola  et 
mangio  de  poi  a  la  2.^  tauola  et  tanta  soUicitudine  vsaua  che  parca  fusse  la 
festa  sua. 

Die  xxTj.  lo  I.  S.  Duca  caualco  audita  sua  solita  missa:  et  anno  ad  expo- 
dire  faccende  con  lo  S.  Re.  Eodem  die  trasio  lo  imbasciatore  del  Turco  molto 
bene  in  ordine  et  uno  de  soi  cascho  a  formello  senza  alcuno  impaccio  ipso 
et  lo  cauallo  et  fu  tenuto  per  malo  augurio.  Et  die  sequenti  lo  dicto  imba- 
sciatore andò  ad  exponere  la  imbasciata  al  S.  Re  et  li  dono  certi  tappeti  et 
certi  canj. 

Die  iiij.  marti] .  marzo 

LoLS.Duca  bona  bora  caualco  audita  sua  solita  missa:  et  faceo  coUatione 
in  Castel  nono  ad  expedire  faccende  con  lo  S.  Re.  Eodem  die  annanno  a  cac- 
cia lo  Ducha  de  sore  decte  certe  ferite  a  lo  figliolo  et  lo  prefato  I.  S.  Duca  ce 
mando  rqnyeri  Gualandi  suo  maiordomo  con  tucti  li  balestrierj  et  trono  che 
se  era  partito  et  andato  verso  roma:  et  prouide  molto  bene  a  quello  stato. 

Die  xvij.  lo  S.  Duca  caualco  et  anno  a  scontrare  lo  S.  Re  et  la  S.  Reyna 
a  quarto:  che  stanano  a  caccia.  '^ 

Die  xxYj.  marzi  lo  S.  Duca  caualco  et  anno  bona  bora  a  Caserta  et  tucto 
lo  di  uide  caualli  et  lo  di  sequente:  et  poi  tornando  per  la  uia  cascho  in  uno 
fosso  pieno  d  acqua  multo  periculoso  ipso  con  la  mula  et  hebbese  d  anega- 
re: ma  sua  I.  S.  animosamente  ne  vscio. 


\ 


MABZO  M.**  ecce  Lxxxvij.**  134 

Die  penultimo  marti]  lo  S.  Duca  caualco  et  amio  a  peznolo  et  quella  sera 
resto  loco  :  et  lo  di  seguente  partio  et  caualco  a  trouare  lo  S.  Re:  et  lo  primo 
de  aprile  ritomo  in  napolj. 

AFBiLB  Die  iiij.  Aprilis  lo  prefato  I.  S.  andò  a  casal  del  Principe  et  li  stette  tuo 
jomo  appresso  lo  S.  Re:  et  lo  altro  ritomo  a  napolj  per  expedire  facciende 
come  era  solita  sua  L  S.  que  unquam  marcebat  ocio. 

Die  viij.  eiusdem  bona  bora  fu  in  castello:  et  quello  jomo  lo  S.  Re  fece 
ritenere  lo  conte  de  morcona  et  francesco  Spinello  perche  de  continuo  cer- 
cauano  fare  nona  rebbellione.  Aliis  diebus  non  discessit  neapolj. 

Die  xvij.  eiusdem  eipeditis  quibusdam  negocijs  intese  che  lo  S.  Re  ve- 
niua:  lo  andò  a  scontrare  a  pezolo  et  con  sua  maestà  in  castello  nono  multa 
eipediuit. 

Die  xviiij.  lo  S.  Duca  caualco  et  anno  ad  noia  et  stecte  un  di  et  poi  tomo 
a  napolj. 

Die  xxij.  apriUs  lo  I.  S.  Duca  caualco  in  castello  nono:  et  quel  medeximo 
di  messer  Jean  Jacobo  de  trìulti  se  insory  et  piglio  la  figliola  del  Conte  cam- 
merlingo:  et  eodem  die  se  fece  Conte  de  bellicastro  et  caualco  per  tucto 
napoli.  *" 

Die  xxiij.  lo  S.  Duca  anno  a  peczulo. 

Die  xxiiij.  lo  S.  Duca  se  parti  da  pezulo  et  anno  ad  lo  maczone. 

Die  XXV.  lo  S.  Duca  se  parti  da  lo  maczone  et  anno  ad  amone. 


133  ^'^  ecce  Lxxxvij.o  afbilb 

Die  xxvj.  lo  S.  Duca  se  parti  de  arnone  et  anno  a  casal  de  priocipe:  et 
stectece  un  di  et  poi  1  altra  matina  se  ne  u^nne  a  napoli. 

Die  y].  maj  lo  Duca  caualco  ad  lo  castello:  et  quel  di  lo  figliolo  del  Conte  haggio 
de  morchone  se  insoro  e  piglio  la  figliola  del  S.  Duca  de  Calabria  nominata 
Donna  Ciancia. 

Die  yiiij.  maj  lo  S.  Duca  anno  a  lo  maczone  a  uedere  caualli  et  lo  S.  Re 
stava  a  casal  de  princepe  et  cosi  lo  S.  Duca  ce  andana  ogni  di  a  casale  de 
principe  al  S.  Re.  Et  li  se  expediuano  le  facciende:  et  demoro  la  fino  a  li 
tredeci  del  dicto.  Et  a  li  xj.  fu  tagliato  la  testa  al  Conte  de  samo  et  al  Secre- 
tarlo del  S.  Re  in  mane  a  x.  bore  o  circa  intro  lo  castello  nono:  fu  facto  lo 
tauolato  in  lo  largo  de  la  ciptadella  vbi  fuit  magnus  gentium  concursus  et 
fuit  magnum  expectaculum.  Et  eo  die  fureno  facto  loro  le  exequie  et  portati 
lo  Secretarlo  a  sancto  Domenico:  lo  Conte  a  sancto  Angustino.  Requiescant. 

Die  xx\j.  eiusdem  lo  S.  Duca  caualcao  et  anno  ad  uedere  lo  Conte  de 
mataluni  al  castello  dell  ouo  et  eo  die  a  xviiij.  bore  mori:  et  poi  lo  di  se- 
quente  li  fu  facto  lo  obsequio  in  sancto  Domenico. 

Die  xxi.  maj  lo  Duca  anno  ad  amone  et  tomo  lo  di  sequente. 

Die  V.  Jugnj  lo  Duca  caualco  et  anno  in  castello:  et  eodem  die  trasio  lo  oiuono 
imbasciatore  de  Incbilterra  et  poi  lo  di  sequente  bebbe  audientia  dal  S.  Re  et 
dal  S.  Duca. 

Die  Tiij.  Jugni  lo  Duca  caualco  et  anno  in  castello  dell  ouo  et  eo  die  fece 
un  bellissimo  conuito  al  sopra  dicto  castello  a  lo  imbasciatore  de  Ingbilterra 
cbe  fu  de  pesce.  Et  die  xj.  tu  pigliato  lo  conte  de  mileto  et  fu  die  mercurìj. 


^ 


GIUGNO  M/  ecce  Lxxxvij.®  136 

Die  xvj.  lo  S.  Duca  connito  lo  imbasciatore  de  Inghilterra  sopradecto  a 
lo  Giardino  grande:  che  fu  de  carne. 

Die  xvij.  lo  S.  Duca  caualco  ad  fare  faccende:  et  quel  medesimo  di  trasio 
un  altro  inbasciatore  pure  de  Inghilterra. 

Die  xxiiij.  lo  S.  Duca  caualco  et  anno  al  S.  Re  et  poi  uenneno  a  messa 
a  san  Joanni  che  era  el  suo  di:  et  uennero  in  castello  capuano  et  poi  andaro- 
no per  mare  et  faoreno  facte  assay  luminarie  al  porto. 

LUGuo         Die  iiij.  Julij.  lo  S.  Duca  caualco  in  castello  et  stecte  la  lo  di  a  fare  fac- 
cende. Eo  die  a  quattro  ore  de  nocte  0  circa  lo  S.  Re  fece  pigliare  lo  Principe 
X   de  Bisignano  et  lo  principe  de  altamura  et  lo  Duca  de  melfl  et  Conte  dell  av- 
ria  cum  fiiio  eius  et  lo  conte  de  ducento  et  fuit  dies  Jouis. 

Die  X.  Julij  trasio  li  imbasciatori  del  Papa  molto  bene  in  ordine:  li  quali 
erano  stati  a  eapua  con  lo  S.  Re  et  lo  I.  S.  Duca.  Et  eo  die  fu  retenuto  Mes- 
ser  Cicchella  presone  in  castello  nono  et  quella  mactina  seruio  de  maior  do- 
mo quando  mangia  lo  I.  S.  Duca  in  dicto  castello. 

Die  xviij .  lo  S.  Duca  fece  un  bel  conuito  a  li  imbasciatorj  del  Papa  a  lo  giar- 
dino picciolo:  che  fureno  messer  Pietro  romano  et  messer  Jacobo  da  Volterra. 

Die  XX.  Julij  lo  S.  Duca  fece  un  bellissimo  conuito  a  lo  imbasciatore  del 
Turco  a  lo  giardino  grande  a  la  fontana  et  mangio  cum  quello  francesco  ga* 
leocto.  Et  lo  I.  S.  Duca  quella  sera  mangio  a  la  sala  del  bagno.  Àliis  diebus 
vnoquoque  die  ibat  in  castellum:  et  die  solito  ad  audientiam  tenendam. 

AGOSTO         Die  xiiij.  Augusti  in  castellum  contullt  sua  Dominatio.  Et  quella  sera  se 


137  M.*^  ecce  Lxxxvij.*  agosto 

trouo  a  li  vesprj  con  la  Maestà  del  S.  Re  et  digiuno  quello  jomo  ad  honorem 
yirginìs. 

Die  XV.  Augusti  bona  bora  surrexit  e  lectulo  et  contulit  se  in  castellum 
vestibus  albis  propter  solempnitatem.  Àudìta  missa  cum  Regia  maiestate  et 
facta  collatione  bora  prima  noctis  reuersus  cenauit  cum  I.  Madamma  eius 
consorte. 

Die  Tij.  Septembris  lo  I.  S.  fu  in  castello  nono  et  li  audi  vespro  cbe  fu  septembbb 
decto  ad  vna  bora  de  nocte:  cbe  fu  la  vigilia  de  la  Natiuita  et  la  festa  de  san- 
cta  maria  de  la  grocta.  Doue  per  la  gran  diuotione  tucta  napoli  ce  concorre 
quella  nocte  :  et  ritornato  in  castello  sua  I.  S.  bebbe  noua  cbe  la  Principessa 
de  Bisignano  era  in  alto  mare  cum  li  figlioli  et  robba  leggera  et  tiraua  verso 
roma  et  11  sol  andauano  per  terra.  Illico  mando  lo  Magnifico  Raneri  Gua- 
landi con  li  balestreri  et  altri  sol  cortesani  appresso  et  ne  fureno  pigliati  al- 

cbuni  et  vno  de  li  soi  cbe  se  uolse  defendere  de  nocte  per  la  via  de  adversa 

» 

obijt  diem  suam.  Et  mando  lo  Magnifico  Messer  ferrante  de  gennaro  per  ma- 
re cum  due  galere  et  corsero  fino  presso  a  terracina:  trouoro  era  smontata: 
ne  porterò  lo  legno  doue  era  nauigata.  Quella  se  ne  andò  a  roma. 

Die  viiij.  septembris  lo  S.  Duca  caualco  et  anno  in  castello  al  S.  Re.  Eo- 
dem  die  anno  a  uedere  al  parcbo  una  bella  jostra  se  facea  a  lo  fosso  et  beb- 
bene  lo  premio  Gianbatista  de  lo  Tufo  :  et  poi  fornita  la  jostra  uenne  in  ca- 
stello capuano  et  mangio  ipso  et  li  jostranti  a  lo  giardino  picciolo. 

Die  x\j.  septembris  lo  S.  Duca  caualco  in  castello  al  S.  Re  et  eodem  die 
lo  S.  Re  et  lo  S.  Duca  annarono  al  parcbo  ad  uedere  la  jostra  se  facea  al 
fosso  et  lo  S.  Principe  de  Capua  bebbe  lo  premio.  Et  poi  jostrati  tucti  jostro 

sua  I.  S. 

18 


sspTmBBE  M.^  ecce  LzzzYÌj.«  138 

Die  xx\j.  lo  Signore  caualco  et  anno  in  castello  ad  fare  faconde.  Et  eo- 
dem  die  trasio  lo  imbasciatore  de  franza  molto  bene  in  (ardine.  Et  die  27 
trasio  lo  S.  Don  Alfonso  in  napoli  vestito  come  Soldano  :  et  fnit  dies  Jouis. 

Die  xxviij.  eiusdem  lo  S.  Duca  anno  a  dormire  al  Castel  nono  per  che 
la  matina  era  lo  erminio:  et  la  matina  audi  messa  sollenne  con  lo  S.  Re  et 
poi  tomo  in  Castel  capuano  che  fu  sancto  Michele  archangelo  lo  quale  tene 
per  suo  aduocato  et  sua  I.  S.  lo  fa  guardare  da  tucti  de  sua  casa. 

ocTOBBE         Die  primo  Octobris  lo  prefato  Signore  delibero  andare  al  celento  per  ve- 
dere quelle  terre  de  la  marina  et  prouederle  et  cosi  lo  di  sequente  partio. 

Die  y.  octobris  lo  I.  S.  caualco  et  anno  ad  samo  quella  sera. 

Die  iij.  Sua  Signoria  se  parti  de  samo  et  anno  ad  salemo  doue  fu  molto 
accarezato. 

Die  iiij.  Sua  Signoria  se  parti  da  salemo  et  anno  ad  euolj. 

Die  V.  anno  Sua  Signoria  a  gropoli  che  se  parti  da  euolj. 

Die  vj.  se  parti  da  agropoli  et  anno  a  lo  celento  et  stecte  un  di. 

Die  vii],  se  parti  da  lo  celento  et  anno  a  lonno. 

Die  viiij.  se  parti  da  lorino  et  anno  a  diano  et  stectece  sua  I.  S.  doi  di. 

Die  xij.  a  la  olecta  che  se  parti  da  diano. 

Die  xiij.  se  parti  da  la  olecta  et  anno  ad  euolj. 


139  ^'^  ^^^^  Lxxxyìj.®  ocrroBRK 

Di^  xiiij.  se  parti  da  euoli  et  anno  a  san  seuerino. 

Die  XV.  Da  sansenerino  sua  I.  S.  se  ne  uenne  a  napolj  :  et  in  le  sopra- 
dicte  terre  fa  veduto  come  dìo. 

Die  xvìiq.  octobris  lo  S.  Duca  se  parti  et  anno  ad  amone  a  lo  S.  Re. 

Die  XX.  lo  S.  Duca  anno  con  lo  S.  Re  a  caccia  et  tornarono  ad  amone  la 
sera  :  et  stecte  lo  di  seguente  fermo  ad  far  faccende. 

Die  xxij.  lo  S.  Duca  anno  con  lo  S.  Re  a  caccia  et  tomo  la  sera  ad  ar- 
none. 

Die  xxiij.  lo  S.  Duca  caualco  et  anno  a  caccia  con  Io  S.  Re. 

Die  xxiiij.  eiusdem  io  S.  Duca  caualco  et  uennesene  ipso  et  lo  S.  Re  a 
napoli.  Et  li  demoro  sua  I.  S.  fino  a  li  xvj  de  Nouembre  visitando  de  continuo 
lo  S.  Re  quando  era  in  napoli  et  in  sua  absentia  expediua  molte  cose  et  po- 
nea  in  ordine  la  caualcata  per  Puglia  per  prouedere  a  tucte  quelle  terre  de 
marina. 

Die  xvj.  Nouembris.  Bona  bora  surrexit  et  cum  suis  curialibus  caualco  novembre 
audita  prius  missa  :  et  quella  sera  andò  ad  alloggiare  a  Caserta  et  lo  di  se- 
quente  se  fermo  et  vide  soi  caualli.  La  casa  andò  a  noia  et  li  expecto  sua  I.  S. 

Die  xviij.  sua  L  S.  partio  da  Caserta  et  andò  ad  alloggiare  in  noia  doue 
trono  sua  casa. 

Die  xviiìj.  Nouembris  partio  de  noia  et  dellberaua  quella  sera  andare  a 


} 


KOTSMBBE  M.^  CCCC  LzzZYlj.^  140 

la  triparda  et  li  era  expectato:  et  essendo  in  cammino  vicino  a  la  tripaida  ven- 
ne vno  balestrere  del  S.  Re  et  hebbe  nona  come  lo  S.  Lodouico  stana  in  ex- 
tremis, niico  sonato  la  trombecta  ritorno  in  retro  cum  li  cauallj  leggerj:  et 
ritorno  quella  sera  a  Nola  :  la  casa  andò  innanzi  et  alloggio  a  la  tripaida  :  et 
lo  di  seguente  sua  L  S.  fu  in  napoli  summo  mane.  Et  la  casa  da  la  tripaida 
ad  noia  et  da  noia  a  napoli.  Doue  se  firmo  fino  al  primo  de  dicembre  et  in- 
terim hebbe  nona  certa  vna  con  la  S.  Duchessa  sua  consorte  che  lo  S.  Lodo- 
uico stana  bene  :  et  cosi  per  lettere  del  S.  Re  li  fu  concesso  ritornasse  in  pu- 
glia  doue  se  trouaua  sua  maestà.  Et  partio  lo  primo  de  decembre. 

DECEUBBs         Die  primo  Decembris  lo  prefato  Signore  audita  missa  fu  a  cauallp  per 
puglia  et  quella  sera  alloggio  a  noia  cum  tucti  li  soi  de  casa. 

Die  ij.  a  la  trìpauda  Sua  Signoria  con  la  casa. 

Die  iij.  da  la  tripaida  a  la  grocta  menarda. 

Die  iiij.  lo  S.  Duca  da  la  grocta  ad  ariano  et  la  casa  ad  monte  llone. 

Die  V.  da  ariano  ad  asculj  et  ancora  la  casa. 

Die  vj.  Sua  Signoria  ad  fogia  el  la  casa  stecte  ad  asculj. 

Die  vij.  Sua  Signoria  stecte  a  fogia  et  la  casa  a  la  cirignola. 

■ 

Die  viij.  A  manfredonia  anno  sua  Signoria  et  la  Casa  a  barlecta. 

Die  niij.  lo  Duca  caualcho  et  anno  a  sancto  Angelo  et  torno  la  sera  a 
Manfredonia  et  la  casa  fermo  a  barlecta. 


l4l  M.^  ecce  Lxxx7Ìj.^  DEGEMBBE 

Die  X.  lo  Duca  venne  a  barlecta  a  trouare  la  casa  et  stettece  un  di. 

Die  xij.  Decembris. 

Lo  L  S.  Duca  partio  da  barletta  cum  tucta  la  casa  et  venne  quella  sera 
ad  alloggiare  ad  Andria  doue  fu  molto  bene  accarezato  da  la  Ck)nsorte  del 
I.  S.  Don  federico  6U0  germano  lo  quale  trouandose  con  la  maestà  del  S.  Re 
faauea  commisso  a  li  soi  che  facessero  expese  de  pane  vino  biada  pulii  carne 
cera  et  confecti  ad  tucto  homo.  Et  certe  ce  fu  tanta  abbundantia  de  ogni  cosa 
che  se  partirono  contentissimi  de  tale  hospicio  et  ab  omnibus  commendaba- 
tur  :  et  lo  prefato  I.  S.  lasso  in  la  sua  partita  tucta  consolata  la  figlia  del  Prin- 
cipe de  altamura  consorte  del  dicto  Don  federico  per  la  humanita  vsata  verso 
ipsa.  Et  da  tucti  quelli  popull  lo  dicto  I.  S.  era  scontrato  cum  palmis  oliua- 
rum  et  cum  gran  festa  vtrobique  presentato  :  et  beato  se  tenea  quello  che  li 
possea  basare  lo  pede  o  ginochio  o  mano.  Lassaua  sempre  in  la  partita  sua 
ogni  homo  contento  et  satisfacto. 

Die  xiij.  eiusdem  lo  Duca  con  la  casa  se  parti  da  andri  et  anno  a  tranì. 

Die  xiìij.  da  trani  Sua  Signoria  con  la  casa  anno  a  biseglia  et  la  uide  li 
tre  sancti  Sergio  Mauro  et  Stantaleo. 

Die  XV.  da  Biseglia  ipso  con  la  sua  casa  anno  ad  Jouenazo  :  che  vide 
sancta  maria  de  li  mailiri  et  passo  per  lo  borgo  de  molfecta. 

Die  xvj.  da  Jouenazo  sua  Signorìa  con  la  casa  anno  ad  Betonte  et  fu 
scontrato  con  lo  palio  lo  quale  rimando  indirete  et  li  fermo  un  di  proueden- 
do  a  molte  cose  necessarie  de  quel  popolo  :  el  quale  per  essere  uenuto  ad  de- 
uotione  del  S.  Re  et  in  terra  de  demanio  demandaua  alcune  gratie  le  quale 
dal  prefato  Signore  forono  concesse  gratiosamente  et  ne  la  sua  partita  lasso 
tucto  quel  popolo  satisfacto. 


.n:<  i:im: 


M.**  ecce  Lxxxvij'.*  142 

Die  xviij.  da  Betonte  ad  Bari  et  sua  Signoria  anno  a  uedere  Sancto  Ni- 


colao. 


Die  XTiiij.  Sua  Signorìa  con  la  casa  anno  ad  Polignano  et  la  era  lo  brac- 
cio de  Sancto  Vito. 

Die  XX.  Sua  S.  con  la  casa  da  Polignano  anno  ad  monopoli  quella  sera: 
se  appiccio  fuoco  in  quella  casa  in  due  parti. 

Die  xxi.  Sua  S.  con  la  casa  da  monopoli  anno  ad  astone. 

Die  xxij.  ^ua  S.  con  la  casa  da  astone  anno  ad  Brìndisi  et  lì  stecte  un 
di  et  anno  per  mare  a  lo  porto  et  a  prouedere  le  tonj  et  1  altre  cose. 

Die  xiiiij.  Sua  S.  partio  et  anno  a  leccia  et  stettence  fino  a  li  xxyìj.  Doue 
fu  bene  uisto  et  accarezato  più  che  in  altra  parte  et  tucta  quella  cipta  era  pa- 
rata et  tucto  lo  popolo  li  vscio  innanzi  cum  certi  homini  armati. 

Die  xxviij.  Io  Duca  caualco  et  anno  a  sancto  Pietro  Calatine  et  lasso  la 
casa  a  leccia  et  la  stecte  la  sera. 

Die  xxviiij.  ad  Otranto  et  la  casa  a  leccia  et  li  prouide  a  molte  cose. 

Die  XXX.  Decembris  anno  Sua  S.  ad  Specchio  et  la  casa  stana  a  leccia. 
Et  lo  S.  Ramundo  fece  ad  sua  S.  vno  bello  conuito  et  incontro  li  andoro  pi- 
zoli  assai  cum  palmis  oliuarum. 

Die  vltimo  Decembris  parti  sua  I.  S.  da  specchio  et  anno  a  gaHipoli  et  li 
stecte  un  di  a  prouedere  al  necessario  de  la  terra:  et  quello  jomo  fu  capo  de 
anno. 


U3 


M.""  ecce  LxXXViij.''  gbnnabo 


Die  secundo  Januarij  sua  I.  S.  partio  da  Galipoli  et  andò  quella  sera  ad 
alloggiare  a  Nardo  doue  fureno  molto  accarezati  li  soi  curialj  da  queUo  p  o- 
pulo  et  illi  pecunie  et  alia  dona  venere  sicut  et  vnusquisque  populus  facere 
solitus  erat.  Et  li  se  fermo  vno  jomo  et  caualco  da  fora  a  vedere  vna  certa 

ysola  vicina  a  la  terra  a  iiij.  miglia. 

« 

Die  iiij.  Januarij  arriuo  a  lecci  et  alloggio  a  lo  castello  douehauea  allog- 
giato cum  sua  casa  et  li  riposo  fino  a  li  viij.  del  prefato  mese  :  et  de  continuo 
staua  in  facciende  :  et  quello  popolo  non  se  satiaua  de  vederlo  tanto  lo  amaua 
et  quotidie  andana  a  missa  mo  a  lo  episcopato  :  et  ibi  aliquando  verbum  dei 
intellìgebat  a  R.°^  episcopo  frate  Roberto  :  et  mo  a  sancta  Maria.  Gompleto- 
rium  unquam  pretermictebat. 

Die  viij.  Januarij  lo  prefoto  L  S.  partio  da  lecci  et  quella  sera  andò  ad 
Oyra:  et  lo  di  precedente  hauea  facto  partire  sua  casa  la  quale  alloggio  a 
sancto  Jancaze  perche  non  facesse  tam  gran  jornata.  Et  die  eodem  se  trono 
in  dieta  oyra  et  alloggio  in  lo  castello. 

Die  viiij.  eiusdem  audita  missa  ut  mos  eius  erat:  partio  da  oyra  et  andò 
a  le  groctaglie  et  comedit  eo  die  semel  et  bona  bora.  Et  li  fu  uisitato  da 
quelli  boni  homini  assai  competentemente. 

Die  X,  Januarij.  Ando  a  Taranto  doue  de  sua  venuta  fu  facta  gran  festa 
et  alloggio  in  lo  castello:  et  eo  die  andò  per  mare  per  vedere  vna  certa  ysola 


} 


GKNNABO  M.^  ecce  Lxxxvìij.^  144 

doue  Yolea  fare  vna  forteza  et  riposo  li  fino  a  li  xv.  et  mai  poso  :  de  continuo 
in  negociis  et  fare  prouedere  se  expedissero  certe  torri  et  mure:  et  prouide 
al  denaro  necessario  et  Sanctus  Antonius  de  padua  sepe  ilii  erat  curriculum. 
Et  fu  conuitato  la  domenica  che  furono  li  xiij.  del  dicto  dal  Magnifico  Macteo 
crispano  et  da  ipso  assaj  accarezato. 

Die  XY.  Januarij.  Lo  prefato  I.  S.  partio  da  Taranto  et  caualco  quella  se- 
ra a  castellaneta  et  sumpta  cena  delibero  spartire  sua  casa  et  mandarla  verso 
napoli  per  lo  male  temporale  et  volea  restare  leggeri:  et  la  mactina  seguente 
la  fece  partire  bona  bora  et  ipso  verso  matera.  Ma  per  essere  quella  mactina 
acqua  et  vento  se  ne  andò  a  fare  collatione  a  la  terza  et  per  lo  tempo  allog- 
gio li  quella  sera  con  pocbi  de  li  soi.  L  altri  passoreno  a  matera  doue  sua 
L  S.  andò  lo  di  sequente. 

Die  xvij.  venne  ad  alloggiare  a  Matera  che  fu  giouedi  et  tucto  quello  jor- 
no  expcdio  facciende  et  la  mactina  sequente  bona  bora  suirexit  et  in  negociis 
fuit  per  duas  boras.  Et  postea  equitauit  et  andò  ad  alloggiare  a  Migllonico  io 
quale  li  villani  lo  chiamano  male  consiglio  perche  loco  li  baroni  tucti  insieme 
fecero  consiglio  et  Dyeta.  Et  tucta  quella  nocte  neuigo. 

Die  xviiij.  venne  ad  allogiare  a  pisticcio  luocbo  diabolico:  che  quella  se- 
ra cascoro  muli  caualli  et  se  condussero  a  la  terra  a  meza  nocte  et  bisogno 
andare  ad  scontrare  li  carriaggi  de  la  guardarobba  cum  le  intorze. 

Die  XX.  Januarij.  Se  partio  da  pisticcio  dando  ordine  che  la  fila  et  li  soi 
andassero  a  Monte  albano  :  et  lo  Magnifico  Messer  Ambrosino  era  capo  de 
tucti  et  gouemaua  la  casa  :  che  era  Scrinano  malore  de  sua  I.  S.  et  li  fece 
condurre  cum  tanta  discretione  per  causa  de  mal  paese  et  fiumare  che  ogni 
homo  andò  a  saluamento.  Lo  prefato  L  S.  andò  quella  sera  a  pellicoro  doue 


145  ^'^  ecce  LzxXTiij.^  GSNKABO 

e  Tua  torre  et  vide  le  jumente  et  andò  molto  leggieij  perche  lo  loco  non  com- 
portaua  più  gente. 

Die  xxj.  sua  I.  S.  partio  da  pollicoro  et  anno  a  la  Rocca  Imperiale  et  la 
sua  casa  fermo  a  monte  Albano  quel  di. 

Die  xxjj.  sua  I.  S.  partio  da  la  roccha  et  uenne  a  turzo  doue  trouo  la  casa 
sua  che  era  uenuta  quel  di  da  monte  albano  :  et  stectece  sua  I.  S.  fino  a  li 
xxTJ.  doue  spaccio  assay  faccende  et  anno  a  uedere  el  castello  et  molte  altre 
cose  de  la  terra. 

Die  xxTJ.  sua  I.  S.  caualco  con  tutta  la  casa  et  anno  ad  sancto  Mauro. 

Die  xxvij.  sua  I.  S.  con  la  Gasa  da  sancto  Mauro  anno  allogiare  a  tri- 
cariche. 

Die  xxviij.  da  trìcarìcho  lo  Signore  con  la  casa  anno  a  Jcnzano. 


y- 


Die  xxviiìj.  Sua  I.  S.  parti  da  Jenzano  et  anno  a  uenosa  et  li  fermo  un  di. 

Die  xxxi.  Januarij  parti  da  uenosa  et  anno  a  la  tella. 

Die  primo  februarij.  Sua  S.  partio  da  la  tella  et  anno  a  melfi  et  la  sera  febraro 
audi  uespero  a  lo  pischopato  che  era  la  uigilia  de  sancta  maria  a  caBneloro 
et  la  matina  sequente  audi  messa  pure  al  piscopato  et  hebbece  Sua  S.  la 
cannela  con  tucti  soi  Gortisani:  et  eodem  die  anno  a  uedere  lo  castello  et  tucta 
la  terra  et  prouidi  a  molte  cose  necessarie:  et  die  tertio  che  fuDomenica  audita 
missa  et  uesperis  assecto  molte  cose  de  quella  terra  et  reduxele  a  bono  fine. 


19 


FBBRABO  M.**  ecce  Lxxxviij.*  146 

Die  iiij.  Sua  S.  partìo  da  melfi  et  anno  con  la  casa  a  la  cidognia. 

Die  Y.  febraarij  lo  I.  S.  Duca  se  partio  da  la  cidognia  et  anno  a  Carifi. 

Die  Yj.  Partio  lo  I.  S.  Duca  et  anno  ad  Appici  con  la  casa. 

Die  vij.loS.  Duca  se  partio  da  Appici  et  anno  ad  monte  Sarcio  con  laCasa. 

Die  vii],  sua  I.  S.  anno  ad  Caserta  ad  uedére  li  caualli  et  mando  la  casa 
sua  da  monte  Sarcio  a  napoli. 

Die  viiij.  februarij  lo  S.  Duca  da  Caserta  venne  a  napoli  et  smonto  in  ca- 
stello  Capuano  et  mutose  et  uisito  la  S.  Duchessa  de  Calabria  sua  consorte  et 
li  Signori  soi  figlioli:  et  poi  caualco  et  anno  in  Castel  nono  a  basare  la  mano 
al  S.  Re  et  a  la  S.  Reyna  et  tomo  in  caste!  capuano  et  subito  mangio. 

Die  X.  eiusdem  lo  S.  Duca  et  la  S.  Duchessa  con  li  Illustrissimi  figlioli 
annarono  bona  bora  a  uedere  messa  a  la  nontiata  et  post  missam  in  carretta 
se  ne  andarono  insieme  al  castel  nono  et  la  dimorarenno  alquanto  :  et  poi  Io 
S.  Duca  et  la  S.  Duchessa  con  la  Reina  andarono  a  trouare  lo  S.  Re  che 
stana  a  la  caccia  de  li  storni  et  quel  di  lo  S.  Re  et  lo  Duca  et  ali]  fecerono 
assai  caccia  usque  ad  noctem  :  et  lo  Duca  stecte  qualche  una  bora  in  Castel 
nono  con  lo  S.  Re  et  poi  tornato  qua  mangio  de  continente  et  riposose  qua 
duj  di  a  fare  faccende. 

Die  xiij.  lo  I.  S.  Duca  caualco  et  anno  ad  arnone  a  trouare  lo  S.  Re. 

Die  xiiij.  partio  Sua  I.  S.  con  lo  S.  Re  et  annarono  a  Casal  de  prìncipe: 
et  eodem  die  trasio  lo  imbasciatore  de  spagna  molto  bene  in  ordine. 


147  ^'"^  ecce  Lxxxviij.®  febbabo 

Diexv.febraary  lo  S.Duca  partio  da  Casale  et  uenne  ad  Àuersa.Et  eodem 
die  sua  S.  fece  al  imbasciatore  de  franza  un  bello  conuito  ad  aversa  de  pesce. 

Die  XYJ.  partio  Sua  S.  da  auersa  et  ueunesene  a  napoli  insieme  con  li 
soi  Gortisiani.  Eodem  die  trasio  lo  imbasciatore  de  franza  con  lo  S.  Re. 

Die  xviij.  eiusdem  lo  S.  Duca  caualco  ad  lo  muoio  et  anno  ad  montare 
in  calea:  che  uolea  andare  ad  Monte  de  plocita  a  caccia:  et  in  mezo  mare  ce 
monto  lo  S.  Don  Federico  in  la  galera.  Eodem  die  tornando  lo  S.  Duca  caccio 
Giuuan  turcho  de  Galea  che  ce  era  stato  parecchi  misi. 

Die  xxviij.  eiusdem  lo  S.  Duca  hebbe  vn  pocho  de  mal  de  fianco  et  la 
Reina  uenne  ad  uederlo  :  et  poi  sua  I.  S.  caualco  et  anno  a  lo  castello  nono 
insieme  con  ipsa. 

Die  ij.  marti]  lo  S.  Duca  caualcho  et  anno  al  S.  Re  et  poi  anno  al  Par-  marzo 
cho  con  lo  S.  Re  a  uedere  la  jostra  se  facea  al  fosso  :  et  hebbe  lo  premio  lo 
Principe  de  Capua  :  et  poi  hebbero  jostrati  tucti  lo  I.  S.  Duca  jostro. 

Die  iij.  eiusdem  Io  S.  Duca  hebbe  un  poco  de  mal  de  fiancho  et  lo  S.  Re 
uenne  in  castello  ad  uisitarlo  et  quella  nocte  leuo  un  uento  et  annego  al  porto 
una  Saectia  et  certi  vascelli. 

Die  vj.  eiusdem  lo  Duca  stana  un  pocho  male  et  cosi  lo  S.  Re  lo  uenne 
ad  uisitarlo  in  Castello. 

Die  xviiij.  Martij  lo  Dvca  caualco  con  lo  S.  Re  et  annarono  a  samo  et  per 
la  uia  cacciando  sempre:  et  poi  stecteno  quella  sera  a  uedere  canali]  a  la 
longa  uicino  a  samo  doi  miglia  et  quella  sera  medexima  uennero  a  sarno. 


MABZO  M.®  ecce  LxZXYiij.^  148 

Die  XX.  lo  S.  Duca  caualco  con  lo  S.  Re  et  annarono  a  caccia  al  piano 
de  palma  et  tornarono  la  sera  a  samo. 

Die  xxj.  lo  Duca  caualco  con  lo  S.  Re  et  annarono  a  caccia  et  poi  caccia 
uidero  caualli  a  la  longa  et  la  sera  se  ne  tomoreno  a  samo. 

Die  xxij.  lo  S.  Duca  caualco  con  lo  S.  Re  et  annorono  al  Piano  de  Palma 
a  caccia. 

Die  xxiij.  lo  S.  Duca  caualco  con  lo  S.  Re  et  uennerossene  a  napoli  che 
se  partirò  da  samo. 

Die  xxiiìj.  lo  S.  Duca  se  anno  a  nchiudere  a  monte  oliueto. 

Die  xxY.  lo  S.  Duca  caualco  a  caccia  a  li  padulj  con  lo  S.  Re  et  post  ea 
se  ne  tomo  a  monte  oliueto  che  era  la  semana  sancta  et  uenne  in  castelleno 
el  di  de  pascqua. 

APRILE         Die  vij.  aprilis  lo  S.  Duca  caualco  al  S.  Re.  Eodem  die  la  S.  Reyna  uenne 
in  castello  che  stana  un  pocho  male  la  Duchessa  de  milano. 

Die  xiiij.  eiusdem  lo  Duca  caualco  et  anno  ad  ueder  bagnulo  et  tomo  la 
sera  a  napoli. 

Die  xviiij.  lo  S.  Duca  anno  a  bagnulo  per  bagnarsi  et  stectece  parec- 
chi di. 


Die  xxiij.  lo  S.  Duca  caualco  et  anno  a  napoli  che  era  Sangiorgio  et  ui- 
de  missa  soUenne  con  lo  S.  Re  et  torno  la  sera. 


149  ^-^  ^^^^  Lxxxviij-.**-  APBILE 

Die  xxiiij.  lo  Duca  caualco  et  anno  a  Napoli  e  tomo  la  sera. 

Die  xxvj.  eiusdem  io  S.  Daca  caaalco  et  anno  a  la  S.  Reyna  che  stana  a 
la  massarìa  de  francesco  riccio  la  uicina  et  mangio  con  ipsa:  et  poi  anno  a 
trepergole  ai  S.  Re  et  annarono  a  caccia. 

Die  xxvij.  lo  S.  Duca  con  lo  Si  Re  annarono  a  caccia  a  Gannito. 

Die  xxviij.  aprilis  lo  Duca  fece  un  bellissimo  conuito  al  S.  Re  et  a  la 

f 

S.  Reyna  a  bagnulo  che  fu  de  carne  et  fuce  assay  robba. 

Die  xxviiij.  lo  S.  Duca  caualco  et  uennesene  a  napolj  per  fermo. 

Die  V.  Maj  lo  S.  Duca  caualco  in  castello  al  S.  Re  et  eodem  die  apparue  maqqio 
sopra  napoli  un  traue  de  foco  et  anno  a  castello  a  mare  et  li  poso. 

Die  Yj.  eiusdem  lo  S.  Duca  fece  un  bello  conuito  a  lo  Gauallo  a  la  S.  Rey- 
na et  a  la  Duchessa  de  milano  doue  fu  gran  quantità  de  robba  et  fu  de  pesce. 

Die  vij.  lo  Duca  caualco  et  anno  a  lo  maczone  et  stecte  fino  a  li  dodici  del 
sopraditto:  et  a  li  none  fece  a  lo  maczone  al  S.  Re  un  bello  conuito  et  a  li  lì. 
lo  nepote  del  papa  Àrcipiscopo  de  beneuento  uenne  ad  uisitare  la  I.  Duchessa 
et  poi  anno  a  beneuento  a  pigliare  la  possessione  del  dicto  arcipiscopato. 

Die  XX.  lo  S.  Duca  anno  ad  amone  et  stectece  doi  di  et  illic  multa  expe- 
diuit  negotia. 

Die  xxiij.  da  arnone  anno  S.  Signoria  a  lo  maczone. 

Die  xxiiij.  lo  S.  Duca  se  partio  da  lo  maczone  et  uennesene  a  napolj. 


'  MAGGIO  M,^  ecce  Lxxxviij.**  I50 

I 

Eo  die  fa  sostenuto  Messer  Rinaldo  Moscha  figlio  del  Rossecto  de  capua. 

I  GIUGNO         Die  primo  Junij  lo  Signore  caualco  ai  poggio  reale  et  ibi  donnioit  illa 

f  Docte. 

\- 

Die  ij.  junij  Io  S.  Duca  fece  al  S.  Re  un  bello  conuito  et  a  la  S.  Reyna 
al  Poggio  reale:  che  fu  de  carne:  et  fu  lo  di  che  sua  maestà  sole  andare  a 
sancta  Maria  armellino  locho  doue  lo  S.  Re  Alfonso  hauea  posto  lo  campo  : 
et  lo  jomo  predicto  prese  napoli:  et  ad  commemoratione  de  ciò  lo  prefato 
S.  Re  quello  di  ogni  anno  ce  sole  andare  a  pede  con  gente  de  arme  et  fanti: 
et  in  quella  ecclesia  aude  missa  cantata.  Ea  audlta  caualco  et  venne  al  pog- 
gio imperiale  et  li  riposato  et  facta  coUatione  furono  in  taiiola  ad  bore  xx.^  et 
duro  lo  dicto  conuito  fino  a  xxiiij.  bore  et  andò  cum  tanto  ordine  et  cum 
tanto  silentio  che  fu  cosa  mirabile.  Lo  I.  S.  Duca  seruiua  a  la  tauola  doue 
stana  lo  S.  Re  la  S.  Regina  la  S.  Duchessa  de  Calabria  la  S.  Duchessa  de  mi- 
lano  et  altri:  pero  non  lassaua  de  uisitare  le  altre  tauole  et  vedere  se  man- 
caua  alchuna  cosa.  La  S.  Infante  fu  bene  prouista  de  ogni  cosa  che  mangiaua 
in  la  stanza  de  la  S.  Duchessa  et  cum  quella  la  Scannaribecha.  Finito  conui- 
uio  doue  fu  copia  et  abbundantia  de  ogni  cosa  furono  a  cauallo  neapolim 
versus.  Lo  prefato  L  S.  accompagno  quelli  et  reuersus  quella  sera  alloggio 
loco  et  ceno  conuitando  molti  jentili  homini. 

*  Die  iij.  Junij  sua  I.  S.  audita  solita  eius  missa  equitauit  neapolim  et  fu 

in  castello  apud  regiam  maiestatem  in  negociis  et  reuersus  cibum  sumpsit  : 
et  vnoquoque  die  usque  ad  nonum  presentis  fuit  semper  in  negociis. 

Die  viiij.  eiusdem  eo  solito  more  equitauit  in  castellum  et  expeditis  ne- 
gociis et  reuersus  cenauit.  Eo  die  trasio  in  napoli  vno  mandato  da  lo  imba- 
sciatore  de  lo  Imperatore  che  era  a  roma  cum  ecc.  caualli.   . 


i5i  M.^  ecce  Lxxxviij.^  airavo 

Die  X.  Junij.  Sua  I.  S.  stecte  cum  messer  Julio  in  facciende  per  tre  bore 
et  audita  missa  equitauit  et  cibum  sumpsit  in  pomario  suo  bora  xxj.  et  eo 
die  sua  I.  S.  fece  mutare  li  soi  paggi  a  la  stanza  noua.  Et  quelli  cum  tanta 
cura  et  soUicitudine  facea  gouemare  et  instruere  quod  mirum  quid  videbatur. 

Die  xiiij.  lo  S.  Duca  caualco  et  anno  a  marcianisi  ad  uedere  caualli  et 
iUic  dormiuit  eo  sero. 

» 

Die  XY.  Sua  I.  S.  se  partio  da  marcianisi  et  anno  ad  capua  et  stectece 

doi  di  et  li  expaccio  molte  faccende. 

Die  xvij.  lo  Duca  partio  da  capua  et  stecte  a  marcianisi  tucto  lo  di  a  ue- 
dere cauaUj  et  poi  quella  medesima  sera  a  nocte  se  ne  uenne  a  napoli. 

Die  xviij.  caualcbo  lo  I.  S.  Duca  et  anno  al  S.  Re  et  tornato  in  lo  castello 
fece  al  S.  Re  un  bello  conuito  a  lo  giardino  grande  de  carne.  Eo  die  trasio 
Io  imbasciatore  de  firenze. 

Die  XX.  Junij.  lo  I.  S.  Duca  caualco  al  castello  nono  ad  dare  audientia  a 
lo  imbasciatore  de  firentini  che  era  venuto  el  di  innanzi  a  napoli. 

Die  xxiiij.  lo  S.  Re  et  lo  S.  Duca  annareno  a  messa  a  San  Gianni  cbe  era 
el  suo  di  et  poi  se  ne  uenneno  in  castello  capuano  a  uedere  caualli  et  la  Rey- 
na  ce  fé  collatione  con  le  altre  donne:  et  poi  lo  S.  Duca  accompagno  lo  S.  Re 
et  la  S.  Reyna  in  Castel  nono  et  stetcit  illic  aliquantulum  et  reuersus  cenauit: 
et  aliis  diebus  suo  more  solito  versabatur  in  negociis  et  in  regimine  totius 
regni  sui.  Et  quello  jomo  porto  la  cappa  loysi  de  marzano. 

Die  xiiij.  Julij  lo  S.  Re  uenne  in  castello  capuano  cbe  lo  S.  Don  Pietro  luquo 
stana  un  poco  male. 


LTOUO  M.**  ecce  Lxxxviij."*  152 

Die  XV].  lo  S.  Re  et  la  S.  Reyna  uennero  ad  uisìtare  Dom  Pietro  che  sta- 
na male  et  poi  lo  I.  S.  li  accompagno  in  castello  et  reuersus  cenauit. 

Die  XX.  Julij  la  S.  Reyna  nonne  ad  nisitare  Dom  Pietro  che  stana  male: 
et  lo  I.  S.  Duca  la  accompagno  in  Castello  quella  sera* 

Die  xxij.  lo  S.  Dom  Pietro  se  taglio  la  gamma  per  uedere  lo  neruo:  et 
poi  se  1  ebbe  tagliata  lo  I.  S.  Duca  caualco  et  anno  quella  sera  a  Caserta  et 
tomo  a  li  24  del  detto.  Eodem  die  ce  uenne  lo  S.  Re  ad  visitarlo  et  poi  anno 
ad  aversa. 

Die  xxiij.  la  S.  Reyna  uenne  in  Castel  capuano  ad  uisitare  Dom  Pietro 
che  già  cominciaua  a  stare  meglio. 

Die  xxiiij.  la  S.  Reyna  uenne  ad  uisitare  dom  Pietro  et  poi  lo  I.  S.  Duca 
la  accompagno  in  castel  nono:  et  eodem  die  lo  S.  Re  uenne  da  aversa  de 
nocte  et  uenne  ad  uedere  Dom  Pietro  lo  quale  piglio  de  sua  uisitatione  gran 
recreatione. 

Die  xxvij.  lo  S.  Duca  anno  a  adversa  per  scontrare  lo  Cardinale  de  foscia. 

Die  xxviij.  Julij  lo  S.  Duca  bona  bora  caualco  audita  missa:  anno  a  scon- 
trare fora  de  aversa  lo  Cardinale  de  foscia  et  con  ipso  se  ne  uenne  fino  ad 
aversa  et  poi  la  riposoreno:  et  lo  Cardinale  con  tucta  la  gente  sua  mangnia- 
reno  et  triompharono  et  poi  Sua  I.  S.  con  Io  S.  Cardinale  se  ne  uennero  a  na- 
poli con  gram  festa  et  triomphi.  Et  lo  S.  Re  lo  anno  a  scontrare  a  sancto  An- 
tonio et  uennerossene  a  napoli  con  gram  triomphi  et  trombecte  et  annaro- 
sene  per  tucta  napoli  :  et  poi  anno  a  la  casa  del  Principe  de  Salerno  a  la  S. 
Reyna.  Doue  ce  era  la  Duchessa  de  Calabria  com  la  soa  I.  figliola  et  molte 


153  M.®  ecce  Lxxxyiij.**  lvquo 

altre  Signore  Donne:  et  fu  receputo  et  acariczato  assay  da  la  S.  Reyna  saa 
parente  :  et  poi  lo  I.  S.  Duca  con  la  I.  Duchessa  sua  Consorte  se  ne  uennero 
a  nocte  al  castello  capuano  et  de  subito  lo  I.  S.  Duca  ceno. 

Die  xxviiij.  lo  S.  Duca  caualco  al  Castel  nono  al  S.  Re  a  fare  faccende. 

Die  XXX.  sua  I.  S.  caualco  et  anno  al  castello  nono.  Et  poi  lo  di  seppe 
lo  S.  Re  che  lo  Cardinale  sopradicto  ueniua  ad  uisitarlo:  lo  anno  a  scontrare 
Sua  Maestate  et  lo  I.  S.  Duca  et  stectero  assay  a  ragionare  con  la  S.  Reyna  et 
poi  lo  S.  Duca  a  nocte  se  ne  uenne  in  castello  capuano  et  subito  ceno. 

Die  primo  augusti  lo  S.  Duca  caualco  al  S.  Re  ad  expedire  faccende  et  agosto 
postea  reuersus  cenauit. 

Die  ij.  lo  I.  S.  Duca  fece  um  bello  conuito  a  lo  giardino  picciolo  a  la 
I.  S.  Duchessa  sua  Consorte  a  la  Duchessa  de  milano  et  de  orbino  a  la  mar- 
chese et  a  molte  altre  donne  :  et  fu  de  carne. 

Die  iij.  lo  S.  Duca  caualco  in  castello  ad  lo  S.  Re  et  eo  die  fece  lo  pre- 
fato S.  Re  al  Cardinale  de  foscia  um  bello  conuito  al  Castel  nono.  Eo  die 
seruio  lo  Marchese  de  Betonte  al  Comuito  per  gram  senescalco  et  fu  de  car- 
ne :  et  facto  lo  conuito  lo  S.  Duca  se  ne  uenne  in  castello  capuano. 

Die  V.  augusti  la  S.  Duchessa  com  Dom  Pietro  cascarono  amalati  et  la 
malatia  de  dom  pietro  duro  parecchi  misi:  et  uenne  lo  S.  Re  com  la  S.  Reyna 
ad  uisitarli  che  era  quasi  in  nocte. 

Die  Tij.  Augusti  lo  S.  Cardinale  de  foscia  uene  ad  uisitare  la  I.  S.  Du- 
chessa et  Dom  Pietro  che  stanano  male. 

30 


iooeio  M.®  ecce  Lxxstììj/  i^ 

Die  Tiy.  eiusdem  lo  §.  Re  ueimé  ad  iiisitare  egrotos  et  poi  lo  Duca  ac«- 
compagno  sua  Maestà  in  caste!  nouo. 

Die  X.  caualco  lo  I.  S.  Duca  ad  fare  faccende  al  caste!  nono:  et  eo  die  lo 
S.  Dom  federico  fece  al  cardinale  predicto  um  bellissimo  connito  al  x^astel 
dell  ouo  :  et  eodem  die  uenne  la  Reyna  ad  uisitare  egrotos. 

Die  xi.  augusti  lo  S.  Re  uenne  ad  uisitare  la  S.  Duchessa  et  Dom  Pietro 
che  era  quasi  a  nocte. 

Die  xij.  la  Regina  uenne  in  notte  ad  uedere  egrotos  et  poi  se  ne  anno 
al  castello  nono.  Eadem  nocte  piglio  a  la  L  S.  Duchessa  a  quattro  bore  lo 
sudore  de  la  morte  che  fui  quasi  in  fine. 

Die  xiij.  eiusdem  la  Regina  uenne  ad  uisitare  la  I.  S.  Duchessa  et  dor- 
mio  qua  in  castello  capuano  Sua  Maestate  con  Don  Federico. 

Die  xiiij.  augusti  venne  lo  S.  Re  a  nocte  ad  uisitare  la  I.  Duchessa  et  lo 

S.  Dom  Pietro. 

* 

Die  XV.  lo  I.  S.  Prìncipe  de  Gapua  uenne  in  napoli  et  smonto  in  castello 
capuano  circa  a  bore  xiiìj.  et  mangio  et  stecte  alquanto.  Poibebbe  basatala 
mano  a  lo  I.  S.  Duca  et  a  la  I.  S.  Duchessa  caualco  et  anno  al  castello  a  ba- 
sare la  mano  a  lo  I.  S.  Re  et  a  la  S.  Reyna  et  poi  tomo:  et  eodem  die  lo  L  S. 
Duca  caualco  al  Castel  nono  al  S.  Re. 

Die  xvi.  vene  la  Reyna  ad  uedere  egrotos  :  et  poi  lo  I.  S.  Duca  la  ac- 
compagno in  castello  nono. 


155  Mr*  ecce  Lxxxviij.*'  agosto 

Die  ivij.  lo  I.  S*  caoalco  et  anno  a  la  festa  se  facea  de  Leonardo  Como: 
et  poi  torno  in  castello. 

Die  xvìij.  lo  Re  et  la  Reyna  uennero  ad  uisitare  madonna  che  era  assay 
pigiorata  et  la  Reyna  dormio  qua  con  dom  federico.  Eodem  die  se  fece  la 
processione  et  anno  per  napoli  con  lo  onciflxo  de  santo  dominico  et  uenne 
in  camera  soa  che  erano  circa  xx  hore.  Eodem  die  fece  testamento  chiuso. 

Die  xviiij.  la  L  S.  Duchessa  axxi.  hora  morse  che  era  quel  di  Sancto  lo- 
douico  :  la  cui  morte  fu  predicta  da  fra  francisco  de  ragona  che  era  a  firenze 
parecchi  di  innanzi  per  una  sua  lettera  che  e  qua  la  copia:  et  morse  sancta- 
mente  et  bene  che  tucto  homo  ne  piangea.  Vide  copiam  litterarum  infra  in 
2*  carta: 

Copia  litterarum  fratris  Frangisci 

Serenissima .... 
Vna  nostra  lettera  receputa  per  uno  nostro  che  n  e  uenuto  per  flrenza 
el  quale  non  o  ueduto  e  pero  non  respondo  a  quello  che  non  me  e  dicto:  solo 
respondo  a  quello  che  contene  la  lettera  de  nostra  eccellentia  in  quanto  se 
eontcne  senza  uedereue.  Io  me  partij  da  napolj  sappia  questo  la  S.  V..  che  la 
tenta  dello  amore  con  el  quale  io  uos  amo  e  dell  altra  condition  esperto  che 
non  quello  con  che  se  amano  le  altre  gente  :  el  mio  non  sa  parlare  non  se 
cura  de  uedere  ne  usare  li  sensi:  tanto  sta  occupato  et  fatigato  in  fiamme  et 
incendio  che  altro  che  in  ardere  et  cremare  et  penare  per  suo  amato  non  se 
cura  non  se  occupa:  et  1  altro  comune  amore  con  li  animali  usa  contrari]  ter- 
mini che  tolto  del  suo  objecto  la  delectation  de  U  sensi  et  lo  amore  e  predicto 
etiamdio  in  fra  patre  et  figlioli:  secundo  el  fundamento  cosi  e  la  torre.  Et  pero 
ne  supplico  Signora  matre  mia  Madonna  che  quante  auran  ex.^  natura  che 


\ 


AGOSTO  M.**  ecce  Lxxxviij.**  156 

optemperare  sue  forze  in  mee  pene  et  mitighe  lo  ardore  de  mei  desideri]  e 
circa  nostra  pace  en  onore  :  el  quale  io  di  et  nocte  me  affatigo  più  che  non 
uoy  medesima  et  questa  serra  malore  estantia  che  non  io  havererie  parlato 
0  non  parlato. 

Vostra  Matre  che  sta  m  fra  li  angeli  a  suppUcato  dio  che  intrate  in  pace 
come  intro  ipsa  et  dio  U  a  concesso  il  dono  a  mio  uedere:  si  e  fornito  el  pane 
de  essere  cocto  che  dio  ne  possa  mangiare.  Beata  uoy  se  questo  intendente 
et  amante:  et  questo  basta  ad  quUlo  che  adesso  se  pò  dire.  Àmen. 

Fu  presentato  questo  agnus  dei  de  le  jlonne  de  sancta  chiara  de  flrenze: 
comò  lo  nidi  imaginay  che  era  la  persona  che  più  amaua  in  questa  ulta  :  ap- 
parendome  uoy  per  questo  deUberay  de  mandamelo.  Recordateue  de  me 
quando  lo  uederite:  altro  per  quista  non  me  occorre.  In  firenza  a  13  de  luglio 
M.*^  ecce  Lxxx  viij.^ 

De  V.  S."*  S.'** 
R,**  a  4.  de  agusto 


Figlio  caro  et  senio 

FRATE  FRANCESCO  DE  RAGONA 
Ordinis  MiDorum 


Die  xxi.  augusti  la  S.  Duchessa  se  porto  a  la  nunctiata  a  socterrare  con 
gram  pianto  et  forono  uestutì  nigri  in  quantità  che  era  una  cosa  impossibile 
ad  uederli:  et  lo  I.  S.  Duca  anno  appresso  ai  corpo  molto  malcontento  et  a  la 
nuntiata  se  disse  la  messa^de  fore  al  cortiglio  con  la  predica:  et  lo  suo  corpo 
stana  socto  la  Castellana  con  lo  paramento  de  inbroccato  :  et  poi  facto  lo  of- 
fertorio la  socterrarono  appresso  a  1  altare  malore  con  lo  paramento  de  im- 
broccato  et  lo  I.  S.  Duca  se  ne  uenne  in  castello  capuano.  Eo  die  tucte  le 
strate  de  napoli  fenestre  astrichi  apoteche  erano  piene  de  homini  donne  pic- 
cioli et  grandi  ehe  stanano  ad  vedere  passare  diete  corpo  che  non  fu  visto 


157  M.®  ecce  Lxxxviij.®  agosto 

mai  tanto  expectaculo.  A  le  exequie  ce  fu  lo  R.*"^  Monsignore  cardinale  de 
fasce  lo  S.  Re  cum  molti  R.""^  archiepiscopi  et  epyscopi. 

Die  xxY.  lo  L  S.  Duca  caualco  et  anno  ad  uisitare  lo  S.  Re  et  era  stato 
inchiuso  certi  di  per  la  predicta  morte. 

Die  xxviij.  lo  Duca  anno  al  S.  Re  et  eodem  die  trasio  lo  imbasciatore 
del  Turcho  con  xij.  caualli. 

Die  ultimo  augusti  lo  S.  Duca  caualco  al  caste!  nono  et  decte  audientia 
a  lo  imhasciatore  del  Turco:  eodem  die  lo  trono  ammaczo  Joanni  colonbrello 
scrinano  de  Ratìone  del  S.  Re  che  uolea  andare  a  uedere  una  Nane  che  tra- 
siua  al  Porto. 

Die  vij.  Septembris  caualco  et  anno  lo  I.  S.  Duca  a  mangiare  a  Vgliolo  septembbk 
con  li  gentili  homini  de  li  Segi:  et  dormio  et  poi  annarono  a  la  bolla  et  tor- 
narono al  castello. 

Die  xij.  septembris  anno  in  castello  et  poi  anno  com  lo  S.  Re  a  caccia 
a  li  paduli. 

Die  xiiij.  lo  S.  Duca  caualco  al  S.  Re.  Eodem  die  uenuQ  da  abruczo  mes- 
ser  Joam  jacobo  et  trasio  in  Napoli. 

Die  x\j.  a  nocte  piobbe  tanto  che  gitto  carri  arbori  mure  et  altre  cose 
in  terra:  et  lo  I.  S.  Duca  caualco  a  la  sua  masaria  de  li  uirgini  a  uedere  le  so- 
'    pradicte  cose  che  may  era  ricordato  a  napoli  tale  ruyna.  Eodem  die  trasio  lo 
imbasciatore  de  milano. 


8SFTBIIBR&  M.^  ecce  Lzzxviij.^  158 

Die  xviiij.  lo  S.  Duca  anno  a  mangiare  a  monte  oliuaram.  Eodem  die 
trasio  la  Contessa  de  pitigliano  et  la  nocte  che  uenne  per  la  gran  pio£^a  dor- 
mio  in  castello  nono  et  1  altra  matina  seguente  decte  audientia  et  poi  mangio 
a  monte  oliuieto:  et  tucto  quel  di  poi  bebbe  mangiato  fece  faccende  et  num- 
quam  ocio  marcebat. 

Die  xxj.  septembris. 

Audita  missa  et  facta  collatione  erat  in  negociis  et  li  fii  portato  da  mes- 
ser  francesco  rizo  lo  figlio  de  messer  Malda  per  Paggio  nomine  Joannj  :  quello 
recepette  de  bona  voglia.  Et  quam  prìmum  caualco  in  castello  nouo  ad  Re- 
gem  et  li  expecto  li  imbasciatori  de  milano  che  vernano  a  visitare  lo  S.  Re: 
et  a  quelU  douea  dare  audientia:  che  veniuano  ad  exponere  la  imbasciata  dd 
S.  Duca  de  milano  cum  quello  Signore  dimandaua  la  I.  Duchessa  de  milano 
filia  I.  Domini  Ducis. 

Die  xxij.  eiusdem. 

Surrexit  bora  xv.  et  audita  missa  quam  nunquam  pretermictere  solitus 
erat  caualco  et  andò  a  trouare  lo  S.  Re  a  la  Maddalena  et  fu  cum  sua  maestà 
a  caccia  a  le  Padule:  et  bora  xviiij.  ritomo  in  castello  nouo  cum  regia  maestà 
et  ibi  comedit  cum  Germano  suo  Don  federico  apud  illam  :  et  reversns  est 
domum  bora  iiij.  noctis  quia  negocia  illum  detinuere. 

Die  xxiij.  Septembris. 

Hora  xiiij  decte  audientia  a  la  Contessa  de  pitigliano  che  era  venuta 
nouamente  a  napoli  per  fare  la  festa  de  la  nora  nepote  del  S.  Re  et  figliola 
del  quondam  I.  Don  Arrico  filio  regio.  Et  quella  vide  uolentere  et  la  accarezo 
assaj  et  in  tal  modo  che  se  parUo  da  sua  I.  S.  molto  lieta  et  contenta:  et  lo 
suo  figliolo  lo  conte  de  noia  la  accompagno  fino  a  sua  habitatione  sempre 
con  la  berrecta  in  mano  et  cum  vna  vera  filiale  obbedientia.  Et  de  poi  ca- 


159  M.^  ecce  LxzXTiij.o  SBPTEKBBf 

ualco  in  castello  nouo  ad  expedienda  negocia.  Et  reversus  bora  prima  ooctis 
se  fece  lo  bagno  et  comedit  quam  piimum  quia  membra  jejuna  tenuit  per 
totom  illum  diem.  Et  illa  nocte  satis  bene  quieuit  et  eo  die  visito  lo  conte  de 
altauilla  cbe  stana  infenno. 

Die  xxiiij.  Septenabris. 

Missa  sua  solita  audita  caualco  in  castello  et  ibi  cum  regia  maiestate  fu 
a  caccia  a  le  padule  et  reuersus  in  castollum  nouum  mansit.  Ibi  usque  ad  iij. 
boram  nóctis  negociis  regni  impeditus.  Et  quello  jomo  lo  S.  Re  fece  venire 
lo  imbasciatore  del  turco  et  lo  spaccio  :  et  volendose  partire  quando  vscio  de 
la  porta  bucto  vno  pugno  de  carlini  a  li  compagni  de  la  porta  in  memoriam 
eius.  Et  eo  sero  cenauit  bora  v.  noctis. 

Die  XXV.  Septembris. 

Surreiit  bona  bora  et  Missa  celebrata  contulit  se  in  castellum  ad  Re- 
giam  maiestatem  que  eo  die  discessura  erat:  et  post  eius  discessum  semper 
fu  in  facciende  cum  Regina  et  I.  Don  federico  usque  ad  xiiij.  boram  et  re^ 
uersus  in  domum  suam  cenauit.  Eo  die  obyt  bora  prima  noctis  Comes  alte<- 
uille.  Et  requiescat  in  pace. 

Die  XXV] .  Septembris. 

Rena  bora  surrexìt  e  lectulo  et  audita  missa  in  ecclesia  Mentis  oliueti 
in  castellum  nouum  se  contulit.  Ibi  data  audientia  comedit.  Sumpto  prandio 
dormiuit  aliquantulum:  et  postea  expaccio  molte  facciende  con  I.  Don  fede^ 
rico  et  lo  conte  de  marigliano:  et  reuersus  est  in  castellum  suum  ij.  bora  no- 
ctis.  Eo  die  bora  xiiij.  se  fece  uno  tempo  negrìssimo  et  comincio  a  tonare 
cum  vna  acqua  grandissima  che  parca  fusse  lo  diluuio  et  certo  si  duraua 
submergeua  ogni  cosa.  Quello  jomo  fureno  morti  v.  a  sancta  maria  de  la 
nona  de  truono:  a  somma  vno  et  ruinoro  molte  mura  de  case  et  orti:  et  alle 


I 
I 

i 


SEPTEHBRB  M.®  CCCC  LzxXTÌÌj.^  l6o 

Yirgine  passando  certi  flglioli  a  costo  ad  vno  muro  del  magnifico  Joanni  an- 
tonio  poderìco  cascho  vno  mezo  del  muro  del  suo  jardino  et  ne  amazo  due. 
Et  al  poggio  reale  del  I.  S.  Duca  bucto  muro  assai  in  terra:  ne  porto  la  piena 
carri  assai  arbori  in  quantitate  et  annego  certi  homini  a  la  incoronata.  Et  la 
ecclesia  de  la  incoronata  impleo  in  modo  che  non  uè  se  potea  intrare.  La 
acqua  daua  fino  a  la  cona  de  lo  altare  :  tucti  li  libri  de  quella  ecclesia  fece 
andare  natandp  che  erano  de  valore  de  ducati  ecc.  et  più  che  con  gran  fati- 
ca se  reacconcioro.  Vna  ecclesia  \icina  a  le  Vergini  impleo  in  modo  de  acqua 
et  terra  che  ce  posseua  andare  vna  naue.Res  mirabilis  et  inaudita  diebus  no- 
stris.  Lo  L  S.  prefato  se  trono  in  castello  nono:  de  subito  fece  allumare  can- 
dele benedicte  et  deuotamente  dixe  sue  orationi  recorrendo  al  summo  no- 
stro opifice:  et  quella  sera  ceno  a  yj.  bore  de  nocte. 

Die  xxvij.  Septembris. 

Surrexit  bora  xiij..et  audita  la  sua  missa  caualco  al  poggio  reale  et  li 
uide  certe  ruine  de  muro  hauea  buctato  quella  procella  che  era  stata  lo  di 
de  nanzi  et  andò  fino  a  la  Bulla.  Et  quello  jomo  che  fu  Sabbato  et  la  vigilia 
de  sancto  Angelo  che  venne  in  lunedi  jeiunavit  et  mangio  a  lo  jardino 
grande:  et  in  sere  per  tres  horas  noctumas  cum  D.  Julio  multa  expediuit 

Die  xxviij.  eiusdem. 

Audita  missa  et  collatione  facta  contulit  se  ad  Stabulum  et  vidit  equos 
suos  et  expedio  alchune  facciende  con  lo  imbasciatore  de  Milano:  et  poi  ca- 
ualco in  castello  nono  et  eo  die  venne  lo  S.  Re  che  era  de  fora:  et  ibi  audi- 
tis  vesperis  con  lo  Armmio  per  la  festa  de  sancto  Angelo  che  era  lo  di  se- 
guente cenauit  et  dormitauit. 

Die  xxviiij.  eiusdem. 
Decimaquarta  bora  surrexit  et  quello  jomo  tucto  pose  in  deuotione. 


i6i.  M.  ecce  Lxxxviij."  septbmbre 

Audita  missa  cantata  et  li  vespri  de  sanclo  angelo  et  quello  de  li  Morti  expc- 
dìuit  quedam  negocia:  et  reuersus  in  castellum  capuane  non  cenauit  ut  spe- 
rabatur.  Fece  sparare  lo  tinello  et  alibi  cenauit  bora  v.  noctis.  Eo  die  tenuit 
in  sacro  fonte  la  figlia  de  la  matre  de  lacte  de  la  Infante  :  la  quale  illis  die- 
bus  hauea  parturito  et  quodam  modo  mirabili.  Se  stana  in  camera  cum  Re- 
ginali  maiestate  et  Illustrissimo  prefato  Domino  Duce:  et  de  subito  li  uennero 
le  doglie  et  gridando  la  Regina  prefata  et  lo  dicto  I.  S.  la  preseno  per  mano  : 
illieo  ibi  filiam  proiecit  viijam. 

Die  ultimo  Septembris- 

Visa  missa  petijt  castrum  regium:  et  expeditis  quibusdam  negociis  ca- 
ualco  cum  lo  R.''^  prefato  cardinale  et  Regina  al  poggio  Reale  bora  xij  :  et  re- 
versus  ad  pomarium  suum  magnum  ibi  parata  fuit  colMo  mirabilis  de  ogni 
generatìone  de  fructi  et  de  ogni  confectione:  et  extimando  che  lo  prefato  car- 
dinale et  Regina  uolessero  tantummodo  collatione  fare  delibero  cenare  per- 
che già  era  nocte.  Illico  sua  I.  S.  chiamato  lo  Magnifico  Messer  Ambrosino 
Scrinano  suo  majore  de  ratione  li  numptio  la  volunta  de  quellj.  Tantosto  fa 
prouisto  de  carne  capponi  pollastri  porco  de  Sorrento  et  de  altri  vcelli  et  in 
tal  modo  et  cum  tanta  presteza  quod  est  res  mirabilis  audita  nec  credenda  : 
et  cum  tanta  abbundantia  quod  omnes  mirabantur.  Et  ce  se  trouoro  più  de 
ducento  persone  de  dicto  Cardinale  et  tucto  homo  se  partio  satisfacto.  Et  ac- 
compagnato Io  prefato  cardinale  et  la  S.  Regina  cum  cereis  infinitis  reuersus 
est  domum  suam. 

Die  primo  octobris.  octobbe 

Bona  bora  surrexit  et  mando  Don  Petro  suo  figliolo  a  la  Torre  del  greco 
a  pigliare  vna  pocha  d  aere  perche  era  stato  indisposto  più  de  doi  mesi  et 
de  vna  malatia  assai  strana.  Et  lo  fece  andare  in  carrecta  et  per  la  porta  de 
lardino  pizolo  quodam  modo  secreto  perche  anchora  non  sapea  la  morte  de 

31 


OCTOBRE  M.^  ecce  LxZXViij.^  •  I62 

la  I.  madamma  sua  matre.  Et  reuersus  est  lectulum  et  per  tres  horas  dormi- 
uit  et  audita  missa  post  dormitatioQem  contulit  se  ad  regiam  maiestatem.  Eo 
die  la  S.  Regina  et  lo  R."'^  Cardinale  prefato  vennero  in  castello  a  visitare  la 
I.  Duchessa  de  milano  figliola  de  lo  I.  S.  Duca  de  Calabria  et  discessere  cum 
pluvia  :  et  quella  nocte  ad  bore  viij.  passo  de  questa  vita  la  contessa  de  Pi- 
tigliano  et  mono  come  bona  et  optima  cristiana  et  fu  portata  a  noia  illieo  et 
la  furono  facto  le  exequie.  Eo  die  fu  prohibito  che  non  se  expendesse  nulla 
pecunia  argentea  se  non  quella  del  conio  regio  et  fusse  de  peso  :  aliter  ha- 
beretur  prò  nichilo. 

Die  ij-  octobris. 

Hora  xij.  surrexit  et  audita  missa  in  castellum  nouum  se  contulit  quia 
eo  die  discessurus  erat  cum  R."^  cardinali  et  Rege  et  regina  che  se  partiua 
per  roma  et  eo  sero  alloggio  ad  adversa.  Ma  lo  S.  Re  passo  a  casale  et  lo 
Duca  eo  sero  eomedit  cum  Regina  et  fu  de  carne. 

Die  iij.  partio  lo  L  S.  Duca  con  lo  cardinale  et  la  Reyna  per  uenire  a 
Capua.  Essendo  in  camino  scontrorono  lo  S.  Re  et  annarono  a  caccia  tucti 
a  lo  maczone  :  et  a  la  caccia  fecero  coUatione  de  confectioni  :  et  poi  facta  cac- 
cia se  ne  uennero  a  capua  a  una  hora  de  nocte. 

Die  iiij.  lo  S.  Duca  caualco  et  anno  al  S.  Ré  et  poi  anno  con  lo  S.  Re  et 
la  Reyna  et  lo  Cardinale  a  caccia  a  la  spinosa  et  li  fecero  collatione  de  ?on- 
fectionj  et  poi  uidero  caualli  :  et  quella  sera  mangio  con  la  reyna  a  la  casa 
sua  che  fu  de  sabato  :  et  poi  mangiato  se  ne  uenne  a  dormire  a  la  casa  sua: 
et  quel  di  lo  re  dono  un  cauallo  a  lo  faurito  del  cardinale. 

Die  V.  octobris  lo  Duca  anno  al  signor  Re  et  stetit  aliquantulum  et  pòi 
torno  a  la  casa  a  fare  collatione:  et  facta  collatione  tomo  al  S.  Re  et  annarono 


163  M.**  ecce  LxXXViij.*»  OCTOBBB 

a  uedere  caualli:  et  poi  hebbero  uisti  li  caualli  anoarono  con  la  Reyna  et  con 
lo  Cardinale  a  li  Morlacei  lontano  iij.  miglia  et  a  certe  altre  anticaglie:  et  li 
hebbe  una  medaglia  che  fu  trouata  la  allora  :  et  annarono  a  la  casa  del  S.  Re 
et  lo  Re  fece  al  cardinale  et  a  ti  altri  una  bella  coUatione  et  lo  S.  Duca  ce 
era  :  et  eodem  die  lo  re  dono  uno  cauallo  al  fagorito  del  Cardinale. 

Die  \j.  lo  Re  et  lo  Cardinale  et  lo  Duca  adomandarono  licentia  a  la^. 
Reyna  a  le  scale  con  multi  abbracciamenti  et  basi  maxime  lo  S.  Cardinale  : 
et  poi  facto  questo  caualcarono  et  uennero  a  caccia  et  li  fecero  collatione:  et 
poi  caccia  lo  S.  Re  con  Io  Duca  annarono  allogiare  ad  arnone  et  lo  Cardi- 
nale a  castello  a  mare. 

Eo  die  obijt  mater  Jacobi  Zurlj. 

Die  vij.  lo  S.  Re  et  lo  S.  Duca  annarono  a  caccia  a  la  chiusa  d  amone 
et  scontrorono  lo  Cardinale  che  uenia  da  castello  a  mare  a  caccia  et  li  fecero 
collatione  et  poi  facta  la  caccia  annarono  accompagnare  lo  cardinale  :  ma  lo 
Duca  come  fu  un  poco  da  lontano  de  la  caccia  uide  un  porco  et  annoli  ap- 
presso et  ammaczolo  et  poi  se  ne  uenne  ad  amone  et  ceno  de  subito  :  et  lo 
Re  accompagno  lo  cardinale  appresso  a  castello  a  mare  et  la  se  adomandaro 
licentia  con  gran  cariczi  et  lo  Re  se  ne  tomo  ad  amone  et  lo  Cardinale  a  ca- 
stello a  mare  :  et  poi  che  lo  S.  Duca  hebbe  mangiato  anno  a  cercare  licentia 
al  S.  Re  et  stetit  aUquantulum  et  poi  tornato  anno  a  dormire. 

Eo  die  lo  I.  S.  ne  fece  andare  Àndrìano  a  marito  :  che  fu  damigella  de 
la  S.  Duchessa  quondam  sua  consorte. 

Die  viij.  lo  S.  Duca  ali  alba  anno  ad  trouare  lo  cardinale  ad  castello  a 
mare  et  caualcarono  insieme:  et  essendo  uicino  a  la  torre  de  li  bagni  fece  ti- 
rare una  recza  et  donoU  una  serena  et  \j.  incoronati  a  li  pescatori:  che  fu 
um  bellissimo  acto  a  tal  prìncipe  :  et  a  la  torre  de  U  bagni  fece  coUatione  et 


\ 


OCIOBSE  M.^  ecce  hxXX7ìì}.^  164 

ancora  el  cardinale  et  ancora  un  altra  uolta  al  garìgliano  et  li  montarono  in 
barca  et  annarono  a  mola  quella  sera:  et  fece  al  cardinale  um  bello  conuito 
de  carne  ed  a  tucti  1  altri  episcopi  et  Signori.  Et  lo  jomo  caualcando  per  la 
via  trouaua  aratori  et  dicea  :  tirateme  innanzi  et  monstrateme  la  via.  Impara- 
bant  et  poi  donaua  loro  vna  serena. 

Die  viiij.  lo  Duca  anno  al  cardinale  et  lo  cardinale  fece  collatione  et  lo 
Duca  anno  a  una  chiesa  et  a  certi  orti  et  poi  montarono  a  cauallo  et  annaro 
a  gaeta  et  vedero  molti  giardini  et  orti  et  li  uennero  in  contro  homini  assai  et 
lo  Patriarca  de  Gapua:  et  smontaro  a  la  nunziata  et  a  lo  episcopato  et  annaro 
al  molo  et  per  tucta  la  terra  et  poi  uennero  in  castello  et  li  fecero  collatione 
et  steterunt  aliquantulum  et  poi  caualcarono  et  uennero  a  la  terra  et  monto- 
rono  in  barca  et  uennero  a  mola:  et  la  sera  anno  lo  Duca  a  la  casa  del  cardi- 
nale a  uedere  la  luminaria  che  se  fece  per  tucta  gaeta:  et  poi  se  ne  uennero 
in  casa  et  lo  Duca  conuito  lo  S.  Cardinale  et  tucti  li  episcopi  et  Signori  et  fu 
de  carne:  che  ce  fu  um  belio  ordine  et  fuce  lo  episcopo  de  Barsellona  et  lo 
episcopo  de  pampellona  et  lo  episcopo  de  marta  et  lo  episcopo  de  rodon  et 
multi  Signori  et  prelati:  doue  fu  gran  quantità  de  robba  et  fu  facto  con  molto 
silentio  et  bene  ordinato. 

Die  X.  lo  Duca  con  lo  cardinale  partirò  da  mola  et  fore  de  mola  um  po- 
co se  spartirono  con  molti  carizi  et  basi  che  per  alegreze  quasi  piangeuono: 
et  tocco  la  mano  Sua  S«  a  tucti  quelli  episcopi  et  Signori  et  poi  lo  Duca  se 
ne  uenne  a  gaeta  et  lo  Cardinale  anno  a  fundi' verso  roma:  et  quel  di  lo 
S.  Duca  prouide  certe  cose  de  la  terra  et  poi  uenne  al  castello  et  subito  man- 
•  gio  et  poi  de  mangiare  stecte  um  poco  et  annosene  a  dormire. 

Die  xj.  bona  bora  anno  Sua  S.  a  uedere  missa  a  san  francesco  et  poi  an- 
no a  prouedere  la  terra  et  anno  a  le  mure  et  anno  a  uedere  la  torre  de  or- 


165  M.**  CCCC'Lxxxviij.»  OCIQBBB 

landò  et  anno  intomo  a  la  terra  per  mare  et  poi  torno  a  mangiare:  et  man- 
giato  dormìo  et  poi  anno  a  uespero  a  sancto  francesco  et  la  a  la  sacrestia 
fece  faccende  con  li  homini  de  la  terra  et  poi  caualco  et  uide  certe  case  de 
sua  I.  S.  et  poi  tomo  in  castello. 

Eo  die  che  fu  sabato  ad  bore  ij.  de  nocte  morio  la  contessa  de  aliano. 
Et  die  seguenti  fu  portata  a  la  numptiata  cum  magno  bonore. 

Die  xij.  bona  bora  anno  a  uedere  missa  a  sancto  angelo  et  illic  de  subito 
mangio  :  et  poi  bebbe  mangiato  uide  lo  monasterio  et  caualco  et  uenne  a  la 
terra  et  fece  .consiglio  con  li  bomini  de  la  terra  et  poi  anno  spassigianno  a 
piede  per  la  terra  et  tomo  puro  a  fare  faccende:  et  poi  caualco  et  misero 
certe  mure  et  torri  et  uide  certj  giardinj  de  sua  L  S.  et  certi  modolj  et  uide 
et  misuro  la  torre  del  molo  :  et  poi  se  ne  uenne  in  castello  et  mangio  de 
subito. 

Die  xiij.  octobris  bona  bora  audita  missa  caualco  et  ascese  a  la  terra  et 
monto  in  barca  Sua  I.  S.  con  sua  gente  et  uenne  a  la  rocca  de  monte  raone 
et  in  mare  fece  collatione  et  giunto  dormio. 

Die  xìiij.  partio  sua  I.  S.  et  uenne  fino  a  capua  et  li  scontro  lo  Re  et 
torno  con  Sua  Maestate  et  annarono  a  la  caualiaritìa  a  uedere  uolare:  et  il- 
lieo Sua  S.  fece  collatione  et  poi  tornarono  a  capua  et  lo  I.  S.  Duca  mangio 
de  subito  et  poi  anno  a  trouare  lo  S.  Re  et  stetit  aliquantulum  et  poi  uenné 
a  la  Casa. 

Die  lY.  bona  bora  ailno  al  S.  Re  et  annaro  a  caccia  ali  anito  et  illic  co- 
mederunt  et  poi  tomarono  a  una  ora  de  nocte  et  giunto  mangio. 

Eodem  die  ordino  sua  I.  S.  fusse  mandato  per  Don  Petro  et  partio  la 
carrecta  bora  prima  noctis:  et  die  seguenti  ante  lucem  arriuo  in  napoli:  cbe 
stana  a  la  torre  del  greco:  et  poso  in  le  case  del  conte  de  fundi. 


ocroBBE  M.^  ecce  LxxxTìij.^  i66 

Die  IT],  bona  bora  fu  a  cauallo  Sua  S.  et  uenne  a  la  caualarìtìa  de  Ca- 
serta innanzi  al  S.  Re  et  prouedecte  molte  cose  et  uide  caualli  et  poi  uenne 
al  S.  Re  et  fece  collatione:  et  poi  uidero  caualli  Sua  Maestate  et  lo  L  S.  Du- 
ca: et  poi  io  Re  se  ne  andò  quella  sera  a  noia  et  lo  Duca  anno  a  la  badia 
allogiare  et  come  ionze  mangio:  ma  lo  I.  S.  sparti  certi  caualli  da  poi  par- 
tio  lo  Re. 

Die  xvij.  anno  da  Caserta  et  passo  per  mataluni  et  fece  collatione  a  le 
gradelle  uicino  a  noia  doi  miglia:  et  passo  da  fore  a  noia  et  anno  a  trouare 
lo  S.  Re  a  la  longa  et  la  uidero  caualli  et  poi  tomorono  ad  allogiare  a  noia 
et  lo  S.  Duca  se  uenne  a  mutare  et  poi  anno  a  trouare  lo  S.  Re:  et  annarono 
a  uespero  a  sancto  francesco  et  poi  tomorono  et  lo  re  mangio  et  li  stecte  lo 
Duca  fino  che  hebbe  mangiato  et  poi  se  ne  uenne  et  mangio  de  subito. 

Die  xviij.  bora  tarda  iuit  ad  regem  sua  I.  S.  et  stecte  um  poco  et  poi 
caualcarono  et  andarono  a  la  missa  soUenne  al  piscopato  de  noia  et  tomo- 
rono in  palazo  et  lo  re  fece  collatione:  et  poi  annarono  al  piano  de  palma  et 
uidero  uolare  et  lo  I.  S.  Duca  dono  la  al  S.  Re  tre  belli  falcuni:  et  poi  se  ne 
uennero  a  la  matalena  et  lo  Re  se  ne  andò  in  castello  nono  et  lo  Duca  senne 
uenne  in  castello  capuano:  et  factose  lo  bagno  cenauit  et  quieuit. 

Die  xviiij.  octobris. 

Àudita  missa  et  expeditis  quibusdam  negociis  cum  legatis  totius  ytalie 
caualco  in  castello  nono:  et  ibi  mangio  quello  jomo  per  vna  uolta  et  resto 
cum  Regia  maiestate  fino  a  nocte  in  expediendis  negociis.  Et  eo  die  obijt  lo 
S.  Loysi  carrafa  cuius  anima  requiescat. 

Die  20.  octobris. 
Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  delibero  caualcare  in  castello  nono 


^ 


167  M.^  ecce  LzxZVÌij.®  0CE09BBB 

ad  trouare  lo  S.  Re:  lo  quale  douea  interuenire  a  le  exeqaie  del  S.  Loysi  car- 
rafEa  in  sancto  Domenico:  et  li  se  trono  cum  sua  maestà  et  residuum  diei  pose 
in  expedire  facciende. 

Die  2 1  •  octobris. 

Àudita  sua  solita  missa  caualco  a  dare  audientia  in  Castello  nouo  et  li 
mangio  quello  jomo  per  vna  uolta  et  ritomo  in  castello  capuano  bora  tarda: 
et  quella  sera  andò  a  dormire  bora  vij.  noctis. 

Die  xxij.  eiusdem. 

Sua  L  S.  se  fece  cauare  sangue  et  audita  missa  statim  comedit  et  con- 
tulitse  ad  stabulum  ad  visendos  equos.  Et  de  poi  se  ne  andò  in  castello  et 
per  totum  diem  fuit  in  negocijs:  et  reuersus  bora  prima  noctis  se  fece  sfocare 
la  sangnia  et  cenauit.  Et  eo  die  ne  andò  a  noia  la  figlia  del  quondam  I.  Don 
Arrico  nepote  del  S.  Re  al  conte  de  noia  in  coniugem  eius. 

Die  xxiij.  octobris. 

Surrexit  satis  bona  bora  et  audita  missa  ad  stabulum:  et  li  stecte  fino 
ad  XX.  boram  et  postea  se  ne  andò  a  lo  jardino  grande  doue  mangio  per  vna 
uolta  et  poi  caualco  in  castello. 

Die  xxiiij.  eiusdem. 

Hora  decima  piglio  la  medicina  et  audita  missa  bora  xvj.  comedit:  et 
sumpto  prandio  aliquantulum  dormiuit  Et  quello  jomo  vide  molti  Zebellini 
et  caualli  :  nunquam  in  ocio  erat  I.  Princeps:  et  non  partio  de  casa  et  cenauit 
bòra  V.  noctis. 

Die  XXV.  octobris. 
Rona  hora  e  lectulo  surrexit  et  post  missam  caualco  ad  accompagnare 


OdOBBS  M.®  ecce  LzxzYiij.^  168 

lo  S.  Re  che  andaua  Terso  la  baronia  de  flumini  per  fare  caccia  et  po- 
stea  reuersus  mangio  per  una  uolta  al  Poggio  Reale  che  era  Sabbato:  qnem 
diem  plurimam  honorabat:  et  bora  tarda  reuersus  caualco  in  castello  nouo  ad 
visendam  Reginam  perche  la  mactina  seguente  volea  partire  et  se  conferre 
apud  Regiam  maiestatem  et  andare  ad  Ariano  per  prouedere  a  certa  rocha  et 
ad  altre  cose  necessarie  :  che  poi  se  uolea  trouare  a  la  prefata  caccia. 

Die  xxvj.  octobris. 

Àudita  missa  iam  rompente  luce  delibero  caualcare.  Quella  mactina  fece 
vna  grande  acqua  et  ea  cessante  et  parlato  con  lo  imbasciatore  Fiorentino 
discessit  ad  Regiam  maiestatem  comperiendam.  Et  quella  sera  andò  ad  al- 
loggiare ad  Àrienzo:  fece  collatione  ad  vna  taueroa  vicino  a  la  cerra  et 
quando  fu  a  la  cerra  sua  I.  S.  andò  a  vedere  vno  jardino  fa  lo  S.  Don  fede- 
rico :  et  caualcato  andò  al  prefato  Arienzo  et  post  paulo  andò  a  vedere  lo  jar- 
dino del  barone*  et  contuUt  ad  ecclesiam  quamdam  ad  audiendifm  completo- 
rium  :  ut  mos  suus  erat. 

Die  xxvij.  octobris- 

Bona  bora  partio  sua  I.  S.  da  Àrienzo  et  andò  ad  alloggiare  a  cefalone 
et  come  fu  arriuato  fece  collatione  et  mangio  quello  jomo  per  vna  uolta  et 
spaccio  facciende. 

Die  xxviij.  eiusdem. 

Fece  collatione  innanzi  se  partisse  da  cefalpne  et  caualco  et  quella  sera 
andò  ad  alloggiare  ad  Apice  doue  fu  uisto  de  bona  vogUa  et  la  mactina  se- 
quente  partio  bona  bora  per  andare  a  trouare  lo  S.  Re  che  intendeua  era  al- 
loggiato a  la  Grocta  menarda. 


■n 


169  M.®  ecce  LxXXViij.^  OCIOBBB 

Die  xxviiij.  octobris. 

Sua  L  S.  partio  da  Àpice  et  caualco  verso  la  Grocta  credendo  trouare  lo 
S.  Re.  Come  fu  li  trouo  era  caualcato  et  cosi  sua  S.  comando  che  la  fila  re- 
stasse loco  per  quella  sera  et  sua  I.  S.  andò  ad  alloggiare  ad  Ariano  et  prò- 
uide  a  lo  castello  et  a  1  altre  cose  necessarie. 

Die  XXX.  octobris. 

Bona  bora  surrexit  et  andò  ad  missa  a  sancto  francesco  et  li  fece  colla- 
tione  et  poi  se  partio  et  andò  ad  vallata:  et  juncto  trouo  che  lo  S.  Re  era  a 
caccia:  lo  andò  ad  trouare  et  quella  sera  fu  facta  bella  caccia. 

Die  vltimo  octobris. 

Surrexit  e  lectulo  satis  bona  bora  et  audita  sua  solita  missa  caualco  et 
andò  in  corte  del  S.  Re:  et  post  paulo  caualco  et  delìbero  andare  a  uedere  le 
jumente  de  la  maestà  del  S.  Re  per  comandamento  de  quella:  et  illis  visis  et 
bauto  nona  cbe  lo  S.  Re  cacciaua  lo  andò  a  trouare  et  quella  sera  ritorno  a 
VaUata. 

Die  primo  nouenabris.  novembre 

Bona  bora  caualcbo  et  anno  al  Signor  Re  et  nidi  messa  cantata  con  la 
Sua  Maestate  a  la  casa  et  poi  anno  a  uedere  lo  Signor  Dom  federico  cbe  sta- 
na um  pocbo  male:  et  Sua  Signoria  mangio  et  tomo  a  la  casa  de  Dom  fede- 
rico et  anno  in  casa  del  Signor  Re  et  stetit  per  boras  et  ritomo  de  nocte.  Et 
bis  diebus  morie  lo  Duca  de  grauina. 

Die  ij.  eiusdem. 

Surrexit  e  lectulo  et  anno  a  uedere  Dom  Federico  et  uide  messa  com 
Sua  Signorìa  et  tomo  et  fece  collatione  et  caualcbo  in  corte  del  S.  Re  et  uide 


33 


NOTBMBBB  M.^  ^CCC  Lxxxviij.^  I70 

uespro  de  lì  morti  et  de  pò  uenne  con  Sua  Maestà  a  uedere  lo  S.  Dom  fede- 
rico et  poi  mangio  :  ma  lo  Signor  Re  se  ne  andò  sulo  a  la  casa  saa. 

Die  iij.  nouembris. 

Caualcho  audita  missa  in  corte  del  S/  Re  et  poi  annarono  a  caccia  et 
Sua  S.  con  la  Sacra  Maestà  et  Dom  Federico  fecero  coUatione  et  tornarono 

de  nocte  et  fu  una  bella  caccia. 

« 

Die  iiij.  nouembris. 

Partio  da  Vallata  et  la  se  resto  lo  S/  Re  com  Dom  federico  et  anno  ad 
alloggiare  quella  sera  a  la  grocta  menarda  et  subito  mangio. 

Die  V.  nouembris. 

Partio  Sua  S.  audita  messa:  et  facta  collatione  anno  ad  allogiare  a  la 
tribalda. 

Die  yj.  nouembris. 

Da  la  tripauda  facta  collatione  partio  et  anno  ad  allogiare  quella  sera 
a  noia  per  andare  presto  a  napoli  :  che  intendeua  che  Messer  Siluestro  pro- 
thomedico  stana  in  fine  :  lo  quale  amaua  grandemente  et  desideraua  sua  Si- 
gnoria visitarlo. 

Die  vij.  eiusdem. 

Partio  da  noia  facta  collatione:  caualcho  et  anno  a  somma  a  uedere  la 
S.  Reina  che  stana  fore  a  una  massaria  et  stetit  per  hoi*as:  et  uenne  a  napoli 
et  smonto  a  la  casa  de  messer  Siluestro  che  stana  maUssimo  et  poi  uenne  al 
Castel  capuano:  doue  factose  alchuni  remedij  a  certe  rossori  li  erano  vsciti 
per  la  persona  comedit  et  parum  perche  tenea  certa  tossa  et  in  illa  multum 
prudenter  se  regebat.  Et  quella  sera  mando  a  presentare  al  prefato  messer 


171  M.®  ecce  LxxXYiij.®  N0VE3IBRE 

Siluestro  tre  belle  coppe  cristalline  mandandolo  spisso  a  visitare  che  già  era 
in  extremis. 

Die  viij.  nouembris. 

Ante  lucem  prese  certe  pillule  per  remediare  a  la  tussa  tenea  nam  ma- 
gno cum  regimine  vitam  ducebat  suam.  Et  quello  jomo  mangio  per  vna  uol- 
ta.  Et  eo  die  ad  bore  iiij.  de  nocte  passo  de  questa  vita  la  anima  del  prefato 
messer  Siluestro  qui  requiescat  :  et  certe  grandem  jacturam  ex  illius  obitu 
accepit  totum  regnum.  Et  Illustrìssimus  Dominus  condoluit  plurimum  morte 
illius:  quia  mirum  in  modum  eum  diligebat. 

Die  viiij.  eiusdem. 

Surrexit  bona  hora^t  quasi  per  totum  diem  exercuit  se  in  negociis  cum 
Messer  Giulio  et  lo  pontano:  et  sumpto  prandio  che  mangio  per  vna  uolta 
contuUt  se  ad  stabulum  ad  visendos  equos.  Et  de  pòi  caualco  in  castello  et 
fece  facciende  cum  Messer  Pasqual  et  reuersus  bora  xxiiij.  etiam  fuit  in  ne- 
gociis et  pemoctauit  in  illis  usque  ad  vj.  boram  noctis. 

Et  in  quelli  jorni  furono  trouati  molti  ducati  de  oro  al  carmino  a  la  ma- 
rina doue  era  già  lo  tercianale  vechio:  et  duro  vno  mese  et  più  et  ogni  jomo 
ne  trouavano.  Et  erant  ibi  custodes  et  se  daua  la  terza  parte  a  quelli  li  tro- 
uauano. 

Die  xj.  eiusdem. 

Jam  die  claro  surrexit  et  audita  missa  comedit  et  sumpto  prandio  ex- 
pediuit  quedam  negocia  et  poi  caualco  et  andò  vna  cum  la  I.  Duchessa  de 
milano  a  vedere  lo  I.  Don  petro  suo  secondogenito  che  anchora  non  stana 
in  sua  conualescentia.  Et  quam  primum  reuersus  ad  Stabulum  se  contulit  et 
mansit  ibi  usque  ad  boram  vigesimam  tertiam  fransactam.  De  poi  venendo 
in  casa  scontro  la  prefata  I.  Duchessa  sua  cara  figlia  et  scaualcato  et  basatoli 


\ 


HOYEUBRE  M.**  cccc  Lxxxviij.**  172 

la  mano  da  quella:  per  mano  cmn  molte  careze  la  conduxe  fino  ad  sua  stan- 
za: nec  mirum  cum  vnica  esset  illi  filia  vnice  eam  diligebat. 

Et  facta  collatione  bora  v.  noctis  contulit  se  ad  lectulum  expeditis  prius 
quibusdam  negocijs. 

Die  xij.  Nouembris. 

Postquam  surrexerat  e  lectulo  mjulta  expediuit  necessaria  et  audita  mis- 
sa  nam  erat  bora  circiter  decima  octaua  :  et  mangio  per  vna  uolta.  Et  quella 
sera  se  feceno  le  luminarie  percbe  ce  era  nona  cbe  lo  cardinale  Duge  de 
genoua  se  era  accordato  con  lo  S.  Duca  de  milano  et  coitie  quello  bauea 
bauto  lo  castelluccio  et  1  altre  forteze. 

Die  xiij,  eiusdem. 

Sua  I.  S.  delibero  andare  in  castello  nono  per  duj  jomi  perche  li  era 
necessario  conferire  con  la  S.°^  Regina  alcbune  cose  per  la  partita  de  la 
I.  duchessa  de  milano  cbe  douea  essere  in  partita  a  li  xx.  de  dicembre  :  et 
quella  sera  alloggio  loco  con  tucta  la  casa  et  spaccio  molte  facciende  quella 
sera  con  la  prefata  S.  Regina  et  petiit  lectulum  bora  vj.  noctis.  Et  quello  jor* 
no  mangio  a  lo  jardino  grande  per  vna  uolta  et  poi  andò  a  li  vespri  et  ad 
completa  a  sancto  pietro  in  ara:  in  deuotionibus  reperìebatur  feruentissimus 
et  nunquam  ocio  marcebat. 

Die  xiiij.  Nouembris, 

Surrexit  bona  bora  et  audita  missa  tenne  audientia  in  lo  loco  solito  et 
expeditis  multis  negocijs  mangio  per  vna  uolta  in  castello  nono  :  cbe  stana 
loco  sua  S.  cum  tucta  la  casa:  et  la  sera  semper  fuit  cum  Regina  vsque  ad 
quartam  boram  noctis  et  bora  v.  lectulum  petijt. 


173  M.®  ecce  Lxxxviij.**  notembre 

Die  XV.  Nouembris. 

Sua  I.  S.  horto  diluculo  suirexit  et  delibero  ritornare  in  castello  de  ca- 
puana cum  la  casa  et  andò  ad  audire  missa  in  monteoliueto  facta  collatione: 
et  postea  caualco  a  la  stalla  et  uìsis  equis  contulit  se  in  Sanctum  Joannem 
ad  carbonara  et  ibi  auditis  vesperis  et  completorio  reuersus  in  castellum  ca- 
puanum  multa  expediuit  et  cenauit  bora  circiter  prima  noctis  et  vigilauit  vs- 
que  ad  boram  vj.  Et  eo  die  entro  lo  imbasciatore  del  gran  Soldano  molto  bo- 
noratamente. 

Die  xvj.  Nouembris. 

Hora  decima  quarta  surrexit  et  expeditis  multis  andò  ad  missa  in  san- 
cto  Pietro  ad  ara  et  poi  mangio  al  suo  jardino  grande  in  la  prima  camera 
nona  :  cum  sua  I.  S.  mangio  messer  cario  suo  medico  qui  nunquam  illum 
pretermictebat.  Et  postea  equitauit  et  andò  al  molo  et  uidde  vna  nane  cbe 
venne  lo  di  innanzi  in  porto  et  quam  primum  andò  a  la  casa  del  conte  de 
sancto  angelo  doue  trono  la  S.  Regina:  et  vide  lo  baptismo  del  figlio  del  dicto 
conte  et  accompagno  dieta  Regina  et  cum  illa  mansit  usque  ad  boram  pri- 
mam  noctis  :  et  reuersus  in  castellum  capuanum  positus  fuit  in  negocijs  per 
plures  boras.  Et  quella  nocte  fu  vno  malissimo  tempo  de  acqua  et  vento  et 
troni  grandissimi. 

Die  xvij.  eiusdem. 

Ante  lucem  surrexit  et  audita  missa  caualco  al  poggio  reale  et  uide 
tucte  quelle  massarie  et  mangio  li  per  vna  uolta:  et  reuersus  contulit  se  in 
castellum  nouum  et  ibi  paulum  cum  regina  :  et  cum  illa  et  I.  Ducissa  milani 
eius  Alia  venit  in  castellum  Capuanum  bora  xxij.  ad  vedere  alchune  cose  do- 
uea  portare  dieta  I.  Ducissa  ad  Milano  in  suo  discessu.  Et  postea  hora  xxiij. 
se  partio  et  accompagno  la  S.  Regina  in  Carrecta  in  castello  nono  :  et  hora 
xxiiij.  reuersus  in  negociis  se  quam  primum  inuoluit  et  quieuit  bora  viij. 


\ 


SOVSMBBE  M.^  ecce  Lxxxviij.^  174 

Die  xviij,  Nouembris. 

Ante  lucem  sorrexit  et  sumpto  prandio  plura  expedita  reddidit  negocia: 
tandem  equitauit  ad  Reginam  cum  qua  fuit  per  v.  horas  et  reuersus  bora 
circiter  xiiiij.  implicitus  negocijs  non  qiiiescebat. 

Die  xviiij.  eiusdem. 

Postquam  surrexit  e  lectulo  missam  andinit  et  mangio  al  suo  jardino 
grande  per  vna  uolta  et  poi  andò  a  sancto  pietre  ad  Ara  al  vespro  et  com- 
pleta et  reuersus  domum  se  pose  ad  expedire  facciende  :  et  quella  sera  sua 
I.  S.  hebbe  nona  cbe  lo  episcopo  de  Catanzaro  era  morto  et  subito  spaccio 
vno  suo  al  S.  Re  per  bonificare  soi  creati  de  quelli  benefica  come  era  soli- 
to: quod  semper  procurabat  prò  suis  et  in  hoc  insudabat  mirum  in  modum. 

Die  XX.  Nouembris. 

Orto  jam  sole  surrexit  et  piglio  medicina  per  consiglio  del  suo  medico 
per  causa  de  vno  poche  de  catarro  tenea  et  tenuit  illam  per  aliquot  horas. 
Postea  comedit  et  per  totum  diem  expediuit  negocia.  Hora  tarda  se  apizo 
fuocho  al  tauolato  de  la  camera  de  passatori  per  rispecto  del  fuocho  se  era 
facto  a  la  cimìnera  de  la  Sala  noùa.  Subito  fu  prouisto  et  cum  tanta  dìligen- 
tia  et  cura  che  non  fece  dampno.  Et  ad  bore  iiij.  mangio  certe  bona  fresche 
et  cena  illius  fuit  leuis. 

Die  xxj.  Nouembris. 

Ante  lucem  surrexit  et  audita  missa  equitauit  et  andò  ad  tenere  audien- 
tia  in  castello  nono  et  li  mangio  per  vna  uolta:  et  postea  andò  ad  audire  ve- 
spro et  completa  in  monte  oliueto  visitata  prius  Regina:  et  reuersus  in  ca- 
stellum  capuanum  plura  expediuit  negocia  et  delibero  la  mactina  sequente 
partire  per  noia  per  andare  a  scontrare  lo  S.  Re  che  ritomaua  de  puglia:  et 


175  M.®  ecce  Lxxxviij.®  i^otebibbe 

leuandose  certo  vento  a  tre  bore  de  nocte  mutata  mente  fece  comandare  a 
li  officiali  non  mouessero  niente  perche  sua  L  S.  era  granato  alquanto  de 
catarro  et  se  gouemaua  cum  summa  prudentia  guardandose  da  le  cose  con- 
trarie:  et  ogni  sera  Messer  Carlo  cerusico  suo  medico  cum  ventose  et  altre 
cose  prebebat  medelas  satis  conuenientes.  Et  quasi  le  più  de  le  noeti  se  pas- 
saua  cbe  dormiua  pocbo  o  niente:  et  semel  in  die  comedebat  et  parum  quod 
mirum  videbatur. 

Die  xxij.  Nouembris. 

Sua  I.  S.  non  vscio  da  fora  perche  se  trouaua  indisposta  d  alquanto  ca- 
tarro lo  quale  per  alchuni  jorni  lo  hauea  molestato.  Eo  die  semel  comedit  et 
parum  maxima  cum  regula:  et  parum  dormiebat  vel  nihil:  non  lassaua  pero 
de  expedire  facciende  vt  sui  moris  erat.  Et  eo  die  la  S.  Regina  venne  a  uisi- 
tare  sua  I.  S.  et  intendendo  che  veniua  la  andò  a  scontrare  fino  a  basso  a  Te 
schale. 

Die  xxiij.  Nouembris. 

Non  si  partio  de  casa  quia  adhuc  molestabatur  a  frigore  et  regebat  se 
magna  cum  prudentia.  Àudita  missa  et  sumpto  prandio  non  nulla  expediuit 
negocia.  Et  eo  die  ritomo  lo  S.  Re  de  puglia:  et  se  expecto  in  castello  de 
capuana  fino  ad  bore  iiij.  et  non  uenne  perche  intro  in  napoli  bora  satis  tar- 
da. Et  lo  L  S.  Principe  eo  die  venne  d/abruzo:  ad  bore  ij.  passate  de  nocte 
venne  a  basare  la  mano  al  I.  S.  Duca  et  post  paulo  discessit:  et  HI.""  Dux 
quieuit. 

Die  xxiiij.  Nouembris. 

Jam  orto  sole  surrexit  e  lectulo  et  audita  missa  mangio  per  vna  uolta  et 
andò  in  castello  nono  vna  con  la  I.  Duchessa  de  milano  in  carrecta:  et  deli- 
bero stare  li  per  alchuni  jorni  per  bauere  più  facile  adito  a  parlare  a  la  mae- 


KOYBMBBB  M.^  cccc  Lxxxviij  .^  176 

state  del  S.  Re  et  expedire  la  partita  de  la  prefata  I.  Duchessa  de  milano:  et 
andò  ad  stanzare  in  lo  dicto  castello  con  tucta  la  casa. 

Die  XXV.  Nouembris. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  audita  missa  mangio  per  vna  uolta  et  postea 
quamprimum  contulit  se  ad  regem  :  et  quello  jomo  sempre  fu  in  facciende  et 
stecte  per  quella  nocte  in  castello  nouo:  et  bora  tarda  contulit  se  ad  lectulum. 
Et  attendeua  pero  ad  curam  suam  diligenter  del  catarro  tenea.  Et  stecte  fer- 
mo in  castello  nouo  apud  Regiam  maiestatem  fino  a  li  xxvij.  del  dicto  etfuit 
semper  in  negocijs.  Et  la  sera  venne  ad  alloggiare  in  castello  capuano  cum 
omnibus  percbe  lo  S.  Re  volea  partire  lo  di  sequente  per  pezolo. 

Die  xxviij.  Nouenabris. 

Sua  I.  S.  orto  diluculo  experctus  sumpsit  medelam  prò  indispositione 
supradìcta.  Et  mangio  bora  xviiij.  per  vna  uolta:  et  expedio  molte  cose  quello 
jomo  et  con  lo  I.  S.  Don  federico  et  con  lo  S.  Principe  de  capua  suo  primo- 
genito. Et  ad  bore  xxij.  la  S.  Regina  venne  a  visitare  lo  prefato  I.  S.  per  la 
medicuia  bauea  pigliata.  Et  quella  sera  andò  a  dormire  ad  bore  vìj. 

Die  xxviiij.  Nouembris. 

Bona  bora  surrexit  et  expeditis  quibusdam  negocijs  familiaribus  missam 
suam  solitam  audiuit:  et  post  paulo  implicitus  negocijs  cum  legatis  ytalie  et 
aliis  vsque  ad  boram  xx,  equitauit  et  andò  al  poggio  reale  solatij  gratia:  et 
fece  collatione  de  oua  ad  bore  iiij.  et  andò  a  dormire  ad  bore  vij.  de  nocte. 

Die  vltimo  Nouembris. 

Satis  bona  bora  surrexit  e  lectulo  et  audita  missa  comedit  et  de  poi  se 
pose  in  faccende  con  li  imbasciatori  et  con  lo  I.  S.  Don  federico  usque  ad 
boram  xviiij.:  et  statim  caualco  in  castello  nouo  doue  fece  facciende  con  la 


177  ^-^  ^^^^  LzXZViij.^  NOYEHBBE 

S.  Regina.  Et  reuersus  bora  xxiìj.  iteram  in  negociìs  se  implicauit.  Et  ea  bora 
Io  visito  lo  imbasciatore  del  gran  Soldano  et  lo  presento  musco  zibecto  et 
altre  cose  del  paese  et  quello  molto  accarezo:  et  bora  circiter  iiij.  noctis  ce- 
nauit:  et  lectulum  petijt  bora  vij. 

Die  primo  Decembris.  dbcbmbrb 

Orto  iam  sole  surrexit  audita  missa  et  expeditis  plurìmis  cum  Magnifico 
Marino  brancatio  et  aliis  comedit  per  vna  uolta  bora  xviij.:  et  postea  equita- 
uit  in  castellum  nouum  percbe  quello  jomo  douea  ritornare  lo  S.  Re  cbe  era 
stato  de  fora  alcbuni  jomi:  et  non  veniens  fu  con  la  S.  Regina  et  expaccio  al- 
cbune  facciende  et  caualco  et  andò  ad  uisitare  Io  S.  Villamarina  qui  egrota- 
bat.  Et  reuersus  domum  causa  fugiendi  ocij  versatus  est  aliquantulum  circa 
ludum  scbacborum  :  et  eo  sero  sua  L  S.  audio  completa  in  sancta  maria  de 
monteoliueto  et  fece  collatione  ad  bore  iiij.  et  dormitum  iuit  bora  vij.  nel  cir- 
ca. Et  eo  die  fu  numptiato  al  I.  S.  Don  petro  la  morte  de  la  I.  S.  Ducbessa 
dal  I.  S.  Prìncipe  de  capua  suo  frate  et  dal  I.  Don  federico. 

Die  ij,  Decembris. 

Hora  xiiij.  surrexit  et  audita  missa  andò  in  lo  fosso  del  castello  suo  a 
vedere  certa  acqua  et  poi  a  lo  jardino  grande  sempre  expacciando  facciende: 
et  mangio  per  vna  uolta  a  la  camera  nona  del  dicto  jardino  et  caualco  al 
molo  :  dal  molo  in  castello  et  postea  andò  a  vedere  vna  massaria  de  messer 
bectore  carraffa  et  demum  contulit  se  ad  sanctam  marìam  de  la  grocta.  Àu- 
ditis  ibi  vesperis  expectaua  lo  S.  Re  :  et  cum  iam  pemoctare  cepisset  re- 
uersus est  in  castellum  capuanum  ob  aera  que  sibi  non  proderat  per  lo  ca- 
tarro bauea  sua  I.  S.  et  posuit  se  in  expediendis  negocijs. 

Die  iij.  Decembris. 
Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  equitauit  et  andò  a  dare  audientia  in 

«3 


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M/  ecce  Lxxxriij.*  .  178 

castello  nouo  et  ibi  mangio  per  Tna  uolta:  et  tucto  Quello  jomo  fu  in  fac- 
ciende  con  lo  S.  Re  che  era  venuto  la  sera  dinanzi  de  nocte.  Et  reuersus  in 
castellum  capuanum  bora  circiter  prima  noctis  plura  expediuit  negocia:  et  in 
sere  nihil  comedit  et  andò  a  dormire  bora  vj.  noctis. 

Die  iiij.  Decembris. 

Hora  satis  bona  surrexit  et  audita  missa  eo  die  mangio  per  vna  uolta 
bora  xìiij.  et  spaccio  molte  facciende  con  lo  S.  Don  Federico  et  messer  Ma- 
rino brancacio  :  et  caualco  in  castello  et  per  totum  diem  fuit  cum  regia  maie- 
state  in  negocijs  expediendis:  et  reuersus  bora  prima  noctis  euitandiocij  cau- 
sa aliquantulum  dedit  se  ludo  scbacborum. 

Die  V.  Decembris. 

Àudita  missa  et  expeditis  quibusdam  negocijs  caualco  con  tucto  lo  ne- 
cessario de  la  caccia  percbe  quello  jorno  douea  andare  con  lo  S.  Re  a  Mari- 
glianello  ad  caccia:  et  andò  in  castello  nouo  ad  trouare  la  Maestà  del  prefato 
S.  Re  et  fece  collatione  a  la  guardarobba  et  furono  ad  cauaUo  ad  bore  circa 
decennoue  et  andare  a  caccia:  et  ea  perfecta  reuersus  est  cum  Regia  maie- 
state  la  quale  la  accompagno  fino  a  la  porta  de  capua  et  lo  S.  Re  se  ne  andò 
in  castello  nouo  et  lo  prefato  I.  S.  con  lo  I.  S.  Don  federico  m  castello  de 
capuana:  et  bora  prima  noctis  cenerò  insieme  et  bora  iiij.  cum  dimidio  lec- 
tulum  petijt. 

Die  vj.  Decembris. 

Decima  v.  bora  surrexit  et  audita  missa  caualco  in  castello  nouo:  trono 
cbe  lo  S.  Re  adhuc  non  surrexerat  e  lectulo:  andò  a  visitare  la  S.  Regina  et 
post  paulo  contulit  se  ad  prandium  et  mangio  quello  jorno  in  castello  prefato 
per  vna  uolta:  et  sumpto  prandio  iterum  et  de  nouo  visito  la  prefata  Regina 
et  cum  illa  aliquantulum  moram  traxit  et  andò  al  S.  Re  et  cum  sua  maiestate 


179  ^'^  ^®^^  Lxxxviij.® 

expaccio  molte  facciende  vsque  ad  xxiiij.  horam:  et  reuersus  in  suam  habita- 
tìonem  vidit  quosdam  libros  ut  morìs  suj  erat  per  euitare  lo  ocio  qaod  est 
viuj  honunis  sepultura. 

Die  vij.  Deeembris.  ^ 

Surrexit  ante  lucem  per  daas  horas  et  audita  missa  comedit  cum  cereis 
et  postea  dormiuit  aliquantulum:  et  quamprimum  equitauit  in  castellum  no- 
uum  et  fa  con  la  S.  Regina  quia  adhuc  Rex  non  surrexerat.  Et  bora  xviiij.  con- 
tulit  se  ad  Regiam  maiestatem  et  semper  fu  in  facciende  usque  ad  horam 
xxiiij.  Et  reuersus  in  castellum  capuanum  se  fece  lo  bagno  et  postea  cenauit 
et  bora  v.  noctis  lectulum  petijt. 

Die  viij.  Deeembris. 

Postquam  surrexerat  erat  nam  bora  xv.  missam  audiuit  et  contulit  se  ad 
stabulum  et  vidit  equos.  De  poi  andò  a  lo  jardino  et  lo  S.  Principe  cum  Ma- 
rino brancatio  et  Joancola  et  molti  altrj  mangioro  al  celiare  et  sua  I.  S.  equi- 
tauit in  castellum  nouum  et  spaccio  molte  facciende:  et  reuersus  in  castellum 
capuanum  cenauit  et  bora  vj.  noctis  ingressus  est  lectulum. 

Die  viiij.  Deeembris. 

Summo  mane  surrexit  et  audita  missa  caualco  al  Poggio  reale  et  mangio 
li  per  vna  uolta  et  ce  douea  mangiare  cum  sua  Signoria  Don  federicbo  :  ma 
per  certa  sua  indispositione  non  caualco  quello  joroo  et  lo  prefato  Signore 
monstre  al  magnifico  marino  brancatio  et  a  laudadio  cbe  quello  jomo  era 
venuto  in  napoli  tucta  la  Massarìa  et  quella  frabica:  et  quamprimum  con- 
tulit  se  in  castellum  nouum  ad  Regem.Et  reuersus  in  castellum  capuanum  fu 
tucta  quella  sera  cum  lo  dicto  laudadio  et  alcbuni  altri  soi  curiali  et  expaccio 
molte  facciende.  Lectulum  ingressus  est  bora  yj. 


n:»w:4.'i:r<: 


M.*  ecce  Lxxxviij.®  i8o 

Die  X.  Decembris. 

Orto  iam  sole  egressus  est  lectulam  et  audita  missa  fece  coUatìone  et 
illieo  caualco  in  castello  nouo  et  suo  more  solito  multa  expediuit  cum  regia 
maiestate:  et  reuersus  est  in  castellum  capuanum  bora  xxiiij.  et  ceno  bora  iij. 
noctis.  Et  quella  sera  bebbe  nona  che  li  Signori  lombardi  cbe  yeniano  per 
la  S.  Duchessa  de  milano  erano  a  baya  et  tucta  quella  nocte  fece  prouedere 
al  bisogno  loro  per  pezolo:  et  lo  magnifico  Ranerj  gualandj  suo  majordomo 
et  lionardo  Como  fureno  in  pede  de  continuo  et  caualcando  prouideno  al  ne- 
^  cessarlo  per  la  venuta  de  li  dicti  Signori  Lombardi  a  li  quali  fu  facto  grande 
honore  et  multo  fureno  accarezati.  Et  die  sequenti  le  galere  non  entrerò  et  se 
riposero  et  die  sequenti  vennero  cum  gran  triumpho. 

Die  xij.  Decembris. 

Summo  mane  fuit  egressus  lectulum  et  audita  missa  caualco  in  castello 
nouo  et  depose  la  gramaglia  con  tucti  sol  de  casa:  vestiebat  tamen  nigris  ve- 
stibus  et  sic  tota  curia  Regis  et  alle:  tucti  li  signori  se  vestirono  con  robbe 
de  velluto  negro  et  fii  facta  gran  festa  per  causa  de  la  I.  Duchessa  de  milano 
et  per  la  venuta  de  li  dicti  Signori  Lombardi.  De  continente  sua  l.  S.  fece  pe- 
nero in  ordine  tucti  soi  corseri  et  fureno  portati  al  molo  grande  doue  a  xxj. 
hore  smonterò  li  dicti  Signori  Lombardi  et  trouoro  li  lo  I.  S.  Principe  de  ca- 
pua  lo  S.  Don  Federico  lo  S.  Don  Petro  cum  multi  Signori:  et  caualcati  per 
venire  al  castello  nouo  per  visitare  lo  S^  Re  la  S.  Regina  et  la  L  S.  Duchessa 
de  milano  che  erano  insieme  a  la  stanza  de  la  S.  Regina:  lo  I.  S.  Duca  andò 
loro  incontro  a  lo  largo  fuora  de  castello  et  trouandose  insieme  molto  se  ac- 
carezoro  et  condusserse  in  castello  doue  fureno  receputi  uultu  ylari  et  ne  fu 
facto  festa  grandissima:  et  postea  fureno  accompagnati  dal  prefato  I.  S.  Duca 
a  la  casa  che  fu  del  Principe  de  Salerno:  che  li  alloggiauano  et  prouisti  erano 
de  ogni  cosa  et  abbundantissimamente:  et  sua  I.  S.non  scaualco  ymmo  ritomo 


l8l  M.®  ecce  Lxxxviij.®  DSCEUBBR 

illieo  in  castello  nouo  ad  regiam  maiestatem.  Lo  capo  de  li  Lombardi  fa  lo 
marchese  frate  del  S.  Duca  de  milano  et  erat  tenelle  etatis  et  multo  discreto 
in  ogni  cosa  et  satìs  commendabatur  ab  omnibus.  Et  cum  ipso  fu  lo  episcopo 
de  Papia  et  lo  S.  Joanfrancesco  figlio  del  quondam  S.  Roberto  et  molti  altri 
Signori  li  quali  per  essere  tanto  bene  tractati  dal  S.  Re  et  da  1 1.  S.  Duca  molto 
stanano  de  bono  animo  :  et  per  quella  nocte  se  posero  et  quietarono  perche 
stanano  inbarazati  da  la  marina:  che  erano  stati  ben  none  jomi  in  mare.  Lo 
L  S.  Duca  retomato  in  castello  capuano  et  visitato  la  L  S.  Duchessa  ceno  con 
quella  et  con  lo  L  S.  Don  Petro  et  Don  ferrante  figlio  del  Duca  de  ferrara:  et 
post  paulo  ad  lectulum  se  contulit. 

Die  xiij.  Decembris. 

Àudita  missa  se  pose  in  fare  assectare  la  casa  perche  quello  jomo  expe- 
ctaua  li  Signori  Lombardi  che  doueano  venire  a  visitare  sua  L  S.  et  la  I.  S.  Du- 
chessa de  milano  et  mangio  per  vna  uolta  con  quella:  et  per  consolatione  de 
la  figliola  mangiaua  sempre  in  sua  compagnia  et  multo  1  accarezaua:  etsumpto 
prandio  caualco  in  castello  al  Signor  Re:  et  reuersus  bora  xxiij.  expecto  li  Si- 
gnori lombardi  che  vennero  bora  xxiiij.  et  molto  bepe  accompagnati  :  et  lo 
I.  S.  Principe  caualco  loro  mcontra  et  visitare  lo  prefato  I.  S.  Duca  et  la  I.  S. 
Duchessa  et  accarezati  assai  da  loro  Signorie  se  partirono  horaij.noctis  molto 
satisfacti  de  la  bona  raccolta  fu  a  loro  facta  dal  prefato  L  S.  lo  quale  li  facea 
prouedere  de  ogni  cosa:  et  quello  jomo  se  riposero  assai  comodamente. 

Die  xiiij.  Decembris. 

Ante  lucem  fu  in  pede  lo  prefato  I.  S.  et  audita  missa  fece  prouedere  a 
molte  cose  necessarie:  et  innanzi  facesse  coUatione  sua  I.  S.  fu  visitata  da 
tucti  trombecti  et  altri  sonatori  del  S.  Duca  de  milano  et  de  dicti  Signori  Lom- 
bardi con  belle  sonate  et  a  lo  sono  fu  molto  bene  satìsfacto  che  sua  I.  S.  fece 
donare  loro  due  veste  de  brochato  richissimo  et  jubboni  de  brochato  et  de- 


BECBiiBBi  M.^  ecce  Lzxxviij.^  182 

nari.  Lo  simile  fece  fare  a  li  Buffoni  che  ce  erano  et  li  tracto  in  modoqaod 
omnes  mii^bantur  de  tanta  largita.  A  li  prefati  sonatori  fa  facto  lo  simile  da 
la  S.  Duchessa  de  Milano  :  tucta  la  festa  parea  fusse  la  loro  Tt  moris  est.  Et 
sumpto  prandio  caualco  in  castello  nouo  et  innanzi  trasisse  expaccio  alchune 
facciende  a  lo  largo  del  dicto  castello  con  Io  Ctonte  de  cayaccio  et  Messer  Si^ 
monecto  belprato:  li  quali  scontroro  sua  I.  S.  li  appresso:  et  expacciati  quelli 
illieo  fu  cum  Regia  maiestate  et  cum  Regina  con  la  quale  caualco  et  vennero 
in  castello  capuano  et  fo  concluso  lo  parentale  del  Magnifico  Raneri  gualandi 
maiordomo  de  sua  I.  S.  con  Madamma  Bìancha  gallerana  de  milano  et  ne  fu 
facta  gran  festa:  et  poàt  hoc  ritomoro  in  castello  nouo  \1so  prius  ortulo  Ck)mìr 
tis  terrenoue.  Et  trouoro  che  li  Signori  Lombardi  erano  con  lo  Signor  Re:  et 
accompagnata  la  prefata  S.  Regina  a  le  sue  stanze  lo  prefato  I.  S.  andò  a  tro- 
uare  lo  S.  Re  et  li  dicti  Signori  Lombardi.  Et  tornato  in  castello  capuano  bora 
circiter  2^  noctis  cenerò  insieme  sua  L  S.  la  I.  S.  Duchessa  de  milano  lo  S. 
Don  Petro  lo  S.  Don  ferrante  figlio  del  S.  Duca  de  ferrara  et  Ranerì  gualandi 
cum  Biancha  sua  noueUa  consorte  con  alcuni  altri  a  la  sala  de  la  prefata  Du- 
chessa. Et  quella  sera  andò  a  la  stalla  et  fece  vedere  alchuni  caualli  soi  con 
le  intorze  a  duj  Signori  Lombardi  et  andò  a  riposare  bora  v.  noctis.  Eo  die 
entro  lo  imbasciatore  de  li  venetiani  bene  in  ordine  et  li  fu  facto  honore  et 
lo  accompagno  lo  L  S.  Don  federico. 

Die  XV.  Decenabris. 

Surrexit  bora  xiiq.  et  expeditis  quibusdam  et  audita  sua  solita  missa  se 
ne  andò  a  la  stalla  ad  vedere  soi  caualli.  Et  postea  fece  coUatione  a  lo  jardi- 
no  grande  et  fece  portare  a  li  Signori  Lombardi  vna  bella  quantità  de  cetri 
de  più  ragioni  :  acri  dolci  senza  arille  et  faue  fresche  cetroli  et  molte  gene- 
ratione  de  fructe  che  ne  fu  facto  ceremonia  per  essere  lo  tempo  hyemale:  et 
adducti  fuere  omnes  in  maximam  admiratìonem.  Ando  a  trouare  lo  S.  Mar- 
chese frate  del  S.  Duca  de  milano  a  sua  habitatione  :  parlo  cum  quello  aliquan- 


183  M."*  ecce  Lxxxriij.^  degebcbbe 

tttlum  et  post  palilo  caualco  in  castello  et  expedio  molte  facciende  cum  sua 
maestà:  et  reaersus  in  castellum  capuanum  bora  ij.  noctis  ceno  a  le  iij. 
passate  :  ybi  inteifiiere  quidam  buffones  predicantes  et  alij  faceti  viri.  Hora  cir* 
eiter  vij.  contulit  se  ad  lectulum. 

Die  xvj.  Decembris. 

Orto  jam  sole  egressus  est  lectulum  et  audita  missa  et  eipeditis  qui- 
busdam  andò  a  la  stalla  et  quamprimum  caualco  in  castello  nono  et  cum  lo 
S.  Re  se  pose  in  faccende:  et  quello  jomo  lo  imbasciatore  venetiano  andò  a 
visitare  lo  S.  Re  et  ad  exponere  la  imbasciata  de  la  eicelsa  Signoria  sua.  Et 
hora  ij.  noctis  reuersus  est  in  castellum  capuanum  et  mangio  per  vna  volta 
et  quieuit  bora  sua  solita. 

Die  xvij.  Decembris, 

Hora  xiiij.  egressus  est  lectulum  et  expaccio  alchune  facciende  et  eo 
die  audita  missa  decte  audientia  a  lo  imbasciatore  de  venetiani  lo  quale  da 
sua  I.  S.  fu  receputo  gratiosamente.  Et  post  discessum  eius  andò  a  la  stalla 
et  monstro  tucti  soi  caualli  al  marchese  sopradicto  et  a  I  altri  Signori  lom- 
bardi: et  hora  circiter  prima  noctis  reuersus  cum  cereis  multis  accensis  con- 
duxe  seco  lo  dicto  marchese  a  sue  camere:  et  parlato  cum  quello  aliquantu- 
lum  et  habita  licentia  prius  visa  I.  Domina  Ducissa  Mediolani  se  ne  andò  a 
sua  habitatione  accompagnato  dal  I.  S.  Principe  de  capua.  Et  lo  prefato  I.  S. 
Duca  quam  primum  ceno  et  hora  iiij.  noctis  cum  dimidia  ingressus  fuit  1^ 
etulum.  Istis  diebus  comedebat  semper  cum  Illustrìssima  eius  filia  Ducissa 
Mediolani  et  ogni  di  se  facea  festa. 

Die  xviij.  Decembris. 

Bona  hora  surrexit  et  audita  missa  caualco  al  poggio  reale  per  vedere 
certe  strato  facea  fare  et  prouide  a  molte  cose:  et  reuersus  aliquantulum  se 


DBCEIfBRS  M.^  ecce  Lxzx?iij.®  184 

riposo.  Et  poi  andò  a  la  stalla  et  li  se  jucho  al  pallone  del  I.  S.  Prìncipe  et 
dal  conte  de  cayaza  cum  molti  de  quelli  Signori  Lombardi  et  altri  jentili  ho- 
mini.  Lo  prefato  L  S.  se  pose  a  vedere  parlando  et  ragionando  con  lo  Mar- 
chese et  con  altrj  Conti  et  Signori  vsque  ad  xxiiij.  horam  :  et  ritornato  in  Ca- 
stello capuano  con  lo  Marchese  lo  quale  hauea  conuitato  quella  sera  insieme 
con  lo  Conte  de  Cayaccia  et  messer  Simonecto  de  bel  prato  imbasciatore  del 
S.  Re  per  Milano.  Furono  in  tauola  tucti  li  prefetti  insieme  con  la  L  S.  Du- 
chessa et  cenerò  cum  sua  L  S.  da  la  quale  furono  tanto  accarezati  che  ogni 
homo  ne  resto  admirato  et  maxime  li  Signori  Lombardi:  li  quali  videndo  tante 
generationi  de  viuande  et  tancti  fructi  extra  naturam  eo  tempore  et  tanto  bo- 
ne ordine  et  cum  tanto  silentio  et  ceremonia  non  se  posseuano  satiare  de 
parlarne.  Et  finito  conuiuio  furono  accompagniati  dal  Signor  Principe  a  la 
habitatione  loro.  Et  duro  da  due  bore  de  nocte  fino  a  le  sej.  Sumpto  cibo 
audiro  Musica  et  omnes  discessere:  et  quam  primum  lUustrissimus  dominus 
lectulum  est  ingressus.  Et  lo  dicto  conuito  fu  tanto  abbundante  che  molti  de 
quelli  Lombardi  cenerò  et  furono  semiti  come  la  persona  de  dicto  Signore  et 
quod  plus  est  tucti  li  principali  de  napoli  participoro  de  dicto  conuito.  Et  eo 
die  obijt  D.  Gilius  Gubemator  paggiorum  Serenissimi  Regis  ferdìnandi  et  se- 
pultus  est  in  annumptiata. 

Die  xviiij.  Decembris. 

Sua  L  S.  se  leuo  a  bona  bora  et  posese  in  facciende  con  Messer  Julio 
et  multi  altri:  et  postea  audita  missa  iterum  in  negocijs  et  postea  caualco  io 
castello  nono:  andò  a  visitare  la  S.  Regina  et  bora  xxiij.  reuersus:  et  quam 
primum  comedit  per  vna  uolta  et  quieuit  bora  iiij.  noctis. 

Die  XX.  eiusdem. 

Àudita  eius  solita  missa  caualco  al  poggio  reale  a  Vedere  alchune  sue 
fabriche:  et  reuersus  bora  xxj.  comedit  et  quam  primum  equitauit  in  Castel- 


185  M.®  ecce  Lxxxviij.^  DECEUBRC 

lum  noQum  et  fuit  cum  regina.  Et  poi  andò  ad  scontrare  lo  S.  Re  che  veniua 
da  trepergoli  et  mansit  cum  ilio  asqae  ad  v.  horam  noctis:  et  bora  vij.  lec- 
tulum  petijt. 

Die  xxj.  Decembris. 

Bona  bora  surrexit  et  expeditis  quibusdam  missam  audiuit  et  comedit 
quam  prìmum  et  equitauit  in  castellum  nouum:  cbe  quello  jomo  se  feceno  li 
sponsalitij  del  L  Duchessa  de  milano  et  prese  lo  anello  et  se  ne  fece  vna 
grande  festa  in  lo  dicto  castello  :  ce  interuennero  tucti  li  Signori  Lombardi 
et  tucti  li  Signori  de  lo  Reame  et  ce  fu  tanto  concurso  de  gente  quello  jomo 
cbe  li  parapecti  de  le  scale  grandi  de  dicto  castello  cbe  erano  murate  ben  ^ 
forte  cascoro  cum  più  de  cento  bomini  appresso.  Non  ne  morio  nullo  dio 
gratia:  ma  cbi  se  ruppe  lo  capo  cbi  lo  naso  cbi  le  gambe  et  braccio:  ita  et 
taliter  che  se  ricorderanno  de  dieta  festa.  Et  in  concludere  dicto  parentado 
molti  ce  fureno  contrarij:  tandem  conclusum  fuit  bora  xxij.  et  tucti  quelli  Si- 
gnori lombardi  fureno  conuitati  per  quella  sera  dal  S.  Re  et  fu  loro  facto 
grande  honore  :  taliter  che  resterò  admirati  de  tal  conuito  et  non  se  posseano 
satiare  de  parlarne.  Quella  sera  lo  I.  S.  Duca  dormio  in  castello  et  a  tre  bore 
de  nocte  fii  prouisto  cbe  lecti  et  altri  officiali  andassero  la  perche  lo  S.  Re  era 
alquanto  indisposto  de  dolore  de  flancho  lo  piglio  poi  facta  la  festa  et  sumpta 
cena. 

Die  xxij.  Decembris. 

Surrexit  bona  bora  ante  lucem  et  andò  a  vedere  come  passaua  lo  S.  Re 
et  mai  manchaua  da  la  cura  de  quello  cum  tanta  soUicitudine  cbe  era  vno 
spanto  ad  intenderlo  tanto  era  obbediente  et  presto  in  li  seruitij  de  sua  mae- 
stà et  da  quelli  mai  manchaua  di  et  nocte.  Et  sumpto  prandio  con  la  S.  Re- 
gina et  con  li  Illustrissimi  figlioli  et  li  Signori  Lombardi  fureno  et  se  feceno 

li  pagamenti  de  la  dote  et  strumenti  publicbi  et  tucte  solempnita  necessarie 

24 


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BECSaiBBE  M.^  ecce  Lzxxviij.^  186 

cum  grande  festa.  Et  completis  omnibus  lo  I.  S.  Duca  se  resto  con  lo  patre  la 
S.  Regina  lo  I.  S.  Principe  con  Don  federico:  et  Signori  lombardi  vennero  ac- 
compagnare la  I.  S.  Duchessa  de  milano  molto  honoratamente  fino  in  castello 
de  capuana.  Et  hebbeno  vno  pocho  de  acqua  per  la  via  che  pione  alquanto 
quella  sera  et  già  erano  circa  due  bore  de  nocte. 

Die  xxiij.  Decembris. 

Surrexit  e  lectulo  summo  mane  et  quam  primum  fecit  collationem  et 
mentre  che  lo  S.  Re  dormio  sua  I.  S.  sumpto  prandio  andò  a  riposarse  per 
due  bore:  et  visito  la  S.  Regina  et  fu  con  lo  S.  Re  fino  ad  bore  xxj.:  et  venit 
in  castellum  capuanum  perche  quella  sera  conuito  li  Signori  Lombardi  et 
volse  vedere  li  preparatori]  erano  facti  per  honorare  quelli.  Et  fece  prouedere 
a  molte  cose  momento  temporis  cum  tanta  cura  et  diligentia  che  più  non  se 
possea  fare.  Et  fureno  a  quello  conuito  in  tabula  ben  ventisecte  Signori  Lom- 
bardi tucti  li  Principali  :  fra  li  quali  fu  lo  primo  lo  S.  Marchese  con  lo  Imba- 
sciatore  del  S.  Re  Messer  Simonocto:  lo  Conte  de  cayaccia  et  molti  altri  li 
quali  non  nomino  per  causa  de  breuita:  et  tucti  stanano  a  la  fila  con  suo  or- 
dine. Medium  tenebat  la  L  S.  Duchessa  de  Milano  :  a  fronte  de  quella  stana 
solo  lo  L  S.  Duca  lo  quale  tucto  incassaua  vedendo  andare  Io  conuito  con 
tanto  bone  ordine  quod  quidem  omnes  mirabantur.  Abbundantia  i^e  fu  de 
ogni  cosa  et  generation!  de  viuande  infinite.  Comincio  lo  conuito  a  due  bore 
de  nocte.  Interim  lo  I.  S.  Prìncipe  de  capua  cum  alchuni  de  quelli  Signori 
volteggio  in  la  sala  de  la  L  prefata  Duchessa  de  milano  sopra  vna  mula  et 
tanto  egregiamente  che  tucto  homo  ne  resto  spantato.  Duro  dicto  conuiuio 
vsque  ad  v.  circiter  horam  et  post  discessum  illorum  lo  prefato  I.  S.  se  an- 
dò a  riposare.  Et  Jacobo  de  capua  mastro  de  casa  del  prefato  L  S.  quella 
sera  fece  venire  tante  generationi  de  vini  et  tante  fructe  che  fureno  vno 
spancio.  Opera  eius  vtrobique  et  ab  omnibus  commendabantur. 


187  M.^  ecce  LXXX7ÌÌJ.^  DECBUBBB 

Die  xxiiij.  Decembris. 

DeUbero  sua  I.  S.  andare  a  mangiare  per  vna  nolta  a  monteoliueto  con 
quelli  honesti  Religiosi:  che  fu  la  vigilia  de  la  Natìuita:  et  quella  sera  dor- 
mire la  et  stare  a  li  diuini  officij  :  et  confessarse  ut  moris  sui  erat.  Nam  vitam 
suam  gerebat  cum  summa  bonitate.  Expedio  molte  facciende  in  casa  et  au- 
dita missa  caualco  in  castello  nono  a  vedere  come  passaua  lo  S.  Re  che  era 
stato  indisposto.  Trono  passaua  bene:  visito  la  S.  Regina  et  andò  a  dicto  mon- 
teoliueto et  bora  xx.  prandium  sumpsit  et  eo  sumpto  arriuo  loco  lo  S.  Mar- 
chese con  li  prefati  Signori  Lombardi  et  quamprimum  caualcoro  in  castello 
de  I  ouo  et  monstro  loro  quello  loco:  et  vistolo  et  facta  coUatione  che  fii  pro- 
uista  bellissima  retomoro  in  castello  nono  et  veniente  vespere  discessere 
omnes.  Lo  prefato  L  S.  andò  a  dormire  in  monteoliueto  et  quella  nocte  intese 
li  tucti  li  diuini  officij. 

Die  XXV.  Decembris. 

Àudita  sua  solita  missa  ni  Sancta  maria  de  monteoliueto  et  sumpto  pran- 
dio: et  eo  die  propter  natiuitatem  domini  tres  missas  audiuit:  aliquantulum 
dormiuit  et  postea  equitauit  in  castellum  nouum  et  ibi  audio  la  missa  cantata 
con  lo  S.  Re  et  con  li  Signori  lombardi  et  postea  multa  expediuit  cum  Rege 
et  Regina.  Et  reuersus  in  castellum  capuanum  bora  iij.  noctis  cenauit  et  bora 
V.  noctis  ingressus  est  lectulum. 

Die  XXV].  Decembris. 

Surrexit  bona  bora  et  audita  missa  caualco  et  andò  a  vedere  le  mure 
con  lo  Commendatore:  et  poi  andò  in  castello  nono  et  visito  la  S.  Regina  et 
mansit  ibi  usque  ad  noctem:  et  reuersus  cómedit  per  vna  uolta  et  dormitauit 
quam  primum. 


\ 


DECEìfBBS 


M.*^  ecce  Lxzzviij. 


i88 


/ 


Die  xxvij.  Decembris. 

Postquam  surrexerat  et  missam  audiuerat  caualco  al  poggio  reale  con 
li  Signori  Lombardi  et  monstre  loro  tucte  quelle  muraglie  et  jardini  et  per  la 
via  vide  caualli  :  et  a  la  ritornata  andò  a  vedere  con  li  prefati  lombardi  lo  loco 
doue  lo  S.  Re  tene  li  agronj.  Et  postea  se  ne  uenne  a  la  maddalena  et  vide 
lì  stalloni  *del  prefato  S.  Re  et  venne  a  mangiare  a  lo  suo  jardino  grande  per 
vna  uolta  bora  xxj.  et  bora  xxiij.  caualco  in  castello  nono  et  spaccio  faccien- 
de  con  lo  S.  Re  :  et  post  paulo  con  lo  S.  Re  andoro  a  la  S.  Regina  et  lì  se 
danzo  et  fecense  farse  et  festa.  Reuersus  est  in  castellum  capuanum  bora  iij. 
noctis  et  bora  vj.  dormitauit:  et  tucto  lo  jorno  se  inbarcbo  robba  de  la  I.  Du< 
cbessa  de  milano  et  soi  cortesani:  cbe  stana  per  partire  ad  ogni  bora:  solo 
se  expectaua  lo  tempo  bone  et  lo  mare  placito. 

Die  xxviij.  Decembris. 

Hora  xiiij.  surrexit  et  expeditis  quibusdam  audiuit  missam  et  quam  pri- 
mum  comedit  et  posuit  se  in  negocijs  et  equitauit  tarda  bora  in  castellum 
nouum:  et  reuersus  est  bora  iij.  noctis.  Et  mangio  quella  sera  con  li  Illu- 
strissimi figlioli  percbe  la  I.  Ducbessa  stana  in  la  partita:  bora  circiter  v.  Hora 
vj.  lectulum  petijt. 


Die  xxviiij.  Decembris.* 

Orto  sole  experrexit  et  audita  missa  posuit  se  in  negocijs  periiij.  boras 
et  eo  die  se  dicea  cbe  la  I.  Ducbessa  de  milano  douea  partire  la  sera  :  et  fe- 
cense tucti  preparatorij  :  perciò  fu  carnato  a  le  Galere  ogni  cosa  necessaria 
de  sua  I.  S.  et  de  tucta  sua  casa.  Fu  visitata  da  tucte  Signore  et  jentile  donne 
de  napoli  et  tante  le  lacrime  abbundauano  a  li  soi  ocbij  cbe  lo  I.  S.  Principe 
de  capua  suo  Germano  la  piglia  per  lo  braccio  et  la  portaua  suso  a  lo  astrico 
et  remoueuala  da  tanto  cumulo  de  femine  confortandola  suauissimamente. 


iSg  M.®  ecce  Lxxxviij.**  j)ECEMbre 

Interim  lo  ì.  S.  Duca  caualco  io  castello  ad  regiam  majestatem  et  cum  quella 
expedio  faccende  fino  ad  noctej  et  reuersus  fu  posto  a  tauola  bora  prima 
noctis  et  mangio  per  vna  uolta  con  la  S.  Duchessa  con  lo  I.  S.  Don  petro  et 
Don  ferrante  figliolo  de  la  Duchessa  de  ferrara.  Et  feceno  gran  festa  insieme 
con  molte  lacrime  pensando  che  la  mactina  venente  douea  partire  per  Mila- 

,  no  et  imbarcare.  Lo  prefato  I.  S.  molto  consolaua  sua  Illustrissima  figliola  et 

» 

cosi  molti  altri  jentili  homini  che  ce  haueano  loro  figliole.  Vtrobique  erat  do- 
lor: utrobique  lacrime.  Sumpta  cena  andoro  a  riposare. 

Die  penultimo  Decembris. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  contulit  se  ad  lUustrissimam  fiiiàm  che 
douea  partire  bora  xvij.  et  inbarchare  per  milano:  et  consolabatur  eam  et 
prouide  a  molte  cose  necessarie  per  la  partita  de  quella.  Comincio  ad  correre 
tanto  concurso  de  Signori  jentili  homini  et  donne  che  non  se  capea  per  nulla 
camera:  partim  ce  era  allegreza  de  la  j^artita  de  dieta  I.  Duchessa  partim  lacri- 
me afiluebant  che  a  molti  increscea  lo  discesso  suo.  Tucto  lo  cortile  era  pie- 
no de  Trombecti  et  Biflerì:  sonauano  de  continuo:  tumulto  grande  ce  era  de 
figlioli  et  tota  fere  ciuitas  era  piena  de  allegreza.  Lo  I.  S.  Principe  mai  ab- 
bandonaua  sua  cara  Sorella  et  consolabatur  eam  quantum  poterat.  Lo  S.  Re 
la  S.  Regina  con  tucti  imbasciatori  fra  li  quali  ce  era  lo  imbasciatore  vene- 
tiano  {Tm  pomposo  de  li  altri  et  con  tucti  Signori  et  baroni  venne  in.  castello 
capuano  :  et  scaualcati  tantosto  venne  la  prefata  I.  Duchessa  a  basso  con  lo  I. 
S.  Duca  lo  S.  Marchese  et  altri  Signori  Lombardi  tucti  bene  in  ordine  et  sua 
I.  S.  con  vna  bella  robba  cioè  gonnella  de  brochato  rizo  et  richissimo  in  or- 
dine come  Duchessa  era  et  nepote  de  Re  et  figliola  de  tanto  I.  Duca:  et  ab- 
bracciata et  basata  dal  S.  Re  et  S.  Regina  furono  tucti  a  cauallo  con  tanto 
triumpho  et  festa  che  mai  fu  vista  simile  illis  diebus.  Passero  per  tucti  li  Seg- 
gi] et  quando  passero  a  la  Zecha  fu  buttata  grande  quantità  de  pecunia.  Ca- 
ualcoro  al  Molo  et  scaualcoro  tucti:  lo  S.  Re  condusse  fino  a  la  Galera  la  pre- 


DBCSMBBE  M.^  CCCC  LxXXYÌij.^  I90 

fata  I.  Duchessa  et  basatola  caualco  et  andò  a  casale  del  prìncipe.  Lo  S.  Du- 
ca lo  S.  Don  federico  con  lo  I.  S.  Principe  de  capua  accompagnerò  quella  fi- 
no a  lo  castello  del  Ouo  :  et  ritomo  lo  I.  S.  Duca  quam  primum  con  la  S.  Re- 
gina che  la  accompagno  in  castello  nono  et  venne  a  mangiare  per  vna  uolta 
in  castello  capuano  che  fu  tarda  hora.  Lo  S.  Prìncipe  la  accompagno  vicino 
a  sancta  Maria  de  la  grocta  consolando  sempre  sua  L  S.  et  preso  licentia  an- 
doro  a  la  bona  hora.  Sumpto  prandio  lo  L  S.  Dom  federico  venne  a  visitare 
lo  L  S.  Duca  et  cum  quello  spaccio  alchune  facciende  et  postea  se  pose  a  ve- 
dere tucte  le  stanze  de  la  L  S.  Duchessa  per  dame  alcune  a  li  soj  accioche 
più  comodamente  se  trouassero  al  seraitio  de  sua  L  S.  Et  bona  hora  se  an- 
do  a  riposare  sua  I.  S. 

Die  vltimo  Decembris. 

Satis  bona  hora  surrexit  et  audita  missa  se  pose  in  focciende  et  fece  col- 
lattone  hora  xvij.  et  lo  I.  S.  Principe  de  capua  et  lo  Magnifico  Messer  Marino 
brancatio  mangioro  con  sua  I.  S.  et  sumpto  prandio  se  pose  iterum  m  fac- 
ciende con  I.  S.  Don  federico  lo  quale  arriuo  mangiando  sua  L  S.  Et  hora 
xxij.  caualco  et  quella  sera  maialo  con  lo  prefato  Messer  Marino  branchatio 
che  Io  conuitao  come  Adele  seraitore  de  sua  L  S.:  et  fu  receputo  da  quello 
multo  gratiosamente.  Et  quello  jomo  intervenne  sua  L  S.  al  baptesmo  del  fi- 
glio del  Messer  Julio  scarzato  :  et  fu  compare.  Reuersus  est  in  castellum  ca- 
puanum  hora  v.  noctis  et  quam  prjmum  andò  a  riposarse.  Et  etiam  eo  die  in- 
teraenne  a  li  Vespri  Solempni  in  castello  nono  con  lo  S.  Re. 


igi 


M.""  ecce  LxxxviiiJ. 


OENNABO 


Die  primo  Januarij. 

Bona  bora  surreiit  et  audita  missa  caualco  al  Poggio  Reale  et  visis  mul* 
tis  ibi  ritomo  et  iotro  in  la  sua  cauallaritia  et  visis  equis  caualcao  in  castello 
nouo  :  et  ibi  audio  la  missa  cantata  con  lo  S.  Re  et  S.  Regina  et  caualco  quello 
jomo  con  sua  maestà  a  casa  de  messer  Julio  che  se  fece  lo  parentato  de  la 
figlia  del  quondam  messer  Cola  Toraldo  con  lo  figlio  del  Conte  de  ayello  ma- 
iordomo  del  I.  S.  Duca  prefato.  Et  caualcato  se  trono  con  le  prefate  Maiestate 
al  baptismo  del  figliolo  del  figlio  de  messer  Pasqual.  Et  lasso  le  prefate  Male- 
scie li  et  caualco  et  andò  a  visitare  lo  I.  S.  Don  federico  che  stana  alquanto 
indisposto  :  et  postea  ritorno  in  castello  nouo  et  se  trono  ad  vno  parentato  de 
vna  damigella  de  la  S.  Regina:  etauditis  vesperis  et  expeditis  non  nullis  quella 
sera  resto  a  cena  con  lo  S.  Re  che  hauea  conuitato  la  S.  Regina  et  tucti  li  II- 
lustrissimi  figlioli  et  Nepoti  et  fu  vno  gratioso  et  piaceuole  conuito.  Et  ritomo 
in  castello  capuano  bora  quasi  vj.  noctis  et  quamprimum  se  andò  a  ripo- 
sare. 


Die  ij.  Januarij. 

Ante  lucem  est  egressus  lectulum  et  audita  missa  caualco  in  castello 
nouo  et  accompagno  lo  S.  Re  fino  a  la  croce  via  che  andana  a  casale  et  quam 
primum  est  reuersus  et  fece  sollicitare  alchune  cose  necessarie  per  lo  conuito 
facea  quella  sera  a  li  imbasciatori  de  ytaUa:  cioè  a  lo  imbasciatore  de  venetia 
a  quello  de  milano  et  a  duj  de  fiorenza.  Et  fu  lo  conuito  parato  a  due  bore  de 
nocte  et  tanto  sumptuoso  che  ce  furono  più  de  xxx.  razioni  de  viuande  et  fu 


GENKAKO  M.*  ecce  Lxxxviiij.®  192 

de  pesce  et  oua  che  fu  venardj:  vini  assai  et  boni:  et  lo  magnìfico  Jacobo  de 
capua  soUicitatore  de  ogni  cosa:  homo  che  maj  perdeùa  tempo:  et  assaj  era 
a  grato  sua  opera  al  prefato  I.  S.  Duro  lo  mangiare  loro  fino  in  iij.  bore  bone. 
'  Fructe  in  quantità  et  vltimo  confectioni  de  ogni  ragione:  res  dictu  mirabi- 
lis.  Resterò  li  imbasciatori  spantati  et  admirati  de  dicto  conuito  et  del  bono 
ordine  et  silentio  de  quello.  Nebule  et  chiarera  electissima.  Fu  dato  loro  acqua 
profumata  et  de  cedrangoli  per  lauare  le  mano:  partirò  assai  satisfacti  de  la 
bona  raccolta  fu  facta  loro  dal  prefato  I.  S.  et  se  andoro  a  riposare.  Lo  pre- 
fato  Signore  spedio  alchune  facciende  ante  dormitationem  et  bora  vij.  fult 
ingressus  lectulum.  Et  la  mactina  sequente  dovea  partire  per  Calabria. 

Die  iij.  Januarij.  In  Sarno. 

Bona  bora  surrexit  et  posese  in  facciende  per  due  grosse  bore:  et  audita 
missa  caualco  et  andò  a  visitare  la  S.  Regina:  et  presa  licentia  da  sua  Regale 
maestà  caualco  et  quella  sera  andò  ad  alloggiare  a  Samo  et  li  mangio  per  vna 
uolta.  Et  facea  la  via  de  Calabria  et  facea  portare  più  de  Lxxi  caualli  grossi 
et  cum  tucta  sua  casa. 

Die  iiij.  Januarij.  In  Salerno. 

Ante  lucem  fu  in  pede  et  posese  in  facciende  con  lo  magnifico  Messer 
Ambrosino  Scriuano  magiore  suo  et  cum  lionardo  Como  suo  Scrinano  per 
due  bore:  et  illis  expeditis  et  audita  sua  solita  missa  caualco  et  quella  sera 
andò  a  Salerno  et  passo  per  lo  borgo  de  Sancto  Seuerino.  Tucti  quelli  jentili 
bomini  li  andoro  incontra  et  cum  debite  reuerentie  lo  basare  la  mano:  sua 
I.  S.  a  tucti  monstraua  grande  humanita  et  bona  faccia.  Non  se  fermo  fino 
in  Salerno  et  fu  receputo  cum  grande  festa  et  triumpho.  Piccioli  et  grandi 
1  andoro  a  scontrare  tre  miglia  lontano  da  Salerno  :  et  juncto  ceno  per  vna 
uolta  et  bona  bora  quieuit. 


X 


193  M.*^  ecce  Lxxxviiij.®  gennabo 

Die  V.  Januarij .  In  yevoli. 

Surrexit  bora  xiij.  et  spaccio  faccìeDde  assaj  importanti  et  andò  ad  au- 
dire la  inissa  sua  a  lo  altare  doue  sta  lo  corpo  de  sancto  Macteo  apostolo:  et 
ea  audita  caualco  et  fece  la  via  de  lago  pizolo  et  vide  li  cauallj  del  S.  Re  et 
quella  sera  alloggio  in  yevoli  in  lo  castello  et  cenauit  bora  xxiij .  et  lectulum 
ingressus  est  bora  iiij.  Et  die  seguenti  cbe  fu  la  pasqua  epyfama  fermo  et 
audio  la  missa  cantata  in  casa  deuotamente  ut  moris  sui  erat:  percbe  prese 
quello  jomo  certe  pillore.  Et  mangio  per  vna  uolta  bora  xviiij.  et  vidit  suos 
equos.  Et  andò  a  li  vespri  et  ad  completa.  Semper  manebat  in  talìbus  deuo- 
tionibus  quando  sua  L  S.  se  trouaua  in  cammino:  et  quel  di  se  passo  la  fiu- 
mara de  battipaglia. 

Die  vij.  Januarij,  In  Agropuli. 

Partio  da  yeuoli  audita  missa  et  caualco  et  quella  sera  andò  ad  alloggiare 
cum  tucta  la  casa  ad  agropoli:  et  li  fu  racolto  cum  gran  festa  et  vndique  pic- 
cioli et  grandi  stanano  per  via  cum  pabnis  oliuarum  :  et  eo  die  se  passo  lo  silo. 

Die  viij.  eiusdem.  In  la  Rocha  del  celento. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  et  expeditis  quibusdam  negociis  ca- 
ualco et  andò  ad  alloggiare  quella  sera  cum  tucta  la  casa  a  la  Rocba  del  ce- 
lento. Et  prouide  a  quella  forteza  facea  fare  in  quello  castello. 

« 
Die  viiij.  Januarij  in  1  acqua  bella. 

Expeditis  negocijs  nonnuUis  et  audita  missa  caualco  et  andò  quella 
sera  ad  alloggiare  in  1  acqua  bella  Gasale  del  Magnifico  Gismondo  de  San- 
guino et  la  sua  casa  con  li  caualli  al  casalicbio. 


25 


QBMHABO  M.^  ecce  Lxxxviiij.^  194 

Die  X.  Januarìj.  In  Pisciocta. 

Caualco  a  bona  bora  et  venne  verso  Pisciocta  et  mando  inoanzi  Joam- 
baptista  carazolo  che  douesse  pigliare  Io  castello  et  tenerlo  per  lo  S.  Re:  et 
cosi  fu  facto  bonesto  quodam  modo:  et  fa  mandato  da  fora  lo  Castellano  et 
compagni  del  dicto  castello  che  ce  li  tenea  lo  Conte  de  capaccio  lo  quale 
trouandose  dentro  se  ne  vscio  bellamente  et  andò  ad  scontrare  lo  I.  S.  lo 
quale  intro  in  pisciocta  bora  xviiij.  et  riposo  in  lo  castello  et  mangio  per 
vna  uolta  et  quieuit  paululum.  Et  se  fermo  lo  di  sequente  per  dare  expedi^ 
tiene  a  molte  cose  necessarie  et  visito  Joai^^ola  Gayetano  lo  qoale  quella  no* 
cte  passata  hauea  bauto  certa  doglia  de  fiancho:  et  de  continuo  fece  coman* 
dare  al  suo  Scrinano  malore  che  ordinasse  a  tucti  officiali  sol  che  donassero 
ogni  cosa  necessaria  al  dicto  Joancola.  Et  lo  di  denanzi  sua  I.  S.  bebbe  let- 
tere da  la  I.  Duchessa  de  milano  da  Gayeta  come  a  li  v.  del  presente  che  fu 
lo  lunedi  vigilia  de  epyfania  erano  partute  le  Galere  da  gayeta  cum  bono 
tempo  per  andare  a  genoua  con  la  prefata  Duchessa  de  Milano:  et  queldi  se 
passo  la  fugia  de  castellamare  de  la  bruca. 

Die  xij.  Januarij.  In  Camberota. 

Partio  sua  1.  S.  da  pisciotta  satis  bona  bora  et  audita  sua  solita  missa:  et 
quella  sera  alloggio  a  Gammerota  terra  del  Conte  de  capacela  et  li  fu  molto 
accarezato.  Et  sumpto  prandio  riposo  alquanto  et  reliquum  diei  pose  in  ex- 
pedire  faccende  et  ad  assectare  molte  tose  per  satisfactione  de  quelli  boni 
homini:  et  quel  di  se  passo  la  fiumara  de  la  molipa. 

Die  xiij.  Januarij.  In  Policastro. 

Partio  da  Camberota  audita  missa  et  facta  collatione  :  et  hauea  dato  or- 
dine andare  per  mare  et  già  erano  venute  le  barche  da  policastro.  Bene  con- 
sultus  delibero  partire  per  terra  poi  fu  partita  la  casa  con  li  caualli  grossi  :  et 


195 


M.**  ecce  Lxxxviiij.^ 


GENNABO 


quella  sera  venne  ad  alloggiare  ad  Policastro  doue  fa  receputo  allegramente 
da  qaello  popolo.  Et  li  uenne  incontro  lo  R.°'''  Monsignore  suo  confessore 
che  era  episcopo  de  quella  terra  cum  certe  reliquie  et  cum  tucto  lo  clero.  Et 
sua  I.  S.  eo  viso  scaualco  et  basate  le  reliquie  deuotamente  monto  a  cauallo 
et  intro  cum  grande  triumpho.  Bombarde  per  tùcto  sparauano  et  sono  de 
campane  et  altri  som.  Romore  et  tumulto  de  popolo  grandissimo  per  alle- 
greza  haueano  de  sua  venuta.  Lo  prefato  Monsignore  fece  honore  a  sua  I.  S. 
et  a  tucti  de  casa.  Da  quello  popolo  fu  visitato  assai  bellamente  et  per  satisfa- 
ctione  de  quella  comunità  riposo  li  lo  di  sequente  et  spaccio  molte  facciende 
et  caualco  al  castello  per  prouedere  ad  alchune  cose  necessarie.  Et  eo  sere 
caualco  intomo  a  la  terra  et  portaua  cum  ipso  maestro  Antonio  fiorentino 
homo  suhtile  circa  de  fare  forteze  et  roche  et  assecto  molte  cose:  et  eo  die 
audio  li  vespri  solemnitate  et  deuote  ut  sui  moris  erat.  Et  delibero  lo  di  se- 
fpiente  partire  per  Marathia  et  volea  andare  per  mare  et  hauea  facto  venire 
le  barche  quella  nocte  da  policastro.  Non  ce  andò  per  la  indispositione  del 
tempo:  et  quel  di  se  passo  la  fuga  de  policastro. 

Die  XV.  Januarij.  In  Marathia. 

Caualco  audita  missa  et  venne  ad  alloggiare  in  Marathia  doue  fu  assaj 
accarezato  da  quelli  homini  che  sono  veri  ragonesi:  et  riposo  lo  di  sequente 
per  contento  eA  satisfactione  de  quelli  boni  homini  et  accondo  molte  loro  co- 
se: et  mentre  che  sua  I.  S.  audio  vespro  sotempne:  che  mai  lo  lassaua:  molti 
soi  curiali  andoro  a  lo  castello  a  visitare  lo  Corpo  sancto  de  Sancto  Biasio  et 
quello  jomo  fece  manna  prdpter  morem  et  omnes  fuere  admirati:  et  die  se- 
quenti  che  furono  li  xvijj.  partio  cum  tucta  sua  casa. 

Die  xvij.  Januarij  in  la  Schalea. 

Partito  da  Marathia  per  mare  perche  quello  jomo  se  hauea  a  fare  vna 
mala  jomata  et  male  cammino  et  fu  bellissimo  tempo:  et  junse  sua  I.  S.  in 


GENNABO  M.^  ecce  LzxXYÌÌÌJ.^  I96 

maratia  bona  bora  et  trouo  lo  Conte  de  capaccia  che  lo  andò  a  scontrare  per 
mare  cum  vna  barcha:  et  mangio  per  vna  uolta  et  posese  in  facciende:  et  quel 
di  se  passo  la  flmnara  de  castrocucco. 

Die  xviij  Jginuarij.  In  beluedere. 

Surrexit  bona  bora  et  audita  missa  et  facta  collatione  caualco  et  volea 
andare  per  mare  :  vide  lo  tempo  indisposto  et  cosi  venne  per  terra  ad  allog- 
giare quella  sera  a  belvedere  et  tucte  quelle  castella  ne  feceno  grande  festa 
et  ascesero  a  lo  piano  tucti  quelli  boni  homini  per  visitare  sua  I.  S.  et  de  sua 
venuta  molto  se  congratulauano.  Et  eo  die  Ranerì  de  lagni  per  la  via  fu  per- 
cosso da  vno  cauallo  in  vno  strecto  ita  et  taliter  cbe  ne  patio  assai.  Fu  con- 
ducto  sopra  vna  mula  de  dicto  I.  S.  al  beluedere  et  prouisto  a  quanto  li  fu 
necessario.  Eo  die  lo  prefato  I.  S.  andò  a  vedere  lo  castello  per  prouedere  al 
necessario  de  quello  et  bona  bora  cenauit.  Et  quel  di  se  passareno  tre  fiu- 
mare: la  prima  la  fiumara  de  la  scalia  la  2.^  la  fiumara  del  diamante  la  3.^ 
quella  de  abate  marco. 

Die  xviiij.  Januarij.  In  lo  citraro. 

Surrexit  bona  bora:  audita  sua  solita  missa  partio  da  beluedere  et  anno 
per  mare  fino  a  lo  citraro  et  allogio  ad  vna  casa  de  la  terra:  et  quel  di  man- 
gio a  xxij  bore  et  dormio  vna  bora  et  postea  equitauit  et  anno  al  castello 
a  prouedere:  et  postea  reuersus  est  et  la  casa  andò  quel  di  a  san  marco  et  lo 
di  sequente  a  Cosenza  et  li  aspecto  sua  S.  et  quel  di  se  passareno  iij.  fiuma- 
re :  la  prima  quella  de  beluedere  la  2^  chiamata  sagnito  et  la  3^  quella  del 
quatraro. 

Die  XX.  Januarij.  In  sancto  locito. 

Surrexit  bona  bora  et  iuit  ad  vedere  messa  a  sancto  francesco  et  andò 
per  mare  fino  a  sancto  locito  et  in  la  barca  fece  collatione:  et  sua  I.  S.  trasio 


197  M.**  ecce  Lxxxviiij.**  Gennaro 

con  lo  palio  et  gram  festa  et  quel  di  andò  a  vespro  a  sancto  firancesco  et 
torno  in  casa:  et  quel  di  se  passo  la  furca  de  li  uagni. 

Die  xxi.  eiusdem.  In  lamantia. 

Surreiit  e  lectulo  et  iuit  ad  vedere  messa  a  san  firancesco  et  andò  per 
mare  fino  a  la  mantia  et  andò  a  prouedere  certe  cose  al  castello  :  et  postea 
comedit  et  andò  a  vespro  a  sancto  Belardino  et  uidit  multa  pomaria:  et  quella 
sera  se  fece  la  luminaria  al  castello.  Et  quel  di  se  passarono  doi  fiumare  la 
prima  la  fiumara  de  fiume  firido  et  la  2*  quella  de  la  mantia. 

Die  xxij.  Iti  aiello. 

Partio  de  la  mantia  et  andò  a  messa  a  sancto  Belardino  et  quel  di  andò 
ad  aiello  et  la  S.  Contessa  li  uenne  incontra  a  le  scale:  et  quella  sera  li  fece 
um  bel  conuito  lo  S.  Conte  d  aiello  doue  fu  abundantia  de  robba  et  bene  or- 
dinato :  et  quel  di  se  passo  la  fiumara  de  la  uliua. 

Die  xxiìj.  Januarij.  In  Cosenza. 

Surrexit  et  iuit  ad  missam  a  sancto  francesco  et  uenne  a  Cosenza  con 
gram  festa  et  triumphi  et  come  jonse  mangio. 

Die  xxiiij.  In  Cosenza. 

Sua  I.  S.  cauarco  et  andò  a  messa  a  la  nuncziata  et  tomo  in  casa  et  per 
totum  diem  expediuit  negotia. 

Die  XXV.  In  Cosenza. 

Surrexit  bona  bora  sua  I.  S.  et  collationauit  et  andò  a  uedere  messa  can- 
tata a  lo  episcopato:  che  primo  facesse  collatione  audi  messa  in  casa:  et  lo 
uicarìo  poi  la  messa  cantata  li  fece  uno  bello  sermone:  et  andò  a  uedere  ue- 
spro  quel  di  a  sancto  dominico  et  poi  tomo  in  casa  et  expediuit  multa  ne- 
gotia. 


OEimABO  M.^  ecce  Lxxxviiij.^   *  198 

Die  xxvj.  Januarij.  In  Cosenza. 

Sua  I.  S.  surrexit  bona  bora  audio  messa  et  poi  decte  audìentia  publica 
a  tucto  bomo  fino  ad  bora  de  vespro:  et  poi  andò  a  vespro  a  sancto  Francesco 
et  uidit  aliqua  pomaria  et  reuersus  est  domum. 

Die  xxvij.  In  Cosenza. 

Gaualcho  sua  L  S.  a  uedere  messa  a  sancto  francesco  et  tomo  in  casa  et 
mangio  per  una  uolta  et  andò  a  uedere  el  castello  et  li  fece  lo  ^gnor  Conte 
de  aiello  una  collatione  de  confectione:  et  uide  le  luminaria  cbe  faceano  li  ca- 
sali de  Cosenza  et  poi  torno. 

Die  xxviij.  In  Cosenza. 

Audio  sua  I.  S.  messa  in  casa  et  fece  collatione  et  tucto  quel  di  decte 
audientia  publica:  et  poi  andò  a  compieta  a  sancto  francesco  et  andò  in  ca- 
stello et  li  mangio  et  dormio  la  sera. 

Die  xxviiij.  Januarij.  In  Cosenza. 

Surrexit  bona  bora  sua  I.  S.  et  audio  sua  solita  messa  et  poi  andò  a  ue- 
dere uno  monastero  de  monacbe  et  tomo  a  la  terra  et  decte  tucto  quel  di 
audientia  usque  ad  septima  bora  noctis. 

Die  XXX.  Januarij.  In  scigliano. 

* 

Partio  bona  bora  sua  I.  S.  et  andò  quella  sera  a  scigliano  cbe  se  partio 
da  Cosenza  et  quel  di  passo  uno  fiume  cbiamato  sauto. 

Die  XXX j.  In  scigliano. 

■ 

Audior  sua  solita  messa  sua  I.  S.  et  tucto  quel  di  feoà  faccende  et  nun- 
quam  ocio  marcebat. 


*^^^^^^mamB•lm^g^ 


199  M.^  ecce  Lxxxviiij.®  .  febrabo 

Die  prima  februarij.  In  nicastro. 
Sua  I.  S.  audio  sua  solita  messa  et  fece  coUatione  et  ueone  quel  di  a  ni- 

0 

eastro  et  audi  uespro  in  casa  et  postea  comedit. 

Die  ij.  Februarij.  In  nicastro. 

Surrexit  bona  bora  sua  I.  S.  et  andò  a  uedere  missa  cantata  a  lo  epi- 
$chopato  et  pigHo  la  candela  benedecta  et  tomo  in  casa:  et  poi  el  di  andò  a 
uedere  u6spro  et  compieta  a  sancto  francesco  et  tomo  in  casa. 

Die  iij.  In  laconia. 

Àudio  sua  I.  S.  sua  solita  messa  et  coQationauit  et  uenne  a  lacconia  et 
per  la  uia  caccio  a  porci  et  quella  sera  fece  un  conuito  a  li  Signori  de  Casa: 
et  quel  di  passo  tre  fiumare  la  prima  chiamata  la  fiumara  de  nicastro  la  se- 
conda lamato  la  terza  lo  fiume  de  maina  et  tucte  doe  a  la  marina  se  congiun- 
geno  con  lo  amato. 

Die  iiij-  Februarij.  In  lo  piczo. 

Sua  I.  S.  partio  da  lacconia  et  uenne  a  lo  piczo  et  come  fu  junto  man- 
gio et  poi  andò  ad  audire  conpieta  a  sancto  francesco  et  andò  a  uedere  lo 
castello  et  poi  tomo  in  casa:  et  quel  di  passo  sua  S.  dui  fiumare  la  prima  lan- 
zitola  la  seconda  la  mucbata:  et  quel  di  la  casa  andò  a  montelione  et  lo  di 
seguente  aspeeto  sua  L  S. 

é 

Die  V.  In  monte  lione. 

Surrexit  bona  bora  et  audio  sua  solita  messa  et  uenne  a  montelione  et 
p^  la  u^  uide  una  terra  cbiamata  biuona  cbe  era  de  messer  Marino  Bran- 
ebazo:  et  quella  sera  messer  marino  li  fece  un  conuito  a  sua  I.  S.  et  sua  S. 
andò  a  prouedere  il  castello  et  poi  torno. 


nSBRABO  •  M.^  ecce  LxXXViiij.^  200 

Die  yj.  eiusdem.  In  Trobia. 

Partio  sua  I.  S.  de  montelioDe  et  uenne  a  Tropia  et  mangio  de  subito  et 
quella  sera  uenne  nona  da  napoli  che  era  nato  uno  figliolo  a  Ranerì  de  lagni 
et  focene  gran  festa  et  petijt  lectulum  bora  quarta  noctis. 

Die  vij.  eiusdem,  in  Tropia. 

Àudio  missa  in  lo  episcbopato  et  comedit  et  andò  a  lo  castello  et  andò 
a  la  marina  et  per  la  terra  et  tomo:  et  sempre  de  pò  fece  faccende  et  quella 
nocte  bebbe  um  poco  de  scarantia. 

Die  viij.  In  nicotera. 

Partio  da  Tropia  et  uenne  quella  sera  a  nicotera  et  de  subito  mangio. 

Die  viiij.  In  Terranoua. 

Partio  da  nicotera  et  uenne  a  terranoua  et  quam  primum  comedit  et  poi 
andò  a  compieta  a  sancta  chaterìna  et  quel  di  passo  doi  fiumare  :  la  prima 
quella  de  nicotera  alias  medima  et  1  altra  quella  de  terra  nona. 

Die  X.  februarij.  In  Terranoua. 

Ando  sua  I.  S.  a  messa  a  sancta  chaterina  de  terranoua  et  tomo  et  fece 
coUatione:  et  poi  andò  a  caccia  a  stame  et  uide  uno  lardino  de  lo  S.  Conte  et 
poi  andò  a  uedere  una  casa  del  dicto  S.  Conte  et  poi  tomo  a  casa  et  quella 
sera  se  mise  doi  sanguesuche  a  le  mano. 

Die  xj.  eiusdem.  In  Terranoua. 

Sua  I.  S.  audio  sua  solita  messa  et  quel  giomo  non  partio  de  casa  per- 
che piglio  certe  pindole. 


201  M.®  ecce  LxXXYiiij.®  fEBRABO 

Die  xij.  eiusdem  in  Semenara. 

'  Partio  bona  bora  sua  L  S.  da  Terranoua  et  andò  a  semenara  et  per  la 
uia  andò  ad  opido  et  prooide  al  necessario  de  lo  castello  et  uenne  a  seme- 
nara :  et  quel  di  passo  tre  fiumare  1  una  quella  de  terranoua  1  altra  la  fiu- 
mara da  patraclìi  et  1  altra  de  menara. 

Die  xiij,  februarij.  In  la  fiumara  de  muro. 

Partio  da  semenara  sua  L  S.  uisa  prius  missa  a  san  firancesco  et  uenno 
sua  S.  a  la  fiumara  de  muro  et  come  fo  junto  mangio. 

Die  xiiij.  In  Rigio. 

Partio  da  la  fiumara  de  muro  et  uenne  a  rigio  con  gran  festa  et  quel  di 
anno  a  vespro  a  la  nuptiata  et  poi  tomo  in  casa:  et  quel  di  passo  la  fiumara 
de  muro  et  la  fiumara  de  la  abatia.  ^ 

Die  XV.  eiusdem.  In  Regio. 

Àudio  sua  solita  missa  sua  L  S;  in  casa  et  fece  collatione  et  poi  andò  a 
vedere  messa  cantata  a  lo  episcopato  et  poi  anno  al  castello  et  tomo  in  casa: 
et  vennero  alquanti  gentili  homini  seciliali  in  casa  ad  visitarlo  et  li  fece  gran 
cariczi  et  poi  cauarco  a  vespro  a  la  nunctiata  et  poi  tomo  in  casa. 

Die  xvj.  eiusdem.  In  rigio. 

Àudita  missa  caualcbo  a  vedere  Io  castello  et  prouide  al  necessario  de 
quello  :  et  reuersus  se  pose  in  faccende  et  bora  tarda  mangio  per  vna  uolta. 

Die  xvij.  In  Rigio. 

Audita  missa  caualco  et  anno  a  sant  agata  et  la  fece  collatione  et  proue^ 
dìo  al  castello  et  tomo  a  rigio:  et  quel  di  uenne  la  galea  da  messina  con  quat^ 

36 


FEBRABO  M.^  ecce  LzxZTÌÌÌj.<»  202 

tro  mascatori  doue  fu  lo  priore  de  messina  :  et  andò  a  compieta  a  la  nunctiata 
et  poi  tomo  in  casa. 

Die  xviij.  In  Bigio. 

Caualcho  bona  bora  et  andò  sua  I.  S.  a  vedere  messa  cantata  a  la  num- 
ptiata  et  nidi  caualli  per  la  uia  et  mostroli  a  quelli  Signori  Siciliani  et  poi 
uenne  in  casa:  et  poi  andò  a  compieta  a  la  numptiata  et  andò  a  lo  castello  et 
tomo  in  casa:  et  quella  sera  fé  caualieri  tre  gentili  homini  missinesi  et  petiit 
lectulum  bora  quarta  noctis. 

Die  xviiij.  februarij.  In  la  mendolia. 

Partio  da  rigio  sua  I.  S.  et  uenne  quel  di  a  la  mendolia  et  per  la  uia  fece 
collatione:  et  quel  di  passo  la  fiumara  de  la  mendolia  et  quella  sera  la  casa  a 
la  mocta  de  san  Joanni. 

Die  XX.  In  lamendolia. 

Se  fermo  sua  S.  quel  di  a  la  mandolia  et  fece  pigliare  lo  Barone  chia- 
mato Antello  de  malda  cbe  erano  xij.  bore:  et  poi  sua  Signorìa  surrexit  e  leo- 
tulo  et  audi  sua  solita  missa  et  per  totum  diem  fuit  in  negotiis:  et  la  casa  quel 
di  a  picto  dactolo. 

Die  xxj.  eiusdem.  In  la  mandolia. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  messa  fece  collatione  et  uide  li  caualli  de 
lo  barone  et  tucto  quel  di  fece  (accende:  et  quel  di  la  casa  a  pinto  dactolo. 

Die  xxij.  februarij  a  brancalione. 

Partio  da  la  mandolia  et  uenne  a  brancalione  et  per  la  uia  uide  certe 
jomente  del  S.  Re  et  quel  di  passo  la  fimnara  de  la  mendoUa:  et  la  casa  a 
1  amendolia. 


203  M.^  ecce  LxxXTiiij.^  JEBRABO^ 

Die  xxìij.  In  la  mocta  Bubalina. 

Partio  da  Brancalione  et  venne  sua  I.  S.  a  la  mocta  Bubalina  et  per  la 
via  uide  sempre  jomente  del  S.  Re  et  quel  di  se  passo  lo  Turbito  :  et  la  casa 
quel  di  a  brancalione. 

Die  xxiiij.  In  la  mocta  Bubalina, 

Àudita  sua  solita  messa  et  facta  collatione  andò  a  uedere  le  jomente  del  * 
Re  et  li  caualli  et  poi  tomo:  et  quella  sera  jonse  la  casa  la  de  sua  I.  S. 

Die  XXV.  In  la  mocta  Bubalina. 

Caualcho  sua  S.  a  le  jomente  del  S.  Re  et  fece  collatione  la:  et  andò  a  ve- 
dere certi  stalluni  del  S.  Re  et  poi  tomo  in  casa. 

Die  xxvj.  februarij.  In  la  mocta  Bubalina. 

Caualco  sua  S.  uisa  prius  missa  a  le  jomente  del  S.  Re  et  ne  capo  al- 
quante: et  poi  tomo  et  mangio  et  petiit  lectulum  bora  ij.^  noctis. 

Die  xxvij.  In  Irace. 

Partio  da  la  mocta  et  venne  a  Iraci  et  uidi  per  la  uia  certi  caualli  del  S. 
Re  et  junto  mangio  et  poi  andò  al  castello  et  torno  in  casa:  et  quel  di  se  pas- 
sarono doi  fiumare  la  prima  ardurì  et  la  2.^  sancto  paulo. 

Die  xxviij.  In  Irace. 

Se  fermo  quel  di  a  iraci  et  uide  messa  a  lo  episcopato  et  tomo  in  casa 
et  andò  a  lo  castello  et  vide  vespro  et  tomo  in  casa. 

Die  primo  martij.  In  la  roccella.  makzo 

Partio  da  iraci  facta  collatione  et  uista  messa  uenne  allogiare  a  la  roc- 


MASZO  M.^  ecce  LxxxYiiij.^  204 

cella:  et  quel  di  fece  uno  fortunale  tempo  et  passo  due  fiumare  1  una  chia- 
mata nouici  et  1  altra  putrati. 

Die  ìj.  martij.  In  stile. 

Àudita  sua  solita  missa  partio  da  la  roccella  et  uenne  allogiare  quella 
sera  a  stile  et  mangio  a  xx.  bore:  et  passo  quel  di  dui  fiumare  1  una  alaro  et 

■ 

1  altra  la  fiumara  de  stilo. 

Die  iij.  eiusdem.  In  stile. 

Stecte  fermo  sua  S.a  stile  che  era  cameuale  :  et  quella  sera  fece  uno  bello 
conuito  a  li  soi  cortisani. 

Die  iiij.  In  suuerata. 

Partio  da  stile  et  uenne  sua  I.  S.  a  suuerata  et  per  la  uia  fece  caccia  de 
doi  porci  domestichi:  et  quel  di  passo  la  fiumara  de  suerata. 

Die  V.  In  squillace. 

Àudita  missa  partio  et  uenne  a  squillace  et  mangio  de  subito  et  andò  a 
conpieta  et  prQuìdeo  al  necessario  del  castello  et  poi  torno  in  casa:  et  quel  di 
passo  sua  I.  S.  la  fiumara  de  souerata. 

Die  vj.  Martii.  In  squillace. 

Stecte  fermo  a  squillace  et  tucto  quel  di  fece  faccende  et  poi  la  sera  andò 
^  a  compieta  et  poi  torno. 

Die  vij.  In  squillace, 

Caualcho  bona  bora  et  audi  messa  a  sancto  francesco  et  audi  la  predica 
da  lo  elemosinerò  et  poi  tomo  in  casa  et  fece  faccende  tucto  lo  di. 

Et  die  sequenti  andò  pure  a  la  dieta  ecclesia  et  audio  la  predica  del  vir 


205  ^'^  ecce  Lxxxviiij.®  MABZO 

cario  generale  de  la  prouiocia  et  da  quello  fu  assai  satisfacta  sua  I.  S.  et  tucto 
quello  popolo  tanto  predico  elegantemente  et  cum  gran  sobrietà.  Reuersus  do* 
mum  quam  primum  comedit  bora  xvij.  per  vna  uolta:  bore  viij.  quella  sera 
andò  a  dormire:  semper  fuit  in  negocijs. 

Die  viiij.  Marti j. 

Surrexit  bona  bora  et  audita  missa  caualco  et  quella  sera  andò  ad  allog- 
giare a  Catanzaro  et  fu  raccolto  da  quello  popolo  bonoriflce  et  bora  xx.  pran* 
dium  sumpsit.  Et  die  sequenti  fermo  in  Catanzaro  caualco  ad  missam  a  la 
obseruantia  et  domum  reuersus  comedit  et  in  sero  petijt  eamdem  ecclesiam: 
et  ibi  auditis  vesperis  et  completorio  in  redeundo  multa  expediuit  negocia:  bo- 
ra  V.  lectulum  petijt:  et  passo  sua  L  S.  quando  uenne  a  Catanzaro  la  fiumara 
de  squiilace  et  coracbi. 

Die  xj,  Martij.  In  bel  castro- 

Surrexit  e  lectulo  et  quam  primum  fece  coUatione  et  venne  allogiare 

quella  sera  a  ì)e\  castro  et  passo  tre  fiumare:  la  prima  alli la  2.^  la 

fiumara  d£  simili  et  la  3.^  croccbi. 

Die  xij.  In  le  castelle- 

Partio  da  bel  castro  et  uenne  Sua  I.  S.  a  le  castella  et  quam  primum  co- 
medit: et  poi  andò  per  mare  intomo  a  la  terra  et  poi  andò  per  terra  a  prone* 
dere  a  lo  castello  et  passo  lo  fiume  de  tagina  :  et  la  casa  quel  di  andò  a  Co- 
trona. 

Die  xiij.  In  Gotrona. 

Àudita  sua  solita  missa  partio  et  uenne  a  cotrona  et  per  la  uia  uide  certo 
porto  et  quam  primum  comedit. 


\ 


VAI^ZO  M.^  ecce  Lxxxviìij.®  206 

1 

Die  xiiij.  In  Cotrona. 

Audio  sua  solita  messa  et  mangio  per  vna  uolta  a  xvij  bore  et  andò  a 
prouedere  la  terra  et  lo  castello  et  Illa  die  expediuit  multa  negotia. 

Die  XV.  In  cotrona. 

Se  fermo  a  cotrona.  Àudita  sua  solita  missa  andò  per  la  terra  et  mangio 
per  yna  uolta  et  andò  prouedendo  el  castello  :  et  petiit  lectulum  bora  quinta 
noctis. 

Die  xvj.  In  cotrona. 

Surrexit  bona  bora  et  audi  sua  solita  messa  :  mangio  per  una  volta  et 
tucto  quel  di  fece  faccende. 

Die  xvij.  Marti j.  In  lo  ciro. 

Surrexit  bona  bora  et  partio  da  cotrona  et  uenne  allogiare  quel  di  a  lo 
Ciro:  et  quel  di  leuo  lo  castello  al  castellano  et  dece  li  doi  milia  ducati  per  lo 
castello  cbe  tenea  pigno  et  fece  castellano  Gurello  carazolo:  et  iunto  mangio: 
et  passo  neto  et  lu  puda. 

Die  xviij.  In  cariate. 

Partio  da  lo  cu*o  et  uenne  a  cariata  et  mangio  per  una  volta  et  andò  a 
vespro  a  1  osseruantia  et  poi  tomo  in  casa:  et  quel  di  uenne  uno  cauallaro  da 
napoli:  et  passo  quel  di  buluri  et  la  scbomonicata. 

Die  xviiij.  In  Rossano. 

Partio  da  cariata  et  uenne  a  Rossano  et  come  fo  junto  mangio  et  poi 
andò  a  uespro  a  1  osseruantia  et  tomo  in  casa:  et  quel  di  passo  trionti  et 
sagniti. 


207  M.®  ecce  Lxxxviiij.o  MABZO 

Die  XX.  Martij.  In  corigliano. 

Partìo  da  rossano  et  aenne  alloggiare  a  corigliano  et  mangio  per  una  uolta 
et  andò  a  uedere  uno  giardino  de  la  terra  et  poi  tomo  :  et  quel  di  passo  lucine. 

Die  xxj.  In  corigliano. 

Piglio  quel  di  Sua  L  S.  la  medicina  et  mangio  a  xxi.  hore  et  andò  a  dor- 
mire a  basso  a  lo  giardino  et  petiit  lectulum  bora  3.  noctis. 

Die  xxij.  In  corigliano. 

Surrexit  bona  bora  et  audi  sua  solita  missa:  fece  collatione  et  poi  ca- 
uarco  a  la  marina  a  uedere  tirare  la  sciabica  et  poi  torno  a  vedere  le  mure  de  - 
la  terra  :  et  poi  tomo  et  mangio  et  andò  a  dormire  a  quattro  hore  de  nocte. 

Die  xxiij.  in  castrouilla. 

Partio  da  corigliano  et  uenne  a  castrouilla  et  fece  collatione  a  la  caua- 
larìtia  del  S.  Re  et  come  lonze  andò  a  vedere  lo  castello:  et  passo  dui  fiumi 
grati  et  cuscile  per  la  scafa. 

Die  xxiiij.  Martij.  In  castrouilla. 

Se  fermo  in  castrouilla  et  quel  dì  se  insagno  et  digiono  la  nuntiata:  et 
andò  a  vespro  et  poi  andò  a  lo  castello  et  andò  a  piacere  fere  a  vna  ecclesia 
chiamata  san  marco:  et  poi  tomo  et  spaccio  molte  faccende. 

Die  XXV.  Martij.  In  castrouilla. 

Surrexit  bona  bora  et  audi  messa  in  casa  et  fece  collatione  et  poi  andò 
a  messa  cantata  a  san  firancesco  Conmentuale  et  tomo  in  casa:  et  andò  a  ue- 
spro  a  san  francesco  et  se  fece  quel  di  certe  ontione  per  la  tossa  et  multa 
negotia  expediuit. 


XABZO  M.°  ecce  LxxxYÌiij.^  208 

Die  xxYJ.  In  cassana. 

Surrexit  bona  bora  et  aenne  allogiare  a  cassano  et  motose  et  andò,  a  ue- 
dere  la  cauaUaritia  et  lo  jardìno  de  la  Corte  et  torno  et  mangio. 

Die  xxvij.  In  cassano, 

Facta  collatione  et  audita  sua  solita  ndssa  andò  a  la  cauallaria:  ettucto 
quel  di  uide  taualli  et  expediuit  negocia  et  tomo  in  castello. 

Die  xxviij.  Martij.  in  cassano. 

Àudita  sua  solita  missa  sua  L  S.  se  pose  in  faccende  et  poi  andò  a  la 
eauallaritia  et  uide  caualli:  et  andò  a  lo  giardino  et  tomo  in  casa  et  mangio. 

Die  xxviiij.  In  cassano. 

Tucto  quel  di  fece  faccende  et  mai  se  partio  de  casa  et  mangio  a  bore 
xifj.  per  una  uolta. 

Die  XXX.  In  casalnouo. 

Partio  da  cassano  et  uenne  alloggiare  a  casalnouo  et  per  la  uia  uide 
certe  jomente  del  S.  Re  :  et  post  paulo  eauarco  a  uedere  certi  jardini  de  la 
terra:  et  quel  di  passo  tre  fiumare  la  prima  racanella  la  2^  caldana  et  la  3^ 
satanasso. 

« 

Die  ultimo  martii.  In  la  rocca  Imperiale. 

Partio  sua  I.  S.  da  casalnouo  et  uenne  a  fare  collatione  a  vna  fiumara 
chiamata  saracina  et  uenne  allogiare  a  lo  giardino  de  la  Rocca  imperiale  et 
poi  caualcho  a  uedere  la  terra:  et  quel  di  trasio  in  baselicata  et  passo  certe 
fiumare:  la  prima  saracina  la  2*  lamedone  la  3*  la  fiumara  de  1  amendolara 
et  la  4^  lo  fiume  de  riogolo:  et  petiit  lectulum  bora  2*  noctis« 


209  ^'^  ^^^^  LxXXViiij.®  APRILE 

Die  prima  aprilis.  In  pelichuoro, 

Partio  sua  I.  S.  da  la  rocca  imperiale  et  uenne  per  mare  fino  a  pelìchuo- 
ro  et  la  casa  uenne  per  terra  et  passo  sinno:  et  come  lonze  mangio  et  poi 
andò  a  vedere  le  mandre  et  poi  tomo:  et  quel  di  la  fila  fermo  a  jardino  de  la 
rocca  imperiale  che  ce  e  vna  caualarizia. 

Die  ij.  aprilis  in  Torre.de  mare. 

Àudita  missa  et  facta  coUatione  uide  caualli  et  uenne  allogiare  a  torre 
a  mare  doue  per  la  uia  trono  don  federico  et  fecerose  molte  carize  :  et  iunto 
forono  lo  S.  Don  federico  li  fece  uno  bello  conuito  et  mangiarono  tucti  in- 
sieme et  poi  andarono  a  piacere  fino  a  la  marina  et  poi  tornarono  che  era 
nocte:  et  passo  due  fiumare  Agri  et  la  Salandrella  et  la  fila  andò  quel  di  a 
Turzo. 

Die  iij,  aprilis.  In  tarante. 

Àudita  missa  partio  da  torre  a  mare  et  uenne  a  tarante  et  per  la  uia  sua 
L  S.  vna  con  lo  S.  Don  federico  fecerono  collatione  et  de  subito  mangiarono: 
et  andò  a  conpieta  et  a  vedere  le  mure:  et  passo  tre  fiumi  lo  primo  basiento 
lo  2®  brandano  et  lo  3**  la  tara. 

Die  iiij.  aprilis  in  taranto. 

■ 

Caualcho  et  andò  a  lo  epischopato  a  la  predica  et  a  la  messa  et  andò  a 
le  mure  et  poi  mangio  per  una  uolta  et  dormio  alquanto  :  et  poi  andò  a  la  cac- 
cia de  li  tunni  per  mare  et  uenne  a  lo  castello  per  mare  et  prouedio  lo  ca- 
stello et  uenne  in  casa. 

Die  V.  in  pelichuoro. 
Caualcho  et  uenne  a  santa  maria  de  la  iustitia  et  uide  messa  la  et  fece 

«7 


APRILE  M.^  ecce  LxXXYÌiij.^  210 

collatìone  :  et  ueone  per  mare  Ano  a  la  torre  a  mare  et  poi  uemie  a  pelichuoro 
et  come  jonze  uide  caualli  et  mangio  con  I.  S.  Don  federico. 

Die  vj.  aprilis  in  Turzo. 

Àudita  sua  solita  missa  partio  et  andò  a  le  mandre  et  uide  jomente  et 
spartio  certe  jomente:  et  poi  lo  S.  Don  federico  se  partio  et  andò  a  torre  a 
mare  et  lo  L  S.  Duca  uenne  a  Turzo  et  allogio  a  la  caualaritia  et  de  subito 
mangio. 

Die  vij.  Aprilis  in  Turzo. 

Stette  fermo  a  Turzo  et  tucto  quel  di  fece  faccende  et  poi  la  sera  uide 
caualli. 

Die  viij.  In  sonisi. 
Partio  bona  bora  de  Turzo  et  uenne  alloggiare  a  sonisi. 

Die  viiij.  aprilis  in  sancto  martino. 

Caualco  et  uenne  allogiare  a  sancto  martino  et  comedit  bora  xviij.  et  an- 
dò a  conpieta  a  sancto  francesco  et  passo  quel  di  lo  fiume  de  sancto  cbirico. 

Die  X.  aprilis  in  la  saponara. 

Partio  Sua  I.  S.  de  sanmartino  et  uenne  alloggiare  a  la  saponara:  et 
passo  agri  per  ponte  et  sciaura  senza  ponte. 

Die  xj.  aprilis  in  la  padula. 

Àudita  missa  et  facta  coliatione  partio  et  uenne  a  la  padula  et  allogio  a 
lo  monasterio  cbiamato  san  lorenzo  :  et  uennelo  a  scontrare  lo  conte  de  ca* 
paccia:  et  come  lonze  mangio  et  andò  a  vespro  a  sancto  francesco  et  poi  tor- 
no ad  incbiuderse  tucti  quelli  sancti  jorni  et  se  confesso  et  comonico  dinota- 


211  M.®  ecce  Lxxxviiij.**  APRILE 

mente  et  erace  lo  suo  confessore  et  lo  suo  elemosinerò:  et  tucti  quelli  iomi 
fece  diuotamente  et  lo  martedì  che  fu  li  quattordici  del  mese  piglio  la  medi- 
cina perche  era  stato  alquanto  turbato  da  certo  catarro:  et  molto  se  gouer- 
naua  bene  et  non  preteriua  la  ordinatione  del  magnifico  Messer  Carlo  de  leo 
suo  medico:  et  lo  venardi  sancto  la  sera  uenne  a  sancto  francesco  al  ofiitio 
doue  dimoro  deuotamente  :  et  iUis  perfectis  ritomo  a  sancto  Lorenzo  et  deli- 
bero partire  la  mactina  sequente. 

Die  xviij.  aprilis  in  1  aulecta. 

Partio  da  la  padula  poi  hebbe  uisto  lo  offitio  che  era  sabhato  santo  et 
andò  a  diano  a  vedere  lo  castello  et  san  francesco  :  et  uenne  allogiare  a  la  au- 
lecta et  per  uia  li  uenne  incontra  lo  S.  Conte  de  Burgenza  et  lo  S.  Conte  de 
Gonza. 

Die  xviiij.  aprilis.  In  1  aulecta. 

Se  fermo  quel  di  che  era  pasqua  et  andò  a  messa  ^  santo  francesco  et 
tomo  et  mangio  per  una  uolta  et  uide  caualli  :  et  poi  andò  a  uespro  et  a  com- 
pieta a  san  francesco  et  tomo  et  lo  S.  Conte  li  facea  assai  careze  et  assay  honore. 

Die  XX.  Aprilis  in  suoli. 

^Partio  da  1  aulecta  et  uenne  ad  euoli  et  se  riposo  per  la  uia  a  certa  fon- 
tana et  passo  dui  fiumi  :  lo  primo  fiume  nigro  et  lo  2^  sele  et  poi  tucti  se 
coniungeno  in  vno. 

Die  xxi.  aprilis.  In  salemo. 

Partio  sua  I.  S.  et  uenne  a  vno  jardino  fore  de  salemo  doi  miglia  et  li 
lo  conuito  vno  gentile  homo  chiamato  troyano  sciabica  et  poi  uenne  a  salemo 
et  andò  a  sancto  nicolo  a  vespro  et  a  compieta:  et  quel  di  passo  certi  fiumi 
Gosciano  et  Spogliamonaco  et  castagnara  et  1  altro  irgne. 


APRILE  M.®  CCCC,LXXXVÌÌÌJ.®  212 

Die  xxij,  Aprilis.  In  Napoli. 

Àudio  sua  messa  a  àancto  dominico  et  ueime  a  fare  collatione  sua  I.  S. 
con  molti  Signori  1  erano  uenuti  in  centra  a  le  camerelie  :  et  caualco  et  uenne 
a  napoli  et  fu  scontrato  da  inbasciatorì  Conti  et  baroni  et  molti  Signori  et  gin- 
tili  homini  et  da  episcopi  et  prelati  :  et  come  ionze  se  muto  et  andò  in  castello 
nono  a  basare  la  mano  al  S.  Re  et  a  la  S.  Reyna  et  audirono  uespro  soUenne 
che  era  la  uigilia  de  san  Jorgio  :  et  tomo  in  capuana  et  se  fece  lo  bagno  et 
mangio  de  subito  et  quella  sera  se  andò  a  riposare  a  tre  bore  de  nocte:  pure 
come  era  suo  solito  custume  spaccio  alcbune  facciende  et  assecto  molte  cose 
come  quello  che  mai  riposaua  in  lo  animo  suo  vigilantissimo  in  tucte  le  cose. 

Die  xxiij.  aprilis. 

Caualco  sua  I.  S.  in  castello  nono  che  era  el  di  de  san  Jorgio  et  audio 
missa  cantata  et  la  predica:  et  mangio  a  xx  bore  et  expediuit  multa  negotia 
cum  Regia  maiestate  et  uenne  in  capuana  che  era  nocte. 

Die  xxiiij.  aprilis 

Caualco  sua  I.  S.  al  pogio  reale  audita  sua  solita  missa  et  poi  tomo  et 
andò  al  castello  nono  et  iUic  comedit:  et  poi  fu  sempre  in  faccende  col  S.  Re 
et  uenne  che  era  nocte  in  castello  capuano. 

Die  XXV.  aprilis. 

Vista  sua  solita  messa  et  facta  collatione  andò  al  molo  et  poi  andò  sua  S. 
in  Castel  nono  et  andò  con  S.  Re  et  la  S.  Reyna  a  uedere  messa  cantata  et 
la  predica:  et  ea  die  dono  sua  I.  S.  audientia  a  lo  inbasciatore  del  Turco  et 
torno  et  comedit  eo  sero  bora  quarta  noctis. 


213  M.^  ecce  Lzxxviiij.^  apbilb 

Die  xxvj.  aprilis. 

Bona  bora  caualco  a  monte  oliueto  et  uide  messa  la  et  la  decte  audientia 
a  li  inbasciatorì  de  Italia:  et  mangio  a  la  citadella  a  xviij.  bore  et  andò  al  S. 
Re  et  accompagnolo  fino  a  la  matalena  cbe  uolea  andare  a  noia  et  poi  tomo 
in  capuana:  et  fece  molte  faccende  con  li  inbasciatorì  de  milano  et  de  florenza 
usque  ad  noctem:  et  eo  die  se  fece  in  episcopio  cristiano  vno  Jadeo. 

Die  xxvij.  aprilis. 

À  dodici  bore  sua  I.  S.  piglio  la  medicina  et  mangio  per  vna  uolta  et  quel 
di  may  se  partio  de  casa:  semper  erat  in  negotiis  et  nunquam  ocio  marcebat. 
Et  ad  bore  xxij.  andò  fino  a  lo  jardino  grande  exercitij  causa  et  reuersus  do- 
mum  se  piglio  alquanto  piacere  con  fra  Joannj  cbe  passaua  alcbuni  donayri 
da  ridere:  et  quam  primum  quieuit. 

Die  xxviij.  aprilis. 

Sua  I.  S.  surrexit  bona  bora  et  caualco  in  castello  nono  et  li  audio  mìssa 
et  decte  audientia  a  lo  imbasciatore  del  turco  lo  quale  lo  presento  de  certe 
cose  turcbeze:  et  bis  expeditis  ritomo  et  venne  a  mangiare  per  vna  uolta  a  lo 
jardino  grande:  et  sumpto  prandio  monstre  lo  Celiare  et  quelle  fabricbe  a 
messer  Julio  et  caualco  a  sue  massarie  et  decte  ordine  a  molte  cose  spac- 
ciando de  continuo  per  la  via  molte  facciende:  et  reuersus  se  pose  in  nego- 
cijs  cum  li  scrìuani  soi  et  lectulum  petijt  bora  v.  noctis. 

Die  xxviiij.  aprilis. 

9 

Hora  xij.  egressus  lectulum  missam  suam  solitam  audiuit  et  quam  prì- 
mi^n  caualco  a  dare  audientia  in  castello  nono  :  et  comedit  ibi  et  fuit  cum  Re- 
gina et  feceno  vno  moro  xpistiano  et  per  totum  diem  fuit  cum  Reginali  mar 
iestate  in  negociis  et  reuersus  fuit  in  negociis  cum  legatis  ytalie:  et  data  li- 


AFBILE  M.®  ecce  Lxxxviiij.®  214 

centia  a  quelli  fu  in  fecciende  cum  soj  scrìuani  usque  ad  horam  iij.  noctis  et 
lectulum  petijt  bora  v.  noctis. 

Die  vltìmo  apriiis. 

Orto  iam  sole  surrexit  et  audita  missa  caualco  ad  Poggio  Reale  et  spac- 
cio molte  facciende  et  li  mangio  per  vna  uolta.  Et  reuersus  contulit  se  in  ca- 
stellum  capuanum  et  ibi  multa  expediuit  ut  moris  sui  erat.  Et  audio  vespro  in 
castello  nono  con  lo  S.  Re  cbe  quella  sera  ueniua  da  Nola. 

HAGoio  Die  primo  Madij. 

Surrexit  bora  xij.  et  caualco  a  sancto  Joannj  carbonara  et  audita  ibi 
missa  caualco  in  castello:  et  sumpto  prandio  fuit  cum  regia  maiestate  et  in 
negociis  per  totum  diem.  Et  reuersus  domum  et  expeditis  quibusdam  nego- 
ciis  fece  alquanto  coUatione  bora  iam  iij.  noctis  et  bora  v.  lectulum  petijt. 

Die  ij.  Maij, 

Jam  orto  sole  surrexit  et  audita  sua  solita  missa  tenne  audientia  a  la  ca- 
mera de  paramento  in  castello  capuano.  Doue  concorse  tucto  lo  mondo  et  a 
tucti  satisfece  sua  I.  S.  ita  et  taliter  cbe  finita  audientia  se  partirò  contenti. 
Fece  coUatione  de  certe  fragole  et  cerase  et  subito  caualco  in  castello  et  fuit 
cum  Regia  maiestate  per  totum  diem  in  negociis:  et  li  mangio  per  vna  uolta. 
Lectulum  petijt  bora  iiij.  noctis. 

Die  iij.  Madij. 

Caualco  quam  primum  et  andò  a  sancto  lorenzo  ad  audire  vna  missa 
nouella:  postea  in  castellum  ad  regem.  Li  fece  coUatione  et  expediuit  multa 
et  come  lo  S.  Re  partio  per  capua  sua  I.  S.  se  ne  uenne  a  cenare  a  lo  jardino 
grande  et  li  spaccio  alcbune  facciende  cum  lo  suo  scrinano  maiore:  et  reuer- 
sus domum  dedit  operam  multis  et  bora  iiij.  noctis  ingressus  fuit  lectulum. 


215  M.**  ecce  Lxxxviiij.®  magoio 

Die  iiij.  Madij. 

Hora  xj.  surreiit  et  audita  missa  caualco  in  castello  a  dare  audientia  et 
ea  expedita  fuit  cum  regina  et  fece  collatione  la:  et  quella  mactina  tucti  offi- 
ciali  et  altri  de  sua  casa  partirò  per  mazone  et  sua  I.  S.  partio  pure  per  ma- 
zone  ad  bore  xviiij.  et  per.  la  via  de  aduersa  scontro  messer  Julio  et  se  pose 
socto  vno  arbore  et  fece  facciende  per  meza  hora  et  statim  caualco  :  trono 
lo  S.  Re  al  ponte  nichino  che  cacciaua  li  a  porci  :  li  baso  la  mano  et  vide  vo- 
lare vno  sparoere  :  et  partio  et  andò  a  la  cauallaritia  sua  et  juucto  mangio  et 
vide  certi  polletri  et  caualli  fino  a  nocte  et  cum  le  intorze.  Et  hora  iij.  lectu- 
lum  ingressus  est. 

Die  V.  madij. 

Àudita  sua  solita  missa  fece  collatione  et  per  totum  iUum  diem  vide  soi 
caualli  et  ad  hore  xxij.  ceno  et  hora  iij.  noctis  quieuit. 

Die  vj.  madij. 

Vidit  summo  mane  equos  et  audita  missa  Caualco  et  andò  ad  arnone  a 
trouare  lo  S.  Re  et  trouo  che  lo  S.  Re  dormiua  :  expaccio  facciende  con  lo  S. 
Conte  de  marigliano  et  fece  collatione  et  postea  fuit  cum  rege  a  la  cauallaritia 
de  sua  maestà  semper  expacciando  facciende  :  et  preso  licentia  da  quella  se 
ne  tomo  a  lo  mazone  et  hora  solita  dormiuit  sumpto  pnus  prandio  et  visis 
equis  :  et  quello  jorno  passo  Io  vultumo  con  la  scapha. 

Die  vij.  madij. 

Bona  hora  audio  missa  et  uide  caualli  et  caualco  ad  hore  xvj.  per  na- 
poli: che  quella  nocte  hebbe  certi  cauallari  dal  S.  Re:  et  juncto  in  napoli  co- 
medit  per  vna  uolta  che  Jeiuno  la  vigilia  de  Sancto  michele  archangelo  :  et 
sumpto  prandio  et  expeditis  quibusdam  negocijs  cum  messer  Julio  caualco 


1IA0QIO  M.°  ecce  LxxXYiiij.*  2^ 

a  sancta  maria  de  monte  oliueto  et  li  audio  vespro  et  andò  in  castello  ad  uh 
sitare  la  S.  Regina:  et  postea  se  pose  in  facciende  a  le  camere  del  S.  Re  cum 
molti  doctorì  et  fece  venire  messer  anello  arcamene  et  fece  faccimde  cum 
ipso  aliquantulum  et  poi  fu  reducto  in  locum  suum  :  che  sta  retenuto  ut  supra 
dictum  est.  Et  iterum  visito  la  S.  Regina  et  bora  ij.  noctis  fece  facciende  et 
hora  iiij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  viij.  Madij. 

Surrexit  bona  hora  et  expeditis  quibusdam  negocys  caualco  et  andò  ad 
audire  la  messa  cantata  con  lo  arminio  a  sancta  maria  de  monte  oliueto  prop- 
ter  festum  sancti  Michaelis:  et  la  fece  collatione  et  post  paulo  caualco  in  ca- 
stello a  la  S.  Regina  et  fece  facciende  con  lo  imbasciatore  de  milano  et  de 
fiorentini  et  iterum  fuit  cum  Regina.  Et  venne  ad  cenare  a  lo  jardino  grande 
et  sobrie  comedit  et  sumpta  cena  caualco  a  piacere  per  la  via  del  poggio 
reale  cum  Baccio  fiorentino  homo  del  magnifico  lorenzo.  Et  reuersus  hora 
solita  quieuit. 

Die  viiij,  maij. 

Postquam  surrexerat  missam  audiuit  et  andò  ad  dare  audientia  in  ca- 
stello et  hora  xv.  andò  al  poggio  reale  a  mangiare  per  vna  uolta:  et  la  spac- 
cio molte  facciende  de  casa  sua  et  delibero  lo  di  sequente  andare  a  trousse 
lo  S.  Re  che  stana  ad  Amone.  Et  ritomo  in  casteilo  de  capoana  hora  xxiiq. 
et  posese  in  facciende  usque  ad  iij.  horam  noctis  et  quam  primum  andò  ad 
riposarse:  et  ordino  ogni  cosa  et  volea  essere  a  cauallo  ad  bore  viij.  et  ca- 
ualcare  per  lo  fresche. 

Die  x.^  Maij. 

Volse  sua  I.  S.  quella  mactina  partire  erompente  luce:  postea  mutauit 
mentem  suam  et  surrexit  hora  xj.  et  audita  mìssa  et  facta  colla.tione  caualco 


217  ^-^  ^^^^  Lzzxviiij.^  MAGGIO 

in  castello  nono  done  expaccio  alchnne  facciende  et  fuit  cum  Regina  et  par- 
tio  per  lo  maxone  ad  bore  xyìììj.  et  come  fa  arrìuato  quam  primum  comedit: 
et  vide  quella  sera  alchuni  canalli  et  bora  iij.  andò  a  riposare. 

Die  xj.  maij. 

Àudita  missa  et  facta  coUatìone  caualco  ad  Àrnone  ad  Regiam  maiesta- 
tem  et  cum  quella  fece  facciende  et  andaro  ad  uedere  caualli  et  ibi  mansit 
fino  ad  bore  xxiij.  et  ritornato  a  lo  mazone  mangio  de  continente  et  bora  iij. 
lectulum  ingressus  est. 

Die  xij.  eiusdem. 

Sua  solita  missa  audita  vide  certi  caualli  con  lo  imbasciatore  del  S.  Re 
de  castiglia  et  altri  Signori  et  fece  fare  a  quelli  coUatione  ita  familiariter  in 
modo  cbe  baria  bastato  per  conuito  :  et  poi  caualco  al  S.  Re  ad  amone  et 
*  fece  facciende  et  ritomo  ad  bore  xxij.  et  mangio  et  bora  iij.  andò  a  dor- 
mire. 

Die  xiij.  maij. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  caualco  et  andò  a  trouare  lo  S.  Re 
ad  amone  et  trono  cbe  sua  maestà  andina  messa:  et  post  paulo  andoro  a  cac- 
cia et  li  stecte  ISno  ad  bore  xxij.  et  fece  coUatione  de  fragole:  et  quam  pri- 
mum babita  licentia  se  ritomo  a  lo  mazone  et  bora  xxiiij.  comedit  et  lectu- 
lum petijt  bora  iij.  noctis. 

Die  xiiij.  eiusdem. 

Àudita  missa  se  pose  sua  I.  S.  a  vedere  caualli  et  interim  venne  lo  Fon- 
tano Secretarìo  del  S.  Re  et  Messer  Julio  et  cosi  se  pose  in  faccende  per  due 
grosse  bore  et  mangio  bora  xvij.  per  vna  uolta:  et  sumpto  prandio  post  paulo 
dormio  per  vna  bora  et  postquam  surrexerat  vide  caualli  fino  a  ventidue  bo- 

a8 


MAflGlo  M.*"  ceco  Lxxxyiiij.^  2x8 

re:  et  caualco  et  andò  a  scontrare  lo  S.  Re  che  andana  ad  adnersa:  et  declìr 
nante  die  reuersus  bora  ij.  noctis  lectulum  ingressus  est. 

Die  XV.  eiusdem. 

Ante  lucem  surrexit  et  audita  missa  partio  per  napoli  et  andò  ad  ad- 
versa  et  li  fece  collatione  et  andò  a  trouare  lo  S.  Re  che  anchora  donnina  et 
cum  60  fuit  in  negociis  per  duas  horas:  et  accompagno  lo  S.  Re  aliquantolnm 
che  andana  quella  sera  ad  Nola  et  postea  habita  licentia  se  ne  uenne  in  na-^ 
poli  bora  xviij.  et  aliquantulum  dormitauit.  Et  ceno  a  lo  jardino  grande  a  la 
fontana  et  sumpta  cena  reuersus  aliquantulum  fuit  in  negociis  et  bora  iij. 
quieuit. 

Diexvj.Maij. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  decte  audientia  in  castello  et  audio  la  missa 
a  monte  oliueto  et  li  fece  collatione:  et  caualco  a  li  bagninoli  a  uedere  la  S. 
Regina  et  stecte  cum  sua  maestà  fino  ad  bore  xxij  et  reuersus  in  castellum 
capuanum  intro  a  lo  bagno  et  postea  cenam  sumpsit:  et  quella  sera  petijt 
lectulum  bora  iij.  La  mactina  bona  bora  andò  a  visitare  lo  S.  Messer  Andrea 
de  gennaro  che  stana  a  lo  lecto  che  se  bauea  rocta  la  gamba  et  lo  conforto 
assai  cum  sue  bone  et  dolci  parole  ut  moris  sui  erat.  Et  die  sequenti  audita 
missa  andò  in  castello  nono  et  li  mangio  et  semper  fuit  in  negocijs  cum  re- 
gia maiestate. 

Die  xviij.  maij. 

Hora  xj.  surrexit  et  andò  a  missa  a  sancto  pietro  ad  Ara  et  ui  lo  jardino 
suo  grande  spaccio  molte  facciende  et  fece  collatione  de  fragole:  et  quampri- 
mum  equitauit  al  Poggio  reale  et  li  mangio  et  sumpto  prandio  se  pose  in 
facciende  con  messer  Julio  et  lo  pontano:  et  quam  primum  illis  expeditis  dor- 
miuit  aUquantulum  et  exprectus  caualco  et  uide  tucta  la  massaria  et  postea 


219  ^'^  ecce  LxXXViiij.^  MAGGIO 

Yenit  in  castellum  nouum  et  foit  cam  rege  et  omnibus  legatis  ytalie  et  do- 
mum  reversus  est  bora  ij  noctis  et  cenauit  bora  iiij  et  y.  lectulum  ingres- 
SOS  est. 

[Die  xviiij.  Maij. 

Summo  mane  fuit  in  negocijs  et  audita  missa  caualco  in  castello  nouo 
et  li  mangio  per  vna  volta  et  semper  fuit  apud  regiam  maiestatem  in  nego- 
cijs expediendis.  Et  reuersus  est  domum  bora  tarda  et  a  negocijs  non  desti- 
tit:  et  lectulum  ingfessus  est  bora  iiij.  Et  delibero  la  mactina  seguente  par*  . 
tire  per  Gayeta  et  con  la  galera  partirò  soi  galuppi  et  molti  de  casa  sua  bora 
tarda. 

Die  XX.  Maij. 

Bona  bora  fuit  in  negocijs  et  audita  missa  caualco  per  andare  a  Gayeta. 
Et  fece  la  via  de  la  grocta  et  andò  per  lo  gaudo  et  se  fermo  a  la  cisterna  del 
beluedere  et  li  fece  collatione:  et  ea  facta  caualco  et  passo  la  torre  de  patria 
per  lo  ponte  et  juncto  a  castello  in  mare  monto  m  Galera  et  quella  sera  andò 
a  Gayeta  et  junsé  ad  ore  xxiij.  yel  circa:  et  riposato  àliquantulum  ceno  et 
sumpta  cena  lectulum  petijt  bora  Hj.  noctis  et  alloggio  in  castello.  Et  quillo 
giorno  se  parti  bisballe  per  Milano. 

Die  xxj.  Maij  in  Gayeta. 

Surreiit  bona  bora  ut  moris  sui  erat  et  audita  missa  designo  certa  fa- 
brica  a  lo  castello  et  caualco  et  andò  a  lo  Scancbanello  stanza  de  sua  I.  S.doue 
e  vna  bella  acqua:  et  li  stecte  per  quactro  bore  et  fece  facciende  et  caualco  a 
vedere  vno  jardino:  et  reversus  mangio  per  vna  uolta  al  dicto  Scancbanello 
et  sumpto  prandio  àliquantulum  quieuit:  et  quam  primum  fuit  in  negociis  et 
illis  expeditis  andò  al  vespro  a  sancto  Sancisco  et  caualco  intomo  a  la  terra: 
et  reuersus  in  castellum  bora  iiij.  noctis  lectulum  petijt. 


KAGGIO  M.^  ecce  Lzxxviiij.^       '  220 

Die  xxij.  Maij. 

Postquam  surrexerat  andò  ad  missa  a  sancto  angelo  ordine  de  sancto 
benedicto  de  sansoverino  et  andò  a  io  Scanclianeiio  a  fare  coiiatione  et  ibi 
dormiuit  per  horam:  et  caualco  al  vespro  a  sancto  angelo  et  auditis  vesperis 
andò  a  lo  jardino  de  cola  de  auanzo  doue  mangio  conuitato  da  quello  et  cum 
sua  I.  S.  mangio  lo  Priore  de  barlecta  lo  Ck)nte  de  trayecto  et  lo  Marchese  de 
martina  et  francino  pastore  cum  Sancisco  galeocto  cum  alchuni  altri:  et  sum- 
pta  cena  caualco  et  venne  a  mola  et  aquam  habuit  in  itinere  et  alloggio  in 
casa  de  Jacobo  gactula  et  bora  ij.  quieuit.  Eo  die  hebbe  nona  che  lo  I.  Don 
petro  era  stato  indisposto  de  la  doglia  vechia  sua  de  la  gamma  lo  di  innanzi. 

Die  xxiij.  Maij  in  mola. 

Audita  sua  solita  missa  andò  a  vedere  vno  jardino  de  Jacobo  maccia 
alias  macciano  pedes  et  fece  prouedere  de  altra  stanza  per  sua  I.  S.  per  quella 
nocte  perche  quella  doue  era  stato  era  freddosa.  Et  per  quello  jomo  andò 
vedendo  tucti  li  jardini  de  mola  et  bora  xviij.  comedit  et  quieuit  per  horam: 
et  post  paulo  caualco  al  castellone  et  uidit  quedam  antiqua  et  \ide  la  Abba- 
dia de  sancto  heremo  et  lectulum  petiit  bora  iiìj.  noctis. 

Die  xxiiij.  Maij. 

Missa  audita  et  coiiatione  facta  caualco  et  venne  quella  sera  ad  allog- 
giare a  la  Rocha  de  monteragone:  et  primo  hauea  facto  passare  innanzi  tucta 
la  gente  de  casa  et  carriaggi  perche  come  hauea  mangiato  volea  andare  ad 
amene.  Come  fu  a  la  Rocha  delibero  non  partire  et  cosi  resto  quella  sera  li 
et  dormiuit  bona  bora. 

Die  XXV.  Maij. 
Orto  dihiculo  el  audita  missa  caualco  et  venne  a  fare  coiiatione  al  Ma- 


22i  .    M.^  ecce  Lzxxviiìj.^    .  MAOCDO 

zone  et  vide  caualll  et  voluit  aliquantulum  quiescere  sed  quidam  gallus  fuit 
illi  contrarius:  et  quam  primum  caualco  et  venne  in  napoli  et  per  la  via  hebbe 
nona  che  1  armata  de  la  velona  era  abrusata:  et  juncto  in  napoli  se  muto  et 
caualco  in  castello  nono  ad  regiam  maiestatem  et  reuersus  est  domum  bora 
ij.  et  comedit  bora  iiij.  et  v.  lectulum  petijt. 

Die  xxvj.  Maij. 

Bona  bora  surreiit  et  spaccio  molte  facciende  et  audita  missa  ascese  a 
lo  jardino  grande  et  andò  al  poggio  reale  a  vedere  quella  fabrica:  et  postea  in 
castellum  ad  regiam  maiestatem  et  cum  quella  mangio  quella  sera  al  Para- 
diso et  bona  bora  lectulum  petijt. 

Die  xxvij.  Maij- 

Decima  bora  e  lectulo  surgens  posuit  illieo  se  in  negocijs  eipediendis 
vsque  ad  xvj.  boram:  et  audita  missa  caualco  in  castello  nono  et  li  mangio  et 
data  audientia  caualco  eoa  lo  S.  Re  a  1  ascensione  a  li  vespij  et  accompagno 
lo  prefato  S.  Re  et  quam  primum  reuersus  est  domum.  Et  bora  iij.  lectulum 
ingressus  est. 

Die  xxviij.  Maij. 

Surrexit  bona  bora  et  audita  missa  caualco  in  castello  nono  prius  audita 
illa  in  monte  oliuarum  et  in  lo  jardino  expedio  molte  facciende:  et  in  lo  ca- 
stello arriuo  cbe  ancbora  lo  S.  Re  donnina  et  mentre  cbe  la  maestà  del  dicto 
S.  Re  se  vestio  sua  L  S.  fece  collatìone:  et  caualco  con  lo  S.  Re  et  con  la  S. 
Regina  a  1  ascensione  a  la  Missa  cantata  et  ea  perfecta  audiro  li  vespri  et  eis 
expletis  mangioro  con  la  prefata  S.  Regina  cbe  li  conuito  li  ad  vno  jardino: 
et  quello  jomo  fece  molte  facciende:  nunquam  ocio  marcebat.  Et  eo  die  lec- 
tulum ingressus  est  bora  ij. 


KAGOIO  M.^  ecce  LzxXYiiij.*  222 

Die  xxviiij,  Maij. 

Àudita  missa  caualco  in  castello  ad  dare  audientia  et  fa  con  Jo  S.  Re  et 
enm  ilio  iecit  collationem:  et  lo  prefato  S.  Re  caualoo  a  le  padole  a  la  caccia 
de  vcelli  et  interim  lo  I.  S.  Duca  dimoro  con  la  S.  Regina:  et  reuerso  Rege  ca- 
ualco  cum  sua  maestà  et  quella  sera  andoro  ad  adversa  bora  xiiij.  et  tanto 
tardi  perche  quello  jorno  decteno  audientia  a  tucti  li  imbasciatorì  de  ytalìa:  et 
quella  sera  alloggio  a  lo  episcopato  et  quam  prìmum  comedit  ^  bora  iiij.  dor- 
niitum  se  contulit. 

Die  XXX.  Maij. 

t 

Parti  sua  I.  S.  de  adversa  et  andò  a  vedere  li  soi  caualli  al  mazone  et  li 
fece  coUatione  et  andò  ad  scontrare  quam  prìmum  lo  S.  Re  che  andana  ad 
amone  a  la  fossa  de  lupo:  et  andò  con  sua  maestà  ad  àmoneet  li  riposati  vno 
pezo  caualcoro  ad  vedere  caualli  et  videno  caualli  fino  ad  hore  xxij:  et  ri- 
tornato ad  Amene  che  già  era  nocte  quam  prìmum  mangio  et  conuito  Mes* 
ser  Marino  branchatio  et  antonecto  cytaro  et  bora  iij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  vltimo  Maij. 

Sua  I.  S.  bona  bora  surrexit  et  audita  missa  fuit  cum  Rege  et  spaccio 
molte  facciende  et  caualco  con  sua  maestà  a  le  cauallarilìe  pressò  a  capua:  et 
li  lo  S.  Re  vide  caualli  et  li  fece  coUatione  lo  prefato  L  S.:  et  caualcando  lo 
S.  Re  verso  ad  amone  a  caccia  sua  S.  habita  licentia  se  venne  a  napoli  et 
quella  resto  a  mangiare  et  dormire  al  poggio  reale  per  prouedere  a  quelle 
stanze:  che  bauea  conuitato  lo  S.  Re  per  lo  Martedì  venente  che  douea  an- 
dare a  sancta  Maria  de  la  pace  suo  solito  more. 

GIUGNO  Die  primo  Junij. 

Surrexit  bora  viiìj.  et  audita  missa  quam  primum  collationem  fecit  et 


223  M.*"  cqcp  La{X,3t.VÌÌÌj.?  GIlEJaNO 

I 

con  ipso  mangio  Baccio  fiorentino  Messer  cario  suo  medico  et  alchuni  altri: 
et  ea  facta  mai  poso  in  fare  pronedere  al  necessario  del  connito  douea  fare 
al  S.  Re  lo  di  seqaente:  et  quella  sera  ceno  ad  due  bore  de  nocte  et  bora  iiij. 
dormitimi  iuit 

«  • 

Die  ij.  Junij. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  andò  prouedendo  per  tucte  quelle 
stanze  et  Tedendo  a.  cbe  partito  stanano  li  preparatorij  facti  per  conuito  :  et 
postea  caualco  in  castello  nono  et  intrando  in  castello  quelli  de  la  Zecba  bue- 
taro  denari  assai  et  quam  prìmum  lo  S.  Re  partio  ad  pede  et  venne  a  le  scale 
et  caualco  fino  ad  episcopio  et  sua  I.  S.  cum  sua  maestà:  et  da  li  se  partirò  ad 
pede  con  la  processione  fino  a  sancta  Caterina  de  formello  et  andoro  postea 
per  la  via  de  la  massaria  del  prefato  L  S.  a  sancta  maria  de  la  pace  vbi  au- 
dita missa  venne  lo  prefato  S.  Re  al  poggiò  reale:  doue  riposato  aliquantulum 
tuoto  quello  jorno  se  prese  piacere  de  soni  et  canti  et  bora  xxij.  ceno  sua 
maestà  cum  multi  Signori  conuitati  et  con  tanto  ordine  et  de  infinite. manere 
de  viuande  et  tam  actillate  et  dilicatamente  mangio  sua  maestà  cbe  tucto  bomo 
ne  restaua  admirato  :  et  sumpto  prandio  sua  maestà  caualco  dando  licentia  al 
prefato  I.  S.  Duca  cbe  restasse  ad  cenare  cbe  ancbora  era  dejuno:  cbe  bauea 
seruito  a. sua  maestà  molto  attillatamente  accarezando  tucti  li  conuitati.  Post 
paulo  bora  xxiiij.  sua  I.  S.  se  pose  in  tauola  socto  vna  tenda  grande  a. lo 
fresco  et  a  lo  largo  del  palazo  cum  molti  jentilì  bomini  del  S.  Re  cortesani 
inuitati  da  sua  I.  S.  et  accarezati  et  bene  tractati.  Sumpta  cena  alcbuni  se  ne 
ritomoro  in  napoli  a  dormire  :  alcbuni  resterò  loco  et  furono  appareccbiati 
loro  lecti  nobilissimi  et  sua  L  S.  bora  ij.  lectulum  ingressus  est  et  dormio 
quella  )sera  al  poggio  prefato. 

Die  iij.  Junij. 
Surrexit  bora  xj.  et  audita  missa  decte  audientia  a  lo  imbasciatore  de  fio- 


6IUQK0  M.^  ecce  Lzxxviiij.^  224 

rentini  et  spaccio  molte  facciende  et  se  partio  dal  Poggio  ad  bore  xx.  et  ca- 
aalco  et  venne  in  castello  nono  et  li  mangio  per  vna  uolta  et  fu  con  lo  S.  Re 
et  ritorno  in  castello  capuano  hora  tarda:  et  bona  bora  quella  sera  se  andò  a 
riposare.  Et  eo  die  bora  xxij.  entro  lo  unbasciatore  del  S.  Re  de  Castiglia  ac- 
compagnato dal  I.  Don  petro  et  lo  I.  Don  Cesare  et  molti  Signori  assai  bene 
in  ordine:  et  quella  sera  ad  bora  vna  et  mezo  venne  lo  I.  S.  Don  federico  et 
*  scaualco  in  castello  capuano  et  li  expecto  lo  L  S.  Duca  cbe  ancbora  non  era 
tornato  et  basciatoli  la  mano  et  presa  licentia  andò  a  sua  babitatione. 

Le  nij.  Junij. 

SatU  bona  bora  surrexit  et  audita  missa  caualco  in  castello  con  robba 
lunga  fino  a  li  pedi:  et  quello  jomo  lo  S.  Re  decte  audientia  ai  prefato  imba- 
sciator  de  castiglia  et  lo  prefato  L  S.  fece  collatione  in  castello  et  ad  xxij.  bore 
uenne  a  cenare  a  lo  suo  jardino  grande  et  conuito  lo  suo  L  Germano  lo  S. 
Don  federico  Principe  de  altamura  et  lectulum  petijt  bora  tertia  noctis.  Quella 
sera  fu  liberato  de  carcere  R.  de  Àluito  qui  per  v.  menses  fuit  vinctus. 

Die  V,  Junij. 

Bona  bora  missam  audiuit  et  caualco  in  castello  a  dare  audientia  et  ea 
perfecta  mangio  li  per  vna  uolta  et  expaccio  molte  facciende:  et  reuersus  do- 
mum  lectulum  ingressus  est  bora  iij. 

Die  vj.  Junij. 

Caualco  in  castello  nono  bona  bora  et  audio  missa  in  monte  oliueto  et 
quello  jomo  mangio  ai  poggio  Reale:  et  eo  die  entro  lo  imbasciatore  de  vn- 
garia:  et  lectulum  ingressus  est  bora  iiij. 

Die  vij-  Junij. 
Sua  I.  S.  andò  ad  audire  la  messa  cantata  in  castello  nono  con  lo  S.  Re: 


225  M.®  ecce  Lxxxviiij.®  GIUGNO 

doue  stanano  tucti  li  imbasciatorì  de  ytalia  :  et  postea  fecit  coUationem  pan- 
lisper  et  qnella  sera  ceno  con  sua  maestà  al  paradiso  conuitato  dal  prefato 
S.  Re  con  lo  I.  S.  Don  federico  et  tre  altri  :  et  snmpta  cena  andoro  per  mare 
solati]  grafia  et  smontati  vicino  al  paradiso  caualcoro  vno  pezo  per  la  incoro- 
nata passo  passo  ragionando  de  molte  cose.  Presa  licentia  sua  L  S.  caualco 
et  venne  a  dormire  al  poggio  Reale  perche  lo  di  sequente  douea  fare  lo  con- 
ulto  a  la  S.  Regina  et  a  lo  imbasciatore  de  castiglia  et  sue  damicelle. 

Die  viij,  Junij. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  volse  vedere  tucti  preparatori]  facti 
a  lo  conuito  se  douea  fare  a,  la  S.  Regina  quello  jorno:  et  post  paulo  caualco 
et  andò  ad  conducere  sua  Regale  maestà  che  veniua  con  la  brigata  sua  cum 
due  carrecte  innanzi  bene  adornate  :  et  era  accompagnata  da  la  Infante  sua 
primogenita  et  dal  !..  S.  Don  federico  et  da  molti  altri  Signori.  Intro  in  lo 
dìcto  poggio  cum  gran  triumpho  :  li  erano  soni  de  trombe  bifferì  et  altri  soni. 
Scaualcata  interim  quieuit  et  quam  primum  preparata  fu  la  collatione  et  leg- 
germente se  ne  passero  per  non  guastare  lo  conuito:  et  tucto  quello  jorno 
stecteno  m  piacere  et  maxime  la  prefata  Infante  la  quale  uolse  intrare  in 

* 

barcha  et  remare  manibus  propriis  in  certe  aCque  le  quali  artificiose  lo  I.  S. 
Duca  le  ha  facto  conducere  in  quello  loco.  Passero  quello  jorno  in  piacere 
finche  venne  lo  imbasciatore  del  S.  Re  de  Castiglia  che  già  erano  bore  xi.^ 
et  quam  primum  fureno  m  tauola  con  tanto  ordine  che  a  me  non  basteria 
lo  animo  a  descriuerlo:  pero  lo  tacerò.  Le  nature  de  le  viuande  fureno  infi- 
nite et  ogni  cosa  a  tempo  et  ad  bora  ita  et  taliter  che  lo  prefato  imbasciatore 
et  tucto  homo  ne  resto  spanctato.  Duro  fino  a  nocte  :  bisognerò  interzo  et 
illieo  fureno  in  ordine  numero  Lxxx.^  che  ma^  fu  visto  la  più  ordinata  cosa. 
Finito  lo  convito  caualcoro  la  S.  Regina  et  lo  imbasciatore  con  li  altri:  trouo- 
rense  con  lo  S.  Re  che  era  venuto  ad  scontrarli  et  cosi  con  vno  bello  ordine 

et  passim  se  condussero  fino  in  castello  nono  cum  gaudio  et  letitia.  Lo  I.  S. 

39 


GIUGMO  M.^  ecce  LxxzTÌiij.®  226 

Duca  resto  al  poggio  et  quam  primiHn  fa  posto  in  tauola  et  mangioro  con 
sua  I.  S.  lo  S.  Don  federico  lo  S.  Don  Petro  et  altri  Signori  et  jentili  homini 

ut  sui  moris  erat  non  mangiare  maj  solo  :  et  sumpta  cena  molti  se  ne  ritor- 

» 

noro  in  napoli  et  sua  I.  S.  se  resto  a  dormire  in  lo  dicto  Poggio  perche  lo  di 
sequente  hauia  conaitato  lo  S.  Re. 

Die  viiij,  Junij. 

Audita  sua  solita  missa  ordino  che  se  donasse  licentia  a  li  soi  corte- 
sani:  solo  li  officiali  de  sua  I.  S.  restassero  per  lo  conuito  se  facea  al  S.  Re 
ad  bore  xxj.  et  sua  I.  S.  andana  prouedendo  huc  illud  tanquam  bonus  nauta  : 
et  eo  die  certe  ocio  non  marcebat.  Et  venuto  lo  S.  Re  cum  pochi  soi  corte- 
sani  furono  preparate  tucte  cose  necessarie  et  collocato  in  tauola  presto  ex- 
pedito  perche  sua  maestà  mangiaua  molto  attillata  et  non  con  molta  demo- 
ra. Ando  lo  conuito  con  bono  ordine  et  cum  viuande  infinite:  et  levate  de  ta- 
uola  de  sua  maestà  erano  date  a  li  soi  taliter  et  cum  tale  ordine  che  fino  a 
li  mozi  triumphoro  quella  sera:  et  eo  die  vennero  none  che  lo  S.  Conte  de 
fundi  hauea  haute  a  fare  con  li  Colonnesi.  Et  sumpta  cena  lo  S.  Re  lo  S.  Du- 
ca lo  S.  Don  federico  et  lo  Conte  de  marigliano  furono  a  cauallo  et  sua  mae- 
stà de  continuo  veniua  parlando  et  ragionando  con  lo  prefato  I.  S.  Duca  passo 
passo.  Et  habita  Ucentia  se  ne  ritomo  al  poggio  a  dormire:  pero  spaccio  al- 
chune  facciende  innanzi. 

Die  X.  Junij. 

Surrexit  bora  xj.  et  audita  missa  caualco  et  se  ne  venne  in  castello  no- 
no a  trouare  lo  S.  Re  et  spaccio  molte  facciende  cum  sua  maestà  fino  ad  xx. 
bore  con  li  imbasciatori  :  et  statim  caualco  lo  prefato  S.  Re  per  adversa  et  sua 
I.  S.  lo  accompagno  fino  a  porta  reale  et  vennese  a  mangiare  per  vna  uolta 
al  suo  jardino  grande:  et  sumpto  prandio  andò  a  vedere  le  mure  et  tucte  quelle 
stanze  none  de  lo  jardino  pizolo  che  ce  era  piero  Corsmo  ciptadino  florentir 


N 


227  M.**  ecce  Lxxxviiij.*  aiUGKO 

no  cum  alchmù  altri:  et  iam  sole  declinato  se  ne  uenne  in  le  sue  camere  et 
spaccio  molte  facciende:  et  lectolum  petiit  bora  iij.  noctis. 

Die  xj,  Junij. 

# 

Àudita  missa  caualco  a  la  maddalena  a  la  caualarìtia  et  spartio  caualli  a 
la  gente  de  anne  et  venne  a  mangiare  a  lo  jardino  grande  ad  bore  xvij.  et 
smnpto  prandio  spaccia  facciende  con  li  soi  Scrìuani  de  ratione.  Et'caualco  al 
terzanale  et  vide  certa  artigliarìa  et  audio  completa  a  sancta  maria  de  la  noua. 
Et  reuersus  domum  bora  tarda  spaccio  pure  facciende  et  lectulum  ingressus 
est  bora  iij. 

Die  xij.  Junij. 

Surrexit  bora  x«  et  spaccio  alcbune  facciende  et  audita  missa  decte  au* 
dientia  a  li  imbasciatorL  Et  mangio  per  vna  uolta  a  lo  jardino  grande  et  ibi 
quieuit  aliquantulum.  Postea  equitauit  in  castello  nono  et  fu  con  la  S.  Regina 
et  a  lo  molo  con  lo  S.  Don  federico  et  domum  reuersus  lectulum  ingressus 
est  bora  iij. 

Die  xiij.  Junij. 

Ando  ad  audirò  la  messa  a  monte  oliuetò  et  postea  tenne  audientia  in 
castello  nono  et  ritorno  ad  mangiare  in  diete  monte  oliueto  et  aliquantulum 
dormiuit:  et  quam  primum  caualco  in  castello  nono  et  fu  con  la  S.  Regina  et 
con  lo  imbasciatore  del  S.  Re  de  castiglia:  et  quella  sera  ritomo  lo  S.  Re  da 
amone  et  tanto  tardi  cbe  sua  I.  S.  non  lo  possecte  eipectare.  Et  reuersus  do- 
mum expeditis  quibusdam  negocijs  lectulum  ingressus  est  bora  iij. 

Die  xiiij.  Junij. 

Hora  1.  surrexit  et  audita  missa  et  collatione  facta  caualco  m  castello  et 
fu  a  la  missa  cantata  con  Io  S.  Re  nam  ilio  die  erat  festum  Beate  trinitatis. 


GITONO  M.*  ecce  Lxxxviiij.*  228 

Et  fa  quello  jomo  semper  in  facciende  con  io  S.  Re  et  cum  legatis  ytalie  et 
ritomo  in  castello  capuano  bora  j.  noctis  et  ceno  :  et  sumpta  cena  fuit  in  gè- 
rendis  negocijs  ut  sui  moris  erat  et  andò  a  dormire  bora  iiij.  noctis. 

Die  XV.  Junij. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  se  pose  in  facciende  con  li  imbasciatori  et 
con  alcuni  altrj  et  illis  expeditis  audìa  sua  solita  missa.  Et  postea  cauaicò  in 
castello  nono  al  S.  Re  et  spaccio  facciende  per  tucto  quello  jomo  :  et  ritornato 
mangio  a  lo  jardino  grande  ad  bore  xxiiij.  et  lectulum  ingressus  est  bora  iij. 

Die  xvj.  Junij. 

Postquam  surrexerat  multa  expediuit  et  audita  missa  caualco  et  andò  a 
vedere  le  mura  cum  alcbuni  jentili  bomini  per  prouedere  ad  alcbune  cose 
necessarie  et  postea  andò  al  poggio  reale  et  ritornato  per  vna  uolta  mangio 
al  suo  jardino  grande  ad  bore  xvij.  Et  quam  primum  caualco  in  castello  et 
fuit  cum  Rege  et  reuersus  bora  tarda  lectulum  ingressus  bora  iij. 

Die  xvij.  Junij. 

Audita  missa  andò  a  la  sua  cauallaritia  del  castello  a  pedo  et  vide  ca- 
ualli  et  ibi  fecit  coUationem  a  la  porta  uà  entro  lo  jardino  pizolo.  Et  quam 
primum  caualco  a  la  maddalena  et  ibi  stecte  tanto  cbe  mangio  lo  S.  Re  et 
poi  ritomo  pure  a  sua  cauallaritia  del  castello  et  fece  facciende  con  lo  bnba- 
sciatore  de  castiglia.  Et  post  paulo  ritorno  pure  a  la  maddalena  et  uide  ca- 
ualli  cum  lo  S.  Re  et  poi  partendo  uideno  caualli  per  la  via  et  cum  eis  multi 
domini.  Et  arriuati  in  castello  nono  duxerunt  reginam  ad  uesperas  cbe  era  la 
vigilia  del  Corpo  de  xpisto.  Et  iUìs  finitis  prese  Ucentia  da  loro  maiestate  et 
venne  ad  cenare  bora  prima  noctis.  Et  sumpta  cena  lectulum  ingressus  est. 


229  ^-^  ecce  LzXZViiij.^  GIUGNO 

Die  xviij  Junij. 

Bona  bora  sunrexit  et  audita  missa  quam  primum  caualco  in  castello 
nono  et  trono  che  lo  S.  Re  volea  venire  a  lo  episcopato  per  accompagnare 
corpus  Domini  et  venne  cum  sua  maiestate:  et  ibi  audiro  la  missa  cantata  et 
ea  finita  partio  la  processione  cum  suo  ordine.  Lo  S.  Re  cum  li  imbasciatori 
de  venetia  de  milano  de  fiorentini  et  alijs  legatis  prese  lo  palio  et  lo  porto  fino 
a  lo  Seggio  et  li  lo  prese  lo  I.  S.  Duca  cum  quelli  de  lo  Seggio  secundum  mo- 
rem  eorum:  et  lo  pre&ito  S.  Re  monto  a  cauallo  et  andò  ad  expectare  a  san- 
età  chiara  et  lo  prefato  I.  S.  lo  porto  vicino  a  sancta  chiara  et  trono  lo  S.  Re 
che  era  venuto  ad  scontrariò  et  lo  riprese  et  lo  porto  fino  in  la  ecclesia:  et  ibi 
finita  missa  Io  prefato  S.  Re  a  cauallo  venne  appresso  lo  corpus  Domini  fino 
ad  piscopio  :  lo  S.  Duca  lo  portao  de  contmuo  et  reposto  in  dieta  ecclesia  lo 
S.  Re  in  castello  nono  se  andò  ad  riposare  et  lo  S.  Duca  se  ne  andò  al  pog- 
gio Reale:  che  hauea  conuitato  lo  S.  Don  federico  et  alchuni  altri:  et  juncto  li 
et  lotis  pedibus  se  riposo  per  due  bore  et  ad  bore  xxj.  se  pose  in  tauola  et 
cum  sua  S.  lo  dicto  S.  Don  federico  Jacopozo  Piero  corsine  et  Baccio  fioren- 
tini: cum  francesco  Galeocto  messer  bemar(lo  de  la  valle:  et  fu  vno  conuito 
cum  assai  ordine  et  bello:  et  eo  expleto  caualco  per  la  massaria  con  U  pre- 
feti  et  ritornato  dormio  quella  sera  li  et  expedio  alchune  facciende. 

Die  xviiij.  Junij. 

Postquam  surreierat  et  missam  audierat  spaccio  molte  facciende  et  fece 
coUatione  bora  xvij.  et  caualco  et  venne  in  castello  nouo  ad  Regem  et  cum 
sua  maestà  se  pose  in  facciende  per  totum  diem:  et  bora  tarda  reuersus  ceno 
ad  bore  due  de  nocte  et  lectulum  ingressus  est  bora  iiij  noctis. 

Die  XX.  Junij. 
Àudita  missa  spaccio  molte  facciende  et  poi  caualco  et  fu  a  lo  lardino 


GiuaKO  M.®  ecce  Lxxxviiij.**  -   230 

grande  et  da  li  andò  in  castello  nono  ad  trouare  lo  S.  Re:  trono  sna  maestà 
a  la  porta  a  canalk)  cum  Regina  che  andauano  per  accompagnare  vna  Zita  de 
casa  carrafifa  a  sancto  andrea:  et  li  audìta  missa  la  accompa^noro  fino  a  la 
porta  de  lo  mercato  che  andana  a  Nocera  al  figlio  del  S.  francesco  Zurlo.  Et 
sna  I.  S.  venne  con  lo  S.  Re  al  suo  jardino  grande  che  li  lo  hauea  conuitato 
quello  jomo  et  furono  a  la  cauallarìtia  et  uideno  caualli  tucto  quello  di:  et  ad 
uij.  hore  furono  in  tauola  a  la  fontana  et  mangiorò  lo  S.  Re  lo  S.  Duca  lo 
S.  Don  federico  et  fu  vno  conuito  molto  familiare  et  molto  ordinato:  ad  xxiiij* 
bore  fu  fornito  et  caualco  lo  L  S.  Duca  et  accompagno  lo  S.  Re  fino  in  ca- 
stello et  reuersus  hora  iìj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  XX].  Junij. 

Sua  I.  S.  fece  molte  facciende  a  bona  bora  et  audita  missa  caualco  al 
S.  Re  in  castello  nquo  et  trono  che  sua  maestà  uolea  caualcare  in  castello 
de  1  ouo  che  la  facea  lo  conuito  a  la  S.  Regina  et  a  li  imbasciatori  che  se  troua- 
nano  in  napoli:  a  quello  del  S.  Re  de  castiglia  a  quello  del  S.  Re  de  vngaria  et 
a  quello  de  Milano  de  venetia  et  de  fiorenze.  Et  caualco  sua  L  S.  con  le  prefate- 
Maiestate  et  arriuato  in  lo  dicto  castello  audio  la  missa  cantata  con  quelle:  et 
finita  missa  qnam  prìmum  furono  in  tauola  et  fu  conuiuio  dignissimo  et  copio* 
sissimo  de  ogni  cosa.  Lo  prefato  I.  S.  demorato  alquanto  in  conuiuio  partia 
con  lo  S.  Don  federico  et  andò  a  mangiare  in  vna  longiecta  et  da  prefata 
maestà  fu  spesso  visitato  de  viuande.  Finito  conuiuio  tutto  quello  jomo  stetteno 
in  festa  cum  danze  et  soni  et  ad  ore^ixj  inbarcboreuo  et  circundoreno  intomo 
napoli  cum  canti  et  soni  tanto  che  jam  declinabat  dies  et  ritornerò  a  smon- 
tare al  molo  grande  :  et  arrìuati  in  castello  nono  et  data  licentia  a  li  prefoti 
imbasciatori  lo  prefato  I.  S.  fuit  aliquantulum  cum  regina  et  tandem  habita 
licentia  regia  se  ne  ritorno  a  sua  habitatione  accompagnato  dal  S.  Don  fede-- 
rìco:  et  quella  sera  se  volea  fare  lo  bagno  et  jam  balnea  preparata  erant  ha- 
bito  sano  Consilio  medicoram:  che  sempre  li  tenea  appresso  sua  S.  et  eorum 


231  M.*  ceco  Lxxxyiiij.^  aiTONO 

judicio  se  regebat  mimm  in  modum:  li  prolungo  in  diem  sequentem  et  quella 
sera  aliquantolum  facta  collatìone  cum  sois  curialìbus  ut  sui  moris  erat  lec- 
tulum  ingressus  est  bora  iiij  prius  yisis  quibusdam  scriptis  de  suis  rebus  gè- 
stis  aufugiendi  ocij  gratia. 

Die  xxij.  Junij. 

Sua  1.  S.  a  bona  bora  fu  excitato  et  ingressa  balnea  sua  Dominatio  fuit 
post  paulo:  et  illis  expletis  contulit  ad  Sacellum  suum  et  ibi  audita  eius  solita 
missa  quam  primum  fece  coUatione  et  aliquantulum  dormiuit:  bora  xv.  equi- 
tauit  in  castellum  ad  regiam  maiestatem.  Cum  quella  expedio  molte  facciende 
et  postea  cauatco  con  la  S.  Regina  et  con  li  imbasciatori  et  andoro  a  sancta 
chiara  et  preso  la  perdonanza  in  la  dieta  ecclesia  entro  con  li  prefati  in  lo  mo- 
nasterio  et  fece  vedere  a  quelli  ogni  cosa:  et  preparata  fuit  coUatio  satis  co- 
moda: et  accompagno  la  prefata  S.  Regina  et  viso  aliquantulum  Rege  domum 
reversus  fece  alcbune  facciende  domestiche  et  quam  primum  cenauit  bora 
iam  erat  2^  noctis:  et  bora  iiij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xxiij.  Junij. 

Surrexit  e  lectulo  bona  bora  et  delibero  andare  ad  audire  la  missa  a 
sancta  maria  de  monte  oliueto:  et  essendo  a  pede  de  le  scale  vide  tre  caualtt 
li  quali  li^bauea  presentati  lo  S.  Duca  de  milano  :  et  illis  visis  caualco  et  au- 
dita missa  in  monte  oliuarum  andò  a  dare  audientia  in  castello  nono  et  ex- 
pedita  quella  mando  per  messer  Pasqual  et  fece  facciende  per  vna  bona  bo- 
ra uel  circiter:  et  fece  venire  lo  imbasciatore  del  S.  Re  de  vngaria  et  cum  ilio 
fuit  in  negociis  per  duas  boras  et  contulit  se  ad  Regem.  Et  bora  xviiij.  co- 
medit  per  vna  uolta  percbe  dejunaua  la  vigilia  de  sancto  Joannj  baptista  :  et 
sumpto  prandio  ad  regiam  maiestatem  reuersus  est  nam  eo  die  comedit  in 
castello  nono  a  la  ciptadella:  et  se  pose  in  facciende  vsque  ad  primam  et  xx. 
horam  et  venientibus  legatis  contulit  se  ad  Reginam  cum  rege  et  cum  ipsis 


à 


oiUGNO         ^  M.*^  ceco  LxxxYÌiij.*  232 

andò  a  li  yesprì  a  sancto  Joanni  in  mare:  et  illis  perfectis  prese  sua  I.  S.  li- 
centia  dal  S.  Re  et  da  la  S.  Regina  che  faceano  la  via  prope  mare  et  contu- 
lit  se  in  castellmn  capuanum  et  in  negocijs  se  implicuit  et  solita  bora  quieuit. 

Die  xxiiij.  Junij. 

Sua  l.  S.  postquam  surrexerat  fece  molte  faccende  et  expedio  lo  imba- 
sciatore  fiorentino  che  se  partio:  et  audita  missa  comedit  et  post  paulo  ca- 
ualco  et  andò  a  trouare  Io  S.  Re  et  la  S.  Regina  che  doueano  venire  a  san- 
eto Joannj  a  Carbonara  a  missa  et  a  li  vesperi:  nam  iUìc  expectabantur  et 
eis  expletis  se  ne  andò  in  castello  nono  con  loro  maiestate  et  li  stecte  fino 
ad  bore  xxj.  Et  partito  andò  a  sancto  Seuerìno  al  vespro:  et  reuersus  est 
domum  et  dimoro  a  lo  jardino  suo  grande  per  horam  faciendo  sempre  fac- 
ciende.  Et  cenauit  in  la  camera  de  la  turre  bora  xxiiij:  et  bora  solita  quieuit. 

Die  XXV.  Junij. 

Hora  satis  condecenti  surrexit  et  statim  se  pose  in  facciende  per  plures 
boras:  et  audita  missa  caualco  in  castèllo  nono  et  fuit  cum  Regia  maiestate. 
Interim  se  preparava  la  festa  del  Magnifico  Raneri  gualandi  Pisano  suo  ma- 
iordomo  et  de  madamma  Biancha  Gallerana  et  eo  sero  debebant  fieri  nuptie. 
Et  postquam  sumpserat  prandium  dieta  regia  maiestas  se  ne  and(H*o  a  le 
stanze  de  la  S.  Regina  doue  erano  preparati  soni  et  se  comincio  a  fare  la  fe- 
sta: et  hora  xxj.  lo  S.  Re  caualco  per  ad  versa  et  lo  L  S.  lo  accompagno  fino 
a  pede  de  le  scale  et  habita  licentia  ritorno  da  la  S.  Regina  et  insieme  con  li 
imbasciatori  demoro  cum.  quella  alquanto  :  et  discessis  legatis  bora  prima 
noctis  fu  in  tauola  con  la  prefata  S.  Regina  conuitato  da  quella  a  la  dieta  fe- 
sta et  a  quella  tauola  ce  fureno  Raneri  Biancha  et  alchuni  altri  et  fu  oonuiuio 
assaj  familiare  et  cum  bono  ordine:  et  eo  perfecto  sponsus  cum  sponsa  col- 
locatus  fuit  in  lectulo.  Et  Dominus  quieuit  eo  sero  et  dormio  in  castello  no- 
no et  bora  satis  tarda. 


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233  M.®  ecce  Lxxxviiij.®  GIUGNO 

Die  xxvi.  Junij- 

Surrexit  bora  xij.  eo  die  perche  quella  nocte  passata  per  la  festa  andò 
a  riposarse  sua  I.  S.  molto  tarde  et  caualco  a  sancto  Martino  de  la  certosa  et 
li  audio  missa  et  mangio  et  fece  mangiare  cum  sua  I.  S.  li  imbasciatori  et  as- 
sai li  accarezo  suo  solito  more:  et  sumpto  prandio  riposo  alquanto  et  li  audio 
li  vespri  et  illis  perfectis  ritomo  in  castello  nono  ad  bore  xxj.  et  stette  pauli- 
sper  cum  regina:  et  m  suo  discessu  accompagno  Madamma  Biancha Gallerana 
cum  lo  suo  sposo  Raneri  Gualandi  fino  a  sua  casa:  tanta  fuit  vsus  bumanitate 
quod  multi  admirabantur:  et  reuersus  est  in  castellum  capuanum  bora  xxiiij. 
iam  preterita  et  posuil  se  in  negocijs  con  lo  I.  S.  Don  federico  per  duas  cir- 
citer  boras  et  bora  iiij.  noctis  lectulum  ingressus  est.  Et  eo  die  fu  assaltato 
da  certa  febre  messer  Antonio  Galatheo  de  lecci  medico  doctissimo  et  subti- 
lìssimo  :  illieo  sua  I.  S.  ordino  li  fusse  parata  la  camera  in  casa  de  sua  S.  et  * 
gouemato  come  sua  persona  in  omnibus  et  per  omnia. 

Eo  die  furono  impesi  duj:  gener  etsocer  et  abrasati:  cbe  baueano  facto 
moneta  falsa. 

Die  xxvij.  Junij. 

Erumpente  luce  egressus  est  lectulum  et  expeditis  quibusdam  negociis 
caualco  et  andò  a  vedere  sua  missa  in  monte  oliueto  et  li  fece  collatione  :  et 
illifio  facta  collatione  andò  in  castello  a  dare  audientia  et  postea  dormitauit: 
eo  exporrecto  intro  lo  S.  R.  cbe  veniua  da  fora  et  quam  primum  eontulit  ad 
regiam  maiestatem  etmansit  cum  illa  donec  sumeret  prandium  et  vidit  aliquan- 
tulum  reginam.  His  perfectis  fece  facciende  cum  I.  Don  federicbo  et  messer 
Julio  et  quibusdam  aliis  et  post  paulo  andò  vna  cum  Domino  Rege  a  vedere 
insayare  alcbuni  Curiali  et  ibi  interfuere  etiam  legati.  Et  ritornato  in  castello 
capuano  bora  tarda  cenauit  bora  prima  noctis  et  bora  iij.  lectulum  ingres- 
sus est. 

30 


GIUGNO  M.**  ecce  LxxxTiiij.^  234 

Die  xxviij.  Junij. 

Hora  xìj.  surrexit  et  fece  alchune  faccieDde  Decessane  et  audita  missa 
contulit  se  ad  stabulum  suum  :  vidde  caualli  et  caualco  in  castello  nouo  et  f aìt 
CUOI  regia  maiestate  et  fece  collatione  a  sua  guardarobba  de  certi  fichi.  Et 
reuersus  est  quam  primum  ad  negocia  cum  rege  fino  ad  bore  xviiij.  et  visi- 
tanmt  reginam  et  la  condussero  a  lo  fosso  a  le  Giostre:  che  quello  jomo  jo- 
strerò  certi  Curiali  soi  assai  comodamente.  Et  ritornato  hora  xxiiij.  ceno  a  lo 
suo  j  ardine  grande  et  sumpta  cena  vide  tucti  soi  jardini  et  certe  stanze  none 
et  monto  per  lo  ponte  in  le  sue  camere  et  dormitum  iuit  hora  iij. 

Die  xxviiij.  eiusdem.  In  Marcianese. 

Hora  xj.  e  lectulo  egressus  ad  qùedam  negocia  se  contuUt  et  audita  sua 
missa  contulit  se  ad  stabulum:  vide  caualli  et  caualco  in  castello  nouo  et  la 
missa  audio  quella  mactina  in  sancto  pietre  ad  Ara  che  era  li  la  festa.  Et  mo- 
ratus  fuit  cum  regia  maiestate  in  negocijs  usque  ad  horam  xxij.*"Et  caualco 
et  andò  ad  alloggiare  ad  Marzanese  doue  tenea  soi  Caualli  et  arriuo  li  hora 
tarda  et  ceno  hora  ij.  noctis.  Et  trouosse  cum  sua  I.  S.  Don  federico  et  li  ceno 
et  dormio.  Ad  lectulum  contulit  se  hora  iiij  noctis. 

Die  ultimo  Junij.  In  lo  poggio  reale. 

Vide  sua  I.  S.  audita  prius  missa  ut  sui  moris  erat  tucto  quello  jomo  ca- 
ualli et  fece  alquanto  collatione:  et  hora  tarda  parilo  da  Marzanese  doue  era 
alloggiato  quella  nocte  et  venne  al  poggio  reale  et  li  ceno  hora  circiter  ij.  et 
cum  sua  I.  S.  lo  I.  S.  Don  federico  :  et  lectulum  petìjl  hora  solita  ragionando 
sempre  de  facto  de  arme  :  nam  in  armis  animus  erat  suus. 

LUGLIO  Die  primo  Julij. 

Bona  hora  surrexit  et  audita  missa  caualco  alquanto  per  lo  Poggio  reale 


235  M.°  ecce  Lxxxviiij."  luguo 

et  renersns  fece  collatìone  et  venne  in  castello  nono  et  fuit  cnm  Regina  :  et 
quello  di  venneno  a  visitare  la  prefata  Regina  li  imbasciatori  de  castiglia  et 
fureno  mostrate  loro  tncte  sue  gyoye  et  la  corona  et  expeditis  quibusdam  sua 
I.  S.  se  ne  ritorno  a  lo  poggio  et  li  ceno  et  donnio  quella  nocte. 

Die  ij.  Julij. 

Delibero  quella  mactina  partire  dal  poggio  con  la  casa  et  cosi  bona  bora 
postquam  surrexerat  caualco  et  venne  in  napoli  et  passo  per  la  sua  stalla  et 
uide  caualli:  et  andò  in  castello  nono  et  accompagno  la  S.  Regina  a  sancta 
Maria  de  la  gratia  et  li  audio  sua  missa  et  poi  accompagno  sua  Reginale  maer 
sta  et  ea  comedente  sua  I.  S.  fece  collatione  et  expedio  molte  facciende  in  le 
stanze  del  S.  Re:  et  bora  xxj.  se  ne  ritomo  et  venne  a  cenare  in  lo  jardino 
grande  a  la  fontana  et  sumpta  cena  andò  passeggiandose  aliquantulum  per 
le  mure  et  bora  iij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  iij.  Julij.  In  lo  poggio. 

Hora  xj.  surrexit  et  audita  sua  missa  contulit  se  ad  stabulum  et  expe- 
diendo  faccende  uide  suoi  caualli  et  postea  caualco  in  castello  nono  et  fuit 
cum  rege  in  negocijs  :  et  bora  xxj.  discessit  et  andò  a  mangiare  al  poggio  et 
li  dormio  quella  sera  percbe  lo  di]  sequente  douea  andare  loco  lo  S.  Re  a 
mangiare  et  riposarse  quello  jomo  per  andare  a  caccia.  Et  lectulum  petijt  ilio 
sere  bora  ij. 

Die  iiij.  Julij. 

Surrexit  bona  bora  et  dato  ordine  al  necessario  per  lo  S.  Re  cbe  li  ve- 
niua  quello  jomo  a  mangiare  et  a  riposarse  audio  sua  missa  et  caualco  a  tro- 
ttare lo  prefato  S.  Re  cbe  era  partito  de  napoli  et  andato  a  caccia  de  vcelli 
verso  le  padule  :  et  facto  la  caccia  vennero  al  dicto  poggio  ad  bore  xv.  et  a 
xvj.  fureno  in  tauola  et  mangio  sua  I.  S.  et  lo  I.  S.  Don  federico  cum  la  pre- 


>^ 


LUGUO  M.®  ecce  Lixxviiij.®  236 

fata  maestà  :  et  perche  era  sabbato  f  areno  preparati  pesci  assai  ed  de  più  ra- 
gioni et  molte  viuande  et  bene  ordinate:  et  mangioro  per  vna  uolta.  Sumpto 
prandio  lo  S.  Re  se  andò  a  riposare  fino  ad  bore  xx/'  et  interim  lo  S.  Duca 
caualco  per  la  massaria  et  fece  facciende:  et  ritornato  fu  parata  la  coUatione 
et  facta  collatione  quelli  cortesani  del  S.  Re  se  dectero  piacere  alquanto.  Et 
experrecto  a  sonno  Rege  quam  primum  delibero  caualcare  et  andò  a  caccia 
a  le  padule  et  reuerso  neapolim  I.  Dux  cum  Rege  aliquantulum  cum  ilio  mo- 
ratus  est.  Et  retofnato  in  castello  de  capuana  non  uolse  quella  sera  fare  molte 
faccende  quia  mestitia  affectus  erat  che  hauea  nona  che  la  I.  Duchessa  de 
milano  sua  figlia  era  indisposta.  Et  lectulum  ingressus  est  bora  iiij. 

Die  V.  Julij. 

Hora  X.  surrexit  et  audìta  sua  missa  fece  collatione  et  andò  a  sua  stalla 
et  vide  soi  caualli  et  caualco  et  andò  a  visitare  lo  imbasciatore  del  S.  Re  de 
castiglia  che  stana  in  le  case  del  S.  Conte  de  fundi  indisposto:  et  eo  visitato 
caualco  in  castello  nono  et  U  fece  tutto  quello  jomo  facciende.  Et  ritomo  in 
castello  de  capuana  hora  xxiiij.  et  ceno  a  lo  jardino  suo  grande  a  la  fontana: 
et  quello  di  a  xx.  bore  se  trono  sua  L  S.  con  lo  S.  Re  a  lo  fosso  de  lo  castello 
a  le  giostre  de  alchuni  cortesani  del  prefato  S.  Re  et  de  sua  I.  S.  Et  lectulum 
petijt  bora  iij.  noctis. 

Die  vj.  Julij. 

E  lectulo  egressus  est  bona  bora  et  expeditis  quibusdam  negociis  ca- 
ualco et  andò  ad  missa  a  monte  oliueto  :  et  ea  audita  andò  in  castello  riouo 
a  dare  audientia  et  postmodum  fuit  cum  regia  maiestate  et  eo  die  multa  expe- 
diuit.  Venne  a  mangiare  a  lo  suo  jardino  grande  ad  bore  xxij.  et  sumpto  pran- 
dio vide  caualli  in  lo  dicto  jardino  et  ascese  a  sue  camere  in  castello  bora 
circiter  prima  noctis.  Et  lectulum  petijt  hora  iij  noctis. 


237  ^'^'^  ecce  Lxxxviiij.*  luglio 

Die  vij.  Julij. 

Surrexit  bora  xj.  et  fece  faccende  cum  multi  ante  missam  et  post.  Tan- 
dein  discese  a  sua  stalla  et  li  fece  coUatione  et  fece  prouedere  ad  alchune  cose 
perche  expectaua  lo  S.  Re  che  douea  veuire  a  vedere  soi  cauallj.  Et  bora 
xvj.  caualco  et  andò  ad  trouare  dicto  S.  Re  et  bora  xx.  pulsata  venne  con 
quello  ad  sua  stalla  et  li  vide  cauallj  per  vna  bora:  et  caualcoro  a  caccia  a  le 
padule  et  tomoro  bora  xxiiij.  Et  vigilauit  usque  ad  boram  iiij  noctis. 

Die  viij.  Julij. 

Àudita  sua  solita  missa  fece  x^ollatione  et  descese  a  lo  j ardine  suo  gran- 
de et  caualco  a  lo  poggio  reale  et  fece  designare  certi  bagni  et  certe  stanze. 
De  poi  se  ne  andò  in  castello  nono  et  fuit  cum  rege  et  regina  et  expeditis 
quibusdam  negocijs:  babita  Ucentia  a  Regio  patre  lo  quale  andò  a  caccia  a  le 
padule:  se  ne  uenne  a  lo  jardino  grande  et  li  mangio  bora  xxij.  a  la  fontana  : 
et  sumpto  prandio  vidde  soi  caualll  et  lectulum  ingressus  est  bora  iiij.  Et  eo 
die  ingressus  est  legatus  turcarum  cum  equis  xxx.  et  assai  bene  in  ordine. 

Die  viiij.  Julij. 

Bona  boi*a  surrexit  et  audita  sua  solita  missa  caualco  m  castello  nouo 
cum  Regia  maiestate:  et  interim  quia  illa  dulcem  capiebat  sompnum  caualco 
sua  I.  S.  et  lo  I.  S.  Don  federico  fino  al  molo  grande  solatij  gratia.  Et  reuer- 
sus  in  castellum  fuit  cum  regina  et  postmodum  in  negociis  et  bora  xxij.  re- 
uersus  est  et  mangio  in  lo  suo  jardino  grande  a  la  fontana  loco  molto  ame- 
nissimo  estivis  temporibus.  Et  sumpta  cena  fece  venire  caualli  et  cum  per- 
noctasset  Consilio  medicorum  so  ne  ritorno  a  sue  babitatìone  et  bora  iy.  noo- 
tis  lectulum  petijt. 


LtiQUO  M.^  ecce  LxzxTÌiij.^  238 


Die  X.  Julij.  In  Io  poggio  reale. 


Postquam  surrexerat  posuit  se  ìd  negocijs  et  sao  more  solito  dono  au- 
dientia  a  molti  Signori  imbasciatorì  et  altri  per  plm^es  horas.  Et  audita  missa 
caualco  in  castello  nono  et  foit  cum  regia  maiestate  et  feceno  molte  faccen- 
de. Et  quello  jomo  fu  dato  audientia  a  lo  imbasciatore  del  turco  lo  quale  pre- 
sento a  dieta  maestà  certo  imbrochato  et  certo  argento  :  et  lo  dicto  imbascia- 
tore vedendo  lo  S.  Re  et  lo  S.  Duca  non  fuit  ausus  aperire  os  et  cosi  fu  re- 
ducta  la  imbasciata  ad  alium  diem.  Et  mangio  in  la  ciptadella  doue  sole  sua 
I.  S.  dare  audientia  et  bora  xxiij.  caualco  al  poggio  reale  et  li  dormio  quella 
sera  perche  lo  di  sequente  expectaua  la  lo  S.  Re  ad  prandium.  Et  fu  a  lo  fosso 
de  lo  Castello  nono  quella  sera  a  vedere  insayare  lo  I.  S.  Don  Petro  suo  figlio 
lo  quale  assai  bene  se  porto.  Et  bora  iij.  lectulum  petijt. 

Die  xj.  Julij. 

Bona  bora  egressus  est  lectulum  et  audita  missa  caualco  et  andò  a  tro* 
uare  lo  S.  Re  a  le  padule  cbe  veniua  cacciando.  Et  fornita  la  caccia  se  ne 
uenne  con  sua  maestà  al  poggio  bora  xiiij.  et  quam  primùm  furono  in  tabu- 
la doue  fu  abbundantia  de  fructe  de  più  ragioni  et  pesce  in  quantità  quia 
erat  dies  Sabbatì.  Et  fu  posto  la  tauola  doue  stanno  li  vcelli  aquatici:  et  sum- 
pto  prandio  aliquantulum  quieti  et  sompno  corpus  tradidere  suum.  Hora  xx. 
experecti  furono  in  eodem  loco  vbi  prandium  sumpsere  et  li  se  dectero  al- 
quanto piacere.  Hora  xxij.  caualcoro  et  cacciando  per  le  Padule  furono  in 
castello  nono  et  sua  I.  S.  lo  accompagno  fino  a  le  porte  et  reuersus  est  do- 
mum  et  expeditis  quìbusdam  hora  ij.  coUationem  accepit  et  hora  v.  dormi- 
tum  iuit. 

Die  xij.  Julij. 
Hora  xij.  surrexit  e  lectulo  et  expeditis  multis  audiuìt  Missam  et  caualco 


239  ^'^  ^^^^  Lxxxyiiij.^  WQUO 

in  castello  nouo  et  trouo  che  suo  Regio  patre  et  la  S.  Regina  mangianano  in- 
sieme a  le  stanze  del  prefato  S.  Ré:  et  finito  prandio  accompagno  dieta  S.  Re- 
gina a  sue  stanze  et  ritorno  al  S.  Re  a  fare  facciende  et  bora  xx.  andoro  a 
vedere  le  Giostre  al  fosso  doue  se  trouaro  tucti  li  imbasciatori  et  quello  del 
turcbo  al  quale  pàrue  mirabile  cosa  tale  giostra  et  in  uerita  molto  fu  ordina* 
ta.  Et  li  cortesani  del  S.  Re  et  del  I.  S.  Duca  se  porterò  molto  egregiamente 
et  quella  sera  furono  molto  accarezati  da  I.  S.  Et  dono  al  rosso  de  messer 
Precido  yna  bella  jomera:  che  certo  se  porto  extrenuamente  in  tenere  tauola 
come  jouane  fortissimo  era.  Ceno  sua  I.  S.  a  due  bore  et  bora  iiij.  lectulum 
ingressus  fuit  Et  suniliter  a  Cammillo  earazolo  dono  molte  cose  perche  se 
pòrto  in  la  Giostra  extrenue. 

Die  xiìj.  Julij. 

Non  orto  adhuc  sole  surrexit  et  audita  missa  et  expeditis  quibusdam  in 
scalis  caualco  a  lo  castello  a  dare  audientia.  Et  ea  expleta  fuit  aliquantulum 
in  lectulo  et  quieuit.  Postea  fuit  cum  regina  et  multa  negocia  expedluit  :  et 
bora  xxij.  reuersus  mangio  a  lo  jardino  a  la  fontana  et  parum  perche  lo  di 
sequente  volea  pigliare  medicina:  et  lectulum  ingressus  est  bora  iiij. 

Die  xiiij.  Julij. 

Non  est  egressus  lectulum  nimis  bona  bora  perche  prese  medicina  la 
quale  li  fu  ordinata  dal  suo  magnifico  medico  Messer  Carlo  de  leo  a  quo  di- 
ligenter  curabatur.  Solum  per  conseruare  sua  I.  S.  in  bona  dispositione  bora 
xviij.  mangio  per  vna  uolta  et  aliquantulum  sumpto  prandio  corpus  suum 
quieti  tradidit:  et  postea  fece  molte  cose  per  la  casa  et  designo  stanze.  Et  vide 
molti  suoi  vestimenti  et  ne  dono  alquanti  a  soi  creati  vt  sui  moris  erat.  Eo 
sere  lectulum  ingressus  est  bora  v.  transacta. 


LUQUO  M.^  ecce  Lxxzviiij.^  240 

Die  XV.  Julij. 

Eo  die  audita  sua  missa  expedio  molte  facciende  in  casa  et  postea  equi- 
tauit  in  castellum  et  fuit  cum  rege  et  Regina.  Et  equitante  rege  ad  venatio- 
nem  suam  solitam  resto  cum  la  prefata  S.  Regina  la  quale  quello  jomo  fu  vi- 
sitata da  lo  legato  del  Turche.  Et  bora  xxiij.  reuersus  ceno  a  lo  jardino  suo 
a  la  fontana  et  dormitum  se  contulit  bora  iiij.  Et  eo  die  lo  imbasciatore  de  li 
venetiani  andò  al  poggio  reale  per  vedere  quella  fabrica  et  li  fu  conuitato  da 
parte  del  prefato  I.  S.  et  cum  alchuni  sol  et  tractato  amico:  et  lo  conuito  as- 
sai fu  da  quello  commendato  et  merito  percbe  fu  seruito  da  li  officiali  de 
dicto  Signore  come  bauessero  bauto  a  seruire  sua  I.  S. 

Die  xvj.  Julij. 

Hora  xj.  surrexit  e  lectulo  et  audita  missa  et  expeditis  quibusdam  expe- 
ctao  lo  imbasciatore  del  Turco  cbe  lo  venne  ad  uisitare  et  li  dono  vna  briglia 
turcbeza  vno  tamburo  de  jannecto  et  una  peza  de  zambellocto.  Et  eo  audito 
caualco  per  napoli  vide  certa  fabrica  del  Magnifico  ferrante  de  Gennaro  al 
quale  eo  die  fece  dare  la  Abbatia  de  cappella  cbe  li  fu  renumptiata  da  lo  Ab- 
bate suo  parente  medio  sue  I.  D.  Et  vide  la  casa  de  lionardo  comò  et  a  quella 
dato  alcbuno  suo  judicio  :  che  nouiter  se  fabricaua  :  li  fece  collatione.  Et  canal- 
cato  in  castello  nono  fu  con  lo  S.  Re  et  fu  in  facciende  per  tucto  quello  j  or- 
no :  et  quella  sera  ceno  con  sua  maestà  a  lo  paradiso.  Et  reuersus  lectulum 
ingressus  est  hora  iij. 

Die  xvij.  eiusdem  in  ad  versa. 

Audita  eius  solita  missa  et  expeditis  quibusdam  negocijs  caualco  in  ca- 
stello nono  et  fuit  cum  regia  maiestate:  se  fermo  prius  al  molo  per  vedere 
vna  nane  intrante  al  porto.  Et  hora  xviij.  partio  cum  prefata  maiestate  per  ad- 
uersa  ragionando  de  molte  et  varie  cose  per  tucta  quella  via.  Et  accompa- 


241  M.®  ecce  Lxxxviiij.®  LUGUO 

gnato  lo  S.  Re  in  castello  de  adversa  venne  a  lo  episcopato  doue  e  sua  stanza 
et  bora  xxij.  mangio:  et  sumpto  prandio  ritorno  a  trouare  dieta  maestà  et 
vide  caualli  cum  quella  al  reuellino  de  lo  castello  et  li  demoro  vsque  ad  pri-  . 
mam  lìoram  noctis  et  bora  ij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xviij.  Julij.  in  adversa. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  caualco  in  castello  ad  Regem:  trono 
cbe  sua  maestà  mangiaua  et  sumpto  prandio  vide  caualli  cum  sua  maestà  la 
quale  se  riposo  alquanto  et  ilio  tunc  lo  prefato  I.  S.  se  ne  ritorno  a  lo  epi- 
scopato: et  sumpto  prandio  bora  xxij.  et  expeditis  quibusdam  ritomo  in  ca- 
stello et  vide  caualli  pure  cma  sua  maestà.  Et  bora  tarda  reuersus  lectulum 
ingressus  est  2.^  bora  noctis. 

Die  xviiij.  Julij. 

Delìbero  partire  quello  jorno  sua  I.  S.  con  lo  S.  Re  bona  bora  et  essere 
in  napoli  percbe  se  faceano  certe  Giostre  de  loro  cortesani.  Et  in  napoli  ar- 
riuo  sua  I.  S.  bora  xiiij.  et  mutato  mangio  a  lo  j  ardine  suo  grande  in  la  ca- 
mera pinctata:  et  sumpto  prandio  se  fece  la  barba  et  quieuit  aliquantulum. 
Et  bora  xviij.  equitauit  et  andò  in  castello  et  trono  cbe  lo  S.  Re  era  con  la 
S.  Regina:  et  post  paulo  partiti  vennero  al  fosso  a  vedere  le  giostre  le  quali 
quello  jorno  andoro  assai  bellamente:  et  perfectis  omnibus  caualco  sua  L  S. 
vna  con  lo  S.  Don  federico  et  fureno  insieme  vsque  ad  iij.  boram  noctis  et 
fece  collatione  bora  v.  noctis  et  quam  primum  dormitum  iuit. 

•    Die  XX.  Julij. 

Bencbe  quella  nocte  bauesse  sua  I.  S.  pocbo  dormito  et  douesse  ripo- 
sarse  la  mactina  tamen  bona  bora  surrexit  et  fuit  in  negociis  con  lo  I.  S.  Don 
federico  et  aliis  per  iiij."*^  boras  bonas:  et  audita  missa  caualco  et  andò  a  tro-  * 
Ilare  lo  S.  Re  al  poggio  reale  cbe  li  era  andato  quello  jorno  ad  solacium  et  li 

31 


LUGLIO  M.^  ecce  Lxxxviiij.^  242 

mangio  per  vna  uolta  ad  xx.  bore.  Et  caualco  con  lo  prefato  S.  Re  et  ven- 
nense  a  la  maddalena  et  in  castello  nono  et  bora  tarda  reuersus  lectolum 
.  petijt  bora  iy.  noctis. 

Die  xxj.  eiusdem. 

Bona  bora  surrexit  et  caualco  et  audio  missa  in  monte  oliueto  et  li  fece 
coUatione:  et  sumpta  collatione  andò  in  castello  ad  dare  audientia  et  li  dor- 
mio  quello  jorno  due  bore  percbe  le  due  nocte  passate  mai  bauea  riposato. 
Et  postea  fuit  cum  rege  et  fece  facciende:  et  quella  sera  caualco  et  andò  ad 
cenare  al  poggio  Reale  et  U  dormip  quella  sera  percbe  la  douea  andare  lo 
S.  Re  lo  di  sequente. 

Die  xxij.  Julij. 

Non  adbuc  orto  sole  surrexit  et  audita  missa  caualco  et  andò  a  trouare 
lo  S.  Re  a  le  padule  cba  cacciaua.  Et  fornita  sua  caccia  se  ne  uenne  al  pog- 
gio reale  et  li  mangio  per  vna  uolta  et  alquanto  se  riposo  et  caualcoro  a 
caccia.  Et  ritomoro  in  napoli  bora  tarda:  et  ingressus  est  lectulum  eo  serò 
bora  iiij. 

Die  xxiij.  Julij. 

Hora  xij.  egressus  est  lectulum  et  fece  facciende:  et  audita  missa  andò 
a  sua  stalla  et  U  fece  collatione  et  ea  sumpta  caualco  in  castello  nono  et  fece 
facciende  con  lo  S.  Re  tucto  quello  jorno:  et  quella  sera  ceno  con  lo  S.  Re 
et  S.  Regina  et  a  la  camera  de  rigiolo.  Et  ritomo  in  castello  bora  tarda  et  lec- 
tulum ingressus  est  bora  iij.  Eo  die  cascboro  malati  dui  paggij  de  sua  I.  S. 
de  febre  pestilenziale.  Eo  intellecto  sua  I.  S.  statim  fece  conuocare  lo  Magni- 
fico Messer  Carlo  de  leo  suo  medico  lo  quale  sua  prudentia  et  scientia  prò- 
uide  tantosto:  et  adbibitis  medelis  in  due  jorni  U  caccio  fora  de  perìcolo  ita 
et  taliter  quod  omnes  admirati  fuere.  Et  sua  I.  S.  U  fece  con  tanta  diUgentìa 


n»^^^^^^ 


243  M.®  ecce  Lxxxviiij.®  LUGUO 

curare  che  se  fossero  stati  soi  figlioli  non  se  possea  fare  più  :  Yt  moris  suj 
erat  circa  de  malati.  Et  certe  in  hoc  vtrobique  comendabatur  senlper. 

Die  xxiiij.  Julij. 

Àudita  sua  solita  missa  caualcò  in  castello  nouo  et  fuit  cum  Rege  in  so-  ^ 
litis  negociis  et  andò  a  caccia  cum  sua  maiestate  ad  hore  xxj.  Et  reuersus 
hora  tarda  et  spartito  dal  prefato  S.  Re  a  sancto  Joannj  carbonara  ceno  et 
bora  iiij.  lectulum  petijt. 

Die  XXV.  eiusdem. 

Caualco  hora  xij.  in  castello  nouo  et  li  audio  missa  che  fu  la  festa  de 
sancto  Jacobo  apostolo  et  fu  die  Sabbati  et  fece  facciende  con  lo  S.  Re.  Et 
andando  a  caccia  sua  maestà:  resto  con  la  S.  Regina  et  andoro  al  baptismo  . 
de  Baordo  Carraffa  che  se  fece  de  vno  suo  nepote.  Et  accompagnato  in  ca- 
stello nouo  dieta  S.  Regina  venne  a  mangiare  per  vna  volta  a  lo  jardino  suo 
grande  a  la  fontana.  Et  hora  iiij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xxvj.  Julij. 

Àudita  missa  a  la  sua  solita  Cappella  et  expeditis  qoibusdam  discese  a 
sua  stalla  et  vide  caualli:  et  caualco  in  castello  nouo  et  expecto  che  lo  S.  Re 
fusse  vestito:  che  se  leuaua  de  lecto:  et  fuit  cum  sua  maestà  et  con  la  S.  Re- 
gma  et  fuit  in  negociis  pluries  cum  illis  eo  die.  Et  reuersus  hora  xxiij.  cena- 
uit  in  lo  suo  jardino  a  la  fontana.  Et  fuit  cum  Rege  etHegina  a  la  festa  de 
Joanni  carraffa.  Eo  sere  lectulum  ingressus  est  hora  iij.  et  aliquantulum  ea 
nocte  non  bene  se  habuit  corporis  indìspesitione. 

Die  xxvij.  Julij. 

Quella  mactina  se  riposo  alquanto  in  lo  lecto  perche  hauea  haute  la 
nocte  passata  certi  mouimentì  de  corpo.Et  audita  missa  et  expeditis  quibusdam 


LUGLIO  M.**  ecce  Lxxxviiij.®  244 

andò  a  sua  stalla  facta  aliquantulum  collatìone  et  caualco  in  casteUo  nono  et 
fuit  cum  rege  per  totum  diem  iti  negocìjs.  Et  reuersus  bora  xxj.  ceno  al  suo 
jardino  grande  a  la  fontana  et  bora  xiiiij.  se  ne  ascesela  sue  camere  a  ca- 
uallo:  et  facta  collatione  lectulum  ingressus  est  bora  circiter  iij. 

Die  xxviij.  eiusdem. 

Bona  bora  surrexit  et  caualco  a  monte  oliueto  et  li  audio  sua  mìssa  et 
fece  collatione  leggermente.  Et  andò  a  dare  audientia  a  la  ciptadella  doue 
sua  I.  S.  era  solito  darla  et  ea  finita  se  riposo  due  bore  :  et  postea  fuit  cum 
rege  et  cum  regina  et  expeditis  multis  fu  con  loro  maiestate  a  lo  fosso  a  ve- 
dere le  giostre:  et  illis  expeditis  venne  a  cenare  bora  xxiij.in  castello  capuano 
in  lo  astricbo  de  la  camera  de  la  musicba.  Et  lectulum  ingressus  est  bora  ij* 
.   Et  mangio  quella  sera  cum  sua  I.  S.  lo  L  S.  Don  federico  et  lo  suo  medico. 

Die  xxviiij.  Julij  in  marcianese. 

Quieuit  eo  die  in  lectulo  vsque  ad  boram  xiij.  quia  patiebatur  aliquan- 
tulum in  stomaco:  et  adbibitis  quibusdam  sacculorum  remediis  et  audita  mis- 
sa  et  parum  collatione  facta  caualco  in  castellò  nono  et  fuit  cum  Rege  et  multa 
expediuit.  Et  quella  sera  delibero  partire  et  caualcare  da  fora  cum  tucta  sua 
gente  :  et  doue  douesse  fare  sua  andata  non  se  comunicaua:  de  cbe  non  pi- 
cbola  admbratione  se  ne  fece  maxime  da  li  bexteri.  Et  prese  licentia  dal  S. 
Re  lo  quale  la  sera  dinanzi  uolse  partire  per  adversa  et  già  soi  carriaggi  eran 
in  via:  et  venendo  certa  indispositione  a  la  S.  Regina  se  resto.  Et  cosi  lo  pre- 
fato I.  S.  ad  bore  xviiij.  visitato  la  prefata  Regina  cbe  stana  a  lolecto  et  preso 
da  quella  licentia  se  ne  uenne  in  castello  de  capuana  et  se  riposo  fino  ad  bore 
xxij.  per  causa  del  grande  caldo  erat  illis  diebus:  et  ea  bora  pulsata  illieo  fu 
a  cauallo  et  andò  quella  sera  ad  alloggiare  ad  Marcianese.  Et  sua  partita 
decte  cbe  dire  a  tucta  Napoli  et  fora  de  napoli.  Et  junse  de  nocte  con  le  in- 
torze:  et  sumpta  cena  quam  primum  quieuit  cbe  erano  bore  iiij. 


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"     Wil"»^ 


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245  M/  oocc  Lxxxyiìij.^  luglio 

Die  penultimo  Julij.  In  Caluj, 

Non  surrexit  nimis  bona  hora  quia  det^ebatur  aliquantulum  ddore  sto- 
maci. Àudita  sua  solita  missa  vidit  equos:  et  mangio  per  vna  uolta.  Et  par-- 
tio  ad  bore  xxij.  et  quella  sera  andò  a  caluj  :  et  bona  hora  ilio  sere  lectulum 
ingressus  est  et  erat  iij.  hora  noctis. 

Die  ultimo  Julij.  In  S.  Germano. 

Bona  hora  surrexit  et  audita  missa  caualco  et  andò  a  Mignano  doue  fu 
receputo  honorifice  et  da  tucte  quelle  terre  fu  presentato  et  visitato:  et  riposo 
li  lo  di  fiuo  ad  bore  xxij.  et  fece  molte  facciende:  et  eo  sere  hora  satis  com- 
petenti ingressus  fuit  lectulum:  et  quella  sera  intro  in  sancto  Germano  cum 
gran  triumpho  et  li  fu  facto  grande  honore:  et  quello  jomo  scontro  lo  imba- 
sciatore  de  fiorentini  vicino  a  calui  et  parlo  cum  quello  circa  vna  hora.  Et 
hora  ij.  noctis  febre  aliquantulum  laborauit. 

m 

Die  primo  Augusti.  In  sancto  (Germano.  agosto 

Àudita  solita  sua  missa  et  facta  collatione  et  expeditis  nuiltis  tucto  quello 
jomo  se  riposo  in  lo  lecto  quia  detenebatur  iebre:  et  per  lo  suo  medico  fu- 
rono facti.molti  remedij:  et  mangio  ad  bore  xxij.  et  hora  prima  noctis  quie-r 
uit.  Et  eo  die  entro  in  napoli  lo  imbasciatore  de  fiorenze  molto  honorata- 
mente. 

Die  ij.  Augusti.  In  Sangermano. 

Àudita  missa  fece  collatione  et  jam  erat  hora  xj.  et  adhuc  detenebatur 
febre  et  erat  tertiana  secundum  Medicorum  opiuionem:  et  postpaulo  dormio 
vn  poche  et  quello  jomo  non  vscio  de  lo  lecto.  Mangio  ad  bore  due  de  nocte 
et  furono  facti  a  sua  I.  S.  molti  remedij  de  ventose  et  de  altre  cose  oh  dilir 
gentiam  Medici  sui.  Et  hora  tertia  tradidit  se  aliquantulum  quieti. 


Aoosro  M.^  ecce  LxxzTÌiij.^  246 

Die  iij.  eiusdem.  In  Sangermano* 

Hora  lij.  missa  sua  solita  audita  fece  collatioDe  perche  quella  nocte  ha- 
uea  presa  la  medicina  circa  le  sei  bore  et  multo  lo  hauea  debilitato.  Hora 
Tij.  arriuo  lo  L  S.  Principe  suo  Primogenito  che  veniua  de  Àbruzo  da  la  gente 
de  arme  che  li  demoraua.  Eo  die  hora  circiter  xij.  arriuo  lo  Duca  de  Malfi  in 
Sangermano.  Goncurrebant  ad  eum  visendum  MiUtes  et  Tirones.  Et  delibero 
sua  L  S.  partire  lo  di  sequente  per  napoli:  et  già  erano  arriuate  cert«  Galere 
Ticino  al  Garigliano  ad  iiij.  miglia  et  non  se  posseano  acostare  più  innanzi 
perche  era  lo  mare  grosso:  et  li  expectoro  sua  I.  S.  che  lo  di  sequente  partio 
da  Sangermano.  Eo  die  entro  in  napoli  lo  imbasciatore  de  Milano  molto  re- 
ceputo  honoratamente. 

Die  iiij.  Augusti.  In  lo  garigliano. 

Partio  sua  I.  S.  da  Sangermano  bona  hora  et  andò  ad  imbarchare  a  Ban- 
trj  in  certe  scaphe  et  per  lo  Garigliano  andò  fino  a  sei  miglia.  Et  perche  lo 
fiume  era  alquanto  continuo  a  le  scaphe  sua  I.  S.  smonto  et  se  condusse  a 
cauallo  li  vicino  ad  vna  casa  de  vno  villano:  doue  soi  jentili  homini  statim 
de  certe  porte  feceno  vna  bara  grosso  quodam  modo.  Et  perche  stana  debile 
per  lo  accidente  che  lo  prese  Messer  cario  suo  medico  li  fece  pigliare  certe 
cose  et  postea  in  la  bara  lo  condussero  li  soj  fino  ad  vna  tauema  doue  piglio 
certe  morene  confecte  :  et  rinfrescato  lo  condussero  fino  a  le  barche  che  era* 
no  da  qua  de  suj  et  imbarchato  venne  a  le  torrj  del  garigliano  ad  bore  xxij. 
et  li  alloggio  quella  sera  factoli  tucti  li  remedij  necessarij. 

Die  V.  eiusdem. 

Non  dimissa  sua  solita  deuotione  Missarum  bona  hora  fu  portata  sua  L 
S.  in  vna  seggia  fino  a  Scauoli  perche  in  le  barche  non  possecte  andare  quia 
lo  Garigliano  non  stana  in  bonaccia:  et  li  imbarchato  in  le  galere  doue  al«* 


247  M.**  ccc^  Lxxxviiij.®  agosto 

quanto  se  rinfresco  et  se  ne  uenne  fino  a  Io  Cannino.  Smontanno  caualco  et 
qoam  primum  arrìuato  in  castello  se  riposo  in  lo  lecto  et  factì  alchuni  remedq 
,  hora  xxiij.  mangio.  Per  napoli  multi  multa  et  varia  dicebant  vt  moris  est  vut 
gi  et  come  e  solito  de  dirse  de  tuo  grande  Principe.  Et  Dio  gratia  quello 
ìorno  se  riposo  bene  non  multum  molestatus  a  febre:  et  fu  illìco  sual.  S.  vi- 
sitato da  la  S.  Regina  hora  prima  noctis.  Lo  I;  S.  Principe  et  lo  I.  S.  Don  fe- 
derico et  lo  S.  Don  Petro  non  discedebant  ab  ilio:  et  li  prefati  Signori  excepto 
Don  Petro  mangiauano  et  dormiuano  in  castello  et  li  feceno  condurre  li  loro 
offici]. 

Die  vj.  Augusti. 

Àudita  sua  solita  missa  et  facta  coUatione  aliquantulum  se  riposo  et  ex- 
pedio' molte  facciende  a  lo  lecto  con  lo  I.  S.  Don  federicho  et  lo  Pontano  Se- 
cretano Regio.  Et  bora  xxij.  ceno  et  ilio  tunc  venne  la  S.  Regina  a  visitarlo. 
Eo  sero  lo  S.  Don  Petro  se  amalo  de  yna  pocba  de  febre  a  sua  habitàtione. 
Et  fu  quello  anno  vno  malo  temporale  in  napoli  :  nam  quamplures  egrota- 
bantur. 

Die  vij.  Augusti. 

Solito  suo  more  missam  audiuit  et  coUatione  facta  aliquantulum  quieuit 
Semper  lU.'"^  Domini  et  sui  Curiales  aderant.  Non  mancbaua  pero  non  facesse 
faccende  a  lo  lecto  con  lo  Conte  de  marigUano  con  lo  I.  S.  Don  federico  et 
aliis.  Et  hora  xx.  fu  visitato  da  li  imbasciatori  de  ytalia  et  da  quello  del  Tur-  ' 
co:  et  eadem  hora  venne  la  S.  Regina  con  la  S.  Infante  a  visitarlo  et  eo  tem- 
pore cenauit:  et2^hora  noctis  licentiare  fece  soi  cortesani  et  quieti  se  tradidit. 

Die  viij.  eiusdem. 

Satis  bona  hora  missam  audiuit  in  sua  camera  et  delibero  cum  Consilio 
mediocrum  non  mangiare  alchuna  cosa  perche  era  lo  jorno  suspecto:  et  cosi 


AGOSTO  M.^  ecce  Lxxxviiij.^  248 

66  passo  fino  ad  bore  xxij.  et  ea  horà  ìam  febris  discesserat  et  mangio  satis 
leuiter  et  bono  ordine  medicorum  qui  semper  aderant.  Et  quello  jomo  fu  vi- 
etato da  molti  et  la  sua  Corte  era  piena  de  Signori  et  jentili  homini.  Fece 
facciende  con  Messer  Pasqual  et  cum  messer  Julio  et  quamuis  deteneretur 
febre  tamen  ocio  non  marcebat:  semper  in  negocijs  versabatur.  Et  bora  ij. 
noctis  quieuit. 

Die  viiij.  Augusti. 

Audita  sua  solita  missa  fece  collatione  et  lo  jomo  non  era  suspecto:  as^ 
sai  bene  se  conforto  presentibus  medicis.  Et  fra  francesco  de  Ragona  parlo 
cum  sua  I.  S.  per  spatium  bore:  et  certe  del  ragionamento  de  quello  molto 
se  ne  refrigeraua  et  inerito  percbe  lo  dicto  frate  francesco  reputabatur  vir 
sancte  vite  :  et  era  obseruantino  de  Sancto  francesco  et  bone  conuersationis. 
Quello  jomo  sua  I.  S.  alquanto  fu  alterato  et  non  li  tochaua  febre  et  ne  bebbe 
vna  pocha:  bora  ixij.  comedit  et  quieuit  satis  bene  per  illam  noctem. 

Die  X.  eiusdem. 

Bona  bora  audita  missa  fece  collatione  leuiter  et  expectaua  lo  termino 
quia  febris  erat  tertiana:  et  Dio  grafia  passo  bene  et  spedio  facciende  et  molto 
bene  se  riposo.  Hora  xxiiij.  cenauit  et  vnoquoque  die  intendeua  saal.  S.  no- 
na del  S.  Re  cbe  quelli  jomi  se  trouaua  a  Carinola.  Hora  sua  solita  quieuit 

Die  xj.  eiusdem, 

Summo  mane  missam  audiuit  et  fece  collatione  et  aliquantulum  dormi* 
uit.  Postea  fuit  in  negocijs  cum  legato  fiorentino  lo  quale  venne  a  visitare  sua 
I.  S.  et  passo  bene  dio  gratia  quello  jomo:  et  bora  xxij.  ceno  et  locutus  cum 
suis  per  tres  boras  postea  quieuit 


249  ^^•*'  c^c^  Lxxxviiij.**  AGOSTO 

Die  xij.  Augusti. 

Hora  xij  comedit  et  aliquantulum  dormiuit  et  audita  mìssa  multa  expe- 
diuit.  Et  passo  bene  quello  jomo  secundum  opinìonem  medicorum.  Et  lo  S. 
Re  venendo  da  carinola  scaualco  a  lo  castello  de  capuana  hora  xxij.  et  venne 
a  visitare  sua  I.  S.  et  stette  cum  quella  fino  hebbe  cenato  et  discessit.  Et  sua 
Signoria  hora  soUta  quieuìt.  Et  eo  die  se  amalo  Joannj  de  sanguino  creato 
del  dicto  I.  S.  de  vna  mala  febre. 

Die  xiij.  eiusdem. 

Àudita  missa  et  facta  coUatione  riposo  \iio  poche:  et  postea  cum  suis 
curialibus  fuit  in  colloquio.  Et  hora  xviij.  fra  francesco  de  Ragona  venne  a  vi- 
sitare sua  I.  S.  et  demoro  cum  quella  per  spatium  bore  solus  :  et  bora  xxij. 
venne  lo  S.  Re  et  la  S.  Regina  a  visitarlo.  Et  post  discessum  ìllorum  ceno  as- 
sai comodamente  et  quieuit  hora  solita. 

Die  xiiij.  Augusti. 

Àudita  sua  solita  missa  comedit  et  eo  die  satis  bene  se  habuit.  Et  domus 
fuit  piena  Curialum:  et  audiuit  vesperos  maxima  cum  deuotione  in  la  sua  ca- 
mera et  erat  vigilia  assumptionis:  et  illis  auditis  cenam  sumpsit  et  se  passo 
molto  bene  in  modo  che  lo  I.  S.  Don  federico  se  ne  ritomo  a  sua  habitatione 
cum  omnibus  suis.  Nocte  sequenti  aliquantulum  fu  indisposta  sua  Signoria  : 
et  da  li*  medici  fu  presto  remediato  al  bisogno.  Et  hora  solita  quieuit. 

Die  XV.  eiusdem. 

Volse  audire  la  Messa  cantata  a  la  camera  sua  ma  a  li  Medici  non  panie 
perche  la  nocte  passata  non  era  passata  molto  bene.  Et  cosi  audita  sua  so- 
lita mìssà  comedit:  ma  innanzi  li  Medici  li  fecero  fare  una  insagnia  molto  al 
proposito  et  lo  sangue  fu  negrìssimo  et  se  passo  molto  quieto.  Audio  li  ve- 

3» 


àOOBto  M.^  ecce  LxzzYiiij.*^  250 

spri  et  postea  cenauit.  Et  deliberoro  li  Medici  darli  medicina  la  nocte  sequeo- 
te  :  et  ita  factum  fuit.  Et  lo  S.  Re  lo  vemie  a  visitare  bora  circiter  prima  noctis. 
Et  la  mactina  a  bona  bora  ritomo  cmn  omnibus  lo  L  S.  Don  federico. 

Die  xvj.  Augusti. 

Hora  viiij.  prese  sua  I.  S.  pillore  et  aliquantulum  quieuit  et  transacta 
bora  prese  la  manna:  et  talis  medicina  satis  suum  officium  fecit.  Et  bora  iv. 
comedit  prius  audita  sua  solita  missa  et  suis  expletis  deuotionibus  :  et  quie- 
uit aliquantulum.  Et  quello  di  fece  venire  Musica  et  multo  oblectabatur  ex 
illa.  Et  aliquantulum  fuit  debilis  et  comedit  bora  solita:  et  quamuis  esset 
indispositus  multa  fecit  eo  die. 

Die  xvij.  Augusti. 

Àudita  sua  solita  missa  et  coUatione  facta  se  riposo  per  boram  et  sui  cu- 
riales  circum  circa  semper  habebat:  lo  Magnifico  Messer  Marino  brancazo 
unquam  illum  relinquerat  et  ragionauano  de  molte  et  varie  cose  solo  per  so- 
lazo  de  sua  I.  S.  Eo  die  lo  S.  Re  et  la  S.  Regina  lo  visiterò:  et  relieta  ibi  re- 
gina sua  maestà  andò  a  caccia  a  le  padule.  Dominus  autem  I.  Dux  ceno  ilio 
sere  alquanto  tardi  et  ea  nocte  aliquantulum  a  febre  fuit  vexatus.  Et  eo  die 
fu  visitato  da  frate  francesco  de  Ragona  con  lo  quale  solus  conferiua  et  pi- 
gliaua  grande  recreatione  de  animo. 

Die  xviij.  Augusti. 

Hora  xij.  comedit  et  audita  missa  se  riposo  et  tucto  quello  jorno  passo 
bene:  et  volse  cenare  bora  xxiiij.  Et  vedendo  li  medici  a  sua  I.  S.  lo  polso 
alquanto  alterato  dilaterò  lo  suo  mangiare  fino  a  le  cinque  bore  sonate.  Et 
hauendo  sua  I.  S.  vno  poche  de  febre  tamen  fece  coUatione  de  cucuzata  et 
de  alcbune  confectionj  :  et  a  le  bore  opto  li  uoleano  dare  la  torta  et  postea 
dilatarunt  usque  ad  diluculum  bona  causa.  Et  eo  die  Joanni  de  sanguino  fu 
diffidato  da  li  medici  summo  mane.  Sumpto  prandio  alquanto  miglioro. 


2^i  M.®  ecce  Lzxxviiij.^  kmmo 

Die  iviiij.  Augusti. 

Bona  bora  comedit  et  audita  missa  qaam  primum  se  riposo  per  due 
bone  bore.  Et  bora  xxj.  fii  visitato  da  la  S.  Regina  et  da  la  infante  la  quale 
li  pose  a  collo  vno  Agnus  dei  centra  febres  donatoli  da  là  prefata  S.  Regina 
et  quello  prese  cum  grande  deuotione.  Et  eo  die  parum  fuit  vexatus  a  febre. 
Hora  V.  comedit  et  leuiter  assecutus  medicorum  consilium.  Lo  S.  Re  bora 
prima  noctis  lo  venne  a  visitare  et  cum  ilio  per  boram  fuit  et  sua  I.  S.  prese 
de  tale  visitatione  recreatione  assai.  Quella  nocte  se  riposo  bene:  et  quello 
jomo  se  comunico  Joannj  de  sanguino  et  prese  miglioratione  assaj. 

Die  XX.  Augusti. 

Hora  xiij.  comedit  et  audita  missa  se  riposo  per  due  bore.  Et  illieo  fece 
venire  lo  suo  Confessore  et  se  confesso  molto  deuotamente.  Et  post  paulo  lo 
venne  a  visitare  frate  francesco  de  Ragona  et  cum  quello  ragionando  per  vna 
bora  molta  recreatione  ne  prese  sua  I.  S.  Et  quella  sera  fu  visitato  etiam  dal 
S.  Re  et  fureno  tucti  in  festa  percbe  sua  I.  S.  era  passata  bene  quello  jomo  : 
et  mangio  bora  iiij.  noctis. 

Die  xxj.  Augusti. 

Bona  bora  comedit  et  audita  missa  expediuit  quedam  negocia  oum  Se- 
cretarlo Regio  :  et  quam  primum  dormiuit  per  duas  boras.  Et  tucto  quello 
jomo  stecte  bene  senza  febre.  Et  boc  intellecto  Rege  venne  sua  maestà  cum 
Regina  a  visitarlo  bora  xxiij.  et  stecteno  in  piacere  circa  vna  bora  et  disces- 
serunt  assai  allegri  vedendo  lo  S.  Duca  già  sano.  Et  quam  primum  cenauit  et 
bora  iij.  quieuit.  Et  eo  sero  vennero  certe  farse  fra  le  quali  fu  Jacobo  Sena- 
zara  et  cariteo:  et  de  ciò  lo  I.  S.  prese  grande  recreatione  et  piacere. 


AQ06TO  M.""  ecce  LzXXTiiij.^  252 

Die  xxij.  Augusti.-- 

Àudita  missa  et  sumpto  prandio  bona  bora  dormiuit  aliquantulom.  Et 
quello  jorno  passo  molto  bene  et  delibero  cenare  bora  xxij.  Poi  comincio  a 
sudare  et  cosi  dilato  sua  cena  fino  ad  bore  xxiiij.  et  ea  bora  venne  lo  S.  Re 
a  visitarlo  et  stecte  fino  flnio  suo  mangiare:  et  discessit  cum  grande  gaudio 
per  la  sanità  recuperata  del  dicto  I.  S.  Et  bora  ij.  quieuit  percbe  bauea  deli- 
berato comunicarse  quella  nocte  a  viiij.  bore  come  xpistianissimo  Signore* 
Eo  die  ritomo  Messer  Clemente  Medico  de  Milano  lo  quale  era  stato  mandato 
da  dicto  I.  S.  a  la  cura  de  la  I.  Duchessa  et  basato  la  mano  a  sua  I.  S.  fu 
molto  accarezato  da  quella.  Et  cosi  lo  magnifico  Messer  alfonso  d  alagno  cbe 
pure  era  stato  mandato  per  simile  causa. 

Die  xxiij.  Augusti. 

Nona  bora  sua  I.  S.  bene  preparata  suscepit  Eucaristiam  molto  deuota- 
mente  adbìbitis  lacrimis  ita  et  taliter  quod  complures  induxit  ad  lacrimas.  Et 
audita  missa  prese  certo  elactuario  li  porse  lo  suo  medico  Messer  Carlo  et 
quieuit  aliquantulum:  bora  xiij.  comedit  et  dormiuit  per  boras  et  post  dormì- 
tionem  fece  facciende  con  lo  compagno  del  Reverendo  frate  firancesco  de  Ra- 
gona:  et  passando  bene  tucta  sua  casa  stana  de  bona  uoglia.  Et  cosi  lo  I.  Don 
federicd  delibero  remeare  a  sua  babitatione  et  cosi  tucti  soi  officiali  con  li 
carriaggi  partiron  de  castello  bora  decima  optaua.  Et  ea  bora  fu  lo  imbascia- 
tore  de  li  fiorentini  con  dicto  Signore  et  parlorono  insieme  per  boras.  Fugie- 
bat  ocium  eius  III."*  Dominatio  quantum  poterat.  Et  eo  die  Messer  Cammillo 
Pandone  li  dono  certi  pezi  de  arme  que  grata  extiterunt  sue  Dominationi 
IH."*  Cenauit  bora  xxiiij  et  passo  bene  tucto  quello  jorno:  et  bora  ij.  quieuit. 

Die  xxiiij.  Augusti.. 
Audita  sua  solita  missa  prandium  sumpsit  et  dormiuit  per  quartam  bo- 


253  M**  ^^^^  LxXXViiij.**  AGOSTO 

ram:  et  poi  fu  in  ragionamento  con  li  soi  et  passo  bene  usque  ad  xxiiij.  ho- 
ram.  Et  leuandose  de  lo  lecto  et  andando  a  la  fenestra  sua  I.  S.  per  vedere 
certi  cauallj  illieo  se  sentìo  alquanto  caldo.  Conuocatis  medicis  et  reductose 
in  lo  lecto  trouoreno  che  hauea  lo  accidente.  Et  ilio  tunc  venne  lo  S.  Re  et 
la  S.  Regina  a  visitarlo  et  demoraro  cum  quello  per  mediam  horam  et  per  non 
fastidirlo  discessere:  et  quella  sera  non  uolse  mangiare.  Et  certo  tucta  la  casa 
de  sua  I.  S.  stana  de  mala  uoglia:  per  essere  stata  quella  ben  cinque  jomi 
senza  febre:  et  quella  nocte  se  riposo  mediocriter. 

Die  XXV.  Augusti. 

Bona  bora  comedit  et  audita  missa  post  paulo  dormiuit.  Hora  xyj.  ali- 
quantulum  febre  detenta  fuit  sua  I.  Dominatio:  et  fu  pocha  cosa  dio  gratia. 
Et  eo  die  li  fureno  presentati  certi  sparueri  de  Calabria  et  ne  prese  gran  pia- 
cere sua  Signoria.  Et  venendo  lo  S.  Re  a  visitarlo  hora  xxiiij  •alquanto  fu  fe- 
bricitante  et  ceno  hora  v.  noctis. 

Die  XX vj.  Augusti. 

Àudita  missa  prandium  sumpsit  hora  xiij.  et  parum  dormiuit.  Eo  die  fu 
visitato  da  la  S.  Regina  hora  xxj.  et  hora  prima  noctis  ce  fu  lo  S.  Re  che  ve- 
niua  da  caccia  et  demoro  cum  ipso  per  horam  ragionando  de  molte  cose  :  et 
sua  Signoria  ne  prese  gran  recreatione  ita  et  taliter  che  parca  ad  ipso  non 
hauere  male.  Et  semper  cogitaua  cose  sancte  et  de  bona  uoglia  andina  Re- 
ligiosi et  a  loro  parole  porgeua  sue  orecchie  tanto  attente  che  assai  ne  resta- 
uano  quelli  admirati.  Più  uolte  mando  per  frate  francescho  de  Àragonìa  ho- 
mo de  sancta  vita  et  cum  quello  parlaua  due  et  tre  bore  cum  tanta  facilita 
quod  alterum  cibum  vite  sue  reputabat.  Facea  molti  voti  et  illieo  ponea  quelli 
ad  executione  non  expectans  exitum  valetudinis  sue  recuperande.  0  res  mi- 
randa et  inaudita  in  Principibus  nostri  temporis.  Non  cessabat  ab  orationibus 
sdlitis:  missam  suam  solitam  non  pretermictebat.  Post  hec  cum  suis  Curiali- 


Aeo8!io  M.®  ceco  Lzxzviiij.^  254 

bDS  per  reliquum  diei  versabatur  ìd  optimis  sermocinacionibus  cum  summa 
humanitate.  Sopportaua  la  sua  indispositioDe  cum  tanta  patientia  che  tucto 
homo  ne  restaua  admirato:  de  sua  bocha  non  se  audiua  vna  blasfemia:  sem- 
per  laudabat  ipsum  opificem  de  quanto  li  facea.  Raro  hoc  in  Principe. 

Visitato  da  la  S.  Regina  assai  recreatione  de  sua  visit^tione  pigliaua  et 
ragionaua  cum  sua  maestà  cosi  vna  bora  come  fusse  stato  più  sano  del  mon- 
do:  et  non  lassaua  de  expedire  cum  ipsa  facciende.  El  che  parea  cosa  da  non 
credere  in  tanto  Principe  et  indisposto.  De  tanta  constanlia  et  forteza  lo  tro- 
uaua  la  Maestà  del  S.  Re  quando  ce  andaua  che  a  la  sua  partita  ne  hauea  che 
dire  ad  soi  Curiali.  Facea  adducere  ad  se  la  S.  Infante  et  quella  accarezaua 
et  recreauase  cum  quella  per  spatium  temporis:  non  la  lassaua  maj  partire 
da  sua  S.  che  non  hauesse  primo  la  consueta  collatione:  vnice  illam  diligebat. 

Preterea  sua  I.  S.  ordinaua  che  li  imbasciatori  de  ytalia  due  uolte  la  sep* 
timana  venissero  a  fare  facciende:  et  cosi  attendeua  a  quelle  come  quando 
era  in  la  sua  primeua  conualescentia  :  ita  et  taliter  che  non  era  creso  sua  I.  S. 
stare  indisposta  et  cum  febre.  Et  ita  per  ytalìam  predicabatur.  Et  più  diceua 
publicamente  che  se  fusse  stato  necessario  caualcare  lo  haueria  facto  et  del 
suo  male  poche  curaua.  Timebat  et  colebat  illum  tota  ytalia:  et  Turcas  abhor- 
rebat:  li  imbasciatori  de  quello  sepissime  concurreuano  in  napolj.  Nomina- 
batur  vtrobique  Dominatio  sua  Olustrissima  Salus  ytalie:  et  ita  erat  perche 
illis  temporibus  omnes  populi  pacem  complectebantur.  In  potu  et  cibo  sum- 
ma modestia  vtebatur.  Hora  iij.  noctis  cenam  sumpsit  et  quieuit  et  passo 
quello  jomo  bene. 

Die  xxvij.  Augusti. 

Audita  prius  missa  sua  solita  comedit  bona  hora  et  dormiuit  :  et  poi  tucto 
quello  jomo  se  passo  tempo  cum  U  soi.  Et  dio  gratia  passo  bene  et  sudo 
due  uolte.  Hora  prima  noctis  lo  S.  Re  venendo  da  caccia  lo  venne  a  visitare. 
Et  moratus  fuit  cum  eo  per  bonam  horam.  Hora  ij.  cenauit  et  quam  primum 


255  M.**  ecce  Lxxxviiij.*  AGOfiftO 

qaieuit:  et  dies  ac  noctes  sua  I.  S.  facea  leggere  ad  vno  de  lì  soi  curiali  ali- 
quid  boni.  Et  certe  ocio  non  marcebat. 

Die  xxviij.  Augusti. 

Hora  xiiij.  comedit  audita  sua  solita  missa  et  dormiuit  parum  et  nun- 
quam  desistebat  a  negocijs  in  hac  sua  indispositione.  Fu  visitato  dal  S.  Re 
et  da  la  S.  Regina  et  da  la  infante  et  lo  S.  Re  quam  primum  partio  per  ad- 
versa  quella  sera  :  che  andana  a  caccia.  Et  la  prefata  S.  Regina  demoro  per 
duas  horas  cum  quello  et  passo  bene:  et  hora  prima  noctis  cenauit  et  quieuit. 

Die  xxviiij.  Augusti. 

Tertia  decima  hora  comedit  audita  sua  missa  et  dormiuit  et  passo  bene 
dio  gratia:  et  fecesi  la  barba  con  li  forbici  et  per  totum  diem  fu  in  ragiona- 
menti de  molte  cose  et  fece  facciende.  Eo  die  ^e  fece  la  processione  per  fare 
piouere  che  eran  passati  mesi  che  mai  era  piovuto  in  napoli.  Et  extra  ciui- 
tatem  ce  sta  vna  ecclesia  de  sancto  Joanni  che  quando  ce  uà  processione  et 
uogliano  pioni  sole  piouere:  et  quando  non  uogliano  acqua  itidem:  quod  mi- 
rum  quidem  uidelur.  Et  quello  jomo  pione  et  omnes  in  maximam  ducti  fue- 
re  admirationem.  Et  hora  xxj.  venne  lo  S.  lordano  lo  figlio  del  S.  Virginio 
vrsino  in  napoli  et  innanzi  che  schaualcasse  a  sua  stanza  venne  a  visitare 
sua  I.  S.  et  li  baso  la  mano  :  de  sua  venuta  lo  prefato  Signore  molto  ne  fece 
festa.  Et  del  tempo  disposto  ad  aquam  se  ne  allegro  assaj  et  se  leuo  de  lecto 
et  aliquantulum  lusit  carlis  gratia  exercitij.  Hora  prima  noctis  laborauit  fe- 
bre  et  era  stato  quinque  jomi  senza  et  lo  tenne  fino  ad  bore  opto  de  nocte  : 
et  cenauit  hora  viiij.  sui  genere.  Et  tucto  homo  stana  de  mala  uoglia  per  la 
indispositione  de  quello:  et  Dominatio  sua  Illustrissima  forti  animo  tolerabat 
omnia  et  animam  et  corpus  continuo  summo  opifici  commendabat  vt  fortem 
Principem  decet.  Et  omnia  intimata  fuere  regie  maestati  quam  primum  et 
missus  fuit  Tabellarius. 


AGOSTO  M.®  ecce  Lxxxviiij.®  256 

Die  penultimo  Augusti. 

Hora  xiiij.  comedit  et  audita  missa  post  paolo  dormioit.  Et  passo  bene 
quello  jomo  et  se  leuo  de  lo  lecto  et  ludo  cartarum  aliquantulum  se  dedit 
exercitij  causa.  Et  fu  visitato  da  la  S.  Regina  et  da  molti  Signorj.  Hora  ij.  ce- 
nami et  quieuit. 

Die  vltimo  Augusti. 

Quindecima  hora  et  audita  missa  comedit  et  noluit  dormire  eo  die.  Sur- 
rexit  e  lectulo  et  aliquantulum  deambulauit  per  cameras:  et  exercitii  causa 
intellexit  quedam  sua  negocia  et  cum  frate  franclsco  de  ragona  parlo  circa 
due  bore  et  molto  se  recreaua  sua  I.  S.  del  ragionare  sancto  de  quello.  Ad 
hora  vna  de  nocte  lo  prese  lo  accidente  et  se  comporto  assai  bene:  et  lo  ten- 
ne per  spatium  quatuor  horarum  et  quinta  hora  cenauit  et  quieuit.  Et  fece 
portare  a  la  Numptiata  ducente  ducati  d  oro  in  oro  tucti  traboccanti  in  soc- 
corrimento  de  quella  casa.  Et  molte  altre  elemosine  fureno  facto  illis  diebus 
per  ordinatione  de  sua  L  S.  et  orationes  flebant  ab  omnibus  prò  eo. 

sEPTEBfBRE  Dìb  ppimo  Scptembrìs. 

Comedit  et  missam  audiuit  hora  circiter  xvj.  et  dormiuit  per  horam.  Et 
fu  alquanto  indisposto  quella  noctè  :  et  cenauit  hora  iij.  noctis.  Et  quello  jorao 
fu  visitato  da  la  S.  Regina  et  da  la  Infante. 

Die  2.®  eiusdem. 

Passo  bene  quello  jomo  et  se  leuo  et  vestio  et  passeggio  per  le  camere 
et  expedio  alchune  facciende:  et  satis  forti  animo  se  gerebat  in  egritudine 
sua  et  omnes  mirabantur.  Hora  ij.  cenauit  et  tertia  quieuere  omnes. 


257 


M.*  ccccLxxxviiij.** 


SEPTEHBBE 


Die  3^  eiusdem. 

Àudita  sua  missa  comedit  bora  xv.  et  dormiuit  param  et  passeggio  per 
la  casa  et  passo  bene:  et  bora  xxj.  entro  in  lo  lecto  Consilio  medicorum.  Et 
vennelo  a  visitare  la  S.  Regina  con  la  Infonte:  et  stetit  cum  ilio  fino  ad  bore 
xxiiij.  et  cenauit  bora  ij.  noctis  et  quieuit. 

Die  iiij.  Septembris. 

Audita  sua  solita  missa  mangio  bora  xv.  et  dormiuit  parum  et  postea 
passeggio  fino  a  la  Sala  a  vedere  jocare  a  la  palla:  cbe  jocaua  lo  S.  Principe 
de  capua  cum  alcbuni  jentili  bomini:  et  bora  v.  cenauit  et  quieuit  bora  yj. 

Die  V.  Septembris. 

Dormiuit  vsque  ad  boram  xiiij.  et  audita  missa  comedit:  et  fece  facciende 
cum  messer  Julio  per  duas  boras:  et  già  sua  I.  S.  se  cominciaua  a  sentire 
gagliardo  et  forte.  Et  quella  sera  expectaua  lo  S.  Re  cbe  ueniua  da  fora  et 
percbe  sua  maestà  tomo  tardi  non  venit.  Geno  sua  I.  S.  bora  vj.  et  quieuit 
bora  vij. 

Die  vj.  eiusdem. 

Surrexit  e  lectulo  bora  xiìj.  et  audita  missa  comedit  et  dormiuit  aliquan- 
tulum  et  fece  facciende  :  et  bono  et  forti  animo  erat  percbe  dei  gratia  era  pas- 
sato et  passaua  bene.  Et  fu  visitato  da  lo  imbascìatore  de  venetiani  et  li  dono 
grata  audientia.  Hora  xxj.  lo  S.  Re  et  la  S.  Regina  lo  vennero  a  visitare  et 
stetere  cum  ilio  per  boram  bonam  in  gaudio  vedendo  sua  I.  S.  già  sanato. 
Ogni  bomo  de  sua  casa  et  da  fora  rendeua  gratia  a  dio  dicendo  :  si  patieba- 
tur  iste  patiebatur  tota  ytalia:  et  ita  erat  quia  vulgo  vocabatur  Scipio  et  sub- 
stentaculum  totius  ytalie.  Hora  ij.  noctis  cenauit  et  quieuit  bora  iiij. 


33 


SEPTEIIBBE  M.^  ecce  LzXZTÌÌÌJ.^  258 

Die  yij.  Septembris. 

Non  nimis  bona  bora  surrexit  coosilib  medicoram:  et  aadita  missa  co- 
medit  bora  xyj.  et  postea  dormioit  et  poi  fece  facciende  et  uide  caualli  dà 
la  fenestra.  Et  bora  iiij.  noctis  cenauit  et  quieuit  bora  v.  Et  quello  jomó  fa  al- 
quanto indisposto  lo  S.  Don  Petro. 

Die  viij.  eiusdem. 

Hora  xiiij.  surrexit  e  lectulo  et  caualcbo  a  la  Numptiata  de  napoli:  che 
hauea  focto  voto  vestirse  de  biancbo  in  la  malathia  sua:  et  facta  sua  oratione 
et  deuotione  cum  bona  elemosina  ut  nioris  sui  erat  et  vestutose  li  panni  bian- 
cbi  reuersus  est  et  audita  missa  comedit:  et  illieo  rimando  tucti  li  vestimenti 
biancbi  a  la  prefata  annumptiata  fino  a  li  tappini  et  ogni  cosa  fu  de  fino  do- 
mascbino.  Et  bora  xviij.  se  pose  in  facciende  con  mesSer  Julio:  et  eo  die 
multa  eipediuit  cum  I.  D.  federico  eius  Germano  et  audio  li  vespri  cantati  in 
camera  quia  erat  dies  Natiuitatis  beate  virginìs.  Et  bora  iiij.  cenauit  et  bora  v. 
lectulum  ingressus  est.  Quello  di  dono  a  messer  Carlo  suo  medico  iiij.  panni 
de  arazo  et  vno  porteri  vna  mula  et  vestirlo  tucto  de  nono:  et  tucti  li  altri 
medici  cbe  se  trouoro  a  sua'  cura  furono  remeritati. 

Die  viiij.  Septembris. 

Summo  mane  egressus  est  lectulum  et  audita  sua  missa  comedit  bora 
xj.  Consilio  medicorum  et  dormiuit  aliquantulum.  Et  postea  equitauit  et  andò 
a  sancta  maria  de  la  gratia  a  fare  oratione  et  a  rendere  gratia  ad  ipsa  Ma- 
donna de  la  recuperata  sanità  et  ce  dono  ducati  dece.  Et  statim  caualco  in 
castello  nono  et  fuit  cum  Rege  paululum  quia  equitaturus  erat:  et  andò  a  cac- 
cia a  Pianura  sua  maestà:  et  visitauit  reginam  et  demoro  cum  quella  fino  cbe 
sonoro  xviiij.  bore  et  due  quarti.  Et  reuersus  est  et  ceno  bora  xxij.  et  fece 
facciende.  Dormitum  iuit  bora  ij.  noctis. 


259  ^'^  ^^^^  LxxXViiìj.^  SEPTEMBBB 

Die  X.  Septembris. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  se  fece  lo  bagno  et  audita  missa  cemedit  et 
leuiter  percbe  regebat  se  bono  regimine.  Et  bora  xvij.  equitauit  et  andò  in 
castello  nono  ad  Regiam  maiestatem:  et  fece  facciende  et  bora  xxj.  reuersus 
cenauit  a  la  camera  de  la  Musica  et  dormitum  iuit  bora  y. 

Die  xj.  Septembris. 

Surrexit  satis  bona  bora  et  audita  sua  missa  quam  nunq[uam  pretermi- 
serat  diebus  suis  comedit  bora  xiiij.  et  dormiuit  per  boram  et  dimidiam  :  et 
quam  primum  ad  negocia  se  tradidit.  Cenauit  bora  xxj.  et  uidit  equos  a  fene- 
stra  sua.  Expedio  facciende  cum  lo  imbasciatore  fiorentino  et  lectulum  in- 
gressus  est  ore  v.  noctìs. 

Die  xij.  eiusdem. 

Postquam  surrexerat  se  fece  lo  bagno  et  se  lauo:  et  audita  missa  et 
sumpto  prandio  equitauit  in  castellum  nouum  et  fuit  cum  Regia  maiestate  et 
Regina:  et  reuersus  bora  xxij.  cenauit.  Et  non  triuit  tempus  quia  multa  ex- 
pediniti  et  bora  v.  lectulum  petijt. 

Die  xiij.  Septembris. 

Hora  xij.  surrexit  et  expediuit  aliqua  et  post  bec  audita  missa  et  sumpto 
prandio  aliquantulum  dormiuit:  et  equitauit  et  andò  a  sancta  croce  et  per  lo 
confrate  francésco  de  Ragona  per  vna  grossa  bora  :  et  ibi  auditis  vesperis 
andò  in  castello  nono  et  ftiit  cum  Rege  et  Regina  :  et  reuersus  cenauit  bora 
xxij.  a  la  camera  de  la  Musica  et  bene  se  babebat.  Hora  iiij.  noctis  aliquan- 
tulum yexatus  fuit  a  febre  et  era  stato  sua  I.  S.  cu*ca  jomi  xiij  senza:  et  bora 
vij.  quieuit. 


SEPTEMBBE  M.""  ecce  LzxXYiììj.''  260 

V 

Die  xiiij.  eiusdem. 

Audita  sua  solita  missa  comedit  a  la  camera  grande  et  eo  die  bene  se 
habuit.  Et  equitauit  et  andò  a  lo  poggio  reale  a  vedere  quella  fabrica  et  cum 
exercitijs  ibi  aliquantulum  inoram  traxit:  et  reuersus  fuit  cum  medicis  et  di- 
sputata fu  sua  indispositione.  Et  multi  multa  dicebant:  tamen  sua  I.  S.  bora 
circiter  iij.  aliquantulum  febricitauit  et  bora  viij.  fecit  collationem  et  bora 
viiij.  quieuit. 

Die  XV.  eiusdem. 

Se  riposo  alquanto  quella  mactina  perche  la  nocte  passata  non  hauea 
dormito:  et  lo  S.  Re  lo  venne  a  uisitare:  et  post  paulo  caualco  sua  maestà  ver- 
so lo  casale  a  caccia.  Et  sua  I.  S.  prandium  sumpsit  bora  xvj:  et  aliquantur 
lum  dormiuit:  et  quam  primum  se  pose  in  facciende  con  lo  Fontano  Secreta- 
no del  prefato  S.  Re.  Hora  tarda  circa  2.*"  noctis  horam  sua  I.  S.  comincio 
a  sentire  certo  freddo  per  le  carne  et  illieo  ingressus  est  lectulum.  et  bebbe 
febre:  et  eo  sere  parum  collationauit  hora  quasi  vj.  et  quieuit.  Et  Medici  di- 
cebant febrem  suam  esse  Tertianam:  et  deliberoreno  dargli  la  medicina  et 
cosi  bora  viiij.  prese  le  pillole  et  dormiuit.  Et  bora  xv.  prese  sua  I.  S.  la  man- 
na et  assai  bene  lo  purgo.  Et  mangio  ad  bore  xx.  sonate  et  assai  li  piacque 
lo  cibo  et  la  medicina  molto  bene  bauea  adoperato  :  de  che  ne  speraua  la  re- 
cuperatione  de  la  pristina  sanità.  Et  post  horam  dormitauit  Consilio  amicorum 
perche  la  nocte  passata  mai  hauea  dormito:  interim  venne  la  S.  Regina  a  vi- 
sitarlo et  distulit  dormitationem  post  discessum  iUius.  Quella  sera  non  ceno 
et  dormitum  iuit  hora  vij.  et  passo  bene. 

Die  xvij.  Septembris. 

Se  riposo  assaj  bene  quella  mactina  et  audita  missa  mangio  satis  com- 
petenter  perche  non  hauea  molto  appetito  et  poche  innanzi  hauea  preso  lo 


i)L      <^H6ìi 


9^ 

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261  *  M.^  ecce  LxxXTÌÌij.^  SEFTEIfBRB 

cristere.  Sumpto  prandio  riposo  lo  cibo  et  post  pàulo  dormiuit  per  horas  :  et 
caaalco  et  andò  a  monte  oliueto  et  li  fece  facciende  con  lo  Fontano  et  con  lo 
imbasciatore  de  fiorentìni.Et  parlo  con  frate  francesco  de  ragona  a  la  Came- 
ra in  monte  oliueto  doue  sua  I.  S.  hauea  facto  facciende.  Et  postea  auditis  ve- 
speris  caualco  et  fu  a  la  Massaria  a  le  virgine  et  vide  li  conigli.  Et  reuersus 
domum  fece  facciende  et  bora  v.  cenauit  et  vij.  dormitum  iuit. 

Die  xviij.  Septembris. 

Bona  bora  surrexit  et  andò  ad  audire. missa  a  Sancto  Petro  in  ara  et  po- 
stea contulit  se  a  lo  suo  jardino  grande:  li  fece  facciende  mangio  et  dormio. 
Et  poi  caualco  et  ante  fuit  aUocutus  patrem  franciscum  de  Àragonia  che  ven* 
ne  a  lo  jardino  a  parlarli.  Et  ritomo  ad  audire  vespro  et  completa  in  lo  dicto 
Sancto  pietre  et  illis  expletis  et  ritornato  in  lo  jardino  fece  facciende  con  Mes- 
ser  Julio  et  interim  venne  lo  imbasciatore  de  li  fiorent'mi  et  fuit  cum  eo  per 
horam.  Et  bora  xxij.  reuersus  domum  et  bora  j.  ingressus  lectulum  fece  fac- 
ciende et  dubitans  de  qualcbe  accidente  dei  gratia  passo  bene:  et  fece  colla- 
tione  bora  v.  et  yj.  quieuit. 

Die  xviiij.  Septembris. 

Orto  jam  sole  surrexit  et  se  ne  andò  a  lo  jardino  percbe  Consilio  medi- 
corum  ogni  mactina  facea  exercitio  ad  pede:  li  audio  missa  mangio  et  fece 
facciende  et  caualco  in  castello  nono  et  fuit  cum  Regina  per  quatuor  boras  : 
et  reuersus  bora  xxij.  se  pose  in  facciende  cum  lo  I.  S.  Don  federico  lo  quale 
quella  sera  partiua  per  la  Cena.  Et  eo  sero  sua  I.  S.  intrò  in  lo  lecto  bona 
bora  et  fu  molestato  alquanto  da  febre.  Et  semper  aderant  Medici:  et  adbibi- 
tis  remediis  passo  la  febre  momento  temporis.  Et  fece  collatione  bora  v.  et 
vij«  quieuit. 


SEFTBMBRK  M.**  cccc  Lxxxviiij.^  '262 

Die  XX.  Septembris. 

Bona  hora  surrexit  et  andò  a  lo  suo  jardinò  grande  et  ibi  audita  missa 
6t  sumpto  prandio  fece  facciende  et  donnluit  hora  xviiij.  Gaualco  et  fa  a  la 
festa  de  artuso  pappacoda.  Et  reuersus  in  castellum  suom  se  pose  in  faccien- 
de de  sua  casa  con  Messer  Jeronimo  suo  auditore  et  multa  alia  expediuit.  Et 
hora  iij.  fece  collarone  et  v.  quieuit. 

Die  xxj.  eiusdem. 

Erumpente  luce  e  lectulo  surrexìt  et  illieo  se  ne  andò  al  solito  suo  jar- 
'  dìno  grande  et  li  mangio.  La  missa  sua  solita  audio  in  sancto  petro  ad  Ara. 

Et  spaccio  molte  facciende  a  lo  predicto  jardino:  et  caualco  a  sancto  Seue- 
rìno  et  li  audio  lo  vespro  et  fii  con  quelli  Monaci  alquanto  per  sua  recrea- 
tione.  Et  reuersus  domum  posuit  se  uì  negocijs  et  a  le  tre  hore  fece  colla- 
tione  et  v.  dormitum  iuit. 

Die  xxij.  Septembris. 

Erat  dies  iste  suspectus  febris  quartane  secundum  opinionemmedicorum. 
Non  se  partio  de  casa:  li  audio  messa  et  mangio  a  la  sua  loggecta:  et  fece  fac- 
ciende con  Messer  Albericho  carrafiTa  et  cum  alijs:  posteà  andò  a  lo  jardino 
grande  et  li  venne  a  visitarlo  la  S.  Regina  et  la  infante:  et  post  paulo  fu  pre- 
.  parata  vna  dignissima  collatione  de  ogni  generatione  de  fructi  et  bellissimi 
et  in  gran  copia  con  molti  piacti  de  confectioni  et  collocato  ogni  cosa  a  la 
fontana  de  dicto  jardino.  Et  hora  xiìj.  se  condusse  la  lo  prefato  I.  S.  con  la 
S.  Regina  et  infante  et  molte  Damigelle  et  fuìt  facta  collatio  mirabilis:  et  ea 
finita  et  partita  la  dieta  S.  Regina  sua  I.  S.  se  ne  ritomo  in  castello  et  ingres^ 
sus  est  lectulum  et  hebbe  febre.  Hora  vij.  fece  collatione  et  viij.  dormiuit. 


263  M.®  ecce  Lxxxviiij,®  SBPTBMBRB 

Die  xxiij.  Septembris. 

Siirrexit  bona  bora  et  andò  a  lo  jardino  grande  et  ibi  audio  missa  et 
mangio  et  dormio  et  fece  facciende  :  et  audio  li  vespri  in  Sancto  petro  ad  ara: 
et  postea  reuersus  domum  ingressus  fuit  lectulum  et  febre  laborauit  et  bora 
vij.  fece  coUatione  viij.  quieuit  Et  de  continuo  facea  leggere  ad  vno  de  li  soi 
Curiali  tucta  la  nocte:  et  lo  j  omo  sempre  caualcava  et  affaticaua  et  facea  pò- 
cbo  conto  de  febre  et  de  altra  indispositione  sempre  robusto  et  de  forte  animo. 

Die  xxiiij.  Septembris. 

Jam  orto  sole  surrexit  et  audita  sua  missa  et  sumpto  prandio  a  la  sua 
loggiecta  fece  facciende.  Et  eo  die  audio  vespro  et  vitam  suam  deuotam  du- 
cebàt:  et  bora  tarda  laborauit  febre:  fece  collatione  bora  v.  et  yj.  dormitum  se 
contulit. 

Die  XXV.  eiusdem. 

Bora  xiiij.  surrexit  et  audita  missa  et  sumpto  prandio  post  paulo  con- 
tulit se  ad  stabulum  et  vide  caualU.  Et  bora  xx.  ritomo  in  castello  a  cauallo 
et  quam  primum  se  pose  a  vedere  gioye:  cbe  le  fece  venire  sua  I.  S.  da  la 
Guardarobba  del  S.  Re:  vna  con  lo  I.  S.  Don  federico  et  lo  Magnifico  Messer 
Marino  brancazo:  et  interim  venne  lo  S.  Conte  de  Marigliano.  Et  vedute  le 
gioie  fece  facciende:  et  fu  visitato  da  la  S.  Regina  et  da  la  infante:  et  bebbe 
lo  accidente:  et  fece  collatione  bora  v.  noctis  et  vij.  quieuit. 

Die  xxvj.  Septembris. 

Horà  xiij.  surrexit  et  audita  missa  et  collatione  facta  post  paulo  dormi- 
uiL  Et  fu  visitato  dal  S.  Re  cbe  veniua  da  fora:  et  eo  semoto  venne  la  S.  Re- 
gina :  et  prese  de  loro  visitationi  assai  recreatìone  de  animo.  Et  facta  colla- 
tione bora  tarda  quieuit  bora  yj. 


\ 


SEFTEMBRE  M.^  CCCC  LxxXTÌiiJ.^  264 

Die  xxvij.  eiusdem. 

Audita  sua  solita  missa  fece  collatione  leggennente  Consilio  medicorum 
et  bora  xvij.  caualco  et  andò  in  castello  nono  per  trouare  lo  S.  Re.  Lo  trono 
a  sancta  Margarita  del  Seggio  de  porto  che  audiva  messa  cantata  cum  vna 
Zita  :  et  finita  la  missa  accompagno  sua  maestà  fino  a  la  Sellarla.  Li  alquanto 
se  comincio  sua  Signorìa  sentire  alterato:  presa  licentia  se  ne  ritomo  in  ca- 
stello et  se  pose  in  lo  lecto.  Conuocatis  Medicis  et  coacto  Consilio  se  prouido 
ad  ogni  cosa  et  poche  fu  lo  accidente.  Et  bora  v.  fece  collatione  et  vij.  lectu- 
lum  ingressus  est. 

Die  xxviij.  Septembris, 

Àudita  sua  solita  missa  non  vscio  de  casa:  fece  collatione  bora  xvij.  et 
postea  fece  exercitio  per  la  casa  faciendo  alcbune  faccende.  Bora  xxij.  se  pose 
in  lo  lecto  et  se  riposo:  expectaua  la  sua  febre  et  babuit:  ad  bore  4  cenauit 
et  Yj.  quieuit.  Eo  die  audio  li  vespri  cantati  de  sancto  Michele.  Et  eo  die  tra- 
sio  lo  imbasciatore  del  S.  Re  de  francia  molto  bonoratamente  :  lo  accompia- 
gnoro  lo  L  S.  Don  federico  lo  L  S.  Don  Petro  cum  molti  Conti  et  baroni. 

Die  xxviiij.  eiusdem. 

Orto  iam  sole  surrexit  et  audita  missa  bora  xvij.  che  fu  cantata  prese 
alquanto  exercitio  per  la  casa  fece  collatione  et  quieuit.  Àudio  li  vespri  can- 
tati :  babuit  febrem  bora  xxj.  et  vsque  ad  quartam  boram  noctis  non  cenauit: 
et  bora  vj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  vltimo  Septembris. 

Satis  bona  bora  surrexit:  et  volea  audita  missa  caualcare  ad  Regem  che 
lo  expectaua:  et  essendo  quasi  in  fine  de  la  messa  cantata  lo  prese  lo  fred- 
do et  sic  lectulum  ingressus  est  bora  xyj.  Et  lo  tenne  la  febre  fino  ad  bore 


/ 


265  M.*  ecce  LxxXTiiij.®  SEPTBMBBE 

xxiiij.  et  statim  cenauit  et  bora  iij.  lectulum  ingressus  est.  Et  fu  visitato  da  la 
S.  Regina  et  da  la  infante. 

Die  primo  octobris.  octobee 

Postqaam  surrexerat  e  lectulo  passeggio  per  la  casa  et  per  alchune 
stanze  et  andò  abasso  ad  audire  messa  ad  sua  Cappella:  et  facta  collatione 
post  paulo  caualco  in  castello  nono  ad  regem  cum  quo  locutus  :  che  trono  *  - 

audiua  missa:  et  visa  regina  che  stana  alquanto  indisposta:  reuersus  esthora 
XX.  ingressus  est  lectulum  che  lo  prese  lo  accidente.  Medici  certantes  infra 
se  dixere  illum  febribus  tertianis  laborare.  In  duj  mesi  che  sua  I.  S.  era  stata 
indisposta  mai  uolseno  bactezare  dieta  sua  febre  vsque  ad  hunc  diem.  Bora 
2.^  noctis  prese  lo  sciloppo  et  iiij.  cenauit  et  vj.iectulum  ingressus  est. 

Die  ij.  octobris. 

Se  riposo  in  lo  lecto  sua  I.  S.  eo  die  quia  fuit  detentus  febre:  et  audita 
missa  et  expeditis  non  nullis  negociis  fece  collatione  bora  xviij.  Et  perche 
quello  jorno  fu  tempo  malissimo  de  vento  et  de  acqua  non  fuit  egressus  do- 
mum.  Et  bora  iij.  mangio  oua  solo.  Et  li  medici  li  feceno  vno  cristere  bono 
cum  Reobarbaro  che  lo  porto  più  uolte  del  corpo  et  molto  bona  operatione 
li  fece.  Lectulum  petiere  Curiales  bora  iiij.  Et  quella  nocte  fu  tale  tempesta 
che  mino  tecti  arbori  et  fece  dampno  assaj. 

Die  iij.  eiusdem. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  comedit  et  expectaua  lo  imbasciatore 
del  S.  Re  de  francia  che  lo  veniua  a  visitare  vt  moris  est  legatorum.  Et  ordino 
che  sui  Curiali  tucti  comparissero  in  castello  per  honorare  dicto  imbasciatore: 
et  bora  xviij.  venne  dicto  imbasciatore  accompagnato  dal  S.  Conte  de  bur- 
genza  et  dal  Conte  de  potenza  et  lo  S.  CammiUo  pandone.^lt  lo  prefato  I.  S.  li 

decte  audientia  a  la  camera  de  paramento  che  fu  de  la  S.  Duchessa  de  Cala- 

34 


OCTOBBE  M.^  ecce  LxxxTÌiìj.*  ^66 

bria  et  molto  lo  accarezo  :  et  de  la  raccolta  li  fé  tam  bona  lo  prefato  I.  S.  lo 
dicto  imbascìatore  se  ne  partio  molto  satisfacto.  Et  post  paulo  hebbe  lo  ao« 
cidente  solito.  Hora  tarda  lectulum  ingressus  est  et  cenauit.  Et  quella  sera 
vsciro  li  tauolerj  de  la  Giostra  Reale  se  douea  fare  lo  di  seguente  a  la  inco- 
ronata de  castello  capuano  hora  xxiij.  Et  andoro  per  la  terra  honoratamente 
accompagnati  dal  L  S.  Principe  de  capua  et  dal  I.  S.  Don  federico  et  molti 
altri  Signorj. 

Die  iiij.  Octobris. 

Bona  hora  surrexit  et  audita  missa  quam  primum  monto  in  carrecta  et 
andò  a  la  incoronata  perche  expectaua  lo  accidente  a  le  xiiij.  bore.  Et  li  in 
vna  camera  bauea  facto  parare  lo  lecto  bisognando.  Lo  accidente  fu  tanto 
leggeri  che  non.lrasio  a  lo  lecto:  stecte  vicino  ad  vna  fenestra  et  vide  tucta 
la  Giostra  che  duro  fino  ad  bore  xxiiij.  che  certo  fu  molto  attillata  et  bene 
ordinata.  Giostratori  ce  furono  circiter  L.**  Lo  primo  fu  lo  Marchese  de  byrace 
nepote  del  S.  Re  che  ruppe  quactro  lance  et  bucto  lo  cauallo  in  terra:  et  per 
'  essere  de  xiij.  anni  se  porto  tanto  extrenuamente  che  tucti  quelli  imbascia* 

tori  cioè  del  S.  Re  de  trancia  de  castiglia  de  venetiani  de  Milano  et  fiorentini 
et  altri  ne  resloro  spantati.  Lo  S.  Re  et  la  S.  Regina  et  lo  prefato  L  S.  che  sta- 
uano  a  dieta  Giostra  ne  pigUoro  gran  piacere  de  li  gesti  de  quello  Signore. 
De  poi  seguirò  li  altrj  Giostratori  che  tucti  furono  homini  et  jouani  de  conto 
de  casa  del  S.  Re  et  I.  S.  Duca  et  I.  S.  Don  federico  con  altri  Signori  Conti 
et  baroni  :  molto  bene  in  ordine  et  richamente  introro.  Lo  ultimo  fu  lo  L  S. 
Principe  de  Capua  lo  quale  entro  molto  actillato  con  vno  cauallo  tucto  co- 
pertalo de  brochato  richissimo:  et  sua  L  S.  shniliter  accompagnato  da  Conti 
et  Signori  con  tucte  generationi  de  soni  che  adduxe  tucto  homo  in  non  pi- 
chola  admu*atione.  Mirabantur  Oratores  et  alij  de  tanto  apparato.  Se  porto 
bene  come  L  S.  Principe  era:  ruppe  tucte  quactro  le  lanze:  lo  honore  era 
suo  sed  renuit  et  fu  dato  a  Rinaldo  del  rosso  de  messer  Precida.  Lo  L  S.  pre- 


267  M.**  ecce  LxXXViiij.**  OCTOBRE 

fato  se  ne  ritomo  in  castello  et  statim  ìngressus  fuit  lectulum  per  rìposarse 
alquanto:  bora  v.  cenauit  et  vj.  Curiales  discessere.  Et  dono  al  prefato  I.  S.  ^ 
Principe'  suo  Primogenito  vna  bella  peza  de  brochato  per  hauere  optenuto 
ipso  lo  premio  de  dieta  Giostra.  Lo  S.  Re  lo  di  vedendo  lo  prefato  I.  S.  Prin- 
cipe fare  sue  correre  tanto  attillatamente  tucto  era  festa:  congratulabantur 
iili  omnes  circum  stantes  et  quello  ut  moris  sui  erat:  che  ne  de  prosperìtate 
se  allegraua  ne  de  tristitia  se  turbaua:  ylari  fronte  omnibus  referebat  gratias. 
Le  paramenti  de  dicto  cauallo  et  soi  vestimenti  illieo  fece  donare  a  li  semi- 
tori  del  imbasciatore  de  francia. 

« 

Die  V.  Octobris. 

Non  surrexit  eo  die  nimis  bona  bora  perche  la  nocte  precedente  se  an- 
dò riposare  tarda  bora:  et  audìta  sua  missa  expedio  alchune  facciende  et  fece 
coUatione  de  oua  solo  ad  bore  xvij.  Et  eo  die  lo  S.  Re^et  la  S.  Regina  fureno 
ad  episcopato  ad  missa  cantata  che  fu  nouella  et  de  sposa:  che  desposo  lo 
figlio  de  messer  Tiberio  carazolo.  Et  dieta  missa  loro  maestate  accompagnerò 
la  cita  et  lo  cito  per  tucti  li  Seggij  de  napoli  fino  a  la  porta  de  Capoana:  et 
illis  dimissis  venne  a  visitare  lo  L  S.  Duca:  doue  trono  la  S.  Regina  et  la  in- 
fante et  vna  simul  parlerò  de  piacere  per  spatium  temporis:  et  li  fece  coUa- 
tione lo  prefato  S.  Re  et  S.  Regina  et  discessere.  Lo  l.  S.  se  pose  a  fare  fac- 
ciende et  bora  iiij.  cenauit  et  v.  discessere  Curiales  et  quieuit.  Eo  die  lo  im- 
basciatore del  S.  Re  de  francia  dono  a  la  prefata  maestà  none  acbinee. 

Die  vj.  eiusdem. 

Se  riposo  in  lo  lecto  et  febre  non  tenebatur:  et  audita  missa  per  tucto 
quello  jorao  fece  molte  facciende  et  bora  prima  noctis  cenam  sumpsit  :  et  lo 
L  S.  Principe  venne  loco  per  stare  quella  nocte  loco  a  dormire  perche  volea 
lo  dicto  L  S.  Duca  pigliare  medicina  ad  bore  viij.  et  non  cepit  bone  respectu 
et  Consilio  medicomm.  Porto  nona  che  la  S.  Regina  bauea  febre  et  non  bene 


OCTOBRE  M.®  ecce  Lxxxviiij.*  268 

se  habebat  quod  displicuit  Domino  Illustrissimo  plurimum.  Hora  v.  lectulum 
ìngressus  est. 

Die  vij.  Octobris. 

Bona  hora  experrectus  est  et  quedam  fecit  satis  necessaria.  Et  post  mo- 
dum  quieuit  aliquantisper:  et  audita  missa  hora  xvj.  coUationem  fecit:  et  per 
totum  fere  diem  fuit  in  negocijs.  Hora  prima  noctis  leuiter  cenauit  perche 
quella  nocte  futura  deliberaua  pigliare  medicina.  Lectulum  ingressus  est 
hora  V. 

Die  viij.  eiusdem. 

Yndecima  hora  iam  pulsata  prese  sua  I.  S.  cinque  pillule  satis  bono  or-> 
dine:  et  noluit  dormire  ymmo  fece  intrare  li  cortesani  sol  solum  per  ragio- 
nare et  non  dormire.  Jlora  xiiij.  prese  la  manna  et  se  refrigero  molto  de  di- 
eta medicina:  et  hora  xviiij.  fece  vna  coUatione  leggerissima  et  regebat  se 
multum  bene  quia  adhuc  febrem  expectabat.  Et  benché  li  Medici  dicessero 
che  non  hauerìa  niente  sua  I.  S.  tenea  lo  contrario  et  ita  fuit:  che  ad  vna 
hora  et  mezo  de  nocte  lo  prese  lo  freddo  et  li  duro  fino  a  le  v.  in  yj.  con  lo 
caldo.  Et  hora  illa  cenauit  et  vij.  quieuit. 

Die  viiij.  Octobris. 

Bona  hora  surrexit  et  delibero  caualcare  et  andò  a  monte  oliueto.  Ibi 
audita  missa  et  facta  coUatione  ragiono  vno  pezo  con  quelli  Monaci  et  caual- 
co  in  castello  et  de  passata  vide  quella  fabrica  de  sancta  maria  de  la  nona. 
Et  fuit  cum  Rege  et  Regina:  et  hora  xxij.  reuersus  aliquantulum  febre  labo- 
rauit:  et  cenauit  hora  vj.  et  vij.  Guriales  discessere. 

Die  X.  eiusdem. 
Satis  hora  comoda  surrexit  et  audita  missa  fece  coUatione  a  lo  jardino 


269  M.^  ecce  Lxxxyiiìj*^  OCIOBBB 

s\io  grande  et  li  fece  molte  facciende  et  audio  li  vespri  in  sancto  petro  ad 
Ara  et  illis  perfectis  ritomo  in  castello  che  expectaua  lo  imbasciatore  de  mi- 
lano  et  fa  cum  quello  per  bonam  horam  et  multa  expediuit.  Et  eo  tempore 
venere  Medici  ut  soliti  erant.  Nullum  diem  pretermictebat  quin  equitaret  uel 
aliquid  faceret  exercitij  causa.  Et  passo  cum  pocha  febre:  et  ceno  bora  yj.  et 
vij.  discessere  Curìales. 

Die  xj.  Octobris. 

Bora  xiiij.  surrexit  e  lectulo  et  audita  sua  missa  expediuit  multa  et  post 
paulo  fece  coUatione  et  per  totum  diem  f uit  in  negociis  :  et  fu  visitato  da  lo 
imbasciatore  del  S.  Re  de  francia  et  quello  accarezo  assaj  et  se  ne  partio  molto 
satisfacto.  Hebbe  vna  pocha  de  febre  et  bora  iiij.  cum  dimidia  cenam  sumpsit: 
bora  vj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xij.  eiusdem. 

Audita  sua  solita  missa  comincio  a  fare  facciende  et  per  totum  diem  fuit 
in  negociis.  Fece  collatione  bona  xvj.  et  ea  sumpta  aliquantulum  deambula- 
uit  per  cameras:  et  fece  ordinare  a  soi  officiali  et  a  tucta  sua  casa  cbe  fusse 
in  ordine  cbe  volea  partire  lo  di  sequente  de  napoli  :  et  bora  v.  noctis  cena*- 
uit:  vj.  Guriales  discessere. 

Die  xiij.  Octobris. 

Bona  bora  surrexit  et  essendo  lo  aere  claro  et  bello  tempo  delibero  an- 
dare a  monte  oliueto  a  fare  collatione.  Et  audita  missa  sua  solita  caualco  et 
sumpto  prandio  ragiono  con  quelli  Monaci  et  andò  a  visitare  la  S.  Regina:  et 
reuersus  lectulum  ingressus  est  -et  parum  febre  detemptus.  Expediuit  multa 
et  delibero  partire  de  napoli  lo  di  sequente:  et  cenauit  bora  solita  et  quieuit. 


OCIOBRB  M.®  ecce  Lxxxviiij.^  270 

Die  xiiij.  Octobris. 

Ante  ortum  solis  surrexit  et  audita  sua  missa  et  dato  audientia  a  li  im- 
basciatorì  de  ytalia  et  expeditis  non  nullis  negocijs  cauaico  bora  xv.  et  andò 
ad  alloggiare  a  la  Massaria  de  la  S.  Regina  a  somma.  Fece  coUatione  per  la 
via  a  xxiij.  bore  :  aliquantulum  febre  laborauit  quasi  per  duas  horas:  bora  iij. 
cenauit  et  pulsata  iiij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  XV.  eiusdem. 

Orto  iam  sole  surrexit  e  iectulo  et  audita  missa  sua  solita  cauaico  per  la 
Massaria  et  in  la  strata  fece  correre  certi  caualli^ossi:  et  post  paulo  reuersus 
fece  coUatione  et  ea  facta  expediuit  quedam  exercitij  causa:  et  delibero  ca- 
ualcare  per  lo  casale  a  piacere  et  jam  erat  bora  xviij.  Et  reuersus  bebbe  vno 
pocbo  de  accidente  :  et  bora  iij.  mangio  due  oua  et  se  passo  leggiero  percbe 
deliberaua  pigliare  quella  nocte  certe  pillore:  et  bora  iiij.  lectulum  ingres- 
sus est. 

Die  xvi.  Octobris. 

Bora  xiij.  sua  I.  S.  prese  cinque  pillole  Consilio  medicorum  le  quali  pò- 
cba  operatione  feceno  :  ita  et  taliter  cbe  li  fu  necessario  farli  la  subposta  bo- 
ra tarda.  Et  audita  sua  missa  fece  alcbune  facciende  et  fece  coUatione  bora 
xvuij.  et  parum.  QueUo  jomo  lo  imbasciatore  de  fiorentini  lo  venne  a  visitare 
et  fece  facciende  cum  queUo  et  bebbe  pocbo  accidente:  et  bora  iij.  ceno  et 
leggiermente:  iUj.  quieuit. 

Die  xvij.  eiusdem. 

Audita  sua  missa  cauaico  et  vide  cauallj  et  UUs  vìsis  andò  al  casale  a 
vedere  certa  casa  et  reuersus  fece  coUatione.  Eo  die  venne  lo  I.  S.  Principe 
suo  prunogenito:  lo  Conte  de  marìgUano  expedio  molte  facciende.  £0  die 


271  M."  ecce  Lxxxviiij."  oeiOBBB 

hebbe  lo  accidente  et  ingressus  lectulum  li  medici  in  necessarijs  prouedendo 
discessit  febris  et  quieuit  aliquantulum.  Lo  I.  S.  Principe  bora  xxiij.  babita 
licentia  se  partio  et  ritomo  a  napoli  :  et  cosi  lo  Magnifico  Messer  Andrea  de 
gennaro  cbe  era  stato  vna  cam  sua  Signoria  ad  expedire  alchune  facciende 
et  ad  visitare  sua  I.  S.  Bora  iij.  cenauit  et  solita  discessere  Curìales.  £o  die 
la  Contessa  de  Nola  nepote  del  S.  Re  et  sua  lo  venne  a  visitare:  et  placuit 
plurimum  sibi  et  assaj  se  ne  partio  contenta  de  bona  recolta  li  fece  sua  I.  S. 

Die  xviij.  Octobris. 

Audita  sua  missa  caualco  alquanto  et  andò  a  vedere  vna  Massaria  de  la 
S.  Regina.  Et  reuersus  fece  collatione  et  eo  die  expedio  alchune  facciende 
et  ad  boram  xxj.  li  prese  lo  accidente  et  lo  tenne  fino  ad  vna  bora  de  nocte: 
et  bora  iij.  cenauit  et  iiij.  quieuit.  Quella  sera  vide  creta  era  venuta  de  pe- 
saro. 

Die  xviiij.  eiusdem. 

Surrexit  bona  bora  et  audita  missa  caualco  a  sancto  Nastagio:  li  fece 
collatione  et  expecto  la  S.  Regina  che  veniua  a  somma  a  visitarlo:  et  venen- 
do caualcoro  et  se  uennero  a  somma:  et  stati  alquanto  insieme  et  facta  col- 
latione :  la  quale  certe  fu  bene  ordinata  et  ad  ogni  homo  et  copiosa  de  con- 
fecti  et  fructi:  discessit  Regina.  Sua  I.  S.  se  pose  a  lo  lecto  con  alquanto  de 
accidente  et  bora  prima  noctis  fu  libero  et  2.^  cenauit  et  v.  dormitum  iuit. 

Die  XX.  Octobris. 

Sua  I.  S.  non  surrexit  bona  bora:  che  volea  vedere  come  se  passaua  de 
lo  accidente-  cbe  expectaua:  et  certe  parum  detentus  est  a  febre.  Non  vscio 
fora  propter  aera  cbe  fu  turbido  et  pluuia  aliquantulum  cecidit.  Venne  Mes- 
ser Julio  et  cum  quello  expedio  molte  facciende.  Et  bora  prima  noctis  ceno 
et  bora  iiij.  lectulum  ingressus  est. 


OCIOBBS 


M.*  ecce  Lxxxviiij.*  272 

Die  xxj.  eiusdem. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  caualco  et  andò  a  vedere  vna  mas- 
saria  de  la  S.  Regina  et  nide  caualli  et  reuersus  non  se  partio  più  de  casa: 
parum  uel  nihil  febrem  habuit:  non  comedit  ilio  die  nisi  bora  xxiiij.  et  bora 
V.  lectulum  ingressus  est.  Et  venne  messer  Marino  brancazo  et  messer  An- 
drea de  gennaro  suo  cammerlingbo  et  fece  facciende.  Eo  die  nunquam  uà- 
cuus  a  negociis  vitam  ducebat. 

Die  xxij.  eiusdem  in  somma. 

Orto  sole  suirexit  e  lectulo  et  audita  missa  coUationem  fecit.  Yolea  ca- 
ualcare  sed  expectabat  febrem  et  dubitaua.  Stecte  per  casa  per  solazo  et  bora 
xviij.  aliquantulum  a  febre  vexatus  lectulum  ingressus  est  et  bora  xxiij.  egres* 
sus  contulit  se  ad  Retrectum  per  vedere  cauaUj  et  ibi  moratus  est  per  boram. 
Et  post  paulo  reuersus  est  ad  lectulum  febre  iaborans:  et  bora  iij.  cenauit  fé- 
bre  iam  cessata.  Et  delibero  sua  I.  S.  partire  la  mactina  seguente  per  Nola  : 
et  cosi  fece  comandare  a  tucta  sua  casa  fusse  in  ordine  et  lectulum  ingres- 
sus bora  V. 

Die  xxiij.  Octobris. 

Orto  sole  surrexit  e  lectulo  et  audita  missa  sua  I.  S.  caualco  per  Nola  et 
juncto  se  riposo  in  lo  iecto  aliquantulum  a  febre  detentus:  et  fu  receputo  dal 
conte  de  dieta  cipta  molto  de  bona  voglia  et  da  quello  presentato.  Geno  bo- 
ra iiij.  et  lectulum  ingressus  bora  vj. 

Die  xxiiij.  eiusdem  in  noia. 

Bora  xiiij.  surrexit  e  lectulo  et  fece  facciende  et  audita  missa  fece  col- 
lattone  et  bora  xvij.  aliquantulum  febre  detentus  non  egressus  est  domum  : 
et  lo  tenne  lOino  ad  bore  2.  de  nocte  et  cenauit  et  v.  lectulum  ingressus  est  et 
discessere  Gurìales. 


273  M/  ecce  Lxxxviìij.**  ogtobeb 

Die  XXV,  eiusdem  in  Nola. 

Non  eiiuit  domum  eo  die.  Àudita  missa  volse  fare  collatione  et  se  sen- 
tio  dal  freddo  molestato  et  cosi  non  uolse  niente.  Ingressas  est  lectulum  et 
egressus  est  bora  xx.  et  se  pose  a  fare  facciende  facendo  pocho  conto  de  fé- 
bre  et  forti  animo  multa  expediuit.  Cenauit  bora  iij.  et  v.  lectulum  petijt. 

Die  xxvj.  Octobris  in  noia. 

Surreiit  bona  bora  et  audita  missa  caualco  a  sancto  angelo  doue  demo* 
rano  frati  de  sancto  francesco  obseruanti.  Li  fece  collatione  et  prese  aera  et 
alquanto  piacere  per  lo  loco  et  audio  U  vespri.  Et  prese  molta  recreatione  cum 
queùi  religiosi  et  reuersus  bora  xxj.  ingressus  est  lectulum  aliquantulum  a 
febre  detentus:  et  cenauit  bora  iiij.  et  vj.  Curiales  discessere. 

Die  xxvij.  eiusdem  in  noia. 

Orto  iam  sole  egressus  est  lectulum  et  audita  missa  caualco  ad  solacium 
verso  Gimitino  casale  de  noia.  Et  visito  certa  ecclesia  doue  sta  lo  pozo  de  san- 
cto Patritio  et  multa  corpora  sanctorum:  et  li  fece  collatione  et  post  paulo 
reuersus  lectulum  ingressus  est  per  lo  accidente  cbe  bebbe:  et  eo  die  fu  visi- 
tato dal  S.  Principe  suo  primogenito.  Geno  bora  iiij.  v.  dormitum  iuit. 

Die  xxviij.  eiusdem. 

Àudita  missa  volea  caualcare  et  andare  a  caccia  ma  dubitaua  de  lo  ac-* 
cidente  et  cosi  se  passeggio  vicino  a  la  casa:  et  a  la  stalla  vide  soj  caualli:  et 
reuersus  domum  expedio  molte  facciende  et  tamen  febre  laborauit  aliquan- 
tulum. Bora  iij.  cenauit  et  v.  dormitum  iuit. 

Die  xxviiij.  Octobris  in  noia. 
Volse  sua  I.  S.  quella  mactina  andare  a  caccia  audita  missa  sua  solita  et 

35 


OCIQBBB  M.^  ecce  Lxxxviiij.^  274 

per  causa  de  lo  accidente  et  anchora  perche  lo  tempo  fu  alquanto  nebuloso 
non  se  partio  de  casa.  Spaccio  facciende  con  lo  Fontano  et  delibero  la  ma- 
ctina  sequente  partire  de  Nola  et  ritornare  in  napoli  per  essere  con  lo  S.  Re 
che  se  expectaua  lo  Sabbato  :  che  stana  a  lo  Gasale.  Quella  sera  ceno  hora 
iij.  et  V.  lectulum  ingressus  est. 

Die  XXX.  Octobris  in  Napoli. 

Bona  hora  surrexit  et  audita  missa  caualco  et  fece  collatione  a  lo  Casale 
chiamato  Sancto  vitagliano:  et  se  uenne  in  napoli  bona  hora  et  de  febre  as- 
saj  meglio  se  passo  quello  jorno.  Hora  iij.  cenauit  et  v.  petijt  lectulum  iam 
discessis  Curialibus  suis. 

Die  ultimo  Octobris. 

Hora  XV.  egressus  est  lectulum  et  audita  missa  sua  solita  caualco  a 
monte  oliueto  doue  fece  sua  collatione  et  demoro  con  quelli  monaci  :  et  au- 
ditis  vesp^  ritomo  in  castello  et  aliquantulum  more  solito  febricitauit.  Ceno 
a  iij.  bore  et  v.  lectulum  petijt.  Et  quella  nocte  fu  vno  male  temporale  de 
acqua. 

NOTEMBRE  ,  Die  pfimo  Nouembris. 

Hora  xiiij.  surrexit  e  lectulo  et  vdea  caualcare  in  castello  a  li  officij  de 
tucti  li  Sancii  et  perche  comincio  a  piovere  non  partio.  Audio  la  Missa  can- 
tata in  casa  et  fece  collatione.  Et  hora  xx.  caualco  in  castello  nono  et  fuit  cum 
Rege:  et  expeditis  quibusdam  reuersus  est  detentus  solito  morbo  suo.  Cena- 
uit  hora  iiij.  et  vj.  lectulum  ingressus  est  et  discessere  Curiales.  Eo  die  torno 
bisbal  de  milano  et  ferrara  et  fu  accarezato  dal  prefato  I.  S,  molto. 

Die  ij.  Nouembris. 
Delibero  non  partire  de  casa  per  essere  lo  tempo  piouoso:  et  cosi  audita 


275 


M.**  ecce  Lxxxviiij.' 


NOTEBIBRE 


sua  missa  et  facta  collatione  se  pose  in  facciende  et  multa  expediuit:  et  bora 
xxj.  fii  visitato  sua  S.  da.  la  S.  Regina:  et  morbo  suo  solito  laborauit.  Bora  iiij. 
cenauit:  vj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  iij.  eiusdem. 

Non  egrèssus  est  domum  eo  die.  Audita  missa  sua  et  expeditis  negocijs 
pluribus  fece  coUatione  et  vide  da  le  finestre  de  sua  camera  lungo  lo  fosso 
tucto  quello  jomo  caualli  de  Caserta:  cbe  li  tenea Monte  in  napoli  in  la  nouella 
stalla  ad  sancto  Joannj  ad  carbonara.  Et  iUis  visis  bebbe  lo  solito  accidente 
et  lo  tenne  fino  ad  bore  4.  et  vj.  cenauit  et  viij.  lectulum  ingressus  est.  Et  la  S. 
Regina  eo  die  lo  venne  a  visitare. 

Die  iiij.  Nouembris. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  audita  missa  caualco  et  andò  a  vedere  soi 
caualli  nouamente  venuti  da  marcenese  a  la  nona  stalla  ad  carbonara:  et  illis 
visis  caualco  in  castello  nono  et  li  fece  collatione  et  mansit  cum  rege  per  più- 
res  boras  et  multa  expediuil:  et  reuersus  domum  bora  xxij.  non  dedit  se  ocio 
sed  in  quibusdam  expediendis  :  et  ingressus  lectulum  febre  detentus  solita 
cenauit  bora  iij.  et  v.  lectulum  petijt. 

Die  V.  eiusdepi. 

Postquam  surrexerat  missam  suam  audiuit  et  expediuit  multa  et  colla- 
tione facta  mansit  cum  curìalibus  suis  in  jocalibus:  percbe  lo  tempo  fu  piu- 
moso non  egrèssus  est  domum.  Lo  imbasciatore  florentbio  lo  venne  a  visitare 
et  cum  ilio  multa  expediuit.  Geno  a  iiij.  bòre:  vij.  lectulum  petijt. 

Die  vj.  Nouembris. 

Àudita  sua  missa  caualco  et  fece  coUatione  a  lo  suo  jardino  grande  et  fu 
ili  castello  et  visitauit  reginam:et  reuersus  domum  bora  xxiij. expediuit  multa: 


NOVEMBBE 


M.^  ecce  Lxxxviiij.' 


276 


et  ingressus  lectulom  parum  a  febre  yexatus  hora  iiìj.  cenauit  et  leuiter  per- 
che quella  nocte  delibero  pigliare  medicina.  Hora  vij.  lectulam  ingressus  est. 
Et  eo  die  fureno  facto  le  exequie  del  S.  Joanni  antonio  de  sancto  Seuerino 
maiordomo  del  S.  Re  qui  diem  suum  obijt. 

Die  vij.  eiusdem. 

Hora  xiij.  sua  I.  S.  piglio  le  pillole  et  hora  liiij.  la  manna:  et  audita  missa 
comedit  hora  xviij.  et  ea  hora  la  medicina  hauea  bene  adoperato:  et  eo  die 
multa  expediuit:  et  hora  v.  comedit  et  lectulum  ingressus  est  hora  vij. 

Die  viij-  Nouembris- 

Fu  lo  tempo  assai  turbato  et  pluit:  pero  sua  I.  S.  audio  sua  missa  et  fece 
collatione  et  hora  xviiij.  caualco  quia  aer  erat  clarus:  et  vide  la  casa  noua 
del  suo  jardino  et  la  caualleritia  noua  ad  carbonara  et  fu  in  castello  conia 
S.  Regina:  et  reuersus  expediuit  multa.  Gensoiit  hora  iiij.  lo  accidente  hebbe 
hora  xxiij.  et  vj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  viiij.  Nouembris. 

Àudita  sua  missa  et  facta  collatione  non  exiuit  domum  perche  fu  lo  tem- 
po piumoso:  et  expediuit  multa  negocia  per  totum  diem.  Et  hora  iiij.  cena- 
uit: vj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  X.  eiusdem. 

Àudita  missa  ascese  al  suo  jardino  et  caualco  al  Poggio  reale  et  li  fece 
collatione  et  fece  facciende  sumpto  prandio  con  suo  Cancellere.  Et  interim 
arriuo  li  lo  imbasciatore  fiorentino  et  con  quello  multa  expediuit  et  caualco 
con  quello  et  li  monstre  tucta  la  massarìa.  Et  reuersus  laborauit  sua  solita 
febre.  Cenauit  hora  iiij.  et  conuito  Joancola  et  bisbal  propter  vigUiam  Sancti 
Martini  et  loro  fece  vno  assai  acconcio  convito.  Et  vij.  discessere  Curiales  et 
lectulum  ingressus  est. 


■■Hall 


277  ^«^  ^^^^  LxxXTiiij.^  KOTBIIBEB 

Die  xj,  eiusdem. 

Non  vscio  de  casa  propter  pluuìam  que  per  totum  diem  durauit.  Fece 
molte  facciende.  Ceaauit  bora  iiij.  et  vij.  dormitum  iuit. 

Die  xij.  Nouembris. 

Àudìta  sua  missa  ascese  la  via  del  suo  jardino  et  caualco  al  molo  :  et  par- 
tito da  li  andò  in  castello  al  S.  Re  et  fece  facciende  cum  sua  maestà  et  fece 
collatione  a  la  guardarobba:  et  reuersus  ad  regiam  maiestatem  per  tres  boras 
fuit  in  expediendis  negocijs.£tpost  paulo  andò  a  la  S.  Regina  et  cum  quella 
et  con  lo  imbasciatore  del  S.  Re  de  Castiglia  andò  ad  epyscopio  et  li  videro 
io  sangue  de  sancto  Jennario  squagliare  mirabiliter:  et  ce  interuenne  lo  ar- 
ehyepiscopo  cum  grande  solempnita  :  et  conjunse  la  sua  sancta  Testa  con  lo 
Sangue  et  illieo  diuento  liquido:  et  omnes  adducti  sunt  in  maximam  admira- 
tionem.  Et  eo  viso  discessere  et  sua  I.  S.  se  ne  ritorno  a  sua  babitatione  ad 
riposare  et  eo  die  se  passo  bene  del  solito  accidente.  Ceno  ad  bora  iiij.  Dor- 
mitum iuit  bora  vj. 

Die  xiij.  eiusdem. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  sua  missa  caualco  a  lo  castello  ad  regiam 
maiestatem  et  expediuit  multa  cum  illa:  et  percbe  sua  maestà  andò  a  caccia 
lo  accompagno  fino  a  la  Maddalena  et  reuersus  est:  et  eo  die  passo  bene  et 
nibil  febrem  babuit.  Ceno  a  iiij.  bore  et  lectulum  ingressus  est  bora  vj.  Sua 
collatione  quello  jomo  fece  in  castello. 

Die  xiiij.  Nouembris. 

Sua  I.  S.  non  vscio  de  casa  quello  jomo:  audita  sua  missa  et  facta  col- 
latione se  pose  in  facciende  per  totum  iUum  diem.  Et  lo  imbasciatore  del  S; 
Re  de  trancia  cbe  era  venuto  da  roma  fu  con  sua  I.  S.  et  multa  expediuit.  Et 
ceno  bora  iiij.  et  dormitum  iuit  bora  vj.  Non  bebbe  febre. 


\ 


HOTEKBRK  M.**  cccc  Lxxxviiij.®  278 

Die  XV.  eiusdem. 

Surrexit  hora  xv.  et  non  andìta  missa  caaalco  in  castello  nono  et  expe- 
diuit  multa:  et  sua  missa  audio  in  monte  oliueto.  Et  bora  xxiij.  reuersus  ali- 
qua  negocia  executioni  mandauit  et  passo  bene  eo  die  de  febre.  Ceno  a  iiij. 
bore  et  dormitum  iuit  yj. 

Die  xvj.  eiusdem. 

Hora  xvj.  caualco  in  castello  et  li  fece  collatione  et  andò  con  lo  S.  Re 
a  caccia  a  le  padule.  Et  hora  xxj  reuersus  dimoro  in  lo  suo  jardino  grande 
et  fece  facciende.  Hora  tarda  se  ne  intro  in  castello  et  non  tradidit  se  ocio 
quia  non  erat  moris  sui.  Et  cenauit  bora  iij.  cum  dimidia:  lectulum  ingressus 
est  bora  vj.  et  passo  bene  dei  gratia  de  lo  accidente.  Sperabant  Medici  salu* 
tem  eius. 

Die  xvij.  Nouembris. 

Hora  xv.  surrexit  e  lectulo  et  expeditis  quibusdam  negocijs  Contulit  se 
ad  stabulum  ad  videndos  equos  suos  et  fece  collatione  bora  xviiij.  Et  sumpto 
prandio  de  sua  fenestra  vidit  equos.  Et  hora  iiij.  cenauit  et  lectulum  ingres- 
sus est:  et  nihil  tébrexn  habuit  eo  die. 

Die  xviij.  eiusdem. 

Satis  bona  hora  surrexit  et  audita  missa  ascese  a  lo  jardmo  suo  et  ca* 
ualco  in  castello  nono  et  cum  rege  multa  expediuit.  Et  fece  collatione  a  la 
guardarobba  et  reuersus  iterum  ad  regiam  maiestatem  posuit  se  ad  expe- 
dìenda  negocia:  et  post  paulo  caualco  cum  Regina  et  andoro  a  sancta  Chiara 
et  monstre  a  lo  imbasciatore  de  francia  tucto  quello  monasterio:  et  eo  uiso 
Regina  in  Castnim  nouutn  aduentauit:  sua  I.  S.  in  domum:  et  expeditis  qui* 
busdam  ceno  ad  bore  iiij.  et  lectulum  ingressus  est  hora  vj. 


279  ^-^  ^^^^  Lxxxviiij.**  KOTBUBBli 

Die  xviiij.  eiusdem. 

Audita  sua  missa  ascese  al  suo  jardino  et  li  fece  coUatione  et  caualco  in 
castello  et  uisitauit  Reginam  et  demoro  alquanto  con  quella  et  causa  exercitij 
schachis.  Et  reuersus  bora  xxij.  se  pose  in  facciende  et  cenauit  hora  v.  quia 
adlìuc  stomacus  suus  non  bene  se  babebat  secundum  medicorum  judicium. 
Et  lectulum  ingressus  est  hora  vij. 

Die  XX.  Nouembris. 

Surrexit  hora  xv.  et  audita  sua  missa  ascese  a  lo  suo  jardino  et  caualco 
al  poggio  reale:  et  li  fece  coUatione  et  fece  vedere  tucte  quelle  cose  a  lo  can«> 
collere  de  la  S.  Duchessa  de  ferrara.  Et  reuersus  venne  a  sua  stalla  et  vide 
soi  caualli  et  cenauit  bora  iiìj.  et  vj.  donhitum  iuit. 

Die  xxj.  eiusdem. 

-  Audita  missa  andò  al  suo  jardino  grande  et  li  fece  collalione  :  et  poi  ca- 
ualco a  sancto  Seuerino  et  li  audio  li  vespri:  et  postea  reuersus  vide  li  soi  ca- 
ualli da  la  fenestra  vsque  ad  noctem.  Cenauit  hora  iiy.  et  lectulum  ingressus 
est  hora  vj. 

Die  xxij.  Nouembris. 

Postquam  sjirrexerat  e  lectulo  missam  audiuit  et  quam  primum  caualco 
in  castello  nono  perche  douea  venire  lo  S.  Re  che  stana  fora  a  caccia:  et  fuit 
cum  Regina  et  post  paulo  caualco  et  andò  a  monte  oliueto  a  li  vespri  :  et  illis 
perfectis  ritomo  in  sua  habitatione  et  fece  facciende.  Et  ceno  bora  v.  et  lectu- 
lum ingressus  est  hora  vij. 

Die  xxiij.  Nouembris. 
Surrexit  bona  bora  et  audita  missa  caualco  in  castello  et  fuit  cum  rege 


SOVEMBBB 


M.®  ecce  Lxxxviiij.» 


280 


et  expediuit  multa  negocia  et  fece  collatione  a  la  sua  guardarobba:  et  reaersus 
ad  regem  interim  venne  lo  imbasciatore  del  Re  de  inghilterra  *  et  hauta  au- 
dientia  dal  S.  Re  sua  I.  S.  se  partio  et  venne  a  le  sue  stalle  et  vide  caualcare 
soi  caualli.  Et  ceno  bora  v.  et  vij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xxiiij.  eiusdem. 

Satis  tempestine  e  lectulo  egressus  missam  audiuit  et  caualco  in  castello 
nono  et  accompagnerò  vna  con  lo  imbasciatore  del  Re  de  francia  la  S.  Regina 
a  la  caccia  a  quarto  doue  trouoro  lo  prefato  S.  Re:  et  fu  facta  bella  caccia  et 
ce  fureno  morti  cerai  xv.  et  vno  lupo  et  altre  fere  saluaticbe.  Et  finita  la  cac- 
cia sua  I.  S.  ne  venne  con  lo  S.  Re  fino  a  la  grocta  et  li  monto  in  carrecta 
con  la  S.  Regina  propter  puluerem:  et  smontata  in  castello  la  prefata  S.  Re- 
gina sua  I.  S.  se  ne  uenne  in  capuana  in  carrecta  jam  circiter  bora  ij.  noctis: 
iiij.  cenauit  et  vj.  lectulum  ingressus  est^ 

Die  XXV.  Nouembris. 

Hora  XV.  surrexit  et  audita  missa  caualco  in  castello  nono  ad  regiam 
maiestatem  et  li  fece  collatione  :  et  expeditis  non  nullis  cum  regia  maiestate 
sua  I.  S.  se  ne  uenne^  et  audio  li  vespri  in  sancta  Catarina  de  formelle  quia 
erat  dies  suus.  Et  postea  caualco  et  monstre  le  mura  a  lo  imbasciatore  de  ve- 
netiani  :  et  reuersus  domum  statim  posuit  se  in  negociis  expediendis.  Et  hora 
uij.  cum  dimidia  cenauit  et  vij.  lectulum^  petiere  Guriales.  Quella  sera  bebbe 
parum  febris. 

Die  xxvj.  eiusdem. 

Satis  bona  hora.  surrexit  et  audita  sua  missa  ascese  a  lo  suo  jardino 
grande.  Li  fece  collatione  et  quibusdam  expeditis  negocijs  caualco  al  poggio 
reale  et  vide  tucte  quelle  cose:  et  reuersus  domum  fece  facciende:  et  ceno 
hora  iiij.  sexta  quieuit. 


9B 


28i  M.""  ecce  Lzxxviiij.''  notxmbbb 

Die  xxvij.  Nouembris. 

Perche  qaello  jomo  fa  male  temporale  de  pioua  et  vento  sua  I.  S.  non 
Tscio  fora  de  casa.  Audita  sua  mìssa  se  pose  in  facciende  facta  collatione. 
Ceno  hóra  iiij.  et  vj.  quieuit.  ^ 

Die  xxvìij.  eiusdem. 

Surrexit  bora  xv.  et  audita  sua  missa  et  percepto  Consilio  medicorum 
fece  molte  facciende  et  hora  xvìiij.  caualco  in  castello  nouo  con  tucta  sua 
casa  per  dimorare  ibi  due  jomi.  Et  ceno  ad  hore  iiij.  et  vj.  dormitum  iuit:  et 
quella  sera  venne  lo  S.  Re  che  era  fora  ad  vna  hora  de  nocte. 

Die  xxviiij.  eiusdem. 

Surectis  Curìalibus  et  iam  in  Curia  profectis  certe  satis  non  tarda  hora 
surrexit  e  lectulo:  et  audita  sua  missà  et  facta  collatione.  fuit  cum  Regia  ma- 
iestate  et  Regina  in  negocijs:  et  furono  facti  certi  sponsalicij  de  vna  creata  de 
la  prefata  S.  Regina.  Hora  iiij.  cenauìt  et  vij.  lectulum  ingressus  est.  Et  deli- 
bero sua  I.  S.  ritornare  a  sua  habitatione  die  sequenti. 

Die  vltimo  Nouembris. 

Sua  I.  S.  audita  missa  et  facta  collatione  et  expeditis  quibusdam  nego- 
cijs cum  regia  maiestate  caualco  et  ritomo  in  castello  capuano:  etstatim  po- 
suit  se  in  negocijs.  Hora  iij.  cenauit  et  v.  lectulum  ingressus  est. 

Die  primo  Decembris.  dbcembbe 

Hora  XV.  surrexit  e  lectulo  et  audita  missa  fece  collatione  hora  xviij.  Et 
quam  primum  caualco  in  castello  nouo  et  cum  Regia  maiestate  multa  expe- 
diuit.  Et  contulit.se  ad  Reginam  et  cum  quella  monto  m  carrecta  et  andoro 

a  la  incoronata  et  in  certa  casa  fu  danzato  da  le  Damigelle  de  dieta  S.  Regi- 

36 


BSGEMBBS  M.^  cccc  Lzxxviiij.^  282 

na:  et  post  iUinc  discessum  Regine  sua  I.  S.  se  ne  uenne  in  castello  capua- 
no. Expeditis  non  nullis  negocijs  et  visis  non  nullis  Codicibus  suis  qui  vene- 
rant  florentìa  cenauit  bora  iiij.  et  \j.  lectulum  ingressus  est 

Die  ij.  Decembris. 
Sua  I.  S.  audita  missa  et  expeditis  non  nullis  :  propter  pluuiam  que  ilio 

■ 

die  fuit  demoratus  est  domi  per  totum  diem  videns  suos  Codices  et  alia  aufu- 
giendi  ocij  causa.  Hora  xx.  fece  coUatione:  cenauit  bora  iiij.  vj.  lectulum  petijt. 

Die  iij.  Decembris. 

Surrexit  bona  hora  quia  raro  uel  nunquam  demorata  est  sua  L  Domi- 
natio  in  lectulo:  nam  summo  mane  mos  eius  erat  ponere  se  in  negocijs.  Au- 
dita sua  missa  et  facta  collatione  ascese  al  suo  jardino  et  caualco  in  castello 
nono  et  fuit  cum  regina  et  andò  in  casa  messer  pasqual  quia  eo  die  obijt 
diem  suum  vxoc  ^i^  nobilissima  quam  I.  Dominus  vnice  dilexerat  in  vita  ob 
eius  optimos  mores.  Et  reuersus  in  castellum  Capuanum  posuit  se  in  nego- 
cijs :  cenauit  hora  iiij.  et  yj.  petijt  lectulum. 

Die  iiij.  Decembris. 

Satis  bona  hora  surrexit  et  audita  sua  missa  caualco  a  sancta  Maria  de 
la  nona  et  li  audio  la  messa  cantata  et  lo  officio:  che  furono  facto  le  exequie 
de  U  consorte  del  S.  Messer  Pasqual:  et  illis  expletis  ne  uenne  a  lo  suo  jar- 
dino grande  et  facta  collatione  contulit  post  paulo  ad  stabula  sua  vna  con  lo 
imbasciatore  del  S.  Re  de  francia  et  vide  soi  caualli.  Et  iUis  visis  domum  re- 
uersus^ ad  negocia  se  implicauit.  Cenauit  hora  iiij.  et  vj.  ad  lectulum  con- 
uolauit. 

Die  V.  Decembris. 
Bona  hora  surrexit  et  audita  sua  missa  caualco  a  sancto  Martino  doue 


!••«  ■ 


283  M.<^  ecce  LxxXYÌiij.®  DECBMBfiB 

coQuito  lo  imbasciatore  del  S.  Re  de  firancia  et  li  molto  lo  accarezo  :  et  lo 
connito  fa  molto  ordinato  et  copioso  de  pescio  et  de  ouo  et  multe  altre  vi* 
uande:  ita  et  taliter  che  lo  dicto  imbasciatore  resto  admirato.  Et  smnpto  pran- 
dio fece  accompagnare  saa  I.  S.  lo  prefato  imbasciatore  a  pezolo  da  alchoni 
de  li  soi  fra  li  quali  ce  mando  lo  Magnifico  Jacobo  Sanazara  Poeta  eximio 
che  li  monstrasse  tucte  quelle  antiquitate  come  homo  experto  in  ciò.  Et  fece 
ordinare  che  mentre  dicto  imbasciatore  demorasse  la  non  li  manchasse  al- 
chuna  cosa  ymo  fosse  seruito  come  la  persona  sua.  Sua  I.  S.  caualco  et  ven- 
ne a  la  incoronata  doue  trouando  la  S.  Regma  in  carrecta  scaualco  et  intro 
in  carrecta  et  andoro  a  visitare  una  donna  hauea  figliato.  Et  li  lasso  la  pre- 
fata S.  Regina  et  se  ne  uenne  in  castello  capuano:  et  expeditis  quibusdam 
bora  iiij.  cenauit:  yj.  lectolum  ingressus  est. 

Die  vj.  Decembris. 

Postquam  surrexerat  audiuit  missam  suam  et  caualco  in  castello  nono 
et  fuit  cum  Regina.  Interim  arriuo  lo  imbasciatore  del  Re  de  francia  che  ve- 
niua  da  vedere  quelle  antiquitatj  de  pezolo  et  cum  quello  se  ne  uenne  in 
castello  bora  xxiy.  et  fece  facciende.  Ceno  a  iiij.  bore  et  vij.  lectulum  petijt. 

Die  vij.  eiusdem. 

Hora  xvj.  surrexit  et  audita  missa  caualco  in  castello  nono  et  decte  au- 
dientia  per  iiij.  bore.  Fuit  ibi  maximus  hominum  concursus  perche  sual.  S. 
per  sua  indispositione  era  stato  circa  iiij.  mesi  che  non  hauea  dato  audien- 
tia.  Expaccio  cose  assai  et  la  fece  sua  coUatione  et  post  paulo  caualco  et 
andò  a  li  vespri  de  la  conceptione  a  sancto  Seuerino.  Et  cenauit  hora  iiij.  et 
solita  dormiuit. 

Die  viij.  Decembris. 
Hora  xvj.  surrexit  et  ascese  a  lo  suo  jardmo  grande  et  audio 4nissa  a 


M.®  ecce  LxzzTiiij.**  284 

sancto  Petro  ad  Ara:  et  eo  die  expedio  molte  facciende  et  fu  a  sua  stalla  et 
li  fece  collatione.  Et  de  poi  canalco  fino  a  lo  Molo  et  andando  in  castello 
nono  trono  che  la  S.  Regina  era  canalcata  :  et  partendose  sua  L  S.  per  ritor- 
narsene trono  quella  per  la  via  et  reuersus  in  castellum  démoro  alquanto  cum 
sua  Reginale  maestà  et  hora  xxiiij.  cum  dimidia  reuersus  est  in  castellum 
capuanum  et  multa  expediuit.  Geno  ad  bore  iij.  conuito  a  sua  cena  messer 
Joannj  antonio  Caldera  et  messer  Berlingeri  suo  figlio  et  antonecto  Citare: 
et  ut  plurimum  Joannj  Cola  Gayetano  et  Bisbal  erant  in  prandio  cum  ilio: 
nam  iiij  duo  faceti  viri  habebantur.  Lectulum  ingressus  est  hora  yj. 

Die  viiij.  eiusdem. 

Audita  sua  missa  caualco  al  Poggio  reale  et  vide  quelle  fabricbe  et  li 
fece  collatione:  et  post  paulo  ritomo  et  vide  li  conigli  a  le  virginj.  Et  venne 
in  castello  et  posese  in  facciende  et  ceno  ad  boreiiij.  et  yj.  lectulum  ingres- 
sus est. 

Die  X.  Decembris. 

Fu  tanto  tempo  piumoso  che  non  escio  de  casa  et  tucto  quello  jomo 
fece  facciende  et  li  imbasciatori  de  ytalia  fureno  cum  sua  I.  S.  et  vide  molti 
libri  et  panni  de  Araza.  CeuQ  hora  iiij.  et  vij.  lectulum  petijt. 

Die  xj,  eiusdem. 

Àudita  sua  missa  caualco  in  castello  nono  et  fuit  cum  Regina  et  la  fece 
collatione  et  fece  facciende  cum  Illa  et  Pontano  Secretano  regio.  Et  vide 
certi  panni  pincti  et  certi  brochati.  Et  reuersus  in  castellum  capuanum  po- 
suit  se  in  negocijs  et  cenauit  hora  iiij.  et  vij.  Curiales  discessere. 

Die  xij.  Decembris. 
Surrexit  bona  hora  et  audita  missa  ascese  a  sue  stalle  et  vide  cauallj. 


285  M."*  ecce  LzxzTiiij.^ 

Àniuo  lo  imbasciatore  del  S.  Re  de  francia  et  visis  equìs  caualcoro  al  molo 
ragionando  de  molte  cose:  et  renersus  domnm  posuit  se  in  negocijs.  Ceno 
ad  bore  iiij.  et  vij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xiij.  Decembris. 

Demoro  alquanto  in  casa  et  audita  sua  missa  caualco  in  castellò  nono 
et  fuit  cum  Regina:  et  li  fii  facto  vna  parentela  che  fu  data  la  sore  del  Conte 
de  conza  a  Messer  hectoire  pignactello.  Et  li  arriuando  lo  imbasciatore  del 
S.  Re  de  francia  caualco  con  la  S.  Regina  a  Sancta  Lucia  erat  enim  dies 
suus.  Etreuersus  accompagno  la  prefata  Regina  a  casa  de  Donna  Maria  cbe 
hauea  figliato:  et  quam  prìmum  caualco  con  lo  imbasciatore  predicto  et  quello 
de  Milano  et  andò  a  visitare  lo  imbasciatore  del  S.  Re  de  castiglia  a  le  case 
del  conte  de  fundi:  et  reuersus  conuito  quella  sera  lo  prefato  imbasciatore 
del  S«  Re  de  francia  et  honorifice  et  laute  illum  recepit.  A  tre  bore  furono  in 
tauola  :  antea  semper  in  soni  et  canti  :  bora  vj.  finito  conuiuio  discessit  le- 
gatus  Gàllorum  et  quam  primum  post  paulo  Dominatio  sua  lectulum  petijt. 

Die  xiiij,  Decembris. 

Hora  xv).  surrexit  et  expeditis  quibusdam  andò  a  missa  a  sancto  Joannj 
ad  carbonara  et  caualco  et  vide  et  designo  alcbune  habitationi  appresso 
le  Mure  none  de  la  terra:  et  quello  jorno  fu  a  lo  poggio  et  li  facta  collatione 
vide  tucte  quelle  frabiche.  Et  reuersus  caualco  fino  a  lo  molo  et  audio  com- 
pleta a  sancta  maria  de  monte  oliueto.  Et  reuersus  se  pose  in  facciende.  Ce- 
nauit  hora  iiij.  et  vj.  lectulum  petijt. 

Die  XV.  eiusdem. 

Àudita  sua  missa  satis  bona  hora  caualco  in  castello  nono  a  dare  au- 
dientia  et  data  ibi  fecit  collationem  et  fu  in  castello  :  visito  la  S.  Regina  et 
parlo  con  messer  pasqual.  Et  expeditis  non  nuUis  discessit  et  andò  a  visi- 


/ 


BBCSMBBIS 


M.**  ceco  Lxxxviiij.*  286 

tare  lo  imbasdatore  del  S.  Re  de  francia  che  staua  indisposto.  Et  ritornato 
in  castello  de  capuana  se  pose  in  facciende.  Ceno  ad  bore  iiij.  et  vj.  lectn- 
lum  ingressus  est. 

Die  xvj.  Decembris. 

Àudita  sua  missa  quam  primum  se  pose  in  facciende  fino  ad  bore  xx. 
et  ea  bora  mangio  per  vna  uolta:  et  sumpto  prandio  vennero  li  imbasciatori 
et  con  quelli  multa  expediuit  eo  die.  Et  non  vscio  fora  quello  jomo  per  es- 
sere male  temporale.  Cenauit  minime  eo  sero  perche  quella  nocte  volea  pi* 
gliare  certe  pillole.  Lectulum  ingressus  est  bora  yj. 

Die  xvij.  eiusdem. 

Sua  I.  S.  prese  pillole  ante  lucem  cum  Consilio  medicorum  et  de  quelle 
sentio  grande  restauratitene  et  molto  adoperoreno  dei  gratia  ad  salutem  cor* 
poris.  Mangio  per  vna  uolta  ad  bore  xviiij.  sonate:  et  quello  jomo  fece  molte 
facciende  et  ocio  vnquam  marcebat.  Lectulum  ingressus  est  bora  v. 

Die  xviij.  eiusdena. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  bora  xvj.  fece  coUatione  et  caualco 
post  paulo  et  andò  In  castello  nouo  et  fu  con  la  S.  Regina  et  con  quella  an- 
doro  in  carrecta  a  visitare  lo  imbasciatore  del  S.  Re  de  trancia  che  staua  in- 
disposto in  le  case  del  S.  Don  federico.  Et  sua  I.  S.  non  lassaua  mancare  in 
la  casa  de  quello  mai  suo  medico  ne  altra  cosa  necessaria  quanto  a  sua  per* 
sona  propria.  Et  accompagno  la  prefata  S.  Regina  in  castello  nouo:  etreuer* 
sus  in  castellum  capuanum  fece  facciende  fino  ad  bore  iiij.  et  ea  bora  cenam 
sumpsit:  et  lectulum  ingressus  est  bora  vj. 

Die  xviiij.  Decembris- 
Surrexit  satis  bona  bora  et  audita  missa  caualco  in  castello  nouo  et 


287 


M.**  ecce  Lxxxviiij.' 


i].'h:4  i\*^ 


decte  aadientia  :  et  illa  finita  fece  la  collatione  et  parlo  con  messer  pasqnal 
et  andò  al  fnolo  che  fu  vna  tempesta  maritima  assai  grande:  et  eo  die  arriuo 
al  molo  vna  saecthia  de  palermo  in  xx  bore  et  salaa  fuit.  Ritornato  in  casa 
se  pose  in  facciende.  Cenauit  hora  iiìj.  et  vj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  XX.  Decembris. 

Hora  xvj.  surrexit  et  audita  missa  ascese  al  .suo  jardino  et  li  fece  colla- 
tione et  caualco  et  trono  la  S.  Regina  a  casa  del  S.  Alfonso  carazolo  et  cum 
quella  interuenne  al  baptismo  de  vna  sua  figlia:  et  post  paulo  se  ne  andò  in 
castello  cum  la  S.  Regina  et  caualco  et  andò  ad  scontrare  lo  S.  Re  a  porta 
reale  cbe  veniua  da  fora:  et  ritorno  in  castello  cum  sua  maestà  la  quale  illieo 
visito  la  S.  Regina  et  fu  in  facciende  con  messer  Julio  et  lo  pontano:  et  dimoro 
li  tanto  cbe  lo  S.  Re  andò  a  li  vespri:  et  discessit  et  ritorno  in  castello  capuano 
hora  prima  noctis.  Cenauit  hora  iij.  et  lectulum  ingressus  est  hora  v.  Eo  die 
lo  prefato  L  S.  audio  li  vespri  a  sancto  Seuerino.  Versabatur  continuo  cum 
ipsis  Religiosis  et  vitam  deuote  ducebat  perche  die  Nati\1tatis  votebat  ipsam 
Eucharistiam  accipere. 

Die  xxj.  Decembris. 

Sua  I.  S.  bona  hora  audio  sua  missa  et  caualco  in  castellonouo  et  fece 
facciende  cum  sua  maiestate  Regia  et  Regina.  Li  fece  collatione  et  caualco 
con  quella  ad  visitare  lo  imbasciatore  del  S.  Re  de  trancia  che  stana  indi- 
sposto. Reuersus  hora  prima  noctis  in  castellum  capuanum  ceno  ad  bore  iij. 
et  V.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xxij.  Decembris. 

Hora  xvj.  surrexit  et  audio  la  missa  a  sua  Cappella  et  ascese  a  lo  jar- 
dino suo  grande:  et  post  paulo  caualco  et  andò  a  vedere  certa  massaria  doue 
volea  fare  venire  le  mura  de  la  Cipta:  et  andò  a  lo  molo  et  da  li  in  castello 


I.  'Hi  i;< 


M,®  ecce  Lxxxviiij.*  288 

nono  eX  fn  con  lo  S.  Re  et  Regina  in  facciende  per  totum  diem.  Reuarsus 
bora  prima  in  negocijs  se  implicoit.  Genaoit  bora  iij.  et  v.  lectulnm  petijt. 

Die.  xxiij.  eiusdem. 

Audita  sua  missa  caualco  et  andò  a  caccia  a  le  padule  con  lo  S.  Re  et 
con  sua  maestà  fece  coUatione:  et  caualcoro  a  pianura  et  la  feceno  caccia  de 
porci:  et  Io  prefato  I.  S.  ne  amazo  vno  cum  sue  mano  et  grosso.  Reuersus 
est  bora  prima  noctis  et  2.*  cenauit  et  solito^suo  more  lectulum  ingressus 
est.  Et  ordino  cbe  fusse  previsto  per  stanza  in  Sancta  maria  de  monte  oliueto: 
cbe  volea  andare  la  lo  di  seguente  a  li  ofQtij  paschali  et  confessarse  et  co* 
municarse. 

Die  xxiiij.  Decembris. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  caualco  et  audio  sua  missa  in  sancta  maria 
de  monte  oliueto:  et  li  mangio  per  vna  uolta  et  audio  li  vespri  et  la  nocte  lo 
ofQtio  tucto  con  gran  diuotione:  et  confessato  diligentemente  dal  suo  Confes- 
sore delibero  comunicarse  la  mactina  seguente:  et  li  dormio  quella  nocte. 

Die  XXV.  Decembris.  In  monte  oliueto. 

Summo  mane  auditis  ofQciis  noctumis  et  tribus  solitis  missis  sua  I.  S. 
prese  la  sancta  Eucaristia  et  tanto  diuotamente  quod  plurimi  dicunt  lacri- 
masse satis:  et  admirantur  illius  contritìonem  capiant  exemplum  ali)  viuentes 
et  bene  viuant  et  ab  ipso  deo  post  vitam  nil  aliud  expectent  nìsi  justiciam. 
Sumpto  ibi  prandio  dormiuit  aliquantulum  et  caualco  in  castello  ad  regiam 
maiestatem:  et  ordino  che  sua  casa  andasse  la  cbe  uoleua  starce  dui  jomi: 
cbe  volea  fare  pasqua  cum  Regio  patre  et  Pasqua  die  veneris  fuit.  Et  la  dor- 
mio quella  sera  et  fece  cenare  cum  ipso  lo  I.  S.  Principe  suo  primogenito. 
Et  lectulum  petijt  bora  vij. 


IR^I 


OS 


289  M.°  ecce  LxxXTÌÌÌj.*>  SBCSUBBB 

Die  xxvj.  Decembris. 

Ed  die  aadiuit  missam  cantatam  cum  regia  maiestate  et  li  fece  coUa- 
tione  et  eipedio  molte  facciende.  Et  in  sero  discessit  et  ritomo  in  suo  ca- 
stello de  capuana.  Ceno  hora  iij.  et  v.  lectulum  petijt. 

Die  xxvij.  eiusdem. 

Àudita  sua  missa  caualco  et  yide  soj  caualli  et  sue  cauallaritie  et  li  mon- 
stro  a  messer  Joan  Jacobo  et  poi  andò  in  castello  nono  et  trono  che  lo  S.  R» 
mangiaua  et  demorauit  cum  ilio:  et  contulit  se  ad  reginam  et  la  conduxe  a 
la  missa  cantata  et  cum  illis  audio  missa  cantata:  et  perfecta  fiiit  cum  Regi- 
na. Et  expeditis  multis  vide  jocare  al  pallone  dal  I.  S.  Principe  et  da  molti 
altri:  et  post  paulo  fuit  cum  Rege  et  regina  et  Fontano  et  lo  imbasciatore  de 
castiglia  in  faccende:  et  hora  prima  noctis  fuit  in  vesperis  cum  illis:  et  reuer* 
sus  quam  prìmum  cenauit  hora  iij.  et  v.  lectulum  ingressus  est.  Et  eo  die 
suo  I.  S.  fece  cauallere  fra  Joanuincenzo  carraffa  figlio  de  messer  bertoldo 
suo  paggio. 

Die  xxviij.  Decembris. 

Bona  hora  surreiit  et  audita  sua  missa  contulit  se  ad  stabulum  et  fece 
ordinare  molte  cose  et  soi  caualli  :  che  espectaua  lo  S.  Re  che  douea  uenire 
quella  sera  ad  cenam  a  la  Duchescha  doue  sua  Signoria  lo  hauea  conuitato 
con  molti  conti  et  marchesi:  et  venendo  sua  maestà  dimoro  a  sue  cauallari* 
tie  et  vide  soj  caualli  et  contulit  se  post  paulo  a  la  dieta  Duchescha  palatìo 
nouamente  edificato  dal  dicto  L  S.  fronte  a  lo  suo  jardino  grande.  Quella  fu 
posta  bene  in  ordine  et  ben  parata  con  panni  de  arazo.  Et  lo  conuito  bene 
preparato  bora  iij.  noctis  furono  in  tauola  doue  furono  viuande  in  quantità 
et  fu  lo  conuito  copiosissimo  de  ogni  cosa.  Poi  hebbe  cenato  dieta  maestà 

con  li  baroni  Conti  et  altri  sua  I.  S.  ceno  con  molti  cortesani  del  S.  Re  et  la 

37 


|].-H:4/i:^ 


M.^  ecce  LxxzTiiij/  290 

prefata  maestà  se  partio  in  castello  nono.  Sumpta  cena  lectalum  ingressus 
est  et  ordino  a  soi  officiali  che  lo  di  seguente  prouedessero  che  la  casa  andasse 
a  casale  del  Principe:  che  la  volea  andare  sua  I.  S.  con  lo  S.  Re  prèfato. 

Die  xxviiij.  Decembris.  In  casal  de  principe. 

Bona  bora  surrexit  et  aadita  sua  solita  missa  expedio  molte  facciende  et 
hora  xviij.  caualco  tirato  a  casale  del  principe:  et  li  poi  fa  juncto  per  spatium 
hore  mangio  per  vna  uolta  et  post  paulo  andò  a  visitare  lo  S.  Re  che  già  era 
arriuato  et  expedio  facciende  com  sua  maestà.  Et  reuersus  hora  iìj.  noctis  a- 

liquantulum  quieuit  et  hora  iiij.  lectulum  mgressus  est. 

< 
Die  XXX.  Decembris.  In  casal  de  Principe. 

Surrexit  e  lectulo  bona  hora  et  audita  sua  missa  caualco  et  andò  a  tro- 
uare  lo  S.  Re  et  andò  a  caccia  cum  sua  maestà  al  Blazone  et  videno  volare. 
Et  reuersus  aliquantulum  moram  traxit  domi  et  mutato  ritomo  al  S.  Re  pre- 
fato et  fece  facciende  ut  sui  moris  erat.  Quello  jorno  sua  I.  S.  fece  coUatione 
a  la  cauallaritia  del  mazone.  Et  ceno  a  tre  hore  de  nocte  et  v.  lectulum  in- 
gressus est.  Et  semper  che  sua  I.  S.  seguitaua  sua  maestà  dormiua  tanto  po- 
che che  tucto  homo  restaua  admirato  come  posseua  durare:  et  presertim  li 
Medici  che  stanano  gelosi  de  sua  sanità  eo  maxime  che  sua  I.  S.  ^a  stata 
indisposta  assai  tempo  et  guarito  et  richaschato  plurimum:  ad  id  Medici  pre- 
fati dabant  oculos  perche  cosi  era  stato  imposto  loro  dal  S.  Re  suo  patre  :  et 
a  loro  honore  era  attribuito  et  mancamento  quando  alchuna  cosa  nona  fusse 
acchaschata.  Interueniano  semper  li  preM  medici  al  mangiare  de  quello  et 
ogni  jorno  nouam  adhibebant  medelam.  0  res  miranda.  Parca  impossibile 
che  tale  I.  S.  douesse  patire  si  per  lo  bone  reggimento  si  etiam  per  la  bona 
et  sancta  vita  sua.  Denoto  elemosinerò  amatore  de  li  pouerì  zelatore  de  li 
pupilli  et  de  li  Religiosi  carìtatiuo.  Cosi  parlaua  mangiaua  conuersaua  con 
quelli  come  con  suoi  germani  illustrissimi.  Ogni  di  andina  sua  missa  et  non 


291  M.^  ecce  LxxxYiiij.^ 

se  trooa  che  maj  la  lassasse.  Spesso  se  confessaua:  facea  dare  denari  per  lo 
amore  de  dio:  a  la  nomptiata  de  napoli:  maritaoa  figliole:  et  ego  huius  rei 
testis  sum:  che  me  pose  al  mondo. vna  mia  sore.  Le  cose  de  ipsi  Religiosi  et 
loro  facciende  teneoa  per  proprie.  Et  illis  temporibus  hauendose  a  pagare  la 
decima  al  Papa  Innocentio  volse  sponte  pagare  et  esborsare  del  suo  circa 
ce.  ducati  tochaua  a  pagare  a  li  Monaci  de  Sancta  maria  de  monte  oliueto. 
0  tempora  0  res.  De  continuo  facea  leggere  in  sua  camera  da  li  soi  ca- 
mererì  dicti  antiqui  et  boni  et  più  uolte  dicea  sua  I.  S.  che  se  non  che  dubi* 
taùa  che  non  se  mormorasse  haria  facto  leggere  in  sua  tauola  quando  man- 
giaua  cose  sancte.  Et  per  intendere  quelle  spesse  uolte  andana  a  mangiare 
con  li  Monaci  de  sancto  Seuerino  et  de  Sancto  benedicto  de  monte  oliueto 
recreandi  animi  sui  gratia.  Faciua  dare  ogni  mactina  a  lo  castello  elemosi- 
ne a  quanti  peneri  ce  ahdauano:  pane  et  vino.  Lo  venardi  facea  venire  xij. 
peneri  vergognosi  in  vna  sua  habitatione:  et  dato  loro  1  acqua  a  le  mani  fa- 
cea donare  loro  vno  carlino  per  vno.  Non  delibero  in  ciò  distenderme  più 
perche  già  ho  cominciato  tractare  sua  vita  ampiamente  et  in  quello  tractato 
sarà  più  condecente  narrare  ogni  cosa.  Basta  in  questo  penero  le  jornate  sue 
et  fare  quanto  me  e  stato  ordinato.  Et  se  pure  qualche  uolta  me  alargo  a  di- 
re qualche  cosa  fora  de  necessario  parcant  mihi  lectores  perche  lo  fo  per  mio 
exercitio.  Et  eo  die  lo  S.  Re  delibero  partire  dal  Casale  et  venire  in  napoli: 
Et  pero  sua  I.  S.  ante  lucem  fu  in  pede  et  expeditis  non  nuUis  et  ordinato 
a  li  soj  partissero:  se  pose  a  dire  a  la  mente  alchune  orationi  le  quali  soli- 
tus  erat  dicere  vnoquoque  die  :  et  arriuato  in  napoli  subito  cosi  lapso  ante- 
quam  lectulum  peteret  expedio  alchune  cose  importanti.  Et  ea  nocte  pa- 
rum  dormiuit:  et  ut  morìs  sui  erat  cogitami  non  nuUa  prò  statu  suo  con- 
seruando. 

Die  vltimo  Decembris. 
Summo  mane  surrexit  et  audita  sua  missa  volea  andare  a  caccia  con  lo 


n  i'in; 


DECEMBBE 


M."*  ecce  Lxxxviiij.*  292 

S.  Re:  et  per  essere  mal  temporale  non  ce  andoro.  Fece  faccende  con  lo  S. 
Re  et  quam  primum  caualco  et  per  la  via  fece  collatione:  et  accompagnato  Io 
S.  Re  prefato  in  castello  nono  et  visitata  la  S.  Regina  se  ne  venne  in  capua- 
na et  ceno  ad  hore  due  de  nocte  et  4*  dormitom  iuit.  Et  per  la  via  hebbeno 
nona  che  lo  S.  Re  de  castiglia  hauea  pigliata  Bazo  cipta  grossa  del  Re  de 
granata. 


293 


M,"*  ecce  Lxxxx."" 


GENKARO 


Die  primo  Januarij. 

Hora  XV.  surrexit  et  audita  missa  caualco  in  castello  nouo  per  intendere 
la  missa  cantata  con  lo  S.  Re.  Trono  che  dormiua:  expecto  a  la  sua  guarda- 
robba  ragionando  con  li  Regali  Curiali:  interim  Regia  maiestas  surrexit.  Au- 
dio la  missa  cantata  et  fece  la  coUatione  et  tucto  quello  jorno  stette  in  ca- 
stello a  piacere  et  joco  con  alchuni  mercanti  et  vinze  cento  xxx  ducati  et 
tucti  li  dono  a  le  damigelle  de  la  S.  Regina  ut  semper  moris  sui  erat.  Et  re- 
uersus  domum  hora  iij.  cenauit  et  vj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  ij.  Januarij. 

Postquam  surrexerat  posuit  se  in  negociis  cum  messer  Julio  et  quam 
primum  equitauit  et  andò  a  trouare  lo  S.  Re  che  veniua  ad  Piscopio:  che  vo- 
lea  andare  a  la  Numptiata  con  là  processione  et  audire  la  la  missa  cantata 
insieme  con  la  S.  Regina:  et  lo  affronto  a  là  porta  Reale  et  andò  con  loro 
maiestate.  Finita  la  processione  et  missa  ritorno  in  castello  nouo  vbi  cum 
Rege  et  legato  fiorentino  expediuit  multa:  vsque  ad  iiij.  horam  noctis  fuit  im- 
plicitus  rebus  necessarìjs.  Reuersus  in  castellum  suum  quamprimum  cenauit: 
hora  vij.  lectulum  petijt. 

Die  iij.  Januarij. 

Bona  hora  surrexit  et  audita  missa  caualco  et  andò  a  trouare  lo  S.  Re 
che  douea  venire  con  la  Regina  a  sancto  Domenico  doue  veniua  la  processio- 
ne generale  da  piscopio:  et  trono  che  lo  prefato  S.  Re  se  vestina  et  caualco  et 


QINNARO  M.^  ecce  LxXZZ.<»  3^4 

accompagno  la  S.  Regina  ad  piscòpio:  etiitoraando  in  caltelio  per  accompa- 
gnare lo  prefato  S.  Re  lo  trono  a  porta  reale  che  veniua  et  andoro  in  sancto 
Domenico.  Interim  venne  la  S.  Regina  accompagnata  dal  B.  Principe  et  da  lo 
imbasciatore  del  S.  Re  de  Castiglia.  Audiro  la  missa  cantata  et  ea  perfecta 
andoro  a  la  festa  de  la  figlia  de  messer  Cola  toraldo:et  li  fece  collatione.  Et  fé- 
sto  completo  ritomoro  in  castello  nono  et  ibi  plura  eipediuit  vsque  ad  horam 
iij.  noctis:  et  non  cenauit  domi  eo  sero  nec  habuit  suos  Cttliales.  Arriuato  in 
castello  bora  vj.  lectnlum  ingressus  est. 

Die  iiij.  Januarij. 

Satis  bona  bora  andiuit  missam  suam  et  andò  a  trouare  Io  S.  Re  et  fu 
con  quello  a  sancta  maria  de  la  gratia.  Li  audiro  la  missa  cantata  eo  modo 
ut  supra  con  la  processione:  et  perfecta  se  ne  tornerò  in  castello  et  tucto 
quello  jomo  fu  in  faccende.  Hora  iij.  noctis  se  ne  uenne  et  ceno  bora  iiij.  et 
V.  lectulum  petijt. 

Die  V.  eiusdem. 

Delibero  sua  I.  S.  andare  in  castello  et  la  alloggiare  perche  lo  di  seden- 
te se  facea  festa  per  la  nona  era  venuta  de  la  Victoria  del  S.  Re  de  castiglia. 
Erano  state  conuitate  tucte  le  jentili  donne  de  napoli  per  danzare.  Et  la  man- 
gio  et  dormio  quella  sera:  lo  jomo  fu  cum  Regia  maiestate  in  negocijs  e\^ 
pediendis.  Lectulum  ingressus  est  hora  vij. 

Die  vj.  Januarij. 

Jam  sole  terram  rigante  surreiit  et  audita  sua  missa  et  eipeditis  qui- 
busdam  rebus  domesticis:  essendo  in  castello  nono  con  sua  casa:  andò  a  tro- 
uare lo  S.  Re  che  già  se  leuaua:  audio  missa  cantata  cum  sua  maiestate:  do- 
ne  se  trono  la  S.  Regina  et  tucti  li  imbasciatori  de  ytalia  et  quelli  del  S.  Re 
de  castiglia  et  de  francia.  Audita  missa  fece  collatione.  Tucto  quello  jomo  se 


^maet 


295 


M.*  ecce  Lszzx.'^ 


GENNABO 


fece  fofta  et  danze  che  ce  se  trouoro  tucte  le  nobili  donne  de  Napoli.  Finita 
la  fetta  fa  preparata  et  data  vna  coUatione  Regale  et  copiosa  de  ogni  ragione 
de  eonfectioni:  Quella  sera  lo  S.  Re  conuito  la  S.  Regina  et  imbasciatori  li 
quali  fureno  assai  accarezati  et  molto  amicheuolmente  raccolti  da  sua  mae- 
ata.  Lo  prefato  I.  B.  se  ne  andò  a  cenare  a  sue  stanze  et  semper  seruio  al  S. 
Re  mentre  mangio.  Sampta  cena  fureno  facto  belle  tramesse  et  maschere. 
Media  nocte  lectulum  petiere. 

Die  vij.  Januarij. 

Satis  bora  congrua  surrexit  e  lectulo  et  audita  sua  missa  fece  alchune 
facciènde  perche  lo  di  dinanzi  era  stata  la  epyfania  et  sempre  se  trono  in  fe- 
sta: non  hauea  possuto  expedire  facciènde  et  quello  jorno  douea  ritornare 
in  castello  de  capuana.  Et  andando  al  S.  Re  trono  non  era  leuato:  et  post 
paulo  intese  che,  sua  maestà  non  deliberaua  partire  quello  jorno.  Cosi  fece 
ritornare  li  soi  che  già  erano  in  partita  et  quella  sera  mangio  et  dormio  in 
castello  nouo  et  a  negocijs  unquam  fuit  liber  ut  sui  moris  erat.  A  xxij.  bore 
intro  lo  imbasciatore  de  Milano  in  napoli  cum  grande  triumpho  et  bene  ac- 
compagnato da  molti  Signori  jussu  regie  maiestatis. 

Die  viij.  Januarij. 

Omnino  delibero  partire  lo  S.  Re  et  andare  a  casale.  Cosi  lo  I.  S.  audita 
sua  missa  et  partito  lo  prefato  S.  Re  se  pose  in  facciènde  et  tucto  quello  jorno 
non  fece  altro:  sua  collatione  fece  in  castello  nouo.  Reuersus  iterum  in  ne- 
gocijs posuit  se:  et  ceno  bora  iij.  et  v.  lectulum  ingressus  est.  Et  quella  sera 
vide  caualli  in  camera  sua. 

Die  viiij.  Januarij. 

Non  vscio  de  casa:  solum  andò  a  sua  stalla  a  vedere  soi  caualli  andina 
prius  missa  et  decte  audientia  ad  imbasciatori  et  a  molti  altri.  Nunquam 


GEMNARO  M.^  ecce  LxxXX.®  296 

qnieuit  eo  die  vsque  ad  horam  xiiiij.  Tunc  contuUt  se  ad  prandiom  per  vna 
nolta:  et  bora  solita  petijt  lectulum:  et  aliquantulum  eo  die  illum  tetigit  febris. 

Die  X.  eiusdem. 
Bona  bora  surrexit  e  lectalo  et  andita  missa  mangio  et  non  exinit  do- 

« 

mum  nisi  bora  vespertina  et  contulit  se  in  castellum  nouum  :  et  li  fece  fac- 
ciende  et  fuit  cum  Regina:  et  reuersus  posuit  se  in  negocijs  et  cenaoit  bora 
ij.  noctis:  y.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xj.  eiusdem. 

Hora  XV.  egressus  est  lectulum  et  audita  missa  fece  collatione  a  sedici 
bore:  et  postea  fuit  in  negocijs:  et  bora  xx.  monto  in  carrecta  et  andò  in  ca- 
-  stello  nono  et  fuit  cum  Regina  et  fece  facciende  con  lo  Fontano  et  alijs.  Re- 
uersus domum  statim  ingressus  est  lectulum  febre  laborans:  et  bora  iiij.  ce- 
nati sumpsit  deliberans  die  seguenti  medicinam  accipere  recuperande  sani- 
tatis  gratta.  Hora  yj.  discessere  Curiales. 

Die  xij.  Januarij. 

Hora  xvj.  sua  I.  S.  prese  la  medicioa  assai  cum  compiacere  et  forti  ani- 
mo sperans  salutem  corporis  ex  illa:  et  audita  sua  missa  non  dormitans  sed 
alloquens  suos  Curiales  bora  xviiij.  comedit  et  quieuit  et  passo  bene  dei  gra- 
tta. Hora  yj.  discessere  Curiales. 

Die  xiij.  Januarij. 

Audita  sua  missa  bora  xvj.  et  facta  collatione  solum  ex  passubs  expe- 
diuit  aliqua.  Et  vidit  alcbuni  jannectì  bauea  facto  venire  de  castiglia.  Et  ceno 
bora  iij.  et  lectulum  ingressus  est  bora  vj.  Et  la  S.  Regina  quello  jomo  lo 
uenne  ad  uisitare. 


MV±aBi 


^97  M/  ecce  Lxxxx.®  gennabo 

Die  xiiij.  Januanj. 

Àudita  sua  mlssa  et  eipeditis  quibusdam  negocijs  mangio  per  vna  uolta 
ad  bore  xviiij.  et  perche  era  lo  jomo  sospecto  tucto  quello  di  stette  in  pia- 
cere  et  vide  caualli  soi  da  la  fenestra  de  Io  fosso  verso  sue  stalle.  Et  lectulum 
ingressus  est  bora  vij.  et  passo  bene. 

Die  XV.  Januarij. 

Hora  decima  fu  in  pede  sua  L  S.  et  fece  collatione  bora  xj.  et  post  bo- 
ram  andò  a  dormire  et  quieuit  multum  bene  per  plures  boras:  et  oculi  mei 
testes  sunt  quod  vigilias  complexi  sunt  per  illam  noctem.  Compatior  illis  qui 
in  presentia  non  faciunt  suum  officium:  tamen  prò  viribus  sequar  more  soli- 
to: et  bora  j.  noctis  cenam  sumpsit  et  v.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xvj.  Januarij. 

Surrexit  satis  bona  bora  et  audita  missa  sua  et  facta  collatione  expedio 
molte  facciende  cum  messer  Julio:  et  caualco  in  castello  et  per  totum  diem 
fuit  cum  Rege  et  Regina  la  quale  quello  jomo  bebbe  doglia  de  capo:  et  con- 
solatus  illam  cum  Regia  maiestate  multa  expediuit.  Reuersus  bora  xxiij.  ite- 
rum  in  negocijs  se  immiscuit.  Hora  ij.  noctis  ceno  et  vj.  lectulum  ingres- 
sus est. 

Die  xvij.  Januarij. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  sua  missa  caualco  et  andò  in  sancta  Cate- 
rina de  formelle.  Li  designo  certe  cose  percbe  ce  doueano  tornare  le'mona- 
cbe  de  la  Maddalena.  Et  poi  fu  in  castello  nono  cum  Regìa  maiestate.  Fece 
facciende  tucto  quello  jomo:  reuersus  bora  tarda  cenauit  et  bora  v.  lectulum 
ingressus  est. 


38 


GENNARO 


M.^  ecce  Lxxxx.^ 


298 


Die  xviij.  eiusdem- 

Delibero  andare  al  poggio  reale  et  ibi  fare  collatione  solo  per  vedere 
quelle  frabiche  et  per  designare  alchune  cose.  Et  cosi  fece  sua  1.  S.  et  reuer* 
sus  bora  xviiij.  quam  primum  se  pose  in  facciende  con  messer  Julio.  Et  man- 
gio per  quella  sera  ad  iij.  bore  de  nocte:  et  \j.  lectulum  ingressus  est  Et 
ordino  che  lo  di  sequente  sua  casa  andasse  in  castello  nono  che  li  uolea  an- 
dare ad  alloggiare  per  trouarse  al  conuito  che  facea  Ib  S.  Re  a  lo  imbascia- 
tore  del  Re  de  francia. 

Die  xviiij,  Januarij. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  sua  missa  caualco  et  andò  a  trouare  lo  S. 
Re  in  castello:  et  li  donnio  quella  sera  expacciando  molte  faccende  con  sua 
maestà  et  lo  Imbasciatore  del  S.  Re  de  francia:  lo  quale  fu  conuitato  dal  pre- 
fato S.  Re  et  fu  molto  accarezato.  Sua  L  S.  fece  vna  pocha  de  collatione  al 
tardo  et  ceno  bora  v.  et  vj.  lectulum  ingressus  est:  et  delibero  la  mactina 
sequente  caualcare  con  lo  S.  Re  a  Samo  et  cosi  lo  fece  commandare  a  tucta 
sua  casa. 

Die  XX.  eiusdem. 

Surreiit  bona  bora  et  audita  sua  missa  fuit  cum  Regia  maiestate  :  che 
quella  nocte  hauea  dormito  in  castello  nouo.  Et  caualco  cum  quella  ad  bore 
xyj.  et  mezo:  et  per  la  via  fece  collatione  ad  vna  tauerna  et  galuppando  junse 
lo  S.  Re  lo  quale  fece  collatione  a  la  massaria  de  la  S.  Regina:  et  li  dunoro 
alquanto.  Hora  xviiij.  caualcoro  fino  a  la  longa  Cauallaritia  del  S.  Re  et  ibi 
videro  caualli  et  volaro  et  arriuoro  a  Sarno  ad  vna  hora  et  mezo  de  nocte:  et 
riposata  sua  I.  S.  ad  sua  stanza  bora  iij.  cenauit:  hora  v.  lectulum  mgres- 
sus  est. 


299  M.^  ecce  Lxxxx.^  gbkkabo 

Die  xxj.  Januarij. 

Non  nimis  bona  bora  surrexit  et  andò  ad  audire  sua  missa  ad  sancto 
francesco  et  caualco  al  S.  Re  et  li  fece  collatione:  et  eo  die  andò  a  la  longa 
con  sua  maestà  a  vedere  caualli  et  lo  S.  Prìncipe,  venne  a  visitarli  da  napoli. 
Volaro  et  bora  prima  noctis  reuersus  dimoro  fino  a  le  iiìj.  et  tunc  cenauit:  et 
bora  vj.  petijt  lectulum  et  certe  babuit  quosdam  dolores  capitis. 

Die  xxij.  eiusdem. 

Bona  bora  egressus  est  lectulum  et  audita  sua  missa  in  sancto  Fran- 
cesco: et  non  la  audiua  in  casa  percbe  alloggiaua  in  casa  de  vno  Judero: 
andò  a  trouare  lo  S.  Re  et  demcnro  cum  sua  maestà  fino  ad  bore  xviìij.  et 
caualcoro  et  vennero  a  napoli  bora  xxiij.  et  reuersus  in  castellum  capuanum 
bora  iij.  cenauit  et  v.  lectulum  petijt:  et  tunc  discessere  Curìales. 

Die  xxiij.  Januarij. 

Hora  XV.  lectulum  egressus  et  audita  sua  missa  ascese  per  la  via  del 
suo  jardino  et  caualco  in  castello  nono  et  fuit  cum  Kegia  maiestate  et  cum 
Regina  :  et  expeditis  non  nullis  reuersus  est  et  cenauit  bora  iij.  et  v.  dormi- 
tum  iuit. 

Die  xxiiij.  eiusdem. 

Non  est  egressus  domum  eo  die  percbe  alquanto  se  sentio  distempera- 
to et  se  fece  alcbuni  remedij  :  et  audita  sua  missa  la  collatione  sua  fo  solo 
de  passule.  Expedio  molte  facciende  et  ceno  bora  iiij.:  v.  discessere  Curìales: 

« 

vj.  dormitum  se  contulit. 

Die  XXV.  eiusdem. 
Hora  iam  xv.  transacta  surrexit  et  fu  visitato  dal  I.  S.  Prìncipe  suo  prì- 


V 


GBNNABO  M.^  ecce  LzXZX.^  y>0 

"mogenito  che  li  baso  la  mano  et  prese  licentia  perche  partiua  per  Abruzo  a 
la  gente  de  arme.  Et  audita  sua  missa  expediuit  uon  nulla  :  sua  coUatione  fu 
leggeri:  hora  xx.  caualco  et  vide  certi  caualli  a  sue  cauallaritie  et  quam  prì- 
mum  reuersus  se  pose  in  facciende.  Et  quello  jomo  se  dixe  che  lo  episcopo 
de  nicastro  stana  in  extremis:  subito  sua  L  S.  desiderosa  beneficare  li  soi  or- 
dino de  dare  lo  episcopato  al  suo  cappellano  lo  episcopo  de  nicotera.  Et 
certe  molto  se  trouaua  de  bona  volunta  in  ponere  innanzi  tucti  soi  seruitori. 
Et  ipse  in  eo  numero  sum  et  dico  vnoquoque  die  :  expectans  expectaui  etc. 
Yiuat  Dominatio  sua  Illustrìssima  et  omnia  seruitoribus  succedent  ad  votum. 
Ceno  ad  due  bore  et  lectulum  ingressus  est  v.  hora.     , 

Die  xxvj.  Januarij. 

Sua  I.  S.  audita  missa  et  facta  parum  collatione  ascese  al  suo  jardino 
grande  et  spaccio  molte  facciende:  et  non  caualcaua  perche  hauea  male  ad 
vno  pede.  Ceno  hora  prima  noctis  et  lectulum  ingressus  est  hora  v. 

Die  xxvij.  eiusdem. 

Hora  XV.  surrexit  et  audita  sua  missa  et  facta  collatione  monto  in  car- 
recta  hora  xvij.  et  andò  in  castello  nouo  et  fuit  cum  Rege  et  regina  et  expe- 
dio  molte  facciende:  et  li  fece  collatione  de  pane  et  passe:  che  obseruaua 
tale  vita  per  viuere  sobrio.  Et  lo  S.  Re  che  andana  a  caccia  lo  accompagno 
fino  a  le  scale  :  et  ritornato  in  castello  mando  a  chiamare  lo  Fontano  et  mes- 
ser  Julio  et  fece  faccende.  Et  hora  xxj.  partio  in  carrecta  et  venne  a  la  mad- 
dalena  vicino  al  castello  et  designo  alchune  cose.  Et  reuersus  domum  ceno 
hora  prìma  noctis  :  v.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xxviij.  Januarij. 

Bona  hora  surrexit  et  audita  missa  caualco  al  poggio  Reale  et  vide 
quelle  frabiche:  et  reuersus  \1de  tucte  le  mure  et  designo  molte  cose  et  vide 


301  M.""  ecce  Lxxxx.**  Gennaro 

soi  caualli.  Et  reuersus  domum  expediuit  non  nulla  hora  ij.  Cenauit  et  quello 
jomo  fece  collatione  vicino  a  sancta  maria  de  la  pace.  Lectulum  ingressus 
est  bora  v. 

Die  xxviiij.  Januarij. 

Hora  xvj.  surrexit  e  lectulo  et  audita  missa  ascese  al  suo  j  ardine  grande 
et  li  decte  audientia  a  li  imbasciatori  et  fece  collatione  hora  xviiij.  Et  expe* 
ditis  quibusdam  andò  a  sua  stalla  doue  tenea  li  caualli  grossi.  Et  visis  equi3 
caualco  a  quella  doue  tenea  li  polletri:  et  paulisper  ibi  moram  trahens  reuer- 
sus post  paulo  domum  fuit  et  in  lectulum  meauit  quia  aliquantulum  indispo* 
situs  fuit.  Cenauit  hora  iij.  et  v.  discessere  Curiales. 

Die  penultimo  Januarij. 

Satis  hora  competenti  surrexit  et  audita  sua  missa  caualco  in  castello 
nono  et  fuit  cum  Regina  et  li  fece  collatione:  Rex  autem  erat  absens  che  sta-» 
uà  a  trepergoli.  Et  reuersus  hora  xx.  posuit  se  in  negociis.  Ceno  hora  pri- 
ma noctis  et  V.  lectulum  mgressus  est. 

Die  ultimo  Januarij.  In  casale. 

Hora  xij.  surrexit  et  audita  sua  missa  caualco  a  casal  del  Principe  a  tro- 
uare  lo  S.  Re  che  la  andana  da  trepergoli  a  caccia.  Et  la  ceno  quella  sera  et 
alloggio  cum  sua  casa:  expaccio  molte  facciende  con  lo  prefato  S.  Re  et  die 
sequenti  rìtornoro  a  napoli. 

Die  primo  februarij.  febraro 

Trouandose  sua  L  S.  in  lo  casale  surresit  bona  hora  et  audita  sua  missa 
andò  a  trouare  lo  S.  Re  et  li  fece  collatione  et  caualcoro  et  venne  in  napoli. 
Et  come  fu  smontato  in  sua  habitatione  et  mutatose  quam  primum  caualco 
in  castello  nono  ad  Regem  prefatum:  h  fece  facciende  et  audio  li  vespri  con 


7EBBAR0  M.^  ecce  LZXZX.^  302 

sna  maestà  de  la  Candelora.  Et  reuersus  domam  bora  iij.  noctis  aliquantu- 
lum  quieuit  et  iiìj.  bora  cenauit  et  vj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  2.®  februarij. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  caualco  in  castello  nono  et  fuit  com 
regia  maiestate:  et  cum  quella  et  con  la  Regina  audio  la  messa  cantata:  et  fu 
solenne  propter  festum  purificationis:  et  candele  furenp  date  in  maxima  co- 
pia, larda  bora  reuersus  ceno  a  iij.  bore  et  vj.  lectulum  petijt.  Et  bauendo 
conuitato  lo  S.  Re  al  poggio  reale  per  lo  di  seguente  fece  illieo  prouedere  al 
necessario. 

Die  iij.  februarij. 

Satis  tempestine  surrexit  e  lectulo  et  nudità  sua  missa  caualco  al  poggio 
reale  a  vedere  come  baueano  preparate  quelle  stanze  percbe  la  veniua  lo  S. 
Re  a  mangiare:  et  per  tirare  con  lo  arco  certi  vcelli  exercitij  gratta.  Et  come 
bebbe  prouìsto  sua  I.  S.  ad  alcbune  cose  andò  ad  scontrare  lo  S.  Re  et  fecero 
coUatione  a  bore  xviij.  et  quam  primum  caualcoro  a  caccia  a  mariglianello 
et  amazoro  fino  in  vj.  porci  et  vno  cernie:  et  tornerò  de  nocte  et  acompagno 
lo  S.  Re  fino  a  la  via  va  a  le  virgine  et  presa  licentia  domum  se  contulit  et 
fece  facciende.  Geno  ad  bore  iìij.  sonate  et  vìj.  lectulum  ingressus  est.  Et  e^a 
bauea  deliberato  partire  con  la  casa  con  lo  S.  Re  et  andare  ad  Àduersa  et 
cosi  lo  fece  commandare  a  li  sol  cbe  stessero  in  ordine. 

Die  iiij.  februarij. 

Hora  X.  bebbe  lettere  de  castello  nono  come  lo  S.  Re  era  stato  indispo- 
i  sto  alquanto  et  cbe  non  deliberaua  partire:  cosi  fece  commandare  a  li  soi  non 

facessero  motiuo  alcbuno  fino  al  2^  mandato  :  et  fu  in  péde  a  bona  bora  et 
audita  sua  missa  caualco  in  castello  nono.  Et  trono  cbe  lo  S.  Re  bauea  bauto 
doglia  de  fianco:  et  adbibitis  medeUs  conualuit  et  mangio  sua  maestà  ad  bo- 


303  M.^  ecce  LZXXZ.®  FEBKABO 

re  xviij.  et  dormio  septe  bore  et  cosi  passo  la  doglia.  Sua  I.  S.  tucto  quello 
jomo  fece  faccieude:  et  reuersus  bora  ij.  noctìs  expediuit  quedam.  Ceno  ad 
bore  iiij.  et  vj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  V.  februarij. 

Eo  die  quieuit  aliquantulum  et  audita  missa  expediuit  multa:  et  caualco 
bora  x\1j.  et  andò  in  Castello  nouo  et  fuit  cum  Regia  maiestate.  Prius  andò  a 
vedere  sue  massarìe:  fece  collatione  in  castello  et  tucto  quello  jomo  expedio 
faccende.  Hora  tarda  reuersus  ceno  bora  iij.:  v.  lectulum  ingressus  est.  Eo  die 
intro  lo  imbasciatore  del  turco. 

Die  vj.  eiusdem. 

Hora  xiij.  surrexit  et  audita  missa  illieo  caualco  in  castello  percbe  lo  S. 
Re  volea  pigliare  medicUia  et  sua  I.  S.  ce  la  uolea  dare  suis  manibus  propriis. 
Et  data  illi  medicina  posuit  se  m  negocijs  per  illum  diem:  multa  expediuit  et 
fugiebat  ocium  quantum  poterat  nec  pretermictebat  diem  quin  ageret  aliquid: 
semper  in  labore  erat.  Et  reuersus  est  domum  bora  iij.  pulsata  et  iiij.  come- 
dit:  vj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  vij.  eiusdem. 

Orto  iam  sole  surrexit  et  audita  sua  missa  bora  xvij.  caualco  in  castello 
nouo  et  trono  cbe  lo  S.  Re  dormiua.  Expectans  aliqua  expediuit.  Postea  po- 
suit se  in  negocijs  cum  sua  maiestate  et  ibi  collationauit.  Reuersus  domum 
bora  ij.  noctis  iij.  cenam  sumpsit  et  vj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  viij.  februarij. 

Surrexit  e  lectulo  hora  tarda  et  expeditis  non  nullis  et  audita  missa  ca- 
ualco  in  castello  et  fuit  cum  Rege  et  regina  et  multa  expediuit.  Et  reuersus 
domum  ceno  a  iij.  bore:  v.  lectulum  ingressus  est  et  fece  ordinare  a  la  casa 


FEBRAEO  M.^  ecce  LxXXX.^  304 

cbe  stessero  in  ordine  che  lo  di  sequente  volea  caualcare  cum  regia  maie- 
^tate  et  andare  quella  sera  ad  adversa. 

Die  viiij.  eiusdem.  In  adversa. 

Bona  bora  egressus  est  lectulum  et  audita  missa  et  expeditis  quibusdam 
caualco  et  andò  al  poggio  reale  et  vide  quelle  frabiche  et  designo  molte  cose. 
Et  andò  a  la  maddalena  doue  stana  lo  S.  Re  cbe  vedeua  caualli  et  li  sna  I.  S. 
fece  coUatione:  et  post  paulo  caualco  con  lo  prefato  S.  Re  et  aUoggioro  in  ad^ 
versa  quella  sera. 

Die  X.  februarij.  In  Capua. 

Orto  iam  sole  surrexit  et  audita  sua  missa  caualco  et  andò  a  trouare  lo 
S.  Re  a  lo  castello  et  sua  I.  S.  alloggio  a  lo  episcopato:  et  bora  xviij.  partirò 
de  adversa  et  andoro  a*  caccia  a  mazone  et  la  fece  collatione:  et  volare  et 
quella  sera  andoro  ad  allogìare  in  Capua. 

Die  xj.  In  capua. 

Audita  sua  solita  missa  caualco  et  andò  a  trouare  lo  S.  Re  a  sua  stanza: 
et  statim  caualcoro  a  lo  mazone  a  caccia  a  la  Spineta  et  li  fecero  collatione 
et  volare  et  ritomoro  ad  alloggiare  pure  in  capua. 

Die  xij.  februarij. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  sua  solita  missa  andò  a  trouare  lo  S.  Re  et 
caualcoro  a  caccia  et  la  fece  collatione  a  cauallo  a  cauallo:  et  yolaro  et  andoro 
ad  alloggiare  quella  sera  a  casale.  Et  eo  die  venne  lo  patre  limosinerò  de  o- 
tranto  et  adduxe  ben  dece  capse  de  osse  de  morti  de  quelli  cbe  furono  tagliati 
a  pezi  da  li  turcbi:  le  quali  lo  prefato  I.  S.  bauea  facto  venire  per  collocarle 
in  sancta  maria  de  li  martiri  ecclesia  nouiter  intitulanda  in  la  Hagdalena 
coniuncta  con  lo  suo  Castello:  loco  già  de  monacbe  le  quali  furono  collocate 


305  M.*>  ccccLxxxx.**  febbabo 

a  sancta  Caterina  de  formello:  et  li  frati  che  stauano  in  quella  ecclesia  foreno  * 
mandati  in  sancto  petro  Mayella  et  provisti  tucti  del  necessario  et  bene  assec- 
tati  et  contenti:  et  LD.Dax  hec  omnia  diligenti  cura  et  studio  composuit  et  ordì- 
nauit  habita  licentia  a  Summo  Pontifice:  et  expeditis  omnibus  quieuere  omnes. 

Die  xiij.  februarij. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  expediuit  non  nulla  cum  D.  JuUo  et  audita 
missa  andò  a  trouare  lo  S.  Re  et  fecero  la  via  del  gaudo  cacciando  et  fece 
sua  I.  S.  coUatione  equitando:  et  vennero  in  napoli  quella  sera  et  bora  ij.  ce- 
nauit  iiij.  lectulum  ingressus  est.  Et  quello  jorno  partio  messer  Dieco  Vela 
suo  maiordomo  per  Milano  et  trouando  lo  prefato  I.  S.  da  quello  li  fu  ordi- 
nato ritornasse  in  napoli  et  sic  actum  fuit:  mando  sua  gente  et  carriaggi  in- 
nanzi et  ipso  venne  in  napoli  cum  vno  famiglio  prò  expeditione  sua.  Et  quella 
sera  sua  I.  S.  recepette  da  la  I.  S.  Duchessa  de  milano  sua  figlia  vno  bello 
presente  de  formaggio  et  confectioni  et  vno  pappagallo  biancho  con  altre  co- 
se: del  quale  sua  I.  S.  ne  fé  gran  festa  ut  decet  bonum  patrem. 

Die  xiiij.  februarij. 

Satis  bora  competenti  surrexit  et  audita  sua  missa  ascese  a  lo  suo  jar- 
dinó  grande:  et  expedio  alcune  sue  facciende  et  caualco  in  castello  nono:  et 
tucto  quello  jorno  fece  facciende  con  lo  S.  Re.  Reuersus  bora  ìj.  noctis  et  ce- 
no a  quactro  et  vj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  XV.  eiusdem. 

Surrexit  bora  xiij.  et  audita  sua  missa  caualco  et  andò  a  dare  audientia 
in  castello  nouo  :  et  satisfece  a  molti  poueri  bomini  desiderosi  essere  intesi  da 
sua  I.  S.  et  omnibus  expeditis  andò  ad  Regiam  maiestatem:  trono  cbe  quella 
partio  de  napoli  per  lo  casale.  Fu  con  la  S.  Regina  et  expedio  molte  faccien- 
de. Reuersus  bora  iij.  cenauit  et  v.  lectulum  ingressus  est. 

39 


»i 


FEBSABO  M.^  ecce  LzXXX.^  .306 

Die  xvj.  eiusdem. 

Audita  sua  missa  caualco  et  andò  a  le  virgine  a  vedere  sua  massarìa  et 
conigli  exereitij  gratia:  et  de  li  andò  al  poggio  reale  et  li  fece  collatioue  et  uì- 
sis  illis  fabricis  caualco  in  castello  nouo  et  fuit  cum  Regina:  et  expedìtis  non 
nullis  cum  D.  Pascali  redijt  domum  et  ceno  bora  iij.  et  v.  lectulum  ingressus 
est.  Et  eo  die  fece  circiter  xiiij.  homini  de  arme  de  soi  creati. 

Die  xvij.  februarij. 

Surrexit  bora  xiiij.  et  expeditis  non  nullis  et  audita  sua  missa  in  sua 
CappeUa  decte  audientia  in  quelle  sue  camere  prope  cappellam  per  tres  ho- 
ras  bonas.  Et  assecto  molte  cose  et  molti  successi  facti  per  causa  de  certi 
preiti  con  lo  Reggente.  Sua  I.  S.  non  procuraua  ad  altro  nisi  ad  bonum  pacis. 
Hora  XX.  caualco  et  andò  a  suo  jardino  grande:  et  demorato  li  alquanto  re- 
uersus  ceno  a  iij.  bore  et  vj.  lectulum  ingressus  est.  Et  quello  jomo  dono 
molti  caualli  a  quelli  bomini  d  arme  bauea  facti  de  sua  casa. 

Die  xviij.  eiusdem. 

Eadem  bora  surrexit  et  audita  missa  et  expeditis  multls  cattalco  et  andò 
a  vedere  le  mura  de  la  terra:  et  fu  in  castello  nouo  con  la  $.  Regina  6t  trono 
cbe  volea  mangiare:  le  porse  1  acqua  a  mano  et  li  fece  coUatione  et  posese 
in  facciende  in  le  camere  del  S.  Re  con  lo  Conte  de  alifi  messer  Julio  lo  Fon- 
tano et  lo  Reggente:  et  multis  negocijs  perfectis  ritorno  a  la  S.  Regina  et  post 
paulo  presa  licentia  reuersus  est  domum  suam  et  ceno  a  due  bore  et  v.  le- 
ctulum ingressus  est. 

Die  xviiij.  februarij. 

Surrexit  bora  xij.  et  audita  missa  caualco  et  andò  a  dare  audientia  in 
castello  :  et  li  fece  coUatione  et  uolea  riposare  alquanto  percbe  la  nocte  pas- 


307  M/  ecce  Lxxxx.^  fbbrabo 

sata  non  hauea  dormito  molto  :  et  non  potuit  implicitus  alijs  negocijs  occur- 
rentibus:  et  tucto  quello  jomo  fece  facciende.  Reuersas  bora  xxiiij.  qaam 
primum  cenauit  et  bora  iij.  lectulam  ingressus  est. 

Die  XX.  eiusdem.  • 

Bona  bora  surreiit  et  audita  missa  sua  I.  S.  statim  se  pose  in  facciende 
et  delibero  non  vscire  de  casa  propter  pluuiam  que  eo  die  nunquam  cessa- 
ult.  Hauea  deliberato  andare  al  Poggio  reale  percbe  la  douea  andare  la  S.  Re- 
gina per  vedere  quella  fabrica:  et  era  ordinata  vna  bella  coUatione  et  parate 
stanano  quelle  stanze.  Et  non  ce  andò  per  la  indispositione  del  tempo  quella 
sera.  Ceno  a  due  bore  et  bébbe  nona  cbe  lo  Mastro  del  I.  S.  Don  petro  suo 
figlio  :  cbe  era  episcopo  et  cbiamauase  per  nome  M.  Aurelio  poeta  eccellen- 
tìssimo et  dodo:  bauea  ferito  vno  suo  preite  malamente  cum  vna  spada  in  li 
fiancbi  :  et  per  sospecto  de  non  venire  in  mano  de  la  Corte  se  ferio  se  me- 
desmo  in  la  gola  con  vno  raserò.  Sua  I.  S.  ce  mando  de  continente  lo  Magni- 
fico messer  Andrea  de  gennaro  suo  Camerlingbo  :  et  intesa  la  cosa  fece  scri- 
uere  al  S.  Re  cbe  stana  da  fori  de  napoli:  et  lo  dicto  episcopo  lo  fece  portare 
in  castello  del  ouo  et  medicare  fece  amendue  da  lo  suo  medico  Messer  Carlo 
coppula  :  et  per  la  scientia  sua  coufidaua  nullo  de  loro  perirea.  Bora  iiij.  lec- 
tulum  ingressus  est. 

Die  xxj.  febmarij. 

Audita  sua  missa  caualco  in  castello  nono  et  fijit  cum  Regina  et  expac- 
cio  molte  facciende.  biterim  venne  lo  S.  Re  da  fora:  fu  cum  sua  maestà  et 
expeditìs  non  nullis  et  ibi  facta  collatione  reuersus  est  bora  xxiiij.  Et  bora 
circiter  ij.  ceno  et  conuito  Messer  Marino  brancbazo  Joancola  et  Bisbal:  et 
iiij.  lectulum  ingressus  est. 


FEBBABO  j-  M.^  ecce  LXXXZ.®  308 

Die  xxij.  februarij. 

Surrexit  bona  bora  et  audita  sua  missa  caualco  in  castello  nouo  et  li 
fece  collatione:  et  jeuersus  bora  prima  noctis  ceno*  et  conuito  lo  S.  Conte  de 
potenza  Conte  de  terra  nona  et  altri  Signori:  et  le  cose  andoro  tucte  con  lo 
ordine  bono.  Et  quella  sera  se  fece  Camouale  et  fu  lunedi  percbe  lo  di  se- 
guente era  la  vigilia  de  Sancto  Matbia.  Lectulum  ingressus  est  bora  v.  noctis. 

Die  xxiij.  eiusdem. 

Hora  xiij.  surreiit  et  audita  sua  missa  caualco  iti  castello  nouo  et  fuit 
semper  cum  Rege  in  facciende  et  etiam  cum  Regina  :  et  la  fece  collatione  et 
bora  ij.  noctis  reuersus  se  fece  lo  bagno  et  statim  cenauit:  et  bora  v.  lectulum 
ingressus  est. 

Die  xxiiij.  eiusdem. 

Satis  bona  bora  surreiit  et  caualco  et  andò  ad  Piscopio  et  li  audio  la 
predica  cbe  predlcaua  frate  Roberto  lo  Reuerendissimo  Monsignor  episcopo 
de  Aquino  et  tanto  dignamente  cbe  a  sua  predicatione  de  continuo  ce  se  tro- 
uauano  in  v.  et  vj.  milia  persone:  et  certe  era  lo  Trombecta  de  predicatori. 
Et  audita  la  predica  andò  a  monte  oliueto:  li  audio  missa  et  demoro  alquanto 
con  lo  $.  Conte  de  potentia  et  vide  vno  frate  cbe  fece  professione:  et  mangio 
con  li  frati  per  vna  uolta.  Et  li  elexe  li  sei  cappellani  volea  tenere  a  sancta 
maria  de  li  martiri  de  nouo  fabricanda  a  la  magdalena  vicino  al  suo  castello. 
Et  expeditis  omnibus  andò  in  castello  nouo  et  expaccio  molte  facciende  con 
lo  S.  Re  et  ritorno  a  sua  stanza  bora  ij.  noctis  et  v.  lectulum  ingressus  est. 

Die  XXV.  februarij. 

Per  andare  ad  audire  la  predica  del  prefato  frate  Roberto  bona  bora 
surrexit:  et  audita  predicatione  in  episcopio  audio  ibi  sua  missa  et  caualco  in 


\ 


309  M,°  ecce  LXXXX.®  .  FEBBABO 

castello.  Per  la  via  spaccio  molte  facciende  con  lo  imbasciatore  de  fiorentini 
et  fuit  cum  Regia  maiestate  et  la  fece  collatione  :  et  ea  sumpta  expediuit  multa 
cum  Secretarlo  Regio  et  alijs.Et  reuersus  bora  ij.cum  dimidia  cenauit:  et  bora 
vj.  lectulum  ingressus  est.  Et  eo  die  caualco  in  carrecta  con  la  S.  Regina  a  casa 
de  Don  gasparro  et  li  feceno  vno  parentato  :  cbe  lo  dicto  Don  gasparre  piglio 
per  mogliera  Madamma  EUsabetba  de  Says  damigella  de  la  predicta  Regina. 

Die  xxvj.  februarij. 

Bona  bora  surrexit  et  caualco  et  andò  ad  audire  missa  a  monte  oliueto 
et  andò  a  dare  audientia:  et  a  xviiij  bore  lassao  la  audientia  et  fu  con  lo  S.  Re 
et  spaccio  alcbune  faciende:  et  statim  sua  maestà  caualco  a  caccia.  Lo  pre- 
fato I.  S.  andò  a  visitare  la  S.  Regina:  et  caualcando  la  S. Regina  sua  I.  S.  fece 
la  collatione  et  expaccio  molte  facciende  cum  quelli  Signori  et  caualco  et  an- 
dò a  le  virgine  et  monstro  la  massaria  al  Conte  de  matalona.  Et  reuersus  do- 
mum  bora  xxiiij.  posuit  se  bi  negocijs  et  bora  prima  noctis  ceno  et  iiij.  lec* 
tulum  ingressus  est. 

Die  xxvij.  eiusdem. 

Solita  bora  iam  erompente  sole  caualco  sua  I.  S.  et  andò  ad  piscopio: 
li  audio  sua  missa  et  la  predica  de  frate  Roberto:  et  ea  expedita  caualco  in 
castello  nono  percbe  lo  S.  Re  douea  partire:  et  fu  cum  sua  maestà  et  expe- 
ditis  multis  fece  li  collatione  et  caualco  con  lo  S.  Re  et  lo  accompagno  fino 
a  la  porta  de  la  cauallaritia  de  lo  castello.  Et  lo  S.  Re  prefato  fece  la  via  de  U 
bancbi  et  caualco  et  alloggio  a  somma  per  quella  sera:  et  lo  predicto  I.  S. 
fece  la  via  de  la  incoronata  et  se  ne  uenne  in  castello  capuano  et  ceno  a  iij. 
bore  de  nocte:  v.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xxviij.  februarij. 

Hora  xiij.  surrexit  et  andò  ad  piscopio  et  li  audio  sua  missa  et  la  predica: 


yEBBABO 


M.°  ecce  Lxxxx,^ 


310 


HABZO 


et  ea  expedita  ritomo  in  casa  et  aliquantulum  fece  collatione:  et  ppsuit  se  in 
negocijs  per  totum  illum  diem  perche  uolea  partire  con  la  casa  et  andare  ap^ 
presso  lo  S.  Re.  Hora  ij.  noctis  cenauìt  et  iiij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  primo  Marti]  in  Sarno. 

i 

/ 
Bona  bora  surrexit  sua  dominatio  et  andò  ad  piscopio:  li  audio  la  pre- 
dica et  la  sua  missa  et  caualco  et  per  la  via  expedio  molte  facciende:  et  andò 
verso  Samo  a  trouare  lo  S.  Re  lo  quale  stana  a  la  Ipnga  et  vedea  cauallj  :  et 
basato  la  mano  a  sua  maestà  caualcoro  et  volaro  et  se  ne  uennero  in  Samo 
cacciando  per  la  via.  Geno  bora  prima  noctis  et  iiij.  lectulum  petìjt. 

Die  ij.  Martij  in  Salerno. 

Orto  non  adbuc  sole  caualco  et  audio  missa  in  sancto  francescò  de  samo 
et  andò  al  S.  Re  et  fece  collatione  con  sua  maestà:  et  expeditis  non  nuUis  ca- 
ualcoro et  vennero  verso  Salemo  cacciando:  et  trasiro  in  la  cipta  bora  xxiij. 
doue  fu  receputo  lo  prefato  S.  Re  bonorifice  da  quello  populo  eo  maxime  cbe 
sua  maestà  non  ce  era  stata  già  circiter  anni  xx.^  Et  scaualcato  quello  lo  I. 
S.  se  ne  andò  ad  alloggiare  a  casa  del  Reuerendo  Abbate  Ruggio  doue  fu  as- 
sai accarezato  et  receputo  allegramente  da  phylippo  suo  frate  con  tucta  sua 
casa.  Ceno  ad  prima  bora  de  nocte:  pero  innanzi  andò  a  visitare  la  prefata 
maestà:  et  reuersus  post  paulo  cenam  sumpsit  et  hora  iij.  lectulum  ingressus 
est.  Quella  sera  in  quella  cipta  fu  facto  gran  festa  et  luminaria  in  quantità. 

Die  iij.  Martij.  In  lago  pizolo. 

Surrexit  hora  xij.  et  audio  missa:  caualco  et  andò  a  trouare  lo  S.  Re  a 
lo  episcopato  et  expeditis  non  nuUis  fureno  a  cauallo  et  vennero  cacciando  ad 
alloggiare  a  lago  pizolo:  et  la  casa  del  I.  S.  alloggio  quelli  jomi  a  la  campa- 
gna con  trabache  et  tende  allegramente:  et  certo  lo  dicto  Signore  era  seruito 
da  li  sol  con  grande  gratia  et  de  animo  assai  ben  disposto  non  postposita  al- 


"7^ 


311  M.®  ecce  Lxzxx.®  marzo 

chuna  faticha.  Ceno  a  xxiij.  bore  et  sumpta  cena  fu  con  lo  S.  Re  in  facciende: 
et  iiij.  bora  lectulum  pétijt. 

Die  iiij.  Marti] .  In  lago  pizolo. 

Orto  iam  sole  surrexit  et  audita  sua  missa  et  expeditis  non  nuUìs  fece 
collatione  et  fuit  cum  Regia  maiestate:  et  per  totum  illum  diem  furono  in  fac- 
ciende. Solum  bora  xx.  caualcoro  a  caccia  et  quam  primum  reuersi  sunt.  Ce- 
no sua  I.  S.  bora  xxij.  et  lectulum  ingressus  est  bora  iij. 

Die  V.  eiusdem.  In  lago  pizolo. 

Surì*exit  bora  xij.  et  audita  sua  solita  missa  et  facta  collatione  fuit  cum 
Rege:  et  expeditis  non  nuUis  caualco  con  sua  maestà  et  andoro  volando.  Re- 
uersus  bora  xxij.  quam  primum  cenauit  et  bora  iij.  lectulum  petijt. 

Die  vj.  eiusdem.  In  lago  pizolo. 

Hora  solita  egressus  lectulum  et  audìta  missa  caualco  con  lo  S.  Re  et 
tucto  quello  jomo  andoro  volando:  et  in  itinere  multa  expediebantur.necessa- 
ria.  Hora  tarda  reuersus  cenauit  et  lectulum  ingressus  est  bora  iiij. 

Die  vij.  eiusdem.  In  lago  pizolo. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  fece  caualcare  molti  sol  creati  con  soi 
jannecti  cbe  volea  andare  con  lo  S.  Re  ad  volare:  et  caualcoro  bora  xiij.  et 
tucto  quello  jomo  stettero  a  cauallo  fino  ad  bore  xxij.  pero  spacciando  molte 
facciende  :  et  lo  di  sequente  era  fama  partiuano  per  Euoli  a  caccia  de  porci 
et  già  era  ordinata  vna  bella  caccia.  Tornati  bora  xxiij.  et  expeditis  aliquibus 
ceno  a  xxiiij.  bore:  et  bora  iij.  noctis  venendo  dal  S.  Re  fece  comandare  cbe 
tucto  bomo  de  sua  casa  fusse  in  ordine  cbe  lo  di  sequente  volea  trouarse  in 
samo  cum  Regia  maiestate  quia  jam  mutauerat  mentem  sacra  Maiestas  Regia 
quibusdam  nouis  percectis:  et  quam  primum  lectulum  ingressus  est. 


VABZO  M.^'.cocc  Lxxxx.**  312 

Die  viij.  Martij  in  Sarno. 

NoD  orto  adhuc  sole  sua  I.  S.  audita  missa  caualco  con  lo  S.  Re  et  se 
ne  andò  con  quello  fino  a  1  acqua  de  la  mela:  da  la  prese  llcentìa  et  tiro  in- 
nanzi con  lì  soi  perchB  sua  I.  S.  se  sentio  alquanto  indisposto  et  cum  alquanto 
de  febre:  et  se  hauesse  haute  suo  medico  appresso  haria  per  quella  sera  ri- 
posato in  Salerno.  Ando  ad  alloggiare  in  samo  et  adhibitìs  remedijis  se  passo 
per  quella  nocte  assai  competentemente. 

Die  viiij.  Martij  in  napoli. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  andò  a  trouare  lo  S.  Re  a  sua  stanza  in  sar- 
no: et  caualco  con  sua  maestà  fino  al  piano  de  palma:  et  da  la  prese  licen- 
tia.  Sua  maestà  rimase  a  volare:  ipso  venne  a  somma  a  la  massaria  de  la  S. 
Regina.  Li  fece  collatione  bora  ivij.  audita  ibi  sua  missa  et  caualco  et  ven- 
nese  in  napoli:  et  post  paulo  lectulum  ingressus  membra  sua  quieti  tradidit. 
Horaiiij.  cenam  sumpsit. 

Die  X.  eiusdem. 

Quello  jomo  se  riposo  che  dubitaua  de  febre  quia  erat  dies  suspectus. 
Fu  visitato  dal  S.  Re  et  da  la  S.  Regina  et  da  tucti  Signori  et  baroni:  se  go- 
uemo  molto  discretamente:  ita  et  taliter  che  quasi  niente  hebbe.  Cibum  sum- 
psit bora  xxiiij.  et  delibererò  lì  medici  darli  medicina  la  nocte  venente.  Hora 
ij.  quieuit 

Die  xj.  Martij. 

Audita  i^ua  missa  et  capta  medicina  summo  mane  et  facta  collatione  ho- 
ra xvj.  solum  de  oua:  che  non  uolse  carne:  se  riposo  aliquantulum.  Ad  bore 
xxij.  fu  visitato  da  la  S.  Regina  et  hora  ij.  cenauit  et  iiij.  discessere  Gurìalfs. 
Et  passo  bene  dio  gratia  et  la  medicina  adopero  molto  egregiamente. 


313  M.*  ecce  Lxxxx.®  lUBZO 

Die  xij.  Marti] . 

Sorrexit  bora  xiij.  et  audita  missa  passeggio  per  le  camere  sue  assai 
ben  disposto  :  et  facta  coUatione  aliquantulum  dormiuit.  Et  fu  visitato  da  la 
S.  Regina:  et  vide  cauallj  da  la  sua  fenestra.  Genauit  bora  ij.  noctis:  iuj.  le- 
ctulum  ingressus  est:  et  passo  dio  gratia  sine  febre. 

Die  xiij.  Martij. 
Hora  xiiij.  surrexit  et  quella  nocte  dormio  bene  et  sua  L  S.  se  sentina 

m 

gagliarda.  Àudita  sua  missa  bora  xvj.  comedit  et  post  paulo  dormiuit  aliquan- 
tulum et  spaccio  molte  facciende  et  vide  caualli.  Genauit  bora  2.^  noctis  et 
iiij.  discessere  curiales. 

Die  xiiij.  Martij. 

Àudita  sua  missa  in  casa  spaccio  molte  facciende  et  bora  xyj.  fece  col- 
latìone  de  due  oua  et  ascese  a  sua  stalla  et  vide  caualli:  et  post  paulo  ca- 
ualco  per  napoli  aliquantulum:  et  reuersus  ceno  a  due  bore  et  iiij.  lectu- 
lum  ingressus  est.  Et  passo  bene  dio  gratia:  per  v.  dies  era  stato  senza 
febre. 

Die  XV.  Martij. 

Hora  xiij.  surrexit  et  audita  sua  missa  et  facta  coUatione  a  la  Ducbescba 
et  expedilìs  non  nullis  negocijs  caualco  et  andò  a  visitare  la  S.  Regina  et  la 
Infante:  et  bora  xxiiij.  reuersus  cenauit  iam  adventante  2.^  bora  noctis  et 
iiij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xvj.  Martij. 

Surrexit  bona  bora  et  caualco  ad  piscopio:  li  audio  la  predica  et  la 

missa  et  venne  a  sua  stalla:  et  li  facta  coUatione  vide  sua  massaria  a  le  ver- 

40 


MABZO  M.^  ecce  Lxxzx.*  314 

gine  et  fu  al  poggio  reale.  Et  reuersus  bora  xxij.  cenaait  et  iij.  lectulam  1d- 
gressus  est. 

Die  xvij.  eiusdem. 

Decima  iij.  bora  fu  a  cauallo  et  andò  in  castello  douo:  et  da  li  adduie  ad 
piscopio  la  S.  Regina  a  la  predica  del  Trombecto  de  li  predicatori  frate  Ro- 
berto :  et  li  andita  quella  prese  licentia  da  la  prefata  S.  Regina  :  audio  sua 
missa  et  venne  in  castello  capuano:  et  prò  complacentia  de  lionardo  suo 
scrinano  interuenne  al  doctorato  del  suo  parente  cbe  prese  li  gradi  in  lo 
dicto  suo  castello  doue  concorseno  tucti  li  doctori  de  napoli:  et  preso  lo  doc- 
torato fu  accompagnato  dal  Reu.'^''  et  111."'''  Monsignor  Don  Alfonso  de  ara- 
gonia  per  napoli  domum  suam  versus.  Lo  prefato  I.  S«  Duca  caualco  et  andò 
a  trouare  lo  S.  Re  cbe  andana  a  le  Padule  a  caccia  et  lo  accompagno  fino  a 
sancta  maria  del  carmino:  et  basateli  la  mano  se  ne  nenne  in  castello  et  quam 
primum  ceno  et  bora  iiij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xviij.  Martij. 

Àudita  sua  missa  caualco  al  poggio  reale  et  vide  quille  camere  come 
erano  parate:  cbe  la  douea  andare  Io  S.  Re  a  fare  coUatione  et  la  nocte  in- 
nanzi erano  state  parate.  Et  quam  primum  caualco  a  le  padule  a  lo  prefato 
S.  Re  cbe  volana  et  venne  cum  sua  maestà  a  fare  collatione  al  prefato  pog- 
gio. Interim  cbe  quella  dormio  caualco  per  la  massaria  a  vedere  quelle  fa- 
bricbe.  Post  paulo  lo  S.  Re  caualco  et  volo:  et  domum  reuersus  bora  xxiiij. 
quam  primum  cenam  sumpsit:  lectulum  ingressus  bora  solita. 

Die  xviiij.  Martij. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  caualco  in  castello  et  data  audientia 
reuersus  est  in  castellum  et  mangio  per  vna  uolta  bora  xviij.  et  sumpto  pran- 
dio dormiuit  per  duas  bonas  boras.  Experectus  fece  focciende  et  bora  prima 
noctis  coUationem  paulisper  sumpsit.  Hora  iiij.  discessere  Curiales. 


3i5  M."*  ecce  Lxxxx.*  marzo 

Die  XX.  eìusdem. 

Audita  sua  missa  caualco  et  andò  a  trouare  lo  S.  Re  a  la  forma  che  già 
era  caualcato  a  volare:  et  quam  prìmum  vennero  a  fare  collatione  al  poggio 
reale  et  ea  sumpta  andoro  cacciando  per  le  padule:  et  bora  xx.  reuersus  est 
et  quedam  necessaria  expediuit:  et  caualco  hora  xxiij.  in  castello  nono  et  fuit 
cum  regia  maiestate  vsque  ad  2.^  horam  noctis:  et  post  paulo  domum  re- 
diens  cenauit  et  v.  hora  lectulum  ingressus  est. 

Die  xxj.  Martij. 

Satis  bona  hora  surrexit  et  caualco  \  sancta  maria  de  monteoliueto:  li 
audio  la  Missa  cantata  et  la  predica  quia  erat  festum  Sancti  Benedicti:  et  era 
molto  denoto  de  quelli  sancti  Monaci.  Et  flnitis  omnibus  caualco  in  castello 
et  tucto  quello  jomo  demoro  con  lo  S.  Re  et  S.  Regina  a  la  ciptadella  in  fac- 
ciende.  Reuersus  hora  xxiij.  quam  prìmum  cenauit  et  hora  iij.  lectulum  petijt. 

Die  xxij.  Martij. 

Decima  terlia  hora  surrexit  et  audita  sua  missa  passeggio  alquanto  per 
le  sue  camere:  et  se  haueria  facto  insangniare  ma  lo  temporale  non  fu  bono 
et  a  li  medici  non  panie  molto  comodo.  Et  cosi  post  paulo  caualco  et  andò 
in  castello  nono  et  fuit  cum  regina  et  expedio  facciende  cum  messer  Pasqual: 
et  partendose  per  venirsene  in  castello  scontro  lo  S.  Re  vicino  a  lo  mercato 
et  lo  accompagno  in  castello  nono:  et  demorato  alquanto  cum  sua  maestà  se 
partio  et  arrìuato  in  castello  capuano  se  pose  in  facciende  ed  delibero  farse 
ìnsagniare  lo  di  sequente  conuocatis  Medicis.  Ceno  a  due  bore  et  v.  lectulum 
ingressus  est. 

Die  xxiij.  Martij. 
Sua  I.  S.  audita  missa  se  fece  insagniare  et  hora  xviiij.  ntàngio  per  vna 


KABZO  M.^  occc  Lzxxx.^  316 

uolta  et  caualco:  non  hauendo  risguardo  a  lo  insagniare  suo:  in  castello  no- 
uo  et  fuit  cum  regina:  et  partito  trono  lo  S.  Re  a  la  incoronata  et  lo  accom- 
pagno fino  a  la  porta  de  castello:  et  presa  licentia  andò  a  lo  molo  et  post  paulo 
reuersus  in  castellum  capuanum  et  expeditis  quibusdam  se  fece  aprire  ali- 
quantulum  venam  percussam:  et  facta  collatione  bora  iiq.  lectulum  petijt. 

Die  xxiiij.  Martij. 

Surrexit  iam  orto  sole  et  expeditis  non  nullis  caualco  et  andò  ad  audire 
sua  missa  in  monte  oliueto:  et  ea  expleta  fu  in  castello  nono  et  ritomo  in  san- 
cta  maria  de  monte  oliueto  et  ibi  auditis  vesperis  mangio  per  vna  uolta  con 
li  Monaci  in  consolatione  de  quelli.  Et  reuersus  in  castellum  accompagno  la 

■ 

S.  Regina  et  la  infante  a  la  Ànnumptiata  al  perdono  quia  eo  die  fuit  vigilia 
annumptiationis.  Et  bora  tarda  redijt  domum  et  collatione  facta  bora  iij.  v. 
lectulum  ingressus  est. 

Die  XXV.  eiusdem. 

Audita  sua  missa  et  facta  collatione  caualco  in  castello  nono:  et  per  essere 
quello  jomo  lo  S.  Re  indisposto  de  vno  pedo  non  parilo  da  la  et  ce  dormio 
quella  sera  et  semper  stecte  sua  I.  S.  vigilante  in  solUcitare  li  Medici  et  me- 
dicine proprijs  manibus  per  illum  adbibebantur.  Monstraua  bene  lo  amore 
grande  portaua  a  lo  Regale  patre.  Et  sua  I.  S.  volea  lo  di  sequente  partire  per 
andare  a  li  bagnoli  et  respectu  indispositionis  paterne  non  discessit  et  mansit 
ibi  continuo  die  xxvj.  xxvij.  et  eo  die  fuit  magna  pluuia  et  grandine  percusse 
fuere  arbores.  Et  die  xxviij.  reuersus  cum  suis  in  castellum  capuanum  bora 
prima  noctis  expediuit  quedam  et  2*  pulsata  cenauit  et  iiij.  discessereCuriales. 

Die  xxviiij.  Martij. 

Hora  xij.  surrexit  et  xiij  caualco  ad  piscopio  a  la  predica  et  ibi  missam 
audiuit:  et  ea'expedita  ne  uenne  a  sue  stalle  et  vide  caualli:  et  eo  die  uolea 


31?  ^-^  <^CCC  LXXXX.^  HABZO 

andare  a  bagnolo  et  già  tucta  la  casa  stana  in  ordine.  Vedendo  sua  S.  lo  tempo 
non  molto  bono  et  pluit  delibero  non  partire  et  caualco  in  castello  :  et  tucto 
quello  jorno  stette  con  la  maestà  del  S.  Re  la  quale  già  cominciaua  a  stare 
bene  del  pedo.  Et  fece  collatione  a  la  guardarobba  del  S.  Re  et  reuersus  bora 
uiij.  quam  primum  cenauit  et  bora  iiij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  penultimo  martij. 

Surrexit  bona  bora  et  caualco  a  la  predica:  et  audita  la  missa  ibi  in  ec- 
clesia malori  vbi  solitus  erat  illis  diebus:  et  post  paulo  venne  a  sua  stalla  et 
visis  equis  et  expeditis  non  nullis  cum  Secretarlo  et  alijs  caualco  in  castello: 
fece  collatione  de  fragole  a  la  guardarobba  del  S.  Re  :  et  ibi  moratus  fuit  cum 
regia  maiestate  usque  ad  xxiij.  boram:  et  reuersus  iUico  cenauit  et  bora  v.  le- 
ctulum ingressus  est 

Die  vltimo  Martij. 

Hora  xiij.  surrexit  et  audjja  sua  missa  delibero  andare  al  poggio:  et  v^ 
dendo  lo  tempo  alquanto  turbato  trouandose  a  sua  stalla  mutauit  mentem  et 
caualco  a  la  Maddalena  a  la  marina  et  vide  certi  ingegni  de  alzare  bombarde: 

•  ■ 

et  da  li  andò  in  castello  nouo  a  trouare  lo  S.  Re  cbe  allora  se  Testina.  Fece 
collatione  a  la  guardarobba  et  post  paulo  caualco  con  lo  S.  Re  verso  le  pa- 
dule  a  caccia  et  tornerò  a  nocte.  Accompagnato  sua  maestà  fino  a  lo  castello 
reuersus  est  et  cenauit  hora  2^  et  iiij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  primo  Aprilis.  aprilb 

Surrexit  eo  die  bora  xij.  et  audita  sua  missa  et  expeditis  quibusdam  ^ 
scese  a  sua  stalla  visis  non  nullis  equis.  Caualco  al  Poggio  Reale  et  demorato 
alquanto  li  venne  in  castello  nouo  a  trouare  lo  S.  Re  et  cum  quello  fu  a  cao- 
eia  a  le  Padule  tucto  quello  jorno:  fece  sua  collatione  a  lo  Mulino  de  sancto 
Severino:  et  reuersus  hora  tarda  et  accompagnato  lo  S.  Re  fino  a  la  porta  de 


AFBiLS  M.®  ecce  Lxxxx."*  318 

Io  Mercato  venne  ad  cenare  et  bora  iiij.  iam  pulsata  lectulum  petìjt.  Et  die  2.^ 
caualco  in  castello  et  andò  a  caccia  con  lo  S.  Re  a  li  monti  et  amazoro  vno 
grosso  porco.  Reuersus  bora  tarda  ceno  bora  2*  et  vj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  iij.  Aprilis. 

Jam  sol  irradiabat  terram  suis  radijs  quando  surrexit:  et  expeditis  multis 
et  audita  sua  missa  delibero  andare  a  caccia  con  lo  S.  Re  a  li  Monti:  et  la  se- 
ra bauea  facto  proposito  andare  a  Sancta  maria  de  monteoliueto  a  mangiare 
con  quelli  Monaci.  Et  cosi  mutata  mente  prò  meliori  parte  caualco  et  andò  a 
trouare  lo  S.  Re  in  castello  nono  :  et  intendendo  per  la  via  cbe  sua  maestà  dor* 
mina  ritorno  et  mangio  con  li  dicti  Monaci  et  trouo  cbe  già  baueano  comin- 
ciato a  mangiare.  Et  sumpto  prandio  dormiuit  aliquantulum  vestitus  et  expe- 
diuit  multa:  et  fuit  in  castello  et  negocia  quam  plura  ad  finem  traxit.  Reuer- 
sus domum  quibusdam  expletis  bora  v.  lectulum  ingressus  est. 

Die  iiij.  Aprilis. 

Hora  xiij.  surrexit  et  audita  sua  missa  fece  collatione  et  postea  caualco 
in  castello  et  audio  la  missa  cantata  et  la  benedictione  de  le  palme  et  vespri 
con  lo  S.  Re:  et  expedio  molte  facciende  cum  sua  maestà.  Et  reuersus  est  do- 
mum bora  prima  noctis:  2^  cenauit  et  iiij.  lectulum  petijt. 

Die  V.  Aprilis. 

Solita  bora  surrexit  et  audio  missa  a  sua  cappella  et  eà  expleta  ascese 
al  suo  jardino  et  caualco  et  andò  a  trouare  lo  S.  Re  in  castello  nono  :  et  uolea 
accompagnarlo  a  caccia  et  a  sua  maestà  piacque  restasse  in  castello  a  faro 
facciende:  et  sic  fecit  quia  semper  op temperare  pateroìs  dictis  solitus  erat.  Et 
li  fece  collatione  et  expeditis  negocijs  caualco  et  andò  ad  scontrare  lo  S.  Re 
a  la  maddalena  et  lo  accompagno  fino  a  la  porta  de  lo  mercato  et  reuersus 
est:  et  ij.  bora  noctis  cenauit  et  v.  lectulum  petijt. 


319  M.^  ecce  LZXZX.'^  APRIUE 

Die  vj.  Aprilis. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  caualco  et  andò  ad  audire  sua  missa  a  san- 
età  mafia  de  monteoliueto:  et  li  mangio  et  se  rìncbiuse  ut  solitus  erat  vnoquo- 
que  anno  in  talibus  diebus  sanctis  :  et  fuit  die  martis  quando  claustralem  illam 
vitam  elegit.  Die  Jouis  venne  in  castello  bora  xy).  a  fare  lo  mandato  sicut  mos 
erat  suus:  et  partito  andò  in  castello  nouo  a  fare  lo  mandato  del  S.  Re:  et 
postea  ritorno  pure  in  dieta  Sancta  Maria  de  monte  oliueto  et  li  andina  tucti 
li  officij  :  et  lo  venerdi  Saneto  la  audio  la  predica  de  frate  Roberto  lo  quale 
quella  maetina  bauea  predicato  tu  altra  uolta  ad  piscopio  et  certe  molto  sa* 
tisfece  a  sua  I.  S.  Et  ea  audita  quello  jomo  fece  vna  vita  condecente  per  tale 
di.  Et  lo  sabbato  sancto  venente  non  partio  dal  dicto  Monasterio  ma  li  audio 
tueto  lo  officio  diuino  et  dormio  ettam  ibi  quella  nocte  cbe  fureno  li  x.  de 
Aprile. 

Die  xj.  Aprilis.  In  eodem  monasterio. 

Àudita  sua  solita  missa  fece  coliatione  et  ea  facta  riposo  alquanto  quia 
illis  diebus  non  bauea  dormito:  bauea  facta  vita  de  religioso  eonfessatose  et 
comunicato  tanto  deuotamente  secondo  referiua  vno  suo  elemosenere  bomo 
de  sancta  vita  frate  de  sancto  francesco  et  obseruantino.  Et  post  paulo  ca- 
ualco in  castello  nono  et  fuit  cum  Regia  maiestate  a  la  missa  cantata:  et  eo 
die  redijt  in  castellum  capuanum:  cenauit  bora  iij.  noctis  et  vj.  lectulum  pe- 
tijt.  Et  delibero  sua  I.  S.  lo  di  sequente  part'u*e  per  bagnolo  et  stare  li  cum 
sua  casa  àlcbuni  jorni  et  bagnarse:  et  cosi  fece  ordinare  a  li  soi  cbe  stessero 
parati  al  2^  mandato. 

Die  xij.  Aprilis  in  bagnolo. 

Bora  xig.  surrexit  et  audita  sua  missa  caualco  et  andò  in  castello  nouo 
et  li  demoro  cum  lo  S.  Re  fino  cbe  caualco:  et  postea  mangio  a  la  ciptadella 


APBILB  M.^  ecce  LXXXX.^  32O 

per  yna  uolta:  et  quella  sera  venne  a  dormire  a  bagnolo  a  la  massaria  de 
francesco  Maria  cum  sua  casa  :  li  alloggio  et  li  soi  officiali  con  tende  circum 
circa.  Hora  iij.  noctis  lectulum  petijt  et  coacto  Consilio  medicorum  delibero 
pigliare  lo  di  seguente  vna  pocba  de  purgatione  per  posserse  bagnare. 

Die  xiij.  Aprilis  in  bagnolo. 

Orto  iam  sole  surrexit  et  audita  missa  bora  xiij.  aliquantulum  dedit  ope- 
ram  negocijs  et  post  paulo  prese  la  purgatione  et  bora  xyj.  comedit.  Et  sum- 
pto  prandio  donniuit  aliquantulum  et  non  partio  de  casa  quello  jomo.  Solum 
bora  xiiiy.  aliquantulum  descendlt  ad  portulam  domus:  et  reuersus  quam 
primum  et  facta  coUatione  bora  ij.  noctis  discessere  curiales  cbe  alloggiaua- 
no  m  quelle  massarie  intomo:  et  ipso  lectulum  petijt.  Et  già  lo  bagno  era  in 
ordine  per  lo  di  sequente  del  tucto  lo  necessario. 

Die  xiiij.  Aprilis  in  bagnolo. 

E  lectulo  egressus  est  bora  xj.  et  quam  primum  caualco  al  bagno  et 
bagnato  et  facti  li  remedij  necessarij  dal  suo  Medico  reuersus  est:  et  audiuìt 
suam  solitam  missam  et  fece  collatione  et  post  paulo  donniuit.  Et  smnpsit 
cenam  bora  xxj.  et  ea  sumpta  caualco  a  la  S.  Regina  la  quale  eo  die  era  ve- 
nuta à  bagnolo  ad  alloggiare  vicino  a  sua  I.  S.  et  fu  cum  quella  vsque  ad 
prìmam  boram  noctis.  Reuersus  bora  iij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  XV.  Aprilis  in  bagnolo. 

Surrexit  bora  xij.  et.qùam  primum  caualco  al  bagno  et  come  fu  bagnato 
audiuit  suam  solitam  missam:  et  reuersus  fece  collatione  et  postea  dormiuit 
aliquantulum  et  experrectus  caualco  a  la  S.  Regina  et  fuit  cum  illa  vsque  ad 
boram  xxiiij.  Et  reuersus  cenam  sumpsit  et  ea  sumpta  iterum  adiuit  ipsam 
Re^^alem  Maiestatem  et  bora  tarda  rediens  lectulum  ingressus  est  bora  iij. 


321  M.°  ecce  Lxxxx.^  afkile 

*  É 

noctis.  Et  non  nulla  tamen  expediuit  negocia  eo  die:  complures  concunrebant 
ad  eum  et  tucto  homo  se  partiua  in  re  sua  satisfactus. 

Die  xvj.  Aprilis  in  bagnolo. 

Postquam  surrexerat  e  lectulo  equitauit  ad  balnea  solita:  et  bagnato  au- 
dio sua  missa:  et  reuersus  fece  coliatione  et  aliquantulum  donniuit  :  et  post 
paulo  equitauit  ad  Reginam.  Et  reuersus  bora  xxj.  cenauit  et  reuersus  est  ad 
Reginalem  maiestatem  et  bora  iij.  noctis  lectulum  ingressus  est.  Et  Consilio 
medicorum  delìbero  sua  I.  S.  de  cetero  lauarse  in  vesperis  per  non  dormire 
lo  jomo.  Et  in  mane  aliquantulum  quiescebat. 

Die  xvij.  Aprilis  in  bagnolo. 

Sua  I.  S.  tardo  alquanto  in  lo  lecto  solo  per  non  dormire  lo  jomo  quum 
id  medici  voluere:  et  audita  sua  missa  fece  coliatione  et  caualco  a  la  S.  Re- 
gina et  da  quella  partio  ad  bore  xx.  et  andò  al  bagno  :  et  reuersus  bora  xxj. 
cenauit  et  sumpta  cena  non  partio  de  casa  quia  pluit  et  feceno  molti  troni. 
Lectulum  ingressus  bora  ij. 

Die  xviij.  eiusdem  in  bagnolo. 

flora  xij.  surrexit  et  audita  sua  missa  caualco  a  la  Massaria  de  francesco 
Galeocto  et  li  facta  aliquantulum  coliatione  reuersus  est  et  adiuit  Reginam  et 
ab  illa  discessit  bora  xx  et  andò  al  bagno  :  et  tornato  bora  xxj.  cenauit  quam 
primum  et  non  discessit  domo  eo  sero  :  expedio  facciende  con  lo  Conte  de 
Àlifi  et  con  lo  Conte  de  marìgliano:  et  bora  iij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xviiij.  Aprilis  in  bagnolo. 

Surrexit  adbuc  non  orto  sole  et  ea  bora  omnes  sui  dormitabant.  Et  per 
non  trouarse  in  tempore  lo  suo  cappellano  non  audiuit  missam  domi  sed  pu-^ 

teoli.  Caualco  et  andò  a  trouare  la  S.  Regina  cbe  era  caualcata  ad  agnano:  et  ea 

41 


y 


APMLB  M.^  ecce  Lxxxx.»  322 

visitata  andò  a  pezolo  et  visito  Antonio  Carbone  che  stana  la  malato  et  già  re- 
dncto  in  conualescentia  per  la  dUigentia  hauea  facta  vsarli  sua  I.  S.  et  da  li 
medici  et  de  ciò  che  li  bisognaua:  et  confortatolo  andò  a  trepergoli  a  vedere 
certa  canactaria  havea  facta  fabricare  lo  S.  Re.  Et  reuersus  bora  xv.  fece  col- 
latione  et  post  paulo  caualco  a  la  S.  Regina  et  ab  illa  discessit  bora  xx.  et 
andò  al  bagno:  et  bagnato  domum  redijt  et  ceno  bora  xxij.  et  iij.  noctis  lec- 
tulum  ingressus  est. 

Die  XX.  Aprilis  in  bagnolo. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  audita  missa  expedìo  motte  facciende  et  ali- 
quantulam  caualco  per  quelle  massarie  intomo  a  sua  stanza:  et  reuersus  fece 
collatione  et  ea  facta  aliquantulum  quieuit:  et  eo  die  andò  a  visitare  la  S.  Re- 
gina: et  bagnato  bora  sua  solita  ut  supra  cenauit  et  quieti  corpus  tradidit  suum. 
Et  già  bauea  deliberato  partire  da  li  bagnoli  lo  di  de  sancto  Geòrgie  et  tro- 
uarse  in  Napoli  a  la  festa.  Et  ferebatur  cbe  lo  S.  Re  veniua  in  napoli  et  illis 
diebus  era  stato  de  fora  a  caccia  et  se  uolea  purgare  :  sua  I.  S.  omnino  uolea 
interuenire  a  la  medicina  quando  sua  maestà  la  pigliaua.  Et  non  se  curaua 
de  aproperare  sua  partita  da  bagnolo  tanto  era  affectionata  sua  Signoria  de 
trouarse  con  lo  Regale  patre  quam  vnice  diligebat  timebat  et  colebat.  Et  ben- 
ché sua  I.  S.  per  trouarse  al  bagno  douesse  de  ragione  quietare  ut  moris  est 
Principum:  tamen  nuUum  diem  pretermictebat  quin  negocia  plura  expediret. 
Complures  advene  et  vassalli  concurrebant  ad  eum  nel  prò  fauore  nel  prò 
auxilio:  accessus  nulli  denegabatur.  Daua  a  tucti  audientia  et  tucto  homo  se 
partiua  contento  in  re  sua.  Preterea  animi  sui  recreandi  gratia  in  cena  facea 
venire  lo  Greco  IGiorentino  homo  facetissimo  lo  quale  contaua  molte  facetie 
que  I.  Dominum  mouebant  ad  risum.  Et  lo  dicto  Greco  narraua  soi  mocti  cum 
multa  facetia  et  de  bona  voglia  perche  expectaua  lo  premio  :  ut  moris  erat 
prefati  Illustrissimi  Principis.  Et  era  pasciuto  de  le  viuande  regali  et  epula- 

■ 

batur  splendide.  Et  bis  diebus  sua  I.  S.  fece  venire  de  Napoli  sartori  et  altri 


•    323  M.®  ceco  LXXXX.**  APRILE 

mastri  et  fece  pigliare  misura  de  vestiti  cioè  cappa  robbe  limge  de  seta  giob- 
boni  de  seta:  et  li  fece  tucte  expese  nel  venire  suo  et  in  lo  suo  ritornare  in  fio- 
renze  fino  per  la  barba.  Li  dono  vna  mula  tacta  fornita  de  ducati  xL.  et  altre 
cose  come  calze  duplicate  et  stiuali  et  molte  altre  cose  necessarie  per  lo  can)- 
mino  a  lo  dicto  Greco  che  già  stana  in  partita  pcLfirenze  :  che  volea  repa- 
triare  a  sua  casa.  Ordino  sua  I.  S.  che  ad  quello  fusseno  donati  ducati  L.^  de 
oro  in  oro.  Gaudebat  ille  et  merito  che  cognoscea  la  liberalità  de  tanto  prìn- 
cipe essere  molto  al  suo  proposito.  Quid  hoc?  Solea  fare  lo  similiante  quotidie 
a  molti  et  vtrobique  nomen  eius  predicabatur.  Non  sapeà  conseruare  vno  de- 
naro. In  frabiche  molto  se  delectaua  et  in  più  lochi  ameni  facea  fabricare:  ita 
et  taliter  che  a  facto  molti  poueri  homini  rìchi  :  et  molti  fabrìcatori  che  te- 
neano  quactro  et  cinque  figliole  da  maritare  et  pouerìssimi  in  quello  tempo  le 
marìtoro  molto  facilmente  per  li  denari  vernano  in  loro  mano  fabricando  de 
continuo  palazi  et  case  molto  amene  come  a  lo  Poggio  reale  vicmo  a  napoli 
a  due  miglia:  come  la  Duchescha  et  molti  jardini  et  massarie.  0  doue  non  fa- 
brìcaua?  In  calabrìa  in  puglia  in  Gayeta  a  casal  de  principe.  Vtrobique  ad 
id  operam  dabat.  Et  perche  in  altre  opere  nostre  tractamo  la  vita  sua  ampia- 
mente non  me  distendo  più  in  ciò  per  non  tediare  li  lectorì  ne  anchora  violare 
et  contaminare  la  materia  de  queste  jomate. 

Die  xxj.  Aprilis  in  bagnolo. 

Bora  xiij.  surrexit  et  audita  sua  missa  fece  coUatione  a  la  guardarobba 
et  post  paulo  caualco  a  la  S.  Regina  et  fuit  cum  illa  usque  ad  horam  xx.  et 
andò  al  bagno:  et  cenauit  et  lectulum  ingressus  est  bora  solita. 

Die  xxij.  eiusdem  in  napoli. 

Surrexit  jam  bora  xq.  et  audita  missa  caualco  a  la  S.  Regina  suo  solito 
more  et  da  li  al  bagno:  et  decreuit  eo  die  omnino  neapolim  conferre:  et  cosi 
bonalìora  curiales  sui  discessere.  Et  come  fu  bagnato  entro  in  carrecta  pas- 


APRILE  M/  ecce  LZXXX.®  324 

SO  per  la  casa  et  habitatione  de  la  S.  Regina  la  quale  venne  da  fora:  et  presa 
da  quella  licentia  venne  fino  a  la  Duchescha  in  carrecta  et  bora  xxiiij.  cenauit 
et  tertia  lectulum  ingressus  est.  Et  ordino  a  li  soi  stessero  preparati  che  lo  di 
sequente  volea  partire  per  capua  a  visitare  lo  S.  Re  che  stana  la  et  douea  pi- 
gliare medicina  ad  valetudinem  preseruandam. 

Die  xxiij.  In  capua. 

Satis  bona  hora  surrexit  et  expedio  facciende:  et  audita  sua  missa  in  sua 
cappella  caualco  et  andò  a  fare  collatione  al  Poggio:  et  quella  sera  alloggio  a 
capua:  et  juncto  fu  in  capua  che  già  erano  xxiij.  hore  andò  a  visitare  Io  S.  Re 
et  cum  quello  audio  li  vespri  de  sancto  Geòrgie  et  demoro  li  fino  ad  hore  v. 
de  nocte:  et  reuersus  ceno  ad  hore  vj.et  quam  primum  lectulum  ingressus  est. 

Die  xxiiij.  Aprilis  in  Capua. 

Hora  xj.  surrexit  et  audita  missa  caualco  et  andò  al  mazone  a  vedere 
soi  caualli  che  li  tenea  loco  al  herha:  et  li  fece  collatione  et  intendendo  che 
lo  S.  Re  veniua  cacciando  li  andò  in  centra  et  videro  iterum  caualli  insieme 
fino  ad  xxiij.  hore  et  partirò  fino  in  capua  cacciando  per  la  via:  et  arriuato 
a  sua  stanza  et  presa  licentia  dal  prefato  S.  Re  et  mangiato  post  paulo  expe- 
dio facciende  con  lo  Secretarlo  del  dicto  S.  Re  et  messer  Julio  per  duas  ho- 
ras:  et  iterum  visito  lo  S.  Re  et  expeditls  multis  hora  v.  reuersus  lectulum  in- 
gressus est.  Eo  die  furono  facto  processioni  et  andò  lo  archyepiscopo  de  na- 
poli a  la  numptiata  cum  toto  clero  :  et  se  canto  la  missa  per  lo  Re  de  vngarìa 
che  ce  erano  none  stana  in  extremis. 

Die  XXV.  Aprilis  in  napoli. 

Non  orto  sole  surrexit  et  expedio  molte  facciende  et  andò  al  S.  Re  et  li 
audio  la  missa  cantata:  et  expeditis  non  nuUis  caualcoro  et  al  mazone  fecero 
collatione  et  vennero  a  Gasale  et  li  riposo  lo  S.  Re  et  aliquantulum  sua  I.  S. 


325  ^•''  ^^^^  LXXXX."*  AFBILB 

Post  paolo  caualcoro  et  vennero  in  napoli  et  presa  licentia  dal  S.  Re  a  sancto 
Antonio  et  basato  la  mano  a  sua  maestà  venne  in  suo  castello  capuano  et  ali- 
quantulum  quieuit  in  lectulo:  et  hora  iiij.  cenauit:  vj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xxvj.  Aprilis. 

Eo  die  riposo  alquanto  de  mane  et  postquam  surreierat  et  expeditis  non 
nullis  audio  sua  missa  et  caualco  in  castello  nono  :  et  cum  Regia  maiestate 
multa  expediuit  et  li  fece  coUatione.  Et  quello  jorno  venne  Don  federìcho  de 
lo  stato  suo  et  interuenne  in  Consilio  eorum:  et  ferebatur  che  lo  S.  Re  de  vn- 
garia  era  morto.  Et  reuersus  hora  tarda  cenauit  hora  ij.  et  v.  lectulum  in-  ' 
gressus  est. 

Die  xxvij.  Aprilis. 

Àudita  sua  missa  caualco  in  castello  nono  et  expedio  facciende  con  lo 
S.  Re  et  fece  coUatione  a  la  guardarobba.  Et  ritorno  in  castello  a  xxiiij.  bore 
et  cenauit  et  prese  piacere  alquanto  de  alchune  facetie  dicea  lo  greco  floren- 
tino  sopra  nominato:  et  ordino  fusse  spacciato  che  lo  di  sequente  potesse 
partire  per  fiorenze  et  mandato  in  ceste  cum  tucte  cose  necessarie  che  non 
li  mancasse  alchuna  cosa.  Et  lectulum  ingressus  est  hora  iij. 

Die  xxviij.  Aprilis. 

Satis  bona  hora  surrexit  et  audita  missa  caualco  in  castello  nono  et  per 
totum  diem  fuit  in  negocijs  cum  regia  maiestate:  et  jam.de  obitu  Regis  vnga- 
rie  fama  erat  Clara.  Domum  reuersus  est  hora  xxiiij.  et  quam  primum  cenauit 
et  iij.  lectulum  petijt. 

Die  penultimo  eiusdem. 

Hera  xij.  surrexit  e  lectulo  et  àudio  sua  missa  et  expeditis  non  nullis 
ascese  a  la  Duchescha:  la  fece  coUatione  et  ea  facta  caualco  in  casteUo  nono 


APRILE  M.®  ceco  Lxxzx.^  3^6 

et  per  totum  dìem  negocijs  se  implicoit:  et  domum  reuei^us  est  bora  xxiiij. 
et  illieo  cenauit  et  lectulum  ingressus  est  bora  iiij.  Et  in  casa  del  prefoto  S. 
Re  tucto  quello  jomo  se  taglioro  vestiti  negri  per  la  successa  morte  del  S.  Re 
de  vngaria.  Et  se  ponea  in  ordine  de  farse  bellissime  exequie  vt  talem  Regem 
decebat. 

Die  vltimo  Aprilis. 

Sua  I.  S.  aliquantulum  quieuit  eo  mane  percbe  queUa  nocte  non  hauea 
possuto  dormire  et  bora  xij.  venne  lo  Fontano  Secretano  del  S.  Re  cum  let- 
tere et  noua  cbe  lo  I.  S.  Duca  de  milano  bauea  perfecto  lo  matrimonio  con 
I.  S.  Ducbessa  sua  consorte:  cbe  con  quella  era  stato  più  de  vno  anno  et 
adbuc  sui  noti  compos  fuit  :  et  ex  boc  nono  surrexit  e  lectulo  satis  jocundus. 
Et  audita  sua  missa  caualco  al  poggio  reale  et  uide  quella  fabrica  et  certa 
grocta:  et  da  la  andò  in  castello  et  tucto  quello  jomo  demoro  la  in  facciende 
et  li  fece  sua  coliatione  et  audio  li  vespri  de  sancto  Jacobo  et  pbylippo.  Et 
reuersus  ceno  bora  prima  noctis  :  iij.  lectulum  ingressus  est. 

MAGGIO  Die  primo  Madij. 

Antequam  exiret  domum  multa  expediuit  con  lo  suo  scrinano  maggiore  : 
et  audita  sua  missa  et  facta  aliquantulum  coliatione  caualco  et  vide  la  Testa 
et  lo  Sangue  de  Sancto  Gennaro  in  capuana  vicino  a  sancto  Stefano:  cbe 
quello  jomo  erano  portati  per  napoli  da  lo  Clero  ingrillandato.  Et  andò  io 
castello  et  fuit  cum  Rege  et  regina  et  cum  sua  maiestate:  caualco  alquanto 
per  lo  parco  et  quello  jardino:  et  reuersus  bora  xxiiij.  cenauit  et  bora  iij. 
lectulum  petijt. 

Die  ij.  Madij. 

Expeditis  non  nullis  et  audita  sua  missa  ascese  a  la  Ducbescba  la  quale 
se  paraua  percbe  quella  sera  sua  I.  S.  bauea  conuitato  lo  I.  S.  Don  federica 


3^7 


M.**  ecce  Lxxxx.^ 


HAGGIO 


cum  alchuni  Curiali  Regali:  et  da  li  caoalco  in  castello  nouo  et  cum  regia  male- 
state  expedio  faccende:  et  bora  xxj.  vna  cum  I.  Don  federico  suo  Germano 
et  alijs  conuiuio  uocatis  discessit  obsculata  manu  regia  et  venne  a  cenare  a 
la  dieta  Duchescha  et  certe  fu  lo  conuiuio  molto  copioso  et  abbundante  de 
ogni  cosa.  Stettero  in  tauola  usque  ad  horam  xxiiij.  et  accensis  cereis  demo- 
foro  in  piacere  usque  ad  horam  ij.  noctis.  Discessere  omnes  et  sua  I.  Domi- 
natio  quam  piimnm  iectolom  ingressus  est 

Die  iij.  Madìj. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  audita  sua  missa  in  sancta  croce  fuit  cum 
bonesto  Religioso  frate  francisco  de  aragonia  et  post  paulo  fu  in  castello  no- 
uo  :  trouando  che  lo  S.  Re  adhuc  dormiebat  andò  a  la  incoronata  et  vide  certi 
cani  del  S.  Re  et  da  la  venne  a  la  massaria  sua  de  le  virgine.  Et  reuersus  in 
castellum  per  illum  diem  fuit  in  negocijs  expediendis  cum  regia  maiestate  et 
Regina:  et  medici  vna  cum  eo  cogerunt  consilium  prò  conseruanda  regia  va- 
letudine. Et  in  casteUum  suum  bora  xxiiij.  reuersus  et  in  negocijs  positus 
bora  prima  cenauit  et  iij.  lectulum  petijt. 

Die  iiij.  eiusdem. 

Non  adhuc  orto  sole  surrexit  et  audita  missa  caualco  et  andò  a  dare  au- 
dientia:  et  expedita  illa  fece  li  coUatione  et  aliqoantulum  dormiuit  et  postea 
fuit  cum  Rege  et  regina:  et  eo  die  multa  expediuit  et  fuit  cum  sua  maiestate 
al  Palco:  et  reuersus  contulit  se  domum  et  cenauit  bora  prima  noctis  et  iij. 
lectulum  ingressus  est.  Et  die  sequenti  la  maestà  del  S.  Re  volea  fare  le  exe- 
quie  per  la  successa  morte  del  S.  Re  de  vngaria  et  jam  preparate  erant. 

Die  V.  Madij. 

Hora  xij.  surrexit  et  expeditis  nonnuUis  audiuit  suam  missam  in  suo  o- 
ratorio  et  caualco  cum  suis  curialibus  cum  nigris  vestibus  propter  funus  fieoh 


V 


lUflOlo  «  M/ ecce  Lxxxx.^  328 

dum  :  tucti  cum  gramaglie  fino  in  terra:  et  andò  a  tronare  lo  S.  Re  in  castello 
nono:  et  la  fece  coUatione  bora  ivj.  Partio  con  lo  prefato  S.  Re  cum  più  de 
ecc.  vestiti  de  negro  et  fureno  in  sancto  Domenici  doue  se  celebro  vno  di- 
gnìssimo  officio  per  la  anima  de  dictò  S.  Re  de  vngaria:  et  li  fu  facta  et  edita 
vna  oratione  assai  degna  in  laude  del  defuncto.  Expletis  exequijs  retomo  in 
castello  et  expedio  molte  facciende:  et  reuersus  domum  bora  xxiiij.  ceno  bo- 
ra iij.  percbe  quella  sera  voluit  accipere  quoddam  cristere  prò  valetudine  sua 
conseruanda.  Et  lectulum  ingressus  est  bora  v.  noctis. 

Die  vj.  Madij. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  audita  sua  missa  caualco  in  castello  nono  et 
fuìt  cum  regia  maiestate:  et  expeditis  non  nuUis  accompagno  quella  fino  vi- 
cino a  sancto  Joanni  de  carbonara  cbe  andana  ad  adversa  quella  sera:  et  pre- 
so licentia  se  ne  uenne  in  castello  et  expedio  facciende  et  ceno  bora  xxiij.:  et 
fece  commandare  per  la  casa  cbe  stessero  in  ordine  cbe  lo  di  sequente  volea 
andare  a  trouare  lo  S.  Re  et  al  Mazone  a  vedere  soi  caualli:  et  bora  iij.  lectu- 
lum ingressus  est. 

Die  vij.  Madij.  In  lo  mazone. 

Satis  tempestine  surrexit  et  audita  sua  missa  et  expeditis  non  nullis  fu 
a  cauallo  et  andò  a  trouare  lo  S.  Re  ad  adversa  :  et  la  per  la  via  fece  coUatio- 
ne: et  trouando  cbe  sua  maestà  era  caualcata  verso  lo  mazone  lo  andò  a  tro- 

■ 

uare  et  basato  la  mano  a  quella  ritornò  al  mazone  et  li  alloggio  quella  sera 
et  vide  cauallj:  et  ceno  bora  prima  noctis  et  2^  quieuit. 

Die  viij.  eiusdem. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  et  visis  suis  equis:  cbe  loco  li  teneua 
al  berba:  caualco  et  andò  a  trouare  lo  S.  Re  ad  Àmone  et  trono  cbe  sua  mae- 
stà se  leuaua.  Fuit  cum  sua  maiestate  vsque  ad  boram  xx.  et  ibi  fecit  colla- 


\ 


329  M.^  ecce  LxXXX."  MAGGIO 

tionem  et  caualco  cum  quella  et  videno  caualli  del  S.  Re  a  sue  cauallaritìe  fino 
a  xiiij.  hore:  et  presa  licentia  se  ritorno  al  Mazone  et  quella  sera  dono  ca- 
.  ualli  a  sol  creati  che  hauea  nouiter  facti  homini  de  arme.  Et  bora  prima  noc- 
tis  ceno  et  post  paulo  hora  circìter  2^  noctis  lectulum  ingressus  est. 

Die  viiij.  Madij  in  Arnone. 

Surrexit  bona  hora  et  audita  missa  delibero  partire  dal  mazone  cum 
tucti  li  soi  et  andare  a  trouare  lo  S.  Re  ad  Àmone:  che  quella  sera  douea  es- 
sere la  omnino  da  poi  che  ritomaua  da  sua  caccia:  trono  che  allora  sua  mae- 
stà se  leuaua  et  fu  con  quella  et  andò  a  caccia  et  a  vedere  caualli  de  dieta 
maestà.  Et  ritornati  sua  I.  S.  presa  licentia  andò  ad  sua  habitatione  et  cenauit 
et  hora  solita  lectulum  ingressus  est. 

Die  X.  eiusdem.  In  arnone. 

Orto  iam  sole  surrexit  et  audita  missa  sua  solita  andò  a  trouare  lo  S.  Re 
et  caualco  cum  sua  maestà  a  caccia  de  porci  et  de  cerai:  et  ritornato  sua  I.  S. 
conuito  ad  cena  lo  I.  S.  Don  federico  et  vna  simul  cenam  sumpsere:  et  hora 
solita  quieuit. 

Die  xj.  eiusdem.  In  arnone. 

Solita  hora  surrexit  et  andò  con  lo  S.  Re  a  sua  cauallaritia  et  vide  caualli 
de  sua  maestà  :  et  illis  visis  se  ne  ritornoro  in  arnone  cacciando  con  li  spar- 
neri:  et  quam  primum  cenam  sumpsit  et  post  paulo  lectulum  ingressus  est. 

Die  xij.  Madij.  In  arnone. 

Caualco  pure  con  lo  S.  Re  a  caccia  de  porci  et  de  cerni  et  de  sparueri 
in  la  loro  partita  fino  a  le  stanze.  Et  reuersus  bora  tarda  sumpsit  cibum  et 
hora  ij.  lectulum  petijt.  Et  ceno  quella  sera  con  lo  I.  S.  Don  federico  et  fuit 

satis  lautum  conuiuium. 

42 


UACiGio  M.®  ecce  Lzxzx.^  330 

Die  xiij.  eiusdem  in  lo  Mazone. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  et  facta  collatione  andò  al  S.  Re  et 
bora  xviij.  cauaico  con  sua  maestà  a  caccia  de  cerai:  et  bora  xxij.  sua  I.  S. 
dimando  licentia  basando  la  mano  a  sua  maestà  et  andò  ad  alloggiare  al  ma- 
zone  cum  sua  casa.  Et  juncto  vide  cauallj  usque  ad  boram  primam  noctis  ad- 
bibitis  cereis:  et  post  paulo  cenauit  et  quam  primum  ad  lectulum  se  contulit. 

Die  xiiij.  eiusdem. 

Hora  xj.  audita  missa  et  visis  suis  equis  delibero  partire  et  venire  in  na- 
poli et  cauaico  bora  xvj.  et  se  ne  venne  in  napoli.  Come  fu  arriuato  aliquan- 
tulum  quieuit  et  bora  xxiij.  ceno  in  lo  suo  jardino  grande:  et  renersus  in  ca- 
stellum  capuanum  bora  tarda  et  expeditis  non  nulUs  lectulum  ingressus  est 
bora  2.*  et  Curiales  discessere. 

Die  XV.  Madij. 

Surrexit  bora  xij.  et  expeditis  non  nullis  et  audita  missa  in  sua  cappella 
fecit  coUationem  :  et  quam  primum  decte  audientia  al  imbasciatore  de  fioren- 
tini: et  quam  primum  cauaico  in  castello  nono  et  fuit  cum  Regina:  et  post  paulo 
cauaico  cum  quella  et  fureno  al  baptismo  del  figlio  del  Conte  de  marigliano. 
Et  accompagnata  la  prefata  S.  Regina  se  ne  ritorno  et  bora  xxij.  ceno  a  lo  suo 
jardino  grande  a  la  fontana:  et  nocte  iam  aduentante  discessit  et  ascese  in 
castello:  et  bora  2.^  lectulum  ingressus  est. 


^'** 


Die  xvj.  eiusdem. 


Quella  nocte  sua  I.  S.  fu  alquanto  indisposta  et  adbibitis  remedijs  passo 
bene:  et  bora  xv.  audio  sua  missa  et  se  riposo  fino  ad  bore  xviij.  Et  quello 
jomo  non  vscio  fora  de  casa  et  mangio  per  vna  uolta  a  xxj.  bora.  Et  bora  ij. 
noctis  discessere  Curiales:  et  quieuit  et  fu  suo  male  doglia  de  ventre  cum  al- 
cbuni  corsi:  et  fu  prouisto  da  soi  medici  diligentemente. 


•  m     I  ■  ■■ 


331  M/  ecce  Lxxxx.**  MAGGIO 

Die  xvij.  Madij. 

Hora  xij.  snrrexit  et  audita  missa  fece  collatione  et  quam  piìmum  ca- 
valco et  andò  a  visitare  frate  francesco  de  Aragonia  a  la  Trinità  et  a  sancta 
Croce  :  et  post  paulo  discessit  et  se  ne  andò  in  castello  nono  et  fuit  cum  Re- 
gina. Et  quello  jomo  sua  L  S.  audio  li  vespri  in  sancta  maria  de  monte  oli- 
ueto:  et  reuersus  hora  xj.  cenauit  et  sumpta  cena  fece  facciende  vsque  ad  2.  '" 
horam  noctis  :  et  quam  primum  lectulum  ingressus  est. 

Die  xviij.  eiusdem. 

Audita  sua  missa  et  facta  collatione  caualco  a  lo  Poggio  reale  et  la  vide 
quelle  fabrìche  et  vide  caualli  et  quam  primum  comedit.  Et  expeditis  non 
nullis  ritorno  in  napoli  et  andò  al  molo  et  la  passeggio  alquanto:  et  reuersus 
in  castellum  facta  collatione  hora  2^  noctis  lectulum  ingressus  est. 

Die  xviiij.  eiusdem. 

Orto  sole  surrexit  et  audita  missa  caualco  in  castello  nono  a  la  audien- 
tia:  li  mangio  parum  et  postea  decte  audientia  et  ea  expedita  dormio  per  ho- 
ram: et  experectus  visito  la  S.  Regina  et  trouosse  in  3uo  mangiare.  Post  paulo 
ritorno  a  la  ciptadella  et  li  hora  xx  cenauit  et  fu  con  la  S.  Regina  fino  a  la 
massaria  de  messer  hectorre  solo  per  scontrare  lo  S.  Re  che  quella  sera  uen- 
ne:  et  non  trouandolo  reuersus  cum  Regina  in  castellum  expecto  sua  maestà 
et  cum  quella  audio  li  vespri  de  Ascensione  :  et  flnitis  vesperìs  venit  in  castrum 
Gapuanum  et  hora  i|j.  quieuit. 

Die  XX.  Madij. 

Hora  xj.  surrexit  et  expeditis  non  nullis  caualco  et  andò  ad  audire  sua 
missa  a  sancta  maria  de  monte  oliueto  et  li  mangio  et  visito  quelli  monaci  et 
conM)ulo  con  ipsi  alquanto:  et  post  paulo  caualco  in  castello  et  trouosse  al 


/ 


MAGGIO  M.^  ecce  LXXXX."^  332 

mangiare  del  S.  Re  et  expaccio  facciende  cum  sua  maestà:  et  caualco  cum 
quella  et  con  la  S.  Regina  a  la  festa  de  la  Ascensione  et  la  audio  missa  can- 
tata et  li  vespri:  et  quella  sera  ceno  con  loro  maestate  a  lo  jardino  de  la  pre- 
fata S.  Regina.  Et  reuersus  2.^  noctis  bora  quedam  expediuit  perche  volea 
partire  cum  tucta  la  casa  per  Àbruzo  et  bora  3.^  lectulum  ingressus  est. 

Die  xxj.  eiusdem. 

Ea  nocte  parum  dormiuit  perche  ad  hore  sei  fu  chiamato  dal  S.  Re  et 
sua  I.  S.  ce  mando  lo  magnifico  Antonello  pizolo  et  intellexìt  suam  uolunta- 
tem  :  et  surrexit  bona  bora  et  audita  missa  expaccio  facciende  con  messer  Pa- 
squa!. Et  quam  primum  caualco  con  sua  casa  et  quella  sera  alloggio  a  lo  Ma- 
zone:  et  come  fu  arriuato  quieuit  aliquantulum  et  postea  uidit  quasdam  litteras 
et  quam  primum  cenauit:  etsumpta  cena  \idit  suos  equos:  et  bora  ij.  lectn* 
lum  mgressus  est.  Et  eo  die  pluit  taliter  che  passero  le  trabache  et  tende  doue 
alloggiauano  suoi  creati. 

Die  xxij.  Madij. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  et  visìs  equis  caualco  et  venne  allog- 
giare a  caluj:  et  bora  xxj.  cenauit  et  bora  prima  noctis  lectulum  ingressus 
est.  Et  eo  die  aqua  fuit  magna  et  magni  tronitus. 

Die  xxiij.  eiusdem. 

Delibero  partire  summo  mane:  et  audita  missa  caualco  et  fece  collatione 
a  la  fontana  del  chioppò  :  et  omnes  sui  Guriales  vna  cum  ilio  tam  familiari- 
ter  quod  Inter  se  uidebantur  fratres  tanta  erat  ipsius  humanitas  in  omnes.  Et 
*  quella  sera  andò  ad  alloggiare  a  Mignano  et  alloggio  in  castello.  Juncto  che 
fu  aliquantulum  dormiuit:  postea  equitauit  et  andò  a  cenare  a  la  fontana:  et 
domum  reuersus  est  bora  xxiiìj.  et  prima  lectulum  ingressus  est.  Et  la  mactina 
sequente  delibero  partire  bora  viiij.  et  andare  a  fare  collatione  in  Sangermano 
et  cosi  fureno  mandati  tucti  1  officij  quella  sera. 


«^»ff?s 


333  M."*  ecce  Lxxxx.**  maggio 

Die  xxiiij.  Madij.  in  Sangermano. 

Hora  viiij.  surrexit  et  audita  missa  caualco  et  andò  tirato  in  sangermano 
doue  fa  raccolto  honoriflce:  et  come  fu  arriuato  quod  iam  erat  hora  xj.  fece 
collatione  et  aliquantulum  dormiuit:  et  multa  eo  die  expediuit.  Et  bora  xxj. 
caualco  et  andò  a  cenare  a  san  Francesco  che  la  ce  erano  bellissime  fontane: 
et  li  stecte  fino  ad  xxiiij.  bore:  et  reuersus  post  paulo  bora  ij.  lectulum  in- 
gressus  est.  Et  eo  die  prouide  a  fore  le  mura  de  dieta  terra.  Et  lo  magnifico 
Messer  Andrea  de  gennaro  fu  mandato  in  vngaria  per  imbasciatore. 

Die  XXV.  eiusdem  in  Sangermano. 

Hora  X.  surrexit  et  caualco  quella  mactina  a  la  badia  de  montecasino. 
£t  la  audio  sua  missa  et  vide  la  libraria  et  per  spatium  bore  lesse  alcbuni  li- 
bri exercitij  causa:  et  se  passeggio  per  lo  jardino  et  celle  de  quelli  monaci: 
et  tantmn  bibit  eo  mane.  Et  hora  xvj.  retomo  in  sangermano  et  aliquantulum 
dormiuit:  et  expeditis  quibusdam  caualco  et  vide  iterum  et  prouide  a  la  mu- 
raglia facea  fare  a  quella  ì&ttdn  et  andò  a  cenare  in  sancto  francesco  a  quelle 
acque  fi'escbe.  Et  reuersus  bora  solita  ingressus  est  lectulum. 

Die  xxvj.  Madij  in  oliueto. 

Quella  mactina  bona  bora  et  audita  sua  missa  caualco  et  andò  ad  al- 
loggiare in  oliueto:  fece  collatione  per  via  alla  cappella  de  sancta  maria:  et 
juncto  che  fu  delibero  alquanto  riposare.  Fu  da  quella  terra  raccolto  cum 
gran  festa:  in  obuiam  eius  venere  pueri  cum  palmis  oliuarum:  furono  facto 
luminaria  et  molta  bona  demonstratione  da  tucti  quelli  popoli.  Hora  xxj.  ce- 
nam  sumpsit  et  bora  ij.  lectulum  ingressus  est.  Quella  sera  fu  dicto  per  noua 
a  la  sua  I.  S.  come  li  presso  a  la  terra  stana  vna  cappella  doue  vna  figura  de 
nostra  dompna  facea  miraculi:  che  chi  ce  andana  come  era  li  et  genibus  fle- 
xis  cascbaua  et  stana  fora  de  se  alquanto  :  et  post  hoc  ferebatur  che  quelli 


VAGOio  M.®  ecce  Lxxxz.^  334 

tali  mutabant  mores  eoram:  hec  ferebantur.  Quello  jomo  fa  vna  grande  ac- 
qua cum  troni  assai.  Passo  la  fiumara  de  la  terra  chiamata  Melfi  et  vn  altra 
chiamata  Rimolle. 

Die  xxvij.  eiusdem  in  Oliueto. 

Hora  1.  surrexit  et  audlta  sua  missa  in  casa  caualco  et  andò  a  vedere 
lo  castello  de  la  terra  et  la  fece  coUatione  et  prouide  a  quello  in  molte  cose 
necessarie.  Et  reuersus  bora  liij.  dormiuit  aliquantulum.  Accarezo  assai 
quella  gente  de  arme  ce  tenea  ut  sui  moris  semper  erat:  et  hora  xxj.  cenauit 
et  sumpta  cena  parlo  con  lo  suo  Confessore  et  suo  cappellano  et  elemosinere 
bomini  religiosi  et  de  sancta  vita  quali  semper  se  li  faceua  andare  appresso. 
Et  inteso  da  quelli  che  lo  miraculo  predicto  veniua  da  ribaldaria  de  quelli 
che  gouernauano  la  ecclesia  delibero  caualcarce:  che  già  erano  xxiij.  bore: 
et  cosi  fece:  et  arriuato  la  et  adorato  ut  consueuerat  a  lo  altare  quello  firate  se 
lasso  cascare  con  dire  che  era  miraculo  de  la  gloriosa  Vergine  maria.  Lo 
prefato  I.  S.  illieo  cognobbe  sua  prudentia  mirabiliter  che  quello  frate  era  in 
crìmine:  conuocatolo  ad  se  et  parlatoli  humanamente  exortandolo  li  douesse 
dire  la  causa  de  quanto  facea  iUe  instabat  taUter  che  sua  I.  S.  lo  fece  pigliare 
cum  dui  suoi  sequaci:  et  eo  sero  confesso  ogni  cosa  et  come  per  fare  denari 
tucto  hauea  facto.  Tucto  quello  popolo  adoraua  lo  dicto  Signore  che  li  bauea 
liberati  da  latri  et  falsi  frati:  che  ciò  che  haueano  dauano  per  dio  credendo 
quello  essere  miracolo.  0  f  es  miranda  in  tanto  Prìncipe  che  tucte  cose  redu- 
cea  ad  bonum  pacis  et  tranquillitatis.  Ordino  che  quello  frate  fusse  adducto 
ligato  appresso  sua  I.  S.  perche  la  mactina  sequénte  uolea  partire  et  andare 
verso  Gayeta.  A  due  bore  de  nocte  lectulum  ingressus  est.  Spedio  quella  sera 
molte  facciende  perche  bebbe  lettere  de  vngaria  et  de  Milano  et  a  tucte  fece 
fare  risposta:  et  ordino  che  la  mactina  bona  hora  tucto  homo  fusse  a  caual- 
lo.  Et  illis  diebus  passoro  molti  grilli  per  aera.  Quid  sibi  voluerint  Deus  scil. 
Aliquid  indicabunt. 


335  M.*  ecce  Lxxxx.'*  uaqqio 

Die  xxviij.  Madij  in  Sangermano. 

Bona  hora  sorrexit  et  audita  missa  caualco  et  venne  directo  a  Sanger- 
mano  et  jtincto  che  già  erano  bore  xvj.  et  mutato  andò  a  sancto  francesco:  et 
la  mangio  che  era  venardi  per  vna  volta:  et  la  dormio  per  horam  et  fece  fac- 
ciende  li  fino  a  nocte:  et  reuersus  bora  iij.  lectulum  ingressus  est.  Quello 
jorno  fu  grande  pioggia  cum  grandine  et  fu  tale  che  non  lasso  quasi  fructe 
in  li  arbori:  la  grosseza  de  quella  era  corno  ouo  vt  ferebatur:  et  tocbo  più  a 
gayetani  che  a  1  altri  conuicinij. 

Die  xxviiij.  eiusdem  in  Mola. 

Ante  lucem  audiuit  suam  missam  et  facta  aliquantuhun  coUatione  caual- 
co et  venne  fino  a  sancto  Angelo  et  da  li  imbarco  et  andò  per  lo  fiume  in  la 
scafa  fino  al  Garìgliano:  et  da  li  venne  in  le  barche  intro  in  mare  et  venne  in 
mola  per  mare  et  quam  primum  cenam  sumpsit  in  la  torre  doue  alloggio  sua 
I.  S.  et  dormio  paulisper:  et  quella  sera  vide  molti  giardini  solati]  causa.  Et 
la  mactina  sequente  che  era  la  pasqua  rosata  ordino  fusse  preparata  la  missa 
cantata  :  et  audita  quella  volea  imbarcbare  et  andare  a  Gay  età.  Lectulum  in- 
gressus est  hora  2.^  auditis  prius  vesperis. 

Die  penultimo  Madij.  In  Gayeta. 

Surrexit  bora  x.  et  andò  ad  audire  la  Missa  cantata  in  mola  ad  vna  ec- 
desia  de  sancta  maria  vicino  a  la  torre:  et  quella  audita  et  expeditis  non  nul- 
lis.  fece  coUatione  et  post  paulo  imbarco  et  andò  ad  alloggiare  in  Gayeta. 
Smonto  vicino  a  la  Annumptiata  et  alloggiato  aliquantulum  quieuit.  Et  audio 
li  vespri  a  sancto  francesco  et  delibero  confessarse  et  lo  di  sequente  pigliare 
la  Eucharistia.  Auditis  vesperis  caualco  in  castello  et  vide  quella  fabrìca  facea 
fare.  Fu  molto  accarezato  da  quello  popolo.  Ceno  hora  xxij.  in  sua  habitatione 
et  2.^  hora  noctis  lectulum  ingressus  est. 


MAGGIO  M.^  ecce  LXXXX.^  336 

Die  vltimo  Madij  in  Gayeta. 

Hora  xj.  e  lectulo  egressus  est  et  andò  in  sancto  francesco  doae  audio 
la  Missa  cantata  et  li  deuotamente  se  comunico:  et  expeditis  diuinis  ritorno 
et  facta  coUatione  caualco  et  andò  a  visitare  la  cojitessa  de  fondi  et  qudla  de 
Trayecto  che  era  sua  figlia:  che  quella  mactina  erano  arrìuate  che  vernano  da 
fondi  per  visitare  sua  I.  S.  Hora  vespertina  fu  a  caoallo  et  audio  li  vespri  in 
sancto  angelo  de  Gayeta  et  andò  a  cenare  a  lo  jardino  de  Gola  de  Àuanzo. 
Et  hora  ij.  lectulum  petijt. 

GIUGNO  Die  primo  Junij  in  mola. 

Delibero  partire  per  Mola  et  audita  sua  missa  in  Sancto  Domenico  et  ve- 
duto lo  castello  et  prouisto  a  quelle  moraglie  ritorno  in  sua  hahitatione  :  et 
facta  coUatione  post  paulo  imbarco  in  mare  et  vide  alchuni  jardini  Gayetani 
et  andò  ad  alloggiare  in  mola:  et  ceno  quella  sera  de  fora  ad  vno  suo  jardino 
et  hora  ij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  2.^  Junij-  In  mola- 

Surrexit  hora  xj.  et  audita  sua  missa  andò  a  vedere  certi  jardini:  et  post 
paulo  se  ne  conferi  a  lo  suo  et  la  mangio  per  vna  uolta  ad  hore  xx.  et  reuer- 
sus  dormiuit  aliquantulum  :  et  hora  xxij.  caualco  et  andò  a  vedere  certi  jar- 
dini iterum  et  de  nouo  et  dimoro  da  fora  fino  ad  nocte:  hora  prima  cum  ce^ 
reis  domum  redijt  et  iij.  lectulum  ingressus  est 

Die  iij.  Junij.  In  la  Rocha  de  monteragone. 

Hora  viij.  surrexit  et  audita  sua  missa  delibero  partu*e  da  Mola  et  anda- 
re quella  sera  a  la  rocha  :  et  fece  coUatione  per  la  via  a  la  Scauola  et  venne 
a  lo  GarigUano:  U  dormio  circa  due  hore  et  caualco  et  arriuo  a  la  Rocha  ad 
hore  XX.  Hora  xxj.  cenam  sumpsit  et  hora  prima  noctis  petijt  lectulom. 


337  M/  ecce  Lxxxx.^  giugno 

Die  iiij.  Junij.  In  Arnone. 

Ante  lucem  surrexit  e  lectulo  et  audita  missa  caualco  adhuc  non  orto 
sole  verso  arnone  per  trouarse  con  lo  S.  Re  che  la  douea  andare  ad  allog- 
giare. Et  arriuando  in  amone  et  trouando  che  sua  maestà  ancora  non  era 
arriuata  delìbero  passare  innanzi  ad  scontrarla  :  et  sua  casa  se  fermo  in  Ar- 
none et  sua  I.  S.  passo  et  eipecto  la  prefata  maestà  a  la  Tauema  del  ponte 
Nichino  :  et  basato  la  mano  a  quella  fu  con  ipsa  a  caccia  de  cerni  che  ne  fu- 
reno  morti  due  et  vno  lupo  al  mazone.  Et  reuersus  bora  prima  noctis  cenam 
sumpsit  et  illieo  andò  in  corte  del  S.  Re:  et  post  paulo  reuersus  lectulum  in- 
gressus  est. 

Die  V.  Junij  [n  Arnone. 

Hora  X.  surrexit  et  audita  missa  sua  solita  andò  in  corte  del  S.  Re  et  la 
fece  coUatione  et  caualco  con  sua  maestà  ad  xx.  bore  verso  lo  mazone  a  cac- 
cia de  cerai:  et  per  la  via  videno  caualli  a  la  cauallaritia  del  prefato  S.  Re.  Et 
reuersus  bora  prima  noctis  cenam  sumpsit  et  secum  Messer  Marino  brancazo 
Jacobozo  de  alexandro  et  Antonecto  Gitaro.  Solus  raro  comedebat  et  curiam 
petijt  patris  et  post  paulo  reuersus  lectulum  ingressus  est. 

Die  vj.  Junij  in  arnone. 

Surrexit  hora  xj.  et  audita  missa  se  conferio  in  corte  et  la  stette  fino  ad 
bore  XX.  Caualco  a  caccia  con  lo  S.  Re  et  hora  xxiiij.  reuersus  cenauit  et  ij. 
lectulum  petijt. 

Die  vij.  Junij  in  napoli. 

Sua  I.  S.  delibero  partire  quello  jorno  per  napoli  et  expectare  tanto  che 
lo  S.  Re  partisse  per  capua  :  ordino  da  la  sera  che  li  soi  partissero  con  la  casa: 
et  bora  xj.  surrexit  et  audita  sua  missa  se  conferio:  et  expeditis  non  nuUis 

43 


GIUGNO 


M.**  ecce  Lzxxx.^ 


338 


partio  bora  xx.  con  lo  S.  Re  :  et  accompagnato  quello  fino  in  itinere  suo  se 
ne  uenne  in  napoli  et  ceno  a  la  Duchescha  et  la  doraiio  quella  sera:  et  bora 
iiij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  viij.  Junij.  in  napoli. 

Sunrexit  bora  xij.  et  audita  missa  et.facta  coUatione  caualco  et  andò  a 
visitare  la  S.  Regina:  et  demoratus  cum  illa  aliquantulum  et  bora  xx.  reuersus 
ceno  a  lo  jardino  grande  a  la  fontana  :  et  sumpta  cena  caualco  fino  a  lo  Molo 
et  trono  lo  S.  Don  federico  et  allocatus  illum  aliquantulum  discessit  et  quella 
sera  visito  Antonio  carbone  qui  egrotabat  in  lectulo:  et  reuersus  et  facta  col- 
latione  bora  ij.  lectulum  petijt. 

Die  viiij.  Junij.  In  napoli. 

Hora  xj.  surrexit  et  expeditis  non  nullis  missam  audiuit  suam:  et  facta 
collatione  contulit  se  ad  Stabulum  et  vide  soi  caualli  et  postea  contulit  se  ad 
pomarium  suum  doue  decte  audientia  al  Generale  de  sancto  francesco  et 
expedio  molte  facciende  con  messer  Julio  et  alijs.  Hora  xxj.  cenauit  apud 
fontem  solitum:  et  post  paulo  equitauit  et  andò  a  sancta  chiara  a  lo  perdono 
et  da  li  in  castello  a  trouare  lo  S.  Re  cbe  era  ritornato  da  Àmone:  et  audio 
li  vespri  solempni  del  corpo  de  xpisto.  Et  reuersus  hora  2.^  lectulum  in- 
gressus est. 

^  Die  X.  Junij.  In  napoli. 

Bona  bora  egressus  est  lectulum  et  andò  ad  piscopio  et  li  audio  la  missa 
cantata  et  accompagno  lo  corpo  de  xpisto  a  sancta  chiara  doue  trono  lo  S. 
Re:  et  li  audio  la  missa  cantata  sua  maestà  et  già  se  leuaua  lo  corpo  de  xpi- 
sto: et  expleta  sua  I.  S.  se  ne  ritorno  ad  piscopio  con  lo  archypiscopo:  et  ac- 
cepta  benedictione  redijt  in  castellum  capuanum  et  quieuit  aliquantulum.  Et 
hora  XX.  caualco  in  castello  ad  regem  :  et  expeditis  quibusdam  venne  a  vi- 


339  M/  ecce  Lxxxx/  qidqno 

sitare  madamina  Biancha  consorte  del  suo  maiordomo  Raneri  Gualandi:  et 
bora  xxij.  cenauit  a  lo  suo  jardino  grande  a  la  fontana:  et  2.^  horalectulum 
ingressus  est.  Et  quella  sera  se  fece  lo  bagno. 

Die  xj.  Junij  in  napoli. 

Hora  xj.  surrexit  et  expediuit  non  nulla:  et  audita  missa  et  facta  coUa- 
tione  caualco  in  castello  et  fuit  cum  rege  in  negocijs  per  totum  diem:  et  re- 
uersus  bora  xxj.  ceno  a  lo  suo  jardino  grande  a  la  fontana:  et  bora  2.^  no- 
ctis  lectulum  petijt. 

Die  xij.  Junij  in  lo  poggio  reale. 

Satis  bora  competenti  Principibus  surrexit  e  lectulo:  expeditisque  non 
nullis  audiuit  missam  et  venendo  lo  imbasciatore  venetiano  et  altri  decte  a 
tucti  plenaria  ^udientia  et  satisfacti  discessere.  Sua  I.  S.  fece  alquanto  colla- 

■ 

tiene  et  ordino  a  li  soi  che  quella  sera  volea  alloggiare  al  poggio  reale.  Et  fu 
quello  jomo  in  castello  con  lo  S.  Re  et  expedio  molte  facciende  et  andò  a  lo 
poggio  a  xxj.  bore:  li  ceno  et  dormio  quella  sera. 

Die  xiij.  Junij  in  napoli. 

Surrexit  iam  orto  sole  et  audita  sua  missa  fece  collatione  in  vna  certa 
grocta  a  lo  poggio  :  et  caualco  et  venne  in  castello  nono  et  cum  rege  multa 
expediuit.  Et  quello  jomo  fu  a  la  Zita  sere  de  Joambaptista  del  dolce  et  la  ac- 
compagno fbio  a  la  porta  del  Mercato:  et  venne  a  cenare  a  suo  jardino  gran- 
de a  la  fontana  bora  xxj.  et  postea  caualco  fino  a  la  Maddalena:  et  li  monto 
in  barca  et  andò  a  trouare  lo  S.  Re  a  lo  paradiso  doue  stana  gratia  solacij  : 
et  cosi  sua  maestà  monto  in  barca  et  andoro  per  mare  fino  a  la  Maddalena  : 
et  reuersi  in  castellum  sua  I.  S.  presa  Ucentia  se  ne  uenne  ad  sua  babitatione 
et  bora  2.*  quieuit. 


GIUGNO  M/  ecce  Lxxxx.**  340 

Die  xiiij.  Junij  in  napoli. 

Surrexit  satis  bona  bora  et  audita  missa  caualco  ìq  castello:  et  ibi  mo- 
ratus  aliquaiìtulum  cum  Rege  et  Regina  accompagno  quella  al  baptismo  del 
genero  di  messer  Malitia  Carraffa  et  fu  in  sancta  clara  a  lo  perdono:  et  reuer- 
sus  in  castellum  expedio  facciende  con  lo  S.  Re  et  bora  xxij.  venne  a  cenare 
al  suo  jardino  grande  a  la  fontana:  et  non  equitauit  amplius  ilio  sero.  Domum 
petijt  bora  clrciter  prima  et  2.^  lectulum  ingressus  est. 

Die  XV.  eiusdem  in  napoli. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  sua  missa  caualco  in  castèllo  et  decte  au- 
dientia  et  fece  coUatione  a  la  guardarobba:  et  expediuit  negocia  suo  solito 
niore  et  dorraio  a  la  ciptadella  per  due  bore.  Et  quella  sera  ceno  con  lo  S. 
Conte  de  terra  nona:  et  reuersus  bora  tarda  post  paulo  lectulum  ingressus  est. 

Die  xvj.  Junij  in  lo  poggio. 

Jam  orto  sole  surrexit  et  audita  missa  et  expedilis  non  nullis  delibero 
quella  sera  andare  ad  alloggiare  a  lo  Poggio.  Caualco  et  andò  a  sancta  Croce 
et  parlo  con  frate  francesco  de  Ragona  bomo  de  sancta  vita.  Et  visito  lo  S. 
Don  federico  cbe  stana  indisposto  et  li  fece  coUatione:  et  fu  in  castello  et  expe- 
diuit multa  cum  Regia  maiestate:  et  bora  xxiij.  pulsata  partio  de  castello  no- 
no: andò  al  dicto  poggiò:  la  ceno  et  dormio  quella  sera.  Et  quella  noe  te  fu 
vna  grande  pioua  con  grandine  tanto  grossa  cbe  guasto  ogni  fructo. 

Die  xvij.  eiusdem  in  Napoli. 

Satis  bora  comoda  surrexit  et  audita  sua  missa  fece  coUatione  ^d  vna 
grotta  del  Poggio  :  et  post  modum  caualco  et  fu  in  casa  del  I.  S.  t>on  fede- 
rico cbe  stana  indisposto.  Et  per  reUquum  spatium  diei  fuit  in  casteUo  cum 
Regio  patre  in  expediendis  negocijs.  Et  caualco  con  quello  a  caccia  a  le  pa- 


34^  M.®  ecce  Lxxxx.**  Qiuaira 

dale  et  al  Poggio  reale:  et  accompagnato  dicto  S.  Re  fino  a  Sancto  Martino 
in  capuana  et  presa  lìcentia  entro  in  castello  capuano  et  per  quella  sera  fece 
ordinare  vno  certo  conuito  volea  fare  al  S.  Re  et  a  la  S.  Regina  la  Domenica 
proxima  futura:  et  expeditis  non  nuUis  cenauit  bora  iij.  et  v.  lectulum  ingres- 
sus  est. 

Die  xviij.  Junij  in  napoli. 

Bona  bora  audiuit  suam  missam  et  caualco  in  castello  nono.  Trouo  che 
lo  S.  Re  se  uestiua  :  moratus  aliquantulum  interfuit  suo  prandio  et  post  mo-   . 

dum  andò  a  mangiare  a  la  Ciptadella  bora  xxj.  et  postea  dormiuit  aliquantu- 

■ 

lum.  Et  postquam  surrexerat  adiuit  I.  D.  federìcum  eius  germanum:  etredijt 
in  castellum  et  vna  cum  Rege  vidit  equos:  et  expeditis  multis  necessarijs  re- 
uersus  est  domum  et  bora  iij.  transacta  lectulum  petijt.  Et  eo  die  summo 
mane  pluit  et  grandinauit  mirabiliter. 

Die  xviiij.  Junij  in  lo  Poggio. 

Percbe  lo  di  precedente  sua  I.  S.  mangio  vna  uolta  voluit  surgere  sum- 
mo mane  et  volea  fare  collatione  et  equitare  al  Poggio  per  vedere  quanto  se 
era  preparato  per  lo  conuiuio  se  douea  fare  lo  di  sequente  al  S.  Re  et  a  la  S. 
Regina:  tamen  insta  causa  impeditus  demoro  alquanto  et  audita  sua  missa  et 
expeditis  multis  domi  cum  Regente  et  alijs  caualco  et  andò  al  poggio  et  ali- 
quantulum dormiuit:  et  post  paulo  comedit  et  postea  andò  per  la  massaria  et 
prouede  al  necessario  del  conuito  se  douea  fare  et  se  attendeua  a  parare  tucte 
quelle  stanze.  Et  eo  sere  bora  2^  lectulum  ingressus  est 

Die  XX.  Junij  in  lo  Poggio. 

Bòna  bora  surrexit  et  vide  quelle  stanze  parate  et  a  molte  cose  prouide 
cbe  erano  necessarie  al  dicto  poggio  per  conuiuio  :  et  audita  missa  caualco 
et  andò  a  trouare  lo  S.  Re  cbe  era  verso  le  padule  et  venne  con  sua  maestà 


GIUGNO  M.°  ecce  Lxxxx."  342 

al  poggio  et  yideno  la  vcellera  et  in  quelle  stanze  doue  dieta  maestà  se  riposo 
et  fece  collatione  bora  xx.  andò  ad  scontrare  la  S.  Regina  :  et  condocta  quella 
la  ad  xxij.  bore  mangioro  et  tuo  conuito  vero  Regale  et  copiosissimo  et  ab- 
bundantissimo  de  ogni  cosa.  Sua  I.  S.  attese  sempre  ad  seruire  a  lo  Regio 
patre:  et  post  cenam  illorum  et  discessum  sua  I.  S.  ceno  cum  quibusdam  re* 
gijs  curìalìbus:  et  bora  iij.  lectulum  ingressus  est:  et  quella  sera  alloggio  in 
lo  dicto  Poggio. 

Die  xxj.  Junij  in  napoli. 

Orto  iam  sole  surrexit  et  audita  missa  caualco:  et  partito  dal  poggio  se 
ne  uenne  a  la  sua  stalla  et  vide  caualli:  et  iUis  visis  fece  collatione  a  la  Du- 
cbescba  et  postea  caualco  in  castello  et  fuit  cum  Rege  et  Regina  eo  die:  et  ex- 
peditis  multis  venne  a  cenare  al  suo  jardino  grande  a  la  fontana  et  bora  2.^ 
lectulum  ingressus  est. 

Die  xxij.  Junij  in  napoli. 

Satis  bona  bora  fiiit  in  negocijs  et  audita  missa  in  sua  cappella  fece  col- 
latione a  la  Ducbescba  et  uide  caualli:  et  post  paulo  caualco  in  castello  nono 
et  fuit  cum  rege  et  regina:  et  dormiente  rege  aliquantulum  caualco  con  la 
Regina  a  la  bombarderà  et  videno  fundere  vna  bombarda:  et  reuersus  se 
pose  in  facciende  con  lo  S.  Don  federico  et  messer  Julio.  Et  reuersus  bora 
xxij.  ceno  al  suo  jardino  grande  a  la  fontana  et  bora  iij.  discessereCurìales: 
et  sua  I.  S.  mando  a  parare  la  Ducbescba  percbe  lo  di  de  sancto  Joannj  expec- 
tana  la  lo  S.  Re  la  S.  Regina  et  la  infante. 

Die  xxiij.  Junij  in  napoli. 

Postquam  surrexerat  et  missam  audierat  fece  collatione  a  la  Maddalena 
et  sumpto  cibo  dormio  a  le  stanze  del  suo  jardino  grande:  et  post  paulo  ca- 
ualco in  castello  nono  et  trono  cbe  lo  S.  Re  già  volea  caualcare:  et  furono  a 


—'--*-" 


\ 


343  M.®  ecce  Lxzxx.^  giugno 

lo  vespro  a  sancto  Joanni  in  mare:  et  auditis  vesperis  f areno  a  la  marina  et 
omnes  mare  intrauere  :  et  imbarcati  passeggioro  per  mare  fino  a  la  nocte  et 
sbarcaro  vicino  a  lo  castello:  et  accompagnato  lo  S.  Re  lo  prefato  I.  S.  habita 
licentia  se  ne  nonne  a  sua  babitatione  et  bora  iij.  lectulum  ingressus  est. 

Die'xxiiij.  Junij.  in  napoli. 


\ 


Sommo  mane  egressus  est  lectulum  perche  quello  jomo  expectaua  lo  S. 
Re  et  la  S.  Regina  a  la  Duche$cha:  et  audita  sua  missa  fece  collatione  alaMad- 
dalena  et  expedio  molte  cose  necessarie:  tandem  caualco  et  expecto  lo  S.  Re 
et  la  S.  Regina  vicuio  a  sancto  Joannj  carbonara  a  le  case  che  furono  del 
quondam  notaro  viceguerra  stando  pero  a  cauallo:  et  venendo  loro  maestate 
le  accompagno  in  sancto  Joanni  a  la  missa  cantata  et  in  fine  de  quello  se 
partio  sua  I.  S.  et  se  ne  uenne  a  la  Ducbescha  per  vedere  et  intendere  li  pre- 
paratorij  erano  facti  per  la  venuta  de  li  sopradicti:  et  expecto  fino  in  tanto 
vennero.  Et  veduti  caualli  et  quelle  stanze  et  riposati  alquanto  ascesero  a  lo 
Cenaculo  grande  de  la  Maddalena  doue  fu  preparata  una  vera  collatione  re- 

« 

gale  copiosissima  de  ogni  generatione  de  fi*ucte  et  confectioni  varie  et  cose 
regali  con  ordine  mirabilissimo.  Et  Jacobo  de  Capua  suo  mastro  de  casa  de 
continuo  sopra  ciò  sollicitante  et  ordinante  che  venissero  vini  varij  et  dilica- 
tissimi.  Et  fu  facta  la  collatione  intomo  a  la  acqua  che  c<vrreua  in  terra.  li 
stanano  tucti  prostrati  a  lo  fresche  et  passero  quello  jorno  ui  molti  boni  et 
suaui  ragionamenti.  Hora  xxiij.  discessere  :  lo  I.  S.  resto  et  cenatus  est  et  dor- 
mio  quella  sera  a  la  dieta  Ducbescha. 

Die  XXV.  Junij  in  napoli. 

Audita  sua  missa  a  la  Ducbescha  caualco  in  castello  nono  et  fuit  cum 
rege:  trono  che  mangiaua  et  sua  I.  S.  fece  collatione  a  la  sala  de  li  paggi  con 
io  S.  Don  federico.  Post  paulo  dormiente  Rege  per  totum  diem  expediuit  ne- 
gocia  cum  Fontano  et  alijs.  Et  hora  xxij.  venne  a  cenare  a  la  Duchescba  a  la 
fontana  et  2.^  hora  lectulum  ingressus  est. 


cauGNO  M.®  ecce  Lxxxx.*  344 

Die  xxvj.  Junij  in  napoli. 

Bona  bora  suFgere  uolebat  perche  donea  andare  a  caccia  con  lo  S.  Re 
a  le  padule  :  et  cosi  la  sera  innanti  era  stato  ordinato  per  sua  maestà  la  quale 
volea  andarse  a  riposare  lo  jorno  a  lo  poggio  :  et  tucti  li  officiali  già  erano 
andati.  Hebbe  nona  summo  mane  cbe  dicto  S.  Re  jam  mentem  mutauerat  et 
cosi  fece  ritornare  li  soi  et  se  riposo  alquanto:  et  orto  sole  surrexit  et  caual- 
co  et  andò  ad  audire  missa  in  monte  oliueto  et  audita  missa  decte  audientia 
in  le  camere  sue  la  a  lo  imbasciatore  de  milano  :  et  post  paulo  caualco  in 
castello:  la  fece  coUatione  et  expediuit  multa  cum  Domino  Rege  et  Regina 
et  se  ne  uenne  a  cenare  a  la  Duchescha  a  la  fontana  accompagnato  lo  S.  Re 
fino  a  la  porta  de  lo  Mercato:  che  andana  a  caccia:  et  non  vscio  fora  aliter. 
Lectulum  ingressus  est  bora  iij.  et  dormio  a  la  Duchescha  et  quella  sera  fece 
conducere  la  vna  parte  de  la  sua  guardarobba  per  hauerla  più  vicina.  Et  bis 
diebus  ce  era  nona  cbe  Io  turco  andana  contra  lo  Soldano  et  già  hauea  in 
mare  circa  CL.  vele.  Et  multa  alia  ferebantur  circa  res  ytaUcas:  tamen  omnes 

* 

terrebatur  nomen  Ducis. 

Die  xxvij.  Junij  in  napoli. 

Surrexit  bona  *hora  et  audita  sua  missa  et  facta  coUatione  et  expeditis 
non  nullis  caualco  in  castello  nono  et  fuit  cum  rege.  Et  post  paulo  interuen- 
ne  al  baptismo  de  Raneri  Gualandi  Pisano  suo  maiordomo  che  quelli  jomi 
hauea  haute  lo  figlio  cui  fuit  impositum  nomen  Alfonsus.  Et  ce  fu  con  la 
Ser.""*  Regina:  et  accompagnata  quella  in  castello  uenne  a  cenare  a  la  Du- 
chescha a  la  fontana:  et  bora  ij.  dormitum  iuit. 

Die  xxviij.  Junij  in  napoli. 

Orto  jam  sole  surrexit  et  audita  missa  caualco  in  castello  et  decte  au- 
dientia et  post  paulo  quieuit  aliquantulum:  et  facta  coUatione  adiuitRegem: 


345  M.^^'cccc  Lxxxz.^  oiuono 

trono  che  se  vestiua:  et  mansit  cum  ìlio  et  llegina  per  totum  diem  in  nego- 
cijs:  et  venne  a  cenare  a  la  magdalena  et  bora  ij.  lectulum  ingressus  est 

Die  xxviiij.  Junij  in  napoli. 

Summo  mane  surrexit  et  audita  missa  se  pose  in  facciende  et  fece  pro- 
nedere  a  molte  cose  necessarie:  che  quello  jomo  lo  S.  Re  et  la  S.  Regina  ve- 
niua  a  sancto  petro  a  missa  et  quam  primum  caualco  et  accompagnato  lo 
S.  Re  et  la  S.  Regina  a  sancto  petro  ad  hara:  li  lasso  et  se  ne  uenne  a  la  Du- 
chescha  et  in  castello:  che  loco  douea  venire  lo  S.  Re  a  rìposarse:  et  sua 
maestà  dormio  in  la  camera  grande  per  due  hore  et  a  xxij.  hore  caualco 
quella  et  se  ne  andò  ad  aduersa.  La  S.  Regina  la  S.  Infante  cenerò  con  lo 
I.  S.  Duca  quella  sera  a  la  fontana  del  suo  jardino  grande  et  furono  molto 
accarezate  dal  dicto  L  S.  Duca.  Et  sumpta  cena  sua  L  S.  le  accompagno  fino 
in  castello:  et  hora  iij.  eo  sere  lectulum  ingressus  est. 

Die  vltimo  Junij  in  napoli. 

■ 

Postquam  surrexerat  missam  suam  audiuit  et  multa  expediuit:  et  facta 
coUatione  caualco  et  andò  in  castello  nono  et  fuit  cum  regina  et  in  negocijs 
con  messer  Pasqual  per  duas  horas.  Et  reuersus  in  castellum  non  nulla  ex- 
pediuit: et  quello  jomo  fu  retenuto  vicenzo  laudato  in  castello  capuano  per- 
che fu  trouato  in  casa  de  certa  femìna  et  res  erat  in  manus  Illustrissimi  in 
quo  non  solebat  deesse  misericordia.  Et  post  paulo  caualco  a  la  massarìa  de 
le  vergini  et  vide  quelle  fabriche  :  et  reuersus  hora  xxiij.  cenam  sumpsit  a  lo 
jardino  grande  a  la  fontana  et  hora  iij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  primo  Julij  in  lo  Poggio.  luguo 

Àudita  sua  missa  et  expeditis  non  nullis  caualco  al  Poggio  et  fece  col- 
latione  a  la  Grotta  et  post  paulo  andò  a  dormire.  Et  postea  caualco  per  la 
massaria  et  cenam  sumpsit  hora  xxij.  et  iij.  lectulum  ingressus  est.  Et  la  dor- 
mio quella  sera.  ♦^ 


LUGUO  M.^  ecce  Lxxxx.®  346 

Die  2**  Julij  in  castello  nouo. 

Hora  xij.  surrexit  et  visis  non  nullis  mangio  per  vna  volta  a  lo  Poggio 
et  sumpto  prandio  dormio:  et  quello  jomo  partito  dal  Poggio  fa  in  castello 
nono  cum  Regina  et  com  quella  caualco  a  piacere  passeggiando  per  lo  Molo 
fino  a  due  hore  de  nocte  sumpta  cena.  Et  dormio  quella  sera  a  la  ciptadella 
perche  quella  nocte  sequente  volea  imbarchare  a  viij.  hore  et  andare  a  pre- 
cida et  hischia. 

Die  iij.  Julij  in  precida. 

Sua  I.  S.  se  leuo  a  bona  hora  et  audita  missa  andò  ad  imbarcare  in  la 
galea  de  firancino  pastore  a  1  arba:  et  in  quella  fece  coUatione  et  postea  dor- 
miuit:  et  arriuato  a  precida  se  riposo  alquanto  visis  non  nullis  :  et  post  paula 
andò  a  caccia  de  sparueri  et  hora  xxiij.  cenauit  et  bora  2.*  lectulum  ingres- 
sus  est. 

Die  iiij.  Julij  in  napoli. 

Bona  hora  surrexit  et  audita  missa  andò  a  caccia  et  post  paulo  imbar- 
cho  et  andò  ad  hischia  a' vedere  quello  castello:  et  proueduto  ad  alchune 
cose  ritomo  in  barcha  et  fece  coUatione  con  certi  fichi  et  se  ne  uenne  in  na* 
poli  ad  hora  xx.  et  illieo  se  riposo:  et  hora  xxìj.  ceno  a  lo  suo  jardino  grande 
a  la  fontana  et  hora  prima  fu  facta  li  vna  bella  coUatione  al  S.  Conte  de  brien- 
za  et  a  certi  altri:  et  hora  iij.  lectulum  mgressus  est. 

Die  V.  Julij  ili  napoli- 

Erompente  luce  lectulum  egressus  est  Dominatio  sua  et  audita  sua  missa 
ascese  a  la  Duchescha  et  a  lo  jardino  grande:  che  hauea  facto  parare  quelle 
stanze  che  expectaua  la  S.  Regina  ad  cena  che  la  hauea  conuitata  a  lo  Gena- 
colo  de  la  Maddalena.  Et  caualco  et  andò  in  casteUo  nouo  et  fuit  cum  Regi- 


347  M.**  ecce  Lxxxx.*  luguo 

na  :  et  expeditis  non  nuUis  se  ne  uenne  a  lo  jardino  suo  grande  cum  quella 
et  cum  la  Mante  et  S.  Don  federico.  Et  riposo  la  prefata  Regina  in  quelle  ca- 
mere de  lo  dicto  jardino  et  bora  xxiij.  vennero  ad  cenam  paratam  et  dubiam: 
et  in  terra  sopra  tauole  cenarunt  currente  aqua  per  medium.  Et  fu  tam  gra- 
tiosa  et  piaceuole  cena  et  conuiuio  quanto  fusse  stato  facto  in  quelli  jomi. 
Demororo  li  vsque  ad  2.^  horam  noctis  semper  in  piacere:  perche  fu  vno 
certo  vento  et  grande  cum  pioggia  quella  sera:  et  accompagnata  la  S.  Regina 
vsque  in  suum  talamum  se  ne  ritomo  a  sua  stanza  hora  iij.  et  post  paulo  le- 
ctulum  ingressus  est.  Gurialibus  suis  discedentibus. 

Die  vj.  Julij  in  lo  Poggio  i^ale. 

Decima  hora  iam  egressus  erat  lectulum  et  se  pose  in  facciende  audita 
sua  missa  con  lo  I.  S.  Don  federico  et  altri  Signori  vsque  ad  horam  xyj.  Et 
post  aliquantulum  quieuit:  et  caualco  et  andò  ad  alloggiare  al  Poggio:  che  la 
hauea  conuitati  alchuni  Signori:  et  hora  xxj.  ceno  et  sumpta  cena  fece  vedere 
a  tucti  quelle  cose  et  animali  et  le  fabriche  se  fanno  in  quella  massaria.  Et 
hpra  i]j.  lectulum  ingressus  est. 

Die  vij.  Julij  in  napolj. 

Orto  iam  sole  surrexit  et  audita  missa  et  visis  non  nullis  fece  collatione 
in  la  grocta  et  post  paulo  partio  et  se  ne  uenne  in  napoli  et  quam  primum 
lectulum  ingressus  dormiuit  aliquantisper.  Horaxvij.  experectusnegociaexpe- 
diuit.  Et  quello  jomo  sua  I.  S.  alquanto  se  sentio  indisposta  et  secundo  la 
opinione  de  medici  febricitauit.  Hora  xxj.  cenam  sumpsit  leuiter  et  2.*  hora 
quieuit  et  satis  bene  per  illam  noctem.  Hebbe  alchune  mosse  de  ventre  et 
adhibitis  remedijs  secessere. 

Die  viij.  Julij  in  napoli. 
Decima  hora  experectus  et  audita  missa  adhibitis  quibusdam  medico- 


Luouo  M.^  ecce  Lxxzx.''  348 

rum  remedijs  et  sumpto  prandio  quedam  expediuit  anfugiendi  ocij  causa  et 
suj  exercìtij.  Et  bora  xxj.  cenam  sumsit  et  eo  die  se  passo  assai  bene:  et  dor- 
mitum  iuit  bora  2^  noctis. 

Die  viiij.  Julij.  In  napoli. 

Satis  bora  competenti  surrexit  et  audita  missa  fece  coUatione.  Et  venen- 
do messer  Julio  fece  facciende  et  aliquantulum  quieuit:  et  postea  iterum  pò* 
suit  se  in  negocijs  con  lo  L  S.  Don  federico.  Et  caualco  et  fu  a  io  molo  pizolo 
solati]  causa:  et  fu  in  castello  nono  con  la  S.  Regina  et  fu  a  lo  molo  grande*^ 
et  hoc  post  cenam  cbe  ceno  a  lo  jardino  suo  grande.  Hora  2.^  lectulum  in- 
gressus  est. 

Die  X.  Julij  in  napolj. 

Hora  xj.  surrexit  et  audita  sua  missa  fece  collarone  et  post  paulo  quie- 
uit aliquantulum:  et  postea  posuit  se  in  negocijs  con  lo  I.  S.  Don  federico  et 
messer  Julio:  et  caualco  in  castello  nono  et  fuit  cum  Reginali  maiestate.  Et 
reuersus  ceno  a  lo  suo  jardino  grande:  et  bora  solita  dormitum  se  contulit. 

Die  xj.  Julij.  In  napolj. 

Jam  orto  sole  surrexit  e  lectulo  et  audita  sua  missa  fece  coUatione  et 
post  modum  quieuit  et  per  plures  horas  multa  expediuit  cum  I.  D.  Don  fede- 
rico eius  Germano.  Et  tandem  equitauit  et  andò  in  castello  nono  et  trono  che 
la  S.  Regina  mangiaua  a  lo  jardino  de  chiaya:  et  monto  a  lo  molo  in  la  ga- 
lera con  io  S.  Don  federico  et  andò  a  trouare  la  prefata  Regina.  Eo  die  visito 
lo  Marchese  de  bitonta  cbe  stana  indisposto  et  mangio  a  la  Maddalena:  et 
hora  iy.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xij.  Julij  in  napoli. 
Quasi  per  totum  diem  domi  negocia  expediuit  et  hora  xx^.  cenam  sum- 


349  M**  ^^^^  Lxxxx.®  LUGUO 

psit:  et  eqoitauit  et  audo  a  lo  molo  pizolo  et  la  trouo  lo  S.  Don  federico:  con 
quello  passeggiando  et  ragionando  circa  horam  post  paulo  reuersus  aliqua 
necessaria  pertractauit  et  bora  iiij.  lectulum  petijt. 

Die  xiij.  Julij  in  napolj. 

Summo  mane  experectus  fùerat  et  deliberaua  andare  a  capaa  perche 
quella  nocte  hauea  receputo  lettere  che  lo  S.  Re  era  indisposto  de  dolore  de 
fiancho  et  già  erano  adviati  sol  officiali.  Tucta  quella  nocte  fece  sua  I.  S.  fare 
grande  prouisione  de  mandare  medicine  et  altre  cose.  Et  hauendo  nona  de 
poi  che  sua  maestà  passaua  meglio  et  cosi  fece  ritornare  li  soi  in  retro  so- 
lum  perche  la  S.  Regina  volea  caualcare  se  era  necessario  al  S.  Re  prefato  et 
volea  accompagnarlo.  Mando  subilo  lo  Magnifico  Messer  cario  suo  medico  et 
lo  Magnifico  Messer  Diego  vela  a  visitare  sua  maestà  et  lo  dì  sequente  expe- 
ctaua  accompagnare  la  predicta  S.  Regina.  Eo  die  audita  sua  missa  et  facta 
collatione  caualco  et  andò  in  castello  nono  et  fuit  cum  regina  solum  proui- 
dendo  a  quanto  era  necessario  a  la  indìspositione  del  S.  Re:  et  reuersus  vide 
caualli  dinanzi  a  la  porta  del  suo  jardino  grande  et  ceno  a  la  fontana:  et  de- 
libero caualcare  lo  di  sequente  ad  adversa  che  la  doueua  venire  lo  S.  Re  et 
lo  fece  commandare  a  sua  casa.  Hora  iij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xiiij.  Julij  in  Adversa. 

Hora  xij.  surrexit  et  audita  missa  et  expeditis  non  nullis  fece  cóUatione 
et  sui  iam  versus  Ciuitatem  adversanam  iter  fecere.  Doue  quella  sera  sua  I.  S. 
andana  ad  alloggiare:  che  la  se  douea  trouare  lo  S.  Re:  et  sumpto  prandio 
parum  quieuit.  Et  caualco  a  xxj.  hora  et  andò  ad  adversa  et  trouo  lo  S.  Re 
in  lo  castello  che  passaua  bene:  et  mansit  cum  ilio  vsque  ad  primam  horam 
noctis.  Et  venuto  a  lo  plscopato  doue  sua  I.  S.  alloggiaua  cenauit  et  hora  iij. 
lectulum  ingressus  est. 


LUGUO  M.**  ecce  Lzxxx.^  350 

Die  XV.  Julij  in  napoli- 
Bona  bora  snrrexit  et  Illa  nocte  parum  dormiuit  multa  et  yarìa  cogìtans 
de  rebus  ytalicis.  Et  audita  missa  caualco  al  S.  Re  et  trouo  che  quello  se  ve- 
stiua:  fuìt  ibi  finche  sua  maestà  fece  coUatione  et  illieo  andò  a  sua  habitatio- 
ne  et  idem  fecit  sua  Dommatio:  et  post  paulo  parum  dormiuit  et  eiperectus 
andò  a  trouare  lo  S.  Re.  Et  bora  xij.  caualco  cum  sua  maestà  verso  napoli 
et  accompagnatola  fino  in  castello  nono  et  habita  licentia  se  ne  uenne  a  ce* 
nare  in  castello  capuano  a  la  Camera  de  la  Musicha  et  bora  iij.  lectulum  in- 
gressus  est. 

Die  xvj.  Julij  in  napoli. 

Orto  iam  sole  surrexit  et  audita  missa  fece  commandare  a  li  soi  cbe 
quella  sera  volea  andare  in  castello  nono  et  la  mangiare  per  vna  uolta  et  dor- 
mire. Et  caualco  al  S.  Re  :  trouo  che  sua  maestà  volea  audire  missa:  fuit  ibi 
fin  che  mangio  et  sua  I.  S.  andò  a  mangiare  a  la  Giptadella:  et  sumpto  pran- 
dio ritomo  m  castello  et  tucto  quello  jorno  expediuit  negocia  cum  Rege:  et 
ritomo  a  dormire  a  la  dieta  Giptadella. 

Die  xvij.  Julij  in  napoli. 

Hora  xij.  surrexit  et  audita  missa  fuit  cum  rege  et  ibi  fecit  coUationem 
et  mansit  cum  regia  maiestate:  fece  collatione  et  per  totum  diem  in  negocijs 
expediendis  versatus  est:  et  hora  xxij.  venne  a  cenare  al  suo  jardino  a  la  fon- 
tana et  lectulum  ingressus  est  hora  iij. 

Die  xviij.  eiusdem  in  napoli. 

Surrexit  bona  hora  et  audita  missa  caualco  in  castello  aliquantulum  fa- 
età  collatione:  et  cum  Rege  et  Regina  fuit  in  negocijs  et  quello  jomo  vidono 
giostrare  a  lo  fosso  al  Marchisino  nepote  del  S.  Re  con  alchuni  altri  Curiali. 


351  M.*  ecce  Lxxxx.^  luquo 

Tandem  caualco  con  lo  prefato  S.  Re  a  caccia  a  le  padule.  Reuersus  hora 
tarda  ceno  a  la  camera  de  la  musica  et  hora  iiìj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xviiij.  Julij  in  napoli. 

Hora  xij.  missam  audiuit  et  facta  collatione  a  la  Duchescha  cauàlco  in 
castello  nono  et  per  totmn  diem  multa  expediuit  cum  Rege  et  Regina:  et  hora 
xxiq.  reuersus  se  fece  lo  bagno  et  eo  facto  cenauit  etiìj.  horadormitum  iuit. 

Die  XX.  Julij  in  lo  poggio. 

'  Hora  viiij.  surrexit  et  audita  missa  andò  a  dare  audientia  in  la  Ciptadella 
et  illa^expedita  visitauit  Regiam  maiestatem  et  ritomo  a  la  Ciptadella:  fece 
collatione  et  postea  dormiuit.  Et  rediens  ad  Regem  caualco  con  sua  maestà 
a  le  padule  a  caccia.  Et  post  modum  habita  licentia  andò  a  cenare  al  poggio 
et  li  dormio  quella  sera. 

Die  xxj.  Julij  in  napoli. 

Orto  iam  sole  surrexit  et  audita  sua  missa  caualco  per  napoli  et  andò  in 
sua  cauallaritia  et  vide  caualli:  et  fuit  cum  rege  et  la' fece  collatione  et  quam 
prìmum  posuit  se  in  negocijs  per  totum  diem  cum  illis  dominis  solitis:  et  hora 
xxiij.  venne  a  cenare  al  suo  jardino  grande  a  la  fontana:  et  hora  iij.  lectulum 
ingressus  est  Et  quella  sera  sua  I.  S.  hebbe  nona  de  certi  motiui  verso  be- 
neuento.  UUco  ce  dette  bono  expedimento:  ce  mando  lo  Magnifico  Messer 
Diego  Vela  cum  alijs  quibusdam. 

Die  xxij.  Julij  in  napoli. 

Postquam  surrexerat  audita  sua  missa  caualco  in  castello  nono  et  fuit  cum 
Regina  vna  con  lo  L  S.  Don  federico  da  xv.  bore  fino  a  xxj.  Postea  ftdt  cum 
regia  maiestate  in  negocijs  expediendis  et  ceno  quella  sera  in  casa  de  Joan- 
cola  Gayetano:  et  reuersus  hora  prima  noctis  posuit  se  in  negocijs  vsque  ad 


s 


LUGUO  M.^  ecce  Lxxxx.*^  352 

horam  iiij.  Hora  v.  lectùlum  ingressus  est  et  donnio  qaeUa  sera  a  la  Duche- 
scha  et  ordino  che  tocta  sua  casa  tornasse  la  a  stanzare« 

Die  xxiij.  Julij  in  napoli. 

Hora  yiiij.  surrexit  et  audita  sua  mìssa  caualco  in  castello  nouo  et  tenne 
audientia  a  la  Giptadella  doue  sua  I.  S.  era  solita:  et  la  mangio  per  vna  volta 
et  inde  quieuit  et  expedìo  facciende  con  lo  S.  Re.  Et  reuersus  tarda  hora  andò 
a  dormire  a  la  Duchescha  :  che  la  alloggiaua  con  tucta  la  casa. 

Die  xxiiij  Julij  in  napoli. 

Sua  I.  S.  quello  jomo  non  caualco  perche  expectàua  lo  S.  Re  a  la  Du- 
chescha: et  audita  sua  missa  fece  provedere  a  molte  cose  necessarie:  et  hora 
xviiij.  arriuando  lo  prefato  S.  Re  et  riposato  alquanto  fece  coUatione  sua  mae- 
stà a  la  Duchescha  et  post  paulo  quieuit:  et  experectus  vide  tucto  quello  jomo 
caualli.  Hora  xxij.  discessit  sua  I.  S.  con  lo  S.  Don  federico:  ceno  a  la  fon- 
tana de  lo  jardino  grande  et  li  dimòro  vsque  ad  primam  horam.  Partito  lo 
prefato  S.  Don  federico  suo  germano  lectùlum  post  paulo  se  contulit. 

Die  XXV.  Julij  in  napoli. 

Hora  xij.  surrexit  et  audìta  missa  et  facta  coUatione  caualco  in  castello 
nouo  et  fiiit  con  lo  S.  Re:  et  hora  xvj.  sua  maestà  con  la  S.  Regina  et  fllijs 
audio  la  missa  cantata  de  Zita:  che  fu  facto  matrimonio  fra  la  Nepote  del  S. 
Re  idest  fra  la  figlia  del  quondam  Don  Àrrìcho  figlio  de  sua  maestà  et  lo  fi- 
glio del  S.  Ducha  de  Malfi.  Et  finita  missa  feceno  la  festa  et  triumpho  grande 
ut  moris  erat  illorum.  Post  hec  se  ne  andoro  con  la  cita  a  la  casa  del  cito  et 
ibi  cenarunt  et  fu  facta  festa  et  grande  con  danze  et  soni  et  farse:  taliter  che 
a  vj.  hore  de  nocte  lo  I.  S.  Duca  ritomo  a  la  Duchescha  sua  posata  et  facta 
coUatione  lectùlum  se  contulit. 


353  M.*  ecce  Lxxxx.**  luguo 

Die  xxvj.  Juli]  in  lo  poggio. 

Surrexit  bora  xiiij.  et  audita  missa  et  facta  collatioiie  et  quibusdam  ex- 
peditis  negocijs  caualco  in  castello  nouo  et  foit  cum  Regio  patre  et  Regina  in 
nuptijs  supradictis.  Et  reuersus  bora  tarda  ceno  a  la  pescbera  a  lo  poggio  et 
Cam  sua  I.  S.  ceno  lo  S.  Don  federicbo  et  li  dormio  quella  sera.  Et  delibero 
ritornare  in  napoli  lo  di  sequente. 

Die  xxvij.  Julij  in  napoli. 

Orto  iam  sole  surrexit  et  audita  sua  missa  caualco  et  fece  collatione  a 
la  grocta  et  venne  in  napoli  et  vide  caualli:  et  illis  visis  andò  in  castello  no- 
uo bora  XX.  Ando  a  caccia  de  porci  con  lo  S.  Re  a  Marianella  et  reuersus  bo- 
ra tarda  ceno  a  la  Ducbescba  a  la  Salecta  et  bora  iìj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xxviij.  in  napoli. 

Surrexit  bora  xij.  et  expeditis  non  nullis  et  audita  sua  missa  fece  col- 
latione:  et  bpra  xvij.  caualco  et  vide  a  sua  stalla  de  carbonara  certi  stalloni 
et  da  la  andò  a  sancta  maria  de  la  nona  et  parlo  con  lo  Prouinciale:  et  post 
paulo  caualco  in  castello  nouo.  Fuit  cum  Rege  et  Regina  a  vedere  le  giostre 
a  lo  fosso  et  illis  expeditis  et  accompagnata  la  S.  Regina  se  ne  uenne  a  ce- 
nare al  suo  jardino  grande  a  la  fontana.  Et  bora  iiij.  lectulum  petijt. 

Die  xxviiij.  Julij  in  napoli. 

Bona  bora  egressus  est  lectulum  et  expecto  lo  S.  Re  cbe  quello  jòmo 
douea  venire  a  cenare  a  la  fontana  del  suo  jardino  grande  et  vedere  cauaSì. 
Fece  prouedere  al  necessario  sua  I.  S.  et  quam  primum  caualco  in  castello 
nouo  :  et  expeditis  quibusdam  cum  Regia  maiestate  visitauit  reginam.  Et  post 
paulo  reuersus  a  la  Ducbescba  vide  caualli  et  bora  xxij.  veniente  Rege  illieo 
omnia  parata  fuere:  et  ceno  sua  maestà  cum  vno  ordine  et  silentio  mirabi- 

45 


LUGLIO  M/ ecce  Lxxxx.®  354 

lissimo  :  et  sumpta  cena  sua  maestà  se  ne  andò  a  le  camere  pinctate  de  lo 
jardino  et  li  expecto  interim  che  lo  S.  ceno:  et  quam  primum  fu  cum  sua 
maestà  et  bora  prima  noctis  lo  accompagno  fino  in  castello  nono  et  a  cauallo 
prese  licentia  et  fu  a  lo  molo  con  lo  S.  Don  federico  suo  germano  et  se  ne 
uenne  a  la  Duchescha:  et  bora  iy.  transacta  lectulum  ingresàus  est. 

Die  penultimo  Julij  in  napoli. 

Postquam  surrexerat  et  missam  viderat  sumpsit  coUationem  et  post 
paulo  caualco  in  castello  nouo  ad  reperiendam  regiam  maiestatem:  che  quello 
iomo  douea  caualcare  per  capua  cum  Regina  a  la  festa  et  perdonanza  de 
sancta  maria:  la  quale  era  lo  primo  de  Augosto  proximo:  et  quella  sera  an- 
dana ad  alloggiare  in  adversa.  Et  expeditis  non  nullis  cum  sua  maiestate 
andò  fino  a  pedo  de  le  scale  del  castello:  et  ritornato  post  paulo  caualco -con 
la  S.  Regina  la  quale  resto  per  lo  sequente  di  a  la  pouana  a  vedere  certa 
robba  bauea  portata  certa  galeaza  de  venetia.  Et  accompagnata  dieta  S.  Re- 
gina ad  suam  babitationem  se  ne  uenne  a  la  Duchescha  et  ceno  li  a  la  fon- 
tana et  bora  iij.  lectulum  petijt. 

Die  vltimo  Julij  in  napoli. 

Surrexit  bora  xij.  et  audita  missa  et  facta  coUatione  et  visis  equis  de  fe- 
nestra  Ducisse  babitationis  caualco  ad  bore  xviiij.  et  andò  a  trouare  la  S.  Re- 
gina in  castello  nouo:  et  quella  accompagno  quella  sera  in  adversa  et  ibi  fuit 
cum  rege  qui  post  paulo  discessit  cum  regma  Gapuam  versus:  et  sual.  S.  se 
ne  ritorno  in  napoli  bora  xxiiij.  et  quam  primum  cenam  sumpsit  :  et  per  es- 
sere^  quella  sera  sabbato  bebbe  infinite  generationi  de  pesci  et  optimi.  Sumpta 
cena  et  aliquantulum  cum  Gurialibus  intèrlocutus  lectulum  ingressus  est  bo- 
ra fere  iij. 


355  •  M/  ecce  Lxxxx."*  agosto 

Die  primo  Agusti  in  napoli. 

Orto  iam  sole  egreàsus  est  lectulum  et  audita  missa  et  facta  coUatione 
se  pose  in  facciende  domestiche  cum  suis  Scribis.  Et  post  paulo  venendo  lo 
I.  S.  Don  federico  sno  germano  se  pose  a  la  fenestra  Duchescha  et  vide  ca- 
ualli  da  xvij.  bore  fino  a  xxj.  et  postea  caualco  a  lo  molo  et  reuersus  cena- 
uit  a  la  fontana  de  la  Duchescha.  Et  quello  jomo  decte  audientia  a  li  imba- 
sciatori  et  bora  lij.  lectulum  ingressus  est 

Die  2.^  Augusti  in  lo  poggio. 

Duodecima  bora  surrexit  e  lectulo  et  audita  missa  sua  solita  et  facta  col- 
latione  caualco  et  andò  in  casa  del  I.  S.  Don  federico  et  li  spaccio  facciende 
perche  quello  stana  indisposto:  et  illis  expeditis  se  ne  uenne  a  la  casa  de  lo 
imbasciatore  fiorentino  et  lo  porto  a  lo  Poggio  et  la  lo  fece  i^enare  cum  ipso 
et  assai  lo  accarezo:  et  sumpta  cena  lo  porto  per  tucta  la  massaria  et  lo  ac- 
compagno fino  a  la  porta  et  sua  S.  ritorno  a  dormire  a  lo  poggio. 

Die  3.^  Augusti  in  napoli. 

Surrexit  bora  iam  xìij.  et  audita  missa  et  fecta  collatione  vidit  equos. 
Sua  collatione  fu  in  la  grocta  del  Poggio.  Et  postea  caualco  et  andò  in  ca- 
stello nono:  visito  la  bifante  et  fu  in  casa  lo  I.  S.  Don  federico  in  facciende 
et  bora  xxij.  venne  a  la  Duchescha:  fuit  in  negocijs  per  boram:  a  xxiij.  bore 
ceno  a  la  fontana  del  suo  jardino  grande  et  post  paulo  caualco:  fu  a  lo  molo 
et  visito  lo  S.  Re  et  la  S.  Regina  che  erano  ritornati  da  capua.  Et  reuersus 
bora  tarda  fece  collatione  et  lectulum  ingressus  est  bora  iiij. 

Die  iiij.  Augusti.  In  napoli. 

Satis  bora  competentr  surrexit  e  lectulo  et  expeditis  non  nullis  domesti- 
cis  missam  audiuit:  et  collatione  facta  caualco  in  castello  et  fuit  cum  Rege  et 


/ 


AOOSTO  M.^  ecce  Lxxxx.®  356 

Regina  per  totum  diem  in  negocijs:  et  bora  xxiij.  se  ne  uenne  a  la  Dnchescha 
et  li  ceno  a  la  fontana  et  tertia  bora  lectulum  ingressus  est. 

Die  V.  Augusti  in  napoli. 

Bona  bora  lectulum  egressus  andò  a  sua  stalla  et  vidit  suos  equos  :  et  re- 
uersus  dormiuit  per  duas  boras  et  postea  audiuit  missam:  et  facta  coUatipne 
caualco  in  castello  nono  et  fuit  cum  regia  maiestate  et  Regina:  et  expeditis 
multìs  andò  a  vedere  la  giostra  con  loro  maiestate  a  lo  fosso  del  castello  : 
cbe  giostraro  li  cortesani  del  S.  Re  de  sua  S.  et  quelli  del  S.  Don  federico. 
Et  bora  xxiij.  se  ne  uenne  a  cenare  a  la  fontana  de  la  Duchescba  et  bora  iij. 
lectulum  ingressus  est. 

Die  vj.  Augusti  in  napoli. 

Surrexit  satis  bona  bora  et  expeditis  non  nullis  caualco  et  andò  a  missa 
a  sancto  Seuerino  et  fu  con  quelli  Religiosi  per  boram:  et  postea  andò  in 
castello  nouo  et  fuit  cum  Rege  et  Regina  et  la  fece  collationo  :  et  andando  lo 
S.  Re  a  caccia  a  le  padule  sua  I.  S.  resto  in  castello  a  fare  facciende  et  bora 
xxij.  se  ne  uenne  passeggiando  per  lo  molo  a  la  Ducbescba:  ceno  a  la  fon- 
tana: et  sumpta  cena  vscio  da  fora  a  la  porta  et  da  la  vide  caualli  fino  a  iij. 
bore  de  nocte  con  le  torze:  et  post  paulo  dormitum  iuit.  Et  quella  sera  ce  fu 
nona  cbe  lo  Papa  stana  con  due  febri  in  lo  lecto.' 

Die  vij.  Augusti  in  napoli. 

Hora  xxij.  e  lectulo  surrexit  et  audita  missa  caualco  in  castello  nouo  et 
fu  a  lo  parco  doue  designo  certa  cauallarìtta  cbe  volea  fare  la  lo  S.  Re:  et  re- 
uersus  fuit  cum  Rege  et  Regina:  et  caualcando  quelli  a  càccia  sua  I.  S.  con 
Don  federico  restoro  a  fare  facciende.  Et  post  paulo  caualco  et  al  molo  monto 
in  galera  et  andò  a  cenare  a  la  massaria  de  lo  Abbate  Albino  suo  librerò  ma- 
lore sita  vicina  a  la  marina  verso  la  torre  del  Greco.  Et  reuersus  per  mare 


■^M» 


357  M.*  ecce  Lxxxx.^  agosto 

smonto  a  lo  carmino  et  se  ne  uenne  a  la  Duchescha  :  et  aliqaantulum  riposato 
bora  iij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  vii].  Augusti  in  napoli. 

Surrexit  bora  xij.  et  audiuit  missam  et  caualco  in  castello  nono  et  fait 
cum  rege  et  Regina:  et  expeditis  non  nuUis  andò  con  loro  maestate  a  vedere 
le  giostre  a  lo  fosso:  et  illis  expletis  et  accompagnati  quelli  in  castello  se  ne 
uenne  a  la  Ducbescba  et  ceno  a  la  fontana:  et  bora  iij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  viiij.  Augusti  in  napoli. 

-  Audita  sua  missa  in  monte  oliueto:  cbe  era  la  vigilia  de  sancto  lauren- 
zo  :  et  ragionato  con  quelli  monaci  mangio  per  vna  uolta  et  post  paulo  andò 
in  castello  nono  :  fuit  cum  Rege  et  caualcando  sua  maestà  a  caccia  sua  I.  S. 
resto  in  castello  ad  expedire  facciende  ut  sui  moris  erat  fino  cbe  lo  prefato 
S.  Re  ritomo:  et  audio  li  vespri  con  quello  et  bora  ij.  noctis  se  ne  uenne  a 
la  Ducbescba  et  lectulum  se  contulit  bora  iij. 

Die  X.  Augusti  in  napoli. 

Satis  bona  bora  surrexit  e  lectulo  et  andò  vedendo  alcbune  stanze  per 
la  Ducbescba  cbe  volea  fare  assectare  insieme  con  lo  suo  Scrinano  malore  : 
et  quam  primum  audita  missa  et  facta  coUatione  caualco  in  castello  nono  et 
fuit  cum  Rege  et  Regina  et  multa  expediuit.  Et  quello  jomo  bebbe  nona  cbe 
lo  Cardinale  de  foes  parente  de  la  S.  Regina  era  indisposto  in  Roma.  Illico 
delibero  la  nocte  venente  mandarce  a  visitarlo:  £t  cosi  ce  mando  vno  suo  Ca- 
merere  vno  Jentile  bomo  suo  Ck)rtesano  nomine  Colantonio  brancazo  vno  suo 
cbuocbo  et  lo  Spettale  cum  due  carriaggi  de  ogni  generatione  de  medicina 
cum  vno  suo  Medico  nomine  Messer  Ghimento  bomo  doctissimus  :  cum  ordi- 
nationc  cbe  douessero  semper  interuenire  al  gouerno  de  dicto  Cardinale.  0 
res  mirabilis  in  tanto  Principe  et  inaudita  temporibus  nostris.  Cosi  era  solita 


^ 


AflOSio  M.^  ecce  Lzzxx.^  358 

saa  L  S.  fare  de  continao  a  tucti  soi  beneaoli  et  erga  suos  semper  magna  est 
Tsus  pietate.  Se  ne  uenne  a  xxij.  bore  a  la  Duchescha  et  ceno  ilio  tunc  a  la 
fontana:  et  sumpta  cena  vscio  da  fora  in  la  strata:  fece  venire  cauallj  et  videli 
fino  in  iìj.  bore.  Adductl  fuerunt  cerei  et  circum  circa  ad  murum  ortnli  adbe- 
sere  vt  moris  erat:  et  ita  seruabatur  tunc  percbe  bauea  facto  ponere  candelere 
lungo  lo  muro  del  jardino  grande  solum  cbe  li  cauain  non  facessero  male  a 
qualcbe  Paggio.  Summa  prudentia  se  regebat  et  suos.  Hora  circiter  iiij  con- 
tulit  se  lectulum. 

Die  xj.  Augusti  in  napoli. 

Summo  mane  egressus  est  lectulum  et  audita  missa  caualco  et  andò  a 
dare  audientia  in  castello  a  la  Giptadella  ut  solita  erat  Dominatìo  sua  Illustris- 
sima: et  illa  expedita  cóntulit  se  ad  regiam  maiestatem  et  trono  cbe  mangia-* 
uà  :  et  demoratus  est  cum  eo  vsque  ad  boram  xx.  et  ea  bora  andò  a  caccia 
a  le  padule:  et  lasso  sua  maestate  vicino  al  Poggio  reale  et  se  ne  uenne  a  ce- 
nare a  la  fontana  de  la  Ducbescba  con  Jacobozo  de  Alexandro:  et  bora  iij. 
lectulum  est  ingressus.  Quello  jomo  venne  la  conflrmatione  del  matrimonio 
de  la  regina  de  vngaria  con  lo  S.  Re  de  Boemia. 

Die  xij.  Augusti  in  napoli. 

Orto  sole  egressus  est  lectulum  et  expeditis  non  nullis  domesticis  nego- 
cys  audiuit  missam  suam  et  facta  collatione  vidit  certos  equos:  et  post  paulo 
caualco  in  castello  nono  facta  aliquaotulum  collatione.  Et  quello  jomo  sé  do- 
ueano  fare  Giostre  cbe  non  $e  attendea  ad  altro  cbe  a  fare  festa  per  lo  ma- 
trimonio successo  de  la  Regina  de  Vngaria  con  lo  Re  de  boemia.  Ma  venendo 
nona  cbe  lo  Cardinale  de  foes  era  morto  omnia  frigere  et  molto  tale  nona  ad- 
duxe  tristitia  al  S.  Re  et  a  la  S.  Regina:  et  lacrunarunt  et  se  prese  lo  negro 
da  loro  maestate.  I.  Dux  consolans  eos  non  cessabat  a  seruitio  suo  et  non  di- 
scessit  ab  illis  usque  ad  boram  primam  noctis.  Et  se  ne  uenne  a  cenare  a  la 
fontana  Ducbescale.  Hora  iiij.  lectulum  petijt. 


359  M-**  ecce  Lxxxx.®  Aoosio 

Die  xiij.  Augusti  in  napoli. 

Hora  xij.  surrexit:  bona  videbatur  dormitatio  Dominis  ea  bora  propter 
pluuiam  aliquantulum  nam  pluebat.  Audiuit  suam  missam  et  vidit  certos 
equos  suos  e  fenestra:  et  adveniente  I.  D.  federico  eius  germano  caualco  con 

4 

Ogni  cosa  negra  propter  obltum  Cardinalis  predictì.  Fu  in  castello  nono  et 
fait  cum  rege  et  regina:  et  expeditis  non  nuliis  ad  hora  decena  se  ne  uenne 
a  la  Ducbescha  et  ceno  a  la  fontana  del  suo  jardino  grande:  et  hora  iij.  lec- 
tulum  ingressus  est 

Die  xiiij.  Augusti  in  napoli. 

Bona  hora  egressus  est  lectulum  et  expeditis  non  nuliis  audio  sua  missa: 
et  fu  a  la  stalla  et  vidit  suos  equos:  et  postea  caualco  et  andò  a  sancto  Joanni 
c^bonara  et  vide  le  mure  et  designo  certe  case  et  certe  loggie:  et  reuersus 
mangio  per  vna  uolta  a  la  magdalena  et  dormiuit  aliquantulum:  et  caualco  in 
castello  et  fuit  cum  Regina  interim  che  lo  S.  Re  ritorno  da  caccia:  et  fuit  cum 
eius  maiestate  et  audio  li  vespri:  et  hora  tarda  reuersus  est  et  hora  iij.  lectu- 
lum  ingressus  est. 

Die  XV.  Augusti  in  napoli. 

Hora  X.  surrexit  et  audita  missa  fecit  coUationem  :  et  post  paulo  caualco 
in  castello  nono  et  li  fece  facciende  con  lo  S.  Re  et  la  S.  Regina  quasi  per  to- 
tum  diem  per  la  morte  successa  del  S.  Cardinale  de  foes.  Reuersus  domum 
ceno  a  la  fontana  Ducheschale  et  hora  iij.  lectulum  ingressus  est.  Et  eo  die 
rediere  illi  quos  miserat  romam  prò  cura  Cardinalis  predicti. 

Die  xvj.  Augusti  in  Marcianese. 

Delibera  sua  I.  S.  caualcare  quello  jomo.  Surrexit  bona  hora  et  audita 
missa  et  facta  coUatione  vide  caualli  et  fuh  in  sermone  domestico  con  lo  L 


i 


AGOSTO  M.^  ecce  Lxxzx.^  360 

S.  Don  federico  fino  ad  bore  xviiij.  Et  caualco  et  andò  con  lo  I.  S.  Don  fede- 
rico in  castello  nono  a  visitare  la  S.  Regina  et  bora  xxij.  partio  et  andò  ti- 
rato a  marcianese:  fece  vna  passata  per  sua  stalla  et  vide  li  soi  caualli  et 
cenauit  et  quam  primum  iectulam  ingressus  est. 

Die  xvij.  in  capua. 

Bona  bora  sutrexit  et  audita  missa  uide  soi  caualli  fino  ad  bore  xx.  et 
facta  coUatione  quella  sera  partio  et  andò  ad  alloggiare  in  capua:  et  arrivo  li 
bora  xxiiij.  et  quam  primum  cenauit:  et  post  paulo  caualco  in  corte  et  visita 
lo  S.  Re  qui  ibi  morabatur.  Et  bora  circiter  iij.  noctis  lectulum  petijt. 

Die  xviij.  in  capua. 

Surrexit  satis  bora  competenti  percbe  bauea  nona  cbe  lo  S.  Virginio  ve- 
niua  a  visitare  lo  S.  Re:  et  audita  missa  caualco  et  iuit  illi  obuiam  cum  suis 
Curialibus  et  duxit  illum  ad  regem:  et  dimoro  la  cum  ilio  fino  ad  bore  xvij. 
Semper  in  negocijs  fuere:  et  reuersus  mangio  per  vna  volta  et  cum  eo  prefa- 
tus  virginius:  'et  postea  dormiuit  aliquantulum  et  interim  lo  S.  Re  andò  a 
caccia  :  et  eo.  reuerso  sua  I.  &  andò  in  corte  ad  ipsum  Regem  et  cum  lo  S. 
Virgilio  fuit  in  negocijs  fino  ad  due  bore  de  nocte:  et  eo  bora  domum  redijt 
et  fece  collatione  et  lectulum  quam  primum  ingressus  est.  Et  fu  facto  lo  più 
bello  prouedimento  del  mondo  ita  et  taliter  cbe  al  S.  Virgilio  et  a  li  soi  non 
mancbaua  alcbuna  cosa:  it^  copiose  et  laute  quod  admirabantur  omnes:  fu 
accarezato  dal  prefato  I.  S.  inirum  in  modum. 

Die  xviiij.  Augusti  in  capua. 

Surrexit  bora  xij.  et  audita  sua  missa  fecit  collationem  et  quam  primum 
posuit  se  in  negocijs  cum  D.  Virgilio  usque  ad  boram  xviij.  et  equitauit  ad 
regiam  maiestatem:  duxit  secum  eumdem  Virginium  Vrsinum*et  ibi  in  ne- 
gocijs tractandis  permansit  vsque  ad  xx.  boram  :  et  volendo  mangiare  sua 


I 


rt«*> 


361  M."*  ceco  LXXXX.**  AGOSTO 

maestà  domum  rediere  et  interim  lo  S.  Re  fu  a  caccia:  et  sua  I.  S.  ceno  bora 
xxiii].  et  illieo  Regem  adiuit.  Et  bora  iij.  redijt  et  lectulum  ingressus  est  post 
paulo. 

Die  XX.  Augusti  in  capua. 

Summo  mane  surrexit  et  audita  missa  fecit  collationem.  Interim  fu  con 
lo  S.  Virginio  Vrsino  tanto  cbe  intese  come  lo  S.  Re  volea  andare  a  caccia 
et  secutus  est  eum.  Et  feceno  bella  caccia  de  la  quale  lo  predicto  S.  Virgilio 
prese  non  piccola  recreatione  de  animo  :  et  bora  tarda  reuersus  ceno  et  quam 
primum  lectulum  petijt. 

Die  xxj.  in  napoli. 

Salis  bona  bora  egressus  est  lectulum  et  audita  missa  caualco  a  lo  ca- 
stello de  Capua  :  et  vide  certe  fabricbe  cbe  U  se  faceano  per  sua  ordinatione: 
et  vide  certi  caualli:  et  quam  primum  adiuit  regem  et  trono  cbe  sua  maestà 
volea  caualcare  et  lo  accompagno  fino  a  lo  mazone  insieme  con  lo  prefato 
S.  Virgilio:  et  li  fece  coUatione  sua  L  S.  Interim  lo  S.  Re  vide  certi  jannecti 
et  equitarunt  et  accompagnerò  dieta  maestà  fino  a  lo  palazo  de  Casale  del 
Principe.  La  resto  lo  S.  Re  et  presa  licentia  vide  certa  fabrica  facea  fare  la 
sua  S.  et  se  ne  uenne  in  napoli  con  lo  prefato  S.  Virginio:  et  bora  xxij.  ce- 
no a  la  fontana  del  jardino  suo  grande:  etboraiiij.  lectulum  ingressus  est. 
Lo  S.  Virgilio  alloggio  in  castello  in  le  camere  del  prefato  I.  S.  :  sua  I.  S.  al- 
loggiaua  in  la  Ducbescba. 

Die  xxij;  Augusti  in  lo  poggio. 

Sua  L  S.  conuito  a  lo  Poggio  reale  lo  prefato  S.  Virgilio  cum  tucti  li  soi: 
et  audita  sua  missa  caualco  et  andò  a  vedere  la  Conigliera  a  le  virgine:  eum 
sequebatur  semper  virgilius.  Et  quam  primum  caualco  in  castello  nono  ad 
visitare  la  S.  Regina  da  la  quale  assai  fu  accarezato  lo  dicto  S.  Virgilio.  Et 

46 


AGOSTO  M.®  ecce  Lxxxx.^  362 

bora  XX.  prese  licentia  et  se  ne  uenne  a  lo  Poggio  et  quam  primum  faere  in 
conniuio:  et  fa  lauto  et  con  tanto  ordine  quod  admirabantor  noni  hospites.  Fi- 
nito conuiuio  caualcoro  per  la  massaria  et  videno  tucte  quelle  fabriche:  assai 
piacere  prese  de  ogni  cosa  lo  S. Virgilio  prefato:  et  bora  iij.  quietarunt  omnes. 

Die  xxiij.  in  napoli. 

Orto  sole  surreiit  et  audita  missa  a  lo  Poggio  et  vìsis  non  nuUis  non 
uolse  mangiare  solo:  lo  S.  Don  federico  et  lo  S.  Virgilio  mangioro  a  lo  Sgua- 
zatoro.  Et  quam  primum  se  ne  uenne  in  napoli  a  la  Ducbescba  et  mangio 
per  vna  uolta  a  la  Maddalena  et  vide  caualli  quello  jomo  fino  ad  bore  uj. 
et  equitauit:  andò  a  trouare  lo  S.  Don  federico  al  Terzanale  et  furono  quella 
sera  per  mare  dal  molo  fino  a  la  massaria  del  S.  Don  federico  cbe  sta  verso 
Sancta  maria  de  la  grocta.  Et  reuersus  per  ipare  venne  ad  montare  a  lo  Car- 
mino et  caualco:  se  ne  uenne  a  la  Ducbescba  et  fuit  in  sermocinatione  con 
lo  S.  Virgilio  fino  ad  due  bore:  et  fece  collatione  a  la  fontana  parum  pero 
percbe  volea  lo  di  sequente  pigliare  medicina.  Lo  S.  Virgilio  fece  collatione 
de  fructe  suo  soUto  more:  mangiaua  de  continuo  vna  uolta  lo  jomo  bora 
circiter  xiij.  et  post  paulo  lectulum  petite. 

Die  xxiiij.  in  napoli. 

Hora  xj.  sua  L  S.  prese  medicma  et  xiiq.  bora  missam  audiuit  et  sur- 
rexit  e  lectulo  et  passeggio  per  le  sue  camere  donec  medicina  faceret  cur- 
sum  suum  et  bore  xviij.  comedit.  Et  quello  jorno  non  vscio  de  casa:  solum 
andò  fino  in  lo  suo  jardino  grande  et  vide  caualli.  Hora  y.  noctis  aliquantu- 
lum  coUationem  sumpsit  et  post  paulo  ingressus  est  lectulum. 

Die  XXV.  Augusti  in  napoli. 

Bona  bora  surrexìt  et  audita  missa  mangio  et  cum  sua  I.  S.  lo  S.  Virgi- 
lio Vrsino  a  lo  cenaculo  de  la  Maddalena  :  et  postea  dormiuit  aliquantulum 


363  M.**  ecce  LXXXX.^  AGOSTO 

et  vidit  equos  che  già  sua  S.  hauea  deliberato  donarne  alchuno  al  prefato  I. 
S.  Virgilio.  Equitauit  et  duxit  Yii^inium  Yrsinum  Regium  Capitaneum  in  ca- 
stello nono:  trono  che  lo  S.  Re  se  vestina  et  post  panlD  missam  audinit  ma- 
iorem  cum  Rege  et  Regina.  Et  expediuit  multa  cnm  legatis  Serenissime  lìge 
per  totum  diem:  et  hora  circiter  prima  reuersus  ceno  a  la  fontana  Ducheschale 
et  vidit  certos  equos  quos  dono  tradidit  prefato  Virginio:  et  parlato  cum 
quello  et  donatoli  licentia:  che  volea  partire  la  nocte  a  vij.  hore  per  tagliaco- 
zo:  lectulum  Ingressus  est. 

Die  xxvj.  Augusti  in  napoli. 

Bona  hora  lectulum  egressus  missam  audiuit  et  fece  sollicitare  li  prepa- 
ratori] necessari]  in  le  stanze  ducheschali  perche  loco  veniua  lo  S.  Re  et  vo- 
lea cenare  a  la  fontana  de  lo  jardino  grande.  Fu  preparato  ogni  cosa  con 
tempo  et  assaj  acconciamente:  tucto  quello  jorno  fu  expectato.  Et  sua  mae- 
stà andò  a  caccia  et  ritorno  ad  hora  vna  de  nocte:  venne  a  la  Duchescha  et 
smontato  a  le  camere  del  jardino  et  quietato  alquanto  andò  a  dieta  fontana 
et  li  ceno  molto  attillatamente  con  abbundantia  de  ogni  cosa  et  a  piacere.  A 
tre  hore  de  nocte  expleto  conuiuio  se  leuo  de  tauola  et  ritomo  a  diete  ca- 
mere a  vedere  quelle  storie.  Interim  ceno  lo  I.  S.  Duca  con  certi  Curiali  Re- 
gali: et  sumpta  cena  sua  maestà  se  partio  et  lo  prefato  L  S.  post  paulo  che 
già  erano  hore  cinque  lectulum  petijt. 

Die  xxvij.  Augusti  in  castello  nono. 

Hora  xij.  surrexit  et  audita  missa  delibero  andare  ad  alloggiare  in  ca- 
stello nono  a  la  ciptadella  perche  la  Ser."**  Regina  stana  con  febre:  et  caual- 
cato  fu  la.  Visitata  sua  Reginale  maestà  fuit  cum  Rege  et  expeditis  non  nullis 
iterum  adiuit  illam:  et  hora  xx.  andò  a  mangiare  per  vna  uolta  a  la  cipta^ 
della:  et  sumpto  prandio  se  ne  ritomao  a  la  prefota  Regina  et  attendeua  cum 
ogni  studio  et  amore  a  sua  indispositione.  Hora  i^.  noctis  lectulum  petijt. 


AGOSTO  M.**  ecce  Lxxxx.**  364 

Die  xxviij.  Augusti  in  castello  nouo. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  audita  missa  andò  a  vedere  la  S.  Regina:  et 
ea  quiescente  bora  xiiij.  mangio  et  conuito  quelle  Damigelle  de  la  S.  Regina 
in  le  stanze  de  quella:  et  sumpto  prandio  ritomo  al  gouemo  de  dieta  Re- 
ginale  maestate  et  mai  se  ne  partiua:  ita  et  taliter  quod  omnes  admirabantur 
eius  continuam  diligentiàm.  Et  bora  iiij.  dormitum  iuit. 

Die  xxviiij.  Augusti  in  castello  nouo. 

Postquam  surrexerat  e  lectulo  missam  audiuit  et  adiuit  Reginam  egro- 
tantem  nam  eo  die  parum  frigore  laborauit.  Sua  I.  S.  de  continuo  fu  appresso 
a  quella  et  inseruiendo  tanquam  fidelis  minister  bumanitate  sua  solita.  Man- 
gio pure  in  quelle  solite  stanze  con  le  solite  Damigelle  in  consolatone  de  la 
prefata  Regina:  et  reliquum  diei  pose  con  lo  S.  Don  federico  in  dare  piacere 
a  la  Reginale  maestate.  Et  bora  xxiiij.  pulsata  cenauit  ut  solitus  erat  cum 
curialibus  mulieribus.  Dormitum  iuit  bora  iij. 

Die  penultimo  Augusti  in  napoli  in  la  Duchescha. 

Orto  sole  surrexit  et  audita  missa  Reginam  adiuit:  trono  ebe  passaua 
bene:  fuit  cum  Regia  maiestate  et  expeditis  non  nullis  se  ne  uenne  a  la  Du- 
cbescba  ad  bore  xviiij.  aliquai^tulum  indispositus.  Quieuit  aliquantulum  et 
conuocato  suo  medico  et  adbibitis  remedijs  conualere  cepit  et  melius  se  ba- 
bere.  Mangio  per  vna  uolta  ad  xxj.  bore  et  bora  iij.  lectulum  ingressus  est: 
et  delibero  mutare  stanza  et  ritornare  in  castello  ad  sue  solite  babitationi. 

Die  vltimo  Augusti  in  napoli  in  castello. 

Duodecima  bora  surrexit  et  audita  missa  et  facta  collatione  ordino  cbe 
sua  casa  ritornasse  in  castello  capuano:  et  quella  sera  uolea  cenare  la  et 
dormire  percbe  lo  aere  era  rinfrescato.  Et  caualco  in  castello  et  fuit  cum  re- 


365  M.*  ecce  Lxxxx.**  ^  AGOSTO 

gè  et  regina  et  multa  expediuit:  et  andando  lo  S.  Re  a  caccia  de  porci  quello 

* 

jomo  a  pianura  et  sua  I.  S.  andò  a  le  padule  a  caccia  de  quaglie.  Et  reuer- 
sus  bora  xxiiìj.  quam  prìmum  cenauit  et  bora  iij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  primo  Septembris  in  napoli.  septembkb 

Satis  bona  bora  surrexit  et  audita  missa  et  facta  collatione  caualco  in 
castello  et  expediuit  multa  cum  Rege  eo  die:  et  bora  xxiiij.  reuersus  post 
paulo  cenauit  et  bora  iiij.  lectulum  adiuit:  et  delìbero  lo  di  sequente  surgere 
bora  X.  a  1  arba  et  andare  a  caccia  de  quaglie. 

Die  2.^  Septembris  in  napoli. 

Mutata  mente  de  andare  a  caccia  quello  jomo  non  surrexit  nisi  orto  so- 
le. Sui  autem  pemoctarunt  ea  nocte.  Et  audita  missa  et  expeditis  non  nullis 
caualco  in  castello  demorato  alquanto  a  sua  cauallaritia:  et  cum  Sacra  Maie- 
state  expediuit  non  nulla  et  Reginam  adiuit.  Quella  sera  cenauit  apud  Ànto- 
nectum  Citarum  et  dormio  in  castello  Nono. 

Die  iij.  Septembris. 

Surrexit  bora  xij.  et  adiuit  Reginam  et  accompagno  sua  maiestate  fino 
a  la  porta  del  castello  cbe  andana  a  caccia:  et  sua  I.  S.  se  ne  uenne  in  ca- 
Stello  de  capuana  et  lectulum  ingressus  est  bora  xx.  quia  non  bene  se  babe- 
bat:  et  adbibitis  medelis  coiiualuit  et  bora  xxij.  cenauit  et  lectulum  adiuit 
bora  iij.  Et  dormio  in  la  Ducbescba. 

Die  iiij.  Septembris  in  napoli. 

Sua  I.  S.  passo  bene:  bebbe  solo  certe  scorse  de  neutre  et  se  gouemo 
molto  diligentemente  in  cibo  et  potu.  Facta  parum  collatione  bora  xv.  et  de- 
libero partire  de  castello  capuano  et  ritornare  ad  alloggiare  a  la  Ducbescba 
et  cosi  fece:  bora  xxij.  reuersus  et  bora  prima  cibum  sumpsit  et  iiij.  lectulum 
ingressus  est. 


8EPTEMBBB  M.^  CCCC  Lxxxx/  366 

Die  V.  Septembris  in  napoli. 

Sua  L  S.  demoro  in  casa  fino  a  ixij.  bore  semper  io  negocijs  cam  lo 
S.  Don  federico  et  alijs  et  multa  expediuit:  et  caualco  et  andò  in  castello  no- 
no. Adiuit  reginam  et  bora  xxiiij.  reuersus  fuit  aliquantulum  in  lo  suo  jardi- 
no  grande  et  bora  prima  noctis  cenauit  et  ììij.  lectulum  petijt. 

Die  vj.  Septembris. 

Bona  bora  experectus  et  vide  cbe  quella  nocte  non  bauea  possuto  ripo- 
sare: se  riposo  fino  in  xv.  et  surrexit:  et  audita  missa  et  facta  coUatione  lo  S. 
Don  federico  visito  sua  I.  S.  et  cum  ilio  in  negocijs  mansit  fino  ad  xxij.  bo- 
re: et  caualco  et  andò  a  visitare  Messer  Marino  carazolo  cbe  stana  indisposto 
a  lo  lecto  et  de  la  visitatione  sua  quello  jentile  bomo  resto  molto  satisfacto 
et  ne  piglio  non  piccola  recreatione  de  animo.  Sua  I.  S.  era  solita  semper 
visitare  suoi  Curiali  et  altri  quando  se  trouauano  in  alcbuna  indispositione.  Et 
da  la  andò  'm  castello  et  se  pose  in  fàcciende  con  lo  L  S.  Don  federico  et  a- 
diuit  Reginam:  et  reuersus  venne  a  la  Ducbescba  bora  prima  noctis:  ceno  et 
iiij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  vij.  Septembris  in  napoli. 

Satis  competenti  bora  surrexit  et  audita  sua  missa  et  facta  collatione  in 
la  sua  cauallaritia  caualco  in  castello:  et  expeditis  non  nuliis  andò  con  la  S. 
Regina  a  lo  perdono  de  sancta  Maria  de  la  grocta:  et  per  la  via  lo  imbascia* 
tore  de  Rodes  li  baso  la  mano  et  lo  accompagno  fino  in  lo  castello  facendo 
compagnia  a  la  S.  Regina:  et  postea  se  ne  uenne  con  lo  dicto  imbasciatore  li 
mostro  lo  jardino  suo  grande  et  la  Ducbescba  et  le  ipura  de  la  Cipta:  et  do- 
nata licentia  al  dicto  imbasciatore  se  resto  a  la  Ducbescba  et  quam  primum 
ceno  et  bora  iy.  lectulum  ingressus  est. 


367  M.""  ecce  LXXXX.""  SEPTEUBaK 

Die  vii]\  Septembris  in  napoli. 

.  Bona  bora  surrexit  et  expeditis  Don  nuUis  mangio  a  la  anticamera  de  la 
Dachescha:  et  sumpto  prandio  caaalco  et  andò  in  castello:  adiuit  Regem  et 
Reginam  et  ibi  audioit  vesperas.  Et  reuersus  bora  prima  ooctis  et  positas  ali- 
quaotulum  in  negocijs  bora  2^  cenauit  et  iiij.  lectulum  coDtulit.  Quella  sera 
ritorno  ad  alloggiare  in  castello  capuano  cum  tucta  sua  casa. 

Die  viiij.  Septembris  in  napoli. 

Postquam  surrexerat  et  missam  audiuerat  caualco  in  castello  nono  :  Re- 
gem adiuit  et  multa  expediuit:  et  bora  xviiij.  caualco  et  andò  a  caccia  de  qua- 
glie a  le  paduli:  et  bora  xxij.  cum  dimidio  reuersus  et  factis  quibusdam  re- 
medijs  stomaco  suo  in  quo  patiebatur  cenauit  post  paulo.  Et  quella  sera  ex- 
paccio  molte  facciende  et  delibero  lo  di  sequente  cauaicare  verso  Juliauo 
per  cacciare  a  quaglie:  et  bora  Uj.  cum  dimidio  lectulum  ingressus  est.  Et  eo 
die  entro  in  porto  vna  naue  francese  con  lo  imbasciatore  del  S.  Re  de  francia. 

Die  X.  Septembris.  In  Juliano. 

Sua  I.  S.  delibero  quella  mactina  tenere  audieutia  et  cauaicare  verso  Ju- 
liano. Audio  sua  missa  et  expeditis  non  nullis  coUationem  fecit  et  andò  in 
castello  nouo  et  trono  cbe  lo  S.  Re  facea  facciende  et  cum  eo  multa  expedi- 
uit fino  a  xviiij.  bore:  et  iUico  venit  pluuia  ingens.  Sua  I.  S.  se  firmo  a  la  vi- 
trera:  interim  cessauit  plttuia  et  venne  a  la  Ducbescba:  spaccio  alcbune  fac- 
eieude  con  lo  suo  auditore  et  Cancellere  et  caualco  verso  Juliano  et  la  al- 
loggio quella  sera. 

Die  xj.  Septembris  in  Juliano. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  audita  missa  caualco  et  andò  a  caccia  de 
quaglie  et  per  la  via  fece  collatione  a  certa  massarìa:  et  iterum  fuit  in  vena- 
tiene  fino  a  nocte:  et  reuersus  cenauit  et  lectulum  ingressus  est  bora  iij. 


SEPTEMBBE 


M.**  ceco  Lxxxx.**  368 

Die  xij.  Septembris  in  Napoli. 

Hora  satis  bona  egressus  est  lectulum  et  andita  missa  caualco  et  fece  la 
via  verso  Belvedere  cacciando  a  quaglie:  et  fece  collatione  abeluedere  et  quel- 
lo jorno  andò  a  vedere  la  massaria  de  francesco  Galeocta.  Et  se  ne  uenne  iii 
napoli  et  in  la  ciptadelia  se  muto  et  quam  primum  adiuit  regem  et  expedio 
molte  facciende  cum  sua  maestà:  et  se  ne  uenne  in  castello  capuano  bora 
prima  noctis  et  quam  primum  cenam  sumpsit:  et  hora  iiij.  lectulum  ingres- 
sus  est. 

Die  xiij.  Septembris. 

Hora  xij.  surrexit  et  audita  missa  caualco  in  castello  nono:  fnit  cum  Re- 
ge  et  Regina  et  volendo  caualcare  sua  maestà  lo  accompagno  fino  a  porta 
reale.  Lo  S.  Re  piglio  la  via  de  fora  che  andana  a  casale  et  sua  I.  S.  se  ne 
uenne  in  castello  capuano  et  se  pose  in  facciende  domestiche  vsque  ad  pri- 
màm  horam  noctis.  Postea  se  fece  lo  bagno  et  eo  facto  cenauit  et  hora  iiij. 
lectulum  ingressus  est.  Yolea  sua  I.  S.  partire  lo  di  sequente  et  andare  a  tró- 
uare  lo  S.  Re  a  casale:  hebbe  lettere  da  sua  maestà  quella  sera  che  restasse 
in  napoli  ad  expedire  certe  facciende  necessarie:  et  ita  factum  est. 

Die  xiiij.  Septembris  in  napoli. 

Perfectis  non  nuUis  eo  die  et  audita  sua  missa  et  facta  collatione  fu  vi- 
sitato da  lo  imbasciatore  del  Re  de  francia:  et  eo  audito  fu  tucto  quello  jorno 
in  facciende  in  suo  castello  de  capuana  con  lo  I.  S.  Don  federico  Secretarlo 
del  S.  Re  et  messer  Julio.  La  mactina  a  xiij.  bore  fu  in  la  Ciptadelia  et  tenne 
audientia  publica  vt  sui  moris  erat.  Non  fini  mai  quello  jorno  de  expedire 
facciende.  Eo  die  venne  lo  L  S.  Principe  de  Capua  de  Àbruzo.  Cenatus  est 
hora  vigesima  prima  et  dormiuit  per  duas  horas:  et  postea  iterum  fnit  in  ex- 
pediendis  negocijs  vsque  ad  horam  iiij.  noctis:  et  facta  aliquantulum  colla- 
tione  lectulum  petìjt  hora  v. 


369  M.^  ecce  LXXXX.^  SEFTEUBBB 

Die  XV.  Septembris  in  napoli. 

Quello  jorno  volea  andare  ad  alloggiare  al  Poggio  Reale  per  dui  jorni. 
Fu  lo  tempo  alquanto  pluuioso  et  non  partio  de  napoli.  Àudita  sua  missa  fé* 
ce  collatione  et  caualco  in  castello  nouo:  adiuit  Reginam  et  postea  se  pose 
in  facciende  con  lo  S.  Don  federico  et  lo  S.  Principe  de  capua  suo  primoge- 
nito :  et  bora  xxiij.  reuersus  est  in  castellum  suum.  Fu  visitato  da  lo  imba- 
sciatore  de  francia  et  da  quello  bebbe  certi  presenti  et  doni  li  quali  cum  gra- 
tia  immensa  ricepette  et  accarezo  molto  lo  dicto  imbasciatore.  Et  quello  par- 
tito cenam  sumpsit  et  dormitum  iuit  bora  iiij.  et  ordino  andare  a  caccia  lo  di 
sequente  a  1  arba. 

Die  xvj.  Septembris. 

Ante  lucem  surrexit  et  audita  missa  caualco  a  caccia  de  quaglie  a  le  pa- 
dule.  Et  finita  la  caccia  se  ne  uenne  al  Poggio:  li  fece  collatione  et  reuersus 
a  la  Ducbescba  dormiuit  aliquantulum  :  et  expeditis  non  nullis  caualco  in  ca- 
stello et  adiuit  Reginam:  et  expeditis  pluribus  negocijs  se  ne  uenne  et  tro- 
uando  a  lo  molo  lo  imbasciatore  de  firancia  locuti  sunt  simul.  Et  lo  dicto  im- 
basciatore venne  con  sua  I.  S.  a  la  sua  Gauallaritia  et  vide  caualli  :  et  reuer- 
sus in  castellum  capuanum  et  data  licentia  a  tucto  bomo  ij.  bora  noctis  pul- 
sata cenauit  et  iiij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xvij.  Septembris  in  napoli. 

Experectus  bora  xiij.  negocia  plura  domestica  expediuit:  audita  sua 
missa  fecit  collationem  et  per  totum  diem  fuit  in  negocijs  implicitué:  et  bora 
XX.  caualco  in  castello  nouo  et  se  pose  in  facciende  fino  a  xxiij.  bore:  visi- 
tauit  reginam  et  reuersus  bora  prima  noctis  cenauit  quam  primum  et  v.  lec- 
tulum petijt. 


47 


\ 


SBPTEMBBE  M.®  CCCC  LzZZX.®  370 

Die  xviij.  Septembris. 

Satis  bona  bora  sorrexit  et  andò  ad  audire  saa  missa  in  monte  oliueto  : 
et  li  mangio  quello  jorao  con  li  Monaci  et  li  expedio  molte  facciende:  et  post 
paulo  andò  in  castello  nono  et  li  fece  facciende:  et  reuersus  in  castellum  ca- 
puanum  bora  v.  lectulum  ingressus  est.  Et  eo  sero  fece  conuitare  lo  imba- 
sciatore  del  S.  Re  de  francia  per  lo  di  seguente  a  la  Ducbescha  et  ibi  para- 
bantur  omnia  necessaria. 

Die  xviiij.  Septembris  in  la  Duchescha. 

Surrexit  bona  bora  et  audita  missa  et  expeditis  non  nullis  Qegocgs  do- 
mesticis  fece  collatione  et  caualco  in  castello  et  fuit  cum  Reg;ina.  Et  venen- 
dose  trono  lo  imbasciatore  del  S.  Re  de  francia  et  cosi  tucti  insieme  venero 
a  la  Duchescba  videno  caualli  et  bora  prima  noctis  fu  in  tauola:  fece  conuito 
a  lo  dicto  imbasciatore  et  ad  vno  altro  suo  compagno:  ceno  con  ipso  lo  I.  S. 
Don  federico  et  lo  S.  cammillo  pannone:  et  finito  conuiuio  certo  fu  assaj  ac- 
carezato  dal  prefato  I.  S.  lo  quale  per  sua  natura  semper  solitus  erat  sic  facere 
omnibus:  ymo  quod  mirum  videtur  illis  diebus  inuenit  aliquos  ex  suis  in  cer- 
tis  erroribus  inuolutos:  ex  quo  spectabatur  pena  ingens:  ipse  autem  cogitans 
magnum  et  bonestum  vindicte  genus  e^se  ignoscere:  recordandose  de  Cesare 
qui  omnium  rerum  solebat  reminisci  preter  injuriarum:  dedit  veniàm  illis. 
Partito  lo  dicto  imbasciatore  post  paulo  dormitum  iuit  et  iam  erat  bora  t. 
pulsata. 

Die  XX.  Septembris  in  napoli. 

Hora  xij.  surrexit  et  audita  missa  fecit  collationem  et  caualco  in  castello 
nono  :  et  per  totum  diem  fuit  in  negocijs  expediendis  cum  Hegia  maiestate  : 
et  hora  2.'  reuersus  auditis  prius  vesperis  in  castello  cum  Rege  et  Regina  ce- 
nauit  quam  primum  et  bora  iiij.  lectulum  ingressus  est.  Zacbagnius  eo  die 
nouum  officium  habuit. 


37i  M."*  ecce  Lxxxx.**  septembeb 

Die  xxj.  Septembris  in  napoli. 

Bona  bora  surrexit  et  aadita  missa  et  expeditis  non  nullis  caualco  in 
castello  nouo:  la  audio  missa  cantata  et  fece  collatione  et  per  totum  diem 
expedinit  multa  cum  Rege:  et  reuersus  bora  prima  noctis  cenauit  et  v.  lectu- 
lum  ingressus  est. 

Die  xxij.  Septembris  in  napoli. 

Postquam  egressus  est  lectulum  fuit  in  expediendis  negocijs:  et  audita 
missa  caualco  in  castello  nouo  et  la  fece  collatione  et  per  totum  diem  fuit  in 
negocijs  excepto  che  andò  in  la  Douana  con  la  S.  regina  a  vedere  la  robba 
bauea  portata  la  galeaza  de  trancia:  et  emit  quedam  Regia  et  pulcra.  Reuer- 
sus est  et  bora  2.  noctis  cenam  sumpsit  et  iiij.  quieuit. 


s 


Die  xxiij.  Septembris  in  napoli. 


Hora  xij.  surrexit  et  expeditis  non  nullis  domesticis  negocijs  audiuit 
missam:  et  bora  xvj.  equitauit  in  castello  nouo  et  li  per  totum  diem  fuit  in 
negocijs:  et  andando  per  trouare  lo  S.-Re  intese  da  vno  suo  balestrerò  cbe 
sua  maestà  èra  caualcata  a  le  padule  a  caccia:  1  andò  a  trouare  et  nunquam 
discessit  ab  ilio.  Hora  prima  partendo  de  castello  nouo  cbe  se  ne  venia  co- 
mò fu  ad  arco  intese  certe  none  cbe  lo  Papa  stana  in  transito.  Ritomo  in  ca- 
stello et  fuit  cum  Rege  patre  iterum  in  negocijs.  Et  bora  2.  reuersus  expe- 
ditis multis  cenauit  et  bora  vj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xxiiij.  Septembris  in  napoli. 

Surrexit  bora  xiij.  et  expeditis  non  nullis  missam  audiuit  suam  et  ca- 
ualco hora  xxiiij.  prius  focta  collatione.  Fu  in  castello  et  expediuit  per  totum 
diem  negocia  cum  Rege:  et  fu  deliberato  cbe  lo  S.  Principe  partisse  lo  di  s&- 
quente  per  abruzo  per  hauere  nona  cbe  lo  Papa  stana  malissimo.  Et  hora  ij. 


SEPTEMBRE  M.®  CCCC  LxxXX.^  372 

reuersus  se  pose  pure  in  faccende  cum  messer  alberico:  et  quella  nocte 
mando  fora  lo  suo  maiordomo  Raneri  con  suoi  Balestreri  et  altri  soi  creati 
con  lo  corpo  de  coraza  et  andoro  verso  Sermona.  Et  anchora  ce  era  noua 
che  lo  Conte  de  montoro  che  stana  in  1  aquila  moriua:  per  conseruatione  de 
qi^elio  stato  et  che  la  sua  robba  non  venisse  in  preda  lo  I.  S.  Principe  de 
Capua  demoraua  la  vicino.  Cenauit  hora  iij.  pulsata  et  yj.  lectulum  ingres- 
sus  est. 

Die  XXV.  Septembris  in  napoli. 

Bona  hora  surrexit  et  audita  missa  caualco  in  castello  nono  et  ibi  per 
totum  diem  fuit  in  negòcijs  cum  Rege  et  regina.  Et  hora  tarda  reuersus  ce* 
nam  sumpsit  hora  iij.  et  v.  lectulum  petijt:  et  delibero  lo  di  sequente  andare 
ad  alloggiare  al  Poggio. 

Die  xxvj.  Septembris  in  lo  Poggio. 

Hóra  xiij.  surrexit  et  expeditis  non  nullis  et  audita  sua  missa  caualco 
in  Castello  nono:  fuit  cum  rege  et  regina  in  negòcijs:  la  fece  coUatione  ca- 
ualcando  Io  S.  Re  et  la  S.  Regma  a  caccia  a  le  padule.  Sua  I.  S.  Vesto  al- 
quanto  in  castello  nono  con  lo  L  S.  Don  federìcho  suo  germano  ad  expe- 
dienda  negocia:  etpost  paulo  andò  a  trouare  lo  S.  Re  a  le  Padule  et  da  la  se 
ne  andò  al  Poggio  et  la  ceno  et  dormio  quella  nocte. 

Die  xxvij.  Septembris. 

Sua  I.  S.  bona  hora  surrexit  et  audita  missa  caualco  per  la  massaria  ve- 
dendo alchune  cose  :  et  da  la  se  ne  uenne  in  napoli  a  la  Duchescha  et  li  fece 
coUatione  et  post  paulo  andò  in  castello  nono  ad  regem  :  et  per  reliquum 
diem  cum  ilio  et  regina  expediuit  negocia  plura.  Et  reuersus  hora  iij.  quam 
primum  cenatus  est  et  vj.  lectulum  ingressus  est. 


373  M-*"  ^<5CC  LxXXX.^  SEPTRMBBB 

Die  xxviij.  eiusdem  in  napoli. 

Hora  xij.  e  lectulo  egressQS  est  et  audita  missa  in  la  sua  cappella  ca- 
ualco  et  fu  in  castello  nouo  :  et  expeditis  non  nullis  cum  regia  maiestate  andò 
a  mangiare  per  vna  uolta  a  la  Ciptadella:  eo  die  jejunium  seruabat  cum  tota 
domo  ob  festum  Sancti  Michaelis.  Et  sumpto  prandio  reuersus  ad  Regem  ibi 
commoratus  in  negocijs  post  modum  audio  li  vespri  cum  Rege  eorum  more 
solito  cum  lo  Àrminio.  Et  reuersus  hora  ij.  et  facta  coUatione  lectulum  petijt. 

Die  xxviiij.  Septembris  in  napoli. 

Satis  bona  hora  e  lectulo  egressus  est  et  audita  sua  missa  et  facta  col- 
latione  illieo  caualco  in  Castello  ad  Regiam  maiestatem  :  et  cum  ea  audio  la 
missa  cantata  et  li  vespri  solempni  ob  festum  Sancti  Michaelis  et  quelli  de  li 
morti  vt  moris  eorum  erat  fare  celebrar^  lo  di  sequente  lo  officio  et  missa 
de  li  morti  per  la  anima  de  la  Confratanza  de  quelli  de  lo  Àrminio.  Et  expe- 
diuit  Don  nulla:  et  ritorno  in  castello  capuano  hora  2.'  et  quam  prlmum  ce- 
nauit  et  lectulum  ingressus  est  hora  v. 

*  Die  vltimo  Septembris  in  napoli. 

Bona  hora  surrexit  et  audita  missa:  venendo  lo  S.  Don  federico  suo  Ger- 
mano in  castello  capuano  a  trouare  sua  I.  S.  con  certe  none:  illieo  caualco  ad 
Regiam  maiestatem  et  expeditis  non  nullis  audio  la  missa  cantata  prò  anima 
defunctorum  eorum  consociorum  in  lo  Àrminio.  Et  moratus  fuit  ibi  per  totum 
diem:  ibi  fecit  coUationem  et  reuersus  est  hora  tarda:  cenauit  hora  iij.  et  vj. 
lectulum  petijt. 

Die  primo  Octobris  in  napoli.  •  octobbb 

Hora  xiìj;  egressus  est  lectulum  et  audita  missa  et  expeditis  non  nullis 
caualco  in  castello  nouo  et  la  fece  collatione.  Caualco  a  caccia  con  lo  S.  Re 


OCIOBBB  M.'*  ecce  Lxxxx.*  374 

a  le  padule  et  fa  in  lo  Poggio  con  lo  S.  Don  federico:  et  reuersi  cam  Rege 
faeront  in  negocijs:  et  reuersus  bora  ij.  noctis  et  quam  primom  cenauit  et 
bora  V.  lectulum  adijt. 

Die  ij.  Octobris  in  Adversa. 

Hora  xiiij.  surrexit  et  expeditis  non  nullis  debberò  caualcare  quello  jor- 
no  con  lo  S.  Re  verso  lo  Casale  et  lo  fece  ordinare  a  tucti  sol  CuriaU.  Et  au- 
dita  missa  caualco  in  castello  nono  et  fa  in  facciende  con  sua  maestà:  et  ca- 
ualco  con  quella  bora  xxj.  et  venne  ad  aUoggiare  in  adversa  et  porto  bene 
Lxxx  caualU.  Et  mirati  sunt  omnes  ex  tam  subito  discessu:  fii  con  lo  S.  Re  in 
adversa  poi  cbe  fu  scaualcato  a  lo  episcopato:  et  cum  eo  in  negocijs  vsque 
ad  iij.  boram  noctis.  Reuersus  cenauit  et  bora  vj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  iij.  Octobris  in  Casale. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  audita  missa  caualco:  andò  a  trouare  lo  S.  Re 
in  castello  de  adversa  et  post  paulo  caualco  con  sua  maestà  et  al  ponte  Ni- 
cbino  fece  collatione:  et  fnreno  a  caccia  quello  jomo  de  cerni  et  porci  et  ar- 
riuoro  al  casale  bora  xxiiij.  pulsata.  Quieuit  aliquantulum  et  bora  ij.  cenauit 
et  iiij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  iiij.  Octobris  in  lo  casale. 

Hora  XV.  surrexit  et  audita  missa  caualco:  trouo  lo  S.  Re  al  suo  palazo: 
demoratus  est  cum  ilio  parum:  caualco  cum  sua  maestate  et  furono  a  caccia 
verso  lo  mazone  et  amazoro  fino  in  xv.  porci.  Et  reuersus  bora  tarda  cenauit 
et  lectulum  ingressus  est  bora  iu|j. 

Die  V.  eiusdem  in  Capua. 

Orto  iam  sole  surrexit  et  audita  missa  visito  lo  S.  Re  et  cum  quello  ca- 
ualco a  caccia  verso  lo  mazone  et  quella  sera  vennero  ad  aUoggiare  in  Capua. 


375  M.®  ecce  Lxxxx.*^  octobbe 

Die  vj.  eiusdem  in  capua. 

m 

m 

Postquam  surrexerat  missam  suam  audiiiit  et  fece  coUatione  et  expedio 
molte  facciende  cum  messer  Marino  brancazo  et  alijs:  etpostpaulo  caualco. 
Trouo  che  lo  S.  Re  audiua  missa:  demoratus  ibi  postmodum  caualcoro  a  cac- 
cia et  bora  xiiiy.  reaersus  ceoauit  et  bora  iiij.  lectuliun  petijt. 

Die  vij.  Octobris  in  capua. 

Sua  solita  bora  experectus  missam  audiait  et  expeditis  non  nullis  andò 
a  trouare  lo  S.  Re  et  con  quello  fa  a  caccia.  Et  reuersus  bora  vesperi  ali- 
quantulum  dormiuit  et  bora  i^.  cenauit  et  v.  ad  lectulum  conuolauit.  Eo  die 
hebbe  noua  cbe  lo  Conte  de  montorio  era  morto  in  1  aquila.  Fweno  expedite 
molte  facciende  quello,  jorno.  Et  delìberoro  lo  di  sequente  non  caualcare.  Eo 
die  venne  lo  I.  S.  Don  federico  et  lo  imbasciatore  del  Re  de  {rancia. 

Die  viij.  octobris  in  capua. 

Hora  XT.  surrexit  e  lectulo  et  audita  sua  missa  et  expeditis  qaibusdam 
domesticis  negocijs  cum  leonardo  suo  scriba  volea  caualcare.  Venne  lo  I.  S. 
Don  federico  et  comincioro  a  fare  facciende  fino  ad  bore  xviiij.  et  eo  tunc 
partito  messer  Julio  fece  venire  la  viuanda  et  mangio  per  vna  uolta  et  caual- 
co al  S.  Re  et  li  expedio  molte  facciende:  et  hora  iij.  reuersus  post  paulo  lec- 
tulum ingressus  est. 

Die  viiij.  eiusdem  in  capua. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  audita  missa  et  facta  coUatione  arido  a  tro- 
uare lo  S.  Re  et  fu  a  caccia  quello  jorno  et  fu  focta  assai  bella:  ce  se  trouo 
lo  imbasciatore  del  S.  Re  de  firancia.  Et  hora  prima  reuersus  fuit  in  cena: 
€um  eo  cenarunt  non  nulli  Curiales  Regij.  Lectulum  ingressus  est  bora  v.^ 


OCTOBRR  M.**  ecce  Lxxxx.*"  376 

Die  X.  Octobris  in  capua. 

Summo  mane  egressns  est  lectulum  et  audita  missa  comincio  ad  expe- 
dire  facciende  con  lo  I.  S.  Don  federico  con  messer  Antonio  de  Àlexandro 
qui  fuerat  illis  temporibus  legatus  regius  apud  summum  Pontificem  Innocen- 
tium  :  et  fino  in  xviij.  bore  fuit  in  negocijs  et  quam  primum  caualco  ad  Regem 
et  ibi  fuit  in  expediendis  negocijs  fino  a  due  bore  de  nocte:  etliora  iij.sumpsit 
cenam  et  v.  lectulum  petijt.  Et  quello  jomo  non  fureno  da  fora  de  capua. 

Die  xj.  Octobris  in  capua. 

Non  adhuc  orto  Sole  surrexit  et  venendo  lo  I.  S.  Don  federico  audio 
missa  et  expeditis  non  nuUis  caualco  al  S.  Re;  et  li  in  negocijs  moratus  per 
horas  reuersus  est  et  fece  coUatione:  et  bora  xx.  caualco  et  andò  a  trouare  lo 
S.  Re  et  fu  a  caccia  cum  sua  maestà  et  ritornoro  de  nocte.  Et  bora  ìij.  cena- 
uit  et  cum  eo  I.  D.  federicus  et  alij  non  nulli  Regij  Curìales:  et  lectulum  bora 
y.^  ingressus  est  ea  nocte:  a  dolore  stomaci  uexatus  fuit  et  parum  febricita- 
uit:  et  delibero  lo  di  sequente  venire  in  napoli  cum  tucta  sua  casa. 

Die  xij.  Octobris  in  napoli. 

Hora  XV.  surrexit  e  lectulo  et  quella  nocte  era  stato  alquanto  indisposto: 
pero  se  riposo  alquanto  quella  mactina:  audio  sua  missa  et  bora  xvij.  partio 
cum  tucti  li  soi  et  arriuo  in  napoli  satis  bona  bora  et  riposo.  Passo  bene  et 
a  negocijs  non  cessauit:  ceno  bora  xxiij.  et  tertia  bora  noctis  discessere  Cu- 
riales. 

Die  xiij.  Octobris  in  napoli. 

Surrexit  bora  xiiij.  et  audita  missa  et  expeditis  non  nuliis  negocijs  fa- 
miliaribus  fecit  aliquantulum  collationem.  <}uella  mactina  prese  lo  sciloppo 
percbe  sua  S.  se  uolea  purgare:  quia  sperat  se  foras  quam  primum  iturum 


377  M.*  ecce  Lxxxx.''  octobre 

boQO  pacis.  Hora  xvij.  caualco  in  castello  nouo  et  visitauit  reginam:  et  re- 
nersus  cenauit  hora  xx.  et  lectulum  ingressus  est  bora  iiij.  Et  die  seguenti 
audita  missa  caualcho  al  Pog^o  et  tucto  quello  jomo  fu  a  piacere.  Reuersus 
cènam  sumpsit  bona  hora. 

Die  XV.  Octobris  in  napoli. 

Experectus  bona  hora  perche  volea  pigliare  la  medicina  statim  conuo- 
catis  medicis  et  adductis  necessarijs  preso  le  pillole  hora  xij.  et  post  paulo 
la  manna:  et  bene  purgato  passo  quello  jomo  molto  bene  et  mangio  hora 
xxj.  pulsata  per  vna  uolta  et  non  vscio  de  casa.  Expedio  molte  facciende:  et , 
hauendo  nona  che  Mastro  Mariano  de  vayano  fiorentino  homo  experto  in  la 
fabrìca  et  in  desegni  stana  malissimo  ce  mando  li  sol  medeci  et  pratichi  et 
ordino  che  non  li  manchasse  alchuna  cosa  vt  moris  sui  erat  erga  suos.  Et 
quello  stana  a  sua  prouisione  et  facea  fare  sue  fabriche  de  la  Duchescha 
et  del  Poggio.  Et  demonstraua  sua  I.  S.  che  certo  1  increscea  la  malathia  de 
quello:  ad  ogni  hora  lo  mandaua  a  visitare.  Hora  v.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xvj.  Octobris  in  napoli. 

Summo  mane  surrexit  et  au(tita  missa  sua  S.  fece  collatione  et  dormi- 
uit  aliquantulum.  Quello  jomo  caualco  m  castello  ad  Reginam  et  audio  li 
vespri  in  monte  oliueto.  Et  venne  a  lo  suo  jardino  grande:  et  expeditis  non 
nullis  itemm  caualco  a  le  virgine  a  vedere  la  Conigliera  et  quella  sua  Mas- 
saria:  et  reuersus  quam  primum  cenauit  et  hora  iiij.  lectulum  mgressus  est. 

Die  xvij.  Octobris  in  napoli. 

Hora  xiij.  surrexit  e  lectulo  et  audita  sua  missa  non  uolse  fare  collatione 
ma  ordino  che  uoleua  mangiare  per  vna  ùolta  ad  bore  xxj.  Caualco  et  fuit 
cum  Regina  al  Baptismo  del  figlio  de  messer  Tìbaldo  bisconte.  Et  reuersus 

hora  xxj.  cenauit  et  hora  iiij.  noctis  lectulum  petijt.  Quella  sera  tomoro  li  soi 

48 


OCTOBEE  M.*»  ecce  LxxXX,""  378 

cortesani  che  erano  iti  con  lo  S.  Prìncipe  in  Abruzo.  Ea  nocte  bora  ij.  mono 
lo  sopradicto  Mariano  fiorentino. 

Die  xviij.  Octobris  in  napoli. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  audita  sua  missa  et  expeditis  non  nullis  ca- 
ualco  facta  prìus  collatione.  Et  fu  in  castello  cum  Regina  et  bora  xxij.  partio 
de  castello  nono  et  cum  illa  venne  a  le  virgine  a  la  conigliera  :  li  fu  factà  col- 
latione regale  et  expedita  acompagno  la  prefata  regina:  et  reuersus  in  ca- 
stellum  capuanum  bora  prima  noctis  tertia  cenauit  intrato  pero  in  lo  bagno: 
et  y.  bora  lectulum  ingressus  est. 

Die  xviiij.  octobris  in  napoli. 

Eo  die  non  est  egressus  Castellum  Capuanum:  ibi  audiuit  missam  suam: 
et  mangio  per  vna  uolta  bora  xx.  et  semper  fuit  in  negocijs.  Hora  v.^  ingres- 
sus est  lectulum. 

Die  XX.  octobris  in  napoli. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  caualco  in  castello  nono  et  decte  au- 
dientia  in  la  Ciptadella  et  la  mangio  bora  xviij.  et  visito  la  S.  Regina.  Et  re- 
uersus  in  castellum  Capuanum  posuit  se  in  negocijs:  et  venne  lo  S.  Don  fe- 
derico et  cum  sua  I.  S.  ceno  et  spaccìoro  molte  facciende.  Hora  v.  lectulum 
ingressus  est. 

Die  XX j.  Octobris  in  napoli. 

Non  egressus  est  domum  eo  die.  Àudita  missa  posuit  se  m  negocijs  cum 
I.  S.  Don  federico  et  messer  Julio  et  moratus  est  in  illls  fino  a  nocte.  Cenam 
sumpsit  bora  iij.  v.  lectulum  petijt. 


379  M.®  ecce  Lxxxx.^  octobbe 

Die  xxij.  Octobris  in  napoli. 

Hora  xiiij.  surrexit  et  audita  missa  eipediuit  multa  cum  I.  Don  federico. 
Hora  xYìj.  coUationem  fecit  et  iterum  in  negocijs  fuit  vsque  ad  horam  xxiij. 
et  caualco  in  castello  et  visito  la  S.  Regina:  et  ritorno  hora  2.^  noctis:  iìj.  ce- 
nam  sumpsit:  v.^  lectulum  ìngressus  est. 

Die  xxiij.  Octobris  in  lo  poggio. 

Sua  I.  S.  delibero  quella  sera  andare  ad  alloggiare  in  lo  Poggio  exerci- 
tij  causa  et  animi  recreandi  aliquantulum.  Et  bona  hora  surrexit  et  audìta 
missa  et  expeditis  non  nullis  caualco  et  andò  a  lo  Poggio  et  vide  quelle  mas- 
sarie  et  quelle  frabiche:  la  ceno  et  dormio. 

Die  xxiiij.  octobris  in  napoli. 

Hora  xiiij.  surrexit  et  audita  missa  sua  in  Io  Poggio  et  expeditis  non 
nullis  caualco  et  se  ne  uenne  in  napoli  et  andò  in  castello.  Fu  i^on  la  S.  Re^ 
gina  et  con  quella  fu  al  batismo  del  suo  Cauallarìtio:  et  accompagnatola  m 
castello  fece  facendo  a  la  stanza  del  S.  Re.  Et  ritornato  in  castello  cenauit 
prima  hora  noctis  et  v.  lectulum  ingressus  est.  Et  quella  sera  expedio  molte 
facciende  con  fabritio  Colonna  lo  quale  illis  diebus  se  era  acconcio  al  soldo 
del  S.  Re. 

Die  XXV.  Octobris  in  napoli. 

Non  fuit  egressus  domum  eo  die.  Àudita  sua  missa  se  pose  in  facciende 
con  lo  imbasciatore  de  milano:  et  data  licentia  a  quello  fino  ad  bore  xxj.  fuit 
in  negocijs  et  quam  prìmum  mangio  per  vna  uolta:  et  hora  v.  lectulum  petijt. 

Die  xxvj.  Octobris  in  napoli. 
Hora  xiiij.  egressus  est  lectulum  et  audita  missa  se  pose  in  facciende 


OCTOBBE  M.®  ecce  LXXZX.^  380 

con  Io  I.  S.  Don  federicho  suo  germano  et  al^s  et  quasi  per  totum  diem  non 
discessit  ab  illis.  Bora  xvij.  fece  coUatione  et  parum  perche  quella  sera  erat 
cenaturus  apud  prefatum  I.  Germanum.  Gaualco  bora  xxj.  et  fu  in  castello  ad 
Reginam  et  poi  andò  a  cenare:  et  eipeditis  prius  non  nuUis  cum  io  I.  S.  Don 
federico  cenauit  et  dormiuit  apud  illum  ea  nocte  propter  pluuiam:  cbe  quella 
nocte  f/x  tam  grande  tempestate  et  troni  cbe  mando  a  terra  case  a  la  incoro- 
nata et  in  molte  parti  de  napoli:  et  fora  fece  molto  dampno  et  furono  morti 
de  trono  certi  bombii:  muri  de  jardini  andoro  in  terra:  furono  guaste  molte 
vie  et  lo  cellaro  del  prefato  I.  S.  fu  pieno  de  multa  acqua.  Tucta  quella  nocte 
fece  tal  tempo  stare  in  pede  molte  persone  per  timore. 

Die  xxvij.  Octobris  in  napoli. 

Hora  tarda  surrexit  et  caualco  et  andò  ad  audire  sua  missa  a  sancto  Se- 
uerino:  la  mangio  per  vna  uolta  cbe  jeiuno  la  vigilia  de  sancto  Simone  et 
Juda  et  la  audio  li  vespri.  Et  reuersus  cum  aqua  dormio  cbe  fu  vno  male 
tempo:  et  bora  prima  experectus  fece  facciende  et  vigilauit  vsque  ad  vij.  bo- 
ram  noctis  et  tunc  lectulum  mgressus  est  et  Curiales  discessere. 

M 

Die  xxviij.  Octobris  in  napoli. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  audita  missa  fece  collatione  et  caualco  et 
andò  a  monte  oliueto.  Li  audio  missa  cantata  et  fece  facciende  con  lo  I.  S. 
Don  federico  et  lo  Fontano:  et  caualco  in  castello  nono  per  visitare  la  S.  Re- 
gina et  trono  cb  era  andata  ad  audire  li  vespri  a  sancto  Seuerino  :  et  andato 
la  audio  li  vespri  et  accompagno  sua  Reginale  maestà  in  castello  nono.  Et 
post  paulo  andò  a  lo  molo:  vide  cbe  veniua  vna  nane:  expecto  li  alquanto  et 
delibero  andarla  a  trouare  per  mare  et  cosi  fece  vna  con  lo  h  S.  Don  federi- 
co.  Et  reuersus  se  ne  uenne  in  castello  capuano  :  post  paulo  cenauit  et  bora 
iiij.  lectulum  ingressus  est. 


38i  M.^  ecce  Lxxxx.*»  ociobre 

Die  xxviiij.  Octobris  in  napoli. 

Surrexit  satis  bona  bora  et  audita  missa  sua  expediuit  non  nulla:  et  eo 
die  non  discessit  domo:  semper  versatus  est  innegocijs  et  mangio  per  vna 
uolta  et  bora  vj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  penultimo  octobris  in  napoli. 

Hora  xiiij.  lectulum  egressus  est  et  caualco  et  andò  ad  audire  missa  in 
sancta  maria  de  monte  oliueto:  et  mangio  con  li  frati  per  vna  uolta  cbe  je- 
iunaua:  et  fece  facciende  sumpto  prandio  et  audio  li  vespri:  et  post  paiQo  ca- 
ualco in  castello  nono  et  fuit  cum  regina,  hiterìm  venit  Rex  lo  quale  era  stato 
de  fora  de  napoli  per  alcbuni  jorni:  io  visito  et  basatoli  la  mano  et  aliquan- 
tulum  cum  eo  locutus  babuit  licentiam  et  se  ne  uenne  in  castello  capuano  et 
facta  coUatione  lectulum  ingressus  est. 

Die  vltimo  octobris  in  napoli. 

Egressus  lectulum  audiuit  missam  et  caualco  in  castello  nono:  et  tucto 
quello  jomo  fece  facciende  con  lo  S.  Re  et  fuit  in  vesperis  solempnibus  cum 
sua  maiestate  quia  erat  uigilia  omnium  sanctorum.  Et  reuersus  bora  2.'  ce- 
nam  sumpsit  et  lectulum  petijt  bora  yj.'' 

ÌDie  primo  Nouembris  in  napoli.  novembre 

Postquam  surrexerat  et  missam  suam  audierat  non  facta  coUatione  ca- 
ualco m  castello  nono.  Ibi  cum  rege  et  regina  multa  expediuit  et  con  quelli 
audio  li  vespri  et  la  missa:  et  non  nullis  alijs  expeditis  non  expectato  alio 
tempore  discessit  vna  cum  111."'''  D.  federico  et  extra  domum  suam  cenauit. 
Hora  V.  reuersus  quam  primum  lectulum  ingressus  est. 


NOVEUBBE  M.^  ecce  LXXXX.^  382 

Die  2.®  nouembris  in  napoli. 

Hora  xiiij.  lectalum  egressus  et  audita  missa  expediuit  quedam  et  inte- 
rim  accessere  medici  et  se  fece  tagliare  vna  certa  nascentia  et  conualuit.  Et 
vide  caualli  da  la  fenestra  et  quello  jomo  mai  stette  in  ocio.  Non  tscìo  de 
casa:  fu  visitato  da  la  S.  Regina  hora  xij.  et  hora  prima  noctis  cenam  sum- 
psit:  et  medicato  de  la  tagliatura  post  terga  lectulum  ingressus  est  hora  v.^ 

Die  iij.  Nouembris  in  napoli. 

Quieuit  eo  mane  aliquantulum  et  postquam  surrexerat  et  medicato  la 
tagliatura  sua  missam  audiuit  et  fece  facciende  con  lo  I.  S.  Don  federico  p^ 
totum  diem.  Et  fu  visitato  dal  S.  Re  hora  xxiij.  et  cenauit  bora  iij.  noctis  et 
vj.  lectulum  petijt  et  non  fuit  egressus  Domum  eo  die. 

Die  iiij.  Nouembris  in  napoli. 

Non  fuit  egressus  domum  eo  die  Consilio  inedicorum  perche  se  atten- 
deua  a^  curare  bene  la  piagha.  Àudita  sua  missa  se  pose  m  facciende  fino  a 
xxj.  bore  et  post  paulo  mangio  per  vna  uolta.  La  S.  Regma  conia  Infante  le 
visito  quello  jomo.  Vide  caualli  et  hora  vj.  lectulum  petijt 

Die  V.  Nouembris  in  napoli. 

Non  exiuit  castellum  curabat  nam  vulnus  suum  :  et  per  totum  diem  au- 
dita missa  et  facta  coUatione  fuit  in  negocijs  vsque  ad  2.*^  horam  noctis:  et 
eo  die  vidit  suos  equos.  Cenauit  pulsata  2.^  bora  et  v.  lectulum  petijt.  Fu  vi- 
sitato da  molti. 

Die  vj.  Nouembris  in  napoli. 

Nec  fuit  egressus  domum  eo  die  quia  medici  curabant  enm  :  et  audita 
missa  et  facta  coUatione  posuit  se  in  negocijs  expediendis  per  totum  diem. 
Cenauit  hora  prima  noctis  et  lectulum  ingressus  est  bora  v. 


i 


383  M.**  ecce  LXXXX.**  NOTEMBBB 

Die  vij.  Nouembris  in  napoli. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  expediiiit  non  nulla:  et  medicato  de  la  sua  ci- 
catrìce  fecit  collationem  et  reliquum  diei  expeditis  negocijs  plurìbus  non  quie- 
uit  vt  mos  suus  erat.  Scribebat  ynoquoque  die  ad  Regem:  et  mai  sua  I.  S. 
facea  alcbuna  cosa  senza  sua  consulta  bencbe  pizola  fusse:  et  tale  virtù  re- 
gno semper  in  I.  S.:  de  qua  re  totus  mundus  mirabatur.  Cenam  sumpsit  bora 
prima  et  v.  lectulum  ingressus  est. 

Die  viij,  Nouembris  in  napoli. 

Hora  xiiij.  lectulum  egressus  est  et  statim  negocia  complexus  est:  et 
audita  missa  et  facta  collatione  per  totum  diem  in  negocijs  versatus  est.  Hora 
2.^  cenam  sumpsit  et  v.  lectulum  ingressus  est. 

Die  viiij.  Nouembris  in  napoli. 

Non  fuit  egressus  eo  die:  versatus  fuit  in  negocijs  et  vidit  equos:  et  col- 
latione facta  bora  xviij.  quieuit  aliquantulum  et  iterum  fùit  in  negocijs  usque 
ad  noctem.  Hora  2.^  cenauit  et  v.  lectulum  ingressus  est. 

Die  X.  Nouembris  in  napoli. 

Quartadecima  bora  surrexit  et  adbibitis  medicis  et  medicata  sua  cica- 
trice missam  audiuit  et  post  paulo  andò  a  la  Ducbescba:  ibi  negocia  expedi- 
uit  et  collationem  fecit.  Sollicito  li  soi  cbe  prouedessero  al  conuito  cbe  quella 
sera  fece  al  S.  Don  federico  et  a  molti  curiali  soi  et  altri  jentili  bominì  cbe 
fureno  più  de  L.^  quella  sera  feceno  la  festa  de  sancto  Martino  solito  more 
eorum.  Et  per  sorte  tocbo  ad  esser  Re  a  Joannj  antonio  firancese  suo  Corte- 
sano  :  et  lo  conuito  fu  copioso  de  ogni  cosa  et  vini  nobilissimi  fureno  pa- 
rati per  Io  saputo  bomo  Jacobo  de  capua  Mastro  de  casa  de  sua  I.  S.  Fureno 
facti  molti  jocbi  piaceuoli  et  bora  vj.  vnusquisque  in  suam  domum  remea- 


NOYSMBBE  M.°  CCCC  LxZXZ.®  384 

Hit.  Et  Dominus  111."'°'  lectulum  ingressus  est  et  dormio  qaella  sera  a  la  Da< 


chescha. 


•   Die  xj.  Nouembris  in  napoli. 


Hauendo  dormito  quella  nocte  a  la  Duchescha  satis  bona  bora  sorreiit 
et  delibero  audìre  missa  et  expedire  alchune  faccieode  familiari  :  et  già  se 
preparaaa  sua  I.  S.  per  andare  io  puglia  con  tucta  sua  casa.  Et  facta  colla- 
tione  decte  audientia  a  molti  :  et  quella  sera  ritorno  a  dormire  et  cenare  in  ca- 
steUo  et  solita  bora  cenauit  et  dormiuit. 

Die  xij.  Nouembris  in  napoli. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  audita  missa  andò  a  basso  a  la  Ducbescba  : 
la  fece  collatione  et  per  totum  diem  negocia  expediuit:  et  decte  audientia  a 
li  imbasciatori  de  ytalia  et  a  quello  del  S.  Re  de  trancia.  Et  bora  xxiiij.  saglio 
in  castello:  bora  2.^  cenauit  et  v.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xiij.  Nouembris  in  napoli. 

Hora  xiiij.  egressus  lectulum  quam  primum  in  negocijs  implicitus  est: 
et  audita  missa  ascese  a  la  Ducbescba:  la  fece  collatione  et  expedio  molte 
facciende  per  totum  diem:  et  bora  xxj.  caualco  per  vedere  certe  acque  de  for- 
mello  :  et  se  ne  uenne  in  castello  a  cauallo  et  ceno  a  due  bore  et  v.  lectulum 
ingressus  est.  Et  eo  die  partio  Don  federico  per  puglia. 

Die  xiiij.  Nouembris  in  napoli. 

Bona  hora  snrrexit  et  audita  missa  fece  collatione  et  caualco  in  casteUo 
preter  opinionem  medicorum  perche  la  cicatrice  ancbora  non  era  salda.  Vi- 
sito lo  S.  Re  et  la  S.  Regina  et  interuenne  a  la  festa  de  bisbal  che  quello  jor- 
no  prese  per  sua  consorte  Caterina  creata  de  la  S.  Regina  et  Ma  del  quon- 
dam Barone  de  la  Torella:  et  interuenne  a  la  festa  del  figlio  del  quondam 


385  M.*  ecce  LXXXX.*  NOVBMBKB 

conte  de  altauilla  che  piglio  la  figlia  de  messer  Sancio  de  herua  et  fureno 
facte  in  castello  nono.  Et  eis  perfectis  et  expeditis  non  nullis  sua  L  S.  se  ne 
ritorno  in  castello  capuano  bora  prima  noctis:  2.^  cenauit  et  v.  lectulum  in- 
gressus  est.  Quello  jorao  prese  licentia  dal  S.  Re  et  li  baso  la  mano  percbe 
sua  maestà  volea  partire  per  puglia:  et  sua  I.  S.  voleua  sanarse  de  la  sua  ci- 
catrice et  quam  primum  caualcare  in  puglia  apresso  de  dieta  Maestà. 

Die  XV.  Nouembris  in  napoli. 

Sua  solita  bora  surrexit  et  audita  missa  ascese  a  lo  suo  jardino:  la  ex- 
pedio  faccende  per  totum  diem:  et  eo  die  discessit  Réx  per  Àpuleam.  Hora 
2.^  cenauit  et  v.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xvj.  Nouembris  in  napoli. 

Hora  xiiii.  surrexit  et  audita  missa  ascese  a  la  Ducbescba:  la  fece  colla- 
tione  et  per  totum  diem  expedio  faccende  con  lo  imbasciatore  del  Re  de  fran- 
cia  et  cum  alìjs  ytaliè  legatis.  Hora  2.^  pulsata  ceham  sumpsit  et  \j.  lectulum 
ingressus  est. 

Die  xvij.  Nouembris  in  napoli. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  audita  missa  ascese  a  basso  a  la  Ducbescba 
et  delibero  andare  al  Poggio  et  la  fare  coUatione  con  lo  imbasciatore  del  Re 
di  Francia.  Et  caualco  et  andò  al  dicto  Poggio  et  la  mangio  per  vna  uolta  et 
conuito  lo  dicto  imbasciatore  et  fu  accarezato  ipso  cum  tucti  li  soi.  Mostro 
tucta  quella  fabrica  al  dicto  imbasciatore  et  reuersus  aliquantulum  dormiuit: 
et  post  paulo  expedio  alcbune  facciende  et  comando  cbe  tucta  sua  casa  fusse 
in  ordine  per  Puglia  lo  lunedi  sequente  a  li  xxij.  del  dicto  mese.  Hora  vij. 
lectulum  ingressus  est. 


49 


NOVEMBRE  M.«  COCC  LziIX.*"  386 

Die  xviij.  Nouembris  in  napoli. 

Egressus  est  leclulum  erumpente  sole:  el  audita  missa  et  facta  collatione 
a  la  Duchescha  caualco  et  andò  in  castello  nono:  duxe  queUo  jorno  la  Regina 
al  Poggio  a  piacere  et  la  facta  fu  una  regale  collatione  a  lo  jardino  dicto  de 
Raymo.  Reuersus  accompagno  dieta  Regina:  et  presa  Ucentia  liora  circiter 
prima  se  ne  uenne  in  castello  capuano.  Geno  hora  iij.  et  vj.  lectulum  in- 
gressus  est. 

Die  xviiij.  Nouembris  in  napoli. 

Postquam  surreierat  e  lectulo  statim  audiuit  missam  et  non  exiuit  do- 
mum  eo  die  propter  tempus  indispositum.  Multa  expediuit  et  mangio  per 
vna  volta  hora  xxiiij.  et  post  paulo  comando  che  fussero  expedite  alchune 
cose  per  la  partita  de  puglia:  et  hora  iiij.  lectulum  petijt.  Eo  die  ce  fu  nona 
che  lo  magnifico  Messer  Andrea  de  gennaro  era  arriuato  a  Manfredonia  che 
veniua  de  vngaria. 

Die  XX.  Nouembris  in  Napoli. 

Hore  xiiij.  surrexit  et  audita  missa  et  facta  collatione  et  expeditis  non 
nullis  caualco  et  andò  in  castello  nono.  Expedio  molte  facciende  con  messer 
Julio  et  post  paulo  visito  la  S.  Regina:  et  reuersus  hora  xxiiij.  quam  primum 
negocijs  implicitus  iij.  hora  cenam  sumpsit  etvj.  lectulum  ingressus  est.  Or* 
dio  eo  sero  che  fusse  mandata  vna  carrecta  al  Magnifico  Messer  Andrea  de 
gennaro  che  già  era  arriuato  in  Puglia  el  veniua  indisposto  cum  vna  quar- 
tana: che  era  stato  m  vngaria  per  imbasciatore  del  S.  Re  per  alchuni  mesi. 

Die  xxj.  Nouembris  in  napoli. 

Quindecima  hora  egressus  est  lectulum  et  audita  missa  fecit  collationem 
et  decreuit  non  exire  domum  quia  tempus  erat  preparatum  ad  pluuiam:  et 


387  M/  ecce  LXXXX.^  KOYEMBRE 

eo  die  expediuit  plura  necessaria  in  la  camera  de  la  torrecta  de  lo  Passadore 
che  fa  de  la  Duchessa.  Et  hora  xxiiij.  ascese  a  sue  camere  et  2.^  bora  cena- 
uit  et  V.  lectulum  ingressus  est.  Et  die  xxij.  idem  fecit  et  negocia  expediuit 
in  €!odem  loco. 

Die  xxiij.  Nouembris  in  napoli. 

Satis  bona  hora  surrexit  et  audita  missa  et  facta  coUatione  se  pose  in 
facciende  et  vide  caualli.  Eo  die  fu  visitato  da  la  S.  Regina:  ceno  a  due  bore 
de  nocte:  \j.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xxiiij.  Nouembris  in  napoli. 
Hora  xiiij.  lectulum  egressus  est  et  audita  missa  descese  al  suo  jardi- 

m 

no  :  la  fece  collatione  et  per  totum  diem  negocia  expediuit.  Et  andò  in  sancto 
Petro  ad  Ara  a  lì  vespri:  et  hora  iij.  cenauit  et  vj.  lectulum  petijt. 

Die  XXV.  Nouembris  in  napoli. 

Erumpente  sole  experectus  est  et  post  paulo  surrexit  et  expeditis  non 
nullis  caualco  et  andò  a  trouare  la  S.  Regina  in  castello  nono  et  con  quella 
fu  a  sancto  petro  a  mayella  che  la  se  facea  la  festa  de  sancta  Caterina:  et  au- 
dita missa  fureno  in  casa  del  magnifico  Cesare  buzuto  al  baptismo  del  figlio 
che  bauea  iUis  diebus  haute  vna  figlia:  et  accompagnato  la  prefata  S.  Regina 
se  ne  uenne  in  castello  et  medicato  et  leuato  lo  stoyello  de  la  ferita  sua  che 
già  era  sana  cenauit  hora  2.^  et  v.  lectulum  ingressus  est.  Et  fu  comandato  a 
tucta  la  casa  che  fusse  in  ordine  che  lo  di  sequente  volea  partire  per  puglia. 

Die  xxvj.  Nouembris  in  noia. 

Surrexit  bona  hora  et  audita  missa  caualco  et  andò  a  dare  audientia  in 
castello  nono  a  la  ciptadella  et  li  fece  collatione:  et  visitata  la  S.  Regina  post 
paulo  caualco  et  venne  ad  alloggiare  quella  sera  a  Nola. 


NOTSMBRE 


M.^  ecce  Lzxxz.^ 


388 


Die  xxvij.  Nouembris  in  la  tripalda. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  audita  missa  caualco  et  per  la  via  fece  colla- 
tione:  et  voleua  quella  sera  andare  ad  alloggiare  a  Serpi  cbe  la  era  stato  con- 
ttitato  da  francesco  Galeocto.  Et  per  bauere  trouato  per  la  via  gran  vento  mu- 
tauit  mentem  et  venne  ad  alloggiare  a  la  Tripada  et  ordino  cbe  tucti  li  offi- 
ciali cbe  già  erano  a  Serpi  ritornassero.  Arriuato  dormio  et  bora  iiij.  cenauit: 
vij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xxviij.  Nouembris  in  la  grocta. 

Non  orto  adbuc  sole  et  audita  missa  caualco  et  delibero  andare  ad  al- 
loggiare a  la  grocta  menalda:  et  per  la  via  fece  collatione  et  arriuato  dormi- 
uit  et  bora  iij.  cenauit  et  yj.  lectulum  petijt. 

Die  xxviiij.  eiusdem  in  Monte  leone. 

Caualco  a  bona  bora  et  partito  da  la  grocta  andò  a  monte  leone  et  la 
mangio  per  vna  uolta  cbe  degiuno  la  vigilia  de  sancto  Andrea. 

Die  vltimo  Nouembris  in  Troya. 

Partito  da  Montelione  audita  prius  missa  et  facta  collatione  fu  a  cauallo: 
et  fu  vno  grande  freddo  per  quella  via.  Fu  visitato  da  li  bomini  de  bouino  et 
da  alcbuni  altri  populi  et  per  tucto  non  se  gridaua  altro  cbe  Ducba  Ducba. 
Se  ne  uenne  a  troya  passo  lo  fiume  cbiamato  Geruara  et  arriuato  a  la  cipta 
fu  molto  bonorato  et  de  sua  venuta  ne  fu  facto  grande  festa.  Et  quella  sera 
delibero  lo  di  sequente  andare  a  trouare  lo  S.  Re  a  foggia  et  lassare  vna  parte 
de  soi  caualli:  cbe  ne  portaua  solo  de  li  soi  cento  et  trenta.  Et  cosi  fece. 


DECEUBBE 


Die  primo  Decembris  in  foggia. 
Orto  iam  sole  surrexit  et  audita  sua  missa  fu  a  cauallo:  et  per  la  via  fece 


389  M.^  ecce  LXXZX.^  DECEMBRB 

caccia  de  lepori  et  fece  coliatione.  Lasso  tucti  lì  soi  jentili  homini  con  loro 
caualli  a  Troya  et  vna  parte  de  li  soi  perche  non  posseano  alloggiare  a  Fog- 
gia doue  stana  alloggiato  lo  S.  Re:  et  arriuato  a  xxj.  bore  se  riposo  alquanto 
et  expecto  che  venisse  lo  S.  Re  che  era  a  caccia  et  arriuato  lo  visito  et  de- 
moro cum  sua  maestà  fino  a  due  hore  de  nocte:  et  ritornato  in  sua  stanza 
cenauit  et  hora  v.  lectulum  ingressus  est. 

Die  2.^  Decembris  in  foggia. 

Àudita  sua  missa  et  facta  coliatione  andò  a  trouare  lo  S.  Re  et  quello 
jomo  fu  a  caccia  cum  sua  maestate:  et  quello  jomo  amazoro  opto  porci  grossi 
et  vna  volpe  et  per  la  via  feceno  caccia  de  lepri  ritornando  et  ne  amazoro  as- 
sai et  cum  gran  piacere  loro.  Ritornerò  cum  acqua  hora  xxìiij.  pulsata. 

Die  iij.  Decembris  in  foggia. 

Bona  hora  surrexit  et  audita  missa  andò  a  la  stanza  del  S.  Re  et  la  fece 
facciende  cum  sua  maestà.  Et  quello  'jomo  non  andoro  a  caccia  perche  fu 
mal  tempo.  Cenauit  hora  ij.  noctis  et  post  cenam  ritomo  al  S.  Re  et  la  di- 
moro fino  a  le  vj.  hore  et  reuersus  lectulum  ingressus  est. 

Die  iiij.  Decembris  in  foggia. 

Surrexit  hora  xv.  et  audita  missa  andò  al  S.  Re  et  post  paulo  caualco  a 
caccia  con  sua  maestà:  et  quello  jomo  presero  ben  xiij.  lepori  et  amazoro 
certe  volpi.  Et  reuersus  hora  xxiiij.  se  poseno  in  facciende:  bora  2^  cenauit  ? 

et  V.  lectulum  ingressus  est. 

Die  V.  Decembris  in  foggia. 

Hora  XV.  surrexit  et  audita  missa  andò  al  S.  Re.  La  fece  coliatione  et 
voleano  andare  a  caccia  ma  vedendo  lo  tempo  indisposto  che  fu  gran  vento 
se  riposero  et  tucto  quello  jomo  stetteno  in  casa:  videno  caualli  da  la  fene- 
stra.  Cenauit  bora  2.^  vj.^  lectulum  ingressus  est. 


DECEUBRE  M.®  cccc  Lxxxx.^  3go 

m 

Die  vj.  Decembris  in  foggia. 

Summo  mane  lectulum  egressus  est  et  vestendose  audio  missa  et  subito 
fu  a  cauallo  che  già  lo  S.  Re  hauea  mangiato:  che  mangio  a  liij.  bore  per  an- 
dare a  caccia.  Et  partirò  et  f eceno  caccia  de  volpi  et  lepori:  et  ne  presero  fi* 
no  in  XY.  et  volpi  xij.  secondo  lo  judicio  de  quelli  che  haueano  cura  de  la 
caccia.  Tornerò  hora  circiter  prima  et  cenauit  hora  2.^  et  sumpta  cena  post 
paulo  lectulum  ingressus  est. 

Die  vij.  eiusdem  in  foggia. 

Satis  bona  hora  surrexit  et  audita  missa  andò  a  trouare  lo  S.  Re.  Trono 
facea  coUatione  et  la  mangio  tre  oua  et  quam  primum  fu  a  cauallo  et  andò 
a  caccia  con  lo  prefato  S.  Re  et  loro  caccia  fu  a  volpi  et  a  lepori  ut  supra  et 
quello  jomo  fra  lepori  et  volpi  ne  amazoro  circiter  xx.^*  Et  hora  prima  reuer- 
sus  post  paulo  cenauit:  et  sumpta  cena  andò  in  corte  et  hora  vj.  Yediens  et 
aliquantulum  cum  suis  Curìalibus  allocutus  hora  vij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  viij.  Decembris  in  foggia. 

Hora  XV.  egressus  lectulum  missam  suam  audiuit  et  facta  coUatione  adi- 
uit  Curiam  regìam.  Et  post  paulo  caualco  con  lo  S.  Re  a  caccia  de  lepori  et 
volpi.  Et  reuersus  cenauit  et  lectulum  ingressus  est  solita  hora. 

Die  viiij.  Decembris  in  foggia. 

Summo  mane  audita  sua  missa  fu  a  cauallo  et  andò  con  lo  S.  Re  a  la 
Incoronata.  La  quello  jomo  feceno  vna  bella  caccia  de  porci  et  ne  furono 
morti  fino  in  xxvj.  et  certi  cervi.  Et  se  li  animali  vsciano  fora  del  boscho 
certe  secundum  opinionem  venatorum  se  saria  facta  grande  occisione  de  a- 
nimali  :  ma  li  porci  se  lassauano  amazare  intro  lo  boscho  et  non  vscio  fora 
altro  che  tre  scrofe.  Reuersus  prima  hora  noctis  se  pose  a  dormire  et  post 
paulo  cenauit  et  lectulum  ingressus  est  hora  vij. 


39^  M.^  ecce  Lzxxx.^  koysmbbe 

Die  X,  eiusdem  in  foggia. 

Hora  XV.  egressus  est  lectulum  et  audita  mìssa  fece  coUatione  et  andò 
in  corte  del  S:  Re  et  con  sua  maestà  fu  a  caccia  de  lepori:  et  hora  xxìj.  re* 
uersus  se  pose  in  facciende:  et  (piella  sera  cerco  licentia  al  S.  Re  et  delibero 
caualcare  fino  a  Manfredonia  per  vedere  quella  fabrica  se  era  facla  per  sua 
ordinatione:  facta  quando  ce  caualco  annis  superioribus.  Et  cosi  spartio  sua 
casa  et  ordino  che  sui  paggi  andassero  in  la  partita  facea  lo  S.  Re  da  foggia 
a  la  Cerìgnola  et  U  altri  sol  Gortesani  ad  Ascoli.  Et  cenauit  hora  2.^  et  vj. 
lectulum  ingressus  est. 

Die  xj.  Decembris  in  Manfredonia. 

Satis  bona  hora  surrexit  et  audita  missa  et  expeditis  non  nullis  fu  a  ca- 
uallo  con  lo  S.  Re  lo  quale  andana  a  caccia  et  lo  accompagno:  et  habita  po- 
stea  licentia  vt  moris  sui  erat  :  che  mai  facea  alchuna  cosa  absque  consensu 
paterno:  tiro  per  la  vìa  de  manfredonia  et  la  andò  ad  alloggiare  quella  sera: 
et  non  partio  lo  di  sequente:  spaccio  molte  facciende  et  caualco  a  sancto 
Angelo  et  prese  la  perdonanza  come  denoto  Signore  de  quello.  Fece  com- 
prare a  tucta  sua  casa  Sancto  Angelo:  che  fureho  fino  in  ce.  et  più:  alloggio 
in  Castello  quelli  dui  jomi:  et  prouide  a  molte  cose  necessarie  et  a  quelle 
fabriche.  De  sua  andata  la  quelli  populi  molto  ne  resterò  contenti. 

Die  xiij,  Decembris  in  la  Cerignola. 

« 

Bona  hora  surrexit  et  audita  missa  et  expeditis  non  nullis  fu  a  cauallo 
et  se  partio  da  Manfredonia.  Et  se  ne  uenne  a  trouare  lo  S.  Re  che  se  ne  an- 
dana cacciando  per  la  pianura  de  la  Cirignola  et  con  sua  maestà  se  ne  uen- 
ne quella  sera  in  la  Cerignola.  Scaualcato  et  mutato  se  conferio  in  corte  et 
spaccio  facciende  con  lo  S.  Re  fino  in  tre  bore  de  nocte.  Reuersus  a  sua  ha- 
bitatione:  che  alloggiaua  in  casa  de  lo  Arciprete:  cenauit  et  hora  vij.  lectu- 
lum ingressus  est. 


DEGEHBBB  M.^  CCCC  LzzXZ.^  »  392 

Die  xiiij.  Decembris  in  la  Cerignola. 

Orto  sole  surrexit  et  audita  missa  quam  primum  fa  a  cauallo  et  andò  ìq 
corte:  et  post  paulo  caualco  con  lo  S.  Re  che  andana  a  caccia  de  lepori  et  a 
volare.  Lo  accompagno  circa  tre  miglia  et  prese  licentia  da  sua  maestà.  Se 
ne  venne  a  la  terra  de  mandato  Regio  et  tucto  quello  jomo  spaccio  fatcien- 
de  a  compiacimento  de  quello  popolo.  Et  bora  ixj.  mangio  per  vna  uolta  et 
bora  tarda  ritorno  in  corte  et  fece  facciende  con  lo  S.  Re  che  già  era  tornato 
da  sua  caccia  et  hauea  amazato  xij.  lepori.  Reuersus  bora  v.  post  paulo  le- 
ctulum  ingressus  est. 

Die  XV.  Decembris  in  la  Cirignola. 

Bona  bora  surrexit  et  audìta  missa  fu  in  corte  et  post  paulo  caualco  a 
caccia  de  lepori  con  lo  S.  Re:  et  reuersus  fuit  bora  xxij.  et  posuit  se  in  nego- 
cijs.  Cenauit  bora  prima  et  iiij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xvj.  eiusdem  in  la  Cirignola. 

Satis  bona  bora  experectus  est  et  audiuit  missam:  et  expeditis  non  nul* 
lìs  collationem  fecit  et  caualco  in  corte  et  fu  a  caccia  de  volpi  con  lo  S.  Re: 
et  feceno  vna  bella  caccia.  Reuersus  se  muto  et  andò  in  corte  a  donare  al 
S.  Re  due  girifalchi  che  erano  venuti  da  Milano.  Et  post  paulo  cenauit  et 
dormiuit. 

Die  xvij,  Decembris  in  la  Cirignola. 

Ante  lucem  surrexit  e  lectulo  et  caualco  vna  con  lo  magnifico  Messer 
Marino  brancazo  ad  preparare  certe  caccie  a  la  Torre  de  la  Manna  doue  ca- 
ualco lo  S.  Re  iam  orto  sole:  et  la  fece  caccia  a  porci  dayni  cerai  et  lepori  et 
volauit.  Tornerò  quella  sera  a  nocte:  la  presa  de  li  animaU  fu  mediocre.  Sua 
I.  S.  cenauit  et  v.  bora  lectulum  ingressus  est  et  fu  deliberato  lo  di  sequente 
partire  et  andare  a  la  Massaria  del  I.  S.  Principe  Don  federico. 


393  M.^*  ecce  Lxxzx.''  becembre 

Die  xviij.  eiusdem  in  la  Massaria. 

Postquam  surrexerat  audiuit  missam  et  ordino  che  tucti  soi  Paggi  con 
la  casa  andassero  ad  alloggiare  ad  Anello  tanto  che  lo  S.  Re  partisse  da  la 
Massaria  del  Principe  vicina  ad  Anello  miglia  quactro:  doue  quello  jorno  an- 
dò ad  alloggiare  molto  leggeri.  Lasso  sua  maestà  soi  Paggi  a  la  Cirìgnola 
con  ordine  che  come  partiua  da  la  Massaria  hauessero  a  seguitare  quella. 
Lo  L  S.  alloggio  a  la  Massaria  appresso  lo  S.  I(e  solo  con  li  soi  camereri  et 
ritrecto.  Quello  jorno  fureno  a  caccia  et  a  volare  et  per  lo  jorno  sequente  fu 
preparata  vna  bella  caccia  a  la  dieta  Massaria  la  intomo:  et  lo  L  S.  Don  fe- 
derico fece  spesa  a  tucto  homo  et  molto  lautamente. 

Die  xviiij.  eiusdem  in  la  Massaria. 

Bona  hora  surrexit  et  audita  missa  et  facta  collatione  fu  a  caccia  con 
lo  S.  Re  et  quello  jorno  fureno  pigliati  porci  xviij.  et  tre  ceruj  et  altre  bestie 
et  volarono:  et  lo  simile  feceno  fino  a  li  xxij.  del  dicto  et  ogni  jorno  piglioro 
circa  porci  xx.  lo  manche  xviij.  Et  die  xxiij.  partirò  dà  la  Massaria  et  andoro 
ad  alloggiare  a  Canosa  et  tucta  la  casa  a  Monormino  :  et  lo  di  sequente  che 
furono  li  xxiiij.  lo  S.  Re  lo  S.  Duca  con  tucti  loro  cortesani.  Et  quello  jorno 
che  sua  maestà  andò  ad  alloggiare  a  Canosa  veniua  lo  imbasciatore  del  tur-  . 
co  et  andò  ad  alloggiare  a  monormino  et  lo  L  S.  Don  federico  alloggio  la 
per  farli  honore.  Et  andò  a  visitare  lo  S.  Re  ad  andria. 

Die  xxiiij.  Decembris  in  andria. 

Sua  L  S.  bona  hora  caualco  con  lo  S.  Re  et  per  via  caccioro  et  vennero 
in  Andria  hora  xxj.  Fu  facto  gran  festa  et  triumpho  et  dal  L  S.  Don  federico 
facta  spesa  a  tucto  homo  lautamente.  Cenauit  hora  xxiij.  et  poi  fu  in  corte  et 
dormitum  iuit  hora  vij. 


b*> 


DEGEHBRS  M.^  CCCC  LXXZZ."*  394 

Die  XXV,  Decembris  in  andria. 

Hora  xij.  fu  in  corte  del  S.  Re  et  audio  le  messe  ordinarie:  eo  die  erat 
dies  pascatis  :  et  auditis  missis  fece  collatione  et  postea  dormiuìt:  et  reliquum 
diei  fu  in  corte  et  audio  li  vespri  et  lo  offitio  sempre  con  lo  S.  Re.  Cenauit 
hora  iij.  et  vij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xxvj.  eiusdem  in  andria. 

Surrexit  bona  hora  et  audiuit  missam  et  fece  collatione  et  fu  in  corte  et 

audio  la  missa  cantata  con  lo  S.  Re  a  lo  episcopato  :  et  spaccio  facciende  con 

lo  imbasciatore  del  Turco  che  quello  jomo  hauea  haute  audientia  dal  S.  Re 

^  al  quale  presento  certi  cani  seta  et  ciambellocto.  Sua  I.  S.  non  manchaua 

mai  da  facciende.  Hora  iij.  cenauit  et  vij.  lectulum  petijt. 

Die  xxvij.  Decembris  in  andria. 

Surrexit  bona  hora  et  audita  missa  fu  in  corte  et  la  fece  collatione  et 
caualco  con  lo  S.  Re  a  caccia:  che  volerò  quello  jomo  et  tucti Signori  et im- 
basciatori  accompagnerò  sua  maestà.  Lo  I.  S.  Duca  fece  caualcare  xx.  cor- 
seri  de  li  soi  et  da  fora  de  la  porta  li  fece  correre  che  parue  cosa  miranda  a 
lo  imbasciatore  del  turco  et  a  li  altri  che  se  trouoro  in  dieta  caualcata.  Ri- 
tornato se  trono  a  U  vespri  cantati  del  S.  Re  et  fece  facciende:  et  cenauit  hora 
iij.  con  lo  I.  S.  Don  federico  et  ritorno  a  sua  stanza  hora  vij.  et  statim  lectu- 
lum ingressus  est; 

Die  xxviij.  eiusdem  in  andria. 

Satis  bona  hora  egressus  est  lectulum  et  audita  missa  caualco  con  lo 
S.  Re  a  caccia:  che  andò  a  uolare:  et  quam  primum  reuersus  est  propter  ven- 
tum  che  impedio  la  caccia:  et  audio  la  missa  cantata  con  lo  S.  Re  et  tucto 
quello  jomo  expedio  facciende.  Cenauit  hora  2.^  et  ritomo  in  corte  et  hora 
vij.  lectulum  petijt. 


395 


M.^  ecce  Lzxxx. 


DEGEHBBE 


Die  xxviiij.  Decembris  in  andria. 

Bora  XV.  surrexit  et  audita  missa  caualco  con  lo  S,  Re.  Et  reuersus  dor- 
miuit  aliquantulum  et  bora  xxj.  comedit  per  vna  uolta  et  multa  expediuit  et 
caualco  in  corte:  et  bora  vj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  penultimo  eiusdem  in  andria. 

Delibero  quello  jomo  non  andare  a  caccia  con  lo  S.  Re:  et  postquam 
surrexerat  audiuit  missam  et  andò  in  corte  et  la  fece  coUatione:  et  caualcato 
cbe  fu  lo  S.  Re  a  caccia^reuersus  est  et  donniuit:  et  experectus  fuit  in  ne- 
gocijs:  et  illis  expeditis  caualco  et  andò  a  sancta  Maria  vetere  cbe  stana  fora 
de  Andria  de  ordine  de  sancto  francesco  obseruantino  a  la  completa.  Et  ri- 
tornato  fu  con  lo  S.  Re  in  facciende  fino  a  due  bore  de  nocte.  Et  venit  et 
cenauit  et  sumpta  cena  reuersus  est  iterum  in  curia.  Et  bora  yj.  lectulum  in- 
gressus est. 

Die  vltimo  Decembris  in  Andria. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  caualco  con  lo  S.  Re  a  caccia:  et  re- 
uersus se  pose  in  facciende  con  lo  prefato  S.  Re  et  fu  a  U  vèspri  cantati  a  lo 
episcopato  con  sua  maestà.  Et  eo  sero  cenauit  et  comedit  semel:  nam  sobrie 
vitam  suam  ducebat.  Bora  vj.  lectulum  ingressus  est. 


396 


GENMABO 


M.°  ecce  Lxxxxj. 


Die  primo  Januarij  in  andria. 

Eo  die  bona  bora  surrexit  et  audita  missa  fece  collatione  et  fu  iu  corte  : 
et  auditis  vesperis  reuersus  est  et  facti  alcbuni  remedij  per  lo  catarro  quo  pa- 
tiebatur  aliquantulum  expedio  molte  facciende:  et  bora  xxiij.  cenauit  et  leui- 
ter  percbe  se  gouernaua  secuudum  consilium  medicorum.Horayij.  lectulum 
ingressus  est. 

Die  2.^  Januarij  in  Canosa. 

Bona  bora  surrexit  et  audita  missa  et  facta  collatione  caualco:  et  babita 
licentia  dal  S.  Re  andò  innanzi  a  Canosa  et  la  alloggio  quella  sera:  et  tucta 
sua  casa  con  li  caualli  alloggio  a  monorvino. 

Die  3.^  Januarij  in  venosa. 

Àudita  sua  missa  caualco  et  venne  alloggiare  a  venosa  percbe  volea 
purgarse.  Interim  cbe  lo  S.  Re  stana  alla  Massaria  del  Principe:  cbe  la  andò 
ad  alloggiare  quella  sera  per  alcbuni  di  per  cacciare:  arriuo  a  bore  xxij.  et 
quieuit  et  bora  2,*  cenauit  et  v.  lectulum  ingressus  est. 

Die  4.^  Januarij  in  venosa. 

Sua  I.  S.  delibero  pigliare  la  medicina  et  bora  xv.  la  prese  et  bora 
XX.  mangio  per  vna  uolta  bene  purgato  et  se  riposo:  et  vj.  lectulum  ingres- 
sus est. 


397  ^'"^  ^^^<^  LXZXXJ.""  GENNARO 

Die  V.  Januarij  in  venosa. 

Sua  I.  S.  audio  sua  missa  et  fece  coUatione  et  demoro  in  casa  fino  che 
lo  S.  Re  veniua  :  che  se  expectaua  che  volea  fare  la  festa  de  li  tre  magi  io  ve- 
nosa :  et  hauenno  noua  che  sua  maestà  veniua  caualco  et  lo  bando  a  scon- 
trare et  fu  a  li  vespri  solempni  in  sancto  Domenico.  Quello  jomo  fu  uno  male 
temporale  de  neue.  Ritornato  hora  vij.  in  sua  habitatione:  che  ceno  con  lo 
prefato  S.  Re:  lectulum  ìngressus  est. 

Die  vj.  eiusdem  in  venosa, 

Satis  bona  hora  surrexit  et  àudita  missa  andò  in  corte:  fu  a  la  missa 
cantata  con  lo  S.  Re  et  reuersus  fece  coUatione  et  expedio  facciende.  Illìs 
diebus  furono  grande  gelate  et  neue.  Quella  sera  fu  conuitato  dal  S.  Re:  et 
reuersus  hora  tarda  lectulum  ingressus  est. 

Die  vij.  eiusdem  in  venosa. 

Postquam  surrexerat  andò  in  corte  et  expedio  facciende  et  expecto  che 
lo  S.  Re  caualcasse:  che  quello  jomo  andò  ad  alloggiare  alla  Massaria.  Ac- 
compagno sua  maestà  alquanto  et  reuersus  mutao  stanza  et  venne  ad  allog- 
giare doue  alloggio  lo  S.  Re:  et  statim  mangio  per  vna  uolta  et  queiuit.Hora 
vj.  lectulum  ingressus  est:  et  ordino  che  fusse  data  la  prestanza  a  la  gente  de 
arme  de  sua  casa. 

Die  viij.  Januarij  in  venosa. 

Eo  die  bona  hora  surrexit  et  àudita  missa  sua  solita  fece  coUatione  et 
statim  se  pose  in  facciende  per  totum  illum  diem.  Hora  ij.  noctis  cenauit  et 
vj.  lectulum  ingressus  est:  et  non  exiuit  domum  eo  die  propter  niues  et  fri- 
gus:  eo  maxime  che  sua  I.  S.  era  oppressa  da  certo  catarro. 


OBNNAHO  M.®  ecce  LXXXXJ.®  398 

Die  viiij.  Januarij  in  venosa. 

Non  est  egressus  domam  eo  die  nec  alijs  sequentibus  propter  raucam 
vocem  qua  oppressus  erat.  Audita  sua  missa  et  facta  coUatione  facea  facciende 
a  quibus  vnquam  cessabat.  Die  xj.  audita  sua  missa  et  facta  collatione  caualco 
et  Tide  sci  caualii  et  anco  a  sancta  Maria  da  fora  de  venosa  loco  de  frati  ob- 
seruantini  de  sancto  francesco.  Li  audio  li  vespri  et  demoro  con  quelli  sancti 
frati  per  spatium  bore  in  loro  consolatione.  Et  mangio  per  vna  udita  lo  di 
sequente  che  fureno  li  dodici  del  presente:  et  non  exiuit  domum:  et  delibero 
prendere  medicina  lo  jouedi  mactina  che  fureno  li  xiij. 

Die  xiij.  Januarij  in  venosa. 

Sua  I.  S.  audita  sua  missa  prese  certe  pillole  et  postea  medicinam:  qua 
bene  purgatus  bora  xxj.  mangio  per  vna  uolta  et  passo  meglio  del  catarro 
tenea:  et  bora  vij.  lectulum  ingressus  est.  lUis  diebus  apparue  la  Cometa  et 
era  fama  da  alchuni  Astrologi  che  era  apparsa  per  lo  Papa  qui  tunc  graua- 
batur  quartana.  Et  fureno  tante  neue  cbe  in  puglia  morirono  molte  pecore: 
et  accidit  che  a  Trani  morìreno  ad  vno  tucte  et  ille  ductus  desperatione  se 
amazo.  ■ 

Die  xiiij.  Januarij  in  venosa. 

Satis  bona  hora  surrexit  et  audita  missa  parum  fecit  collationem:  che  se 
gouemaua  propter  tussim  cum  maxima  prudentia.  Et  quello  jomo  delibero 
partire  lo  di  sequente  et  mandare  la  fila  ad  Ascoli  et  sua  I.  S.  caualcare  a  la 
Massaria  et  trouare  lo  S.  Re:  che  se  dicea  che  sua  maestà  lo  voleua  mandare 
a  napoli  9r  visitare  la  S.  Regina  che  stana  indisposta. 

Die  XV.  Januarij  in  la  massaria, 
Hora  XV.  surrexit  et  fece  mandare  la  sua  fila  cum  tucti  de  casa  ad 


399  ^^-^  ^^^^  LXZXXJ.''  GENNARO 

Ascoli  et  saa  I.  S.  andò  a  trouare  lo  S.  Re  a  la  massarìa  et  la  firmo  lo  di  se* 
quente. 

Die  xvij.  Januarij  in  Ascoli.  * 

Sua  I.  S.  partio  dal  S.  Re  che  staua  a  la  massaria:  et  audita  sua  missa  et 
facta  param  coUatione  presa  licentia  da  sua  maestà  caualco  et  passo  lo  ofanto 
a  guazzo  et  venne  ad  alloggiare  quella  sera  in  ascoli:  arriuo  a  xxj.  bore  et 
statim  vide  certi  stalloni  che  hauea  mandati  a  sua  I.  S.  lo  S.  Principe  de  ca- 
pua:  et  postea  cenauit  et  bora  vj.  lectulum  ingressus  est. 

Die  xviij.  Januarij  in  acquavia. 

Partio  sua  I.  S.  da  Ascoli  quella  mactina  audita  sua  missa  et  andò  ad 
alloggiare  in  acquavia.  Et  sua  casa  con  li  cauaUi  grossi  andoro  in  monte 


leone. 


Die  xviiij.  Januarij  in  le  grocte. 


Quella  nocte  fu  vno  male  temporale  de  acqua  neue  et  vento:  tamen  bona 
bora  surrexit  et  audita  missa  partio  da  acquavia  et  venne  ad  alloggiare  cum 
tucta  sua  casa  a  le  grocte:  et  quello  jomo  fu  tam  grande  furia  de  vento 
cum  grandine  che  ne  portaua  caualli  et  homini  et  soi  paggij  se  trouoreno  a 
gran  pericolo.  Tandem  sua  I.  S.  cum  omnibus  se  conduxe  a  le  diete  grocte 
incolumis:  et  la  alloggio  quella  sera:  et  per  hauere  uisto  tal  tempo  delibero 
non  partire  lo  di  sequente.  Fu  assai  accarezato  da  quello  Signore  et  fece  co- 
mandare che  nullo  partisse  senza  ordinatione. 

Die  XX.  Januarij  in  Montefusculi. 

Vedendo  sua  L  S.  la  mactina  lo  soie  da  fora  parue  assai  lo  tempo  bone: 
et  cosi  comando  al  suo  Camberlingho  facesse  sonare  la  tromba  che  volea 
omnino  partire  benché  hauesse  deliberato  lo  di  passato  stare  fermo.  Tucto 


OBRNABO  M.^  ecce  Lxxxxj.^  40O 

homo  fu  in  ordine  et  partisse  con  grande  neue  et  per  quactro  miglia  fu  vno 
entrano  tempo  :  postea  sedato  aliquantulum  se  ne  andò  ad  alloggiare  a  mon- 
tefusculi  et  sua  casa  a  Prata.  La  fu  receputo  honoriflce  et  de  bona  voglia. 

Die  xxj.  Januarij  in  monteforte. 

Satis  bona  bora  surrexit  et  audita  sua  missa  partio  da  montefusculi  et 
venne  ad  alloggiare  a  monteforte  et  sol  caualli  con  la  casa  a  Bayano  casale 
de  noia. 

Die  xxij.  Januarij  in  napoli. 

Da  Monteforte  partio  sua  I.  S.  et  sua  casa  da  Bayano  et  quella  sera  venne 
in  napoli  et  quam  primum  fu  visitato  da  la  S.  Regina.  Audito  hoc  che  sua 
Reginale  maestà  veniua  descese  sue  scale  et  la  venne  a  scontrare  fino  a  la 
porta  del  castello  de  capuana  :  et  insembre  portatola  per  lo  braccio  demororo 
in  castello  per  spatium  bore.  Et  partita  lo  prefato  I.  S.  attese  a  fare  li  soliti 
remedij  per  lo  catarro:  et  postea  cenam  sumpsit  et  leuiter:  bora  vj.  lectulum 
ingressus  est. 

Die  xxiij.  Januarij  in  napoli. 

Postquam  surrexeràt  audiuit  missam  et  fecit  coUationem  et  caualco  in 
castello  et  fuit  cum  Regina  :  bora  xxij  reuersus  est.  Quello  jomo  fu  facta  la  fe- 
sta de  la  figlia  del  Conte  de  muro  con  Messer  Joannantonio  poderico  Teso- 
riere del  I.  S.  Duca  de  Calabria.  Cenauit  2.*^  bora  noctis:  vij.  lectulum  ingres- 
sus est. 

Die  xxiiij.  Januarij  in  napoli. 

Non  fuit  egressus  domum  eo  die  che  se  curaua  lo  suo  catarro.  Mangio 
per  vna  uolta  bora  xviij.  et  bora  v.  fece  collatione  et  post  paulo  lectulum 
petyt. 


401  M.^  ecce  Lxxxxj.^^ 

Die  XXV.  Januarij  in  napoli. 

Bora  xiiij.  surrexit  et  audita  missa  expedinit  multa.  Bora  xyìj.  comedit 
et  postea  foit  in  negocijs.  Fu  visitato  da  la  S.  Regina  liora  xxj.  et  qoam  prì- 
mum  fa  preparata  coUatione  per  la  infante:  et  post  dìscessum  Regine  itenim 
posnit  se  in  negocijs  ut  moris  sui  erat  qui  nunquam  ocio  marcebat.  Bora  v. 
coUationem  fecit  leuiter  quia  se  multum  regebat  prudenter:  et  bora  vj.  lectu- 
lum  ingressus  est- 
Die  xxvj.  Januarij  in  napoli. 

Jam  bora  xv.  surrexit  et  audita  missa  multa  expediuit:  et  mangio  per 
vna  uolta  bora  xviiij.  et  post  paulo  implicuit  se  negocijs  et  non  fuit  eo  die 
egressus  domum.  Fece  collatione  bora  vij.  noctis  et  i^ost  paulo  lectulum 
petijt.  Et  quella  sera  deliberoreno  lì  medici  la  mactina  sequente  dare  a  sua 
I.  S«  vna  pocba  de  cassia  per  remonere  lo  catarro  tenea. 

Die  xxvij.  Januarij  in  napoli. 

Non  fuit  egressus  domum  eo  die  sed  audita  missa  piglio  vna  pocba  de 
cassia:  da  la  quale  secondo  la  opinione  de  medici  recepecte  bene  et  miglioro 
de  la  voce  rauca  tenea.  Mangio  per  vna  volta  bora  xviiij.  et  quello  jomo  se 
riposo  bene  per  amore  de  la  medicina:  et  bora  v.  discessere  Guriales. 

Die  xxviij.  Januarij  in  napoli. 

m 

Non  fuit  egressus  domum  eo  die  perche  lo  di  precedente  bauea  preso 
la  medicina  et  fu  gran  freddo  et  gran  vento.  Audita  sua  missa  et  factis  qui- 
busdam  remedijs  al  catarro  mangio  bora  xvij.  pulsata.  Eo  die  bebbe  molte 
bone  none  de  vngaria  che  lo  Re  de  romani  era  stato  recto  da  lo  Re  de  vn- 
garìa  et  fugato.  Et  de  francia  et  de  milano  molte  bone  none.  Tucto  quello  jor- 
no  expedio  facciende:  bora  v.  fece  collatione  et  vij.  lectulum  ingressus  est. 


OENNABO  M/  ecce  Lxxxxy^  40X 

Die  xxviiij.  Januarij  in  napoli. 

Satis  bona  bora  surreiit  et  audita  sua  missa  descese  a  lo  suo  jardiao 
grande:  la  expedio  facciende  et  fece  coUatione  et  post  paolo  caualco  in  Ca- 
stello nono  et  visito  la  S.  Regina.  Et  reuersus  iterom  in  negocijs  et  bora  vj. 
coUationem  fecit  et  vij.  lectulum  ingressus  est. 

'      Die  penultimo  Januarij  in  napoli. 

Hora  xiiij.  surreiit  et  audita  missa  descese  al  suo  jardino  grande:  li  fece 
coUatione  et  poi  caualco  al  Poggio  reale:  vide  tucte  quelle  cose:  reuersus 
fu  in  facciende  con  messer  Juliò  per  piures  boras.  Eon  t.  fece  coUatione: 
cbe  se  gouernaua  per  lo  catarro.  Hora  vij.  lectulum  mgressus  est. 

Die  vltimo  Januarij  in  napoli. 

Satis  bona  bora  surreiit  et  audita  missa  decte  audientia  a  io  imbascia- 
tore  de  MUano  et  descese  a  lo  suo  jardino  grande.  Li  fece  coUatione  et  eipe- 
dio  molte  facciende:  caualco  in  casteUo  visito  la  S.  Regina  fu  a  lo  molo:  et 
reuersus  se  pose  in  facciende.  Hora  yj.  fece  coUatione  et  vij.  lectulum  ingres- 
sus est. 

FEBRABo  Die  primo  februarij  in  castello  nouo. 

Hora  IV.  surreiit  et  audita  missa  delibero  andare  ad  aUoggiare  et  stare 
in  castello  nouo  con  tucta  sua  casa  et  cosi  lo  ordino.  Descese  al  suo  jardino 
grande:  U  mangio  et  post  paulo  caualco  in  casteUo  nono:  fuit  cum  Regina 
et  audio  U  vespri  solempni  con  quella  bencbe  in  prima  audio  U  vespri  m 
sancta  maria  de  monte  oUueto:  et  aUoggio  in  le  stanze  del  S.  Re  cum  tucta 
sua  casa.  Hora  v.  fecit  coUationem  et  vij.  lectulum  ingressus  est. 


403  M.**  ecce  Lxxxxj.**  febrabo 

Die  2!"  februarij  in  castello  nouo. 

Surrexit  bona  bora  et  andò  ad  aadire  la  missa  cantata  a  la  stanza  de  la 
S.  Regina  et  li  prese  la  candela  benedecta:  postea  venne  a  mangiare  et  man- 
.  gio  a  la  stanza  de  li  Paggi]  et  li  fece  facciende  con  lo  Secretano  del  S.  Re:  et 
post  modum  andò  a  la  S.  Regina  et  la  accompagno  a  sancta  maria  de  monte 
óliueto:  li  audio  vespri  et  reuersus  expediuit  multa  suo  solito  more:  fece  col- 
latione  bora  vj.  et  vìj.  lectulum  ingressus  est 

Die  iij.  februarij  in  castello  nouo. 

Satis  bona  bora  egressus  est  lectulum  et  audita  missa  expediuit  non 
nuUa  et  visitami  Reginam:  et  bora  xviiij.  reuersus  est  et  mangio  per  vna  uol- 
ta.  Eo  die  vennero  none  de  Milano  come  la  Duchessa  figliola  del  prefato  L  S. 
Duca  bauea  figliato  et  facto  figlio  masculo:  quibus  nouis  tota  ciuitas  ymo 
totum  regnum  gaudio  summo  exultauit.  Fureno  facte  luminaria  et  festa  gran* 
de  de  tale  nona:  et  merito.  Hora  v.  lectulum  petijt. 

Die  iiij.  februarij  in  castello  nouo. 

Quindecima  bora  et  missa  iam  perfecta  comedit  et  post  paulo  andò  a  la 
Ciptadella  et  decte  audientia  ut  moris  sui  erat:  et  hora  xviiij.  reuersus  Regi- 
nam adiuit.  Et  tucto  homo  stana  in  gaudio  et  in  festa  per  la  successa  nona 
del  nouo  parto  de  la  I.  Duchessa  de  Milano.  Quella  sera  fureno  facte  dignis- 
'  sime  luminaria.  Hora  v.  collationem  fecit  et  vij.  lectulum  ingressus  est. 

Die  V.  februarij  in  castello  nouo. 

Satis  bona  hora  surrexit  et  caualco  a  sancto  Martino  de  la  Certosa:  li 
audio  missa  et  mangio  per  vna  uolta  :  dimoro  con  queUi  frati  et  audio  li  ve- 
spri. Reuersus  in  castello  nouo  trono  che  la  S.  Regina  già  era  in  carrecta  per 
andare  a  sancta  Maria  de  la  grocta:  sua  I.  S.  scaualco  et  monto  in  carrecta 


nSRèM  M.^  ecce  Lxzxxj.^  404 

et  accompagDo  la  prefata  S.  Regina:  et  ritomato  che  già  era  hora  tarda  se 
pose  in  facciende  con  Fontano  fino  a  tre  hore  de  nocte  et  postea  hora  iam 
V.  fece  collatione  et  vij.  lectulum  petijL  Et  ordino  a  li  soi  che  lo  di  seqnente 
ritornassero  in  castello  de  capuana  che  la  volea  andare  ad  alloggiare  et  ri- 
tornare a  sua  habitatione.  Iterum  quella  sera  furono  facte  luminarie. 

Die  vj.  februarij  in  napoli. 

Hora  xiiij.  surrexit  et  audita  missa  fece  collatìone  in  castello  nono  a  la 
Camera  de  li  paggi:  et  postea  fuit  cum  Regina.  Et  hora  xiiij.  reuersus  in  ca- 
stellum  capuanum  se  pose  in  facciende  et  hora  v.  fece  collatione  et  leviter 
ptfche  se  gooemaua  del  catarro.  Et  vij.  hora  lectulum  petijt. 


ALU:  IN  S.^:  L.^  VIDE: 


INDICE  GENERALE 


A 


Acerra«  i68. 

Agropoli,  193. 

Ajello,  197. 

Ajello  (Coiste  di),  191,  197,  198. 

Alagno  (d*)  Alfonso,  252. 

»         Banieri,  25,64,65,196,200. 

Albi,  91. 

Albino  Giovanni,  22,  27,  89,  90, 356. 

Alessandro  (d')  Antonio,  376. 

»  Jacobozo,  76 ,  89 ,  91 , 

337^358. 
Aliano  (Contessa  di),  165. 
Alife  (Conte  di),  306,  321. 
Altamura  (Principe  di),  61 ,  136. 
Altavilla  (Conte  di),  159,  385. 
Al  Vito  (de)  Baimo,  84,  224. 
Amalfi  (Daca  di),  55,  57, 61,  84,  86, 

118,352. 
Amantea,  197. 

A  mbasciatore  di  Castiglia,  131,1 46,2 1 7, 

224,  225,  227,  230, 


236,  266,  277,285, 
289.  ^94. 
Ambasciatore  di  Ferrara,  69,  119,  131. 
»  di  Firenze,69,94, 95, 1 00, 

131,  151,  168,  191, 
213,  216,  223,  229, 
230,  232,  245,  248, 
259,  261 ,  266,  270, 

275.  356. 
>  di  Francia,  1 19, 1 38,  147, 

264,  265,  266,  269, 

277,  278,  280,  283, 

285,  286,  287,  298, 

367.  368,  369,  370, 

375,385. 
dell'Imperatore,  150. 

d'Inghilterra,  135,136, 
280. 

di  Milano,  69, 94,  95, 98, 
100,  119,  131,  157, 
158,  191,  213,  216, 
2 29,. 230,  246,  266, 
269,  285. 

5« 


4o6 


INDICE  GENERALE 


Ambasciatore  del  Papa,  131 ,  136. 

>  di  Rodi ,  366. 

»  del  Turco,  1 30. 1 33>  ^  3^, 

157.159.  177.  212, 
213.  237.  238.  240, 

303.  394- 
»  d'Ungheria,  224,230,231. 

»  di  Venezia,  1 82, 1 83, 1 89, 

191,  229,  230,  240, 

257,  266,  280. 

Ambrosino  (Messer),  144,  161,  192, 

214.357- 
Amendolia,  202. 

Andria,  141 ,  396. 

Anticaglie,  163,  220. 

Antonello  di  Campobasso,  12,  104,  105. 

Apice,  168. 

Aquila,  57,  73.74»  80,85,  118. 

Aragona  (d')  Alfonso  —V.  Calabria 

(Duca  di). 

»  Alfonso  (Don),  1 38,3 14. 

»  Beatrice  —  V.  Ungheria 

(Beginadi). 

»  Eleonora  —  V.  Ferrara 

(Duchessa  di). 

»  Enrico,  158,  352. 

»  Federico,  44,  47,  98, 

190,209,224,  233, 

234,261,  286,  348, 

355*364.  366,369. 
372,  373.  374.  375. 
376,  379.  380,  381, 
382,  384. 


Aragona  (d*)  Ferdinando— Y.  Ferdinan- 
do L  d'Aragona. 
»  Ferdinando  —  Y.  Capoa 

(Principe  di). 
»  Ferrante  (Don),  44, 67, 9 1 . 

»  Francesco,  44,  49,  51, 

54,  120. 
»  OioY^na    (  V  Infante  )  , 

225,251,254. 
»  Giovanni  (Cardinale),  42, 

43563,67,80,81. 
»  Isabella  —  Y.  Milano  (Du- 

chessa di  ). 
»  Luigi  —  Y.  Qerace  (Mar- 

chese di  ).. 
»  PietA),    151,   132,  153, 

161,  165,   171,  177, 
220,  238. 
>  Sanda,  Ciancia^  135  — V. 

Traetto  (  Contessa  di  ). 
Arazzi,  284,  289. 
Arcamone  Anello  ,216. 
Architetti  delDuca  di  Calabria— Y.  Giu- 
liano da  Majano — Fiorentino  An- 
tonio. 
Arezzo,  41. 
Arienzo,  168. 
Armellino,  Arminio  (Ordine  dell*),  74, 

138,  160,216,373. 
Amone,  135,  139,  163,  222,  328,  329, 

337- 
Arsenale  di  Napoli,  Tereianah^  Ter^ 

Banale^  171,  227,  362. 


INDICE  GENERALE 


407 


Artiglioria,  81,  98,  128,  195, 198,227, 

3171342. 
Ascoli, '82,  83. 

Astrologi  ,31,  398. 

Astrologia,  45,  89,  127. 

Atri,  82. 

Atripalda,  La  tripauda^  140, 388. 

Auditore  del  Daca  di  Calabria— YJero- 

nimo  (Messer). 
Aaletta,  211. 

Aurelio  (Messer),  yescovo  e  poeta,  307. 
Avanzo  (de)  Gola  ,220. 
Aversa,45,  62,218,222,241,304,374. 
Azano  .21. 


B 


Baccio,  Fiorentino,  216,  223,  229. 

Bagnoli,  148,  218,  320,  321 ,  322. 

Bagnolo,  23. 

Bairano,  62. 

Baja\  180. 

Bajano,  400. 

Balzo  (del)  Angliberto  —  V.  TJgento 

(  Conte  di  ). 
»    ,        Giovan  Paolo  —  V.  Nola 

(  Conte  di  ). 
»  Pirro— V.  Altamura  (Prin- 

cipe di  ). 

Barbariga,  20. 

Bari,  142. 

Bari  (Duca  di),  18,  19,  25,  30,  31. 

Barignano,  20. 


Barletta,  141. 

Barletta  (Priore  di),  220. 

Baroni  ribelli,  6 1,63,65,  70,75,  76,91, 

112,  118,  121,  128,  134,  136. 
Belcastro ,  205. 

Belprato  Simonetto,  27, 182,  184. 
Belvedere,  196. 
Benevento,  351. 

Bentivoglio  Giovanni,2 1 ,25,34, 1 1 4, 1 1 5. 
Bienato  Aurelio— Y.  Aurelio  (Messer). 
Bisbal ,  14,  58,  73, 87,  218,  276,  284, 

307 ,  384. 
Bisceglia,  141. 
Bisconte  Tibaldo,  377. 
Bisignano  (  Principe  di  ) ,  6 1 ,  123,  1 24, 

125,  136. 

»        (Principessa  di),  137. 
Bitonto,  141. 

Bitonto  (Marchese  di),  1 18,122,153,348. 
Bivona,  199. 
Boemia  (Redi),  358. 
Bologna,  39. 
Bordellano,  5,  6,  7,  18. 
Borgo  S.  Sepolcro  ,113. 
Bozzuto  Cesare ,  387.    ^ 
Bracciano ,  42 ,  106. 
Brancaccio  Colantonio-,  92,  357. 

»         Marino,  124, 177,  178,  179, 

190»  i99i  222,  250,  272, 

307»  337»  39^- 
(  Brancaleone,  202. 

Brescia,  21. 

Brienza  —  Y.  Burgenza. 


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I2'>  no,  253,  254,257. 
2^';,  2y'>,  2^w.  3C0, 323, 

>  (  I>3^LÉ&»i*a  di  ; .  4%  nò.  12S, 

«53*^54»  135.  '2*^- 
Ca-^jta  Benia^^o,  16,  17,  20,  2*4. 

>  GioTaimì  Afito&io,  284. 
Cairi,  50,  73,  243, 

Cameriere  del  Duca  di  Calabria  —  V. 

Pizolo  ALìonelìo. 
CamerllDgo  del  Duca  dì  Calabria— T. 

Ge&Baro  (de)  Andrea^ 
Campagoaiko,  99,  103. 
CampobaMo— y.  Aotooello. 
Ca&celliere  del  Daca  di  Calabria— Y. 

CasaloaoTo  Loisì. 
Caoetterìa  Beale— Y.  Tripergole. 
Caiw>«i,396, 

Capaccio  (Conte  di),  194,  196. 
Cappellano  del  Daca  di  (^labria,  300/ 

32it334-  ; 

Capua,  44,  73, 304,  334, 360,374, 373.  ; 


G.cTA-ii— V.MelS 
•ji^T^ji^  Xz^ccly,  14,  15. 
GioTaa  B^nsta,  11.  i^ 
GriTtLo,  :o.  20.  S-S,  2>5- 
Ja£opo  —  T.  Bzrgccja  ;  Con- 
te di  ). 
llari^o,  125,  y'fj. 

Bcberto  (  Fra  ) ,  143,  3C-S, 
309-  319. 

Tiberio,  207. 
Caiaia  Alberico,  202,  372. 

Baordo.  243,  2  So. 

Dicmede  —  V.  Maddaloni  (Con- 
te dì). 

Ettore,  30,  123,  177. 

Giorannì,  243. 

Gioran  Vincenzo,  2 89. 

Ifiìsì,  166,  1Ó7. 

Malizia,  340. 
Cararaggio,  12. 
Carbone  Antonio,  322. 
Cariati,  206. 

Carinola  (  Conte  di  ) ,  93 ,  126. 
Cariteo,  231. 
Camerale ,  308. 


INDICE  GENERALE 


409 


Carpi  ,38. 

Carpì  (Signore  di),  25,  38. 

Casale  di  Principe  «  131, 134, 135,  190, 

290,301.361,374. 
Casalmaggiore,  38. 

CasalnoYO  (de)  Loisi ,  34,  85 ,  96 ,  i  o  i , 

367. 
CasalnnoTO ,  208. 

Gasciano,  36. 

Caserta,  73,  133,  139,  152. 

Cassano,  208. 

Castel  Bolognese ,  114,  115. 

Castel  San  Giovanni,  41. 

Castel  di  Sangro ,  50 ,  78. 

Castellaneta ,  144. 

Castelli  e  Palazzi  Beali  di  Napoli  : 

Castel  Capuano,  sne  camere  e  giar- 
dini, 128,  136,  173, 
174.  177,  190,  214, 
226,  232,  234,  236, 
237,  239,  241,  244, 
259.265,306,350,354. 
»  Nuoto,  sue  camere  e  giar- 
dim,46,i85,238,242, 

326,343.378403>404- 
»     dell' Ovo,  135, 154,  187, 

190,307. 
Dachesca,  289,  313,  3231324. 
325»  326,  327,  338, 
342 .  343,  344t  345, 
346.  35I1  3b2.  352, 
354,  355,  356.  357. 
359,  362,  363. 


Incoronata,  130,  266,  327. 
Maddalena,  342, 343, 345, 346, 

359.362,363. 
Castello  di  Àmantea,  197. 

»        di  Àversa,  241. 
di  Belvedere,  196. 
di  Castrovillari ,  207. 

»        di  Ciro ,  206. 

»        di  Cotrone,  206. 

»        di  Eboli,  193. 

»       di  Gaeta,  219. 

»       di  Gerace,  203. 

»        d' Ischia,  346. 

»       di  Lecce,  143. 

»        di  Manfredonia  ,391. 

»        di  Melfi,  145. 

»       di  Mignano,  332. 

»       dì  Monteleone,  199. 

»        di  Oppido,  201. 

»        di  Oria,  143. 

»        di  Pisciotta ,  1 94. 

»        di  Pizzo,  199. 
^  >       di  Policastro,  195. 

>       di  Reggio,  201. 

»       diSqnillace,  204. 

»       di  Taranto,  143. 
Castiglia  (Be  di) ,  292,  294. 
Castrovillari,  207. 
Catanzaro,  205. 
Catignano,  21. 
Cavaggiolo,  40. 
Cavallerizze  Beali,  73,  166,  207,  208, 

2 1 5,  222 ,  228 ,  230,  275,  276, 289, 


410 


INDICE  GENERALE 


298,  329.  337,  353,  356,  369. 
Oavallerìzzo  del  Duea  dì  Calabria,  26, 

379- 
Gelano,  91. 

Celano  (  Conte  di  ) ,  11 8. 

Cerignola,  122,  391 ,  392. 

Cesena,  115. 

Chiaja,  348. 

Chiese  e  Monasteri  di  Napoli  : 

S.  Agostino,  135. 

Annunziata,  66, 165,256,  258, 
293,  316- 

S.  Antonio,  152,  325. 

Ascensione,  221 ,  332. 

S.  Benedetto ,  48. 

Carmine ,  48 ,  66. 

S.  Caterina  a  Formelle,  280, 297, 

305- 
Cattedrale,  267,  277,  293,  294, 

308,  309,  310,  313,  314, 

316,338. 

S.  Chiara,  229.  231,  278,  338, 

340. 
S.  Croce,  259, 327,  331,  340. 

S.  Domenico,  135,  293,294,328. 

S.  Giovanni  a  Carbonara,  48, 2 1 4, 

232.285. 
S.  Giovanni  a  mare,  232,  343. 
S.  Giovanni  exfra  civitaiem  (ora, 

agli  Ottocalli  ),  255. 
Incoronata,  160. 
S.  Lorenzo,  214. 
S.  Lncìa ,  285. 


Maddalena,  297,  300,  304. 

S.  Margherita,  264. 

S.  Maria  Armellino,  150. 

S.  Maria  delle  Grazie,  235,  258, 

294 
S.  Maria  della  Grotta,  137,  177, 

190,366,403. 
S.  Maria  dei  Martiri,  304,  308. 
S.  Maria  la  Nova,  227,  268,  282, 

353. 
S.  Maria  della  Pace,  222^  223, 

301. 
S.  Martino,  48,  233,  282,  403. 
Monteoliveto,  65,  69,  148,  173, 
1 77, 1 87, 2 1 3, 2 1 6,  268, 269, 
288,315,331,370.    • 
S.  Pietro  ad  Ara,  48,'  172,  173 , 

174,218,234,261. 
S.  Pietro  a  Majella,  305,  387. 
S.  Pietro  Martire,  64. 
S.  Severino,  232 ,  262,  279, 2S3, 

287,  356  —  V.  S.  Benedetto. 
Trinità,  331. 
Chieti,  51. 
Cicchella  (Messer),  64, 72,  83,  91,  125, 

136. 
Cicinello  M.  Antonio,  55 «  58,  74. 
Cignano,  21. 
Cigolo,  22. 
Cilento,  138. 
Cimitile,  273. 
Ciro,  206. 
Citaro  Antonetto,  222,  284,  337,  365. 


INDICE  GENERALE 


411 


\ 


f 


Civita  Lavina,  92. 

Civita  Santangelo ,  84. 

Civitavecchia,  110. 

Civitella ,  82. 

Clemente, CAimenfo  (Messer),  252,  357. 

Codici,  282. 

Colonbrello  Giovanni,  157. 

Colonna  (Cardinale),  42. 

>  Fabrizio,  379. 
»       Pietro,  23. 

Cometa,  398. 

Como  Leonardo,  125,  155,  180,  192, 
240,314,  375. 

Compratore  Maggiore  del  Daca  di  Ca- 
labria —  Y.  Majo  (De)  Ambrosino. 

Confessore  del  Duca  di  Calabria,  195, 

211,  251,  334. 

Congiara  dei  Baroni — Y.  Baroni  ribelli. 
Conigliera— Y.  Masseria  del  Daca  di  Ca- 
labria. 
Conza  (  Conte  di  ),  1 1 7,  2 1 1 ,  285. 
Coppola  Carlo,  307. 

>  Francesco  *-V;  Sarno  (Conte  di). 
Corigliano,207. 

Comete,  no. 

Corse  di  cavalli,  26,  31,  394. 

Corsine  Fiero,  226,  229. 

Corte  del  Daca  di  Calabria— Y. Architet- 
ti — Aaditore — Cameriere — Camer- 
Ungo — Cancelliere  —  Cappellano — 
Cavallerizzo  —Compratore  Maggio- 
re —  Confessore  —  Elemosiniere  — 
Gaardarobba  —  Librare  Maggio- 


re —  Maggiordomi  —  Mastro  di  Ca- 
sa—Medici—Paggi—Scrivano Mag- 
giore —  Scrivano  —  Segretario  — Te» 
soriere. 

Cortigelli  ,21. 

Cortona,  41 ,  107,  108. 

Cosenza,  197,  198. 

Costitozioni  del  Regno  di  Napoli,  46. 

Cotrone,  205,  206. 

Crema,  17. 

Cremezano ,  20. 

Cremona,  5,  16,. 3 8. 

Creta  di  Pesaro,  271. 

Crispano  Matteo,  144. 

Cristalli,  41,  51,  171 

Cagnolo ,  20. 

Cama,  132. 


D 


Diano,  138. 

Diofebo,  28,  32. 

Dogana  di  Napoli,  354,  371  • 

Dogliolo,  Ogliuolo,  Ugliolo,6^  157. 

Dolce  (del)  Giovan  Battista,  339. 


E 


Eboli,  Tevoli,  193,211,311. 
Elemosiniere  del  Daca  di  Calabria,  211, 

334. 
Este  (d')  Ercole— Y.  Ferrara  (Daca  di). 

»       Isabella ,  69. 


\ 


412 


INDICE  GENERALE 


F 


Parfengo,  5,  20. 

Farina  Antonio,  34. 

Farse,  188,  251,  352. 

Felice  (  de  )  Francesco  —  Y.  Cicohella 

(  Messer  ). 
Ferdinando  I.  d'Aragona, 62, 63,  64, 

96,  122,   123,  128,  226,  363,  383. 

Ferrara  ( Daca  di),  18,  19, 38,  39, 1 1 5. 

»       (  Duchessa  di  ),  38,  39,  1 89. 
Festa  di  S.  Maria  dell*  Armellino,  1 50. 

»     di  S.  Martino,  87,  276,  383. 

»     diPiedigrotta,  137. 
Filomarino  Scipione ,  88. 
Fiorentino  Antonio,  195. 
Firenze ,  40. 
Firenzuola,  39. 

Foggia,  140,  388,  389,  390,  391. 
Foiz,  Foes,  jPo5{»a( Cardinale  di),  152, 
153,  154,  161,  162, 163, 164,357, 

358,  359- 
Fondi ,  44. 

Fondi  (Conte  di) ,  1 1 7,  165,  226,  285. 

Forlì,  115. 

Forma  (de)  Carlo,  1 14. 

Fornello ,  78. 

Fracasso,  12,  26,  loi. 

FrancaTÌlla,5i. 

Francesco  (Fra)  d*  Aragona,  155, 248, 

249,  250,251,  252,  253, 256,  259, 

261,327,331,340. 
Francese  Giovanni  Antonio,  383. 


Francia ,  40 1 . 
Frignano ,  20. 
Frontignano ,  20. 


Gt 


Gabbiano,  9,  19. 

Gaeta,  44,  164,  219,  335,  336. 

Gaetani  Joancola,  194,  276,  284,  307, 

351. 
»       Mandella— y.  Bisignano  (Prin- 
cipessa di  ). 
Onorato— V.  Fondi  (Conte  di). 
Onorato  (Juniore)—  V.  Traetto 
(  Conte  di  ). 
»      Pietro  Bernardino  —  V.  Moroo- 
ne  (  Conte  di  ). 
Galateo  Antonio,  233. 
Galeota  Francesco,  136,  220, 229,  321, 

368,  388. 
Galere ,  48, 49. 

Gallerana  Bianca,  182,  232, 233. 
Gallipoli,  142,  143. 
Gallo  (del)  Gaspare ,  38. 
Gattola  Jacobo,  220. 
Gazollo  Francesco  Maria,  io. 
Gennaro  (de)  Andrea,55, 56,  79,85,98, 

105,  120,218,271, 

272»  333i  386,  399. 
.   »  Ferrante,  137,  240. 

Genova  (  Doge  di  ),  1 72. 
Genzano,  145. 
Gerace,  Irace^  203. 


INDICE  GENERALE 


413 


Gerace  (Marchese  dì),  266. 
Giardino  di  D.  Federico  d*  Aragona  ad 

Acerra,  168. 

»       della  Regina  a  Chiaja,332,348. 
Giostre,  62,  63  ,64,65,66,67,68, 

137.  147.234,236,239,241,266, 

350,  353. 
Gioyenazzo,  141. 

Giuliano  da  Majano,  Mariano  da  Vaya- 

no,  132,  377,  378. 
Ginlianova,  JttZ«a,  82,  84,  1 17. 
Giuochi,  54,  177,  178,  184,  256,  257, 

289,293,383. 
Gonzaga  {Lidolfo,  33. 
Granata  (Be  di),  292. 
Gravina  (  Daca  di  ) ,  169. 
Greco  (Lo)  Fiorentino,  322,  323,  325. 
Grottaminarda,  168. 
Gualandi  Bernardino,  58. 

»        Ranieri,  64, 65, 1 37, 1 80, 1 82, 
232, 233,  344,  372. 
Guardarobba  del  Duca  di  Calabria  —  V. 

Alyito  (de)  Raimo. 


H 


y 


Herra  (de)  Sancio,  385. 


I 


Innocenzo  Vili,  41, 43,  63,  73,  90,  94, 

104,  110,371,376,398. 
Ischia ,  346. 


J 


Jacopo  da  Volterra,  1 36. 

Jeronimo  (Messer) ,  262,  367. 

Julio  (Messer),  151,  160,  171  ,  184, 
190,  191,  213,  215,  217,  218,  233, 
248,  257,  258,  261,  271,  287,  298, 
300,  306,  348,  402. 


L 


Labro ta,  20. 

Lairano,  39. 

Lanciano,  50,  51. 

Laudato  Vincenzo,  345. 

Lauria  (  Conte  di  ) ,  1 36. 

Lecce,  142,  143. 

Leo  (de)  Carlo,  173^175»  211,  223  , 

239,  242,  246,  252,  258. 
Librare  Maggiore  del  Duca  di  Calabria — 

V.  Albino  Giovanni. 
Libri,  160,  179,  284,  333. 
Lodi,  37,  38. 
Loffredo  Carlo,  90. 
Loreto  (S.  Maria  di),  116. 
Lunghena,  21. 


M 


Maccia  Jacobo,  220. 

Maddaloni  (Conte  di),  72,  135,  309. 

Maggiordomi  del  Duca  di  Calabria—  V. 

Gualandi  Ranieri  —  Siscar  Paolo  — 

53 


414 


INDICE  GENERALE 


Vela  Diego. 
Majano  (da)  —  V.  Giuliano. 
Majo  (de)  Ambrosino,  92. 
Manerbi,  21. 

Manfredonia,  140,  386,  391. 
Mantova  (Marchese  di) ,  1 1 5. 
Maratea,  195. 
Marcianise,  151,  234,  244.. 
Marianella,  353. 
Marigliano  (  Conte  di  ) ,  72 ,  1 59,  2 1  ^ 

226,321,330. 
Marino,  43. 

Marsilio  (Conte),  6,  12,  18. 
Martina  (Marchese  di),  220. 
Martiri  di  Otranto ,  304. 
Marzano  Antonio,  12,  16,  24. 
Maschere  ,295. 
Masseria  della  Regina  a  Somma,  270. 

»  del  Daca  di  Calabria  ai  Vergi- 
ni (Conigliera),  157,  261, 
284,306,309,313,327, 

361,377,378. 
»       di  D.  Federico  d'  Aragona  a 

S.  Maria  della  Grotta,  362. 

»       dello  stesso,  in  Puglia,  392, 

393.  396. 
Mastro  di  Casa  del  Daca  di  Calabria  — 

V.  Capua  (de)  Jacòbo. 

Matera,  144. 

Medici  del  Daca  di  Calabria  —  Y.  Cle- 
mente (Messer)  —  Coppola  Carlo  — 
Leo  (de)  Carlo — Silvestro  (Messer). 

Medici  (de)  Lorenzo,  39,  40,  113,  133. 


Melfi,  145. 

Melfi  (Daca  di),  120, 121, 123,  136. 

Messina,  201* 

Messina  (  Priore  di  ) ,  202. 

Messinesi,  202. 

Miglionico,  144 
Mignano,74,245,  332. 

Milano,  i7»35.  36,  37»40i. 
Milano  (Duca  di),  107,  172,  326. 
»     (Duchessa  di),  62, 128, 162, 171, 

17^.173.176,185,188,189, 

236,305,326,403. 
Mileto  (  Conte  di  ) ,  117,  1 24, 1 35. 
Minerva,  35,  36. 

Minervino,  Monormino^  393,  396. 
Miracolo  di  S.  Gennaro,  277,  326. 
Miracolo  falso,  333,  334 
Mirandola  (della)  Antonio  Maria,  15,31. 
Modena,  38. 

Mola  di  Gaeta,  220,  336. 
Molo  diNapoli,  173, 177,180, 189,227, 
230,  237,  240,  287,  316,  338,  346, 

348, 349.  354,  355,  356,  362,  369. 
Molfetta,  141, 
Monasteri  di  Napoli  —  V.  Chiese  e  Mo* 

nasteri. 
Monete,  162,  171,  189,  223. 
Monopoli  ,142. 
Montecasino,  333. 
Monteforte ,  400. 
Montefusco,  400. 
Monteleone,  199. 
Montepulciano,  107,  108. 


INDICE  GENERALE 


41& 


Monterotondo,93. 
Montesantaogelo  (Santuario),  391. 

Montoro(Contedi),54,55,56,85.37^»375- 

Morano  Francesco ,  86. 

Morcone (Contedi),  87, 90,  134.  135. 

Mormìle,  MorminOy  Trojano,  105. 

Mosca  Rinaldo ,  1 50. 

Motta  Babalina,  203. 

Mottella ,  1 9,  20. 

Mura  di  Napoli,  48,  187,228,285,287. 

300, 306,  359,  366. 
Mura  (  Conte  di  ),  400. , 
Musica,  181,  184,  223, 230,  232,  250. 


N 


Napoli— V.  Arsenale— Castelli  e  Palazzi 
Beali — Chiese  e  Monasteri — Doga- 
na —  Molo  —  Mura— Porte — Seg- 
gi —  Vie  —  Zecca. 

Nardo,  47,  143. 

Nicastro,  199. 

Nicotera,  200. 

"Nocera  di  Puglia,  120. 

Nola,  139,  140,  272,  273,  387. 

Nola  (  Conte  di  ) ,  158,  167. 


0 


OUveto,333»334- 
Oria,  143. 

Orsini  (Cardinale),  42,  83,  99,  100, 
loi,  103,  104,  105. 


Orsini  Giordano,  255. 

»  Mario,  83,. 98. 

»  Paolo,  91,96,  104. 

>  Virgilio,  85,  94,  97,  121,  360, 

361,362,363. 
Ortona,  51. 
Orvieto,  42. 
Otranto,  47,  142,  304. 


Padula,  210. 

Paduli  di  Napoli,  148,  235,  237,238, 
242 ,  250,  314,  315,  317,  356,  365, 

372. 
Pagano  Ferrante,  83. 

»      Galeotto,  12. 

»      Pietro,  1 19. 

Paggi  del  Duca  di  Calabria,  13,  77,242, 

393. 
Paglieta,  119. 

Pagone,  22. 

Palazzi  Reali  —  V.  Castelli. 

Pandolfini  Pietro  Filippo,  29. 

Pandone  Camillo ,  252,  265,  370. 

»       Scipione— V.Venafro(Conte  di). 

Pappacoda  Artuso,  72,  75,  87,  98,  262. 

»        Jacobo,  34,  58,  70,  74,  75. 

>        Trojano,22. 
Paradiso  (Villa),  221,  225,  240,  339. 
Pasqual  (Messer),  171,  191,  231,  248, 

282,  285,  287,  332. 
Pastore  Francino,  220,  346. 


4i6 


INDICE  GENERALE 


Patrinella ,  20. 

Pavia  (Vescovo di),  181. 

Fentima  ,119. 

Pesaro,  116. 

Pesaro  (Signore  di) ,  11 9. 

Pescara,  57,  1 19. 

Petrinaca,  20. 

Petraciis  (de)  Antonello  (Io  Secretorio), 

98,  112,  135. 
»  Francesco  — V.  Carinola 

(Conte  di). 
»  Giovanni  Antonio— V.Po- 

licastro  (  Conte  di  ). 
Pianura,  258,  288,  365. 
Picare,  42. 

Pignatelli  Ettore,  285. 
Piombino  (Signore  di),  119. 
Piperno ,  43. 
Piscina ,  90. 
Pisciotta,  194. 
Pisticcio,  144. 
Pitigliano,  108. 
Pitigliano  (Conte  di) ,  io,  19,  24,  52. 

»         (Contessa  di),  158,  162. 
Pizolo  Giovanna,  1 19. 
»      Antonello,  76,  332. 

■ 

Pizzo,  199. 

Placente  (de)  Colandrea,  11,  12. 

Poderico  Giovanni  Antonio,  160,  400. 

Poggioreale  (Villa),  150, 160,  168,  173, 
176,  179, 183,  184,  188,  191,214, 
218, 223, 225,  237, 238,  240,  260, 
279,  284,298,302,  304,  307,  313, 


314»  323»  331»  340,  341.34^.  345t 
347»  363.  355.  362,  377,  379,  385, 
386. 

Policastro,  194. 

Policastro  (Conte  di  ),  126. 

Policoro,  145,209. 

Polignano,  142. 

Pontano  Giovanni,  30,  58, 65, 68,  217, 
218,  247,  260,  261 ,  274,  284,  287, 
289, 296, 300, 306. 343, 380,403,404. 

Popoli  (Conte  di),  80,  88,  90,  120. 

Porte  di  Napoli: 

Porta  Capuana,  1 78,  267. 
»     del  Mercato,  230,  3 1 8, 339, 

344. 
>     Beale,  226,  287,  293,  294, 

368. 

Potenza  (Conte  di) ,  265,  308. 

Pozzuoli,  67,  131, 134,  288,  322. 

Prata ,  400. 

Presenzano ,  74. 

Processione  del  Corpus  Domini,  229. 

»        di  S.  Gennaro,  326. 

»       per  impetrare  la  pioggia  , 

255. 
Precida,  346. 

Precido  (Messer),  239. 

Provveditori  Veneziani,  32,  33,  35. 


Q 


Quarto,  133,  280. 
Quatri ,  50. 


f-»  -^t 


INDICE  GENERALE 


417 


Qainzanello,  21. 
Qainzano ,  6. 


R 


Seggio,  201,  202. 
Biminì,  116. 
Bimini  (Signore  di),  119. 
Bizo  Francesco  ,158. 
Bocca  Imperiale ,  145,  208. 
Bocca  di  Mondragone,  220,  336. 
Boccella,  203. 
Boma,43,95,96,  97. 
Bomanenga,  36. 
Bomano  Pietro,  136. 
Bossano,  206. 

Bossetto  (Messer),  11  ,  13,  14,  17,  21, 
73.78,  150. 


S 


Salerno,  126,  138,  192,211,310. 
Salerno  (Principe  di),  44,  61,  64,  124, 

125,  126,  127,  130,  180. 
San  Gei-mano,. 77,  78,  245,  246,  333, 

335- 
San  Gervaso,  22. 

Sangro ,  Sanguino  (de)  Francesco ,  60. 

>        Giovanni,  250. 

»        Gismondo,  193. 

»        Pietro,  90,  91. 
Sa  A  Lucido,  196. 
San  Mauro,  145. 


Sannazaro  Jacopo,  251,  283. 
Sanseyerino  Antonello  —  V.  Salerno 

^  (Principe  di  ). 
»  Anton  Maria,  24,  26. 

»  Barnaba  —V.  Lauria  (Con- 

te di  ). 
»  Carlo— V.Mileto  (Conte  di). 

»  Cola  Maria,  109. 

>  Gaspare  —  V.  Fracasso . 

>  Giorgio,  17. 

»  Giovanni  Antonio,  276. 

»  Giovan  Francesco ,  181. 

»  Girolamo — Y.  Bisignano  , 

(Principe  di). 
»  Guglielmo  — V.  Capaccio 

(  Conte  di  ). 
»  Jacopo,  251,  283. 

»  Boberto,7,8,9,  io,  11, 26, 

.27. 30»  33. 80, 83, 97, 
104,  105,  108 ,  109, 
III,  112,  113. 
Santacroce  Prospero,  90. 
Sant*  Angelo  (Conte  di),  173. 
Saponara,  210. 
Samo,  192,  298,  310,  312. 
Samo  (Conte  di ) ,  112,  135,  138. 
Sarzana ,  36. 

Sassetta  (della)  Ludovico,  109. 
Savelli  (Cardinale),  42. 
>      Giovanni,  85,  86. 
»      Luca,  24. 
Says  (de)  Elisabetta  ,  309. 
Scalea,  195. 


t 


4i8 


INDICE  GENERALE 


Scandeìrbech  (La  Scannartbecha) ,  1 50. 

Scancanello  (Villa),  219,  220. 

Scarpizolo ,  20. 

Sciabica  Trojano,  211. 

Scigliano,  198. 

Scorzarolo,  20. 

Scortiatis  (de)  Scansato^  Giulio— V.  Ju- 
lio  (Messer). 

Scriyano  Maggiore  del  Duca  di  Cala- 
bria—V.  Ambrosino  (Messer)— Cic- 
chella  (Messer). 

Scrivano  del  Duca  di  Calabria  —  V.  Co- 
mo Leonardo. 

Sechi  Francesco ,  1 8. 

Seggidi  Napoli,  45,  128,  130. 

Segretario  del  Duca  di  Calabria  —  Y. 
Fontano  Giovanni  —  CasalnoYO  (de) 
Loisi. 

Seminara,  201. 

Senise,  210. 

Sermoneta  ,43. 

Sessa ,  44. 

Seta,  41,  51. 

'Sforza  Gioran  Galeazzo  —  V.  Milano 

(Duca  di). 
»      Ippolita  —  V.  Calabria  (Duches- 
sa di  ). 

Sguazatoro  (Villa),  362. 

Siciliani,  201,  202. 

Silvestro  (Messer)  Protomedico,  170, 
171. 

Siscar  Francesco— V.  Ajello  (Conte  di). 
»     Paolo,  56,  191. 


Sisto  IV,  34. 

Sora  (Duca  di),  88,  90,  133. 

Sorano,  108. 

Soverato,  204. 

Spinelli  Francesco,  134. 

Spinola  Jeronimo  ,119. 

Squillace,  204. 

Stilo ,  204. 

Sulmona,  59,  78,  79,  80,  81,  372. 

Suonatori,  181,  182,  189,225. 


T 


Tagliacozzo,  92. 

Taranto,  143,  144,  209. 

Teano,  73. 

Terracina,  137. 

Terranova,  200. 

Terranova  (  Conte  di  ) ,  308. 

Tesoriere  del  Duca  di  Calabria— V.  Po- 

derico  Giovanni  Antonio. 
Tocco,  58,81. 
Tolentino  (di)  Giovan  Francesco,  17, 

31»  34- 
Toraldo  Cola  ,191. 

Torcila  (Barone  della) ,  67,  384. 

Torello  Marsilio— V.  Marsilio  (Conte). 

Torre  a  mare ,  209. 

Torre  del  Greco ,  127,  161,  356. 

Toscanella,  109. 

Traetto  (Conte  di),  220. 

>      (Contessa  di),  336. 

Trani,  141. 


INDICE  GENERALE 


419 


Treze,  36,37. 
Tricarìco,  145. 

Tripergole,  149,  185,  301,  322. 
Trivnlzio  Joan  Jacobo,  6,  8,  24,  33, 

107,  134. 
»        fienaio,  6,  18. 
Troja,  388,  389. 
Tropea,  200. 

Tufo  (del)  Giambattista,  137. 
Turchi ,  47. 
Tursi,  210. 


u 


Ugento ,  Ducenfo  (Conte  di) ,  1 36. 
Ungheri,  120,  122,  123,  333. 
Ungheria,  44,  63,  66,  386,  401. 
Ungheria  (fie  di),  35,  66, 324,  325, 326, 

3271328,401,406. 
»       (Regina  di),  358. 
Urbino  (Conte  di)  ,  13. 

>      (  Duchessa  di  ) ,  46,  1 53. 


V 


Valle  (della)  Bernardo,  229. 


Vela  Diego,  16,56,  123,  305,  349,  351. 

Venafro ,  50. 

Venafro  (Conte  di),  77,  78. 

Venosa,  145,  396,  397,  398. 

Venosa  (  Duca  di  ) ,  61,  121,  122. 

Verola  Alghisi ,  20. 

Verola  Vecchia,  20. 

Vicovaro ,  93. 

Vie  di  Napoli ,  309. 

Villachiara,  19. 

Ville  Beali  —  V.  Casal  di  Principe  — 
Dogliolo  —  Giardino  di  D.  Federico 
d*  Aragona  ad  Àcerra ,  della  Begina 
a  Chiaja  —  lilasseria  della  Begina, 
del  Duca  di  Calabria,  di  D.  Federi- 
co d' Aragona  —  Paradiso  —  Pog- 
gioreale— Scancanello—  Sguazatoro.  * 

Visconte  Battista ,  1 7. 

Vuanengo,  19. 


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Zacagni,  370. 
Zecca  di  Napoli,  189. 
Zurlo  Francesco,  230. 
»    Jacobo,  163. 


FINE  DEL  VOLUME  PRIMO. 


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